José Mourinho

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José Mourinho
Jose Mourinho - Inter Mailand (5).jpg
Dati biografici
Nome José Mário dos Santos Mourinho Félix
Nazionalità Portogallo Portogallo
Altezza 174[1] cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Chelsea Chelsea
Ritirato 1987 - calciatore
Carriera
Giovanili
1978-1979
1979-1981
Uniao Leiria União Leiria
Belenenses Belenenses
Squadre di club1
1981-1982 Rio Ave Rio Ave 16 (2)
1982-1983 Belenenses Belenenses 16 (2)
1983-1985 Sesimbra Sesimbra 35 (1)
Carriera da allenatore
1981-1982 Rio Ave Rio Ave Assistente
1982-1983 Belenenses Belenenses Assistente
1987-1988 Vitoria Setubal Vitória Setúbal Allievi
1988-1992 Estrela Amadora Estrela Amadora Assistente
1992-1993 Sporting Lisbona Sporting Lisbona Assistente
1994-1996 Porto Porto Vice
1996-2000 Barcellona Barcellona Vice
2000 Benfica Benfica
2001 Uniao Leiria União Leiria
2001-2004 Porto Porto
2004-2007 Chelsea Chelsea
2008-2010 Inter Inter
2010-2013 Real Madrid Real Madrid
2013- Chelsea Chelsea
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 3 giugno 2013

José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho (ʒuˈzɛ moˈɾiɲu; Setúbal, 26 gennaio 1963), è un allenatore di calcio portoghese, tecnico del Chelsea.

Figlio dell'ex calciatore Félix Mourinho, portiere del Vitória Setúbal e Belenenses, è soprannominato The Special One, come lui stesso si definì durante la sua prima conferenza stampa al Chelsea.[2]

È l'unico allenatore al mondo ad aver vinto i campionati di Inghilterra, Italia e Spagna, e uno dei pochi ad aver vinto in quattro diversi campionati europei: i tre appena elencati e quello portoghese (gli altri sono Giovanni Trapattoni, Ernst Happel e Tomislav Ivić).[3] Inoltre è stato il terzo allenatore, dopo Ernst Happel e Ottmar Hitzfeld, e in seguito anche Jupp Heynckes e Carlo Ancelotti, a vincere due Champions League con due club diversi (Porto e Inter).[4]

Personaggio molto controverso, è spesso al centro di polemiche per il suo carattere spavaldo,[5] ma il suo valore tecnico è riconosciuto[6]: per quattro volte (nel 2004, 2005, 2010 e 2012) è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall'IFFHS[7], mentre nel 2010 si è piazzato terzo dietro ad Arsène Wenger ed Alex Ferguson come Allenatore del decennio (dal 2000 al 2010).[8] Nel 2010 ha vinto il FIFA World Coach of the Year tra gli allenatori di calcio maschile[9][10] (si è invece classificato terzo nel 2011 e secondo nel 2012).

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

José Mourinho, collabora fin dai tempi del Porto con Rui Faria, preparatore atletico. I suoi metodi di allenamento, considerati rivoluzionari e poco convenzionali rispetto agli approcci classici, hanno suscitato la curiosità di diversi addetti ai lavori. Le sedute di allenamento prevedono l'abolizione della preparazione atletica tradizionale separata da quella tecnica, con una particolare enfasi posta verso i princípi e i sottoprincipi di gioco e la loro introiezione gerarchizzata. Sebbene il metodo di allenamento possa apparire simile all'approccio integrato tradizionale, composto da allenamenti svolti esclusivamente attraverso l'uso del pallone, l'allenamento di Mourinho e Rui Faria si differenzia nel porre l'accento sull'aspetto prettamente tecnico e mentale.[11] L'analisi di questo tipo di approccio è stata sviscerata da alcuni studenti universitari portoghesi, nella pubblicazione Mourinho. Questione di Metodo,[12] la cui presentazione è a cura dello stesso Rui Faria.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore e professore di educazione fisica[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Setúbal come secondo figlio di Félix Mourinho e Maria Júlia Carrajola dos Santos.

Mourinho da giovane ha tentato di intraprendere la carriera di calciatore, come difensore. Ha militato nelle giovanili dell'União Leiria[13] e in quelle del Belenenses;[13] nel 1981 ha poi seguito il padre allenatore al Rio Ave e si è iscritto all'Università Tecnica (ISEF) di Lisbona.[14] Nel 1982 è tornato con il padre allenatore al Belenenses. Dal 1983 al 1985 ha giocato nel Sesimbra. Infine, dal 1985 al 1987 ha militato nel Comercio-Industria di Setúbal.[15]

All'età di 24 anni, visti i risultati carenti, si è ritirato per prepararsi alla carriera di allenatore, iniziando ad allenare i suoi amici. Mourinho ha dichiarato di essere stato assistente di suo padre ai tempi del Rio Ave e del Belenenses, incaricato di andare a visionare le squadre avversarie.[16]

Laureatosi all'Instituto Superior de Educação Física, inizia così la sua carriera come professore di educazione fisica, proseguita per 5 anni. In quel periodo ha allenato squadre giovanili presso le varie scuole dove insegnava a Sètubal. Inoltre, ha partecipato a corsi tenuti in Scozia.[14]

Mourinho, nel periodo in cui allenava gli Allievi del Vitória Setúbal, ha lavorato tramite la scuola anche con ragazzi affetti da problemi motori e mentali "dove tutto è psicologico, amore, affetto, empatia e passione", come dichiarato da lui stesso in una recente intervista a Christian Panucci di Sky Sport.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera da allenatore incomincia nel 1987, allenando la squadra Allievi del Vitória Setúbal.[14][17] Nel 1988 viene chiamato dall'Estrela Amadora in veste di assistente tecnico di João Alves, dove vince la Coppa di Portogallo 1990. Nei successivi due anni è stato assistente di Jesualdo Ferreira. Nel luglio 1992 diventa interprete e assistente (preparava le partite e allenava i portieri) per l'allenatore inglese Bobby Robson allo Sporting Lisbona.[18] In seguito lo stesso Robson lo vuole come suo vice al Porto[19] In due anni vincono una Coppa di Portogallo e due campionati.

