Parma Football Club

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Parma FC
Calcio Football pictogram.svg
Parma FC Logo 2014.png
Crociati, Ducali, Gialloblù, Parmensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png bianco-nero, giallo-blu
Inno Il grido di battaglia
I cadetti di Gigi Stok & Franco Diniy
Dati societari
Città Parma
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1913
Rifondazione 1968
Rifondazione 2004
Presidente Italia Angelo Anedda
Italia Alberto Guiotto
(curatori fallimentari)
Allenatore Italia Roberto Donadoni
Stadio Stadio Ennio Tardini
(27 906 posti)
Sito web www.fcparma.com
Palmarès
Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.png Coppacoppe.png Coppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.png
Trofei nazionali 3 Coppe Italia
1 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
2 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Parma Football Club s.p.a., meglio noto come Parma, è una società calcistica italiana con sede nella città di Parma.

Per la stagione 2014-15 milita nella massima divisione del campionato italiano di calcio;[1] nella cui classifica perpetua della Serie A dal 1929 si colloca al 15º posto, mentre sino alla stagione 2011-12 ha fatto parte del Ranking UEFA.[2]

Nel suo palmarès figurano 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana e 4 titoli internazionali: una Coppa delle Coppe, 2 Coppe UEFA e una Supercoppa europea. Dopo Milan, Juventus e Inter, il Parma è il 4° club italiano (e il 15° in Europa) nella Classifica Generale delle coppe calcistiche UEFA vinte. Il Parma è anche uno dei membri dell'European Club Association[3], organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Parma Football Club.
Il Parma al debutto in massima serie, nella Prima Divisione nel 1925-1926.

Il Parma Foot Ball Club nacque il 16 dicembre 1913. Il nucleo originario della squadra era costituito dagli uomini del Verdi Foot Ball Club, club formatosi il 27 luglio dello stesso anno ed assorbito dalla nuova compagine. Dopo vari campionati disputati nelle categorie regionali e dopo che, nel 1922, l'avvocato Ennio Tardini dà avvio alla costruzione dello stadio (poi a lui intitolato, dopo la sua precoce morte), nel 1924-1925 arriva la prima promozione nella massima serie nazionale. Permanenza che dura solo un anno, per poi proseguire nella categoria cadetta. Nel 1930 la società assume un carattere polisportivo e viene denominata Parma Associazione Sportiva. Da qui in poi la squadra gareggerà tra Serie B e Serie C. Fino a che nella stagione 1953-1954, grazie anche alle 15 reti del bomber cecoslovacco Július Korostelev e alla guida del suo connazionale compagno (e poi allenatore) Čestmír Vycpálek, ottiene la prima promozione (sul campo) in Serie B, dove rimane negli 11 anni successivi. Due giocatori importanti di questi anni sono stati il goleador Paolo Erba (che nella stagione 1956-1957 si laurea capocannoniere della serie cadetta con 16 reti) ed Ivo Cocconi, che in quegli anni colleziona 308 presenze con la maglia crociata. Nella stagione 1964-'65 il Parma retrocede in Serie C, e l'anno dopo in Serie D. Mentre gli spalti del Tardini sono deserti (come le casse societarie), il Parma AS viene messo in liquidazione[5] e un manipolo di imprenditori parmigiani lo acquista e lo rinomina in Parma Football Club. Novità che non sortisce effetti positivi: in una stagione da dimenticare, culminata nella sconfitta interna contro i cugini "provinciali" del San Secondo, il Parma si salva solamente nelle ultime giornate[6], lasciato solo dai tifosi (e dai finanziatori). L'agonia del neonato Parma F.C. è presto conclusa: alla vigilia della stagione 1969-1970, la dirigenza rinuncia all'iscrizione, lasciando il testimone del calcio cittadino all'altra società di Parma (nel frattempo salita in Serie D e più attrezzata economicamente), la Parmense[7].

L'Associazione Calcio Parmense, nata l'anno prima (1968) dalla collaborazione tra l'imprenditore edile Ermes Foglia e Ermes Ghidini, dirigente del Gruppo Sportivo Salvarani di Baganzola (evoluzione della squadra del Circolo Golese[8]), che sfiorò per quattro volte la promozione in Serie D[9] (nel 1964-1965, 1965-1966, 1966-1967, 1967-'68), nel frattempo vince la Prima Categoria 1968-1969 e raggiunge il Parma in Serie D.

La Parmense del 1968-1969, che proseguì la tradizione sportiva del vecchio Parma.

Dopo il fallimento dello storico club si concretizza, così, la missione della Parmense promessa alla propria nascita, cioè quella di rilanciare il calcio a Parma in caso di decadenza, diventando di fatto la squadra rappresentativa della città in sostituzione della vecchia società. La Parmense iniziò la stagione 1969-1970 con il proprio nome[10]. Ma, dal 1º gennaio 1970, cambiò denominazione in Parma Associazione Calcio[11], vestendo la livrea delle divise crociate e il simbolo, proseguendo la tradizione sportiva del vecchio club, caro ai tifosi Parmigiani[12].

