Nazionale di calcio della Bolivia
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| Federazione | FBF Asociación del Fútbol Boliviano |
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| Codice FIFA: | BOL | |||||
| Soprannome: | La Verde | |||||
| Selezionatore | Gustavo Quinteros (2010-) | |||||
| Record presenze | Luis Cristaldo e Marco Sandy (93) | |||||
| Capocannoniere | Joaquín Botero (20) | |||||
| Esordio internazionale Santiago del Cile, Cile; 12 ottobre 1926 |
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| Migliore vittoria La Paz, Bolivia; 22 agosto 1993 Oruro, Bolivia; 5 marzo 2000 |
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| Peggiore sconfitta Lima, Perù; 6 novembre 1927 San Paolo, Brasile; 10 aprile 1949 |
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| Campionato del mondo | ||||||
| Partecipazioni | 3 (Prima nel 1930) | |||||
| Miglior risultato | Fase a gironi | |||||
| Copa América | ||||||
| Partecipazioni | 23 (Prima nel 1926) | |||||
| Miglior risultato | Vincitori, 1963 | |||||
| Confederations Cup | ||||||
| Partecipazioni | 1 (Prima nel 1999) | |||||
| Miglior risultato | Primo turno, 1999 | |||||
La Nazionale di calcio della Bolivia (sp. Selección nacional de fútbol de Bolivia) è la squadra di calcio rappresentativa della Bolivia ed è posta sotto l'egida della federazione calcistica boliviana.
Ha vinto la Coppa America nel 1963 e conta tre presenze al Campionato del mondo, dove è sempre stata eliminata al primo turno.
Attualmente occupa la 102ª posizione nel Ranking mondiale FIFA.
Indice |
[modifica] Il problema dell'altitudine
La Bolivia è ben nota nel mondo calcistico per un problema particolare: gioca infatti le sue partite a La Paz che, con un'altitudine media di circa 3600 m s.l.m., è la capitale più in alta del mondo. Questa situazione climatica e ambientale ha da sempre favorito la selezione verde nelle partite casalinghe: a certe altitudini, infatti, l'aria diventa molto più rarefatta e l'ossigenazione più difficile. Se i calciatori boliviani sono tutti o quasi abituati a giocare in queste condizioni atmosferiche, le nazionali ospitate trovano grosse difficoltà e non sono mancati i casi nei quali a fine partita i calciatori avversari hanno avuto la necessità di aiutarsi con bombole d'ossigeno. Anche i risultati risultano a volte falsati e, non a caso, le formazioni non abituate, specialmente se la tenuta atletica non è al meglio, tendono a crollare a livello fisico nell'ultimo quarto d'ora della partita favorendo i boliviani che non poche volte hanno vinto proprio negli ultimi minuti. A questo c'è da aggiungere che il pallone, sempre per l'elevata altitudine, tende ad assumere traiettorie a volte imprevedibili e velocità più elevate della norma.[1]
A causa della preoccupazione della FIFA per la salute dei calciatori, incalzata anche da varie proteste di molte federazioni calcistiche, la Bolivia rischia di vedere bandito il proprio stadio nazionale: la stessa FIFA ha emanato un divieto di giocare partite internazionali a più di 2.500 metri prima, e 3.000 dopo (a seguito delle proteste di Colombia ed Ecuador, anch'esse andine), concedendo poi una deroga fino al 2012 alla Bolivia in modo che possa cercare una nuova collocazione. In Bolivia è divenuto un caso di orgoglio nazionale e di protesta, dato che lo stesso presidente boliviano ha disputato con altri membri del governo una partita a 5.000 metri d'altezza sulle Ande.
[modifica] Storia
La Verde, soprannome della selezione boliviana per il colore della maglia da gioco, è storicamente una delle Nazionali più deboli della CONMEBOL. Tuttavia ha preso parte a tre edizioni della Coppa del Mondo, anche se non è mai riuscita ad ottenere una vittoria.