Ancora Bobby Robson lo chiama nel 1996 al Barcellona come suo vice.[17][20][21] La stagione si conclude con i successi in Coppa di Spagna, Coppa delle Coppe, e Supercoppa di Spagna. Il 28 giugno 1997, durante i festeggiamenti della Coppa di Spagna, Mourinho prende il microfono e urla al pubblico: "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore".[21] Quando Robson diventa dirigente del Barça nell'estate successiva, Mourinho decide di rimanere in Catalogna; sulla panchina del Barcellona arriva l'olandese Louis van Gaal, che decide di continuare ad avvalersi del tecnico portoghese come allenatore in seconda. Nel 1998 vincono il campionato, la Coppa di Spagna e la Supercoppa europea; nel 1999 la squadra si confermerà campione di Spagna.

Il 16 maggio 2000 van Gaal gli permette di guidare la squadra blaugrana nella finale della Copa Catalunya; il Barcellona batte il Mataro 3-0 e Mourinho vince quindi il suo primo trofeo.[22][23]

Benfica e União Leiria[modifica | modifica wikitesto]

La possibilità di diventare un allenatore di primo livello arriva nel settembre del 2000, quando Mourinho lascia il Barcellona e viene chiamato da Eladio Parames, allora dirigente e ora suo portavoce[24][25], alla guida del Benfica sostituendo l'esonerato Jupp Heynckes. Proprio nella prima parte della stagione consegue una vittoria per 3-0 contro i rivali dello Sporting. Il 5 dicembre, si dimette dall'incarico dopo sole nove partite di campionato a causa del cambio di presidenza del club.[16] Nel gennaio 2001 si accasa così all'União Leiria, conducendo la squadra prima al 5º posto nel 2001 (la posizione più alta mai raggiunta dal club) e poi al terzo posto nel dicembre del campionato 2001-2002 prima di passare al Porto (a fine campionato senza di lui la squadra arriverà settima).[16]

Porto[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2001-2002[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2001 a metà stagione viene ingaggiato dal Porto[16] per sostituire Octávio Machado; nella parte restante della stagione 2001-2002, con André Villas Boas come assistente, porta la squadra al terzo posto in classifica con un ottimo ruolino di marcia e quindi con conseguente qualificazione alla Coppa UEFA 2002-2003. Fa il suo esordio in UEFA Champions League nel secondo girone di quella stessa stagione in un match contro i greci del Panathinaikos concluso per 0-0. Il Porto che conclude ultimo di quattro squadre il girone con 4 punti.

Stagione 2002-2003[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della stagione successiva decide di puntare su vari giocatori portoghesi come Vítor Baía, Ricardo Carvalho, Costinha, Deco e Hélder Postiga, richiamando inoltre in squadra, dopo il periodo di sei mesi in prestito al Charlton Athletic, il capitano Jorge Costa. La stagione vede Mourinho conquistare la sua prima Primeira Liga portoghese con il punteggio record di 86 punti in quel campionato. In patria arriverà anche il double grazie alla vittoria in Coppa del Portogallo in una partita risolta per 1-0 contro la sua ex squadra dell'União Leiria. Arriverà anche il primo trofeo europeo: la Coppa UEFA, dopo la finale di Siviglia contro gli scozzesi del Celtic Glasgow, vinta per 3-2 dopo i tempi supplementari.

Stagione 2003-2004[modifica | modifica wikitesto]

La stagione successiva inizia con la vittoria nella Supercoppa portoghese vinta 1-0 e nuovamente contro l'União Leiria allo Estádio D. Afonso Henriques. In estate non arriverà invece il bis con l'incontro valido per la Supercoppa europea contro il Milan che verrà perso con il punteggio di 1-0. Il Porto si aggiudica comunque il suo ventesimo titolo nazionale chiudendo il campionato con 82 punti, con il torneo che sarà vinto con cinque giornate d'anticipo. Perde poi la Coppa del Portogallo in finale per 2-1 dopo i tempi supplementari dai rivali del Benfica allo Estádio Nacional. L'annata 2003-2004 viene comunque caratterizzata dalla vittoria in Coppa dei Campioni, diciassette anni dopo la prima: i "Dragoni" si impongono per 3-0 in finale sui francesi del Monaco nella finale giocata all'Arena AufSchalke di Gelsenkirchen. Durante le celebrazioni post partita Mourinho abbandona il palco allestito per la festa al centro del campo; in seguito ha spiegato che era turbato per alcune minacce di morte ricevute la settimana prima della finale da alcuni elementi della tifoseria del Porto in seguito alle voci di un suo trasferimento sulla panchina del Chelsea.[26] In questa stagione ha adottato il 4-3-3 in campionato e il 4-4-2 in coppa con Deco in posizione di trequartista dietro alle punte Carlos Alberto e Benni McCarthy (o Derlei).[16]

Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2004-2005[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 giugno 2004 viene ingaggiato dall'ambizioso presidente del Chelsea, Roman Abramovič, sempre con André Villas Boas assistente. La cavalcata dei blues in Premier League sarà impetuosa con il club di Londra che il 30 aprile 2005 si laurea per la seconda volta campione d'Inghilterra (il precedente e unico titolo distava 50 anni) battendo per 0-2 al Reebok Stadium il Bolton con doppietta di Frank Lampard. Alla fine della stagione il Chelsea chiuderà il campionato con la quota record di 95 punti che rimane tuttora un record per la storia del torneo, e con una sola sconfitta all'attivo occorsa contro il Manchester City. Il Chelsea inoltre si aggiudica Carling Cup, battendo per 3-2 i rivali del Liverpool in una finale molto spettacolare e conclusasi dopo i tempi supplementari, in una delle prime delle tre finali in altrettanti tornei vinta al Millennium Stadium. Meno fortuna in FA Cup dove soccombono con il Newcastle United, e in Champions League contro il Liverpool di Rafael Benitez in semifinale per 1-0.

