Alfredo Di Stéfano

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Alfredo Di Stéfano
Distefano eg 1958.jpg
Di Stéfano nel 1958
Dati biografici
Nome Alfredo Stéfano Di Stéfano Laulhé
Nazionalità Argentina Argentina
Spagna Spagna (dal 1956)
Colombia Colombia
Altezza 178 cm
Peso 80 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1966 - giocatore
1991 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1943-1945 River Plate River Plate 1 (0)
1946-1947 Huracan Huracán 25 (10)
1947-1949 River Plate River Plate 64 (49)
1949-1953 Millonarios Millonarios 102 (90)
1953-1964 Real Madrid Real Madrid 282 (216)
1964-1966 Espanyol Espanyol 47 (11)
Nazionale
1947
1957-1961
Argentina Argentina
Spagna Spagna
6 (6)
31 (23)
Carriera da allenatore
1967-1968 Elche Elche
1969-1970 Boca Juniors Boca Juniors
1970-1974 Valencia Valencia
1974 Sporting Lisbona Sporting Lisbona
1975-1976 Rayo Vallecano Rayo Vallecano
1976-1977 Castellon Castellón
1979-1980 Valencia Valencia
1981-1982 River Plate River Plate
1982-1984 Real Madrid Real Madrid
1985 Boca Juniors Boca Juniors
1986-1988 Valencia Valencia
1990-1991 Real Madrid Real Madrid
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Ecuador 1947
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 maggio 2007

Alfredo Stéfano Di Stéfano Laulhé (Buenos Aires, 4 luglio 1926Madrid, 7 luglio 2014) è stato un calciatore e allenatore di calcio argentino naturalizzato spagnolo, di ruolo attaccante.

Soprannominato La Saeta Rubia, è considerato da molti il miglior giocatore di tutti i tempi.[1][2] Pelé nel 2004 lo ha inserito nella lista dei FIFA 100, lista di 125 professionisti considerati i migliori giocatori di calcio viventi fino a quel momento. L'AFS (Association of Football Statisticians'), classificando i "100 più grandi calciatori di sempre", lo ha incluso al 22º posto,[3] mentre la rivista World Soccer lo ha inserito al tredicesimo posto tra i calciatori più forti del XX secolo.

In carriera ha vestito la maglia di due Nazionali diverse: Argentina e Spagna. Ha perso il primato di miglior marcatore nella storia del Clàsico a causa di Lionel Messi,[4] ma con 18 realizzazioni rimane il madridista ad aver segnato più gol ai rivali blaugrana. Dal 2008 il quotidiano spagnolo Marca assegna il Trofeo Alfredo Di Stéfano al miglior calciatore della massima divisione spagnola.

È scomparso il 7 luglio 2014, pochi giorni dopo il suo ottantottesimo compleanno, all'ospedale "Gregorio Marañón" della capitale spagnola dopo essere stato colpito da un infarto due giorni prima mentre passeggiava nei pressi dello Stadio Bernabeu, dove gli è stata effettuata una rianimazione cardiopolmonare per diciotto minuti prima del trasferimento all'ospedale in stato di coma indotto. Di Stefano soffriva di problemi di cuore sin dal 2005, quando a Valencia subì un primo infarto che lo costrinse a un'operazione consistente nell'impianto di quattro by-pass.[5][6][7]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Di Stefano era dotato di una forma fisica eccezionale, che gli permetteva di rimanere in campo per tutti i 90' minuti anche dopo i 30 anni. Il giocatore era anche in possesso di una velocità sorprendente, che gli fece guadagnare il soprannome di Saeta Rubia. Attaccante combattivo, dotato di grande intelligenza tattica e di un innato fiuto per il gol, viene considerato da molti il miglior giocatore di tutti i tempi.[1][2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Barracas, uno dei barrios di Buenos Aires, Di Stéfano era figlio di Alfredo Di Stéfano, italo-argentino di origini capresi, e Eulalia Laulhé Gilmont, donna argentina di origini francesi e irlandesi[8]. A 15 anni entrò nella rosa della seconda squadra del River Plate, per approdare l'anno successivo in prima squadra dove si affiancò ad altri nomi straordinari che fecero il grande River degli anni quaranta. Il suo debutto in prima squadra avviene nel 1945 all'età di 19 anni.

