José Luis Chilavert

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José Luis Chilavert
Чилаверт.jpg
Dati biografici
Nome José Luis Felix Chilavert González
Nazionalità Paraguay Paraguay
Altezza 188 cm
Peso 90 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Ritirato 11 novembre 2004
Carriera
Giovanili
1980-1983 Sportivo Luqueno Sportivo Luqueño
Squadre di club1
1983-1984 Guarani Guaraní 28 (-?)
1984-1988 San Lorenzo San Lorenzo 122 (-?)
1988-1991 Real Saragozza Real Saragozza 79 (-?; 1)
1991-2000 Velez Sarsfield Vélez Sarsfield 343 (-?; 48)
2000-2002 Strasburgo Strasburgo 52 (-?; 1)
2002-2003 Penarol Peñarol 14 (-?; 4)
2003-2004 Velez Sarsfield Vélez Sarsfield 6 (-?)
Nazionale
1989-2003 Paraguay Paraguay 74 (-?; 8)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

José Luis Félix Chilavert González (Luque, 27 luglio 1965) è un ex calciatore paraguaiano, di ruolo portiere.

È secondo nella classifica del miglior portiere sudamericano del secolo dell'IFFHS dietro Amadeo Carrizo[1]. È sesto nella classifica del miglior portiere mondiale del secolo dell'IFFHS (primo dei sudamericani)[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Aveva molta dimestichezza sia con i calci di punizione che con i calci di rigore. Questa capacità gli ha consentito di essere a lungo il portiere con più gol all'attivo della storia, sorpassato solo il 20 agosto 2006 dal brasiliano Rogério Ceni. Nella sua carriera ha segnato 54 gol nei club e 8 in Nazionale, per un totale di 62 (di cui 45 su calcio di rigore, 15 su punizione e 2 su azione).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi, la prima vittoria e il trasferimento all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a giocare come portiere molto piccolo, grazie al fratello più grande che lo relegava sempre in porta. Nel 1980 debutta giovanissimo (15 anni) nel secondo livello del campionato paraguaiano con la maglia dello Sportivo Luqueño, formazione della sua città natale.

Nel 1984 sale di categoria perché viene acquistato dal Guaraní, formazione della capitale nella quale resta per un breve periodo e con la quale vince il campionato paraguaiano di massima serie. Al termine di questa avventura viene acquistato dal San Lorenzo, formazione che milita nel campionato argentino.

Il debutto europeo, la Nazionale, i primi gol[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quattro stagioni in Argentina, avviene il suo debutto europeo: viene acquistato dal Real Zaragoza che gioca nel campionato spagnolo. Un anno dopo, nel 1989, avviene il suo duplice debutto: in Nazionale e come portiere/goleador. Infatti il 27 agosto gioca la sua prima partita in Nazionale contro la Colombia di René Higuita, valida per le qualificazioni della Coppa del Mondo. Le due formazioni allo scadere del tempo regolamentare erano bloccate sull'1-1, quando all'ultimo minuto viene fischiato un rigore in favore del Paraguay: Chilavert si incarica di tirarlo e fa gol, garantendo la vittoria alla sua squadra per 2-1.

Cinque mesi dopo, esattamente il 28 gennaio 1990, mette a segno la sua seconda marcatura, questa volta in campionato, sempre su calcio di rigore allo scadere del tempo regolamentare, contro la Real Sociedad facendo vincere il Real Zaragoza per 2-1. È l'inizio della lunga serie di gol (terminata a 62) che metterà a segno nella sua carriera.

Gli anni al Vélez[modifica | modifica wikitesto]

Dopo tre stagioni in Spagna torna in Argentina a vestire la maglia del Vélez Sarsfield. Giocherà per questa formazione nove anni regalandole e regalandosi numerosi premi e soddisfazioni. Nelle prime due stagioni non vinse nulla, poi nel 1993 giunse in panchina Carlos Bianchi, il quale puntò su Chilavert come leader di questa squadra e vinse quattro campionati nazionali, una Copa Libertadores, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Interamericana, una Supercopa e una Recopa (il Vélez, senza il portiere paraguayano, ha vinto solo due campionati, di cui uno nel 1968 e uno nel 2005, e nessun'altra coppa). A livello personale, sempre in questi anni, ha vinto tre volte il premio dell'IFFHS (unico sudamericano a riuscirci)[senza fonte] come miglior portiere dell'anno, una volta il premio come miglior giocatore del campionato argentino dell'anno e una volta il premio come miglior giocatore sudamericano dell'anno.

