Bebeto

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Bebeto
Bebeto brazil.jpg
Dati biografici
Nome José Roberto Gama de Oliveira
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 176 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 2002
Carriera
Giovanili
1981-1982 Vitoria Vitória
Squadre di club1
1982-1983 Vitoria Vitória 1+ (1)
1983-1989 Flamengo Flamengo 80 (34)
1989-1992 Vasco da Gama Vasco da Gama 53 (28)
1992-1996 Deportivo Deportivo 131 (86)
1996 Flamengo Flamengo 21 (7)
1996-1997 Siviglia Siviglia 5 (0)
1997 Vitoria Vitória 8 (7)
1997-1998 Botafogo Botafogo 17 (9)
1998-1999 Toros Neza Toros Neza 8 (2)
1999-2000 Kashima Antlers Kashima Antlers 8 (1)
2000 Vitoria Vitória 3 (0)
2001-2002 Vasco da Gama Vasco da Gama 8 (2)
2002 Al-Ittihad Al-Ittihad 5 (1)
Nazionale
1983
1987-1996
1985-1998
Brasile Brasile U-20
Brasile Brasile olimpica
Brasile Brasile
5 (1)
23 (10)[1]
74 (41)
Carriera da allenatore
2009-2010 America-RJ America-RJ
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Argento Seul 1988
Bronzo Atlanta 1996
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Stati Uniti 1994
Argento Francia 1998
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Brasile 1989
Transparent.png Confederations Cup
Oro Arabia Saudita 1997
Transparent.png Mondiali di calcio Under-20
Oro Messico 1983
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bebeto, pseudonimo di José Roberto Gama de Oliveira (Salvador, 16 febbraio 1964), è un politico ed ex calciatore brasiliano.

Campione del Mondo con la Nazionale brasiliana nel 1994 e Calciatore sudamericano dell'anno nel 1989. È considerato uno dei più forti attaccanti brasiliani degli anni ottanta e novanta.[2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu il testimonial del videogioco FIFA 97 per il mercato asiatico e per quello americano.[senza fonte]

Suo figlio Mattheus Oliveira è anche lui un calciatore, di ruolo centrocampista.[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore dotato di grandi doti realizzative,[2][5] fisicamente brevilineo e poco potente,[2] era in possesso di rapidità e capacità di smarcarsi negli spazi stretti, che gli permise di segnare un gran numero di reti.[2] All'inizio della sua carriera, nelle giovanili, era impiegato come trequartista ed era simile, nello stile di gioco, a Zico:[3] in seguito fu spostato nel ruolo di centravanti,[2] in cui giocò per il resto della carriera.[3] Era dotato di affinati mezzi tecnici,[2][3] ed era anche molto veloce, viste la corporatura esile e la bassa statura.[2][6] In seguito al suo trasferimento in Europa migliorò dal punto di vista della continuità delle prestazioni e nella determinazione in campo.[2] I suoi principali limiti erano la fragilità fisica e alcune debolezze caratteriali.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Bebeto iniziò la carriera nel settore giovanile del Vitória, formazione della natìa Salvador,[3] con cui debuttò negli ultimi mesi del 1982: il 22 settembre segnò la sua prima rete in carriera, contro il Botafogo-BA, per il Campionato Baiano di quell'anno. Nel 1983 divenne professionista, entrando nella prima squadra del club a tutti gli effetti: fu ceduto poi al Flamengo, squadra di Rio de Janeiro.[3] Fece il suo esordio con la nuova maglia il 23 marzo 1983 contro il Tiradentes; contro il Goytacaz, il 10 luglio, realizzò la sua prima rete. Il giocatore concluse la sua prima stagione al Flamengo con 2 presenze nel campionato nazionale e 3, con un gol, nel campionato statale, il Campionato Carioca. Nel 1984 giocò 11 gare in àmbito nazionale, segnando 5 gol; nel torneo Carioca realizzò 5 segnature, cui se ne aggiunsero altre 4 in Coppa Libertadores. Nel 1985 giocò 22 partite in massima serie brasiliana, con 9 reti; vinse inoltre il titolo statale.[3] Nel 1987 vinse la Copa União, durante la quale segnò 6 reti in 14 presenze; nel 1988 migliorò ulteriormente la propria media, con 9 gol in 14 incontri, e con 17 segnature fu capocannoniere del Campionato Carioca. Anche nel 1989 divenne il massimo realizzatore stagionale nel Carioca (18 gol), ma prima dell'inizio del campionato nazionale passò al Vasco da Gama, rivale cittadino del Flamengo.[3] Con il nuovo club vinse subito il campionato di Série A, rendendosi uno dei principali fautori del titolo[3][6] con 6 gol in 12 partite. Dopo un periodo di calo dovuto a un infortunio,[6] Bebeto fu il miglior giocatore del Vasco nella stagione 1992,[6] con 18 reti in 25 incontri. Le sue prestazioni gli valsero il trasferimento in Europa.[6]