Huracan[modifica | modifica wikitesto]

Non trovando spazio al River Plate, il giocatore passa in prestito per un anno all'Huracan, squadra contro la quale aveva debuttato un anno prima. Qui viene allenato dall'ex attaccante argentino Guillermo Stábile, che in quel periodo era anche l'allenatore della nazionale argentina. I primi due gol della sua carriera vengono messi a segno nel derby vinto per 3 a 2 contro il San Lorenzo. Il giocatore si ripete anche contro la sua ex squadra, mettendo a segno quello che ancora oggi è il gol più veloce della storia del campionato argentino, realizzato dopo undici secondi di gioco.

River Plate[modifica | modifica wikitesto]
Di Stéfano al River Plate negli anni quaranta

Ritornato al River Plate, Di Stefano viene impiegato con maggiore regolarità e contribuisce in maniera notevole alla vittoria del campionato argentino, di cui diventa il capocannoniere con 27 reti.

Grazie alla vittoria del campionato, l'anno successivo il giocatore partecipa alla Coppa dei Campioni del Sudamerica, torneo ufficiale dal quale nascerà la Copa Libertadores, giocando 6 partite e realizzando 4 gol.

L'anno successivo a causa di vari scioperi, viene fermato il campionato argentino e nonostante Di Stefano potette giocare solamente 12 partite, riuscì a realizzare ben 9 reti.

Millonarios[modifica | modifica wikitesto]

Di Stefano passa al Millonarios (Colombia) nel 1949, nel periodo chiamato El Dorado. Il giocatore diventa subito campione del campionato colombiano, che avrebbe vinto nuovamente nel 1951 e nel 1953. In questi due campionati, Di Stefano diventa anche capocannoniere del campionato con rispettivamente 31 e 20 reti a stagione.

L'argentino lascia il club colombiano nel 1953 come il miglior realizzatore della squadra, contribuendo a farne la più grande squadra nella storia della Colombia.

Real Madrid[modifica | modifica wikitesto]
Di Stéfano in azione al Real Madrid nel 1959

Trasferitosi al Real Madrid dopo un'amichevole giocata sotto gli occhi di Santiago Bernabeu e un testa a testa coi rivali del Barcellona per il suo acquisto.[9] Prima dell'arrivo di Di Stefano, il club della capitale spagnola non era né il più grande club del Paese, né il più grande della città: il Real Madrid infatti possedeva solamente due titoli nel campionato spagnolo, mentre il Barcellona e l'Atletico Marid ne possedevano rispettivamente sei e quattro.

L'esordio madridista risale al 23 settembre 1953 contro il Nancy, in una partita finita 4-2 per i francesi. Nonostante l'esordio amaro però, alla prima stagione con il Real Madrid Di Stefano diventa subito il capocannoniere del campionato spagnolo con 27 reti in 28 presenze, contribuendo così in maniera notevole alla vittoria del torneo.

L'anno successivo nonostante Di Stefano realizzi ben 25 reti, finisce secondo nella classifica dei capocannonieri dietro alle 28 reti realizzate dallo spagnolo Juan Arza. Il Real Madrid però riesce comunque a vincere sia il campionato, che la Coppa Latina, che al momento era ritenuto il più prestigioso torneo europeo per club.

Il secondo titolo spagnolo consecutivo permette al Real Madrid di essere il primo rappresentante della Spagna nella UEFA Champions League, torneo che ebbe la sua prima edizione nella stagione 1955-1956. In questa stagione, nonostante Di Stefano fu nuovamente il capocannoniere del campionato con 24 reti, Los Merengues persero il titolo in favore dell'Athletic Bilbao, ma riuscirono a vincere la prima edizione del nuovo torneo europeo, grazie anche alle 5 reti di Di Stefano.

