Unione Sportiva Sassuolo Calcio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
US Sassuolo Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Ussassuolostemma.svg
Neroverdi, Sasòl
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Nero e Verde (Strisce).png nero-verde
Inno Neroverdi
Nek
Dati societari
Città Sassuolo
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1920
Proprietario Italia Giorgio Squinzi
Presidente Italia Carlo Rossi
Allenatore Italia Eusebio Di Francesco
Stadio Mapei Stadium-Città del Tricolore
(23 717 posti)
Sito web www.sassuolocalcio.it
Palmarès
Coppa Ali della Vittoria.png
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Serie C1
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Unione Sportiva Sassuolo Calcio, noto più semplicemente come Sassuolo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Sassuolo, in provincia di Modena. I suoi colori sociali sono il nero e il verde, da cui il soprannome di neroverdi.

Costituita nel 1920,[1] dalla stagione sportiva 2013-14 milita in Serie A; in quest'annata è entrata nel gruppo di squadre di calcio italiane, non appartenenti a città capoluogo di provincia — che comprende anche il Lecco,[2] l'Empoli, il Cesena,[3] il Legnano, la Pro Patria di Busto Arsizio, il Casale di Casale Monferrato e il Savoia di Torre Annunziata —, che sono giunte alla massima serie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dagli inizi agli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

La società sassolese, istituita nel 1920, si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio il 17 luglio dello stesso anno,[1] ed utilizzava in principio gli stessi colori dello stemma comunale, ovvero giallo e rosso. La squadra partecipò per molti anni ai tornei dilettantistici emiliani dove nacquero molte rivalità: Carpi, Roteglia, Vignola, Guastalla, Mirandolese, Baracca Lugo le principali.

Il primo risultato significativo la squadra lo ottenne nel campionato 1968-1969 quando partecipa al campionato di serie D, girone B con squadre lombarde e altre squadre emiliane (tra le quali Carpi e Mirandolese). Al termine della stagione arriva la salvezza. L'annata successiva in un girone simile, con l'inserimento dell'allora Parmense, ovvero l'attuale Parma, la Cremonese e la Gallaratese, la squadra si piazza a centro classifica con 33 punti. Dalla stagione 1970-71 sempre in Serie D gli emiliani si presentano con i colori nero-verdi e la denominazione F.C. Sassuolo, la sede è in via Mazzini, presso il campo comunale, al tempo formato da una sola tribuna in legno. Presidente è Primo Costi con allenatore Angelo Ottani, che porta il club ad una salvezza sofferta sempre nel girone B; 2 punti di vantaggio sui rivali di sempre del Carpi che retrocedono. Nel campionato 1971-1972 il sodalizio emiliano cambia ancora nome e diventa F.C. Sassuolo Sportiva (mantenendo sempre i colori sociali nero-verdi) sempre con Costi alla presidenza, mentre Angelo Ottani in panchina dura solo 5 giornate sostituito da Augusto Vaccari. Nel campionato di 1972-1973, inserito ancora nel girone B, troviamo due squadre sassolesi, il San Giorgio Sassuolo, che fino ad allora svolgeva attività minore, nota localmente come Giofil, dai colori viola-nero che si piazzerà al 14º posto e la storica F.C. Sassuolo Sportiva classificatasi ultima e quindi retrocessa con Cisanese e Guastalla.

Nell'estate del 1973, sotto la guida del Presidente Cantelli, la Giofil e la F.C. Sassuolo sportiva decidono di dare vita ad un sodalizio comune: le due squadre si fondono, dando vita ad una nuova società che prende la denominazione di Sassolese, con maglia a strisce verticali rosso-blu e pantaloncini bianchi, probabilmente in onore del Bologna, da cui arriva anche l'allenatore, una gloria del calcio nazionale come Ezio Pascutti, che da poco aveva smesso di giocare, proprio con i felsinei. La Sassolese, inserita nel girone D della Serie D, si piazza al 9º posto in un campionato vinto dai rivali di sempre del Carpi.

Nell'estate del 1974, la Sassolese diventa U.S. Sassuolo Calcio, sempre con maglia rossoblu e calzoncini bianchi. Il sodalizio ha inizialmente sede nella vicina Fiorano, così come anche il campo da gioco è situato nella vicina cittadina. Presidente è Carlo Alberto Giovanardi mentre allenatore è sempre l'ex bomber del Bologna. I sassolesi raggiungono così un buon 7º posto, a pari punti (36) con la Maceratese. Nell'annata seguente (1975-1976) in panchina non troviamo più Pascutti, ma il ritorno di Angelo Ottani con Igino Guazzi alla presidenza. Stagione certo non fortunata che si conclude con il ritorno nei campionati dilettantistici, dopo un arrivo a pari punti con Boca San Lazzaro di Savena e Baracca Lugo, che vede questi ultimi salvarsi per la miglior differenza reti. Sassuolo che vive solo un anno di purgatorio e ritorna in Serie D. Nel campionato 1977-1978, stagione dell'ultima riforma dei campionati, gli emiliani che hanno cambiato ancora presidenza e guida tecnica, sono sempre nel girone D, con formazioni marchigiane, romagnole ed emiliane. Salvezza di un soffio con un solo punto di vantaggio sul quartetto delle retrocesse. Nuova stagione sportiva (1978-1979) e nuovo staff con Gilberto Prati alla Presidenza che riporta alla guida tecnica Augusto Vaccari. Cambio anche nella tenuta da gioco, con i pantaloncini che diventano blu.

