Roberto Baggio

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Roberto Baggio
Roberto Baggio cropped.jpg
Roberto Baggio nel 2013
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174[1] cm
Peso 72[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 16 maggio 2004
Carriera
Giovanili
1974-1980
1980-1982
600px Rosso e Granata.png Caldogno
L.R. Vicenza L.R. Vicenza
Squadre di club1
1982-1985 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 36 (13)
1985-1990 Fiorentina Fiorentina 94 (39)[2]
1990-1995 Juventus Juventus 141 (78)
1995-1997 Milan Milan 51 (12)
1997-1998 Bologna Bologna 30 (22)
1998-2000 Inter Inter 41 (9)[3]
2000-2004 Brescia Brescia 95 (45)
Nazionale
1984
1988-2004
Italia Italia U-16
Italia Italia
4 (3)[4]
56 (27)
Palmarès
Coppa mondiale.svg  Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Argento Stati Uniti 1994
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Roberto Baggio, meglio noto come Roby[5][6][7][8][9] o Robi Baggio[10][7][11][12][13][14] (Caldogno, 18 febbraio 1967), è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale,[15][16] occupa la 16ª posizione (primo italiano) nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer,[17] ed è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 più grandi calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004. Secondo un sondaggio della FIFA è risultato quarto, dietro a Diego Armando Maradona, Pelé ed Eusébio, nella classifica del miglior calciatore del mondo.[18][19]

Pur non avendo mai vinto la classifica dei marcatori, è il sesto realizzatore di sempre del campionato di Serie A con 205 gol, preceduto da Piola, Totti, Nordahl, Meazza e Altafini. È uno dei 6 calciatori (gli altri sono Giovanni Ferrari, Riccardo Toros, Eraldo Mancin, Alessandro Orlando e Andrea Pirlo) ad aver vinto due scudetti consecutivi con due differenti squadre in Italia.[20]

In Nazionale conta 56 presenze e 27 gol, che lo collocano al quarto posto tra i realizzatori in maglia azzurra, a pari merito con Alessandro Del Piero. È l'unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del mondo (1990, 1994 e 1998). È stato vicecampione del Mondo nel 1994 e ha raggiunto il terzo posto ai Mondiali nel 1990. Nel 2002 è stato inserito nel FIFA World Cup Dream Team,[21] selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali.

A livello individuale, ha conseguito numerosi riconoscimenti, aggiudicandosi tra l'altro il Pallone d'oro 1993 (uno dei 5 italiani ad essere stato premiato con il Pallone d'oro assieme a Omar Sívori, Gianni Rivera, Paolo Rossi e Fabio Cannavaro), anno in cui è stato eletto anche FIFA World Player da una giuria composta dai commissari tecnici e dai capitani delle Nazionali di tutti i continenti.[22][23] L'anno seguente è premiato da Don Bálon con il premio di miglior giocatore della CEE,[24] nel 2001 gli è assegnato il premio Scirea alla carriera,[25] nel 2003 Baggio vince l'edizione inaugurale del Golden Foot e nel 2011 è introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano.

Soprannominato Codino[6][16][9] (che la stampa italiana inglesizza anche in Ponytail dopo il Mondiale americano)[26][27][28] o Divin Codino, soprannome che il giocatore non apprezzava,[29] per via dell'acconciatura che lo ha contraddistinto per gran parte della carriera.[30] Dopo la partita tra Italia e Messico (1-1) di USA '94, il presidente Gianni Agnelli lo definisce un coniglio bagnato,[31][29][32] riferendosi al suo sguardo prima dell'incontro.[31] Agnelli inoltre, lo definisce anche Raffaello, nominando Alessandro Del Piero come Pinturicchio, l'allievo di Raffaello.[33][34][35] Il suo idolo era Zico, fin da quando giocava al Vicenza.[36]

Durante la carriera ha diviso a metà la critica tra ammiratori e oppositori.[37][9][38][39][40][41]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È sesto degli otto figli di Matilde Rizzotto e Fiorindo Baggio (fra cui vi è Eddy, anch'egli ex calciatore).[42] Tifoso dell'Inter, non si è diplomato perché a due mesi dalla fine degli studi decide di andare in ritiro col Lanerossi Vicenza.[43] Cattolico dalla nascita, battezzato,[44] va a messa ogni domenica fino a quando il calcio glielo consente;[45] nel 1989 si sposa a Firenze,[43] in chiesa e con rito cattolico, con la coetanea Andreina Fabbi, conosciuta a quindici anni, da cui ha tre figli: Valentina, nata nel 1990, Mattia, nato nel 1994, e Leonardo, nato nel 2005. Successivamente, si converte alla fede buddista. Suo padre, che è stato calciatore dilettante e poi è divenuto ciclista, aveva come idoli Roberto Boninsegna e Roberto Bettega: ecco perché ha chiamato così suo figlio.[42] Si appassiona al calcio fin da piccolo.[44][46]

È proprietario di una azienda agricola in Argentina nella quale si reca spesso per trascorrere dei periodi di relax e per praticare la caccia,[47] uno dei suoi hobby preferiti,[48][49] che pratica fin da quand'era giovane per stare vicino al padre, che vedeva poche volte a settimana[46] mentre dal novembre 1991 al settembre 2012 ha gestito un negozio di articoli sportivi a Thiene, chiamato Roberto Baggio Sport, chiuso a causa della crisi economica.[30][50] Tra i suoi hobby preferiti, vi è anche la pesca.[48]

È un devoto buddhista, aderente alla Soka Gakkai, dal 1º gennaio 1988,[51][48] tanto che ha aperto un centro della Soka Gakkai sopra il suo negozio, in un locale di sua proprietà,[52] e anche una sala di riunione a Thiene.[53]

Nella notte tra il 4 e il 5 luglio del 1994, durante i Mondiali di USA '94, dei ladri hanno tentato di entrare nella sua casa a Caldogno, senza successo.[54] Nel febbraio 1997 è convocato come testimone dalla Finanza a seguito di una truffa internazionale ai suoi danni nella quale ha perso circa 7 miliardi in un investimento su un miniera in Perù gestita da una banca caraibica e da promotori italiani.[55]

Nel dicembre del 1994, con un guadagno annuo di circa 8,6 miliardi di lire (5,3 di contratto + 3,3 di entrate pubblicitarie), diviene il primo calciatore a entrare tra i quaranta sportivi più pagati del mondo secondo Forbes.[56]

In occasione dei suoi quarant'anni, ha dato vita al suo blog, con la finalità di mettere in comunicazione i suoi ammiratori e tutti gli appassionati al gioco del calcio.[57]

Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

Roberto Baggio e Stefano Borgonovo, assieme alla Fiorentina nella stagione 1988-1989.

Nel maggio del 1995, a una serata benefica, Baggio contribuisce alla fondazione di un centro di cura a Valmorea (Como) mettendo in vendita le sue scarpe da calcio per 1,3 milioni di lire.[58]

Il 16 ottobre 2002 è proclamato ambasciatore della FAO.[59]

Il 9 novembre 2010 gli è assegnato il "Peace Summit Award 2010" per «il suo impegno forte e costante alla pace nel mondo e le relative attività internazionale»;[60][61] si tratta di un riconoscimento assegnato annualmente da una commissione composta dai Premi Nobel per la pace alla personalità che più si è impegnata verso i più bisognosi.

Il 14 febbraio 2013 ha partecipato come ospite della terza serata del Festival di Sanremo.[62] Nell'occasione è stato trasmesso un videomessaggio in cui è salutato da Aung San Suu Kyi e successivamente, ha letto una lettera dedicata ai giovani.[63] Nei giorni successivi, al conferimento della cittadinanza onoraria consegnata ad Aung San Suu Kyi è presente anche Baggio.[64][65]

Presenza nei media[modifica | modifica sorgente]

Il poeta Giovanni Raboni ha scritto il sonetto In lode a Baggio in suo onore.[66]

Nel 2001, Lucio Dalla gli ha dedicato la canzone Baggio Baggio, inserita nell'album Luna Matana.[67] Baggio viene citato nella canzone Marmellata n. 25[68] del cantante Cesare Cremonini e in Chi ha peccato di Povia.