Di Stéfano accanto all'amico Ferenc Puskás

Con l'arrivo in squadra di giocatori del calibro di Raymond Kopa, Héctor Rial e Francisco Gento, il Real Madrid nelle due stagioni successive vince praticamente tutto: 2 campionati spagnoli, l'ultima edizione della Coppa Latina e anche due Champions League. Di Stefano, assoluto protagonista di queste vittorie, si guadagnò invece il titolo di capocannoniere in entrambe le due edizioni del campionato spagnolo, così come nell'edizione del 1957-1958 della Champions League.

Nonostante nelle seguenti due stagioni il campionato spagnolo venga vinto dal Barcellona, Di Stefano rimane comunque il capocannoniere del campionato, e condusse il Real Madrid alla vittoria di altre due Champions League con rispettivamente 6 e 8 reti.

A tutti questi trofei vanno aggiunti poi due palloni d'oro, vinti nel 1957 e 1959.

Con l'arrivo in squadra di Ferenc Puskas, il Real Madrid da vita con Di Stefano a una delle coppie d'attacco più temibili della storia del calcio. Dopo la vittoria di altri 4 campionati spagnoli, Alfredo Di Stéfano lascia il Real Madrid dopo aver vinto in totale 8 campionati spagnoli, 5 Coppe dei Campioni (in cui andò sempre a segno nelle rispettive finali, unico nella storia a riuscirci), una Coppa Intercontinentale e tantissimi riconoscimenti a livello mondiale tra cui spiccano i due Palloni d'Oro.

Nei suoi 11 anni con i blancos realizza 332 gol in 372 partite di campionato, con una media di quasi 0,9 gol a partita.

Nel 1964 si trasferì all'Espanyol dove giocò fino al 1966 e chiuse la sua carriera all'età di 40 anni.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Di Stéfano con la maglia della nazionale argentina

Di Stéfano durante la sua carriera ha giocato per due Nazionali: 6 partite con l'Argentina e 31 con la Spagna, senza riuscire però mai a disputare una partita della fase finale della Coppa del Mondo.

Nel 1947, a 21 anni debuttò con la maglia dell'albiceleste, con la quale vinse la Coppa America segnando ben 6 gol. Nel 1950 l'Argentina si rifiutò di partecipare alla Coppa del Mondo, così Di Stéfano perse la sua prima opportunità di giocarla.

Nel 1956 diventò cittadino spagnolo, ma le Furie Rosse non superarono la fase eliminatoria per accedere ai Mondiali del 1958. Con la Spagna riuscì a qualificarsi per la fase finale dei Mondiali del 1962, ma un infortunio muscolare gli impedì di disputare anche una singola partita. Darà l'addio alle Nazionali dopo questa manifestazione.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro come calciatore si è dedicato alla conduzione tecnica di svariate squadre dirigendo: Elche, Boca Juniors, Valencia, Sporting Lisbona, Rayo Vallecano, Castellón, River Plate e Real Madrid. In 24 anni come allenatore riesce a vincere 5 titoli nazionali (2 Campionati argentini, 1 Campionato spagnolo, 1 Supercoppa di Spagna e un primo posto nella Segunda División) ed uno internazionale (1 Coppa delle Coppe, nel 1979-80 con il Valencia).

Riconoscimenti e incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 5 novembre 2000 sino alla scomparsa, è stato presidente onorario del Real Madrid insieme a Perez.