Stagione 2005-2006[modifica | modifica wikitesto]

Nella successiva stagione la squadra di Mourinho inizia la stagione conquistando il Community Shield battendo l'Arsenal il 7 agosto 2005 al Millennium Stadium per 2-1. In Premier League, il 29 aprile 2006 arriva il secondo titolo consecutivo per il tecnico portoghese con la sua squadra che si impone a Stamford Bridge per 3-0 contro i rivali del Manchester United. A fine stagione i londinesi chiudono il campionato con 91 punti. In Coppa dei Campioni invece non va oltre gli ottavi di finale, eliminato dal Barcellona. In FA Cup sarà il Liverpool in semifinale ad eliminare i blues mentre in Carling Cup non riuscirà la difesa del titolo vinto nella stagione precedente a causa della sconfitta ai calci di rigore contro il Charlton Athletic.

Stagione 2006-2007[modifica | modifica wikitesto]

Nella terza stagione a Londra il suo Chelsea resta in lizza per tutti gli obiettivi fino alle fasi finali della stagione. Il titolo di Inghilterra stavolta sfuggirà, complice anche i diversi infortuni occorsi durante la stagione, riguardanti soprattutto il reparto arretrato, su tutti l'infortunio di Petr Cech contro il Reading.[27] Il Chelsea si piazzerà secondo con 83 punti superato dal Manchester United facendo sì che non arrivasse il tris in campionato per i londinesi, con Mourinho che porrà fine alla serie di quattro stagioni consecutive concluse con il titolo nazionale, tra Portogallo e Inghilterra. In Champions League saranno ancora i calci di rigore ad essere fatali, ancora in semifinale e ancora contro il Liverpool suo avversario anche due stagioni prima. Il portoghese riuscirà a conquistare la FA Cup (unico titolo inglese che gli mancava) allo stadio di Wembley contro il Manchester United per 1-0, e nuovamente la Coppa di Lega contro l'Arsenal in una gara terminata 2-1 al Millennium Stadium di Cardiff.

Stagione 2007-2008[modifica | modifica wikitesto]

La quarta ed ultima stagione con il Chelsea, che dura soltanto due mesi, inizia con la sconfitta ai rigori nel Community Shield contro il Manchester United, dopo che i 120 minuti si erano conclusi sull'1-1 (grazie alle reti di Florent Malouda e Ryan Giggs). Una partenza altalenante ed un pareggio con la squadra norvegese del Rosenborg nella prima partita della Champions League 2007-2008, fanno decidere ad Abramovich la fine del rapporto con Mourinho, che si ufficializza il 20 settembre 2007, quando di comune accordo con la società le due parti rescindono il contratto.[28]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2008-2009[modifica | modifica wikitesto]
Mourinho sulla panchina dell'Inter.

Il 2 giugno 2008 Mourinho viene assunto come allenatore dell'Inter, società con la quale firma un contratto triennale da 10 milioni di euro l'anno.[29][30] Come suo vice sceglie Giuseppe Baresi e come assistenti i fidi Rui Faria e André Villas Boas[31]. L'era Mourinho all'Inter si apre subito con la vittoria di un trofeo: il 24 agosto 2008, infatti, l'Inter vince in casa a San Siro la Supercoppa italiana battendo la Roma per 8-7 ai calci di rigore dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2. Con questo trofeo Mourinho può annoverare nel suo palmarès personale le supercoppe di tre paesi diversi: Portogallo, Inghilterra e Italia.

Alla guida dell'Inter, conclude il girone d'andata con 41 punti stabilendo un record per il campionato italiano poiché nessun altro allenatore straniero aveva mai ottenuto così tanti punti.[32]

Dopo l'eliminazione in Champions agli ottavi di finale per mano del Manchester United di Ferguson, conquista lo scudetto 2008-2009 con due giornate d'anticipo, battendo 3-0 il Siena al Meazza (in realtà la certezza matematica è arrivata la sera precedente, nell'anticipo dove il Milan aveva perso con l'Udinese), il quarto consecutivo della compagine nerazzurra. Diventano quindi cinque i campionati da lui conquistati, oltre ai due con il Porto in Portogallo e ai due col Chelsea in Inghilterra.

Il 25 maggio, al termine della stagione, prolunga il contratto con l'Inter di un ulteriore anno, portando quindi la scadenza al giugno 2012.[33]

Stagione 2009-2010[modifica | modifica wikitesto]
Mourinho nella conferenza stampa pre CSKA Mosca-Inter della Champions League 2009-2010

La stagione 2009-2010 inizia con la sconfitta per 2-1 contro la Lazio nella Supercoppa italiana disputata a Pechino. Nel finale di stagione, nell'arco di tre settimane, realizza il triplete conquistando il campionato, la Coppa Italia e la Champions League consentendo così all'Inter di essere la prima squadra italiana a raggiungere questo traguardo. Nello specifico la Coppa Italia viene conquistata il 5 maggio all'Olimpico battendo per 1-0 la Roma; lo scudetto viene assegnato il 16 maggio al termine della gara decisiva vinta per 1-0 allo stadio Artemio Franchi contro il Siena. Mourinho inoltre chiude il torneo portando a 136 gare consecutive la sua imbattibilità casalinga in campionato (sommando anche le precedenti esperienze con Porto e Chelsea);[34] il 22 maggio, infine, il tecnico portoghese guida i nerazzurri alla vittoria in Coppa dei Campioni, 45 anni dopo l'ultimo successo, grazie al 2-0 sul Bayern Monaco nella finale del Santiago Bernabéu. Con quest'ultimo successo il tecnico portoghese diventa il terzo allenatore, dopo Ernst Happel e Ottmar Hitzfeld, a vincere due Champions League con due club diversi,[4] e il secondo a raggiungere la semifinale con tre compagini diverse[35] (come Louis van Gaal, il terzo se si comprende Ernst Happel nella Coppa dei Campioni). Al termine della stagione chiude la sua esperienza all'Inter trasferendosi in Spagna.