Altro riferimento al calciatore è presente nel celebre fumetto Topolino: la storia Topolino e il giallo alla World Cup apparsa su Mega 2000 numero 451, del luglio 1994, narra del celebre calciatore Paggio, cui, alla vigilia dei mondiali americani, un tifoso avversario ha mozzato il codino, fonte del suo talento. Inoltre, nella puntata 34 Arrivo in Italia del cartone animato Che campioni Holly e Benji!!! compare un suo alter ego animato.

Curiosamente, nel 1994 è stato bersaglio di un'imitazione satirica di Corrado Guzzanti che parodiava un suo sketch pubblicitario.[69]

Nel giugno del 2004 è dedicata a lui l'opera teatrale francese Orfeo Baggio.[70]

Nel 2010 è comparso nel video di Waka Waka (This Time for Africa), inno ufficiale dei Mondiali 2010 cantato da Shakira, nell'episodio del rigore sbagliato nella finale dei Mondiali 1994 e del suo gol contro la Spagna nei quarti di finale di quel Mondiale con capriola finale.

Nel 2011 la Gazzetta dello Sport pubblica la raccolta di DVD Io che sarò Roberto Baggio, che racconta la carriera del giocatore.[71]

Nelle pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 è protagonista di uno spot per Wind che riprende la celebre scena dell'errore di Baggio, modificata digitalmente in maniera da fare realizzare il rigore decisivo contro il Brasile.[32] Durante la sua carriera è stato protagonista di alcuni spot per la Diadora.[72]

Nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

È uscito un gioco di calcio dal titolo Baggio's Magical Kicks dove i giocatori tentano di riprodurre con precisione e di segnare le punizioni e rigori del fantasista.[73]

È molto popolare in Giappone,[74] dove è presente in videogiochi come Super Formation Soccer 95: della Serie A, World Football Climax e la versione nipponica di Let's Make a Soccer Team!.

L'autobiografia[modifica | modifica sorgente]

Ha scritto un'autobiografia, pubblicata nel 2001, col titolo Una porta nel cielo (Limina Edizioni, ISBN 88-88551-92-1), nella quale ripercorre la propria carriera, il proprio rapporto con la fede buddhista, e approfondisce i complicati rapporti avuti con alcuni allenatori (Arrigo Sacchi, Renzo Ulivieri e Marcello Lippi), spendendo parole di elogio per altri (Giovanni Trapattoni, Gigi Simoni, Gigi Maifredi, Óscar Tabárez e Carlo Mazzone).

In particolare vengono descritti i contrasti con Marcello Lippi durante la stagione 1999-2000 all'Inter. Secondo Baggio l'allenatore tenne nei suoi confronti un atteggiamento ostile e scorretto. Nel libro Baggio accusa Lippi d'avergli chiesto di riportargli i nomi di eventuali calciatori a lui contrari nello spogliatoio della squadra. Dinanzi al rifiuto da parte di Baggio, sarebbe nato l'atteggiamento ostile che si estrinsecò in vari episodi. Celebre quello, raccontato nel libro, verificatosi durante una partitella al ritiro dell'Inter: il calciatore fa un lancio dalla lunga distanza per Christian Vieri, che dopo aver segnato applaude con Christian Panucci il cross. Lippi reagisce esclamando: «Vieri, Panucci, ma che cazzo fate? Credete di essere a teatro? Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda, siamo qui per lavorare!». In seguito l'allenatore viareggino ha risposto alle critiche contenute nel libro affermando di non aver mai chiesto aiuto a Baggio «perché è una persona di cui non ho stima e che non reputo importante dal punto di vista umano» e dando mandato ai propri avvocati di avviare un'azione legale contro il giocatore, contro le «cattiverie e falsità» raccontate[75] e minacciando di querelarlo.[40]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua carriera calcistica, Baggio ha avuto dissapori con quasi tutti gli allenatori con cui ha giocato.[39] Tra i primi noti, quello con Eriksson alla Fiorentina,[39] perché il tecnico svedese voleva cederlo in prestito al Cesena per fargli fare esperienza,[76][40] e perché voleva schierarlo da ala destra,[77] e quello con Trapattoni, che lo ha allenato sia nella Juve (1991-1994) sia nell'Italia (2000-2004)[38] e che era solito richiamarlo con il fischio quando Baggio non tornava ad aiutare a centrocampo[76][40] e che, inoltre, era stato accusato da Baggio di "non giocare per la squadra" dopo averlo sostituito in un Inter-Juve (3-1) dell'ottobre 1992.[77] L'allenatore Cesare Maldini lo ha mandato più volte in panchina nell'Under-21.[76][40] Ha avuto una forte e consolidata rivalità con Lippi, che lo ha allenato nella Juve e nell'Inter:[14] dopo il suo passaggio all'Inter il rapporto s'incrinò ulteriormente e l'apice fu quando Lippi tenne Baggio in panchina durante la sfida contro la Juventus, datata 12 dicembre 1999.[14] Ai tempi della Juve, ha avuto forti contrasti con la dirigenza, formata dal trio Giraudo-Moggi-Bettega.[16] Al Milan, Baggio ha avuto rapporti negativi sia con Capello,[77] di cui, in seguito al suo passaggio al Real Madrid disse che "nello spogliatoio non lo sopportava più nessuno",[29] e che al suo ritorno al Milan disse a Baggio che "per lui non c'era più posto",[76] sia con Sacchi - che lo ha allenato sia in Nazionale sia al Milan -, un tempo suo amico, che l'aveva fatto giocare in Nazionale quando la Juventus era intenzionata a cederlo,[78] reo d'averlo fatto allenare per "farlo entrare nel suo schema tattico".[46] Al termine del rapporto con la società rossonera, deve passare al Parma, dove però non è ben voluto dai giocatori (Enrico Chiesa)[36][79] e non rientra nei piani tattici del tecnico Ancelotti:[36][80][79][76] nonostante la volontà della famiglia Tanzi, proprietaria del club, l'affare non si conclude e il caso Baggio porta al licenziamento del direttore sportivo degli emiliani Riccardo Sogliano.[79] Baggio passa al Bologna, dove comincia il rapporto conflittuale con l'allenatore Ulivieri, che lo pone allo stesso livello di tutti gli altri calciatori in rosa.[36][80] L'apice è raggiunto nel gennaio del 1998 quando il tecnico non lo schiera titolare per l'incontro con la Juventus, comunicandolo al giocatore il giorno prima della sfida: Baggio lascia il ritiro della squadra e non va in panchina.[39] Poco prima di questo incontro Ulivieri, in seguito agli scontri con Baggio, dà per la seconda volta le dimissioni (la prima volta, nell'agosto del 1997, in seguito a un'amichevole persa contro l'Inter, l'allenatore dà le dimissioni sempre per dissapori con Baggio), che però, anche in questo caso, come nel 1997, sono rifiutate.[76][40]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Un giovane Roberto Baggio in acrobazia

Fantasista[11][81], seconda punta,[82][9][36] rifinitore[36] o trequartista,[83][9][36][84] era in grado di impostare la manovra di gioco, era rapido sia nello smarcarsi che nell'esecuzione dei tiri.[82] Eccelso dal punto di vista tecnico,[85] aveva un ottimo tocco di palla; destro di piede, utilizzava quello sinistro per iniziare il dribbling, repertorio tecnico in cui eccelleva.[82][36] Era un calciatore veloce,[86] rapido nello scatto e nel saltare l'avversario,[87] dalla fantasia e dalla qualità tecnica brillante ma insolita per il calcio italiano, abituato ad essere più fisico, tattico e meno tecnico.[41][88][89][90][91] Non aiutava in fase difensiva.[9][32][76][40] Da giovane non aveva ricevuto alcun insegnamento tattico, muovendosi in campo secondo il proprio istinto.[92] Era inoltre uno dei migliori specialisti italiani nei calci di punizione,[93][55] ispirando futuri specialisti come Andrea Pirlo,[94] nonché nella realizzazione dei rigori:[95] di 122 rigori tirati, ne ha segnati 108 - nessuno ne ha realizzati tanti nella storia del calcio italiano - (88%) e dei 14 sbagliati, 4 sono stati ribattuti in rete.[96]

Calciatore di classe,[85] Michel Platini, giocatore che Baggio non apprezzava, lo definì con tono spregiativo un «nove e mezzo»,[36][38] perché "lo vedeva metà attaccante e metà rifinitore".[97]

