Associazione Sportiva Gubbio 1910

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AS Gubbio 1910
Calcio Football pictogram.svg
AS Gubbio 1910 logo.png
Rossoblù, Lupi, Eugubini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Blu2.png Rosso-blu
Simboli Lupo, 5 Colli
Inno Forza Lupi
Dati societari
Città Gubbio
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1913
Rifondazione 1949
Presidente Italia Marco Fioriti
Allenatore Italia Leonardo Acori
Stadio Pietro Barbetti
(4.939 posti)
Sito web www.asgubbio1910.com
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Gubbio 1910, nota più comunemente come Gubbio, è una società calcistica italiana con sede nella città di Gubbio, in provincia di Perugia.

La Società per Esercizi Sportivi di Gubbio venne fondata nel 1908 (il 1910 nella denominazione del club si riferisce alla data dell'inizio ufficioso dell'attività calcistica) mentre il settore football, storicamente il più importante della polisportiva, fu istituito ufficialmente il 25 marzo 1913[1] con gli attuali colori sociali rosso-blu. La squadra dal 1977 disputa le partite interne allo Stadio Pietro Barbetti, ed annovera due stagioni in Serie B nel 1947-48 e nel 2011-12, entrambe a seguito dei due campionati interregionali professionistici vinti nel 1946-47 e nel 2010-11. Inoltre nei campionati dilettantistici il Gubbio ha vinto due campionati interregionali, sei campionati regionali e una coppa regionale. Milita in Lega Pro, terzo livello professionistico del campionato italiano di calcio. Dal 30 maggio 2013 il Gubbio è affiliato alla società del Parma, in cui gioca il ruolo di società satellite[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla nascita agli anni venti[modifica | modifica sorgente]

Il calcio a Gubbio arriva per la prima volta nel 1910, portato dal sacerdote don Bosone Rossi fondatore dell'associazione giovanile SPES (Società per Esercizi Sportivi di Gubbio), costola sportiva del Circolo Silvio Pellico. C'è però bisogno di attendere qualche anno (più precisamente il 25 marzo 1913) per assistere alla nascita ufficiale di una vera e propria sezione calcistica.

Poi col passare degli anni gli appassionati aumentano considerevolmente, tanto che alla fine degli anni venti la squadra eugubina prende parte ai primi campionati regionali, dopo aver partecipato per diverso tempo ad incontri amichevoli con le formazioni umbre. E lo fa disputando le gare casalinghe al "San Benedetto", quella che successivamente verrà ribattezzata la "Fossa dei Leoni" e che resterà per quasi 50 anni la casa del calcio eugubino. Nel 1928-29 il Gubbio partecipa quindi al Campionato Umbro ULIC, superando la prima fase.

Anni trenta[modifica | modifica sorgente]

L'anno seguente, nel 1930, prende parte al Campionato Regionale Umbro di Terza Divisione al quale partecipano anche: Juventus Foligno, Orvietana, Perugia, Tiberis, Tiferno e Virtus Spoleto. Il campionato viene vinto dal Perugia. Anche nel 1931 il Gubbio partecipa al campionato di Terza Divisione, che è diviso in due gironi, e approda alle fasi finali, senza però ottenere il successo. Nell'anno successivo il Gubbio partecipa al Campionato regionale di Seconda Divisione.

Dopo un paio di anni in cui i campionati subiscono diverse modifiche, nel 1936 i rossoblù partecipano regolarmente al campionato di Prima Divisione regionale, incontrando compagini davvero agguerrite, quali Ternana, Perugia, Foligno ed assumendo subito un ruolo da protagonisti, riuscendo anche a cogliere la vittoria sul campo, ma non la promozione, a causa di un tesseramento infatti furono impartite tre sconfitte a tavolino alla formazione denominata allora F.G.C.Gubbio. Nel 1938, oltre al campionato di Prima Divisione, si disputa per la prima volta la Coppa dell'Italia Centrale, a cui partecipano squadre in rappresentanza di Umbria, Marche e Abruzzo. Il Gubbio termina secondo, ma nel 1939, dopo la ristrutturazione dei campionati di Serie C, finalmente viene ammesso e gioca per la prima volta fuori regione contro squadre del centro quali Cagliari, Ascoli, Perugia, Sambenedettese, Ternana, Jesi.

Anni quaranta[modifica | modifica sorgente]

Guido Masetti, l'allenatore della storica promozione in Serie B nel 1946-1947.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale impedisce al Gubbio di prendere parte al campionato nazionale, così prima dello stop dei tornei, nel 1941, affronta un'altra stagione nella Prima Divisione regionale. Terminato il conflitto, l'U.S. Gubbio, questa la denominazione, riparte con la voglia e l'entusiasmo di ricominciare a vivere dopo i dolorosi fatti bellici. Nel 1945, l'Umbria del calcio si divide in tre gironi, con le maggiori città che partecipano, in attesa della ripresa dei regolari campionati. Nel 1946, ancora una volta si riparte dalla serie C, Girone B Lega Centro.

La storica promozione in Serie B[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo, la tenacia eugubina porta a frutto quello che resterà per molti decenni il risultato più prestigioso della storia del calcio eugubino: sostenuto da un assetto societario impeccabile e dal cuore grande dei tifosi, nel 1947, dopo aver conquistato il primo posto nel girone B di Lega Centro della serie C, con lo "storico" spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo, vinto per 2-0, e dopo aver conquistato il primo posto in un girone di spareggio contro le prime degli altri raggruppamenti, il Gubbio è promosso in Serie B. Nella stagione successiva, Il Gubbio viene inserito nel girone C del campionato cadetto, che vedrà la vittoria finale del Palermo davanti a Pisa, Lecce e Taranto.

Alessandro Fornasaris, attaccante e guida del Gubbio in Serie B e in C.

Il Gubbio conclude la stagione a ridosso di Rieti e Perugia, senza riuscire a evitare la retrocessione. La serie cadetta dura solo un anno, anche per via della riorganizzazione che prevedeva molte retrocessioni, così il Gubbio torna in Serie C. Lo sforzo economico profuso per la scalata in B si fa sentire e nella stagione 1948-1949 arriva un'altra amara retrocessione, con annessa bancarotta economica e conseguente discesa nei tornei regionali.

Anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica sorgente]

I rossoblù resteranno relegati nel calcio regionale sino alla stagione 1957-1958, alternando buone annate (nel 1956 perde lo spareggio per la promozione in IV Serie contro il Bastia) ad altre peggiori. Proprio la stagione 1957-1958, conclusa al primo posto, consegna al Gubbio il pass per tornare nelle categorie superiori. Ma la gioia durerà poco, perché nella stagione 1960-1961 i rossoblù torneranno a giocare nei confini regionali retrocedendo dalla neonata Serie D.

La squadra di allora attinge a piene mani dal vivaio locale, specie quello dell'Intrepida San Secondo (con il quale si fonderà nel 1963) e del Rapid Gubbio. Dopo aver sfiorato la promozione nel 1963 e nel 1964, finalmente nella stagione 1964-1965 arriva l'annata dei record: la squadra eugubina, affidata a Mario Mancini, trionfa nel campionato di Promozione Regionale chiudendo la stagione imbattuta; artefice dell'impresa è una squadra giovane ma di grande valore tecnico e morale, trascinata dai gol del bomber perugino Marcello Cagnazzo.

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La squadra imbattibile

Prima Categoria Umbria 1964-1965[3]

Marcello Cagnazzo, Mario Nofri, Sauro Cecchini, Corrado Cerafischi, Toni Ferrari, Carlo Rossi, Paolo Flamini, Angiolo Belardi, Franco Spogli, Brandelli, Ciardi, Mariucci, Palicca, Cecchetti, Baldelli.

L'anno seguente il Gubbio conosce nuovamente l'onta della retrocessione, ma nella stagione 1966-1967 è la buonasorte a voltare le spalle ai rossoblù che perdono alla "monetina" lo spareggio con l'Orvietana per salire in Serie D. L'anno successivo (stagione 1967-1968) finisce ancora in modo più beffardo: il Gubbio vince lo spareggio con l'Angelana per 2-0, ma non può gioire perché a fine campionato la squadra assisana beneficia di un punto in più dopo aver presentato ricorso per una gara persa contro lo Spello. Il ritorno sul palcoscenico nazionale è tuttavia rimandato solo di una stagione: nel 1968-1969 il Gubbio domina il campionato dalla prima all'ultima giornata, nonostante debba scontare 12 turni di squalifica del campo (eredità di un'invasione dei tifosi ad Assisi avvenuta nella stagione precedente).

Anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo decennio si apre con una bella stagione in Serie D (1969-1970), mentre nell'annata 1974-1975 l'incantesimo si rompe e, nella stagione che segna l'addio all'amato "San Benedetto", il Gubbio conosce un'amara retrocessione nella Promozione Regionale.