Al leggendario ex giocatore argentino è intitolato anche lo stadio del Real Madrid Castilla, la squadra riserve delle merengues. Situato nel centro sportivo di Valdebebas, fu inaugurato nel maggio 2006.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Club Campionato Coppa naz. Coppa int. Totale
Cmp. Pres. Reti Cmp. Pres. Reti Cmp. Pres. Reti Pres. Reti
1944-1945 Argentina River Plate PD 1 0 - - - - 1 0
1945-1946 Argentina Huracán PD 25 10 - - - - 25 10
1946-1947 Argentina River Plate PD 29 27 - - - - 29 27
1947-1948 PD 23 13 - - SA 6 4 29 17
1948-1949 PD 12 9 - - - - 12 9
Totale River Plate 65 49 - - 6 4 71 53
1949-1950 Colombia Millionarios CP 15 16 - - - - 15 16
1950-1951 CP 29 23 - - - - 29 23
1951-1952 CP 34 31 - - - - 34 31
1952-1953 CP 24 20 - - - - 24 20
Totale Millionarios 102 90 - - - - 102 90
1953-1954 Spagna Real Madrid PD 28 27 - - - - 28 27
1954-1955 PD 30 25 - - CL 2 0 32 25
1955-1956 PD 30 24 - - UCL 7 5 37 29
1956-1957 PD 30 31 2 3 UCL + CL 8+2 7+2 42 43
1957-1958 PD 30 19 3 7 UCL 7 10 40 36
1958-1959 PD 28 23 3 5 UCL 7 6 38 34
1959-1960 PD 23 12 2 3 UCL 6 8 31 23
1960-1961 PD 23 21 5 8 UCL + CI 2+2 0+1 32 33
1961-1962 PD 23 11 4 6 UCL 9 7 36 24
1962-1963 PD 13 12 6 8 UCL 2 1 21 21
1963-1964 PD 24 11 1 1 UCL 9 5 34 17
Totale Real Madrid 282 216 26 41 63 52 371 309
1964-1965 Spagna Espanyol PD 24 7 1 1 - - 25 8
1965-1966 PD 23 4 1 1 CF 6 0 30 5
Totale Espanyol 47 11 2 2 6 0 55 13
Totale 521 376 28 43 75 56 624 475

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
River Plate: 1945, 1947
Deportivo Los Millonarios: 1949, 1951, 1952
Deportivo Los Millonarios: 1953
Real Madrid: 1953-1954, 1954-1955, 1956-1957, 1957-1958, 1960-1961, 1961-1962, 1962-1963, 1963-1964
Real Madrid: 1961-1962
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Real Madrid: 1955, 1957
Real Madrid: 1955-1956, 1956-1957, 1957-1958, 1958-1959, 1959-1960
Real Madrid: 1960

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Argentina: 1947

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1947 (27 gol)
1951 (31 gol), 1952 (20 gol)
1953-1954 (27 gol), 1955-1956 (24 gol), 1956-1957 (31 gol), 1957-1958 (19 gol), 1958-1959 (23 gol)
1957-1958 (10 gol)
1961-1962 (7 gol ex aequo con Bent Løfqvist, Ferenc Puskás, Heinz Strehl, Justo Tejada)
1957, 1959
  • Super Pallone d'oro (1989)
  • Inserito nelle "Leggende del calcio" del Golden Foot (2004)

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Boca Juniors: 1969 (Nacional)
River Plate: 1981 (Metropolitano)
Valencia: 1970-1971
Valencia: 1986-1987
Real Madrid: 1990

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Valencia: 1979-1980

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Alfred Di Stefano, International Football Hall of Fame. URL consultato il 6 febbraio 2010.
  2. ^ a b "Maradona? Di testa segnava solo di mano...", Repubblica.it, 17 settembre 2009. URL consultato il 6 febbraio 2010.
  3. ^ Top 100 Greatest Ever Footballers, soccerlens.com, 7 novembre 2007. URL consultato il 7 luglio 2014.
  4. ^ Messi ya es el máximo goleador histórico de los Clásicos, marca.com, 23 marzo 2014. URL consultato il 25 marzo 2014.
  5. ^ Di Stefano addio: saluta una leggenda Real, gazzetta.it, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  6. ^ Madrid, è morto Alfredo Di Stefano, sportmediaset.mediaset.it, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  7. ^ Adiós al más grande, marca.com, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  8. ^ Intervista rilasciata al Guerin Sportivo e pubblicata sul numero 47 del 1997
  9. ^ Di Stefano addio: saluta una leggenda Real gazzetta.it, 7 luglio 2014

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 40611149 LCCN: n/00/104967