Il ritorno in Serie C è immediato. Gli anni settanta del nuovo Parma sono caratterizzati da continui saliscendi dalla terza divisione alla cadetteria con due promozioni risolte agli spareggi entrambi giocati a Vicenza: nel 1972-1973 contro l'Udinese (2-0)[13], e nel 1978-1979 contro la Triestina (3-1, con doppietta di un giovane Carlo Ancelotti, che in quella stessa estate viene ceduto alla Roma)[14][15].

Anche negli anni ottanta il Parma coglie due promozioni dalla Serie C: la prima nel 1983-1984[16] grazie alle reti di un attaccante ancora oggi molto amato (Massimo Barbuti) e la seconda (e ultima) nel 1985-1986[17] con alla guida il giovane allenatore Arrigo Sacchi (voluto poi da Berlusconi al Milan due anni più tardi). Sono gli anni della presidenza dell'indimenticato Ernesto Ceresini che, dopo il nuovo contratto di sponsorizzazione con la Parmalat[18] sperimenta, senza troppo successo, la guida tecnica del giovane allenatore boemo Zdeněk Zeman, ma che poi si affida al più pratico Giampiero Vitali, per ricavarne due salvezze[19]. Ma è nel 1989 che Ceresini darà una svolta alla storia del Parma, chiamando in panchina il promettente tecnico Nevio Scala[20]. Suo malgrado, è stato l'ultimo dei suoi colpi di mercato: il presidente muore improvvisamente, a stagione in corso, dopo un brillante avvio della squadra[21]. Il contraccolpo dura qualche gara, ma la squadra rimonta e coglie nella partita più significativa (il derby contro la Reggiana, il 27 maggio 1990, vinto per 2-0) quel quarto posto, utile per la prima promozione in Serie A della sua storia, con una giornata di anticipo[22]. Dopo la promozione in serie A, la società diviene proprietà della multinazionale di Collecchio, la Parmalat di Calisto Tanzi[23]. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.

Foto di squadra del Parma promosso in Serie A nella stagione 1989-1990

Da neopromosso, il Parma esordisce in Serie A con un sesto posto finale che gli consentirà di esordire in Europa nella Coppa UEFA. La stagione successiva conquista il primo trofeo nazionale della sua storia: la Coppa Italia: il 14 maggio 1992 batte in finale la Juventus per 2-0, (Melli e Osio), dopo aver perso all'andata per 1-0. L'anno dopo il Parma conquista il primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, vincendo in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi). Gli acquisti di Faustino Asprilla prima e di Gianfranco Zola poi, confermano la voglia di vincere del club e della proprietà. Il Parma conquista nel febbraio del 1994 la sua prima Supercoppa europea, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa. Fallisce però il bis in Coppa delle Coppe perdendo in finale 1-0 contro gli inglesi dell'Arsenal. La stagione 1994-1995 è caratterizzata dalla sfida infinita con la Juventus su tre fronti: in campionato e in Coppa Italia, appannaggio dei torinesi, e in Coppa UEFA vinta invece dal Parma nella doppia finale con Dino Baggio marcatore in entrambe le gare. Nella stagione 1995-1996 arriva il Pallone d'oro, Hristo Stoičkov, che però delude. Al termine di una stagione sotto tono, si chiude il ciclo di Nevio Scala, e di Pedraneschi, sostituito poi da Stefano Tanzi, figlio di Calisto.

Con l'allenatore (ed ex giocatore gialloblù) Carlo Ancelotti, arrivano il giovane argentino Hernán Crespo ed Enrico Chiesa. Nel 1996-97 il Parma chiude secondo dietro la Juventus con la prima qualificazione per la Coppa dei Campioni (Champions League) 1997-1998, in una stagione in cui si affermeranno le qualità difensive del francese Lilian Thuram e dei giovani Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Nel 1999 con l'arrivo di Alberto Malesani in panchina, il Parma si aggiudicherà la Coppa UEFA battendo l'Olympique Marsiglia per 3-0 (reti di Crespo, Chiesa e Vanoli), e la Coppa Italia superando la Fiorentina dopo un 1-1 interno (gol di Crespo) ed un 2-2 a Firenze (ancora di Crespo e Vanoli le marcature). La stagione 1999-2000 si apre con la vittoria in Supercoppa Italiana, 2-1 contro il Milan a San Siro, rete allo scadere di Alain Boghossian.

Capitan Minotti con la Coppa Italia 1991-1992, primo importante trofeo vinto dal club parmense.

Le due stagioni successive sono caratterizzate da un'alternanza continua di allenatori: da Malesani per Sacchi, da Renzo Ulivieri, a Daniel Passarella e infine al "traghettatore" Pietro Carmignani. Con lui il Parma vince la sua terza Coppa Italia, superando la Juventus in finale (a Torino sconfitta 1-2 e a Parma vittoria 1-0). L'anno dopo arriva in panchina Cesare Prandelli, coadiuvato da Sacchi, e la squadra gialloblù, con in campo Adriano e Mutu, si piazza al quinto posto.