Cambiamenti che non giovano, infatti il club retrocede mestamente con soli 17 punti conquistati.

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

La rosa del Sassuolo 1983-1984, vincitore del Campionato Interregionale e promosso per la prima volta assoluta nel calcio professionistico, in Serie C2.

La U.S. Sassuolo calcio si ripresenta al campionato di Interregionale al via della stagione 1981-1982, sempre con Prati alla presidenza e Franco Martinelli in panchina, partecipando nel girone C, emiliano-romagnolo, ottenendo il 6º posto finale grazie alle 13 reti del bomber Maini. L'annata seguente il bomber locale si conferma con 12 segnature e per i neroverdi è 8º posto, in un girone misto emiliano-veneto, ponendo le basi per il salto di categoria, con la società che passa nelle mani di un nuovo proprietario il Rag. Claudio Sassi.

La stagione 1983-1984 è una di quelle storiche per la squadra di Sassuolo, si ha un primo appoggio esterno di Giorgio Squinzi con la Mapei ed i risultati si vedono; al termine di un lungo duello a distanza con il Rovigo, gli emiliani vincono il girone D, con sole 3 sconfitte, approdando per la prima volta nel campionato di Serie C2. Sempre con l'attaccante Maini sugli scudi questa volta con 15 reti. Per la C2, dove viene inserito nel girone C, si ha la conferma di tutto lo staff a partire dal tecnico della promozione Aurelio Dotti, per una squadra formata da quasi tutti giocatori della zona, nel primo anno di Interregionale. Una stagione da incorniciare per i neroverdi, con un ottimo sesto posto finale, una sola sconfitta interna, spinti come sempre dal bomber Piero Maini, che conferma le sue qualità anche nella categoria superiore con 11 centri. Nel campionato successivo 1985-1986, il Sassuolo pur confermando lo stesso gruppo, incontra alcuni problemi sul cammino, riuscendo comunque a centrare una sofferta salvezza.

La stagione 1986-1987, vede gli emiliani spostati nel girone B; presidente è sempre il Rag. Sassi, mentre in panchina Ezio Galbiati, che in squadra può contare su buoni giocatori di categoria come lo stopper Malaguti, il mediano Residori ed il centrocampista Alessandro Pane in seguito all'Empoli. Per i sassolesi, da registrare anche il ritorno di Ezio Pascutti a rilevare Galbiati, per cercare di centrare la salvezza che arriva. Nel 1987-88, sempre inseriti nel girone B, da registrare alcuni cambiamenti importanti. La Mapei diventa sponsor e mette come general manager, l'ex ala di Inter e Fiorentina Giorgio Mariani, mentre in panchina troviamo Giancarlo Magrin. Viene abbandonata la storica sede di via Fossetta 1, per passare in Piazza Risorgimento 47, dove è situato lo stadio "Ricci". Confermati Residori, Montanini, in prima squadra si affacciano anche il bomber Cosimo Francioso (6p 1r), prelevato dal Galatina ed anche un giovanissimo Schenardi, al tempo nemmeno ventenne, arrivato in prestito dalla Cremonese. Per il centrocampista alla fine della stagione saranno 33 le presenze e due reti, ma la squadra arranca, arrivando terz'ultima con 28 punti ed arriva la retrocessione con il Suzzara e la Pro Patria. Al termine del campionato per Suzzara e Sassuolo ci sarà anche il ripescaggio in categoria.
Nel campionato successivo il tecnico è Guido Mammi, con un Sassuolo che trova una suo precisa identità con Aloise, Paraluppi, Zuccheri in difesa Schenardi, Liset, Residori e Lagrasta a centrocampo oltre agli attaccanti Paraluppi e D'Agostino con 24 goals complessivi. Un gruppo che nonostante il cambio di panchina da Mammì ad Adelmo Capelli, ottiene un 5º posto di tutto rispetto.

Una formazione del Sassuolo nella seconda metà degli anni ottanta: è già in essere il legame con la Mapei, che prosegue ancora oggi.

La stagione 1989-1990, vede la formazione neroverde sempre nel girone B di C2, si registrano alcune partenze importanti come Liset che approda all'ambiziosa Solbiatese di Caravatti, che poi verrà sconfitta nello spareggio promozione dalla SPAL a Verona. Il Sassuolo, conferma comunque la solita l'intelaiatura con Schenardi sempre più simbolo della squadra; inizialmente in panchina Adelmo Capelli, quindi Raffaello Vernacchia ex ala dell'Atalanta in B e poi il sempiterno Gianni Seghedoni, ma non riesce a raddrizzare la baracca. Al termine del campionato i sassuolesi non possono evitare la caduta in Interregionale accompagnati da JuveDomo ed Orceana.

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno nei dilettanti vede l'abbandono di Squinzi, che si defila preferendo le sponsorizzazioni ciclistiche e la conseguente cessione dei pezzi più importanti, come Marco Schenardi, prelevato dal Bologna dell'allora presidente Corioni, il quale lo piazza momentaneamente nella sua società satellite Ospitaletto. Gli emiliani vengono inseriti nel girone C, dove ritrovano vecchie avversarie come la Virtus Roteglia, il Fanfulla, Reggiolo, Vogherese, Crema e Brescello. La formazione sassolese che si piazza dunque a centro classifica. Stessa posizione raggiunta anche nelle due annate successive. 5º posto invece nel campionato 1993-1994, mettendo in evidenza il bomber Spezia con 16 centri, secondo solo al mitico Pompini che ne siglò 17 nella Casalese. Altro 7º posto nel 1994-95 e 6º nel campionato seguente dove si evidenzia il tandem d'attacco Luconi (18 goals) e Mollica (8).

