Denílson de Oliveira Araújo

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Denílson
Denílson de Oliveira Araújo 01.jpg
Denílson
Dati biografici
Nome Denílson de Oliveira Araújo
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 177 cm
Peso 65 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Ritirato 2010
Carriera
Giovanili
 ????-1994 San Paolo San Paolo
Squadre di club1
1994-1998 San Paolo San Paolo 96 (8)
1998-2000 Betis Betis 67 (5)
2000 Flamengo Flamengo 11 (3)
2001-2005 Betis Betis 118 (8)
2005-2006 Bordeaux Bordeaux 31 (3)
2006-2007 Al-Nassr Al-Nassr 15 (3)
2007-2008 Dallas Dallas 8 (1)
2008 Palmeiras Palmeiras 27 (3)
2009 Itumbiara Itumbiara 1 (1)
2009 Rosso e Bianco.svg Xi măng Hải Phòng 1 (1)
2010 Kavala Kavala 0 (0)
Nazionale
1996-2003 Brasile Brasile 61 (9)
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Francia 1998
Oro Corea del Sud-Giappone 2002
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Bolivia 1997
Transparent.png Concacaf Gold Cup
Bronzo Stati Uniti 1998
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 16 aprile 2010

Denílson de Oliveira Araújo, noto semplicemente come Denílson (San Paolo del Brasile, 24 agosto 1977), è un ex calciatore brasiliano, di ruolo centrocampista.

Alla fine degli anni novanta ha goduto di popolarità planetaria, ed era considerato una stella del panorama calcistico mondiale.[1] Tuttavia, la carriera di Denílson non si è mantenuta ai livelli iniziali, e non gli ha consentito di prendersi grandi soddisfazioni con i suoi club. Con la sua Nazionale ha preso parte a due Mondiali: Francia 1998 e Corea/Giappone 2002, dove si è laureato Campione del Mondo.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Essendo mancino, il fantasista ha sempre prediletto giocare sulla fascia sinistra. Ripeteva spesso il suo "doppio passo" in serie lunghissime al fine di ingannare i difensori avversari,[2] suo marchio di fabbrica. Giocatore dalla classe purissima, è da considerarsi uno dei più inspiegabili e clamorosi talenti incompiuti della storia del calcio.[3]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi nel San Paolo (1994-1998)[modifica | modifica sorgente]

Denílson inizia la sua carriera con la maglia del San Paolo, formazione con la quale gioca dal 1994 al 1998, disputando in tutto 96 partite con 8 gol nel campionato brasiliano. Nella squadra brasiliana esprime al massimo il suo talento, tanto da guadagnarsi la convocazione nella Seleção. Nel biennio 1997-1998 la sua carriera tocca il culmine, raggiundendo livelli di condizione fisica e popolarità che non si ripeteranno più negli anni successivi. Il giocatore è anche protagonista di spot televisivi,[4][5] spesso con altri membri del Brasile.[6]

Il buon Mondiale disputato dal giocatore dà vita ad una vera e propria asta tra i maggiori club europei: tra le altre anche la Lazio è interessata al giocatore.[7]

Betis , Flamengo (2000) e ritorno al Betis (1998-2005)[modifica | modifica sorgente]

A sorpresa la spunta il Real Betis di Sevilla. Gli andalusi investono una cifra considerevole sul talentuoso giocatore brasiliano, versando nelle casse del San Paolo circa 32 milioni di euro,[8] corrispondenti a circa 60 miliardi delle vecchie lire. Convintissima di avere acquistato un nuovo fenomeno, la formazione spagnola stabilisce la clausula rescissoria del contratto del calciatore ad una cifra esorbitante (si parla addirittura di 120 miliardi di lire[1]) e il contratto della durata di 12 anni. Ma Denílson in Andalusia non soddisfa a fondo le grandissime aspettative del pubblico e della dirigenza del club: il suo talento non è in discussione, ma l'eccessivo individualismo e la poca concretezza sotto porta fanno del giocatore un elemento non decisivo per la sua squadra. L'impatto con il calcio europeo segna, quindi, un primo ridimensionamento della fama e della carriera del giocatore, comunque non aiutato da compagni di livello significativo.[9]

La prima stagione in Spagna, quella 1998-1999, si conclude per Denílson con 35 presenze e 2 reti nella Liga. L'annata successiva, 1999-2000, vede Denílson sul terreno di gioco 32 volte (3 goals), e si chiude addirittura con una clamorosa retrocessione del Real Betis. Denílson viene ceduto in prestito alla formazione brasiliana del Flamengo di Rio De Janeiro. Col suo ritorno in patria si spera di far ritrovare al giocatore i fasti degli anni precedenti.

