Lothar Matthäus

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Lothar Matthäus
6423 Lothar Matthäus.JPG
Lothar Matthäus nel giugno 2012
Dati biografici
Nome Lothar Herbert Matthäus
Nazionalità Germania Germania
Altezza 174 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, difensore)
Ritirato 2000 - giocatore
Carriera
Giovanili
1971-1979 non conosciuta FC Herzogenaurach
Squadre di club1
1978-1979 non conosciuta FC Herzogenaurach 22 (20)
1979-1984 Borussia M'bach Borussia M'bach 162 (36)
1984-1988 Bayern Monaco Bayern Monaco 113 (57)
1988-1992 Inter Inter 115 (40)
1992-2000 Bayern Monaco Bayern Monaco 189 (28)
2000 N.Y. MetroStars N.Y. MetroStars 16 (0)
Nazionale
1979
1979-1981
1979-1983
1980-2000
Germania Ovest Germania Ovest U-18
Germania Ovest Germania Ovest B
Germania Ovest Germania Ovest U-21
Germania Germania
9 (3)
4 (1)
15 (2)
150 (23)
Carriera da allenatore
2001-2002 Rapid Vienna Rapid Vienna
2002-2003 Partizan Partizan
2004-2005 Ungheria Ungheria
2006 Atletico-PR Atlético-PR
2006-2007 Salisburgo Salisburgo Vice
2008-2009 Maccabi Netanya Maccabi Netanya
2009 Racing Club Racing Club
2010-2011 Bulgaria Bulgaria
Palmarès
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Italia 1980
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Spagna 1982
Argento Messico 1986
Oro Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 9 settembre 2013
« Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo. »
(Diego Armando Maradona[1])

Lothar Herbert Matthäus (Erlangen, 21 marzo 1961) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo centrocampista o difensore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Matthäus, che ha origini ebraiche derivanti dalla nonna paterna[2], è noto per avere una vita privata abbastanza burrascosa: è infatti convolato a nozze quattro volte e tutti i suoi matrimoni si sono conclusi con un divorzio o comunque una separazione.

Dal 1981 al 1992 fu sposato con Silvia, dalla quale ebbe due figlie: Alisa e Viola. Nel 1994 si sposò con la top model e presentatrice televisiva svizzera Lolita Morena, con cui ebbe un figlio chiamato Loris; il matrimonio naufragò nel 1999.

Nel periodo in cui allenava il Partizan Belgrado ebbe una relazione con Marijana Kostić, frequentatrice assidua dei salotti mondani serbi, che divenne la sua terza moglie il 27 novembre 2003. Alla fine del 2007 la donna presentò istanza di divorzio, che divenne ufficiale nel gennaio del 2009 a seguito di una controversia tra i due per la divisione dei beni[3].

Nel dicembre del 2008 si sposò per la quarta volta, a Las Vegas, con la ventunenne modella ucraina Kristina Liliana Chudinova: i due si erano conosciuti nell'ottobre dell'anno precedente all'Oktoberfest. La coppia andò ad abitare a Tel Aviv, dove la donna studiò giornalismo nella locale università[4] ma dopo poco più di un anno i due si separarono a causa di un tradimento di lei[5].

L'ultima crisi coniugale causò a Matthäus un contraccolpo anche sportivo: lo stesso ex campione tedesco dichiarò che fu proprio questo ennesimo fallimento matrimoniale a impedirgli di diventare allenatore della nazionale camerunense, dato che la moglie del presidente rimase negativamente colpita dalla vicenda e interruppe le trattative[6].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Matthäus, con la maglia della Germania, salta in dribbling un avversario nel 1992.

Fu un regista di centrocampo[7] dotato di grande forza fisica[8], prepotente velocità, piglio da leader[9], ottima tecnica e di un tiro preciso e potente che gli consentì, insieme alla sua abilità negli inserimenti, di andare a segno molte volte in carriera[9][10]. Si distinse come brillante specialista di calci piazzati e rigori[11].