Nonostante le sue caratteristiche, durante la sua carriera è stato schierato come prima punta in un attacco a due (3-5-2[9] e nel 4-4-2[9]) o in un attacco a tre (nel 4-3-3[98] e nel 3-4-3[99]) solo raramente e nel periodo con Mazzone al Brescia, ha ricoperto il ruolo di trequartista nel 3-4-1-2.[100]

Calciatore dal carattere controverso[10][9][38], sul campo gli è contestato il fatto di non aver saputo essere un leader nelle squadre in cui ha giocato, nonostante nei primi anni alla Juventus si sia conquistato questo ruolo,[101][102][92][103] e lo abbia ritrovato con la maglia del Brescia,[100] preferendo fare il gregario;[104] è introverso[8][105][40] e mite[80][29] fuori.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Vicenza[modifica | modifica sorgente]
Roberto Baggio agli esordi col Lanerossi Vicenza

Dopo aver iniziato nella squadra del suo paese, il Caldogno,[106] dove si fa notare,[107] all'età di 13 anni si trasferisce al Vicenza, a quel tempo in Serie C1, in cambio di 500.000 lire.[108] Si mette subito in luce nelle formazioni giovanili, segnando negli anni 110 gol in 120 presenze.[106] A causa di alcune defezioni, è portato ad allenarsi con la prima squadra. Ritornato nelle giovanili, la squadra dei Beretti è seguita da circa 1000 spettatori durante gli incontri.[109] Tale risultato gli permette di debuttare in prima squadra il 5 giugno 1983 all'ultima giornata del campionato di Serie C1, Vicenza-Piacenza (0-1), entrando nel secondo tempo.[106]

Nella stagione 1984-1985, inserito in prima squadra dall'allenatore Bruno Giorgi,[106] chiude la sua esperienza vicentina con 12 reti in 29 incontri di campionato, diventando uno dei calciatori più amati dai tifosi[4] e consentendo alla sua squadra la risalita in Serie B. In una delle ultime partite di campionato, il 5 maggio 1985 contro il Rimini, subì un grave infortunio al ginocchio destro (compromessi legamento crociato anteriore e menisco),[110][111] il primo di una lunga serie, che lo costrinse ad un periodo di oltre un anno di assenza dai campi di gioco. I suoi muscoli vennero affidati a Carlo Vittori ed Elio Locatelli, due dottori specializzati nel potenziamento muscolare in atletica leggera.[112]

Durante questa fase di riposo forzato e quindi di incertezza sulla propria carriera di calciatore visse una profonda crisi personale e spirituale, che lo convinse ad abbracciare definitivamente la fede buddhista.[52]

Fiorentina[modifica | modifica sorgente]
Baggio al debutto in Serie A nel 1986, con la maglia della Fiorentina.

Questo infortunio arriva a due giorni dalla firma del contratto con la Fiorentina,[110] che lo ha ingaggiato per 2,7 miliardi di lire.[110] La Fiorentina ha la possibilità di recedere dal contratto ma il presidente del club decide di tenerlo.[113] Operato a Saint-Étienne,[114] in Francia, il professor Bousquet,[110] è costretto a mettere 220 punti di sutura per rimettere a posto la sua gamba.[80] A causa del suo periodo di stop durante l'operazione, di circa un mese, perse circa 12 kg, arrivando a pesarne 56.[115] Il ritorno in campo avvenne nel febbraio del 1986, al Torneo di Viareggio.[114]

Durante i suoi mesi di recupero vive così isolato dal resto della squadra che si dimentica di richiedere lo stipendio per cinque mesi.[116]

Esordisce in Serie A il 21 settembre 1986 allo Stadio Comunale (oggi Stadio Artemio Franchi) contro la Sampdoria.[80] Il 28 settembre seguente subisce una lesione al menisco del ginocchio destro che lo costrinse ad una nuova operazione.[110][80][117] Rientra in campo a fine stagione, a distanza di quasi due anni dal primo infortunio. Il suo primo gol nella massima divisione arriva su punizione il 10 maggio 1987 contro il Napoli (1-1).[80]

Nella stagione successiva, di cui è la rivelazione,[112] si presenta a San Siro segnando alla seconda giornata in Milan-Fiorentina (0-2). Negli anni seguenti la Fiorentina naviga nelle zone medio-alte della classifica e raggiunge una finale di Coppa UEFA nel 1990, persa poi contro la Juventus. Alla fine dell'anno riceve il "Trofeo Bravo", premio assegnato dalla rivista Guerin Sportivo al miglior giovane Under-23 partecipante alle coppe europee, unico riconoscimento personale vinto con la Fiorentina.

Nella stagione 1988-1989, con l'arrivo di Sven-Göran Eriksson, è schierato più frequentemente, andando a formare la coppia d'attacco con Stefano Borgonovo detta "B2", dalle iniziali dei loro cognomi:[118] i due realizzano 29 dei 44 gol totali messi a segno dalla formazione viola. Nell'annata seguente sigla 17 reti, arrivando in seconda posizione nella classifica marcatori, davanti a Diego Armando Maradona (16) ma dietro al solo Marco van Basten (19). Il campionato è chiuso a metà classifica ma i viola vanno avanti in Coppa UEFA, escludendo dal torneo diverse squadre e raggiungendo la finale: Baggio segna due rigori, il primo decide la vittoria contro l'Atlético Madrid (1-1, 3-1 ai rigori) al primo turno, il secondo consente alla Fiorentina di sconfiggere la Dinamo Kiev agli ottavi di finale (1-0).

Baggio, in quel momento giocatore della Juventus, raccoglie una sciarpa viola durante la prima sfida a Firenze contro la sua ex squadra, nel 1991.

Rimane a Firenze fino al 18 maggio 1990, quando è acquistato dalla Juventus per la cifra record, a quei tempi, di 25 miliardi di lire,[119] nonostante avesse firmato un contratto in scadenza nel 1991.[80] La tifoseria viola, consapevole di perdere il proprio simbolo, scende in piazza protestando contro la dirigenza ed il presidente Pontello. I disordini causano anche diversi feriti ed arrivano fino a Coverciano, creando non pochi problemi al ritiro degli Azzurri in preparazione per i Mondiali e al giocatore stesso,[80] che arriva a ricevere sputi da alcuni esagitati;[29] l'allora procuratore Caliendo ha in seguito narrato un fatto singolare al riguardo:

« Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch'io »
(Antonio Caliendo[120])

Il giocatore resta molto legato a Firenze ed ai colori viola, avendo già mostrato la sua volontà di non andare al club torinese nei mesi precedenti,[121] suscitando non pochi malumori tra i suoi nuovi tifosi.[80] Su tutte, rimane celebre la sua prima sfida in maglia bianconera contro la Fiorentina a Firenze, il 7 aprile 1991, nella vittoria viola per 1-0:[122] Baggio si rifiuta di calciare un rigore contro la sua ex squadra,[80] motivando il gesto con il fatto che il portiere avversario, Gianmatteo Mareggini, "lo conosceva bene", ed una volta sostituito, uscendo dal campo va poi a salutare i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola che gli è stata lanciata dagli spalti, in un'atmosfera surreale di applausi e fischi.[29]

Juventus[modifica | modifica sorgente]
Roby Baggio nella stagione 1990-1991, la prima con la casacca della Juventus.

Dopo i Mondiali italiani, inizia la sua esperienza con la Juventus, che dura cinque anni. Acquistato per 16 miliardi di lire più il cartellino di Renato Buso valutato 2 miliardi,[123] con i colori bianconeri vince uno scudetto, una Coppa Italia ed una Coppa UEFA.

Nel primo anno con la Juventus di Luigi Maifredi segna 27 gol, di cui 9 in Coppa delle Coppe che gli valgono il titolo di capocannoniere dell'edizione; ne sigla uno anche nella semifinale di ritorno contro il Barcellona, ma l'1-0 non è sufficiente a ribaltare l'1-3 degli spagnoli dell'andata. A fine campionato la Juventus, nonostante il bottino di reti di Baggio, rimane esclusa dalle posizioni UEFA.