La stagione successiva l'improvviso crac Parmalat, per il quale viene arrestato il patron Tanzi, segna la storia dellla squadra parmense. Il 25 giugno 2004, per evitare la ripartenza dai dilettantisti, nasce il Parma Football Club, che assume e mantiene vivi tutti i diritti del Parma AC, nonostante il fallimento della Parmalat da cui è svincolato[24]. La nuova società, a cui sono stati trasferiti anche i debiti del Parma AC, temporaneamente proprietaria del nuovo club, viene posta in amministrazione straordinaria da parte di Enrico Bondi e della Parmalat e usufruisce della "Legge Marzano", in attesa di un compratore. Il nuovo tecnico Silvio Baldini viene esonerato e la squadra è di nuovo affidata al "traghettatore" Pietro Carmignani che la condurrà alla salvezza nel doppio spareggio contro il Bologna (0-1 e 2-0, reti di Cardone e Gilardino). La guida di Mario Beretta (grazie anche ai verdetti di "Calciopoli") porta nel 2004-05 il Parma alla qualificazione in Coppa UEFA, tornando di nuovo in Europa dopo una stagione di assenza: i ducali verranno eliminati in semifinale dal CSKA di Mosca, 0-0 a Parma e 3-0 in Russia per i moscoviti, poi vincitori del trofeo.

Nella Serie A 2006-2007 arriva sulla panchina Stefano Pioli, mentre il 25 gennaio la società viene rilevata dall'industriale bresciano Tommaso Ghirardi[25]. Pioli viene esonerato per Claudio Ranieri che salverà il Parma. L'anno successivo è sofferto: in nuovo l'allenatore Domenico Di Carlo viene sostituito da Héctor Cúper, che a sua volta lascia il posto al tecnico della "Primavera" Andrea Manzo. Il Parma perde contro l'Inter (2-0), che vince lo scudetto e, contemporaneamente, condanna la squadra alla prima retrocessione in Serie B della sua storia dopo diciotto stagioni consecutive in Serie A. In Serie B, dopo un negativo avvio con la guida di Gigi Cagni, arriva Francesco Guidolin che riporta la società nella Serie A 2009-2010, stagione che il Parma finirà all'ottavo posto. Il direttore generale Leonardi affida la squadra, per la stagione successiva, prima a Pasquale Marino e, visti gli scarsi risultati, a Franco Colomba che porterà il Parma alla salvezza.

Lo stesso Colomba inizia la stagione 2011-2012 sulla panchina degli emiliani e vi resta fino al 10 gennaio 2012; paga la pesante sconfitta a Milano contro l'Inter per 5-0 e viene sostituito da Roberto Donadoni. Nella stessa stagione, grazie alla vittoria per 2-0 sull'Udinese del 20 novembre 2011, il Parma supera quota 1 000 punti nella classifica perpetua della massima serie a girone unico[26]. Nell'ultima giornata della stagione 2011-2012, grazie alla vittoria per 1-0 sul Bologna del 13 maggio, i crociati vincono la loro settima partita consecutiva, stabilendo un nuovo primato. La stagione 2012-2013 vede il Parma ripartire dal ritorno di Amauri e nel girone d'andata, nella trasferta con l'Udinese terminata 2-2, Raffaele Palladino segna il millesimo gol in Serie A della storia gialloblù. Nel ritorno i crociati chiudono il torneo al decimo posto; da sottolineare nell'ultima sfida casalinga, il 12 maggio con il Bologna, la celebrazione del ventennale della conquista della Coppa delle Coppe a Wembley. La stagione 2013-14, quella che vedrà il Parma festeggiare il suo centenario, il 16 dicembre 2013, si apre con l'arrivo di Antonio Cassano.

Il 18 maggio 2014 i ducali chiudono il torneo al sesto posto, valevole per l'approdo al terzo turno preliminare dell'Europa League 2014-2015. La qualificazione europea però sfuma: il club, non in regola con alcuni pagamenti IRPEF, si vede negare la licenza UEFA.[27][28] Si tratta del primo tassello di una serie di gravi problemi finanziari che si protrarranno per tutta la successiva stagione, segnata da continui cambi di presidenza e proprietà, e culminata il 19 marzo 2015 con il fallimento della società parmense, il secondo nell'arco di un decennio.[29]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Parma Football Club
  • 16 dicembre 1913 - Fondazione del Parma Foot Ball Club, il quale assorbe il precedente Verdi Foot Ball Club.
  • 1916–19 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919-20 - 2º nel campionato emiliano di Promozione.Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria.


  • 1930 - La società cambia la denominazione in Parma Associazione Sportiva.
  • 1930-31 - 13º in Serie B.
  • 1931-32 - 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Divisione.


Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 1941-42 - 2º nel girone eliminatorio B della Serie C.
  • 1942-43 - 1° nel girone eliminatorio G della Serie C. Ammesso nei gironi finali arriva 6º nel girone finale B, in quanto declassato all'ultimo posto per illecito sportivo. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B[30].
  • 1943–45 - Attività sospesa per cause belliche.



Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.