La stagione 1996-1997 è invece di sofferenza nonostante un duo d'attacco formato sempre da Luconi (14) e da Paraluppi (13), tornato alla base dopo un lungo girovagare nelle squadre emiliane di categoria. Arriva una salvezza stentata per un solo punto, che vale però come trampolino di lancio per la stagione seguente, che segna una nuova era per il Sassuolo con il riavvicinamento di Squinzi e di conseguenza della Mapei, con Giorgio Mariani che ritorna nelle vesti di general manager. Il girone C del CND, vede un lungo duello tra Trento e Sassuolo, che hanno tra le proprie fila l'ex comasco Oreste Didonè, con le due squadre che conquistano gli stessi punti sia all'andata che al ritorno. Inevitabile quindi lo spareggio che viene disputato allo stadio di Masnago a Varese. Trentini trascinati da Daniele Giulietti che segna 20 reti. La promozione si decide ai rigori con i gialloblu che hanno la meglio sui neroverdi per 5-4. Per il Sassuolo arriva comunque la promozione in C2 con un ripescaggio per inadempienze finanziarie di altre società.

Ai nastri di partenza della C2, con l'iscrizione nel girone B, con squadre adriatiche, i neroverdi si presentano con Baldelli alla presidenza, Mariani come G.M. e l'ex centrocampista del Pisa Stefano Garuti in panchina. In campo il portiere Bizzarri, il difensore Rosario Biondo, che poi approderà in Serie A e Serie B, il centrocampista ex Padova Andrea Cuicchi oltre ad una buona punta di categoria come Ramacciotti. La squadra non ingrana e soffre il salto di categoria, Garuti viene sostituito da Roberto Busi, che guida la formazione al 10º posto. Nel campionato 1999-2000 arriva la salvezza con allenatore l'esperto Gianni Balugani in porta anche Graziano Vinti (ex Perugia).

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2000-2001 arriva una salvezza sofferta per gli emiliani, con un solo punto di vantaggio dai play-out. In evidenza l'esterno sinistro Emanuele Pennacchioni autore di otto reti. Nel campionato successivo i neroverdi passano nel girone C, si salvano solo ai play-out superando il Faenza (0-0 e 1-0). Una stagione tormentata con continui cambi di allenatore da Balugani a Magnani, Lamagni ancora Magnani per concludere con il solito Balugani. Sassuolo che presenta ancora Vinti, oltre a Di Cintio una della tante promesse non mantenute del calcio italiano, Battafarano, Dal Compare ed il fratello maggiore di Ciccio Ruopolo, Luca (81), in una stagione che vede l'avvicinamento ulteriore di Squinzi e la Mapei con la presidenza che passa a Belfasti.
Prospettive che paiono buone per la stagione 2002-2003, che invece si rivela un disastro. Arrivano buoni giocatori di categoria come Terrera, Lambrughi e Leoni, ma anche qualche fiasco clamoroso dalle giovanili delle squadre maggiori. In panchina Cesare Maestroni, ma la squadra non gira arriva come sempre Balugani a sistemare le cose, oltre al rinforzo di Marco Giandebiaggi, che arriva a Sassuolo in pratica a chiudere la carriera. La formazione neroverde raccoglie solo 32 punti che portano al penultimo posto con i play-out contro l'Imolese. Il Sassuolo retrocede in virtù delle due sconfitte sempre per 2-1. In estate arriva però arriva il ripescaggio, sempre per inadempienze finanziarie di diverse società di Serie C.

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo dal 2002. L'industriale era già stato sponsor del club neroverde (tramite la Mapei) durante gli anni ottanta.

La stagione successiva il club torna nel girone A, partendo con ben altre ambizioni con la Mapei che entra decisamente a prendere le redini finanziarie, con gli innesti del difensore Ardenghi, Santunione, degli attaccanti Sforzini, Semprini e Federici, oltre del giovane Gilioli in prestito dal Modena. Ben presto la formazione sassolese si trova sul fondo. Chiude il girone di andata a 12 punti ed a Balugani subentra l'ex difensore della Lazio Cristiano Bergodi. Stagione regolare terminata al penultimo posto con soli 27 punti all'attivo e quindi ennesimi play-out, questa volta contro la blasonata Pro Vercelli. Le bianche casacche bicciolane, vengono sconfitte in Emilia per 2-1 (Morello e Federici per il Sassuolo e Tozzi-Borsoi per i piemontesi), mentre al ritorno una rete in avvio di gara di Federici, chiude ogni discorso con la gara che termina sull'1-1 finale consegnando la salvezza ai neroverdi.