Fra il 1992 e il 1995 subisce cinque infortuni importanti: costola fratturata, tendinite, pubalgia, lesione del tendine del ginocchio destro e distorsione al ginocchio sinistro.[124]

L'anno successivo sulla panchina della Juve torna Giovanni Trapattoni; la squadra torinese, fuori dalle coppe europee, arriva seconda in campionato dietro al Milan. In questa stagione soffre di alcuni problemi fisici[125] (rimedia uno stiramento dopo la sfida casalinga contro il Bari, che lo tiene fuori tre settimane).[101] Nel luglio del 1992 si taglia il codino.[102]

Nella stagione 1992-1993 la Juventus riesce a battere per la seconda volta in due anni i rossoneri, con un 1-3 a San Siro con firma di Baggio, il quale termina l'annata con 21 gol (secondo nella classifica marcatori alle spalle di Giuseppe Signori) e con la fascia di capitano al braccio. Dopo aver subito la frattura della costola contro la Scozia nel novembre del 1992, Baggio si riprende e un mese più tardi ritorna in campo, seppur in amichevole.[126] Durante questo periodo ha degli screzi con Trapattoni[127][128] e con la dirigenza bianconera.[129]

Al suo rientro in campionato, il 3 gennaio 1993, realizza una rete al Parma (2-2). Tra le tante marcature di Baggio in quest'annata, va ricordato il poker rifilato all'Udinese (5-0) il 9 novembre 1992, sua prima quaterna in carriera.[103] In Coppa UEFA, in semifinale contro il Paris Saint-Germain, il fantasista realizza una doppietta nella gara di andata finita 2-1 per i bianconeri, terminando la serata come migliore in campo,[130] e quindici giorni dopo, a Parigi, è ancora il numero dieci a siglare il successo per 0-1 che vale la finale[131], dove mette poi a referto un'altra doppietta nella sfida d'andata, stavolta contro il Borussia Dortmund;[132] al ritorno la Juventus vinse per 3-0 e si aggiudica il trofeo, il primo della carriera per un Baggio che, grande protagonista del trionfo continentale, alla fine dell'anno solare è insignito del Pallone d'oro e del FIFA World Player.

Baggio, divenuto capitano del club bianconero, bacia la Coppa UEFA 1992-1993.

Nel torneo 1993-1994, Trapattoni è solito schierarlo da mezzapunta, in coppia con la giovane promessa Alessandro Del Piero, entrambi dietro a Gianluca Vialli.[84] Nel precampionato, l'allenatore lo prova anche come trequartista arretrato dietro a Vialli e a Fabrizio Ravanelli, ma la squadra riesce a giocare solo quando Baggio avanza di posizione.[133] Nel novembre del 1993 subisce un lieve infortunio nella gara contro il Cagliari,[134] ma ciò non gli impedisce di giocare la sfida di Coppa UEFA contro il Tenerife, vinta per 3-0 con un gol segnato da Baggio su rigore.[135] Nel marzo 1994 è operato al menisco.[136]

Nel dicembre 1994 si classifica secondo nella classifica del Pallone d'oro, alle spalle di Hristo Stoičkov, e terzo in quella del FIFA World Player, dietro allo stesso giocatore bulgaro e al brasiliano Romário. In questa stagione sigla 17 marcature, chiudendo la graduatoria dei migliori realizzatori al terzo posto.

Nella stagione seguente Marcello Lippi è chiamato a sostituire Trapattoni. Il nuovo tecnico predilige il 4-3-3, modulo che esclude Baggio per via delle sue caratteristiche da seconda punta,[9] tanto che a lui sono sovente preferiti Vialli, Ravanelli e un Del Piero sempre più lanciato in squadra;[9] nel corso dell'annata, Lippi lo schiera anche come ala.[137] A causa di alcuni infortuni e della concorrenza nel reparto offensivo, Baggio, in scadenza di contratto, sigla 8 reti in 17 presenze.[14] In quest'ultimo periodo, percepisce un ingaggio di circa 3 miliardi all'anno.[81]

Dopo l'infortunio patito a Padova il 27 novembre 1994 al ginocchio destro,[117] nel febbraio del 1995 ritorna ad allenarsi con la squadra, ma la società piemontese decide di farlo sottoporre a operazione.[111] Baggio rientra in campo dopo quasi cinque mesi, l'8 marzo 1995 contro la Lazio,[117] trovando comunque il tempo di segnare gol decisivi per la conquista del double scudetto-Coppa Italia; tra di essi, anche un rigore sul campo della sua ex Fiorentina, stavolta (a differenza di quattro anni prima) calciato, realizzato e festeggiato.[138] Pur essendosi ristabilito e rientrato a pieno regime nell'organico titolare, la sua prolungata lontananza dai terreni di gioco favorisce la definitiva esplosione in casa Juve del ventenne Del Piero, sul quale la dirigenza bianconera e Lippi, per ragioni anagrafiche ed economiche, scelgono di puntare.[139] Già nel dicembre del 1994, in scadenza di contratto, la dirigenza aveva annunciato l'intenzione di non tenere il giocatore.[139]

Dieci giorni dopo la vittoria dello scudetto, nel giugno del 1995, Baggio, già in contrasto con Agnelli,[140] non trova accordi con la società:[16] durante un ultimo colloquio con la dirigenza, Baggio chiede ai capi ultrà della Juve di assistere alla riunione per firmare un nuovo contratto.[16] Alla fine del meeting, andato male non solo per questioni economiche (Baggio chiedeva 4 miliardi di ingaggio contro i 2 proposti dalla società)[16][81] ma anche per forti dissapori con la dirigenza bianconera,[16] Luciano Moggi annuncia che dal 30 giugno il giocatore è svincolato.[16]

Termina la sua esperienza a Torino con 200 presenze e 115 reti, 78 delle quali nel solo campionato.

Milan[modifica | modifica sorgente]

Voluto da Fabio Capello,[16] il 2 luglio seguente Umberto Agnelli annuncia la cessione di Baggio al Milan[141], ufficializzata dal club rossonero due giorni dopo: il suo cartellino è pagato 18 miliardi di lire,[14] e il giocatore firma un triennale da 2 miliardi all'anno.[142] Durante le prime settimane di campionato non riesce ad entrare in condizione[87] e il 2 ottobre del 1995 s'infortuna alla coscia.[5]

Con la maglia del Milan vince subito lo scudetto, il secondo di fila per lui: diviene il quinto dei sei giocatori a bissare due campionati italiani consecutivi con due squadre diverse, dopo Giovanni Ferrari, Riccardo Toros, Eraldo Mancin, Alessandro Orlando e prima dell'ex compagno di squadra Andrea Pirlo. Parte titolare in quasi tutte le partite e assume anche il ruolo di primo rigorista della squadra, ma è puntualmente sostituito dal tecnico di Pieris, che non lo ritiene in grado di giocare per tutti i 90 minuti.

Nella stagione successiva sulla panchina rossonera arriva l'allenatore uruguaiano Óscar Tabárez, che subito dichiara di voler puntare su di lui e sull'asso africano George Weah per l'attacco della squadra. Tabárez lo prova anche come regista schierandolo interno di centrocampo nel 4-4-2.[143] Parte infatti titolare nelle prime partite stagionali, esordendo anche in UEFA Champions League nella partita casalinga contro il Porto, ma la crisi di risultati della squadra lo relega in panchina, a favore di Marco Simone.[144]

Tabárez è infine esonerato e al suo posto la società chiama l'ex tecnico Arrigo Sacchi, con il quale Baggio non è in buoni rapporti dopo il Mondiale americano poiché il calciatore non ha ancora smaltito la sostituzione patita contro la Norvegia a seguito dell'espulsione dell'estremo difensore azzurro.[145] Il calciatore non si è ancora ambientato nella squadra.[78] Il rapporto tra Sacchi e Baggio, ritornato pacifico nel dicembre 1996,[146] si frattura nel febbraio seguente, quando il giocatore, stanco di essere messo in panchina, si scatena contro il tecnico[147] e diviene critico nell'aprile del 1997, quando durante un Milan-Juventus, l'allenatore, che ha tenuto Baggio in panchina, gli chiede di scaldarsi per poi entrare in campo ma il fantasista rimane impassibile in panchina, fingendo di non aver sentito; il tecnico non reagisce e così è il secondo di Sacchi, Carmignani, a convincere il calciatore a giocare.[148]

In rossonero non trova spazio e, sebbene lasci il segno nelle poche occasioni in cui è impiegato (segnando nel derby d'andata conclusosi 1-1 e in quello di ritorno finito 3-1 per l'Inter), non riesce a far cambiare idea al tecnico.