Nel secondo semestre del 2000, Denílson, con la maglia rossonera carioca, scende in campo undici volte segnando tre reti nel campionato brasiliano. Ad inizio 2001, fa ritorno al Betis,[10] contribuendo, con le sue ventuno presenze (un gol) al ritorno nella Primera División dei bianco-verdi dell'Andalusia.

Nel 2001-2002 gioca, con il neo-promosso Betis, 34 gare nella Liga (segna 3 goal). Gli anni successivi segnano la fine quasi definitiva delle sue velleità di passare ad un grande club e di tornare alla ribalta di qualche anno prima. Avendo perso anche la maglia della Seleção, stampa e pubblico internazionale si interessano gradualmente sempre meno alle sorti del calciatore.

In Spagna col Real Betis Denílson mette ancora in mostra giocate di classe, che a volte però si rivelano preziosismi poco utili alla causa della sua squadra. Nella stagione 2002-2003 disputa 25 incontri della Liga, segnando 2 gol, e 4 incontri (con 1 marcatura) di Coppa UEFA. L'ultima stagione degna di nota di Denílson in Spagna è quella 2003-2004, quando scende in campo 28 volte (2 reti) in campionato.

L'annata 2004-2005 è, probabilmente, la peggiore nella carriera in Europa del giocatore, che ha la possibilità di presenziare in campionato solo in dieci occasioni. Si toglie comunque la soddisfazione, per la verità piuttosto magra, di vincere la Coppa del Re, che diviene quindi l'unico trofeo vinto con la sua squadra da Denílson nel periodo in Spagna.

Bordeaux (2005-2006)[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2005 la voglia di ricominciare e la poca fiducia ormai riposta in lui dalla dirigenza del Real Betis lo portano lontano da Siviglia. Firma, infatti, con il Bordeaux.[11] La squadra francese è reduce da una cattiva stagione, conclusasi con un assai modesto 15º posto a due punti dalla zona retrocessione, e vede nel desiderio di riscatto del brasiliano una grande opportunità per disputare un buon campionato.[11] La cifra del trasferimento del calciatore ai francesi non è stata resa nota, ma è certamente inferiore a quei 60 miliardi di lire che un fiducioso Betis aveva investito nel 1998.

Denílson crede nella possibilità di far ricredere Carlos Alberto Parreira e di poter, quindi, partecipare ai Mondiali. La stagione in Francia è abbastanza positiva sia per lui che per il Bordeaux, che conclude al 2º posto centrando la qualificazione alla UEFA Champions League. Le 31 partite disputate in Ligue 1 con 3 reti, giocate di alta classe che mandano in visibilio il pubblico francese e la soddisfazione di aver realizzato il goal più veloce nella storia del campionato transalpino non bastano a far ricredere Parreira e il suo staff, e Denílson deve rinunciare a disputare il suo terzo Mondiale. Anche in questa occasione, come in passato, alcuni rimproverano al giocatore la mancanza di continuità nel rendimento.

Al Nasr (2006-2007) e Dallas FC (2007)[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2006, dopo essere stato vicino al trasferimento in alcune squadra inglesi (tutte di fascia media) e agli scozzesi Celtic Glasgow, Denílson ha compiuto una scelta di vita difficile, firmando un contratto da 1,2 milioni di euro circa con i sauditi dell'Al-Nasr.[12] Pur non avendo ancora compiuto 30 anni, il giocatore ha preso una scelta tipica dei calciatori a fine carriera. Nel poco competitivo campionato saudita la classe di Denílson risalta in modo particolare. Conclude la stagione 2006-2007 con 15 presenze e 3 reti. Nell'agosto 2007 passa al FC Dallas, squadra della MLS.[13] L'approccio del giocatore al nuovo campionato non è molto positivo: a parte una rete (realizzata su rigore), delude le aspettative e, anche a causa della cattiva condizione fisica dimostrata, viene relegato in panchina. Alla fine del 2007 lascia gli Stati Uniti.