Nel 2004-2005 il patron Squinzi decide di dare l'assalto alla categoria superiore, affidando le chiavi della squadra al D.S. Nereo Bonato (ex portiere del Brescello dei miracoli). In panchina arriva Giuseppe Brucato che aveva fatto bene nei campionati minori piemontesi, in particolare al Moncalieri. La rosa viene rinforzata, inserendo elementi che poi saranno l'asse portante per le stagioni a venire. Dal Monza arrivano il centrocampista Filippo Pensalfini (cresciuto nelle giovanili del Cesena), Benetti, Pagani e Piccioni mentre dall'Udinese Margheriti e dal Verona si ottiene la riconferma del prestito del giovane attaccante Sforzini e la stessa cosa avviene con il Modena per Cris Gilioli. Il girone di andata non è certo dei migliori con 21 punti conquistati così al mercato di gennaio arrivano gli inserimenti di giocatori come Serrapica, centrocampista di sostanza ex Prato, e del bomber Andreini (ex Varese ora alla Pro Vercelli). La squadra cambia marcia e centra i play-off a quota 52, con l'ultimo posto disponibile. In semifinale trova il Pizzighettone (poi promosso in C1) dell'ex portiere biancoblu Arcari. I cremonesi sbancano all'andata Sassuolo con una rete di Parmesani al 90', con la gara di ritorno che si chiude sull'1-1, con i sassolesi in vantaggio con Andreini e poi raggiunti da Tacchinardi.

Nel 2005-2006 si punta senza mezze misure al salto di categoria sfuggito, Bonato si ricorda del suo vecchio compagno al Brescello Gianmarco Remondina (ex giocatore settepolmoni della Carrarese di Orrico), al quale nel campionato appena concluso era riuscito il miracolo di portare la Canzese in C2, poi tutto svanito per la non omologazione dell'impianto della squadra brianzola. Al nuovo tecnico viene in pratica affida la squadra della stagione precedente con solo 3 nuovi arrivi. Gli avversari sono quelle del così detto girone adriatico e si chiamano Ancona, SPAL, Reggiana, oltre a Benevento e Cavese. L'undici di Remondina pratica immediatamente un calcio concreto ma piacevole, che porta la squadra nelle prime posizioni. Concludendo la stagione regolare al 2º posto dietro la Cavese. Alla 30ª di campionato gli emiliani, si recano a Cava dei Tirreni, dove i padroni di casa festeggiano la promozione in C1. Durante il primo tempo gli uomini di Remondina passano a condurre ed al ritorno negli spogliatoi succede di tutto; nel tunnel inservienti ed altri personaggi intimidiscono verbalmente e con calci e pugni i giocatori del Sassuolo. La stessa cosa avviene in tribuna alla dirigenza ed ai componenti dello staff neroverde. I padroni di casa nella ripresa rimontano e vincono per 2-1, con i giocatori ospiti choccati da quanto è successo nell'intervallo. Il ricorso alla Lega Calcio, produce solo una multa di 3 000 euro per i campani con la dirigenza emiliana che va su tutte le furie. Il secondo posto garantisce comunque un'ottima posizione ai play-off ed in semifinale il team di Remondina supera ogni ostacolo. Prima vincendo la semifinale di andata ad Ancona per 2-3, con un rigore di Andreini al 90', che scatenerà la furia della tifoseria locale. Il ritorno vede i dorici vincere al "Ricci" per 1-0, ma la finale era ormai acquisita. Sassuolo che quindi si gioca la storica promozione in C1 con un'altra neofita come la Sansovino. In Toscana pareggia per 2-2, mentre in casa una rete di Pensalfini al 26' regala la certezza della C1.

Nel campionato 2006-2007 la società del patron Squinzi, ancora con pochi ma mirati innesti come il portiere Agazzi ed il centrocampista italo-argentino Erpen dalla Triestina, i centrocampisti Gambadori e Giardina dal Pisa, Jiday dal Castel San Pietro, il roccioso difensore Tarozzi e la guizzante punta Selva dal Padova, sfiora lo storico traguardo della promozione in Serie B rimanendo sempre nelle primissime posizioni e spesso in vetta solitaria. La formazione di Remondina centra i play off con il secondo posto a una sola lunghezza dal Grosseto. In semifinale incontra il Monza; gli emiliani vanno a vincere al "Brianteo" per 0-1 per poi soccombere malamente in casa per 2-4, consegnando la finale ai biancorossi, dove verranno sconfitti dal Pisa. Durante l'estate l'allenatore dei miracoli Gian Marco Remondina lascia il Sassuolo, non senza polemiche, per accasarsi al Piacenza Calcio che disputa il campionato di Serie B.

Massimiliano Allegri, tecnico del Sassuolo che nel 2008 ottiene la prima promozione in Serie B, vincendo il girone A di C1 e la Supercoppa di Lega.

Nel campionato 2007-2008 la squadra di mister Allegri ottiene la promozione in Serie B con una giornata d'anticipo nella partita casalinga contro il Manfredonia, vinta per 1 a 0 con il gol di testa siglato dal capitano Piccioni al 22° del primo tempo.

Al primo anno di B l'allenatore è Andrea Mandorlini. Fin dall'inizio la squadra stupisce e prima di Natale si trova in testa alla classifica. Nel girone di ritorno, il cammino non è altrettanto brillante, con otto partite senza vittoria. Il Sassuolo conclude il campionato al 7º posto mancando così la qualificazione ai play-off. Obiettivo che viene raggiunto nella stagione successiva, quando, dopo un inizio non eccelso, la squadra chiude al quarto posto in classifica. Nelle semifinali il Torino estromette i neroverdi, vincendo 2-1 in trasferta dopo il pareggio dell'andata.

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2010-2011 i neroverdi lottano per la salvezza ottenendo il 16º posto finale all'ultima giornata. L'anno seguente il Sassuolo sfiora la promozione diretta in Serie A e termina la stagione al 3º posto con 80 punti (a 3 punti da Pescara e Torino, giunti rispettivamente primo e secondo), qualificandosi per i play-off dove viene eliminato subito dalla Sampdoria, perdendo per 2-1 allo Stadio Marassi e pareggiando al Braglia per 1-1.