  • 1966-67 - 6º nel girone C della Serie D.
  • 1967-68 - 6º nel girone B della Serie D.
  • 1968 - La società Parma Associazione Sportiva messa in liquidazione, cambia denominazione in Parma Football Club.
  • 1968-69 - 14º nel girone B della Serie D.
  • 1969 - Alla viglia dell'inizio della stagione calcistica 1969-70, la società Parma Football Club fallisce e si ritira definitivamente dalle competizioni.
  • 1968-69 - La nuova società Associazione Calcio Parmense nata nel 1968 viene promossa in Serie D e va a rappresentare calcisticamente la città di Parma dando continuità alla storia sportiva.
  • 1969-70 - 1º nel girone B della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C. A campionato ancora in corso, il 1º gennaio 1970, l'A.C. Parmense assume il nome di Parma Associazione Calcio.


4º nel girone 4 di Coppa Italia.
3º nel girone 6 di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
5º nel girone delle squadre italiane Coppa Anglo-Italiana.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1978-79 - 2º nel girone A della Serie C1 a pari punti con la Triestina. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B dopo aver vinto lo spareggio (3-1).
2º nel girone 11 di Coppa Italia Semiprofessionisti.

4º nel girone 2 di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
5º nel girone 4 di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.

3º nel girone 5 di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
4º nel girone 1 di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Finale di Supercoppa italiana.
Semifinale di Coppa Italia.
Finale di Coppa delle Coppe.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Finale di Coppa Italia.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.
Finale di Supercoppa italiana.
Secondo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinale di Coppa Italia.
2º nel girone A di Champions League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno preliminare di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (3º titolo).
Terzo turno preliminare di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa UEFA.
Finale di Supercoppa italiana.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 25 giugno 2004 - Nasce il Parma Football Club SpA, a cui vengono trasferiti tutti i diritti del Parma Associazione Calcio dichiarato insolvente. La nuova società, così svincolata dalla proprietà Parmalat, usufruisce infatti della "Legge Marzano".
  • 2004-05 - 17º in Serie A dopo aver vinto lo spareggio col Bologna.
Semifinale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Terzo turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La maglia a righe verticali gialloblù utilizzata negli anni cinquanta

I primi colori ufficiali della squadra parmense, nata nel 1913 con il nome di Verdi Foot Ball Club, sono quelli della città ovvero il giallo e il blu, disposti a scacchi sulla divisa. Ugo Betti e Torquato Rossini in seguito creano una nuova divisa: una maglia bianca con una grande croce nera sul petto.[31] La casacca crociata è quella che accompagna la storia del Parma fino al 1951 quando, per ragioni scaramantiche, viene decisa la sua sostituzione dapprima con una maglia a pali verticali gialloblù e poi con una divisa blu con maniche gialle.[31] La "snaturazione" termina nel 1958 con il ripristino della vecchia maglia crociata bianconera.[31]

In seguito all'acquisizione di un Parma ormai fallito da parte dei concittadini della Parmense, questa ottiene il diritto di indossare la casacca crociata: il 1º gennaio 1970, il nuovo Parma sostituisce anche nei colori e nei simboli il vecchio Parma.[31] L'uniforme crociata resiste fino al 1983 allorché, più che altro per motivi commerciali, scompare la croce lasciando il petto completamente bianco, con dettagli gialloblù relegati a maniche, calzoncini e calzettoni.[31] Cambia poco sulle divise del Parma degli anni 1990, fino al 1998, quando si adotta una nuova divisa a fasce orizzontali gialloblù.[31] Si deve attendere il 2004 affinché la maglia crociata bianconera torni definitivamente sulle spalle dei calciatori parmensi.[31]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Lo stemma della Associazione Calcio Parmense nata nel 1968
Lo stemma del Parma dal 1970 al 2000 e dal 2001 al 2004
Lo stemma del Parma nel 2000-01
Lo stemma del Parma dal 2004 al 2013
Lo stemma del centenario
Lo stemma attuale dal 2014

Di stemmi ufficiali da apporre sulle divise, fino agli anni 1940 il Parma non ne fa uso in quanto, per i dirigenti della squadra, la maglia crociata stessa, è già un simbolo.[31] Nell'immediato dopoguerra e ancor maggiormente dopo l'abbandono temporaneo della croce negli anni 1950, fa la sua comparsa uno stemma molto simile all'attuale, poi abbandonato nuovamente al ritorno delle maglie crociate fino al fallimento del 1969.[31]

La Parmense applica, sulle nuove divise del 1968, uno stemma a cerchi concentrici bianchi-gialloblù, mentre dopo il fallimento del Parma FC, vi è l'aggiunta di una piccola croce nera su fondo bianco.[31] Questo, fino al 1º gennaio 1970 quando, unitamente alla maglia crociata, la Parmense (diventando Parma AC) adotta lo stemma utilizzato fino agli anni 2000 anche se, prima del 1983, raramente viene apposto sulla maglia.[31] Nel 2000-01 per un'operazione di marketing della società, lo stemma viene pesantemente modificato: alla parte sinistra, una croce azzurra su fondo "giallo-parma" e, alla parte destra, un toro "giallo-parma" in campo azzurro, per ricordare il podestà di Parma del XIII secolo, Torello De Strada.[31] La novità non piace ai tifosi e, già dalla stagione successiva, si torna alla versione classica. Nel 2004, il logo cambia aspetto solo nell'acronimo (da AC a FC) per il cambio di denominazione sociale in Parma FC SpA.[31]

