Guerra del Chaco

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Guerra del Chaco
Situazione al confine tra Bolivia e Paraguay prima dell'inizio della guerra
Situazione al confine tra Bolivia e Paraguay prima dell'inizio della guerra
Data 15 giugno 1932 - 10 giugno 1935
Luogo Gran Chaco
Esito Vittoria paraguaiana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
250.000 uomini 150.000 uomini
Perdite
Circa 57.000 morti Circa 43.000 morti
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La guerra del Chaco (1932-1935) fu combattuta da Bolivia e Paraguay per il controllo della regione del Gran Chaco (in America Meridionale), erroneamente ritenuta ricca di petrolio.

Le cause della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo paraguaiano indicante il Chaco.

Pur essendo la regione scarsamente popolata, il controllo del fiume Paraguay avrebbe consentito a uno dei due paesi uno sbocco sull'oceano Atlantico; la cosa era particolarmente importante per la Bolivia, che aveva perso lo sbocco sul Pacifico a favore del Cile nella guerra del Pacifico.

Il controllo delle risorse naturali[modifica | modifica wikitesto]

La scoperta di petrolio alla base delle Ande portò a credere che la regione fosse ricca di petrolio; compagnie petrolifere straniere erano interessate allo sfruttamento; fra esse, la Standard Oil sosteneva le mire boliviane mentre la Shell quelle paraguaiane.

Durante le trattative internazionali, la Bolivia argomentò che la regione era parte della provincia spagnola da cui la Bolivia discendeva. Nel frattempo il Paraguay aveva cominciato a coltivare la regione, rendendola la maggior produttrice al mondo di yerba mate; la locale popolazione Guaraní d'altra parte ne reclamava il possesso.

Ma il Paraguay aveva perso quasi la metà del proprio territorio a favore di Argentina e Brasile nel corso della guerra della triplice alleanza, e non era disposto a concedere un territorio economicamente produttivo alla Bolivia.

Il Gran Chaco è la parte più inospitale dell'inospitale Chaco Boreal, in gran parte disabitata, 250.000 miglia regione ovest-SQ del fiume Paraguay e ad est ai piedi delle Ande in Paraguay, Bolivia e Argentina. È arida e semi desertica con temperature tra le più elevate in Sud America. Ad ovest, vicino alle montagne, il Gran Chaco e' pianeggiante, con scarsa vegetazione, privo di acqua, arida e semi-desertica. Più ad est è una folta, asciutta, quasi impraticabile giungla punteggiata da alcuni densi boschetti di quebrachos e radure erbose. Vi sono poche persone, ma una miriade di insetti e molte malattie tropicali. Prima del 1928, il valore reale della regione era dato dal tannino estratto dal quebrachos e il pascolo magro per il bestiame. Tale era l'oggetto della discordia del conflitto sud americano più sanguinoso del secolo XX.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

Soldati paraguaiani con una mitragliatrice.

Scontri alla frontiera alla fine degli anni venti sfociarono in una guerra proclamata nel 1932, quando l'esercito boliviano al comando del presidente Daniel Salamanca attaccò una guarnigione presso il lago Pitiantuta.

Il Paraguay aveva una popolazione pari a un terzo di quella boliviana (880 000 rispetto a 2 150 000), ma lo stile di combattimento, basato sulla guerriglia si rivelò efficace contro la più convenzionale strategia militare boliviana; inoltre il Paraguay ricevette aiuti militari dall'Argentina, e sfruttò per le comunicazioni la lingua guaraní. Inoltre il Paraguay ebbe pochi problemi nel mobilitare le proprie truppe, essendo alcune battaglie combattute a pochi chilometri da Asunción.

Nonostante l'embargo sulla vendita delle armi proclamato dalla Lega delle Nazioni, la Bolivia poté schierare almeno cinque carri armati, che si rivelarono tuttavia poco adatti al terreno dei combattimenti. Gli aerei coinvolti nel conflitto furono per lo più bombardieri bimotori quali il Curtiss B-2 Condor o lo Junkers Ju 86.

Le maggiori perdite (si parla di circa 100 000 morti) vennero registrate a causa delle malattie quali la malaria più che per i combattimenti veri e propri; la guerra portò per entrambe le nazioni a una grave crisi economica. Il 27 novembre 1934 i generali boliviani, insoddisfatti per l'andamento della guerra, deposero il presidente Daniel Salamanca e lo sostituirono con il vicepresidente José Luis Tejada Sorzano.

La fine della guerra[modifica | modifica wikitesto]

I firmatari del trattato di pace del 1938 riuniti a Buenos Aires.
La Pace del Chaco. Il francobollo è Scott n. 629

Quando venne trattato il cessate il fuoco, il 10 giugno 1935, il Paraguay controllava la maggior parte della regione. Questo fu riconosciuto nell'armistizio del 1938, firmato a Buenos Aires, in Argentina, con il quale il Paraguay ottenne i tre quarti del Chaco Boreale, mentre alla Bolivia andò il territorio restante, lungo il corso del fiume paraguaiano Puerto Busch. Alcuni anni più tardi fu scoperto che non c'era alcun giacimento petrolifero nel territorio paraguaiano del Chaco Boreal, al contrario della porzione boliviana; questa è infatti ricca di gas naturale e petrolio, che rappresentano a tutt'oggi la principale esportazione del paese e la maggior fonte di ricchezza.

Il 27 aprile 2009 Evo Morales, presidente della Bolivia, e Fernando Lugo, presidente del Paraguay, firmano a Buenos Aires un accordo sulla definizione del confine, ad oltre 70 anni dal termine della guerra.[1][2][3][4]

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bolivia-Paraguay, accordo storico sulla frontiera comune in PeaceReporter, 28 aprile 2009. URL consultato il 28-4-2009.
  2. ^ Bolivia-Paraguay: finisce la disputa sui confini in Euronews, 28 aprile 2009. URL consultato il 28-4-2009.
  3. ^ (ES) Paraguay y Bolivia zanjan el lío limítrofe in La Razón, 28 aprile 2009. URL consultato il 28-4-2009.
  4. ^ (ES) Morales y Lugo firmaron un acuerdo histórico en Buenos Aires in Los Andes, 28 aprile 2009. URL consultato il 28-4-2009.

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