Nella stagione 2012-2013, sotto la guida del nuovo allenatore Eusebio Di Francesco, la squadra parte ancora una volta con l'obiettivo della promozione. Dopo essersi subito imposta come la formazione più quotata del torneo cadetto e aver guidato per larga parte la classifica (con una sola flessione nella giornate conclusive), il 18 maggio il Sassuolo batte in casa per 1-0 il Livorno, vincendo il campionato: Simone Missiroli è l'autore, al 96º minuto, della rete che permette ai neroverdi di conquistare la Coppa Ali della Vittoria e di ottenere, per la prima volta nella loro storia, la promozione in Serie A.[4]

L'esordio nella massima serie è abbastanza traumatico per la matricola sassolese, che nelle prime quattro giornate incappa in altrettante sconfitte (tra cui spicca il pesante 0-7 subito in casa dall'Inter);[5] nell'1-4 da parte del Livorno alla seconda giornata, Simone Zaza ha comunque l'occasione di mettere a segno lo storico primo gol dei neroverdi in A.[6] Il primo punto in massima divisione del Sasòl arriva il 25 settembre 2013, al quinto turno, grazie all'1-1 maturato sul campo del Napoli.[7] La prima vittoria assoluta in Serie A si fa invece attendere fino al 20 ottobre 2013, quando all'ottava giornata il Sassuolo ha la meglio in casa per 2-1 sul Bologna;[8] il 3 novembre arriva poi anche il primo successo esterno, nella gara contro la Sampdoria battuta 4-3.[9] Nonostante alcuni risultati di rilievo, tra cui i pareggi sui campi di Napoli e Roma[10] nonché la vittoria interna per 4-3 col Milan,[11] il girone d'andata vede il club neroverde nella parte bassa della classifica, situazione che alla fine del gennaio 2014 porta all'esonero del tecnico Di Francesco[12] e all'arrivo in panchina di Alberto Malesani;[13] la mossa non ha l'esito sperato, tanto che già ai primi di marzo la società solleva quest'ultimo dall'incarico e riaffida le redini della squadra a Di Francesco[14] il quale, a fine campionato, riesce a portare i neroverdi alla loro prima salvezza in massima serie.[15]

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Sassuolo Calcio
  • 1920 - Fondazione del club.
  • 1920-1921 - 1° nel girone A della Promozione Emiliana. Ammesso al girone finale.
  • 1921-1922 - Aderisce alla CCI e partecipa al Girone Emiliano di Seconda Divisione.
  • 1922-1925 - Partecipa a tornei minori.
  • 1925-1926 - 1º nel girone B della Terza Divisione Emiliana. Ammesso alle finali Nord.
  • 1926 - ottobre, radiato per inadempienze finanziarie.
  • 1926-1929 - Partecipa a tornei minori.
  • 1929-1930 - 4º nel girone B della Terza Divisione Emiliana.

  • 1930-1931 4º nel girone A della Seconda Divisione Emiliana.
  • 1931-1932 - Partecipa a tornei minori.
  • 1932-1933 - ?º nel girone A della Terza Divisione Emiliana. Ammesso al girone B delle semifinali. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Divisione per ampliamento organici.
  • 1933-1934 - 5º nel girone A della Seconda Divisione VII Zona (Emilia).
  • 1934-1935 - ?º nel girone A della Terza Divisione VII Zona.
  • 1935-1945 - Partecipa a tornei minori.

  • 1945-1946 - 9º nel girone F della Prima Divisione Emiliana.
  • 1946-1947 - ?º nel girone ? della Prima Divisione Emiliana.
  • 1947-1948 - 8º nel girone D della Prima Divisione Emiliana.
  • 1948-1949 - 3º nel girone B della Prima Divisione Emiliana.
  • 1949-1950 - 6º nel girone B della Prima Divisione Emiliana.

  • 1950-1951 - 2º nel girone C della Prima Divisione Emiliana.
  • 1951-1952 - 5º nel girone D della Prima Divisione Emiliana. Green Arrow Up.svg Ammesso in Promozione Regionale a completamento degli organici.
  • 1952-1953 - 10º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1953-1954 - 5º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1954-1955 - 12º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1955-1956 - 3º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1956-1957 - 2º nel girone B della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in IV Serie a completamento degli organici.
  • 1957-1958 - 16º nel girone D dell'Interregionale Seconda Categoria. Red Arrow Down.svg Retrocesso nel Campionato Dilettanti.
  • 1958-1959 - 8º nel girone C del Campionato Dilettanti.
  • 1959-1960 - 3º nel girone C della Prima Categoria.

  • 1960-1961 - 12º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1961-1962 - 4º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1962-1963 - 6º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1963-1964 - 11º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1964-1965 - 2º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1965-1966 - 3º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1966-1967 - 2º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1967-1968 - 1º nel girone B della Prima Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D e campione regionale.
  • 1968-1969 - 6º nel girone B della Serie D.
  • 1969-1970 - 10º nel girone B della Serie D.