Real Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2010-2011[modifica | modifica wikitesto]
Mourinho in conferenza stampa come allenatore del Real Madrid

Il 28 maggio 2010 diventa il tecnico del Real Madrid.[36] Per assicurarsi Mourinho, il club spagnolo onorerà la clausola rescissoria prevista dal contratto,[37] versando nelle casse interiste un indennizzo in denaro.[38][39] L'allenatore si lega al club madrileno per quattro anni fino al giugno 2014.[40]

Il 10 gennaio 2011, a Zurigo, durante la cerimonia per la premiazione del Pallone d'oro 2010, gli viene conferito il FIFA World Coach of the Year.[9][10]

Il 20 aprile conquista il suo primo titolo alla guida dei blancos vincendo la Coppa del Re contro il Barcellona (1-0) allo Estadio de Mestalla a Valencia riportando un titolo che mancava da diciotto anni dalla bacheca della società. Viene eliminato dalla Champions League in semifinale dal Barcellona e nella Liga si piazza secondo con 92 punti sempre dietro ai catalani di quattro punti.

Il 25 maggio 2011 il presidente Florentino Perez licenzia il direttore generale Jorge Valdano, scegliendo così di dar pieno potere a Mourinho, che diviene una sorta di manager all'inglese.[41][42]

Gli viene conferito anche il Trofeo Miguel Muñoz, premio assegnato dal quotidiano Marca al miglior allenatore dei campionati professionistici spagnoli.

Stagione 2011-2012[modifica | modifica wikitesto]

La seconda stagione spagnola di Mourinho inizia con la sconfitta in Supercoppa di Spagna contro il Barcellona. Il 7 dicembre raggiunge le 15 vittorie consecutive, eguagliando così il record di Miguel Muñoz della stagione 1960-1961,[43] poi superato da Ancelotti il 29 novembre 2014.[44] Il 25 aprile subisce dal Bayern Monaco l'eliminazione in semifinale di Champions League ai calci di rigore. Diviene il primo allenatore a raggiungere la semifinale con quattro squadre diverse.[35]

Il 2 maggio conquista il suo primo campionato spagnolo con due turni d'anticipo con i blancos che si impongono per 0-3 sull'Athletic Bilbao allo Stadio San Mamés. Per il Real Madrid si tratta del 32º titolo nazionale (a tre anni di distanza dall'ultimo titolo).[3] A fine stagione verrà ampliato dalla chiusura con punteggio record per il campionato spagnolo, con 100 punti e 121 reti realizzate. Per Mourinho si tratta invece del 7º campionato vinto.[45]

Vince per la seconda volta il Trofeo Miguel Muñoz, e il 22 maggio prolunga il suo contratto fino al 2016.[46]

Stagione 2012-2013[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 agosto Mourinho inaugura la nuova stagione battendo per 2-1 il Barcellona al Bernabeu e aggiudicandosi la Supercoppa spagnola dopo che all'andata in Catalogna i merengues avevano perso per 3-2.[47]

Il 3 novembre, in occasione del 4-0 rifilato al Real Saragozza, taglia il traguardo delle 100 vittorie con il Real in sole 133 partite. Nella partita pareggiata per 1-1 contro il Manchester City festeggia la presenza numero 100 nella Champions League. Il 17 febbraio 2013, in occasione della vittoria per 2-0 contro il Rayo Vallecano, tocca quota 100 panchine nella Liga: 75 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte, 281 gol a 87.

Il 26 febbraio conquista per la sesta volta l'accesso ad una finale di Coppa nazionale (dopo le due finali raggiunte con il Porto e quelle alla guida di Chelsea, Inter e dello stesso Real), eliminando il Barcellona per 1-3 al Camp Nou[48] Il 17 maggio viene sconfitto in finale dai cugini dell'Atlético Madrid, che si impongono dopo i tempi supplementari con il risultato di 2-1.[49]

Il 9 aprile accede per la settima volta alle semifinali della Champions League, la terza consecutiva alla guida del Real Madrid, venendo tuttavia eliminato dal Borussia Dortmund. In campionato si piazzerà secondo, come due anni prima, e sempre dietro al Barcellona, con un distacco di quindici punti (100 a 85).

Ritorno al Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 2013 ritorna al Chelsea dopo 6 anni, firmando un contratto di 4 anni con un ingaggio di circa 10 milioni di euro a stagione.[50] Il 18 agosto avviene il suo secondo esordio da manager dei Blues, in occasione della partita casalinga contro l'Hull City vinta per 2-0. Il 30 agosto viene sconfitto dal Bayern Monaco nella partita valida per la Supercoppa Europea 2013 ai rigori, nonostante il vantaggio ottenuto ai supplementari in inferiorità numerica, recuperato a 5 secondi dallo scadere. Il 19 aprile 2014 viene sconfitto in casa per 2-1 da parte del Sunderland, e questa sconfitta ferma un record storico: 77 gare consecutive senza subire sconfitte in casa nella massima serie del campionato inglese. In Capital One Cup si ferma nei quarti di finale proprio contro il Sunderland, perdendo 2-1 ai tempi supplementari; nella FA Cup viene eliminato negli ottavi di finale dai rivali del Manchester City (2-0); il campionato viene caratterizzato da una lotta a tre che vede coinvolti, oltre al Chelsea, proprio i Citizens ed il Liverpool. Sarà proprio la squadra di Manchester ad aggiudicarsi la competizione, con i Blues che finiranno terzi, nonostante le vittorie contro le rivali dirette (Arsenal, Manchester United, Liverpool, City). In Champions League raggiunge per l'ottava volta (quinta consecutiva) le semifinali, dove questa volta si arrenderà all'Atletico Madrid (0-0 al Calderon, 1-3 a Stamford Bridge), poi finalista perdente contro i cugini del Real.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il resoconto delle squalifiche di Mourinho ammonta a 21 partite saltate in carriera, l'ultima contro la Real Sociedad il 24 marzo 2012, dopo l'espulsione rimediata contro il Villarreal,[51] e oltre 800.000 euro di multe.[52]

Nel maggio del 2007 è stato arrestato per aver ostacolato le autorità nel mettere il suo cane in quarantena per un viaggio aereo[53], salvo poi essere rilasciato su cauzione.[54]