In occasione del centenario del Parma Calcio, il progetto "Parma Brand" del Parma da vita a un nuovo logo che richiama il classico stemma, coronato dalla cifra "100", per ricordare l'importante ricorrenza,[32] mentre nella stagione successiva viene adottato un nuovo stemma, che differisce da quello classico per alcuni dettagli, tra i quali il più evidente è l'apice.[33]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale della squadra è Il grido di battaglia di Gigi Stok e i suoi Cadetti (brano poi ripreso in chiave moderna dalla "Antonio Benassi Band"), tuttavia nelle partite interne del Parma, giocate all'Ennio Tardini, durante l'ingresso delle squadre in campo suona la marcia trionfale dell'Aida, capolavoro del compositore parmense Giuseppe Verdi, simbolo della città e del Parma Calcio, che nel 1913 nasce in suo nome (Verdi Foot Ball Club).[34]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Ennio Tardini.
Panoramica dell'Ennio Tardini

Lo stadio Ennio Tardini è il più grande impianto sportivo di Parma: lì il Parma si trasferisce nel 1923, dopo aver disputato le prime partite nella cosiddetta "Piazza d'armi", ricavata dai lavori per il "Lungoparma a Sud".[35] Nasce come "Stadio Comunale" ma viene intitolato postumo al costruttore ed ex Presidente del Parma Ennio Tardini, che non vede mai terminata la propria opera.[35] Progettato dall'architetto Ettore Leoni (compreso l'arco trionfale d'ingresso ancora esistente, in stile Art Nouveau) è il terzo stadio più antico d'Italia dopo il Ferraris di Genova e l'Arena Garibaldi di Pisa.[35]

Utilizzato fino agli anni 1960 sia per il Rugby, che per le partite casalinghe del Parma, nel 1968 diventa anche il campo della Parmense.[35] Lo stadio, negli anni 1970 e 1980, subisce continuamente delle modifiche: le curve, da legno a cemento, e i distinti, da scoperti a coperti.[35] Dopo la promozione in Serie A del 1990, si prospetta la progettazione di un nuovo stadio nei pressi di Baganzola, tuttavia alla fine viene deciso di modificare lo stadio esistente, dapprima con un incremento temporaneo della capienza con strutture elevate in tubi innocenti, e dal 1991 cambiando radicalmente forma (da quella ovale a quella rettangolare) e con una nuova e più capiente "Tribuna Centrale Petitot".[35] Oggi lo stadio può contenere 27 906 spettatori, ma dopo l'incidente mortale occorso al diciannovenne vicentino Eugenio Bortolon precipitato dagli spalti, parte della Curva Sud è resa inagibile, riducendo la capienza a 22 885 spettatori.[35]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di allenamento del club parmense è il "centro sportivo di Collecchio": lì si allenano la prima squadra e le giovanili.[36] Ha un'estensione di 85 903 metri quadri, presenta una tribuna per la partite della Primavera e le amichevoli della Prima squadra.[36] Sono presenti in totale 7 campi, 5 in erba naturale, uno in erba sintetica e uno con manto sintetico coperto da pallone pressostatico.[36] Un'area è adibita all'allenamento portieri, mentre una pista circolare è usata per le sessioni di corsa e il lavoro con salite.[36] Il centro è diviso in 2 aree: la prima ha una palazzina che ospita lo spogliatoio della prima squadra, sale mediche, palestra attrezzata, magazzini e uffici, l'altra area è ussta dal settore giovanile e contiene gli spogliatoi (anche per gli ospiti), una sala medica, una palestra e un magazzino.[36]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 20 marzo 2015.

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Angelo Anedda, Alberto Guiotto - Curatori fallimentari
  • Italia Silvia Serena - Responsabile ufficio legale
  • Italia Monica Tripi - Presidente collegio sindacale
  • Italia Enrico Siciliano - Collegio sindacale
  • Italia Osvaldo Riccobene - Collegio sindacale
  • Italia Pietro Leonardi - Direttore generale
  • Italia Corrado Di Taranto - Direttore operativo
  • Italia Alessandro Melli - Team Manager
  • Italia Alessio Paini - Segretario generale
  • Italia Christian Povolo - Segreteria
  • Italia Giovanni Manzani - Segreteria settore giovanile
  • Italia Cinzia Lancelotti - Front office
  • Italia Antonello Preiti - Responsabile area tecnica
  • Italia Francesco Palmieri - Responsabile settore giovanile
  • Italia Pasquale Lanzillo - Area osservatori
  • Italia Maria Teresa Rancati - Responsabile comunicazione e ufficio stampa
  • Italia Emanuele Passanisi - Ufficio legale
  • Italia Mirco Levati - Responsabile relazioni esterne
  • Italia Giuseppe Squarcia - Rapporto con i tifosi
  • Italia Stefano Perrone - Delegato sicurezza
  • Italia Corrado Sani - Responsabile biglietteria
  • Italia Marco Preti - Direttore amministrazione finanza e controllo
  • Italia Gian Pietro Fallini - Responsabile amministrativo
  • Italia Marta Mazzarini - Amministrazione
  • Italia Barbara Breschi - Amministrazione
  • Italia Sabrina Gatti - Amministrazione
  • Italia Gabriele Piccinini - Amministrazione
  • Italia Ciro Bernardelli - Responsabile centro sportivo Collecchio

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Parma.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

La Primavera del Parma nel 1988, terza classificata al Torneo di Viareggio.