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Il Gubbio contro l'Italia

Il 28 ottobre 1970[4], il Gubbio allenato da Aldo Agostinelli si trasferì a Coverciano per un'amichevole del tutto speciale: i rossoblù affrontarono infatti l'Italia di Ferruccio Valcareggi, che si stava preparando alla prima gara delle qualificazioni agli europei del 1972. Gli Azzurri erano reduci dal buon mondiale disputato pochi mesi prima in Messico, dov'erano arrivati secondi, perdendo la finale allo stadio Azteca contro il Brasile di Pelè.

La partita finì da pronostico 8-1 per l'Italia, anche se tra i pali del Gubbio andarono, per un tempo a testa, i portieri degli Azzurri Zoff e Albertosi. Ma i rossoblù si presero il lusso di andare in vantaggio per primi, con una rete di Falasconi. L'Italia, poi, dilagò andando a segno con De Sisti, Juliano, Gori e con un autogol di Pierotti; Mazzola e Rivera furono autori di una doppietta personale ciascuno.

Il trasloco al "Beniamino Ubaldi" si rivelerà essere privo di grosse soddisfazioni: per due stagioni consecutive gli eugubini mancano il ritorno nella vecchia quarta serie, ma finalmente nel 1977-1978, anno in cui la squadra gioca per la prima volta al "Polisportivo San Biagio", la squadra riassapora il gusto della vittoria, imponendosi ai danni dell'Ortana e presentando nell'undici titolare moltissimi giovani eugubini. L'euforia del successo viene però oscurata dall'ennesima retrocessione che segna in negativo l'annata 1978-1979. Il Gubbio torna così nei campionati regionali.

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Ma gli anni ottanta si riveleranno un continuo crescendo di emozioni e soddisfazioni. L'altalena del ventennio precedente finisce in soffitta e la società, pur gettando le basi gradualmente, riesce a creare un gruppo vincente e capace di reggere il peso delle nuove sfide. Nella 1979-1980 i rossoblù, imbottiti di giovani, colgono un buon piazzamento nella massima divisione regionale, ripetendosi l'anno successivo dove chiudono al terzo posto dietro Elettrocarbonium e Nocera Umbra. Ma in estate la Federazione ripesca il Gubbio in Interregionale, e da quel momento in poi i tornei umbri resteranno un lontano ricordo. Nel 1981-1982 la squadra si fa rispettare, conquistando la salvezza. Il copione verrà ripetuto anche nelle successive due stagioni, anticamera del vero e proprio salto di qualità che coincide con la stagione 1984-1985, quando la società chiama in panchina Fiorindi. Il Gubbio chiude il campionato al terzo posto dietro a Pro Cisterna e Latina, aprendo di fatto un vero e proprio ciclo che culminerà nelle successive due stagioni in due finali a dir poco mozzafiato.

Massimo Cacciatori disputò le sue ultime quattro stagioni della carriera tra le fila del Gubbio (dal 1985-1986 al 1988-1989), contribuendo con le sue parate al ritorno dei rossoblù nel calcio professionistico[5].

Nel 1985-1986, con Massimo Roscini alla guida, i rossoblù duellano a lungo con Riccione (allenata da Alberto Zaccheroni) e Vis Pesaro. Al termine del campionato tutte e tre le squadre arrivano appaiate a pari punti, e per decretare la squadra che salirà in Serie C2 si ricorre ad uno spareggio a tre. Il Gubbio batte 2-0 il Riccione, ma perde la sfida decisiva con la Vis Pesaro per 1-0 e vede sfumare il ritorno nei professionisti.

Il ritorno in Serie C2[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986-1987 l'avversaria principale è il Poggibonsi, capace di battere i rossoblù sia all'andata (1-0 in Toscana) che al ritorno (2-0 in Umbria). Al termine delle 30 gare stagionali, ancora una volta, la vetta è in coabitazione e costringe le squadre a ricorrere allo spareggio. Il 17 maggio 1987 al "Renato Curi" di Perugia, davanti ad oltre 20.000 persone (di cui 12.000 provenienti da Gubbio), un gol dell'attaccante eugubino Rosario Zoppis al 113' regala al Gubbio la tanto sospirata promozione alla compagine guidata in panchina da Giampaolo Landi.

La stagione 1987-1988 segna il ritorno dei grandi derby contro Perugia e Ternana e si chiude con un sorprendente terzo posto dietro a Casarano e ai perugini, ma è anche l'annata che segna l'arrivo a Gubbio di Candido Di Felice, votato poi come il "calciatore del secolo" del calcio eugubino. L'anno seguente, con il cambio in panchina (a Landi succede Francesco Giorgini, "teorico" della zona), la formula si rivela ancora una volta vincente, tanto che la squadra sogna a lungo il primato prima di rallentare nella seconda parte di stagione e chiudere comunque al quarto posto.

Una formazione del Gubbio scesa in campo nel corso del campionato di Serie C2 1987-1988

Va addirittura meglio nella stagione 1989-1990, quando il Gubbio si laurea campione d'inverno chiudendo il girone d'andata in vetta; poi un'altra flessione costa cara agli eugubini che nel girone di ritorno perdono terreno, terminando il campionato al quinto posto. Ma a scuotere l'ambiente è piuttosto la scomparsa dello storico direttore sportivo Mario Mancini, deceduto il 6 luglio 1990 a seguito di un malore mentre tornava a casa da Milano, sede del mercato estivo.

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni novanta si aprono dunque nel segno del dolore. La stagione 1990-1991, la penultima con Francesco Giorgini in panchina, termina con un altro quinto posto in Serie C2, ma è il preludio ad una fase davvero buia. Nel 1991-1992 il giocattolo va in frantumi e la squadra retrocede mestamente nei dilettanti. Giorgini viene esonerato e poi richiamato in panchina, ma né Uliano Vettori, né Carlo Ripari nel finale di stagione riescono a raddrizzare la situazione.

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L'amichevole Gubbio-Brasile

Nell'estate del 1990 lo stadio Pietro Barbetti (allora chiamato "San Biagio") venne scelto dalla nazionale brasiliana, che si trovava in ritiro a Gubbio, per la propria preparazione in vista del prossimo campionato mondiale di calcio in Italia. Nell'occasione, il 24 maggio, venne quindi disputata una gara amichevole tra il Gubbio e il Brasile dei vari Taffarel, Dunga, Alemão, Careca e Romário.

In un impianto gremito la partita finì, come facilmente immaginabile, 14-1 per la Seleçao del commissario tecnico Sebastião Lazaroni. Mattatore della sfida fu Bebeto che mise a segno una quaterna, supportato da una tripletta di Romário e da una doppietta a testa per Careca e Müller; le reti di Branco, Alemão e Silas arrotondarono il punteggio. Il gol della bandiera per gli eugubini, allenati da Francesco Giorgini, venne siglato da Gori[6].

Il contraccolpo è forte, anche perché in Interregionale il Gubbio non riesce a rinverdire i fasti degli anni ottanta. Nel 1992-1993 arriva una salvezza stentata, mentre mel 1993-1994, anno che segna il ritorno in panchina di Massimo Roscini, con una squadra piena di giovani (tra cui Davide Baiocco, futuro protagonista di molti campionati in Serie A e B), il Gubbio si rende protagonista di un'annata decisamente positiva, imrpeziosita dalla vittoria per 1-0 sulla Fermana, e condizionata solo da un vistoso calo nel finale di stagione, che pure viene chiusa onorevolmente al quarto posto.

La caduta in Eccellenza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994-1995 la squadra attraversa un anno di transizione, ma il 1995-1996 si rivelerà l'anno più difficile e drammatico della storia del calcio eugubino: la squadra finisce ben presto a fondo classifica, dove resterà fino al termine della stagione dopo continui cambi di allenatori, giocatori e direttori sportivi. La società di fatto cessa di esistere, con l'imprenditore Drago che la porta sull'orlo della fallimento. Addirittura gli ultimi tifosi rimasti al "San Biagio" organizzano collette per pagare i giocatori, che sul campo onorano la stagione fino all'ultimo. La retrocessione nell'Eccellenza umbra è inevitabile, ma la crisi societaria lascia presupporre che dopo 86 anni di storia il calcio a Gubbio abbia fatto il suo tempo. E quando ormai tutto sembra compromesso, ecco che una cordata di imprenditori locali, guidata da Guerriero Tasso, grazie al supporto dei due gruppi industriali Colacem e Cementerie Barbetti si fa carico di risollevare le sorti della società e di inaugurare un nuovo corso destinato a riportare la Gubbio del calcio nel mondo professionistico.