Il 2 ottobre 1994 ha segnato il suo primo gol su calcio di punizione nella partita Vélez-Deportivo Español (1-0).

Il 19 aprile 1998 ha segnato il suo primo gol su azione nella partita Vélez-Colón de Santa Fe (6-1).

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 lascia il Vélez per tornare in Europa, questa volta nel campionato francese, a vestire la maglia dello Strasburgo, dove però è stato spesso e volentieri relegato in panchina. Ad ogni modo, con la maglia della squadra francese vince nel 2001 la Coppa di Francia (segnando l'ultimo dei calci di rigore) e nel 2002 partecipa al suo secondo mondiale, quello di Giappone/Corea. Di questo mondiale gioca solo le ultime due partite del girone di qualificazione per una squalifica e il successivo ottavo di finale contro la Germania, ma anche qui la sua squadra viene eliminata da un gol allo scadere del tempo regolamentare. Di ritorno dall'avventura mondiale si svincola dallo Strasburgo ed approda al Peñarol, squadra della capitale uruguagia. Qui rimane una stagione e vince il campionato nazionale (suo ultimo trofeo) nel 2003. L'anno successivo torna per un'ultima stagione al Vélez prima di chiudere definitivamente la carriera l'11 novembre 2004.

L'addio al calcio giocato[modifica | modifica wikitesto]

Ha salutato il mondo del calcio giocato l'11 novembre 2004 con un'amichevole in cui ha anche segnato un gol. Nel 2005 è stato condannato a sei mesi di carcere in Francia per aver falsificato dei certificati medici al ritorno dal mondiale di Giappone e Corea del 2002 e poter così rescindere il suo contratto con lo Strasburgo. Dopo l'addio al calcio giocato è rimasto vicino al mondo del pallone prima con un reality show sul calcio, trasmesso negli Stati Uniti e poi facendo il commentatore sportivo per la televisione americana di lingua spagnola Univision durante il mondiale di Germania. Ha dichiarato che in un futuro prossimo vorrebbe allenare il Paraguay e in un futuro remoto diventare presidente della repubblica paraguayana.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con la Nazionale paraguaiana ha disputato due Mondiali, Francia 98 e Corea/Giappone 2002, arrivando agli ottavi di finale in entrambe le occasioni (nella prima rassegna iridata viene eliminato dalla nazionale francese per 1-0 al golden gol).

È il settimo giocatore per numero di apparizioni con la Nazionale paraguaiana (74, il primo è Carlos Gamarra con 104).

Alla fine dell'incontro di qualificazione per i Mondiali 2002 Paraguay - Brasile del 15 agosto 2001 sputò in faccia a Roberto Carlos, gesto che gli costò tre turni di squalifica (tra i quali la prima partita Paraguay - Sudafrica della coppa del mondo). Chilavert accusò Roberto Carlos di razzismo e gesti osceni durante l'incontro. Successivamente, invece, rivelò che Roberto Carlos venendogli incontro dopo la partita gli disse: "Indio, le ganamos 2-0" che tradotto equivale a "Indiano, abbiamo vinto 2-0"[3] e giustificò il suo brutto gesto dicendo di essere stato provocato dai brasiliani in una partita che era stata una guerra.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Titoli nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Guaraní: 1984
Vélez Sarsfield: Clausura 1993, Apertura 1995, Clausura 1996, Clausura 1998
Strasburgo: 2000-2001
Peñarol: 2003

Titoli internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Vélez Sarsfield: 1994
Vélez Sarsfield: 1994
Vélez Sarsfield: 1994
Vélez Sarsfield: 1996
Vélez Sarsfield: 1997

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior portiere al mondo dell'anno IFFHS: 3
1995, 1997, 1998
  • Miglior giocatore del campionato argentino: 1
1996
1996

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Classifica dei migliori portieri sudamericani del secolo secondo l'IFFHS.
  2. ^ (EN) Classifica dei migliori portieri del secolo secondo l'IFFHS.
  3. ^ (EN) Chilavert accuses Roberto Carlos of racism, 23 agosto 2001. URL consultato il 1º luglio 2010.

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