  • 1970-1971 - 15º nel girone B della Serie D.
  • 1971-1972 - 14º nel girone B della Serie D.
  • 1972-1973 - 18º nel girone B della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1973-1974 - 6º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1974 - In estate si fonde con l'A.C. Sassolese (8ª nel girone D di Serie D) dando vita all'Unione Sportiva Sassuolo Calcio.
  • 1974-1975 - 8º nel girone D della Serie D.
  • 1975-1976 - 16º nel girone D della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1976-1977 - 1º nel girone B della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 1977-1978 - 14º nel girone D della Serie D.
  • 1978-1979 - 18º nel girone C della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1979-1980 - 4º nel girone B della Promozione Emiliana.

Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-1988 - 16º nel girone B della Serie C2. Retrocesso, ma poi ripescato in Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
 ? di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Play-off di qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno preliminare di Coppa Italia.
Primo turno ad eliminazione diretta di Coppa Italia Serie C.
Trophy.jpg Vince la Supercoppa di Lega.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Il Sassuolo sfoggia la seconda divisa bianca nel torneo 1988-1989

I colori canonici del Sassuolo sono il nero e il verde, da cui il soprannome di neroverdi. L'attuale prima maglia del club presenta questo abbinamento cromatico secondo una rigatura a strisce verticali, ma in passato non sono mancate le più diverse sperimentazioni stilistiche, spesso legate alle mode del momento. Come seconda uniforme, la scelta è quasi sempre caduta su di un completo bianco con dettagli neroverdi; infine, in anni recenti è nata anche una terza casacca, sovente colorata di blu.

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'attuale inno del Sassuolo è Neroverdi, composto nel 2013 dal cantautore sassolese Nek.

Prima di esso, Cuore Neroverde, composto e interpretato nel 2012 da Alfonso Scibona e Andrea Rompianesi,[16] rispettivamente paroliere e musicista sassolesi, e il brano Alé Sassuolo, di Renato Borghi e Francesco Saguatti.[17]

A fine febbraio 2012, Don Backy è stato vittima di uno scherzo ad opera di Jacopo Morini andato in onda nel programma Le Iene ai primi di marzo.[18] Lo scherzo è consistito nel telefonare al cantautore spacciandosi per Carlo Rossi, presidente del Sassuolo, chiedendogli di cantare una rivisitazione di L'immensità come nuovo inno, durante la 26ª giornata di Serie B 2011-2012, Sassuolo-Ascoli; Don Backy compone veramente l'inno, ma trattandosi di una burla il giorno della gara resta chiuso fuori dallo stadio. Il presidente Rossi in persona, saputo dello scherzo, invita poi Don Backy a interpretare questo nuovo inno in una gara ufficiale.[19]

Il 24 luglio 2013, il cantante sassolese Nek comunica tramite un tweet ufficiale di star lavorando al nuovo inno dei neroverdi[20], rivelato intitolarsi appunto Neroverdi il 3 dicembre e presentato il 6 dicembre al municipio di Sassuolo, accompagnando l'inizio del match Sassuolo-Chievo[21].

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Enzo Ricci, Stadio Alberto Braglia e Mapei Stadium-Città del Tricolore.

Il primo campo da calcio dei neroverdi, dal 1922 al 1925, fu l'impianto nei pressi dell'attuale via Roma, a Sassuolo. Fino al 1929 venne poi utilizzato il campo sportivo in località La Pista, nel quartiere di Borgo Venezia sulle rive della Secchia, mentre dalla fine degli anni venti al 1972 ci si spostò stabilmente nel campo polisportivo di piazza Risorgimento, situato anch'esso nella città emiliana.[22]

Il Braglia di Modena ha accompagnato i neroverdi nella scalata verso la Serie A

Da qui sino al 2008, ovvero fino alla promozione in Serie B, il club neroverde ha disputato le proprie partite interne allo stadio Enzo Ricci di Sassuolo, un piccolo impianto da 4 008 posti composto da un solo settore, la tribuna centrale coperta. Le due curve, quella ospiti e quella destinata ai supporters della squadra di casa, sono removibili, in ferro. Lo stadio è situato a fianco della sede societaria del Sassuolo, in Piazza Risorgimento. Attualmente il Ricci è utilizzato per le partite del settore giovanile e per gli allenamenti della prima squadra; in passato sono stati presentati vari progetti per cercare di ristrutturarlo e di metterlo a norma per le partite delle serie maggiori, in modo così da riportare la squadra locale nell'impianto della sua città.

Durante la sua militanza in cadetteria, dal 2008 al 2013, il Sassuolo ha disputato le sue partite interne allo stadio Alberto Braglia di Modena, causa la sopraggiunta inadeguatezza del vecchio Ricci per gli standard della Serie B. L'impianto è di proprietà del comune modenese, ed il Sassuolo ha versato una quota annuale per disputarvi le partite casalinghe.

Con la prima promozione della storia dei neroverdi in Serie A, datata 2013, avviene un nuovo trasferimento, col Sassuolo che disputerà le stagioni 2013-2014 e 2014-2015 a Reggio nell'Emilia, giocando le sue partite casalinghe nello stadio reggiano;[23] con l'occasione, la Mapei del patron Giorgio Squinzi rinomina l'impianto in Mapei Stadium-Città del Tricolore.[24][25]

Centro di allenamento[modifica | modifica sorgente]

Il Sassuolo si allena presso lo Stadio Enzo Ricci.