La stagione 1996-1997 si dimostra subito vincente: i rossoblù, affidati a Mario Vivani, prendono subito la testa del campionato di Eccellenza umbra, festeggiando con tre giornate d'anticipo il ritorno in Interregionale. Cristiano Cau è il principale protagonista grazie alle 13 reti realizzate. La squadra fa strada anche in Coppa Italia, vincendo la fase regionale (in finale battuto il Cesi per 2-1) ma uscendo in semifinale contro l'Ivrea (vittoria per 2-1 al "San Biagio", sconfitta per 1-0 in Piemonte).

Il rientro tra i professionisti[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo, se possibile, il Gubbio fa ancora meglio: con Leonardo Acori in panchina, gli eugubini sbaragliano la concorrenza e stravincono il girone E di Interregionale, prima squadra italiana a festeggiare la promozione grazie al successo per 2-0 sulla Colligiana (doppietta di Pino Lorenzo) datato 22 marzo 1998. In due sole stagioni il Gubbio ritrova il calcio professionistico, potendo vantare anche elementi di grande talento quali Giovanni Vecchini, Alessandro Giacometti, Fausto Mattioli, Marco Bignone, Simone Martinetti, Fabrizio Caracciolo, Cristiano Cau, Matteo Galassi, Cristian Finauro, Pino Lorenzo e Felice Parisi, nuovo beniamino del popolo eugubino.

La stagione 1998-1999 accoglie di nuovo il Gubbio in Serie C2, con Acori confermato in panchina e l'ossatura della squadra rimasta simile all'annata precedente. I rossoblù partono bene e si inseriscono subito nella lotta per un posto play-off, che però mancano all'ultima giornata pareggiando per 2-2 in casa della Viterbese. A fine campionato Acori saluta e al suo posto viene chiamato Ettore Donati. La stagione 1999-2000 è però più povera di soddisfazioni rispetto alle precedenti: la squadra stenta a decollare, nonostante gli arrivi di elementi del calibro di Massimiliano Lazzoni, Massimo Epifani e Giovanni Cornacchini (arrivato per la verità a gennaio del 1999 in sostituzione di Lorenzo). A tre giornate dal termine la situazione di classifica è preoccupante, e il pari in casa con la Vis Pesaro induce la società ad esonerare Donati e chiamare al suo posto Paolo Dal Fiume.

La provvidenziale vittoria sulla Triestina alla penultima giornata (2-1 con reti di Gianluca Panisson e del giovane Moreno Zebi) sigilla una salvezza sofferta ma meritata. Più o meno un andazzo simile è quello che la storia riserva per la stagione 2000-2001, con la squadra affidata ancora a Dal Fiume, ma incapace di inserirsi nel discorso per il vertice. Il pass per la salvezza viene ottenuto ancora una volta con una giornata d'anticipo, ma il campionato si chiude senza squilli e a fine stagione dopo 5 anni lasciano siano il presidente Guerriero Tasso, sia il direttore sportivo Domenico Sfrappa. Inevitabile anche l'addio di Paolo Dal Fiume.

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Così nell'estate del 2001 si apre una nuova era: alla presidenza ecco Massimo Lupini, sulla poltrona di diesse siede Claudio Crespini e in panchina arriva Marco Alessandrini. Cambia radicalmente volto anche la squadra, che annovera sotto la voce arrivi tra gli altri Claudio Clementi, Giovanni Cipolla, Antonio Rizzo, Maurizio De Pascale e Salvatore Papa. L'avvio di stagione è entusiasmante ed il Gubbio, inserito in un girone dal tasso tecnico elevatissimo (con Teramo, Brescello, Mantova, Rimini e Sambenedettese), s'inserisce nel discorso promozione. A metà stagione è in piena zona play-off e vi rimane fino a marzo, quando inevitabilmente paga dazio agli infortuni e ad una panchina non propriamente lunga dilapidando il consistente bottino di punti raccolti nei primi due terzi di stagione. Alla fine chiuderà settimo con 53 punti.

La bontà del lavoro svolto, però, verrà certificata dai risultati ottenuti nella stagione 2002-2003. Lo staff tecnico resta immutato, mentre la rosa viene ampliata con gli innesti di Fabio Fabbri, Alessandro Sandreani, Andrea Orocini e Mathieu Bochu, francese che a gennaio finirà alla Florentia Viola. Alla presidenza, invece, sale Giovanni Urbani. Il Gubbio parte in sordina ma ben presto si attesta nelle prime cinque posizioni, restando incollate prime in classifica, tra cui vi è la Florentia Viola, ovvero la società dalla quale riemerge la defunta Fiorentina. Il campionato alla lunga prende inevitabilmente la via di Firenze, anche se nella gara di ritorno disputata a Gubbio il 16 marzo solo la traversa impedisce a Cipolla di firmare uno storico successo (rigore fallito al 90'), con la gara che si chiude sullo 0-0. I rossoblù comunque nel finale di stagione tengono botta e difendono il terzo posto, prendendo parte per la prima volta nella loro storia ai play-off. In semifinale contro il Castelnuovo la paura dura lo spazio di una mezzora, poiché dopo essere andato sotto di due reti nel finale il Gubbio trova il 2-2 grazie a Rizzo e Panisson, mentre nella gara di ritorno non c'è storia a la gara termina 3-0 (reti di Sandreani, Rizzo e Bartolini). In finale, contro il Rimini, al "San Biagio" un discusso rigore concesso per fallo ai danni di Ricchiuti, e trasformato da Bordacconi, spiana la strada al successo riminese. L'1-0 dell'andata è sufficiente alla compagine guidata dall'ex Acori per conquistare la promozione, in virtù anche dello 0-0 della gara di ritorno in Romagna.

Ma la grande stagione del calcio eugubino di inizio millennio non è ancora esaurita: nel campionato 2003-2004 cambia l'allenatore, con Ruggero Cannito che sostituisce Marco Alessandrini, e cambiano pure molte facce nello spogliatoio (se ne vanno Clementi, Rizzo e Mattioli), ma la miscela sembra funzionare a dovere, seppur nel girone d'andata la squadra fatichi a trovare il passo giusto, incappando in quale pari di troppo. La situazione migliora nel girone di ritorno, ma il 22 marzo 2004, dopo il pari interno con il Montevarchi, la società dà in benservito a Cannito e chiama Giuseppe Galderisi, con l'intento di riconquistare la zona play-off. L'avvento del nuovo tecnico ha l'effetto di una scossa refrigerante per la squadra che offre un calcio bellissimo e spettacolare, ottenendo in sole 6 giornate l'accesso matematico ai play-off (memorabile il successo per 3-1 a Gualdo Tadino). Contro la Sangiovannese di Francesco Baiano, però, la maledizione si ripete: il Gubbio vince in casa per 2-1 (reti di Ferrari e Turchetta), ma al ritorno cede di misura per 1-0 ed esce in virtù del peggior piazzamento durante la stagione regolare. Si chiude un ciclo di grandi soddisfazioni, con Urbani, Crespini e Galderisi che passano la mano.

Da Bedini all'era Fioriti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004-2005 si assiste a numerosi cambiamenti: alla presidenza sale Umberto Bedini, in panchina arriva Ezio Castellucci, voluto dal nuovo direttore sportivo Antonio Frasca. Anche la rosa è soggetta a numerose novità, con gli innesti di Federico Tafani, Daniel Alberto Chafer ed Emanuele Tresoldi. La stagione comincia malissimo e solo alla settima giornata arriva la prima vittoria (2-1 a Roma con la Lodigiani). Una lenta ma convincente risalita porta la squadra a ridosso della zona play-off, e nuova linfa arriva grazie all'innesto a gennaio di Gianluca De Angelis, che in 19 gare firmerà 10 reti. Per molti sembra di rivivere il film visto nella precedente stagione, ma stavolta l'epilogo è beffardo perché all'ultima di campionato, con il 2-2 subito in rimonta a Castel San Pietro, il Gubbio cede il quinto posto al Forlì e saluta i play-off.

La stagione successiva, però, la fiducia è d'obbligo e resa ancor più forte dagli arrivi del bomber Riccardo Belluomini (che si infortunerà presto e di fatto non scenderà quasi mai in campo) e del fantasista Massimo Campo. Ma il campionato racconterà tutta un'altra storia, con i rossoblù che chiudono il girone d'andata a 18 punti ed assistono all'inconsueta decisione della dirigenza di esonerare Castellucci alla vigilia di Natale, con Agatino Cuttone chiamato al suo posto. La mossa, almeno sul campo, sortisce l'effetto sperato e non a caso nel girone di ritorno la squadra raccoglie 25 punti, ottenendo la salvezza sul filo di lana ma chiudendo a soli 5 punti dai play-off.