Bologna[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 1997 si presentò al raduno milanista con l'intenzione di restare, ma il rientrante Fabio Capello non mostrò progetti tecnici per lui;[114] sentitosi escluso dall'ambiente, soprattutto dall'allenatore,[46], decide di trasferirsi. Il 9 luglio del 1997, il Parma si accorda con il Milan per l'acquisto di Baggio[149] per 3,5 miliardi di lire e col giocatore per 2,5 miliardi a stagione,[114] ma l'allenatore Ancelotti, che aveva ceduto Gianfranco Zola poco prima, ritenendo che il calciatore veneto avesse le stesse caratteristiche di Zola (seconda punta), decide di non concludere l'affare perché, come Zola, non rientra nei suoi piani tattici[36][80][79][114] e inoltre l'attaccante Chiesa aveva minacciato un suo trasferimento all'estero se Baggio fosse arrivato a Parma.[36][79]

A distanza di anni, l'allenatore si dichiarerà pentito di aver rinunciato al talento di Baggio:

« Ho sbagliato ad essere così intransigente, con il tempo ho imparato che una soluzione per far coesistere tanti grandi giocatori alla fine si trova. A Parma pensavo ancora che il 4-4-2 fosse lo schema ideale per eccellenza, ma non era così. Se avessi la macchina del tempo, tornerei indietro e Baggio eccome se lo prenderei. Avrei potuto gestire la situazione in maniera diversa. »
(Carlo Ancelotti, Preferisco la Coppa, 2009)

Avendo bisogno di giocare con continuità per guadagnarsi un posto fra i 22 che avrebbero preso parte ai Mondiali francesi,[46] il 18 luglio passa allora al Bologna[150] per 5,5 miliardi di lire,[114] voluto dal presidente Giuseppe Gazzoni Frascara ma non dall'allenatore Ulivieri[39] e tagliando anche il celebre "codino".[151] Nel contratto, è presente una clausola che permette al calciatore di lasciare la società pagando una penale di 5 miliardi di lire.[152] Quella nel Bologna è la stagione del record di marcature per Baggio, con 22 gol segnati in 30 partite, tanto da meritarsi la fiducia del nuovo CT della Nazionale Cesare Maldini e la convocazione per i Mondiali. Inoltre, Gazzoni assicura le gambe del fantasista per 10 miliardi di lire.[117]

Anche in questa stagione si verificano alcune incomprensioni con l'allenatore di turno, Renzo Ulivieri, tanto che nel gennaio del 1998 lascia il ritiro della squadra quando il tecnico gli comunica che non avrebbe giocato dall'inizio nella partita con la Juventus.[153][39] Schierati dalla parte del calciatore, i tifosi chiedono anche l'esonero di Ulivieri tramite una petizione su internet.[39] In questa stagione è nominato capitano, indossando la fascia per qualche incontro prima di cederla a Giancarlo Marocchi.[80]

Nella sua biografia, pubblicata poco prima dei Mondiali del 2002, accusa Ulivieri di essere stato invidioso della sua fama, in quanto la stampa attribuiva le vittorie del Bologna al suo talento, mettendo in ombra il lavoro dell'allenatore.

Inter[modifica | modifica sorgente]

In quella stessa estate si trasferisce all'Inter,[154] in un'annata in cui fu guidato da vari allenatori avvicendatisi sulla panchina nerazzurra e caratterizzata da numerosi cambi d'allenatore (Luigi Simoni, Mircea Lucescu, Roy Hodgson e Luciano Castellini). Realizza una doppietta in Champions League il 25 novembre 1998 contro il Real Madrid, nei minuti finali della gara.[155] Lucescu lo schiera come esterno d'attacco nel suo 3-4-3.[99]

Nella seconda stagione arriva Marcello Lippi, che lo utilizza di meno. In seguito Baggio polemizza apertamente contro Lippi e smentisce pubblicamente le voci infondate sui suoi presunti guai fisici, precisando che veniva spesso tenuto fuori per scelte personali dell'allenatore.[156] In poco meno di sei mesi diviene la sesta (e ultima) scelta nel reparto offensivo, riuscendo comunque a risultare decisivo in alcune sfide: realizza l'1-1 contro il Verona, tornando al gol, che gli mancava dal 27 maggio scorso.[157] A fine stagione, scaduti i due anni di contratto, si congeda dall'Inter siglando una doppietta al Parma (3-1) e, preferito ad Álvaro Recoba, permette ai nerazzurri di accedere ai preliminari di Champions League,[80] alimentando le polemiche da parte di Recoba, stanco di restare in panchina.[14]

Brescia[modifica | modifica sorgente]

Svincolatosi nell'estate del 2000[9][36], manca la convocazione in Nazionale e il 14 settembre si accorda con il Brescia,[158] sotto la guida di Carlo Mazzone, di cui diviene il capitano; firma un contratto biennale da 4,5 miliardi di lire netti a stagione[32] con l'obbiettivo dichiarato di voler partecipare ai Mondiali del 2002.[32][159][160] Inoltre, per contratto, se il presidente avesse esonerato Mazzone, Baggio sarebbe stato svincolato.[32]

Durante la stagione 2000-2001 conduce la sua squadra alla qualificazione alla Coppa Intertoto, nella quale i lombardi riescono a raggiungere la finale, poi persa contro il Paris Saint-Germain, nonostante un suo gol su rigore nella gara di ritorno che consente di pareggiare ma non di passare il turno. Durante la stagione, nel girone di ritorno, il primo aprile 2001 in Juventus-Brescia segna uno dei gol più belli: Pirlo lo lancia con un preciso passaggio da centrocampo e lui salta van der Sar con un delizioso stop a seguire per poi insaccare a porta vuota, dopo un fuorigioco non segnalato dal guardialinee con conseguenti polemiche,[161] fissando il punteggio sul definitivo 1-1, risultato che allontanerà la Juventus dal vertice della classifica, guidata fino alla fine dalla Roma.[162]

Inserito fra i 50 pretendenti per il Pallone d'oro 2001,[163] giunge venticinquesimo nella classifica finale.

La stagione decisiva (2001-2002) inizia nel migliore dei modi e si ritrova capocannoniere con 8 gol dopo 9 giornate. Il 21 ottobre rimedia una distorsione al ginocchio sinistro in seguito a un contrasto con Filippo Cristante nella sfida contro il Piacenza[117] ma, ripresosi rapidamente, una settimana più tardi, giocando contro il Venezia, rimedia un'altra distorsione avvenuta a causa di un contrasto duro con Antonio Marasco[117] a cui segue la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro[160] con lesione del menisco interno rimediata durante Parma-Brescia di Coppa Italia. È operato a Bologna il 4 febbraio 2002[160][164] e riesce a rientrare in campo a 77 giorni dal giorno dell'infortunio grazie a un pesante lavoro di rieducazione,[160] a tre giornate dalla fine del campionato in trasferta contro la Fiorentina,[160] gara del 21 aprile nella quale segna un gol dopo due minuti dal suo ingresso in campo, raddoppiando poco dopo. Nell'ultima di campionato riesce a salvare ancora il Brescia dalla retrocessione con un gol decisivo contro il Bologna (finita poi 3-0).[165] La stagione si conclude con un bottino di 11 gol segnati in 12 partite, ma tutto questo non basta per convincere il commissario tecnico della Nazionale Giovanni Trapattoni a convocarlo, che lo riteneva non completamente ristabilito dall'infortunio e non in forma ottimale.[166]

Nelle due stagioni successive continua a giocare nel Brescia e, anche grazie ai suoi gol, fa raggiungere alla squadra la qualificazione per l'Intertoto. Negli ultimi giorni di dicembre 2003, annuncia il suo ritiro dal calcio giocato a fine stagione.[104]

Il 14 marzo 2004, durante la partita contro il Parma, mette a segno il suo duecentesimo gol in Serie A[167] (a fine stagione raggiungerà quota 205), soglia raggiunta solo da altri cinque giocatori nel campionato italiano: Silvio Piola, Gunnar Nordahl, Giuseppe Meazza, José Altafini e Francesco Totti. Gli anni di Baggio al Brescia coincidono con il periodo di più lunga permanenza della squadra in Serie A (cinque stagioni); alla fine della stagione 2004-2005, successiva al suo ritiro, il Brescia retrocederà in Serie B.