Il settore giovanile del Parma è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali 1998 e Giovanissimi Nazionali 2000), due partecipanti a livello regionale (Allievi B 1999 e Giovanissimi Regionali 2001) e una a livello provinciale (Giovanissimi Fascia B 2002), oltre a una rappresentativa di Esordienti 2003 e due di Pulcini (2004 e 2005).[38]

Nella categoria Allievi il Parma vanta la vittoria di due campionati italiani, quello Nazionale del 2003-04 e quello Professionisti del 2012-13, nonché la conquista di una Supercoppa di categoria nel 2013; a ciò si aggiungono i due titoli nei tornei semiprofessionisti, fatti loro in sequenza dai ragazzi gialloblù nelle stagioni 1976-77 e 1977-78.[39] In ambito giovanile, la società ducale ha avviato delle partnership sportive con altre squadre, sia italiane che internazionali, come il Nova Gorica,[40] il Gubbio[41] e la Giada Maccarese.[42]

Il Parma FC nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Parma, essendo uno dei principali club d'Italia, è spesso presente in varie opere della cultura italiana. Ad esempio ne L'allenatore nel pallone (1984) il Parma è l'ultima squadra (di Serie B) che Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi, allena prima di approdare alla "Longobarda" di Borlotti,[43] mentre nel film Tifosi (1999) il personaggio interpretato da Diego Abatantuono, juventino, nel suo episodio è alle prese con una trasferta sul campo di Parma.[44]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori del Parma F.C. e Categoria:Presidenti del Parma F.C..

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Parma dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori del Parma F.C..

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

Il Parma FC e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Tra i giocatori del Parma ad aver avuto successi con la propria Nazionale figurano il francese Lilian Thuram (campione del mondo nel 1998 e d'Europa nel 2000),[48] i brasiliani Júnior (campione del mondo nel 2002)[49] e Zé Maria (campione del Sud America nel 1997[50] e vincitore della Confederations Cup nello stesso anno).[51] Da ricordare inoltre il camerunense Patrick Mboma (campione d'Africa nel 2002).[52]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1991-92, 1998-99, 2001-02
1999
1953-54, 1972-73, 1983-84, 1985-86
1969-70
1924-25

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992-93
1994-95, 1998-99
1993

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

2003-04, 2012-13

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record del Parma Football Club.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione del Parma ai campionati di calcio.[53]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 1 1925-26 25
Serie A 24 1990-91 2014-15
Seconda Divisione 3 1922-23 1924-25 31
Prima Divisione Nord 3 1926-27 1928-29
Serie B 27 1929-30 2008-09
Prima Divisione 3 1932-33 1934-35 29
Serie C 20 1935-36 1977-78
Serie C1 6 1978-79 1985-86
Serie D 4 1966-67 1969-70 4
Prima Categoria 1 1968-69 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Includendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 80 campionati, di cui 25 a campionati di primo livello, 31 di secondo livello, 29 di terzo livello, 4 di quarto e uno di quinto.[53] Dall'istituzione del campionato a girone unico nel 1929, la squadra ottiene nel 1996-97 il suo miglior piazzamento finale (secondo posto in Serie A).[53]

I gialloblù hanno vinto 3 edizioni della Coppa Italia e disputato 2 finali di questa competizione;[53] il Parma ha anche vinto 1 delle 3 edizioni della Supercoppa italiana a cui ha partecipato.[53] Per quanto riguarda le competizioni europee, è detentrice della Coppa delle Coppe 1992-93, delle Coppa UEFA 1994-95 e di quella 1998-99, della Supercoppa UEFA 1993 e disputa le finali di Coppa delle Coppa 1993-94.[53]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore del Parma che ha totalizzato più presenze in Serie A è Antonio Benarrivo: il terzino crociato infatti gioca tra il 1991 e il 2004 258 partite nel campionato maggiore.[54] Il giocatore che ha realizzato più reti in campionato è invece Hernán Crespo, che tra il 1996-00 e il 2010-12 segna 72 gol.[55]

Di seguito i record presenze e marcature[56] dei giocatori del Parma dall'anno di fondazione a oggi.

Record di presenze
Record di marcature


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Boys Parma

La tifoseria del Parma è composta da varie associazioni: il Centro di Coordinamento dei Parma Club (che riunisce la maggior parte dei club) e l'Associazione Petitot. Il gruppo ultras locale è denominato Boys Parma 1977, fondato nel 1977, inoltre pur essendo una squadra di provincia vanta numerosi tifosi in tutta Italia.[57] Allo stadio Ennio Tardini di Parma gli ultras e i sostenitori più caldi del tifo gialloblù occupano la curva Nord, che gli stessi tifosi dal 4 maggio 2008 intitolano a Matteo Bagnaresi, ragazzo appartenente ai Boys Parma tragicamente deceduto il 30 marzo 2008 in un autogrill sull'autostrada A21 Piacenza-Torino, mentre si recava a Torino per assistere a Juventus-Parma.[57]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby dell'Enza.