In estate, però, si assiste ad un piccolo ribaltone: Marco Fioriti diventa presidente, mentre Frasca passa la mano a Nario Cardini, ex DS della Sansovino, protagonista poche settimane prima di un vivace battibecco al termine di una gara con Agatino Cuttone. E non a caso il feeling tra i due non sboccia, nemmeno dopo il fulminante avvio di campionato che spedisce il Gubbio in vetta dopo 8 giornate con 14 punti, grazie anche a 4 successi casalinghi. Ma il pessimo ruolino in trasferta alla lunga condiziona gli eugubini, e la caduta interna di dicembre con il Boca San Lazzaro costa la panchina a Cuttone. Al suo posto arriva Alessio De Petrillo che vince all'esordio a Bellaria ma non riesce ad ottenere un effetto di lunga durata, tanto che la salvezza giunge ad appena 90' dal termine del campionato.

Così in estate, inevitabilmente, è tempo di cambiare di nuovo progetto. E l'uomo chiamato a risollevare le sorti del Gubbio è nientemeno che Alvaro Arcipreti, stimato direttore sportivo umbro, che per prima cosa rivoluzione la rosa cedendo 17 giocatori (tra cui le bandiere Giacometti e Lazzoni) ed acquistandone 15 (i più importanti sono Sandro Tatomir, Rocco Placentino, Simone Farina ed Alessandro Corallo). In panchina arriva a sorpresa Raimondo Marino, ma a sorprendere negativamente è il disastroso avvio di stagione: il Gubbio perde le prime tre gare di campionato senza riuscire nemmeno a segnare un gol, e a metà settembre già tutto lo staff tecnico (compreso Arcipreti) rassegna le dimissioni. La società, in evidente difficoltà, richiama in panchina Alessandrini e a novembre affida la poltrona di diesse all'ex difensore Marco Bignone. In campionato, dopo essersi ritrovata con due soli punti dopo 6 gare, la squadra lentamente riacquista fiducia, anche grazie a qualche volto nuovo (tra gli altri Matteo Anania) che contribuisce alla risalita. Nel girone di ritorno il trend migliora a vista d'occhio e con tre successi nelle ultime tre giornate (contro Castelnuovo, Bassano e Viterbese) i rossoblù strappano il pass per la salvezza diretta, con Corallo capocannoniere con 15 reti.

Il portiere Eugenio Lamanna, protagonista nel biennio 2009/2011 segnato dalla doppia promozione.

Bignone in estate prova a dare un volto nuovo alla squadra, chiamando in panchina Loris Beoni e dando il la ad un nuovo rimpasto di giocatori (arrivano tra gli altri Cristiano Caleri, Daniele Bazzoffia, Omar Martinetti, Filippo Borgogni e Marco Briganti). In campionato però la squadra dimostra di essere inarrestabile in casa ma fragilissima ed incapace di vincere in trasferta, e questa discontinuità alla lunga viene pagata a caro prezzo. A dicembre, tra l'altro, Bignone viene contattato dal Perugia e la dirigenza, un po' a sorpresa, lo lascia andare. A gennaio viene promosso dal settore giovanile Stefano Giammarioli nel ruolo di direttore sportivo, e nel mercato invernale a Gubbio arriva Marco Agostinelli, bomber che lascia subito il segno. Ma la squadra non decolla e il 24 febbraio Beoni viene esonerato dopo il pari con il fanalino di coda Rovigo. Al suo posto arriva nientemeno che Gigi Simoni nel ruolo di direttore tecnico, affiancato sul campo dal tecnico della Berretti Riccardo Tumiatti. L'esordio della nuova coppia è vincente (3-2 in rimonta a San Marino), ma col tempo il gruppo perde smalto e saluta anche i play-off, chiudendo mestamente all'ottavo posto. Simoni medita l'addio, anche a causa di qualche frizione con l'ambiente, ma poi ci ripensa e resta in carica.

L'approdo in Prima Divisione[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2009, Luigi Simoni per la panchina sceglie un uomo fidato e chiama a sé Vincenzo Torrente, ormai voglioso di confrontarsi nel calcio professionistico dopo una lunga trafila come allenatore nelle giovanili del Genoa. Anche la squadra presenta molte novità: arrivano tra gli altri Alessandro Marotta, Giacomo Casoli, Eugenio Lamanna, Rodrigue Boisfer, Gonzales Kiese Rivaldo e Max Taddei, a fronte di numerose partenze. Sin dalle prime gare del pre-campionato si capisce che la musica rispetto al passato è differente, e non a caso la squadra si qualifica agevolmente per la fase ad eliminazione diretta della Coppa Italia di Lega Pro. In campionato, invece, la macchina s'inceppa e nelle prime 4 gare casalinghe arriva la miseria di un punto. Al bel gioco non corrispondono i risultati, ma col passare delle domeniche il Gubbio prende coscienza dei propri mezzi e trova il modo di risalire posizioni, anche se in cima la capolista Lucchese ha già preso il largo. Trascinata dai gol di Marotta, la squadra a novembre aggancia il treno play-off, pur dovendo fare a meno di Corallo che chiude la sua stagione anzitempo per via di un cavernoma.

Anche in Coppa l'avventura prosegue, con la conquista della semifinale contro il Cosenza. A gennaio Giammarioli mette a segno un altro colpo importante, prelevando Juan Ignacio Gomez Taleb dal Verona, e non a caso la squadra dopo la sosta natalizia mostra il miglior lato di sé, conquistando punti pesantissimi. Il giocattolo però s'inceppa tra febbraio e marzo, quando il Gubbio esce dalla Coppa e perde terreno in campionato, uscendo dalla zona play-off. L'effetto della crisi sembra attanagliare irrimediabilmente gli eugubini, ma da aprile la musica cambia di nuovo grazie ad un finale di stagione a rotta di collo, con tre vittorie contro Giacomense, Prato e Poggibonsi, il pass per gli spareggi promozione è realtà, con la squadra che chiude la stagione regolare al terzo posto. Nei play-off il primo ostacolo si chiama Fano, ma il 2-1 esterno della gara d'andata (autorete di Cacioli e gol di Casoli) vale già come un'ipoteca sulla conquista della finale, certificata da un altro 2-1 nella gara di ritorno (reti di Casoli e Gomez).

Contro il San Marino il Gubbio deve vincere almeno una delle due sfide, e la strada viene subito spianata dal 2-0 con il quale Rivaldo e Gomez firmano un importantissimo successo nella gara d'andata, con Lamanna che a 2' dalla fine respinge un rigore di Grassi. Al ritorno all'Olimpico di Serravalle, davanti a quasi 3.000 eugubini, un rigore di Marotta e l'ennesimo acuto di Casoli valgono il 2-0 che spedisce il Gubbio per la prima volta nella sua storia in Prima Divisione.

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

La Serie B dopo 63 anni[modifica | modifica sorgente]

AS Gubbio 1910 logo.png
La rosa del ritorno in Serie B

A.S. Gubbio 1910 2010-2011[7]



Nell'estate del 2010 la squadra si prepara ad affrontare il suo primo campionato in Prima Divisione. Tra i nuovi arrivi ecco i volti di Emanuele Testardi, Cristian Galano, Alfredo Donnarumma, Martino Borghese, Giovanni Bartolucci, Gaetano Capogrosso e i ritorni di Silvano Raggio Garibaldi e Daniele Bazzoffia. La squadra, sempre affidata a Torrente, è stata inserita nel girone A assieme alle squadre del Nord, con l'unica eccezione di Salernitana, Sorrento e Paganese.

Dopo una partenza negativa (sconfitta 5-1 a Cremona), la squadra inizia a crescere, anche se deve affrontare momenti molto delicati sia in campo che fuori, vedi l'aggressione subita dal portiere Eugenio Lamanna dopo la gara di Alessandria del 26 settembre (resterà fuori per 5 giornate). Nonostante ciò il Gubbio dimostra di prendere ben presto confidenza con la nuova categoria tanto da conquistare la vetta nel recupero della 15ª giornata, battendo in casa per 1-0 l'ex capolista Sorrento con un rigore di Juanito Gomez. Da quel momento in poi i rossoblù non abbandonano più la vetta, conquistando il titolo di campioni d'inverno ed ottenendo 8 vittorie consecutive. A gennaio la società viene penalizzata di un punto per un'irregolarità riguardo alla posizione del delegato e del vice-delegato alla sicurezza, ma nonostante ciò il vantaggio sul Sorrento aumenta progressivamente ed arriva a toccare quota 10 punti, riducendosi poi ad 8 lunghezze alla vigilia della seconda sosta imposta dal calendario. Il 12 aprile 2011 il Gubbio possiede un margine rassicurante (9 punti complessivi) di vantaggio sulla seconda in classifica, rimasta il Sorrento. Dopo questo risultato, il Gubbio pareggia in trasferta in rimonta ed in inferiorità numerica a Pavia e il sabato successivo, nel turno pasquale, vince in casa contro il Lumezzane, con una rete al 76' minuto di Ayub Daud.