Bebeto fu quindi acquistato da una formazione spagnola, il Deportivo La Coruña. Esordì nella Primera División 1992-1993, e per tutto il torneo fu l'attaccante titolare del club, insieme a Claudio: in 37 partite segnò 29 reti in campionato, miglior realizzatore della sua squadra e di tutto il campionato.[6][7] In seguito al terzo posto ottenuto in campionato, il Deportivo si qualificò per la Coppa UEFA 1993-1994: fu il debutto per Bebeto in una competizione internazionale europea. In UEFA Bebeto segnò 3 gol in 4 partite, mentre in campionato realizzò 16 gol in 34 presenze. Nel 1994-1995 ottenne il suo primo titolo europeo, la Coppa del Re, cui fece seguito la Supercoppa di Spagna 1995. Nel 1996 l'attaccante brasiliano lasciò La Coruña per trasferirsi al Flamengo, con cui segnò 15 gol nel Campeonato Brasileiro Série A 1996; terminata la competizione, passò al Siviglia: con tale squadra ebbe però poco spazio, e giocò 5 incontri in Primera División 1996-1997; al termine della stagione il club retrocesse.

Bebeto decise pertanto di fare ritorno più stabilmente in Brasile, e firmò per il Vitória, in una trattativa che vide la partecipazione di un istituto di credito, il Banco Excel, che in cambio della cessione di Bebeto al club portò al Corinthians, altra squadra da esso sponsorizzata, diversi giocatori.[3] Al club di Salvador l'attaccante brasiliano formò la coppia d'attacco con Agnaldo, e segnò 5 gol nel Campionato Baiano, vinto, e 7 reti in 8 partite nel campionato nazionale brasiliano. Concluso il 1997 con il Vitória, nel 1998 Bebeto passò al Botafogo, tornando quindi nello Stato di Rio de Janeiro: con i bianco-neri segnò 9 gol in 17 presenze nel Campeonato Brasileiro Série A 1998. Nel 1999 Bebeto scelse nuovamente di trasferirsi all'estero, e firmò per i messicani del Toros Neza: nel campionato messicano 1998-1999 scese in campo per 8 volte, segnando 2 reti. Nel 2000 giocò per il Kashima Antlers, formazione giapponese, riuscendo a realizzare un gol in 8 partite. Concluse poi l'anno solare al Vitória. Nel 2001 tornò al Vasco da Gama, ma fu scarsamente impiegato: nel 2002 accettò l'offerta dei sauditi dell'Al-Ittihad, con cui disputò le ultime 5 partite della sua carriera, con 1 gol. Si ritirò nello stesso 2002.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con la Nazionale Under-20 del Brasile Bebeto partecipò al campionato del mondo Under-20 1983, disputando 5 partite (tra cui la finale contro l'Argentina Under-20) e segnando un gol nella vittoria per 4-2 contro la Cecoslovacchia, e vinse il titolo. Esordì in Nazionale maggiore il 28 aprile 1985 contro il Perù.[8][9] Nel corso dell'anno 1985 giocò una serie di amichevoli, per un totale di 6 presenze, senza gol segnati.[9] Tornò in Nazionale nel 1987, e partecipò al Torneo Pre-Olimpico CONMEBOL 1987: in 7 partite segnò un gol, contro il Paraguay il 18 aprile, e vinse il torneo.[9] Nel 1988 fu convocato per il torneo calcistico dei Giochi olimpici di Seul 1988: debuttò il 18 settembre contro la Nigeria, segnando una rete. Fu poi impiegato per tutto il torneo, giocando anche la finale persa per 2-1 contro l'URSS; nel corso della competizione segnò un'altra rete, contro la Jugoslavia.[9]

Dopo l'esperienza con la selezione olimpica tornò, nel 1989, a disputare un incontro tra Nazionali "A": il 15 marzo contro l'Ecuador, nell'ambito di un'amichevole di preparazione alla Coppa America.[8][9] Convocato per la Coppa America 1989, Bebeto esordì nella competizione il 1º luglio contro il Venezuela, e al secondo minuto della gara segnò la rete dell'1-0 (il Brasile vinse poi per 3-1).[8][10] Formando la coppia d'attacco con Romário, Bebeto fu titolare per tutto il torneo: il 9 luglio, contro il Paraguay, segnò una doppietta, decisiva per il 2-0 finale.[8][10] Nella fase finale realizzò altre 3 reti: una contro l'Argentina (12 luglio) e due contro il Paraguay (14 luglio): conclusa la competizione il Brasile vinse la Coppa, e Bebeto fu il miglior marcatore della competizione con 6 gol.[8][10] Queste prestazioni in Nazionale, unitamente a quanto fatto con le squadre di club,[3] gli valsero l'elezione quale Calciatore sudamericano dell'anno per il 1989.

