Fernando Lugo

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Fernando Lugo
Presidente Fernando Lugo (copyred).jpg

Presidente del Paraguay
Durata mandato 15 agosto 2008 –
22 giugno 2012
Predecessore Nicanor Duarte Frutos
Successore Federico Franco

Dati generali
Partito politico Alleanza Patriottica per il Cambiamento
Alma mater Universidad Católica Nuestra Señora de la Asunción
Firma Firma di Fernando Lugo

Fernando Armindo Lugo Méndez (San Solano, 30 maggio 1951) è un politico e vescovo cattolico paraguaiano, ora dimesso dallo stato clericale. Il 20 aprile 2008 è stato eletto presidente del Paraguay, carica dalla quale è stato destituito il 22 giugno 2012.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Vita e attività ecclesiale[modifica | modifica sorgente]

Fernando Lugo
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di San Pedro Apóstol
Nato 30 maggio 1951
Ordinato presbitero 15 agosto 1977
Consacrato vescovo 17 aprile 1994

Nacque a San Solano, piccolo pueblo di San Pedro del Paraná. Cresciuto in una famiglia priva di riferimenti religiosi, Fernando Lugo ebbe sin dalla giovinezza una propensione verso la vita politica. Suo zio, Epifanio Méndez Fleitas, era un dissidente del partito colorado, e fu perseguitato ed esiliato dal regime del generale Alfredo Stroessner. Suo padre fu imprigionato venti volte, e anche alcuni dei suoi fratelli maggiori furono esiliati. Frequentò i primi anni di scuola in un istituto religioso a Encarnación; nel frattempo lavorava come venditore ambulante.

All’età di 17-18 anni, contro il parere del padre che desiderava studiasse legge, Lugo entrò in una scuola normale (istituto magistrale) e iniziò l'insegnamento in una comunità rurale. Fu molto benvoluto tra la popolazione, che era molto religiosa ma priva di sacerdoti. Lugo ricorda di essere stato molto colpito da quell'esperienza, in cui scoprì la sua vocazione; decise così, a 19 anni, di entrare nel seminario della Società del Verbo Divino. Fu ordinato sacerdote il 15 agosto 1977 e lo stesso anno fu inviato in Ecuador, come missionario, per 5 anni. Qui ebbe l’occasione di interessarsi alla teologia della liberazione. Ritornò in Paraguay nel 1982, e, dopo un anno, la polizia del regime ne chiese l'espulsione. La Chiesa lo inviò a Roma per ulteriori studi accademici. Lugo ritornò in patria nel 1987, due anni prima della caduta della dittatura di Stroessner. Il 5 marzo 1994 fu nominato vescovo della diocesi di San Pedro Apóstol, la più povera del paese, nel dipartimento di San Pedro; fu ordinato vescovo il successivo 17 aprile.

Verso la candidatura presidenziale[modifica | modifica sorgente]

Per potersi candidare in politica, Lugo presentò le dimissioni da ordinario della diocesi cattolica di San Pedro Apóstol l'11 gennaio 2005.

Conosciuto come il "vescovo dei poveri"[senza fonte], Lugo fu visto da molti come l'alternativa più seria al dominio dell'Asociación Nacional Republicana, meglio nota come Partido Colorado. Sebbene abbia affermato in origine di trovare "interessante" la presidenza di Hugo Chávez in Venezuela, ha preso poi le distanze dagli altri capi politici dell'America Latina, ponendosi il primario obiettivo il combattere l'ineguaglianza sociale in Paraguay.