AS Gubbio 1910 logo.png
La partita della promozione

Prima Divisione 2010-2011


Gubbio, 8 maggio 2011, Stadio Pietro Barbetti
Girone A – 33ª giornata[5]


600px Rosso e Blu2.png Gubbio - Paganese 600px Azzurro con stella Bianca.png
3 – 1



  • Paganese: Ginestra, Imparato, Radi, Casisa, Fusco, Urbano (46' Ingrosso), Di Pasquale (46' Macrì), Liccardo, Ferraro, Lepore (46' Cortese), Tortori.
  • Allenatore: Ezio Capuano.

Nel turno successivo arriva la sconfitta per 2-1 nello scontro diretto con il Sorrento, al termine di una partita molto combattuta ed equilibrata. Tuttavia la festa promozione è rimandata appena di una settimana: l'8 maggio 2011 il Gubbio, grazie alla netta affermazione sulla Paganese davanti ad oltre cinquemila tifosi entusiasti, raggiunge lo storico traguardo del ritorno in Serie B. Ininfluente si rivela la sconfitta del Sorrento a La Spezia per 2-1. Il 3-1 finale (rete di Boisfer e doppietta di Gomez) consente al club umbro di riportare l'Umbria nel campionato cadetto, dal quale mancava da 5 stagioni (l'ultima fu la Ternana nel campionato 2005-06) e di ritrovare la B dopo l'unica parentesi datata 1947-48, quando ancora il torneo era diviso in tre raggruppamenti.

L'effimera stagione in cadetteria[modifica | modifica sorgente]

Il 15 giugno 2011 l'artefice della rinascita del Gubbio Vincenzo Torrente lascia la squadra e si accasa al Bari appena retrocesso in Serie B. Alla guida della squadra, dopo una lunga e infruttuosa trattativa con Rolando Maran, viene nominato Fabio Pecchia alla prima vera esperienza in panchina, avendo ricoperto precedentemente solo il ruolo di vice nel Foggia.

La stagione in Serie B non inizia nei migliori modi, quattro sconfitte nelle prime quattro partite, e la prima vittoria arriva contro la Nocerina il 9 ottobre. Invece in Coppa Italia il Gubbio arriva ai sedicesimi di finale dopo aver battuto il Benevento e l'Atalanta. Il 16 ottobre, dopo la sconfitta con il Crotone, Fabio Pecchia viene esonerato, dopo aver raccolto solo 7 punti in dieci partite. Il 18 ottobre la dirigenza umbra affida la panchina proprio a Simoni (in un primo tempo restio) per il posticipo interno del 24 ottobre contro il Torino, che viene sconfitto per 1-0. Simoni viene poi confermato per tutta la stagione. Il 10 marzo 2012 a seguito della sconfitta esterna per 2-1 contro la Nocerina ultima in classifica, viene esonerato Carlo Tebi dall'incarico di vice allenatore, il giorno seguente viene chiamato a ricoprire tale carica Marco Alessandrini. Il 20 marzo 2012 precisamente dopo la 31ª giornata Simoni ritorna ad essere direttore tecnico lasciando l'incarico di allenatore proprio ad Alessandrini. Dopo sole due giornate di campionato, domenica 1º aprile 2012 Alessandrini viene esonerato e per ricoprire il ruolo di allenatore viene chiamato Luigi Apolloni. Il 20 aprile del 2012 nella 36ª giornata arriva la prima vittoria esterna contro il Sassuolo per 2 a 0 con gol di Mattia Graffiedi e Tomas Guzman. Il 12 maggio 2012 il Gubbio dopo la sconfitta col Padova per 3-0 retrocede in Prima Divisione.

Attualità[modifica | modifica sorgente]

Il 26 maggio 2012 la società comunica di aver concluso in comune accordo il rapporto professionale con il direttore tecnico Luigi Simoni dopo più di tre anni. La stagione 2012-13 comincia con gli arrivi di molti giovani (cosa che da anni caratterizza la squadra), che affiancheranno alcune nuove scommesse come Radi, Palermo, Galabinov, Caccavallo. Il campionato comincia in modo inaspettato con il Gubbio che dopo le prime dieci giornate si trova sorprendentemente nelle zone di alta classifica. Questa stagione vede i tifosi rossoblù ritrovare il derby con il Perugia, che mancava in campionato dal 1988, che però vedrà i biancorossi trionfare sia all'andata (2-0) che al ritorno (2-3). Il Gubbio trova un momento di crisi nel periodo di dicembre-gennaio dove colleziona appena un punto in sette partite, cosa che lo porterà inevitabilmente a lottare per non retrocedere nella parte medio-bassa della classifica. La salvezza viene ottenuta il 5 maggio con una partita di anticipo rispetto alla fine del campionato, cogliendo la vittoria in trasferta contro l'Andria per 1-2 con i gol di Malaccari e Bazzoffia. Con la squadra già salva, nell'ultima partita di campionato contro il Catanzaro il capitano Alessandro Sandreani ha fatto la sua ultima presenza, dato l'annunciato ritiro dal mondo del calcio dopo 11 anni passati nelle file della squadra eugubina, con 367 presenze di cui 336 in campionato; in estate all'ex giocatore viene assegnato l'incarico di coordinatore tecnico, entrando quindi a far parte della dirigenza rossoblù.

Il 30 maggio 2013 viene stipulato un accordo biennale di affiliazione tra le società del Gubbio e del Parma, che prevede il prestito di giovani giocatori emiliani in umbria, ed il contemporaneo utilizzo del vivaio eugubino come secondo vivaio della società parmigiana; questo progetto è il primo ad essere stipulato in Italia, e prevede così che il Gubbio diventi la squadra satellite del Parma, con benefici per entrambe le squadre[2]. L'accordo col Parma prevede anche la scelta comune dello staff tecnico, ed infatti il 12 luglio 2013 subentra il tecnico Cristian Bucchi al posto dell'esonerato Andrea Sottil. Quasi tutto il mercato rossoblù estivo è legato alla società emiliana, dalla quale arrivano molti giocatori in prestito tra i quali Pisseri, Ferrari, Giallombardo, Baccolo, Di Francesco, Moroni, Sandomenico, Russo, Caccavallo, Cocuzza e Falconieri. A causa del turno di riposo effettuato nella prima giornata, necessario dato il numero dispari delle squadre nel girone B della Lega Pro Prima Divisione 2013-2014, il campionato del Gubbio comincia dalla seconda giornata, rinnovando subito il derby umbro al Curi con il Perugia nel quale gli eugubini perdono però per 1-2 (continuando la serie negativa con i biancorossi dopo la doppia sconfitta dell'anno passato). Il campionato, a differenza del precedente, inizia a ritmo molto lento per i rossoblù, che trovano la prima vittoria solo alla nona giornata, con l'1-0 casalingo al Pisa grazie al gol di Giuseppe Caccavallo: il nuovo torneo di Prima Divisione, per via d'una riforma dei campionati, in quest'annata non prevede retrocessioni e anzi estende l'ampiezza della zona play-off; ciò nonostante il Gubbio non riesce mai a raggiungerla per tutto il girone d'andata, viaggiando fin dai primi turni nella seconda parte della classifica. Lo 0-5 subito nel derby di ritorno coi perugini è fatale al tecnico Bucchi, che il 15 gennaio 2014 viene sollevato dall'incarico[9] e sostituito con Giorgio Roselli.[10]

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Associazione Sportiva Gubbio 1910
  • 1913 - Il 25 marzo viene fondato il settore football della Società per Esercizi Sportivi di Gubbio (SPES Gubbio).

  • 1910-1921 - Attività a carattere locale.
  • 1921 - Cambia denominazione in Vis Gubbio.
  • 1921-1928 - Attività a carattere locale.
  • 1928-1929 - Partecipa al Campionato Giovanile Umbro ULIC superando la prima fase[11].
  • 1929 - Cambia denominazione in Società Sportiva Gubbio.
  • 1929-1930 - 6° nella Terza Divisione Umbria.

Partecipa alla Coppa dell'Italia Centrale[11].
  • 1938-1939 - 13° nel girone F della Serie C. Retrocesso e successivamente ripescato.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Qualificazioni di Coppa Italia.

Qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1941-1945 - Attività calcistica sospesa per cause belliche. Vengono disputati campionati non ufficiali di carattere regionale. Cambia denominazione in Unione Sportiva Gubbio.
  • 1945-1946 - 14º nel girone B della Lega Centro-Sud di Serie C. Retrocesso e successivamente ripescato.
  • 1946-1947 - 1º nel girone B della Lega Centro di Serie C dopo aver vinto lo spareggio con il Baracca Lugo, 1° nelle finali promozione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1947-1948 - 17º nel girone C della Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1948-1949 - 21º nel girone C della Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso e finanziariamente fallito .
  • 1949 - In seguito al dissesto finanziario non potendosi iscrivere alla Lega Centro per disputare il campionato interregionale di Promozione 1949-50, la società si iscrive alla Lega Umbra e riparte dal massimo campionato regionale di Prima Divisione, perdendo quindi due categorie in un anno. Cambia denominazione in Associazione Sportiva Gubbio 1910.
  • 1949-1950 - 7º nella Prima Divisione Umbria.

Sedicesimi di finale della Fase finale interregionale.
  • 1958-1959 - 11º nel girone F del Campionato Interregionale.
  • 1959-1960 - 14º nel girone E di Serie D.

  • 1960-1961 - 16º nel girone D di Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria dopo aver perso lo spareggio con il Città di Castello.
  • 1961-1962 - 3º nella Prima Categoria Umbria.
  • 1962-1963 - 3º nella Prima Categoria Umbria.
  • 1963-1964 - 3º nella Prima Categoria Umbria.
  • 1964-1965 - 1º nella Prima Categoria Umbria. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 1965-1966 - 18º nel girone C della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria.
  • 1966-1967 - 2º nella Prima Categoria Umbria dopo aver perso lo spareggio con l'Orvietana.
  • 1967-1968 - 2º nella Prima Categoria Umbria. Inizialmente promosso dopo aver vinto lo spareggio con l'Angelana, successivamente annullato[12].
  • 1968-1969 - 1º nella Prima Categoria Umbria. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
  • 1969-1970 - 5º nel girone E della Serie D.

  • 1970-1971 - 11º nel girone E della Serie D.
  • 1971-1972 - 11º nel girone D della Serie D.
  • 1972-1973 - 10º nel girone D della Serie D.
  • 1973-1974 - 11º nel girone E della Serie D.
  • 1974-1975 - 17º nel girone D della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1975-1976 - 11º nella Prima Categoria Umbria.
  • 1976-1977 - 5º nella Promozione Umbria.
  • 1977-1978 - 1º nella Promozione Umbria. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
Semifinale di Coppa Italia Dilettanti.
  • 1978-1979 - 16º nel girone C della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1979-1980 - 4º nella Promozione Umbria.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia di Serie C.
Girone M di Coppa Italia di Serie C.
Partecipa alla Coppa Italia di Serie C.

Girone H di Coppa Italia di Serie C.
  • 1991-1992 - 20º nel girone B della Serie C2. Red Arrow Down.svg Retrocesso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
Girone I di Coppa Italia di Serie C.
  • 1992-1993 - 11º nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1993-1994 - 5º nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.
Semifinale di Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.)[13].
  • 1994-1995 - 11º nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1995-1996 - 18º nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Eccellenza.
  • 1996-1997 - 1º nell'Eccellenza Umbria. Green Arrow Up.svg Promosso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
Vince la Coppa Umbria Eccellenza (1º titolo).
Semifinale di Coppa Italia Dilettanti (Fase Ecc.).
Primo turno della Poule scudetto.
Girone I di Coppa Italia di Serie C.
Girone L di Coppa Italia di Serie C.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia di Serie C.
Girone I di Coppa Italia di Serie C.
Girone L di Coppa Italia di Serie C.
Girone L di Coppa Italia di Serie C.
Girone L di Coppa Italia di Serie C.
Girone E di Coppa Italia di Serie C.
Girone G di Coppa Italia di Serie C.
Girone M di Coppa Italia di Serie C.
Primo turno di Coppa Italia di Lega Pro.
Semifinale di Coppa Italia di Lega Pro.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Finalista di Supercoppa di Lega di Prima Divisione.
Quarto turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia di Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia di Lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

I colori della divisa da gioco ufficiale dell'A.S. Gubbio 1910[14] sono da sempre il rosso e il blu, mentre per le seconde divise ufficiali vengono tradizionalmente utilizzati il colore bianco o il giallo. Lo storico completino per le partite casalinghe è costituito da magliette divise (rispetto a chi le indossa) di colore rosso a destra e blu a sinistra, con maniche di colore invertito, calzoncini blu e calzettoni blu.

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

L'attuale logo è uno scudo rossoblù con la raffigurazione gialla dei cinque colli eugubini, che sono anche il simbolo della città, ed in sovrimpressione un pallone da calcio giallo. C'è infine ritratta la Stella d'argento al merito sportivo conferita alla società.

Un altro simbolo che tradizionalmente viene associato all'A.S. Gubbio 1910 è il Lupo, animale storicamente legato alla città per la famosa storia[15] dell'incontro tra San Francesco d'Assisi e il lupo che avvenne proprio a Gubbio.

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'inno ufficiale della squadra è "Forza lupi"[16].

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Pietro Barbetti.
Il Barbetti, ex San Biagio

La squadra dalla fondazione nel 1913 al 1921 ha disputato le gare casalinghe al "Campo Boario"[3], mentre dal 1921-22 al 1976-77 allo stadio "San Benedetto", ribattezzato dai tifosi come "Fossa dei Leoni", e che resterà per quasi 50 anni la casa del calcio eugubino[17]. Da ricordare però che agli inizi degli anni '70 alcune partite forono giocate al "Beniamino Ubaldi"[3].

Dall'anno 1977-78 venne infine inaugurato l'attuale stadio di Gubbio, inizialmente chiamato "San Biagio", e dal 6 maggio 2006 denominato "Pietro Barbetti" in onore dello storico presidente[18][19].

Società[modifica | modifica sorgente]

La società del Gubbio è affiliata dal 30 maggio 2013 a quella del Parma, in cui gioca il ruolo di società satellite[2].

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società[20]

AS Gubbio 1910 logo.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Marco Fioriti - Presidente
  • Italia Giuseppe Pannacci - Direttore generale
  • Italia Stefano Giammarioli - Direttore sportivo

[modifica | modifica sorgente]

Il primo sponsor che è comparso sulle maglie da gioco del Gubbio (stagione 1981-82) è stato Cementerie Colacem, presente anche negli anni della scalata al calcio professionistico (stagione 1986-87) e ben visibile nelle foto della gara amichevole del 24 maggio 1990 contro la nazionale brasiliana, in ritiro a Gubbio in vista del campionato mondiale di calcio[6]. Nell'estate del 1992, dopo la retrocessione dalla C2 all'Interregionale, Colacem ha lasciato il posto a Nova Soft, mentre nella stagione 1993-94 sulle maglie è comparso il logo Caffè River. La stagione successiva (1994-95) è ricomparso Nova Soft, quindi nel 1995-96 la squadra è partita senza sponsor, salvo poi stringere un accordo nel finale di stagione con Donati Gas. Dall'estate 1996, dopo la retrocessione in Eccellenza, la nuova società ha stretto accordi con i due maggiori gruppi industriali del luogo (Cementerie Barbetti e Cementerie Colacem) che ogni anno versano un contributo di sponsorizzazione, alternandosi nel comparire sulla maglia da gara (negli anni dispari Barbetti, contraddistinti da una seconda divisa da gara di colore giallo, negli anni pari Colacem, contraddistinti da una seconda divisa bianca, entrambi con bordature rossoblù). Il binomio prosegue anche nella stagione 2013-14, dove sulla maglia rossoblù campeggia il logo Cementerie Colacem[21].

AS Gubbio 1910 logo.png
Cronologia degli sponsor tecnici
AS Gubbio 1910 logo.png
Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

Le giovanili del Gubbio attualmente comprendono tre squadre[22]: Berretti, Allievi nazionali e Giovanissimi nazionali.

Il Gubbio nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010, in occasione del centenario della società, venne pubblicato dal Corriere dell'Umbria il libro 100 anni Gubbio che ripercorre un lungo viaggio nella storia del club rossoblù, con l'ausilio di centinaia di foto e numerose interviste ai protagonisti: dalla storica Serie B della stagione 1947-48 al trionfo di San Marino che ha portato la squadra in Prima Divisione, passando per la formazione imbattibile del campionato 1964-65 e lo spareggio di Perugia contro il Poggibonsi davanti a 20mila spettatori che riportò il Gubbio in Serie C dopo 30 anni[23].

Nel dicembre del 2011 il Gubbio, che si trovava in Serie B, balzò alle cronache nazionali perché il tesserato Simone Farina denunciò il tentativo di truccare la partita di Coppa Italia Cesena-Gubbio. Grazie a questo gesto poté partire la seconda tranche dell'inchiesta sullo Scandalo italiano del calcioscommesse[24].

Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.S. Gubbio 1910.

L'allenatore/portiere della stagione trionfale nel campionato di Serie C 1946-1947, che portò alla prima promozione in Serie B, fu Guido Masetti[25], mentre l'allenatore/giocatore della storica Serie B 1947-1948 fu Giovanni Battistoni. Il tecnico del doppio salto consecutivo dalla Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010 alla seconda promozione in Serie B fu invece Vincenzo Torrente[5].

Il primo presidente della storia del club nel 1913 è Igino Turchetti (SPES Gubbio), con Domenico Nicchi delegato alla sezione calcistica[1]. Il presidente più duraturo alla guida del Gubbio ad oggi è Giuseppe Vispi, a capo della società per ben 16 anni; il secondo è Pietro Barbetti, numero uno per 9 anni, al quale è intitolato l'attuale stadio. Il terzo posto è per l'attuale Marco Fioriti, che detiene invece il record di aver mantenuto la presidenza per più anni consecutivi, in carica ininterrottamente da 8 stagioni fin dal 2006[26].

AS Gubbio 1910 logo.png
Allenatori
AS Gubbio 1910 logo.png
Presidenti
  • 1913-19?? Italia Igino Turchetti con Italia Domenico Nicchi delegato alla sezione calcistica[1]
  • 19??-1941 ...
  • 1941-1945 attività calcistica sospesa
  • 1945-1946 Italia Raul Farneti
  • 1946-1947 Italia Virgilio Cocchi
  • 1947-1948 Italia Attilio Fagioli
  • 1948-1950 Italia Italo Vittori
  • 1950-1951 attività calcistica sospesa
  • 1951-1952 Italia Enzo Della Porta
  • 1952-1956 Italia Mario Baldelli
  • 1956-1958 Italia Pietro Barbetti
  • 1958-1961 Italia Alfredo Meletti
  • 1961-1962 Italia Ubaldo Balducci
  • 1962-1963 Italia Odoardo Bellucci
  • 1963-1970 Italia Pietro Barbetti
  • 1970-1977 Italia Giuseppe Vispi
  • 1977-1978 Italia Fernando Barbetti
  • 1978-1979 Italia Fernando Barbetti (comitato gestione)
  • 1979-1980 Italia comitato gestione
  • 1980-1981 Italia Giovanni Ceccarelli
  • 1981-1984 Italia Giovanni Ceccarelli, Giuseppe Vispi
  • 1984-1987 Italia Giuseppe Vispi, Rodolfo Mencarelli
  • 1987-1990 Italia Giuseppe Vispi
  • 1990-1994 Italia Leonello Mosca
  • 1994-1995 Italia Lucio Argentina
  • 1995-1996 Italia Angelo Drago
  • 1996-2001 Italia Guerriero Tasso
  • 2001-2002 Italia Massimo Lupini
  • 2002-2004 Italia Giovanni Urbani
  • 2004-2006 Italia Umberto Bedini
  • 2006-oggi Italia Marco Fioriti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.S. Gubbio 1910.

Il Gubbio e le Nazionali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Secondo posto: 2009-10 (girone B)
Terzo posto: 2002-03 (girone B)
Secondo posto: 1985-86 (girone F)
Terzo posto: 1984-85 (girone G)
Secondo posto: 1937-38, 1955-56, 1966-67, 1967-68
Terzo posto: 1931-32, 1952-53, 1956-57, 1961-62, 1962-63, 1963-64, 1980-81
Secondo posto: 1930-31 (girone A)
Semifinale: 2009-2010
Secondo posto: 2011
Semifinale: 1977-1978
Semifinale: 1996-1997

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche e record dell'Associazione Sportiva Gubbio 1910.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 2 1947-1948 2011-2012 2
Serie C 6 1938-1939 1948-1949 10
Lega Pro Prima Divisione 3 2010-2011 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
Campionato Interregionale 1 1958-1959 27
Serie D 9 1959-1960 1974-1975
Serie C2 15 1987-1988 2007-2008
Lega Pro Seconda Divisione 2 2008-2009 2009-2010
Serie D 1 1978-1979 12
Campionato Interregionale 6 1981-1982 1986-1987
Campionato Nazionale Dilettanti 5 1992-1993 1997-1998

Il Gubbio ha disputato per 51 volte campionati nazionali, di cui: una sola volta nazionale (unico girone) nel 2011-12 e 50 interregionali (diviso in gironi), 29 volte campionati professionistici e 22 dilettantistici.

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate all'8 gennaio 2014

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 19 maggio 2013

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Record di presenze
AS Gubbio 1910 logo.png
Record di reti
  • 65 Italia Marcello Cagnazzo (1963-1965)[3]
  • 58 Italia Toni Ferrari (1967-1974)[3]
  •  ?
  • 45 Italia Francesco Luciani (1979, 1981-1984)[3]
  • 43 Italia Roberto Camborata (1984-1986)[3]


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La tifoseria del Gubbio è apolitica, ed è costituita dai seguenti gruppi ultras e club: Gubbio Supporters (fondati nel 2004), San Martino Rossoblù, Blocco S. Lucia e M.D.P. Gubbio 1910, che si posizionano in curva; La Gradinata, Gubbio Club Carbonesca e Quelli del Bar Clementi, che stazionano invece in gradinata.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Umbria.

La tifoseria eugubina[36] è gemellata in modo particolarmente saldo con la tifoseria di Forlì dal 4 maggio 2003, e con le sarde di Torres e Tempio dal 20 settembre 1998. Con la Torres il legame era nato inizialmente con il gruppo "I.T.1982", e in seguito al suo scioglimento con gli "U.T.S.1998". Anche le due tifoserie sarde sono gemellate tra loro, creando una sentita alleanza a tre[37].

Un altro gemellaggio, durato però meno di 7 mesi, fu intrattenuto con la tifoseria del Perugia[38] dal 17 maggio 1987 all'incontro di Coppa Italia di Serie C del 6 gennaio 1988 a Perugia. L'amicizia nacque in occasione dello spareggio Gubbio-Poggibonsi disputato a Perugia quando molti perugini scelsero di sostenere i rossoblù, e si consolidò in gemellaggio l'11 ottobre 1987 nella partita di andata a Gubbio del campionato di serie C2. Nel frattempo alcuni esponenti biancorossi vennero anche invitati nella curva eugubina in occasione della partita di campionato Gubbio-Ternana del 29 novembre 1987. Durante la partita di ritorno in Coppa a Perugia del 6 gennaio 1988 però, quando il Gubbio si trovava in vantaggio per 0-1 (partita che poi venne sospesa a causa dell'infortunio dell'arbitro), dalla curva di casa si alzarono cori offensivi contro la tifoseria ospite e contro il patrono eugubino. Nei giorni precedenti alla partita di ritorno di campionato del 21 febbraio 1998 a Perugia, ci fu un tentativo di riappacificamento da parte biancorossa che venne però respinto, chiudendo così un gemellaggio brevissimo e incrinando i rapporti tra le due tifoserie fino ad arrivare ad una sentita rivalità, soprattutto da parte rossoblù.

In passato c'è stata infine un'amicizia con la tifoseria della Lodigiani[39], nata a fine anni '90, ma persa a causa della scomparsa della società romana.

Un frangente del derby umbro tra Ternana e Gubbio giocato nel corso della Serie C2 1988-1989

Le rivalità storiche ed indubbiamente più sentite sono quelle con le tifoserie di Fano (rivalità peraltro ampiamente condivisa anche dai forlivesi[40]), Foligno e Gualdo, con le quali le partite vengono definite derby in tutti i casi. Con il Fano e il Gualdo le rivalità sono più di tipo campanilistico, mentre con il Foligno è risalente soprattutto al 17 maggio 1987 in occasione dello spareggio Gubbio-Poggibonsi sul campo neutro di Perugia, davanti ad oltre 20.000 persone di cui 12.000 provenienti da Gubbio[41], quando alcuni tifosi folignati si presentarono a sostegno della loro tifoseria amica poggibonsese[42]. È proprio in quell'occasione che si creò una forte rivalità di tipo sportivo, tuttora molto sentita da entrambe le parti, anche con la tifoseria del Poggibonsi. A rimarcare più recentemente quest'ultima rivalità, il 9 maggio 2010 si gioca per l'ultima partita di campionato Poggibonsi-Gubbio, in cui la vittoria dei rossublù per 0-2 sancì l'ingresso del Gubbio nei play-off e la contemporanea condanna del Poggibonsi ai play-out. Da notare che i rapporti tra le tifoserie del Foligno e del Poggibonsi permangono tuttora, ed entrambe sono in buoni rapporti anche con la tifoseria Sangiovannese, altra rivalità sportiva della tifoseria eugubina che è descritta successivamente.