Negli ultimi anni della carriera, essendo considerato troppo lento per giocare in mediana[7], fu spostato in posizione di libero[12], ruolo nel quale seppe adattarsi alla perfezione continuando a mantenere elevatissimi standard di rendimento[9].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Affermatosi in Bundesliga nel 1979 col Borussia Mönchengladbach, già nel 1980 apporta un valido contributo alla sua Nazionale campione d'Europa. Nel 1984 viene comprato dal Bayern Monaco, con la quale vince tre campionati. In seguito fu acquistato dall'Inter del presidente Ernesto Pellegrini per 5,6 miliardi di lire.[13]

Matthäus durante gli anni all'Inter, assieme a Walter Zenga.

Nel periodo interista vinse lo scudetto dei record – che l'Inter conquistò nel 1989 con 58 punti in 34 partite, e che è tuttora un record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il gol decisivo nello scontro diretto con il Napoli (Inter-Napoli 2-1); Giovanni Trapattoni modificò parzialmente la sua posizione in campo.[senza fonte]

Nello stesso anno vinse con i nerazzurri anche la Supercoppa italiana. Nella stagione 1990-1991 contribuì alla vittoria della Coppa UEFA, la prima dell'Inter e della sua carriera personale, nella doppia finale italiana contro la Roma segnando il rigore del definitivo 2-0 nella finale di andata giocatasi a San Siro (il ritorno finì 1-0 per i giallorossi). Era dai tempi di Herrera che l'Inter non conquistava un titolo europeo.

Matthäus in posa con il Pallone d'oro vinto nel 1990.

Il 12 aprile 1992 contro il Parma, Matthäus ebbe un grave infortunio: rottura dei legamenti del ginocchio.[14] Quella stagione inoltre era vissuta tra le crisi della squadra passata da Corrado Orrico a Luisito Suarez e personali (da una famiglia a un'altra). Così, di comune accordo con la società, venne ceduto al Bayern Monaco[14] per 3 miliardi di lire.[15]

La sua ultima annata nelle file del Bayern di Monaco si conclude con la clamorosa sconfitta nella finale di Champions League per mano del Manchester United che si aggiudica l'incontro negli ultimi minuti, mentre Matthäus era stato appena sostituito. Lasciò quindi il calcio europeo senza poter conquistare l'unico trofeo continentale mancante nel proprio palmarès. Nel 2000 passò ai New York Metrostars ed a fine stagione diede l'addio al calcio professionistico, iniziando nel contempo l'attività di allenatore. L'unico rammarico di Matthäus giocatore fu quello di non aver mai vinto la Coppa dei Campioni, che perse due volte in finale, e la beffa fu resa ancora più paradossale dalla vittoria che il Bayern conseguì nella competizione, la stagione successiva alla sua partenza verso gli States, nella finale di San Siro contro il Valencia.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 è il leader della Nazionale tedesco-occidentale ai mondiali messicani persi in finale contro l'Argentina di Maradona – che Matthäus neutralizzò nel primo tempo marcandolo a uomo (mentre nella ripresa l'asso argentino fu preso in consegna da Karl-Heinz Förster). Quattro anni più tardi, fu il capitano e trascinatore della Germania Ovest campione del mondo a Italia 1990; nel corso del torneo mise in mostra tutto il suo repertorio, al punto che venne eletto miglior giocatore della manifestazione e, a fine anno, fu proclamato Pallone d'Oro[16] proseguendo la striscia di successi l'anno successivo, aggiudicandosi la prima edizione del FIFA World Player.

Matthäus (a sinistra) solleva con Pierre Littbarski la Coppa del Mondo vinta dalla Germania Ovest a Italia '90.

Successivamente venne impiegato come difensore libero, e disputò ancora due mondiali da titolare fisso con la maglia della Germania riunificata, stabilendo così il record di partite disputate nel campionato del mondo, nonché il primato di partecipazioni alle fasi finali dei mondiali (partecipò a cinque appuntamenti iridati differenti, dal 1982 al 1998). Matthäus ha militato nella squadra nazionale – Germania Ovest prima, e Germania poi – per vent'anni, dal giugno 1980 al giugno 2000, collezionando ben 150 presenze, record per i tedeschi (solo tredici giocatori al mondo, con altre nazionali, hanno fatto meglio), segnando 23 reti.