Primeira Liga[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una partita terminata 1-1 tra Sporting Lisbona e Porto, ha strappato dalle mani di Vítor Baía la maglia di Rui Jorge, centrocampista dello Sporting ed ex compagno di squadra di Baía, che quest'ultimo aveva ottenuto dando al suo avversario la propria a fine partita. Mourinho si è giustificato dicendo che non voleva che i suoi giocatori fraternizzassero troppo con gli avversari.[55]

Premier League[modifica | modifica wikitesto]

Mourinho ai tempi della sua prima esperienza al Chelsea

Nel marzo del 2005, dopo una partita di Champions League tra Chelsea e Barcellona, accusò l'arbitro svedese Anders Frisk e l'allora allenatore del Barcellona Frank Rijkaard di aver violato le norme FIFA, in quanto visti interloquire durante l'intervallo. L'arbitro disse che Rijkaard aveva cercato di parlare con lui, ma egli insistette a mandarlo via. Dopo la gara e dopo le dichiarazioni di Mourinho, Frisk ricevette alcune minacce di morte da parte dei tifosi inglesi e in seguito decise di ritirarsi dall'attività.[56][57] Volker Roth, capo della commissione arbitri dell'UEFA, definì Mourinho "un nemico del calcio", ed al termine dell'indagine lo squalificò per due giornate, oltre ad infliggergli una multa.[58]

Il 2 giugno dello stesso anno venne multato di 200.000 sterline (pena poi ridotta, in appello, a 75.000 sterline) da parte della FA per aver avuto un incontro, nel gennaio del 2005, con Ashley Cole, all'epoca giocatore dell'Arsenal, violando così le norme interne della Premier League.[59] Nello stesso anno Mourinho definì l'allenatore dell'Arsenal, Arsène Wenger, un voyeur (guardone), dicendo che il francese aveva una grossa ossessione per il Chelsea. Wenger, irritato, intraprese un'azione legale nei confronti del portoghese, ma successivamente il rapporto tra i due si è riappacificato.[60]

Dopo la gara tra Chelsea ed Everton del 17 dicembre 2006, definì il giocatore Andy Johnson "inaffidabile", per aver causato l'infortunio del portiere Hilário. L'Everton minacciò un'azione legale, invitando Mourinho a scusarsi. In seguito il tecnico dei Blues si è scusato con Johnson.[61]

Serie A[modifica | modifica wikitesto]

José Mourinho nel 2009

Dopo una lite con un giornalista del Corriere dello Sport al termine di Atalanta-Inter (3-1) del 13 dicembre 2009, la Federcalcio lo ha deferito alla commissione disciplinare per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva per «aver espresso, nei confronti del giornalista sportivo Andrea Ramazzotti, frasi ingiuriose» ed averlo «afferrato per gli avambracci».[62] Mourinho aveva ammesso gli insulti, negando però che si fosse arrivati al contatto fisico.[63] La Commissione Disciplinare della Federcalcio lo ha multato di 13.000 euro.

Dopo la partita Inter-Sampdoria (0-0) del 22 febbraio 2010, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha deciso di squalificarlo per tre giornate «per avere contestato ripetutamente l'operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando le manette; per avere inoltre, nell'intervallo, rivolto all'arbitro ed agli assistenti espressioni ingiuriose e per avere, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale». Al portoghese è stata anche inflitta un'ammenda di 40.000 euro.[64][65]

Liga[modifica | modifica wikitesto]

Mourinho nella stagione 2011-2012

Il 23 novembre 2010, durante il match contro l'Ajax nella penultima giornata del girone di Champions League, fa volontariamente espellere Xabi Alonso e Sergio Ramos negli ultimi minuti della partita, in modo che saltino l'ultima partita del girone contro l'Auxerre e non risultino diffidati nella prima partita degli ottavi. Il gesto ha provocato numerosi malumori nel calcio europeo ed internazionale, al punto da far aprire un'inchiesta dalla UEFA per "condotta impropria".[66] L'esito dell'inchiesta ha portato ad una giornata di squalifica per l'allenatore ed una multa per tutti i protagonisti. Oltre al turno di stop in Champions League, l’allenatore portoghese riceverà un'altra giornata di squalifica se in un periodo di tre anni ripeterà comportamenti antisportivi. A Mourinho è stata inflitta anche un'ammenda di 40.000 euro.[67]

Il 26 febbraio 2011, all'aeroporto di La Coruña, ha rischiato di essere accoltellato da un tifoso del Deportivo, come riferito dalla testata giornalistica Cadenaser. L'agguato è stato però sventato dalla guardia del corpo di Mourinho, ferito dall'arma mentre proteggeva il portoghese intento a firmare autografi.[68] Il 5 marzo, in conferenza stampa, Mourinho ha confermato l'accaduto ed ha dichiarato di non essersi accorto di nulla e di non aver paura per nessun motivo.[69][70] Il 27 aprile, dopo un Real Madrid-Barcellona di Champions League, perso per 0-2 dai Blancos con numerose polemiche per l'espulsione di Pepe e dello stesso Mourinho, il portoghese ha accusato il Barcellona, nella conferenza stampa dopo la gara, di essere stato favorito dall'arbitro Wolfgang Stark. In seguito a queste dichiarazioni, Mourinho è stato deferito dalla commissione disciplinare della UEFA secondo l'articolo 5 sui principi di condotta, ed è stata aperta anche un'inchiesta sui fatti accaduti[71](vedi riferimento articolo Wikinotizie). Inoltre, il Barcellona ha deciso di querelare il tecnico davanti alla UEFA[72][73]. Il Real Madrid ha subito reagito difendendo Mourinho[74], evidenziando i presunti errori dell'arbitro, ed indicando delle simulazioni dei giocatori del Barcellona[75].

