Sócrates

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Sócrates
Socrates87660.jpg
Sócrates nel 2005
Dati biografici
Nome Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 192 cm
Peso 80 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Ritirato 2004
Carriera
Squadre di club1
1974-1978 Botafogo-SP Botafogo-SP 57 (24)
1978-1984 Corinthians Corinthians 297 (172)
1984-1985 Fiorentina Fiorentina 25 (6)
1986-1987 Flamengo Flamengo 11 (3)
1987-1988 Santos Santos 5 (2)
2004 Garforth Town Garforth Town 1 (0)
Nazionale
1979-1986 Brasile Brasile 60 (22)
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Bronzo Copa América 1979
Argento Copa América 1983
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 15 settembre 2007

Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Sócrates (Belém, 19 febbraio 1954San Paolo, 4 dicembre 2011), è stato un calciatore e medico brasiliano, di ruolo centrocampista.

Fu il capitano della Nazionale brasiliana ai mondiali del 1982 e del 1986.

Nel marzo del 2004, fu inserito, dal connazionale Pelé, all'interno del FIFA 100, una speciale classifica che include i più grandi calciatori della storia viventi al momento della stesura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre proviene da una famiglia povera dell'Amazzonia, autodidatta, ed appassionato di lettura, ama i classici greci, da cui il nome del figlio.

In seguito alla sua nascita, la famiglia si trasferisce a Ribeirão Preto. Il padre Raimundo, benché non abbia studiato molto, lo chiama come il filosofo greco dopo aver letto La Repubblica di Platone e lo manda a scuola e all'università[1], permettendogli di laurearsi in medicina[2]. Inizialmente Sócrates non esercita la professione, preferendo l'attività di calciatore[1].

Negli anni della dittatura, coi compagni di squadra del Corinthians, promosse un esperimento di organizzazione della squadra su basi non gerarchiche, detto Democrazia corinthiana. L'impatto simbolico di questa scelta, insieme alle scritte a favore della democrazia che i giocatori esibivano in campo sulle magliette, fu notevole, e la Democrazia corinthiana è ancora oggi ricordata in Brasile come una delle più importanti forme di resistenza messe in atto durante il governo dei militari.[3]

Durante la sua esperienza in Italia, un quotidiano lo soprannominò "Il dottor Guevara del futebol"[1]. Per la sua laurea era soprannominato anche solo dottore.[4]

Anche il fratello minore Raí è stato un campione brasiliano[2].

Ritiratosi dal calcio nel 1988, inizia la carriera da medico a Ribeirão Preto[2], svolgendo inoltre anche l'attività di commentatore sportivo per la tv brasiliana[4], oltre ad incidere un disco, a fare l'impresario teatrale e ad avvicinarsi anche alla politica[1].

Nel corso del 2011 Sócrates è ricoverato più volte in ospedale per disturbi all'apparato digerente e intestinale, causati dall'abuso di alcol e sfociati poi, a settembre, in un'emorragia intestinale complicata da una cirrosi epatica in atto. Il 3 dicembre è ricoverato nuovamente a causa di un'infezione intestinale che ne provoca la morte il giorno dopo:[5] Sócrates, che ha accusato un malore dopo una cena, è tenuto in vita da un respiratore artificiale; il decesso avviene all'ospedale Albert Einstein di San Paolo alle 4.30 ore brasiliana, a causa di uno shock settico.[4] Sócrates aveva previsto tutto già nel 1983 dicendo: «vorrei morire di domenica, nel giorno in cui il Corinthians vince il titolo», e l'ex giocatore è scomparso proprio nel giorno in cui il Corinthians si è laureato campione nazionale; al triplice fischio della gara con il Palmeiras, migliaia di tifosi hanno omaggiato il "Dottore" andando in pellegrinaggio sulla sua tomba.[6]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Centrocampista longilineo propenso alla manovra e dotato di una visione del gioco notevole, era anche un ottimo realizzatore, dal tiro potente ed estremamente preciso. La sua abilità nel palleggio gli consentiva di eccellere nelle verticalizzazioni, negli inserimenti da dietro e nei colpi di testa e di tacco[7].