La tifoseria gialloblù presenta amicizie con gli ultras di Sampdoria, Empoli, Spezia, oltre a quella internazionale con il Bordeaux.[57] Con il Cesena è presente un gemellaggio dalla metà degli anni ottanta ai primi anni novanta; altri gemellaggi passati sono avvenuti con Modena, Piacenza e Hellas Verona (le prime due si sono trasformate poi in rivalità).[57] Le rivalità maggiori si hanno con Reggiana (con la quale disputa il derby dell'Enza), Juventus, Milan, Roma, Bologna, Carrarese, Cremonese e Torino.[57]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parma Football Club 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornati all'11 aprile 2015.

N. Ruolo Giocatore
2 Italia D Mattia Cassani
3 Albania C Andi Lila
4 Portogallo D Pedro Mendes
5 Algeria A Abdelkader Ghezzal
6 Italia D Alessandro Lucarelli (capitano)
8 Italia C José Mauri
13 Italia D Giuseppe Prestia
14 Italia C Daniele Galloppa
15 Italia D Andrea Costa
17 Italia A Raffaele Palladino
18 Italia D Massimo Gobbi
21 Italia C Francesco Lodi
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png
22 Italia P Alessandro Iacobucci
23 Italia C Antonio Nocerino
26 Portogallo A Silvestre Varela
27 Italia D Fabiano Santacroce
28 Marocco D Zouhair Feddal
31 Kenya C McDonald Mariga
34 Slovacchia C Lukáš Haraslín
80 Cile C Cristobal Jorquera
83 Italia P Antonio Mirante
88 Italia A Massimo Coda
91 Slovenia P Pavol Bajza

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 22 novembre 2014.[58]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Roberto Donadoni - Allenatore prima squadra
  • Italia Luca Gotti - Allenatore in seconda
  • Italia Mario Bortolazzi - Collaboratore area tecnica
  • Italia Renato Olive - Collaboratore tecnico
  • Italia Luca Bucci - Allenatore portieri
  • Italia Giovanni Andreini - Preparatore atletico
  • Italia Nicolò Prandelli - Preparatore atletico
  • Italia Agostino Tibaudi - Preparatore atletico
  • Italia Mauro Cizia - Recupero infortunati
  • Italia Danilo Manari - Area nutrizione
  • Italia Roberto Del Signore - Responsabile sanitario
  • Italia Andrea D'Alessandro - Coordinatore staff medico
  • Italia Giorgio Balotta - Fisioterapista
  • Italia Corrado Gatti - Fisioterapista
  • Italia Michele Toma - Fisioterapista
  • Italia Andrea Zanrè - Fisioterapista
  • Italia Matteo Priori - Magazziniere
  • Italia Roberto Pelacci - Magazziniere
  • Kosovo Velaj Fatmir - Magazziniere
  • Italia Mirco Lori - Magazziniere