Disputa l'ultima partita della sua lunga carriera a San Siro il 16 maggio 2004 in Milan-Brescia (4-2), ultima giornata della stagione 2003-2004. Alla sua uscita, cinque minuti prima dalla fine dell'incontro, viene abbracciato da Paolo Maldini e tutto lo stadio si alza in piedi per tributargli un lungo applauso.[168] Al termine della stagione, il Brescia in suo onore ritira la maglia numero 10, da lui indossata per quattro stagioni.[169]

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984 ha giocato 4 incontri segnando 3 gol con l'Under-16 e conta anche una convocazione con la rappresentativa Under-21 nel 1987 che non lo vede però scendere in campo. È convocato dal CT Azeglio Vicini, in occasione del match del 16 novembre contro l'Olanda (1-0), nella gara amichevole organizzata in ricorrenza del 90º anniversario dell'istituzione della FIGC. Segna il suo primo gol in Nazionale il 22 aprile 1989, su calcio di punizione, nella partita amichevole contro l'Uruguay (1-1) disputata a Verona. Nella partita amichevole contro la Bulgaria del 20 settembre 1989, segna il 500º gol realizzato in Italia dalla Nazionale (firma poi una doppietta nella medesima partita).

Mondiali 1990[modifica | modifica sorgente]
Roberto Baggio in azione in maglia azzurra ai mondiali di Italia '90

Partecipa alla Coppa del Mondo di Italia '90, durante la quale gioca con il numero 15. Nelle prime due partite è lasciato in panchina da Vicini ma, alla sua prima presenze, contro la Cecoslovacchia, mette a segno un gol memorabile, considerato il più bello del Mondiale e settimo nella classifica del più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA, partendo da metà campo e dribblando mezza squadra avversaria.[170]

Così nelle successive partite è schierato titolare al fianco di Schillaci anche se, nella decisiva semifinale di Napoli contro l'Argentina, l'allenatore punta su un poco convincente Vialli, ed entra in campo al posto di Giannini solo al 73' segnando il suo tiro dal dischetto nella serie di rigori che premia l'Argentina, dopo gli errori di Donadoni e Serena.

Nella finale per il terzo posto, disputata a Bari, contro l'Inghilterra, mette a segno un altro gol dopo aver astutamente rubato la palla al portiere inglese Peter Shilton. La partita finisce 2-1 per gli azzurri che si aggiudicano così il terzo posto nel Mondiale casalingo. Da segnalare, nella medesima partita, la sua altruistica scelta di far tirare il calcio di rigore decisivo a Schillaci, in modo da permettergli di vincere la classifica dei marcatori del torneo con 6 gol.

Il 14 ottobre 1992 realizza una rete contro la Svizzera (2-2), che consente all'Italia di rimontare lo svantaggio di 0-2 e di pareggiare l'incontro, risultando tra i migliori in campo.[171]

Il 18 novembre seguente è schierato titolare contro la Scozia (0-0), partita valida per le qualificazioni all'Mondiale 1994, scendendo in campo per la prima e ultima volta da capitano e rimediando una costola incrinata negli ultimi minuti di gioco.[117][172]

Mondiali 1994[modifica | modifica sorgente]
« I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli. »
(Roberto Baggio[173])

Durante la stagione 1993-1994, Baggio fatica ad entrare in forma a causa di piccoli ma fastidiosi acciacchi,[174] eppure il commissario tecnico italiano Arrigo Sacchi, che lo schiera anche da prima punta,[175][98] fa di tutto per recuperarlo fisicamente e psicologicamente in vista dei Mondiali di USA '94. Arriva ai Mondiali con un infortunio al piede sinistro.[176] In seguito rimedia un infortunio al tendine d'Achille del piede sinistro che lo condiziona per tutto il torneo.[177]

La maglia n. 10 autografata da Baggio e indossata ai mondiali di USA '94

Negli Stati Uniti, nelle prime tre partite della fase a gironi, Baggio non offre tuttavia prestazioni convincenti, anzi è ritenuto tra le grandi delusioni del torneo.[31][105][178] Nel secondo incontro con la Norvegia, è sostituito per far posto al secondo portiere Marchegiani, dopo l'espulsione di Pagliuca. Sacchi decide di far uscire proprio lui: restano famose le immagini televisive quando il CT decide per il cambio, seguite dai gesti e dall'espressione basita di Baggio, e soprattutto dal suo labiale «ma questo è matto!»[49] Alla fine della partita contro il Messico, rimedia un lieve infortunio che però non gli impedisce di continuare a giocare la competizione.[179]

È solo agli ottavi (conquistati dagli azzurri grazie al ripescaggio) che inizia il "vero" Mondiale di Roberto Baggio, che ne è protagonista.[180] Di fronte ad una Nigeria campione d'Africa in carica e passata presto in vantaggio, con gli azzurri nuovamente in inferiorità per un rosso a Zola, a due minuti dal termine l'Italia è fuori dalla rassegna iridata. Quando non sembrano esserci più speranze, Baggio riceve un pallone sul limite dell'area da Mussi e lascia partire un tiro rasoterra ed angolato che entra alla destra di Rufai, passando fra una selva di gambe e portando l'Italia al pareggio;[181] nel primo tempo supplementare è ancora decisivo, dapprima servendo a Benarrivo l'assist con cui l'Italia si procura un penalty, e poi realizzando lui stesso la massima punizione del 2-1 definitivo.

Ai quarti, contro la Spagna, è sempre Baggio a chiudere la gara negli ultimi minuti di gioco, segnando quasi allo scadere la rete del 2-1 finale, stavolta involandosi verso l'area spagnola, aggirando l'uscita di Andoni Zubizarreta e trovando la porta pur da posizione defilata.[182]

La semifinale con la Bulgaria vede nuovamente un 2-1 per gli azzurri, grazie ad una nuova doppietta del Divin Codino, migliore in campo della partita.[170] Con un veloce uno-due nel primo tempo, prima lascia partire un tiro a giro che si infila vicino al secondo palo, e subito dopo un preciso diagonale che entra alla destra del portiere bulgaro Mihajlov. Baggio sale a 5 reti nel Mondiale statunitense e porta l'Italia in finale dopo dodici anni, ma nell'ultima frazione rimane vittima di uno stiramento, complici il caldo e la fatica.[170]

Nella finale al Rose Bowl di Pasadena con il Brasile, Arrigo Sacchi decide ugualmente di rischiare il suo numero 10, che non ha recuperato a pieno dopo lo stiramento nella precedente partita.[183] Baggio paga l'infortunio e non riesce ad essere decisivo come nelle partite precedenti. Il match rimane bloccato sullo 0-0 sino alla fine dei tempi supplementari, e così sono i rigori a dare la vittoria ai sudamericani per 3-2, con l'ultimo tiro sbagliato proprio da Baggio, che manda la palla alta sopra la traversa.[184][180]

A settembre, dopo la partita di qualificazione all'Europeo 1996 contro la Slovenia (1-1), il rapporto tra lui e Sacchi comincia a deteriorarsi[185] e nel novembre successivo, dopo una sconfitta contro la Croazia (1-2), Baggio, appoggiato dal malcontento popolare dello spogliatoio, decide di andare contro il CT Sacchi, chiedendo le sue dimissioni e che al suo posto venga eletto Trapattoni.[145]

A causa del rendimento discontinuo, Sacchi decide di non convocarlo per gli Europei del 1996, ritenendolo fuori forma e preferendogli Chiesa, che rispetto a Baggio ritorna a difendere a centrocampo.[186]

Mondiali 1998[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1998, visto il rendimento continuo in campionato, Maldini lo convoca, mettendo Baggio in concorrenza con Vieri, Ravanelli e Casiraghi.[12]

Partecipa a Francia '98, il suo terzo Mondiale, con il ct Cesare Maldini. L'opinione pubblica si divide sul "dualismo" tra lo stesso Baggio e Del Piero, seppur rientrante da un infortunio rimediato nella finale di Champions League. Baggio parte titolare in attacco al fianco di Christian Vieri contro il Cile nella prima partita e dimostra subito di essere uno dei giocatori più in forma tra gli Azzurri: inventa l'assist per il gol di Vieri, si procura e segna il rigore che riporta l'Italia sul pari dopo la rimonta cilena.