Palmeiras (2008)[modifica | modifica sorgente]

Denílson fa ritorno in Brasile e, dopo alcune settimane di prova col Palmeiras (nelle quali impressiona favorevolmente l'allenatore Vanderlei Luxemburgo), nel febbraio 2008 firma, con la formazione di San Paolo, un contratto a rendimento della durata di un anno. Il giocatore torna, quindi, a giocare nella metropoli brasiliana, ma non nella squadra Tricolor che lo aveva lanciato a inizio carriera. L'obbiettivo dichiarato del calciatore è quello di ritrovare la forma migliore, anche grazie all'aiuto dell'esperto allenatore Luxemburgo. Con la sua nuova squadra, nel mese di maggio 2008, Denílson si toglie la soddisfazione di vincere il secondo Campionato Paulista della sua carriera. Non è titolare durante la competizione, ma presenzia in varie occasioni e ritrova la rete, su calcio di rigore. Nel campionato nazionale è sceso in campo 27 volte segnando 3 reti. Il giocatore lascia il Palmeiras mese di dicembre 2008, allo scadere del suo contratto.

Ritorno in Europa[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 2009 Denílson ha dichiarato di voler tornare a giocare in Europa.[14] Dal 7 al 15 gennaio ha sostenuto un periodo di prova con la formazione inglese del Bolton,[15] che, però, ha deciso di non tesserarlo.[16] Secondo quanto dichiarato dallo stesso giocatore,[17] squadre da Inghilterra, Grecia, Turchia e Germania si sarebbero interessate al suo acquisto.

Itumbiara (2009)[modifica | modifica sorgente]

Sfumata la possibilità di vestire i panni di Torino o Reggina,[18] Denílson firma nel febbraio 2009 un contratto trimestrale con la squadra dell'Itumbiara, militante nella terza divisione brasiliana del campionato dello stato di Goiás.[19]

Xi măng Hải Phòng[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi svincolato dal Palmeiras, il trentunenne fantasista brasiliano ha raggiunto un accordo per sei mesi con i vietnamiti dello Xi măng Hải Phòng firmando un contratto a gettone e parlando di questa sua esperienza come "L'ultima sfida della mia carriera".[20] Tuttavia, dopo essere uscito dopo soli 30' per infortunio nella gara d'esordio (segnando comunque anche una rete) ha deciso di porre subito fine anche a quest'esperienza.[20]

Kavala[modifica | modifica sorgente]

Il 1º febbraio 2010 ha sottoscritto un contratto biennale con la squadra greca del Kavala.[21] Il 16 aprile dello stesso anno, tuttavia, il calciatore ha rescisso il suo accordo senza giocare nemmeno un minuto.[22] e si è ritirato dall'attività agonistica.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Con la Seleção Denílson ha disputato, in tutto, 61 partite, segnando 9 goals tra il 1996 e il 2003. Con la maglia verde-oro ha preso parte alla Copa América 1997, vincendola, alla Confederations Cup 1997, vincendo anche questo torneo, alla Gold Cup 1998, ai Mondiali Francia 1998, alla Copa América 2001 e ai vittoriosi Mondiali Giappone-Corea 2002.

Debutta nel novembre 1996 contro il Camerun. Il mondo intero ha modo di apprezzare il talento funambolico del giocatore nel Torneo di Francia, disputatosi nel 1997, un quadrangolare che voleva fungere da anteprima dei Mondiali dell'anno successivo, e che vedeva opposte Francia, Italia, Inghilterra e Brasile. Il Torneo viene ricordato, oltre che per una celebre punizione calciata da Roberto Carlos in Francia-Brasile, anche per la consacrazione internazionale di Denílson, i cui dribbling attirarono l'attenzione del pubblico[23] in particolar modo nel match contro l'Italia.[24]

Sempre nel 1997 prende parte alla Confederations Cup (5 partite, 1 goal) e alla Copa América (5 partite, 1 goal) con la sua Nazionale, vincendo entrambe le competizioni.

Nel 1998 partecipa ai Mondiali in Francia, calcando il terreno di gioco in tutte le 7 gare disputate dalla Seleção. Il 2001 lo vede anche impegnato, con la maglia del Brasile, nella Copa América del 2001. L'edizione di quell'anno fu un vero fallimento per la Seleção, eliminata ai quarti di finale dal modesto Honduras, ripescato in sostituzione dell'Argentina, che non volle partecipare a causa della guerra in Colombia, che ospitava la manifestazione. Tuttavia Denílson diede un buon contributo, segnando 2 reti in 4 gare disputate.