Caratterialmente, era un eccentrico ribelle. Era sostenitore dell'autogestione dei calciatori, che parzialmente gli riuscì nel periodo in cui giocava al Corinthians, anche a causa delle sue convinzioni politiche (si dichiarava «uomo di sinistra e anticapitalista»). Proprio per il suo carattere, tuttavia, non legò con l'ambiente italiano e non si integrò con il gruppo della Fiorentina, malgrado fosse entusiasta all'idea di giocare in Italia[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Sócrates in maglia viola
« È stato il giocatore più intelligente della storia del calcio brasiliano. »
(Pelè[1])

Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirão Preto nel 1974.

Dal 1978 al 1984 militò poi nel Corinthians, di cui fu anche capitano. In questa veste si rese protagonista di un curioso caso di autogestione dei calciatori, noto come democrazia corinthiana[8]: i giocatori rifiutarono l'autorità dell'allenatore e, al motto «essere campioni è un dettaglio» preferirono, per tre anni, allenarsi da soli, votando ogni scelta, coinvolgendo però anche tutto lo staff tecnico[4][9]. Bisogna tener conto che in quel periodo il Brasile era sotto dittatura. È facile intuire come questa situazione ebbe un impatto importantissimo sui tifosi e sulla gente.

Nel 1984 venne acquistato dalla Fiorentina per 5,3 miliardi di lire[10] e dopo una stagione ritornò in Brasile, prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988.

Nel 2004 tornò in campo per pochi minuti con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese, resa nota a livello mondiale proprio da quella fugace apparizione del campione brasiliano.[11]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Sócrates fu capitano dei verdeoro nel 1982 e vicecapitano nel 1986: prima l'Italia e poi la Francia gli impedirono di vincere il mondiale.

In Spagna, grazie ad un tiro tra palo e portiere che batté Dino Zoff, fu l'autore del primo momentaneo pareggio verdeoro al 12' della cruciale partita contro l'Italia al Sarriá di Barcellona per l'ingresso in semifinale.

In Coppa America, arrivò terzo nel 1979 e secondo nel 1983, anno in cui perse la doppia finale contro l'Uruguay.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Corinthians: 1979, 1982, 1983

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1983

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Germano Bovolenta, Ciao Socrates. Colpi di tacco e politica: ha vinto fuori dal coro in La Gazzetta dello Sport, 5 dicembre 2011, p. 19.
  2. ^ a b c (EN) Jonathan Jurejko, Obituary: Socrates, BBC Sport, 4 dicembre 2011. URL consultato il 6 dicembre 2011.
  3. ^ Colpi di tacco, politica e medicina. La rivoluzione permanente di Socrates, Corriere della sera, 4 dicembre 2011
  4. ^ a b c d Brasile in lutto: morto Socrates - Ricoverato d'urgenza, aveva 57 anni, sportmediaset.it, 4 dicembre 2011. URL consultato il 6 dicembre 2011.
  5. ^ Rocco Cotroneo, Brasile, morto l'ex calciatore Socrates, corriere.it, 5 dicembre 2011. URL consultato il 6 dicembre 2011.
  6. ^ Premonizione di Socrates si avvera in Extra Time, 14 dicembre 2011, p. 12.
  7. ^ Album dos saudosistas - Socrates museudosesportes.com.br
  8. ^ Essere campione è un dettaglio, articolo e documentario sottotitolato su Fútbologia.it, 1º luglio 2013
  9. ^ Viva l'Italia ma non parlatemi di Zico e Falcao repubblica.it 13 giugno 1984
  10. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 1 (1984-1985), Panini, 7 maggio 2012, p. 10.
  11. ^ Socrates (1954-2011) LECHAMPIONS.it 4 dicembre 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]