Il 17 agosto 2011, al termine della finale di ritorno della Supercoppa di Spagna, conquistata dal Barcellona ai danni del Real Madrid, si scatena una rissa in campo, durante la quale Mourinho infila un dito nell'occhio del vice di Guardiola, Tito Vilanova, venendo immortalato dalle telecamere[76]. Il 7 ottobre seguente viene così squalificato per le due successive partite di Supercoppa di Spagna, mentre Vilanova viene squalificato per una partita.[52]

Criticato da alcuni giocatori della prima squadra per l'eccessivo difensivismo, a seguito di tre sconfitte contro il Barcellona nei primi mesi della stagione 2011-2012,[77] il portoghese dà il via ad una lunga polemica che coinvolge anche i rapporti di amicizia tra i nazionali del Real e quelli del Barça.[78] In particolare ne fa le spese il capitano Iker Casillas, che Mourinho lascia in panchina nel dicembre del 2012 per scelta "tecnica", un evento che non accadeva al portiere spagnolo dal 2002.[79] Sostituisce Casillas con il giovane Antonio Adán e richiede poi l'acquisto di Diego López, che diventa il nuovo titolare fino a fine stagione. L'emarginazione del portiere campione del mondo provoca una spaccatura sia nella squadra sia nella tifoseria, ed il problema non viene risolto neanche con il trasferimento di Mourinho al Chelsea e l'arrivo di Carlo Ancelotti sulla panchina del Real all'inizio della stagione 2013-2014, che tra i pali continua a preferire Diego López.[80]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 25 novembre 2014

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
2000-2001 Portogallo Benfica PL (dimissionario) 11 6 3 2 54,55
2000-2001 Portogallo Leiria PL 5º (subentrato) 13 6 4 3 46,15
2001-2002 PL (dimissionario) 7 5 1 1 71,43
Totale Leiria 20 11 5 4 55,00
2001-2002 Portogallo Porto PL 3° (subentrato) 22 13 4 5 59,09
2002-2003 PL 53 39 9 5 73,58
2003-2004 PL 52 36 11 5 69,23
Totale Porto 127 88 24 15 69,29
2004-2005 Inghilterra Chelsea PL 59 42 11 6 71,19
2005-2006 PL 54 37 9 8 68,52
2006-2007 PL 64 42 16 6 65,63
2007-2008 PL (rescissione consensuale) 8 3 4 1 37,50
Totale Chelsea 254 169 52 33 66,54
2008-2009 Italia Inter A 55 31 15 9 56,36
2009-2010 A 53 37 10 6 69,81
Totale Inter 108 68 25 15 62,96
2010-2011 Spagna Real Madrid PD 59 44 9 6 74,58
2011-2012 PD 58 46 7 5 79,31
2012-2013 PD 61 38 12 11 62,30
Totale Real Madrid 178 128 28 22 71,91
2013-2014 Inghilterra Chelsea PL 57 35 10 12 61,40
2014-2015 PL 1° (competizione in corso) 12 10 2 0 83,33
Totale carriera 698 470 137 91 67,34

Dal 23 febbraio 2002 (sconfitta del suo Porto contro il Beira Mar per 2-3) al 2 aprile 2011 (sconfitta del Real Madrid contro lo Sporting Gijon per 0-1), Mourinho ha collezionato una lunga serie di risultati utili consecutivi in gare casalinghe di campionato: 150 (125 vittorie e 25 pareggi), tra Porto (38), Chelsea (60), Inter (38) e Real Madrid (14).[81]

Il portoghese è diventato il secondo tecnico (dopo Trapattoni) ad aver vinto quattro coppe nazionali in altrettanti paesi: Portogallo (con il Porto nel 2003), Inghilterra (Chelsea nel 2007), Italia (Inter nel 2010) e Spagna (Real Madrid nel 2011). Ha inoltre vinto 12 delle 18 finali a partita secca disputate.[82]

Dal 2003 al 2012, fatta eccezione per la stagione 2007-2008 in cui è stato esonerato, le sue squadre hanno vinto almeno un titolo ogni anno.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato dal 1989 con Matilde Faria. Ha due figli: Matilde Jr., nata nel 1996, e José Jr., nato nel 2000.[83] Quest'ultimo gioca come portiere nel Canillas, una filiale del Real Madrid nella quale giocano anche Theo, il figlio minore di Zidane, e Ronald, figlio undicenne di Ronaldo.[84]

Mourinho è cattolico[85] e parla sei lingue: portoghese, inglese, italiano, francese, spagnolo e catalano.[86]

Nell'ottobre del 2010 si classifica al 9º posto nella lista degli "Uomini più influenti" pubblicata da AskMen.com mentre il 1º dicembre 2011 viene nominato "Rockstar dell'anno" dalla versione spagnola del magazine Rolling Stone.[87]

Nell'aprile del 2007 è stato protagonista di un breve siparietto con il wrestler Shane McMahon in un episodio di Raw.

Altre iniziative[modifica | modifica wikitesto]

Mourinho ha preso parte a diverse iniziative benefiche e sociali. Tra queste ha promosso un progetto giovanile che coinvolgeva insieme bambini israeliani e palestinesi e, ai tempi del Chelsea, ha venduto all'asta per 22 000 sterline il suo famoso giaccone a favore del progetto umanitario dello Tsunami del 2004.[88][89]

Mourinho è stato testimonial di alcune campagne pubblicitarie come quelle di Samsung, American Express, Braun, Adidas e Sambuca Molinari.[90]

Il 20 aprile 2008 a Dakar in Senegal ha fondato una squadra di beneficenza chiamata Étoile Lusitana di cui detiene l'80 % delle azioni mentre l'altro 20 % è in mano a una compagnia senegalese.[91][92] Il nome del club si deve alla Lusitania, nome dell'antica provincia romana in Portogallo. Nel 2009 la squadra si è piazzata al 9º posto nella Seconda Divisione senegalese mentre l'anno successivo è arrivata al 6º posto. Nel 2010 la selezione Under-16 ha vinto la Milk Cup. Tra i giocatori della squadra senegalese sono diventati famosi Pape Abdou Camara, ora al Valenciennes in Francia, e Ibrahima Mbaye, dal 2010 all'Inter.