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 2013-2014 Il Centenario e l’Europa League negata, fcparma.com. URL consultato il 22 novembre 2014.
  2. ^ Ranking UEFA Clubs 2011-12, it.uefa.com.
  3. ^ (EN) Membri ECA, European Club Association.
  4. ^ ECA Members, ECA. URL consultato il 19 giugno 2014.
  5. ^ Il 2 gennaio del '68 il Tribunale di Parma metteva in liquidazione il Club Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
  6. ^ Il Parma si salva a stento, superato di un punto dal San Secondo, dopo aver perso al Tardini coi "cugini" della Bassa. Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
  7. ^ «Con due squadre teoricamente in Quarta Serie (serie D) diventa inevitabile trovare un accordo: la Parmense metteva mano al portafoglio acquistando per 20 milioni alcuni giocatori del Parma F.C. che si ritirava signorilmente.» Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
  8. ^ "Dal Golese alla Parmense", arcigolese.com.
  9. ^ […] la Salvarani, reduce da due mancati assalti alla Serie D, lasciava il posto alla Parmense […] Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 73
  10. ^ «[…] ma c'era anche la Parmense, che aveva preso il posto della Salvarani e vinse la Prima Categoria. Potevano esserci due squadre di Parma nella Serie D '69-70. Ma il Parma fallì in estate, e solo la Parmense giocò quell'anno in quarta serie. Dapprima con la sua denominazione; poi dal 1º gennaio 1970, chiamandosi Parma e giocando con la maglia crociata.» Cfr. Fabrizio Melegari, Calciatori del Parma - I Crociati nelle figurine Panini (Vol. I), Edizioni Panini 2007, pag. 6
  11. ^ Figurina che indica che il Parma è "A.C. 1968" (anno di fondazione della Parmense).
  12. ^ Riferimenti storici sul cambio di nome da Parmense a Parma.
  13. ^ "Una splendida cavalcata verso la Serie B", storiadelparmacalcio.com.
  14. ^ "Ritorno in Serie B: lo spareggio di Vicenza con la Triestina", storiadelparmacalcio.com.
  15. ^ "Ancelotti alla Roma per 1700 milioni", storiadelparmacalcio.com.
  16. ^ "Il Parma di Perani torna in Serie B", storiadelparmacalcio.com.
  17. ^ "È il Parma di Arrigo Sacchi che torna in Serie B", storiadelparmacalcio.com.
  18. ^ "La Parmalat nuovo sponsor", storiadelparmacalcio.com.
  19. ^ "Da Sacchi a Vitali, passando per Zeman", storiadelparmacalcio.com.
  20. ^ "Arriva Nevio Scala", storiadelparmacalcio.com.
  21. ^ […] una domenica mattina, in una stanza dell'ospedale dove era stato ricoverato per il peggioramento delle sue già precarie condizioni si spegne il presidente Ernesto Ceresini […] Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 108
  22. ^ «Con i gol di Osio e Melli il Parma si aggiudica il derby, mette quattro punti fra sé e la quinta, l'Ancona […]» Cfr. Gianfranco Bellè, 90 Anni del Parma Calcio, Azzali Editore S.n.c., Stampa Grafiche Step 2003, pag. 108
  23. ^ "Dai Ceresini a Tanzi", storiedicalcio.altervista.org.
  24. ^ Nascita Parma F.C. 1913 S.p.A., fcparma.com.
  25. ^ Ghirardi acquista il Parma F.C., corrieredellasera.it, 5 febbraio 2007.
  26. ^ FootStats, Parma 1 002 punti nella sua storia in Serie A
  27. ^ a b Licenze UEFA, respinto il ricorso del Parma, torinofc.it, 29 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  28. ^ IL PRESIDENTE GHIRARDI: NON TOLLERO QUELLO CHE MI HANNO FATTO. CON SERENITÀ VALUTERÒ NELLE SEDI OPPORTUNE CHI MI DOVRÀ RISARCIRE DEI DANNI SUBITI, fcparma.com, 30 maggio 2014. URL consultato il 30 maggio 2014.
  29. ^ Il Parma è fallito. Ma c'è il sì alla sfida col Toro
  30. ^ Inizialmente la promozione viene revocata per illecito, poi concretizzata dopo la ripresa postbellica.
  31. ^ a b c d e f g h i j k l m Daniele Costantini, Cento anni di calcio a Parma, cento anni di maglie leggendarie, passionemaglie.it, 16 dicembre 2013. URL consultato il 22 novembre 2014.
  32. ^ "Presentato il nuovo logo", fcparma.com.
  33. ^ Erreà E Parma Fc Presentano Le Nuove Divise Ufficiali 2014-2015, errea.it. URL consultato il 22 novembre 2014.
  34. ^ Andrea Schiappapietra, Le squadre di A se le suonano Chi vince il duello in musica? in La Gazzetta dello Sport (Milano), 27 ottobre 2007. URL consultato il 15 novembre 2014.
  35. ^ a b c d e f g Stadio, fcparm.com. URL consultato il 22 novembre 2014.
  36. ^ a b c d e Centro sportivo, fcparm.com. URL consultato il 22 novembre 2014.
  37. ^ Nel 1999-00, solo in Coppa Italia, è presente come unico sponsor ufficiale Stream TV.
  38. ^ Giovanili, fcparma.com. URL consultato il 22 novembre 2014.
  39. ^ Albo d'oro Allievi Professionisti, FIGC. URL consultato il 22 novembre 2014.
  40. ^ PARMA: partnership con il Nova Gorica. Apolloni sarà il tecnico. Tutti i dettagli.
  41. ^ Ds Gubbio sulla partnership: "Sarà un rapporto a doppio senso, anche il Parma beneficerà dei nostri giovani".
  42. ^ Collaborazione tecnica fra Parma e Maccarese.
  43. ^ L'allenatore nel pallone (1984), imbd.com. URL consultato il 30 agosto 2014.
  44. ^ Tifosi (1999), filmtv.it. URL consultato l'11 agosto 2013.
  45. ^ a b Comunicato stampa, Parma, fcparma.com, 16 dicembre 2014. URL consultato il 16 dicembre 2014.
  46. ^ È Ermir Kodra il presidente del Parma FC, Parma, fcparma.com, 21 gennaio 2015. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  47. ^ http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Parma/09-02-2015/parma-manenti-il-16-vicino-corsa-contro-tempo-ce-faremo-100824546402.shtml
  48. ^ (FR) Lilian Thuram, fff.fr. URL consultato il 23 novembre 2014.
  49. ^ (EN) World Cup 2002, rsssf.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  50. ^ (EN) Copa América 1997, rsssf.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  51. ^ (EN) Intercontinental Cup for Nations 1997, rsssf.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  52. ^ Patrick M'Boma, calcio.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  53. ^ a b c d e f Storia, fcparma.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  54. ^ Antonio Benarrivo, footballdatabase.eu. URL consultato il 23 novembre 2014.
  55. ^ Hernán Crespo, legaseriea.it. URL consultato il 23 novembre 2014.
  56. ^ Cannonieri Parma1913.com
  57. ^ a b c d e Parma, rangers.it. URL consultato il 23 novembre 2014.
  58. ^ Staff, fcparma.com. URL consultato il 22 novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Franco Bellè – Giorgio Gandolfi: 90 anni del Parma Calcio 1913-2003, Azzali Editore S.n.c. - Parma.
  • Fabrizio Melegari: Calciatori del Parma (I Crociati nelle figurine Panini), Edizioni Panini S.p.A.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]