Nel 1990 giocò due amichevoli pre-Mondiali (contro l'Inghilterra il 28 marzo e contro la Germania Est il 13 maggio), ma fu limitato da un infortunio[3] e, di fatto, giocò un solo incontro al campionato del mondo 1990, quello del 16 giugno a Torino contro la Costa Rica.[8][9] Nel 1991 disputò cinque amichevoli contro Argentina, Romania, Galles, Jugoslavia e Cecoslovacchia.[8][9] Nel 1992 segnò 7 gol in 8 incontri, tra amichevoli e partite del Torneio Amizade.[9] Nel 1993 fece il suo esordio nelle qualificazioni mondiali, giocando quelle per Stati Uniti 1994: in 3 partite realizzò 3 marcature (di cui 2 alla Bolivia il 29 agosto).[8][9] Venne poi convocato per il Mondiale: fu selezionato quale titolare dell'attacco, e affiancò nuovamente Romário.[3] I due, legati da una buona intesa in campo,[3] si resero decisivi e segnarono 8 reti in 7 partite (5 Romário e 3 Bebeto), e il Brasile vinse la Coppa del Mondo.[3] Bebeto era designato quale 5º rigorista nella finale contro l'Italia, ma il suo tiro non si rese necessario grazie all'errore di Roberto Baggio.[3]

Nel 1995 scese in campo in due amichevoli, contro Slovacchia (2 gol, il 22 febbraio) e Uruguay (11 ottobre). Nel 1996 fu convocato, come fuori quota, per i Giochi di Atlanta 1996: fu il miglior marcatore del torneo, con 6 reti (come Hernán Crespo) e realizzò, peraltro, una tripletta nella finale per il 3º posto con il Portogallo (risultato finale: 5-0). Nel 1997 fu chiamato a partecipare alla Confederations Cup: giocò due partite, contro Australia e Messico. Nel 1998 giocò due amichevoli di preparazione al Mondiale, contro Germania e Andorra, e partecipò, da titolare, alla Coppa del Mondo, segnando 3 reti in 7 partite: la finale del 12 luglio contro la Francia, persa per 3-0, fu anche la sua ultima partita in Nazionale.[8]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 dicembre 2009[11] viene ingaggiato dal suo amico Romario come allenatore della neo-promossa America di Rio de Janeiro. Il 14 febbraio 2010 viene esonerato dopo 8 partite del Campionato Carioca.[12]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2010 si candida e viene eletto deputato regionale alle Elezioni brasiliane.[13]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1989
1988 (17 gol), 1989 (18 gol)
Brasile 1989 (6 gol)
1992 (18 gol)
  • Capocannoniere della Liga: 1
1992-1993 (30 gol)
Atlanta 1996 (6 gol ex aequo con Hernán Crespo)
1999 (5 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1984-1987), RSSSF Brasil. URL consultato il 24 luglio 2012.; (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1988-1995), RSSSF Brasil. URL consultato il 24 luglio 2012.; (ENPT) Seleção Brasileira Restritiva (1996-1999), RSSSF Brasil. URL consultato il 24 luglio 2012.
  2. ^ a b c d e f g h i Treccani, pp. 615-616
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (PT) Que Fim Levou? Bebeto, terceirotempo.bol.uol.com.br. URL consultato il 23 luglio 2012.
  4. ^ Profilo su Calciozz.it
  5. ^ AA.VV. 1998, p. 85.
  6. ^ a b c d e f (PT) Bebeto. URL consultato il 23 luglio 2012.
  7. ^ (EN) Deportivo de La Coruña 1992-93. URL consultato il 23 luglio 2012.
  8. ^ a b c d e f g h i Napoleão e Assaf, p. 234-235.
  9. ^ a b c d e f g h i Placar, p. 73.
  10. ^ a b c (EN) Copa América 1989, RSSSF. URL consultato il 24 luglio 2012.
  11. ^ Romario e Bebeto di nuovo insieme, tuttosport.it, 17 dicembre 2009.
  12. ^ Brasile: Romario esonera Bebeto, ANSA.it, 14 febbraio 2010. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  13. ^ Romario e Bebeto, compagni del gol anche in politica: eletti, Sky.it, 4 ottobre 2010. URL consultato il 24 dicembre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Atlante dei mondiali '98, Torino, La Stampa, 1998.
  • (PT) AA.VV., A história em seus pés, Placar n. 1094, maggio 1994.
  • AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.
  • (PT) Antonio Carlos Napoleão, Roberto Assaf, Seleção brasileira: 1914-2006, 2ª ed., Rio de Janeiro, Mauad Editora Ltda, 2006, ISBN 85-7478-186-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]