Già Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique dal 9 giugno 2005, il 23 marzo 2009 l'Università Tecnica di Lisbona gli ha conferito la laurea honoris causa per i suoi successi nel calcio.[93]

Nel febbraio del 2013, l'amministrazione comunale di Setúbal, città natale di Mourinho, con voto unanime ha deciso di intitolargli una via, di creare un documentario sulla sua vita e sulla sua carriera e di allestire per il 24 marzo una mostra fotografica per i suoi 50 anni. In passato Mourinho si era visto consegnare già le chiavi della città (2009) e una medaglia d'oro (2005).[94][95]

Dal 31 agosto 2013 la televisione portoghese ha mandato in onda Mourinho and The Special One, una serie di 26 episodi in computer grafica costati oltre due milioni e mezzo di euro nell'ambito di un più vasto progetto mondiale per promuovere lo sport nei più giovani attraverso le moderne tecnologie, un argomento, quello dei giovani, che a Mourinho sta particolarmente a cuore. Nella storia della serie il protagonista scopre casualmente e decide di allenare una squadra di giovanissime promesse.[96]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Porto: 2002-2003, 2003-2004
Porto: 2002-2003
Porto: 2003
Chelsea: 2004-2005, 2006-2007
Chelsea: 2004-2005, 2005-2006
Chelsea: 2005
Chelsea: 2006-2007
Inter: 2008
Inter: 2008-2009, 2009-2010
Inter: 2009-2010
Real Madrid: 2010-2011
Real Madrid: 2011-2012
Real Madrid: 2012

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Porto: 2002-2003
Porto: 2003-2004
Inter: 2009-2010

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2003, 2004
2003, 2004
2004, 2005, 2006, 2010
2004, 2005, 2010, 2012
2004, 2005, 2010
2004, 2005, 2006, 2010
2005, 2010
2005
2005, 2006
Migliore allenatore: 2009, 2010
2009-2010
2010
2010
  • Miglior allenatore nel mondo AIPS (International Sports Press Association): 1[101]
2010
2011, 2012
2012
2012