Un'altra rivalità sportiva è nata nella stagione 2002-03 con il Rimini a causa della lotta tra le due squadre per la promozione in C1, che trova culmine nella finale play-off dell'8 e 15 giugno 2003. A testimoniare la reciproca rivalità, in occasione della storica finale play-off del 13 giugno 2010 San Marino-Gubbio con oltre 2600 eugubini al seguito[5], alcuni tifosi riminesi presenziarono alla partita con la loro tifoseria amica sammarinese[43][44]. Da notare inoltre che la tifoseria del Rimini è una rivale storica dei tifosi forlivesi[45][46] ed è in pessimi rapporti anche con i tifosi della Torres[46], e che anche la tifoseria del San Marino è in attrito con quella forlivese[43].

Sono sentite inoltre le partite con la maggior parte delle squadre marchigiane, in particolare con la Vis Pesaro (rivalità sportiva risalente soprattutto al 17 maggio 1986 nello spareggio per la promozione in C2 nel campionato Interregionale 1985-1986) e con la Jesina (rivalità causata soprattutto dal fatto che la tifoseria è storicamente gemellata con quella del Fano[47]), oltre naturalmente alla già citata Fano, e con le maggiori squadre umbre, tra le quali và segnalata anche la Ternana oltre a Foligno, Gualdo e Perugia già descritte in precedenza. Con questa si vennero a creare cattivi rapporti a causa del fatto che nell'incontro tra le due squadre a Gubbio del 29 novembre 1987 alcuni tifosi perugini (rivali storici dei ternani) vennero accolti nella curva di casa eugubina[38]. La tifoseria ternana ha inoltre rapporti d'amicizia con le tifoserie di Fano[48][47] e Gualdo[48].

Anche con molte squadre toscane non ci sono mai stati buoni rapporti: tra queste, oltre naturalmente alla già citata Poggibonsi, da segnalare anche le tifoserie della Sangiovannese (rivalità sportiva nata il 23 maggio 2004 in occasione dei play-off e, come già detto in precedenza, fomentata anche dal fatto di essere in buoni rapporti con i folignati[42] e con i poggibonsesi[49]), del Grosseto (ostilità nata nei campionati degli anni 2002-03 e 2003-04; particolarmente in attrito anche con i tifosi della Torres[50]), dell'Arezzo (rapporti tesi negli incontri dei Campionati Nazionali Dilettanti tra il 1993 e il 1996, e più recentemente in Coppa Italia di Serie C il 9 settembre 1998 a Gubbio, anche a causa del fatto che anche la tifoseria aretina nutre un certo astio verso tutte le squadre umbre[51]) e in misura minore del Prato (antipatia a causa delle continue lotte negli stessi campionati per i medesimi obiettivi a partire dalla C2 2005-06).

Alcune antipatie da citare, ma non vere e proprie rivalità, ci sono con la tifoseria del Ravenna[52] che è la principale rivalità dei forlivesi[40], oltre ad avere rapporti d'amicizia con la curva del Fano[53][47], con la tifoseria della Viterbese con cui c'è ostilità da quando, nella partita di campionato giocata a Gubbio il 7 novembre 2004, due tifosi viterbesi aggredirono all'esterno dello stadio un ragazzino eugubino di 15 anni provocandogli serie ferite, e più recentemente con il Padova per gli scontri avvenuti in gradinata il 10 dicembre 2011[54].

Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Gubbio 1910 2014-2015.

La rosa è aggiornata al 18 luglio 2014[55]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Antony Iannarilli
Italia P Leonardo Citti
Italia D Alessandro Cristaudo
Italia D Giovanni Bartolucci (vice capitano)
Italia D Gianmarco Ferrari
Italia D Alessio Luciani
Italia D Pietro Manganelli
Italia D Mattia Rosato
Polonia D Igor Lasicki
Italia D Salvatore Gelli
Italia D Giuliano Laezza
Italia D Luca Procacci
Italia D Alessandro Radi
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso e Blu2.png
Italia D Umberto Semeraro
Italia D Angelo Tartaglia
Italia C Pietro Baccolo
Francia C Rodrigue Boisfer (capitano)
Italia C Tommaso Domini
Italia C Gianmarco Giuliacci
Italia C Massimo Loviso
Italia C Nicola Malaccari
Italia A Alessandro Luparini
Italia A Marcello Mancosu
Italia A Nicola Russo
Italia A Davide Cais
Italia A Diego Vettraino

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società[56]

AS Gubbio 1910 logo.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Leonardo Acori[30] - Allenatore
  • Italia Massimo Roscini - Allenatore in seconda
  • Italia Antonio Rizzolo - Aiuto tecnico
  • Italia Alessandro Sandreani - Coordinatore tecnico
  • Italia Luciano Ramacci - Team manager
  • Italia Giangiacomo Corbucci - Responsabile staff medico
  • Italia Michele Cibotti - Preparatore atletico
  • Italia Michele Barilari - Preparatore atletico
  • Italia Massimo Prete - Preparatore dei portieri
  • Italia Loris Camoni - Fisioterapista
  • Italia Andrea Rosetti - Fisioterapista
  • Italia Fabrizio Gambini - Massaggiatore

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c GUBBIO: le "nuove teorie" sul centenario rossoblù
  2. ^ a b c Gubbio, accordo col Parma
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae Dal libro "100 anni Gubbio" pubblicato dal Corriere dell'Umbria in occasione del centenario
  4. ^ Anno 1970: il Gubbio contro l'Italia
  5. ^ a b c d e Archivio stagioni
  6. ^ a b Gubbio-Brasile
  7. ^ La rosa della promozione
  8. ^ Stadio Pietro Barbetti interamente riservato ai tifosi locali.
  9. ^ Cristian Bucchi sollevato dall'incarico di allenatore in asgubbio1910.com, 15 gennaio 2014.
  10. ^ Giorgio Roselli nuovo allenatore del Gubbio in asgubbio1910.com, 15 gennaio 2014.
  11. ^ a b c d Storia
  12. ^ Lo spareggio annullato
  13. ^ Coppa Serie D 1993-94
  14. ^ a b c d e f g h i j k Immagini magliette
  15. ^ Il lupo di Gubbio
  16. ^ Inno "forza lupi"
  17. ^ La fossa dei leoni
  18. ^ Lo stadio di Gubbio prende il nome di "Pietro Barbetti"
  19. ^ Stadio Pietro Barbetti
  20. ^ Staff societario
  21. ^ Alternanza dello sponsor Colacem-Barbetti
  22. ^ Settore giovalile
  23. ^ Un libro sui 100 anni del Gubbio
  24. ^ Farina rifiuta 50.000 euro
  25. ^ a b c Gubbio-Rieti: un ricordo che vale la B
  26. ^ Presidenti Gubbio Calcio
  27. ^ a b Alessandro Fornasaris
  28. ^ a b Mario Mancini e il Record
  29. ^ Aldo Agostinelli
  30. ^ a b Leonardo Acori è il nuovo allenatore del Gubbio: presentato oggi. URL consultato il 6 luglio 2014.
  31. ^ 13° TORNEO "QUATTRO NAZIONI" - 1ª Giornata
  32. ^ XIII TORNEO "QUATTRO NAZIONI" - 2ª Giornata
  33. ^ Italia-Svizzera termina 1-1
  34. ^ Prima squadra Italiana a festeggiare la promozione
  35. ^ Dato riferito ai soli campionati, comprese 5 presenze ai play-off.
  36. ^ Gubbio Supporters
  37. ^ Torres Tempio
  38. ^ a b Perché nacque quel gemellaggio (14 settembre 2012)
  39. ^ una tifoseria "amica", cioè gli Ultras della Lodigiani
  40. ^ a b Tifoseria forlivese
  41. ^ Spereggio Gubbio-Poggibonsi
  42. ^ a b Tifoseria Foligno
  43. ^ a b Tifoseria San Marino
  44. ^ Riminesi San Marino-Gubbio
  45. ^ Il Rimini - tifosi
  46. ^ a b Scheda tifoseria Rimini
  47. ^ a b c Tifoseria Fano
  48. ^ a b Tifoseria Ternana
  49. ^ Sangiovannese Poggibonsi
  50. ^ Scontri Torres Grosseto
  51. ^ Tifoseria Arezzo
  52. ^ Tifoseria Eugubina
  53. ^ Tifoseria Ravenna
  54. ^ Scontri Gubbio-Padova
  55. ^ Rosa Gubbio
  56. ^ Staff tecnico

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • 100 anni Gubbio. Corriere dell'Umbria, 2010.
  • Gubbio in B - Un campionato memorabile. Corriere dell'Umbria, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]