Detiene il record, insieme al messicano Antonio Carbajal e all'italiano Gianluigi Buffon, di mondiali giocati (5);[17] è, inoltre, il calciatore con più presenze assolute nelle fasi finali della rassegna iridata (25).[18]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Il 6 settembre 2001 diventa allenatore del Rapid Vienna (Austria), fino al 10 maggio 2002. Dal 22 dicembre dello stesso anno allena il Partizan Belgrado (Serbia), rimane fino al 13 dicembre 2003. Dal 14 dicembre successivo diventa commissario tecnico della Nazionale ungherese, rimane fino al 31 dicembre 2005. Dall'11 gennaio 2006 guida l'Atletico Paranaense (Brasile), rimane fino al 17 marzo seguente. Dal 1º giugno 2006 al 12 giugno 2007, è il vicedi Giovanni Trapattoni al Red Bull Salisburgo (Austria), dove vince il campionato austriaco.

Dal 15 giugno 2008 viene annunciato il suo ingaggio per la panchina del Maccabi Netanya, squadra israeliana;[19] rimane fino al 29 aprile 2009. Il 24 ottobre dello stesso anno viene ingaggiato dal Racing Club (Argentina) sostituendo Ricardo Caruso Lombardi dopo 10 gare di campionato; dopo due giorni cambia idea e si licenzia.[20]

Il 23 settembre 2010 diventa allenatore della Bulgaria firmando un contratto di un anno con opzione per altri due.[21] Il 19 settembre 2011 rescinde consensualmente il contratto che lo legava alla nazionale bulgara.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ D.A. Maradona, Io sono el Diego, traduzione Alberto Bracci, Fandango Libri, 2002
  2. ^ "Netanya beckons for Matthaüs", UEFA.com, 13 aprile 2008
  3. ^ Mijatović, M. (11 febbraio 2009), "Mateusovi se razveli posle godinu dana suđenja" (in serbo). Blic
  4. ^ "Ukrainian becomes forth wife for German football legend", Russia Today, 4 gennaio 2009
  5. ^ "Marijana: I knew he would divorce her", MiroSport. 21 luglio 2010
  6. ^ Il blob della settimana: Pizarro e quella "z" di troppo, La Gazzetta dello Sport, 9 agosto 2010
  7. ^ a b Matthäus campione senza età
  8. ^ I miti del calcio: Matthäus
  9. ^ a b c 1990 - Lothar Matthaus
  10. ^ Come dimostrano i 197 gol segnati da professionista
  11. ^ Articolo del Corriere della Sera (25 ottobre 2008) nel quale Pagliuca ricorda di aver parato uno dei pochissimi rigori falliti da Matthäus
  12. ^ Lothar Matthäus il recordman del calcio tedesco
  13. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 5 (1988-1989), Panini, 4 giugno 2012, p. 10.
  14. ^ a b Affare fatto, Matthäus al Bayern per 6 miliardi e mezzo di lire archiviostorico.corriere.it
  15. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 9 (1992-1993), Panini, 2 luglio 2012, p. 10.
  16. ^ Pallone d'oro 1990
  17. ^ La quinta di Buffon, 10 giugno 2014. URL consultato il 4 luglio 2014.
  18. ^ Matthaus, Lothar, treccani.it.
  19. ^ (HE) אגדה ב'קופסא': לותר מתיאוס סיכם לשנתיים בנתניה, ynet.co.il, 11 aprile 2008.
  20. ^ Argentina: no Racing per Matthaeus, 28 ottobre 2009. URL consultato il 29 ottobre 2009.
  21. ^ CALCIO, BULGARIA: IL NUOVO CT È MATTHAEUS, repubblica.itil, 21 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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