Memorabile è l'esultanza, quasi liberatoria, dopo il centro dal dischetto, quattro anni dopo quell'infausto rigore che aveva tolto all'Italia il titolo mondiale.[187] Nella seconda partita, vinta 3-0 contro il Camerun, sforna l'assist su calcio d'angolo per il primo gol di Di Biagio e gli annullano un goal per fuorigioco, ma la sua prestazione appare meno brillante rispetto alla gara d'esordio, complici anche alcuni ruvidi interventi a suo carico da parte dei difensori africani e si consuma la prima "staffetta" con Del Piero.[188] Contro l'Austria segna il 2-0 su assist di Filippo Inzaghi, segnando il suo nono gol nei campionati mondiali, eguagliando così il record italiano di Paolo Rossi.

Durante l'incontro si consuma ancora la "staffetta Baggio-Del Piero", con Baggio che subentra al compagno nella ripresa.[189] Dopo non essere stato impiegato nella partita degli ottavi contro la Norvegia, entra nel corso della partita con la Francia, valida per i quarti di finale, al posto di Del Piero, offre notevoli giocate e nei supplementari, lanciato da Demetrio Albertini sfiora persino il golden goal, calciando in corsa un pallone che sfila di pochissimo dal palo destro della porta di Fabien Barthez. Nell'epilogo ai calci di rigore segna il primo tiro dagli 11 metri, ma l'Italia viene eliminata dopo gli errori di Demetrio Albertini e Luigi Di Biagio.[190]

Grazie ai due gol realizzati, raggiunge il record italiano di marcature nei Mondiali detenuto da Paolo Rossi a quota 9 gol (il record verrà poi raggiunto anche da Vieri), e diventa l'unico giocatore italiano ad aver segnato in tre Mondiali diversi.[191]

Ultima partita in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nonostante voglia partire per il Mondiale del 2002, il CT Trapattoni, che nell'aprile del 2001 si era detto favorevole a chiamare Baggio,[117] decide di non convocarlo perché a suo avviso non è in condizione per giocare.[192]

Il 28 aprile 2004 a Genova gioca, a 37 anni, per l'ultima volta in Nazionale, grazie alla convocazione-tributo da parte del ct Trapattoni in occasione di una partita amichevole contro la Spagna (fino a quel momento soltanto Silvio Piola era stato celebrato in questo modo). La partita, terminata 1 a 1, è ricca di suoi numeri e l'affetto degli sportivi italiani è espresso da ovazioni continue ogni qualvolta tocca palla e da una standing ovation quando viene sostituito negli ultimi minuti da Fabrizio Miccoli.[193]

Per via dell'altissimo livello delle sue prestazioni, l'opinione pubblica e la stampa spingono per vederlo in campo all'Europeo 2004 e alle seguenti Olimpiadi,[194][195] ma quella di Genova resterà la sua ultima apparizione in azzurro. Nonostante il suo rendimento nei tre Mondiali disputati, non è mai stato convocato per un Europeo, infatti se si esclude Umberto Caligaris (59 presenze) che ha militato in Nazionale quando ancora non era stato costituito il Campionato Europeo di Calcio, Roberto Baggio è il calciatore con più presenze in nazionale (56) a non aver disputato un Europeo.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Su proposta del Presidente della FIGC Giancarlo Abete, d'accordo con il Presidente del'AIAC Renzo Ulivieri, il 4 agosto 2010 viene ufficializzata la sua nomina a Presidente del Settore tecnico della Federazione.[196]

Il 5 dicembre 2011 viene inserito nella Hall of Fame del calcio italiano per la categoria Giocatore italiano.[197][198]

Il 5 luglio 2012 acquisisce a Coverciano il titolo di allenatore di Prima Categoria UEFA Pro e quindi il diritto di ricoprire il ruolo di tecnico in una squadra della massima serie.[199]

Il 23 gennaio 2013 lascia la carica di presidente del settore tecnico della Federcalcio: «Non ci tengo alle poltrone. Il mio programma di 900 pagine, presentato a novembre 2011, è rimasto lettera morta, e ne traggo le conseguenze».[200]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Uno scatto del Divin Codino in maglia viola nel 1987

Per quanto riguarda i rigori, nella sua carriera ne ha realizzati 108 (10 nel Vicenza, 25 nella Fiorentina, 38 nella Juventus, 5 nel Milan, 11 nel Bologna, 1 nell'Inter, 11 nel Brescia e 7 in Nazionale) su 122 tirati, fallendone quindi solo 14, di cui 4 poi convertiti in rete dopo la respinta del portiere. Per quanto concerne i rigori extra-time, naturalmente esclusi da questa statistica, ne ha realizzati 3 su 4. Tra questi, tre li tirò nei tre campionati del mondo disputati: quelli messi a segno nella semifinale contro l'Argentina a Italia '90 e nei quarti di finale contro la Francia nel '98, e il rigore fallito della finale di USA '94. Com'è noto nelle tre diverse occasione l'Italia fu eliminata dai tiri del dischetto.

Tornando alle reti in generale, l'avversaria più colpita nella sua carriera è stata l'Inter, colpita 17 volte (13 in Serie A, 4 in Coppa Italia). A livello di Nazionale, l'avversaria più colpita è stata la Bulgaria contro cui ha segnato 4 reti. Contro il Foggia vanta invece la miglior media gol segnati/partite giocate in Serie A, con 8 gol in 7 partite. Nella stagione 1992-1993 in Serie A in Juventus-Udinese ha realizzato il record di reti realizzate in una partita, con una quaterna senza l'ausilio di rigori. Per quanto riguarda le partite consecutive suggellate da gol in Serie A, il palmares va alla stagione 2000-2001 nel Brescia, quando Baggio, "andando in rete" consecutivamente dalla 24ª fino alla 29ª giornata inclusa, ha realizzato in quel lasso di tempo 8 delle 10 reti segnate in Serie A in quella stagione.

Su 6 presenze e 4 gol segnati in Champions League con l'Inter nella stagione 1998-1999, 2 presenze ed un gol si riferiscono al turno preliminare. A livello di Nazionale è l'unico calciatore Italiano ad aver segnato in 3 edizioni della Coppa del Mondo e con 9 reti è l'Italiano ad aver segnato più reti in quella competizione a pari merito con Paolo Rossi e Christian Vieri. Per quanto riguarda le sanzioni disciplinari, Baggio in carriera ha ricevuto 4 espulsioni, di cui 3 nella stagione 1988/89 nella Fiorentina (1 in Coppa Italia, 2 in Serie A) e una in Serie A nella stagione 1997/98 nel Bologna.

Sommando le cifre di presenze e gol in Nazionale maggiore (56 presenze/27 gol) con quelle in competizioni professionistiche riservate ai club (643 presenze/291 gol), ha complessivamente totalizzato nella sua carriera 699 presenze e 318 gol (di cui 108 su rigore). A questi dati si aggiungono 3 presenze e 2 gol nella selezione FIFA World Stars.[201][202]

Competizioni: Club 643 presenze/291 gol di cui:

Nazionale 56 presenze/27 gol di cui:

  • Mondiali 16 presenze/9 gol
  • Qualificazioni Mondiali 10 presenze/6 gol
  • Qualificazioni Europei 7 presenze/2 gol
  • Amichevoli 23 presenze/10 gol

Selezione FIFA World Stars 3 presenze/2 gol

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1982-1983 Italia Vicenza C1 1 0 CI 0 0 - - - - - - 1 0
1983-1984 C1 6 1 CI-C+CI 2+4 1+0 - - - - - - 12 2
1984-1985 C1 29 12 CI 5 2 - - - - - - 34 14
Totale Vicenza 36 13 11 3 - - - - 47 16
1985-1986 Italia Fiorentina A 0 0 CI 5 0 - - - - - - 5 0
1986-1987 A 5 1 CI 4 2 CU 1 0 - - - 10 3
1987-1988 A 27 6 CI 7 3 - - - - - - 34 9
1988-1989 A 30+1[203] 15+0 CI 10 9 - - - - - - 41 24
1989-1990 A 32 17 CI 2 1 CU 12 1 - - - 46 19
Totale Fiorentina 94+1 39 28 15 13 1 - - 136 55
1990-1991 Italia Juventus A 33 14 CI 5 3 CC 8 9 SI 1 1 47 27
1991-1992 A 32 18 CI 8 4 - - - - - - 40 22
1992-1993 A 27 21 CI 7 3 CU 9 6 - - - 43 30
1993-1994 A 32 17 CI 2 2 CU 7 3 - - - 41 22
1994-1995 A 17 8 CI 4 2 CU 8 4 - - - 29 14
Totale Juventus 141 78 26 14 32 22 1 1 200 115
1995-1996 Italia Milan A 28 7 CI 1 0 CU 5 3 - - - 34 10
1996-1997 A 23 5 CI 5 3 UCL 5 1 - - - 33 9
Totale Milan 51 12 6 3 10 4 - - 67 19
1997-1998 Italia Bologna A 30 22 CI 3 1 - - - - - - 33 23
1998-1999 Italia Inter A 23+2[204] 5+1 CI 6 1 UCL 6[205] 4[206] - - - 37 11
1999-2000 A 18+1[207] 4+2 CI 5 1 - - - - - - 24 7
Totale Inter 41+3 9+3 9 1 6 4 - - 61 18
2000-2001 Italia Brescia A 25 10 CI 3 0 - - - - - - 28 10
2001-2002 A 12 11 CI 1 0 Int 2 1 - - - 15 12
2002-2003 A 32 12 CI 0 0 - - - - - - 32 12
2003-2004 A 26 12 CI 0 0 - - - - - - 26 12
Totale Brescia 95 45 4 0 2 1 - - 101 46
Totale carriera 488+4 218+3 87 37 63 32 1 1 643 291