L'annata positiva (sua e della sua squadra, che si qualifica per la Coppa UEFA) gli consente di essere convocato dal commissario tecnico brasiliano Felipe Scolari per il Mondiale nippo-coreano dell'estate 2002. Nella Seleção non ha più il ruolo significativo di quattro anni prima, ma riesce comunque a scendere in campo per 5 volte (tutte da riserva), laureandosi Campione del Mondo. Per Denílson è una della ultime apparizioni con la maglia verde-oro del Brasile: nel 2003, Carlos Alberto Parreira, appena ritornato commissario tecnico, lo esclude dal giro della Nazionale.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

San Paolo: 1998
Palmeiras: 2008
Real Betis: 2004-2005

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

San Paolo: 1994
San Paolo: 1996

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Corea del Sud-Giappone 2002
1997
1997

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Dopo il ritiro dall'attività agonistica[modifica | modifica sorgente]

Appesi gli scarpini al chiodo, Denílson ha lavorato come commentatore per il canale televisivo brasiliano Rede Bandeirantes.[25]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Denilson costa più caro di Ronaldo in Il Corriere della Sera, 29 agosto 1997. URL consultato il 14-10-2009.
  2. ^ E Denílson in piena area lancia il samba dribbling in Il Corriere della Sera, 9 luglio 1998. URL consultato il 14-10-2009.
  3. ^ Sono tutti i nipotini di Zagallo in La Gazzetta dello Sport, 11 aprile 2003. URL consultato il 14-10-2009.
  4. ^ Pressing e stress: il calcio degli spot sembra allenato da Sacchi in Il Corriere della Sera, 14 aprile 2002. URL consultato il 14-10-2009.
  5. ^ Così le stelle hanno deciso di prendersi in giro per spot in Il Corriere della Sera, 4 giugno 2004. URL consultato il 14-10-2009.
  6. ^ Brasile: dribbling, palleggi e fantasia in aeroporto in La Gazzetta dello Sport, 24 marzo 1998. URL consultato il 14-10-2009.
  7. ^ Caso Denilson. Il San Paolo attende la Lazio in La Gazzetta dello Sport, 6 agosto 1997. URL consultato il 14-10-2009.
  8. ^ CURIOSITA': I trasferimenti più costosi in it.eurosport.com, 15 gennaio 2007. URL consultato il 14-10-2009.
  9. ^ Denilson il giramondo è tornato a casa in La Gazzetta dello Sport, 15 febbraio 2008. URL consultato il 14-10-2009.
  10. ^ EUROPE, BBC SPORT in BBC SPORT. URL consultato il 14-10-2009.
  11. ^ a b Denilson Agrees Bordeaux Move in sportinglife.com, 23 maggio 2005. URL consultato il 14-10-2009.
  12. ^ UFFICIALE: Denilson all'Al-Nassr in Tutto Mercato Web. URL consultato il 14-10-2009.
  13. ^ (EN) FC Dallas signs Brazilian World Cup Winner Denilson, 23 agosto 2007. URL consultato il 14-10-2009.
  14. ^ Denílson è pronto a tornare in calciomercato.it. URL consultato il 14-10-2009.
  15. ^ Bolton, Denílson in prova in Tutto Mercato Web. URL consultato il 14-10-2009.
  16. ^ Bolton rinuncia a Denílson in ANSA.it, 15 gennaio 2009. URL consultato il 14-10-2009.
  17. ^ Denílson, l'ex Betis e Palmeiras vuole tornare in Europa. URL consultato il 14-10-2009.
  18. ^ Agente Denilson: “Torino? Solo un sondaggio”, 23 gennaio 2009. URL consultato il 14-10-2009.
  19. ^ Ufficiale: Denilson firma con l'Itumbiara in Tutto Mercato Web. URL consultato il 14-10-2009.
  20. ^ a b Denilson-Vietnam, un gol e poi l'addio, 24 giugno 2009. URL consultato il 14-10-2009.
  21. ^ Fabrizio Zorzoli, Ufficiale: UFFICIALE: Kavala, biennale per Denilson, tuttomercatoweb.com, 02-01-2010. URL consultato il 01-02-2010.
  22. ^ Raimondo De Magistris, UFFICIALE: Kavala, Denilson rescinde, tuttomercatoweb.com, 16-04-2010.
  23. ^ DENILSON, ULTIMO AFFARE 'VADO DA CHI PAGA DI PIU' in La Repubblica, 10 giugno 1997. URL consultato il 14-10-2009.
  24. ^ Stregati da Italia-Brasile in La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 1997. URL consultato il 14-10-2009.
  25. ^ CIAO DENILSON! LA STORIA DI UN GIULLARE CHE SEMBRAVA RE., 12 dicembre 2012. URL consultato il 17-06-2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]