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique
— Guimarães, 9 giugno 2005[102]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) José Mourinho Player Profile, zerozerofootball.com. URL consultato il 5 maggio 2011.
  2. ^ (EN) What Mourinho said, BBC Sport, 2 giugno 2004. URL consultato il 4 giugno 2008.
  3. ^ a b Real campione di Spagna,Mourinho nella storia, corriere.it, 3 maggio 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.
  4. ^ a b editoreit.uefa.com, Mou entra nel club delle leggende, 22 maggio 2010.
  5. ^ Mourinho, speciale o antipatico, il tecnico che non lascia indifferenti, Repubblica.it, 22 maggio 2008. URL consultato il 17 giugno 2008.
  6. ^ José Mourinho Treccani.it
  7. ^ (EN) The World's best Club Coach 2004, www.iffhs.de.
    (EN) The World's best Club Coach 2005, www.iffhs.de.
    (EN) The World's best Club Coach 2010, www.iffhs.de.
  8. ^ Allenatore del decennio Iffhs: Wenger batte Mourinho, 7 gennaio 2011.
  9. ^ a b Mourinho batte Del Bosque, La Gazzetta dello Sport, 10 gennaio 2011.
  10. ^ a b Mourinho è il migliore del 2010, sportmediaset.it, 10 gennaio 2011.
  11. ^ Allenamento di Mourinho VS Allenamento Tradizionale, patextra.it, 12 settembre 2009. URL consultato il 2 dicembre 2010.
  12. ^ Amieiro
  13. ^ a b Profilo su Zerozero.pt
  14. ^ a b c Il grande carattere: Josè Mourinho, 9 maggio 2004.
  15. ^ (EN) Ecco il Mourinho giocatore - Il tecnico dell'Inter come non lo avete mai visto, sportmediaset.it, 3 novembre 2008.
  16. ^ a b c d e Josè Mourinho, una panchina nel suo destino: "Da giovane volevo diventare un calciatore, ma capii che non potevo diventare un grandissimo, e anche allora ero un allenatore in campo", 3 febbraio 2011.
  17. ^ a b Mourinho e Benitez a confronto, 5 aprile 2009.
  18. ^ I maestri di Mou, 5 marzo 2009.
  19. ^ Addio a Sir Bobby Robson, insegnò tutto a Mourinho, 31 luglio 2009.
  20. ^ BARCELONA 1996/1997-Mou è l'ultimo a sinistra della 2ª fila, 5 aprile 2009.
  21. ^ a b "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore", 28 aprile 2011.
  22. ^ Tossani
  23. ^ Quando José, vice al Barça, vinse il primo titulo, 18 maggio 2010.
  24. ^ José Mourinho - L'amourinho nostro, ilfoglio.it, 30 marzo 2009.
  25. ^ Real Ronaldo meglio di Puskas - Valdano-Mou, guerra continua, La Gazzetta dello Sport, 11 maggio 2011.
  26. ^ L'ignorante Mourinho e la mafia, GirodiVite.it, 1º dicembre 2004. URL consultato il 17 giugno 2008.
  27. ^ Mourinho fury at ambulance delay.
  28. ^ Ufficiale: Mourinho si dimette
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  30. ^ Gli stipendi del calcio, calciomercato.it, 3 novembre 2009.
  31. ^ Nuovo allenatore: Josè Mourinho all'Inter, Inter.it, 2 giugno 2008.
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  33. ^ L'Inter e Mourinho insieme fino al 2012, inter.it, 25 febbraio 2009.
  34. ^ Mourinho, Real Madrid: lo Special One non perde in casa dal 2002, fallolaterale.ejarvis.eu, 5 ottobre 2010.
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  37. ^ Moratti e Perez, accordo per Mourinho, Inter.it, 28 maggio 2010. URL consultato il 29 maggio 2010.
  38. ^ Ufficiale, Mourinho al Real, 28 maggio 2010. URL consultato il 28 maggio 2010.
  39. ^ L'Inter libera Mourinho, Gazzetta.it, 28 maggio 2010. URL consultato il 28 maggio 2010.
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  41. ^ Vince Mou, Valdano lascia il Real, sportmediaset.com, 25 maggio 2011.
  42. ^ (ES) Florentino Pérez: "La salida de Valdano del club se debe a una reestructuración organizativa", realmadrid.com. URL consultato il 25 maggio 2011.
  43. ^ Barça-Real, si sfidano record e silenzi, gazzetta.it, 9 dicembre 2011, p. 16.
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  46. ^ Mourinho rinnova fino al 2016, realmadrid.com, 22 maggio 2012. URL consultato il 30 novembre 2014.
  47. ^ Real, primo schiaffo al Barcellona, sportmediaset.it, 29 agosto 2012.
  48. ^ RONALDO UMILIA IL BARCA: sportmediaset.it, 26 febbraio 2013
  49. ^ Atletico-Real 2-1, storico trionfo in Coppa del Re gazzetta.it, 17 maggio 2013
  50. ^ Chelsea, ufficiale Mourinho: contratto di 4 anni.
  51. ^ Liga, Villarreal-Real Madrid 1-1: blancos a nervi tesi, Mourinho espulso. Barcellona a -6, calciomercato.it, 21 marzo 2012.
  52. ^ a b Mourinho, il re delle squalifiche, Sportmediaset.it, 7 ottobre 2011.
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  55. ^ Mourinho, la Top 10 delle sue guerre, 26 agosto 2011.
  56. ^ (EN) Frisk to retire after threats, manette care per Mourinho, tvnz.co.nz. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  57. ^ (EN) Uefa report backs Blues on Frisk, news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  58. ^ (EN) Mourinho accused as Frisk quits, news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  59. ^ (EN) Chelsea, Mourinho and Cole fined, news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  60. ^ (EN) Mourinho labels Wenger a 'voyeur', news.bbc.co.uk. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  61. ^ (EN) Mourinho apologises to Johnson over diving insinuation, guardian.co.uk. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  62. ^ Offese a giornalista, Mourinho deferito, repubblica.it. URL consultato l'11 gennaio 2010.
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  70. ^ Mourinho: «Agguato? Non ho visto niente e non ho paura» corriere.it
  71. ^ Inchiesta disciplinare su Real Madrid e Barcellona, UEFA.com, 28 aprile 2011.
  72. ^ Uefa: Mourinho è sotto inchiesta - Il Barcellona ha denunciato il tecnico, sportmediaset.it, 28 aprile 2011.
  73. ^ (ES) Denuncia del Barça ante la UEFA, fcbarcelona.com, 28 aprile 2011.
  74. ^ (ES) Comunicado oficial, realmadrid.com, 28 aprile 2011.
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  76. ^ La Spagna contro Mou «Distrugge il nostro calcio», corriere.it
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  78. ^ (EN) Xavi's father reveals Spain tensions, espnfc.com
  79. ^ (EN) Iker on the bench, marca.com
  80. ^ Il Bernabeu abbraccia Raul. Ma su Casillas e Diego Lopez è guerra tra tifosi, gazzetta.it
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  91. ^ Présentation du Club
  92. ^ L'Inter monitora il classe '97 Cisse di Mourinho tuttomercatoweb.com, 2 aprile 2013
  93. ^ E ora chiamatelo dottore: Mourinho si è laureato a Lisbona sport.sky.it, 23 marzo 2009
  94. ^ Mourinho avrà una via a Setubal eurosport.yahoo.com, 28 febbraio 2013
  95. ^ Una via per Mourinho nella città natale ANSA.it, 28 febbraio 2013
  96. ^ José Mourinho protagonista di una nuova serie animata, movieforkids.it, 3 settembre 2013. URL consultato il 30 novembre 2014.
  97. ^ a b (EN) Mourinho Individual honours, Real Madrid Galacticos, 24 maggio 2010. URL consultato il 21 aprile 2011.
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  99. ^ (EN) 11 December 2005 - Sports Personality: The winners
  100. ^ Alberto Casavecchia, Gazzetta: l'Inter e Mourinho vincono tutto, Tutto Mercato Web, 31 dicembre 2010. URL consultato il 21 aprile 2011.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Patrick Barclay, Mourinho: Further Anatomy of a Winner: Further Anatomy of a Winner, Orion, 2011, ISBN 978-0-7528-7333-6.
  • Juan Carlos Cubeiro; Leonor Gallardo, Mourinho versus Guardiola, Prime Books, 2011, ISBN 978-989-655-106-3.
  • Louis Lourenço, Liderazgo Mourinho - Motivacion / Pasion / Superacion Creacion y Gestion de Equipos de Exito, Prime Books, 2011, ISBN 978-989-655-080-6.
  • Giulio Mola, Mou!: L'avventura nerazzurra di Jose Mourinho. Scudetti, coppe, provocazioni, l'addio, Edizioni Polistampa, 2011, ISBN 978-88-564-0117-2.
  • Sandro Modeo, L'alieno Mourinho, Isbn Edizioni, 2010, ISBN 978-88-564-0117-2.
  • Nuno Amieiro; Ricardo Barreto; Bruno Oliveira; Nuno Resende, Mourinho. Questione di metodo, Marco Tropea Editore, 2009, ISBN 978-88-558-0087-7.
  • Luís Lourenço, Fabio Licari (approfondimento), Mourinho (biografia ufficiale), Arnoldo Mondadori Editore, 2008, ISBN 978-88-04-58401-8.
  • José Marinho, José Mourinho. Nato per vincere, Cavallo di Ferro Editore, 2008, ISBN 978-88-7907-045-4.
  • Giancarlo Padovan; John Amhurst, Mourinho. Pensieri e parole di un allenatore molto speciale, Cairo Editore, 2008, ISBN 978-88-6052-197-2.
  • Michele Tossani, L'altro mago. Mourinho dopo Herrera, Limina Edizioni, 2008, ISBN 978-88-6041-077-1.
  • Nuno Amieiro; Ricardo Barreto; Bruno Oliveira; Nuno Resende, Mourinho, por que tantas victorias?, MC Sports, 2007, ISBN 978-84-611-6156-0.
  • Harry Harris, All the Way Jose: The Inside Story of Chelsea's Greatest Year Ever, John Blake, 2006, ISBN 978-1-84454-213-0.
  • Patrick Barclay, Mourinho, John Blake, 2006, ISBN 978-0-7528-7333-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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