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16-11-1988 Roma Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
29-3-1989 Sibiu Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
22-4-1989 Verona Italia Italia 1 – 1 Uruguay Uruguay Amichevole 1
20-9-1989 Cesena Italia Italia 4 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole 2
14-10-1989 Bologna Italia Italia 0 – 1 Brasile Brasile Amichevole -
11-11-1989 Vicenza Italia Italia 1 – 0 Algeria Algeria Amichevole -
15-11-1989 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
21-2-1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
19-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º turno 1
25-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi -
30-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti -
3-7-1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 dts
(4-3 dcr)
Italia Italia Mondiali 1990 - Semif. -
7-7-1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - 3-4 Posto 1 3º Posto
26-9-1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole 1
17-10-1990 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 1
03-11-1990 Roma Italia Italia 0 – 0 URSS URSS Qual. Euro 1992 -
25-9-1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
21-12-1991 Foggia Italia Italia 2 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1992 1
19-2-1992 Cesena Italia Italia 4 – 0 San Marino San Marino Amichevole 2
25-3-1992 Torino Italia Italia 1 – 0 Germania Germania Amichevole 1
31-5-1992 New Haven Italia Italia 0 – 0 Portogallo Portogallo USA Cup -
6-6-1992 Chicago Stati Uniti Stati Uniti 1 – 1 Italia Italia USA Cup 1
9-9-1992 Eindhoven Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 3 Italia Italia Amichevole 1
14-10-1992 Cagliari Italia Italia 2 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1994 1
18-11-1992 Glasgow Scozia Scozia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
20-1-1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole 1
24-2-1993 Porto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 1
14-4-1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 1
01-5-1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
22-9-1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 2
13-10-1993 Roma Italia Italia 3 – 1 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1994 -
17-11-1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
16-2-1994 Napoli Italia Italia 0 – 1 Francia Francia Amichevole -
27-5-1994 Parma Italia Italia 2 – 0 Finlandia Finlandia Amichevole -
03-6-1994 Roma Italia Italia 1 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole -
11-6-1994 New Haven Italia Italia 1 – 0 Costa Rica Costa Rica Amichevole -
18-6-1994 New York Italia Italia 0 – 1 Irlanda Irlanda Mondiali 1994 - 1º turno -
23-6-1994 New York Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1994 - 1º turno -
28-6-1994 Washington Italia Italia 1 – 1 Messico Messico Mondiali 1994 - 1º turno -
5-7-1994 Boston Nigeria Nigeria 1 – 2 dts Italia Italia Mondiali 1994 - Ottavi 2
9-7-1994 Boston Italia Italia 2 – 1 Spagna Spagna Mondiali 1994 - Quarti 1
13-7-1994 New York Italia Italia 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1994 - Semif. 2
17-7-1994 Los Angeles Brasile Brasile 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia Italia Mondiali 1994 - Finale - 2º Posto
16-11-1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 -
6-9-1995 Udine Italia Italia 1 – 0 Slovenia Slovenia Qual. Euro 1996 -
30-4-1997 Napoli Italia Italia 3 – 0 Polonia Polonia Qual. Mondiali 1998 1
10-9-1997 Tbilisi Georgia Georgia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
2-6-1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
11-6-1998 Bordeaux Italia Italia 2 – 2 Cile Cile Mondiali 1998 - 1º turno 1
17-6-1998 Montpellier Italia Italia 3 – 0 Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1º turno -
23-6-1998 Saint-Denis Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Mondiali 1998 - 1º turno 1
3-7-1998 Parigi Italia Italia 0 – 0 dts
(3-4 dcr)
Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -
5-9-1998 Liverpool Galles Galles 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 2000 -
10-2-1999 Pisa Italia Italia 0 – 0 Norvegia Norvegia Amichevole -
31-3-1999 Ancona Italia Italia 1 – 1 Bielorussia Bielorussia Qual. Euro 2000 -
28-4-2004 Genova Italia Italia 1 – 1 Spagna Spagna Amichevole -
Totale Presenze (35º posto) 56 Reti (4º posto) 27

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1994-1995
Milan: 1995-1996
Juventus: 1994-1995

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1992-1993

Individuali[modifica | modifica sorgente]

1985
1990
1990-1991
1993
1993
1993
1993
1994 (USA 94)
1994
1995
2001
2001
Calciatore più amato dai tifosi: 2002
2002
2003
2011

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[208]
immagine del nastrino non ancora presente World Peace Award
— 12 novembre 2010.[209][210]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 35.
  2. ^ 95 (39) se si comprende lo spareggio contro la Roma per l'accesso alla Coppa UEFA.
  3. ^ 44 (12) se si comprendono lo spareggio in doppio confronto per l'accesso alla Coppa UEFA contro il Bologna della stagione 1998-1999 e lo spareggio contro il Parma per l'accesso al turno preliminare di Champions League.
  4. ^ a b Roberto Baggio (2001), op. cit., pp. 49-50.
  5. ^ a b Giancarlo Padovan, Roby Baggio s'infortuna Meno dilemmi per il c. t. in Il Corriere della Sera, 2 ottobre 1995. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  6. ^ a b Giancarla Ghisi, Week end nero per Roby Baggio: espulso in Il Corriere della Sera, 6 ottobre 1997. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  7. ^ a b Giancarla Ghisi, E Ronaldo si consola nel rifugio di Roby Baggio in Il Corriere della Sera, 24 febbraio 1998. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  8. ^ a b Troppo interesse per Roby Baggio Così è costretto a barricarsi in casa in Il Corriere della Sera, 3 marzo 1998. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l Giancarlo Padovan, Il «disoccupato» Roberto Baggio prova a stregare il Real Madrid alla festa della Francia pigliatutto in Il Corriere della Sera, 17 agosto 2000. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  10. ^ a b Cagliari domani a Malines. Cellino contro Robi Baggio in Il Corriere della Sera, 24 novembre 1993. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  11. ^ a b Robi Baggio a Londra Vacanza o contratto? in Il Corriere della Sera, 12 aprile 1998. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  12. ^ a b Nazionale, torna Robi Baggio Maldini boccia Zola e Chiesa in Il Corriere della Sera, 21 maggio 1998. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  13. ^ Robi Baggio lezione da Luis in Il Corriere della Sera, 28 marzo 2012. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  14. ^ a b c d e f Marcello Perrone, «C'eravamo tanto odiati» Lippi-Baggio i duellanti di una sfida senza fine in Il Corriere della Sera, 26 aprile 2003. URL consultato il 27 febbraio 2014.
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  20. ^ I calciatori Patrick Vieira e Zlatan Ibrahimović militavano nella Juventus nel campionato 2005-2006, ma lo scudetto vinto sul campo è stato revocato in seguito allo scandalo Calciopoli.
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  29. ^ a b c d e f I quarant'anni di Roberto Baggio un campione che manca al calcio in La Repubblica, 16 febbraio 2 marzo 2014.
  30. ^ a b La crisi colpisce Roberto Baggio: il 'Divin Codino' chiude il negozio di articoli sportivi sport.virgilio.it
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  51. ^ Bovolenta, op. cit., p.31
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