Società[modifica | modifica sorgente]

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società.[26]

Staff dell'area amministrativa

[modifica | modifica sorgente]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • ...
  • 1983-1984: Autos
  • 1987-oggi: Mapei


Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Sassuolo Calcio.
Allenatori
Presidenti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Sassuolo Calcio.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

2012-2013
2007-2008

Competizioni interregionali[modifica | modifica sorgente]

2007-2008 (girone A)
1983-1984 (girone D)

Competizioni regionali[modifica | modifica sorgente]

1920-1921 (girone emiliano A), 1976-1977 (girone B), 1980-1981 (girone B)
1925-1926 (girone emiliano B)
1967-1968 (girone emiliano B)

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 1 2013-2014 1
Serie B 5 2008-2009 2012-2013 5
Serie C1 2 2006-2007 2007-2008 2
Serie D 8 1968-1969 1977-1978 22
Serie C2 14 1984-1985 2005-2006
Serie D 1 1978-1979 12
Campionato Interregionale 5 1981-1982 1991-1992
Campionato Nazionale Dilettanti 6 1992-1993 1997-1998
Campionati regionali

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

In grassetto i giocatori ancora in attività.

Record di presenze totali
Record di reti totali


Record di presenze Serie A
Record di reti serie A


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Sassuolo non ha mai potuto contare su una tifoseria molto numerosa, eppure gli aficionados neroverdi si sono fatti sempre trovare al seguito dei propri colori. Gruppi organizzati erano gli Ultras Saxolum 1988, Alkatraz, Gruppo 1922 ed Head Out.[27]

Difficoltà, soprattutto logistiche, sono emerse al momento della storica promozione degli emiliani in Serie B; infatti non essendo a norma per il campionato cadetto lo Stadio Enzo Ricci, piccolo impianto della città modenese, i tifosi si sono dovuti adeguare allo spostamento della sede delle partite casalinghe allo stadio Stadio Alberto Braglia di Modena. La presenza media alle partite casalinghe durante gli anni trascorsi in Serie B si è sempre mantenuta costante intorno alle 3.000 unità.[28]

Con il trasferimento della sede delle partite dei neroverdi a Reggio Emilia in seguito alla prima storica promozione in Serie A, la frangia di tifosi più calda ha preso parte nel settore curva sud del Mapei Stadium-Città del Tricolore. L'unico vero gruppo ultras è il Clan Curva Nord.[29] Altro importante gruppo di tifosi vicino al Clan è il gruppo Sasol da cui successivamente ha preso vita anche la sezione Sasol - sezione Giorgio Mariani.[29]

Durante il match contro il Chievo della stagione 2013-2014 gli ultras sassolesi hanno indetto una protesta contro l'acquisto dello stadio della città reggiana da parte della società neroverde, evidenziando quanto sia importante per loro non essere sempre ospiti. Al loro fianco, presenti in curva sud, gli ultras "padroni di casa" della Reggiana.[30][31]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2013-2014 è nato un gemellaggio con i tifosi del Chievo; nel pre-partita 110 tifosi del Coordinamento amici del Chievo ed un gruppo di sportivi tifosi del Sassuolo si sono incontrati nella sede del club Gli Antenati alla Bocciofila sassolese per pranzare insieme.[32] La tifoseria emiliana sostiene inoltre rapporti di amicizia con la tifoseria del Bra, Pavia,[27] Südtirol,[27][33] Pordenone[27] e Pro Sesto.[27]

La rivalità più sentita è storicamente quella con i tifosi del Carpi, spesso sbeffeggiati durante le partite dei neroverdi; poi, ma solo recentemente, per ragioni di vicinanza e di campanilismo quella con il Modena,[27][34] Altre rivalità sono con i supporters di Empoli, Mantova, Ancona[27], Grosseto, Sansovino,[27] Savona,[27] Trento,[27] Pro Vercelli,[27] Belluno[27] e con i corregionali del Cesena e della Spal.[27]

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Sassuolo Calcio 2014-2015.

Rosa 2014-2015[modifica | modifica sorgente]

La rosa e la numerazione sono aggiornate all'8 agosto 2014.[35][36]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Alberto Pomini
3 Italia D Alessandro Longhi
4 Italia C Francesco Magnanelli (capitano)
5 Italia D Luca Antei
6 Ghana C Raman Chibsah
7 Italia C Simone Missiroli
8 Italia C Davide Biondini
10 Italia A Simone Zaza
11 Croazia D Šime Vrsaljko
13 Italia D Lorenzo Ariaudo
14 Italia A Leonardo Pavoletti
15 Italia D Francesco Acerbi
16 Italia P Ciro Polito
17 Italia A Nicola Sansone
N. Ruolo Giocatore 600px Nero e Verde (Strisce).png
20 Italia D Paolo Bianco
21 Italia D Thomas Manfredini
23 Italia D Marcello Gazzola
25 Italia A Domenico Berardi
26 Italia D Emanuele Terranova
27 Slovenia C Jasmin Kurtić
28 Italia D Paolo Cannavaro
31 Italia D Federico Peluso
33 Italia C Matteo Brighi
79 Italia P Gianluca Pegolo
83 Italia A Antonio Floro Flores
95 Italia A Ettore Gliozzi
99 Italia A Sergio Floccari

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società.[37]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Eusebio Di Francesco - Allenatore
  • Italia Danilo Pierini - Allenatore in seconda
  • Italia Francesco Tomei - Collaboratore tecnico
  • Italia Luca Morellini - Preparatore atletico
  • Italia Nicandro Vizoco - Preparatore atletico
  • Italia Rino Gandini - Preparatore dei portieri
  • Italia Donato Rutigliano - Staff sanitario
  • Italia Alessandro Bellucci - Staff sanitario
  • Italia Manfredo Dugoni - Staff sanitario
  • Italia Nicola Daprile - Fisioterapista
  • Italia Luca D'Alessandro - Fisioterapista
  • Italia Davide Valle - Fisioterapista
  • Italia Alfonso De Santo - Magazziniere