Nel 1930 fu inserita nel difficile gruppo B comprendente Brasile e Jugoslavia. Arrivarono due sonore sconfitte, entrambe per 4-0, quindi senza la soddisfazione di segnare almeno un gol. La Bolivia fece sicuramente meglio durante la prima edizione dei Bolivarian Games tenutesi a Bogotà in Colombia nel 1938, dove arrivò al secondo posto dietro al Perù, vincendo lo spareggio per la seconda piazza contro l'Ecuador per 2 a 1. Verdi disastrosi nell'edizione 1950 del Mondiale: la Bolivia venne inserita nello strano girone D insieme al solo Uruguay, che travolse i malcapitati boliviani per 8-0 grazie anche ad un poker di Schiaffino. Successivamente fallì le qualificazioni ai Mondiali seguenti, ma nel 1963 conquistò la sua prima e fino ad ora unica Copa America, aiutata dal fatto di giocare in casa, nella capitale La Paz, ad un'altitudine di oltre 3600 metri. Maximo Alcocer e Ramiro Blacut sono i giocatori dell'epoca degni almeno di una citazione. Si comportò egregiamente nei gironi eliminatori sudamericani per la Coppa del Mondo 1978, ma, dopo essere stata battuta da Brasile e Perù (che passarono direttamente alla fase finale della competizione iridata), giocò e perse nettamente lo spareggio contro l'Ungheria (0-6 all'andata e 2-3 al ritorno).
Andò vicinissima alla qualificazione nel 1990, estromessa a causa della differenza reti sfavorevole nei confronti dell'Uruguay, anche se tutto questo fu il preludio alla qualificazione al Mondiale statunitense del 1994, guadagnata arrivando seconda nel proprio girone alle spalle del Brasile e precedendo proprio l'Uruguay. L'urna mise i boliviani nel Girone C insieme alla Germania campione uscente, alla Spagna ed alla Corea del Sud. Il 17 giugno esordì contro la Germania nella prima partita del torneo e, senza alcuna sorpresa, perse 1-0 con gol di Jurgen Klinsmann, viziato da un vistoso errore dell'estremo difensore boliviano Carlos Leonel Trucco. Da segnalare anche l'esordio di Marco Etcheverry, soprannominato El Diablo, il miglior calciatore boliviano degli anni novanta, che si fece espellere dopo appena tre minuti dal suo ingresso in campo (era subentrato al 34º minuto della ripresa a Ramallo) per un calcio rifilato a Lothar Matthäus. Il 23 giugno la Bolivia conquistò il suo primo ed unico punto ad un Mondiale, frutto di uno 0-0 contro la Corea del Sud. Nonostante avesse conquistato fino a quel momento un solo punto, la Bolivia nutriva ancora qualche speranza di centrare la qualificazione agli ottavi, a patto di battere la Spagna guidata da Javier Clemente. La superiorità tecnica e tattica delle Furie Rosse, però, fu evidente: la Bolivia perse 3-1 con rete su rigore di Josep Guardiola nel primo tempo, raddoppio di José Luis Caminero al 65º minuto della ripresa e risposta di Sanchez un minuto più tardi. Quella di Sanchez è l'unica rete segnata ai Mondiali dalla Bolivia. A chiudere i conti fu ancora Caminero.
L'ultimo risultato di spessore a livello internazionale è stato il secondo posto raggiunto in Coppa America nell'edizione casalinga del 1997. L'ottimo risultato è stato ricondotto ancora una volta all'abitudine dei calciatori boliviani a giocare all'altitudine di La Paz.
Nell'edizione 2007 della Copa América, svoltasi in Venezuela, la Bolivia è stata eliminata al primo turno dopo un decoroso pareggio per 2-2 nella prima partita contro i padroni di casa e un pareggio ottenuto all'86º minuto dal Perù.
Il 1º aprile 2009, in una partita valida per le Qualificazioni al Mondiale di Sudafrica 2010, la Verde ha ottenuto un risultato storico battendo 6-1 l'Argentina allo Stadio Hernando Siles di La Paz[2]. Nella Copa America 2011 esordisce pareggiando incredibilmente contro i padroni di casa dell'Argentina per 1-1. La seconda partita sembrava l'occasione perfetta per tornare a vincere una partita nella competizione continentale, ma la "Verde" perde tra lo stupore generale per 0 - 2 contro la Costa Rica, squadra composta da giocatori Under - 23. Pochi giorni dopo viene definitivamente eliminata, perdendo 2 - 0 contro la Colombia.
[modifica] Rose
[modifica] Mondiali
[modifica] Copa América
[modifica] Confederation Cup
[modifica] Rosa attuale
Lista dei convocati per la Coppa America 2011.
[modifica] Convocati recenti
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[modifica] Record individuali
[modifica] Record di presenze
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[modifica] Record di reti
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[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Boliviani traditi dal fattore campo (alto) - Gazzetta dello Sport
- ^ Argentina, tremendo k.o. La Bolivia passeggia 6-1 da La Gazzetta dello Sport
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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