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Giovanardi, Rossi, Sassuolo nel pallone. Storia del calcio sassolese dalla Z alla... A, Edizioni Artestampa.
  2. ^ Anteriormente al 1992, quando la città divenne capoluogo di provincia.
  3. ^ Secondo lo statuto della provincia di Forlì-Cesena, l'unico capoluogo è Forlì.
  4. ^ Jacopo Manfredi, Sassuolo e Verona in serie A, Livorno ai play off in repubblica.it, 18 maggio 2013.
  5. ^ Marco Gaetani, Sassuolo-Inter 0-7, valanga nerazzurra: Mazzarri ritrova anche Milito in repubblica.it, 22 settembre 2013.
  6. ^ Marco Gaetani, Sassuolo-Livorno 1-4, finisce male il debutto casalingo in A degli emiliani in repubblica.it, 1º settembre 2013.
  7. ^ Gianluca Strocchi, Napoli-Sassuolo 1-1, gli azzurri vedono sfumare la vetta in repubblica.it, 25 settembre 2013.
  8. ^ Diego Costa, Sassuolo-Bologna 2-1, primo storico successo per i neroverdi in repubblica.it, 20 ottobre 2013.
  9. ^ Jacopo Manfredi, Sampdoria-Sassuolo 3-4, Berardi firma un'impresa storica in repubblica.it, 3 novembre 2013.
  10. ^ Armando Ossorio, Roma-Sassuolo 1-1: Berardi stoppa la capolista all’ultimo secondo in repubblica.it, 10 novembre 2013.
  11. ^ Fabiana Della Valle, Sassuolo-Milan 4-3, Berardi poker, gol di Robinho, Balotelli e Montolivo in gazzetta.it, 12 gennaio 2014.
  12. ^ Comunicato ufficiale in sassuolocalcio.it, 28 gennaio 2014.
  13. ^ Comunicato ufficiale in sassuolocalcio.it, 29 gennaio 2014.
  14. ^ Comunicato ufficiale in sassuolocalcio.it, 3 marzo 2014.
  15. ^ Filippo Grimaldi, Serie A, Sassuolo-Genoa 4-2: gol di Floro Flores, Calaiò, Biondini, Gilardino e Sansone in gazzetta.it, 11 maggio 2014.
  16. ^ Cuore Neroverde - Inno ufficiale del Sassuolo Calcio, videoliker.com, 4 aprile 2012. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  17. ^ Scuola Corale Giacomo Puccini, Alè Sassuolo - Inno al Sassuolo Calcio, YouTube, 15 luglio 2008. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  18. ^  Bugs (Jacopo Morini). Una storia triste: Don Backy. Mediaset. URL consultato in data 1° ottobre 2013.
  19. ^ Il Sassuolo farà cantare l’inno a Don Backy, Gazzetta di Modena, 10 marzo 2012. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  20. ^ Nek scrive il nuovo inno del Sassuolo, modenaonline.info, 24 luglio 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  21. ^ Inno ufficiale del Sassuolo Calcio, nekweb.com, 3 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  22. ^ Sandro Solinas, Il calcio a Sassuolo e lo stadio "Enzo Ricci" in sassuolonline.it, 27 aprile 2008.
  23. ^ In Serie A il Sassuolo Calcio giocherà allo stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia in sassuolocalcio.it, 17 giugno 2013.
  24. ^ Eventi da non perdere in mapei.it, 8 luglio 2013.
  25. ^ Sassuolo Calcio: presentato oggi il nuovo organico e ufficializzata la nuova denominazione dello stadio di Reggio Emilia “MAPEI STADIUM - Città del Tricolore” in sassuolocalcio.it, 8 luglio 2013.
  26. ^ La società, sassuolocalcio.it. URL consultato il 2 maggio 2014.
  27. ^ a b c d e f g h i j k l m Tifoserie emiliane
  28. ^ Archivio Statistiche Spettatori, http://www.stadiapostcards.com/. URL consultato il 13-01-2014.
  29. ^ a b «Il Clan Curva Nord l’unico vero gruppo ultras del Sassuolo», http://gazzettadimodena.gelocal.it/. URL consultato il 13-01-2014.
  30. ^ COMUNICATO CURVA NORD SASSUOLO, http://www.sportpeople.net/. URL consultato il 13-01-2014.
  31. ^ Ultras reggiani e sassolesi contro Squinzi: sit-in davanti allo stadio, http://www.tifonet.it/. URL consultato il 13-01-2014.
  32. ^ Sassuolo e Chievo, gemellaggio tra tifosi, http://sport.modenaonline.info/. URL consultato il 13-01-2014.
  33. ^ Tifonet
  34. ^ ‘Ndua ‘Nduma: Modena (Sassuolo), http://www.vanovarava.it/. URL consultato il 13-01-2014.
  35. ^ Rosa attuale, sassuolocalcio.it. URL consultato il 25 gennaio 2014.
  36. ^ Rosa attuale (Lega), legaseriea.it. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  37. ^ Staff tecnico, sassuolocalcio.it. URL consultato il 2 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]