Il 25 dicembre 2006 annunciò di aver chiesto al Vaticano la dimissione dallo stato clericale per seguire le sue aspirazioni civili e politiche.[2] La Radio Vaticana il 1º febbraio 2007 annunciò che, con una lettera del 20 gennaio, il cardinal Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi, aveva rifiutato la dimissione dallo stato clericale, ma comminato la sospensione a divinis, cioè il divieto di amministrare i sacramenti.[3][4][5]

Il 23 febbraio 2007 il Ministero degli Interni paraguaiano offrì protezione a Lugo, a causa di minacce di morte che egli aveva ricevuto durante le sue attività politiche.[6]

Secondo un sondaggio del febbraio 2007, era già da considerarsi il principale favorito alle elezioni presidenziali.[7][8]

Il 29 ottobre 2007, iscrittosi al Partito della Democrazia Cristiana del Paraguay, che nel frattempo aveva formato una coalizione di più di una dozzina di movimenti e partiti di opposizione denominata Alleanza Patriottica per il Cambiamento (APC), ne ottenne la candidatura, mentre Federico Franco, del Partido Liberal Radical Auténtico (di centro-destra), il maggior partito d'opposizione del Paraguay, fu candidato alla vicepresidenza.[9]

Nonostante, il 16 novembre 2007, Nicanor Duarte Frutos, presidente dell'Associazione Nazionale Repubblicana (Partito Colorado), avesse annunciato che il suo partito non avrebbe iniziato alcun processo per bloccare la candidatura di Lugo[10], fu avviato un dibattito polemico riguardo alla sua legittimità, in quanto l'articolo 235 della Costituzione paraguaiana proibisce ai ministri di qualsiasi religione di mantenere cariche elettive.

Elezione a presidente del Paraguay[modifica | modifica sorgente]

Il 20 aprile 2008 Lugo ottenne il primo posto nelle elezioni presidenziali con almeno 10 punti percentuali di vantaggio, per quanto senza maggioranza assoluta. La Costituzione del Paese prevede la maggioranza relativa, per accedere alla massima carica dello Stato. La candidata del partito colorado, Blanca Ovelar, ha ammesso la sconfitta nella stessa notte, intorno alle ore 21 locali.

Fernando Lugo era divenuto il secondo presidente del Paraguay di sinistra (il primo era stato Rafael Franco, dal 1936 al 1937). Fu inoltre la prima sconfitta, in 61 anni di dominio, del partito colorado alle elezioni presidenziali. Lugo assunse la carica di presidente il 15 agosto 2008.

Il 31 luglio 2008, nell'imminenza dell'assunzione della carica di presidente, la Santa Sede accettò la richiesta di dimissione dallo stato clericale di Lugo per la incompatibilità con la sua carica politica[11][12]. Nell'occasione, il presidente neoeletto chiese scusa alla Chiesa cattolica, e in particolare a papa Benedetto XVI, per essersi candidato in politica. Il Pontefice, accettando la richiesta di Lugo, lo esortò comunque a esser fedele ai principi morali della fede cattolica, ed a condurre una vita coerente con il Vangelo[13][14]. Il 13 aprile 2009 Lugo ha riconosciuto, dopo un attacco dell'opposizione, di avere avuto un figlio naturale nel 2007, due anni dopo la sua richiesta di riduzione allo stato laicale; a quel tempo però la sua richiesta non era stata ancora accettata, e quindi pur se sospeso a divinis, era sempre appartenente alla struttura della Chiesa.

Il 22 giugno 2012, il Senato del Paraguay ne ha decretato la destituzione, con la messa in stato di impeachment[1].

Blog[modifica | modifica sorgente]

Lugo iniziò a scrivere un blog sul sito web del quotidiano ABC Color nel marzo 2007.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze paraguaiane[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Paraguay: destituito il presidente Fernando Lugo. Senato approva impeachment per 39 voti favorevoli e 4 contrari, ANSA, 23 giugno 2012
  2. ^ Cfr. can. 1333, § 1-2-3 del Codice di diritto canonico
  3. ^ Notiziario radio Vaticana del 1º febbraio 2007
  4. ^ ZENIT.org : Nota y decreto de suspensión «a divinis» del obispo paraguayo candidato político
  5. ^ ZENIT.org : Sospeso “a divinis” il Vescovo paraguayano candidatosi alle presidenziali
  6. ^ Paraguayan Gov't Offers Lugo Protection
  7. ^ Angus Reid Consultants
  8. ^ http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1165360.html
  9. ^ Archivo no encontrado
  10. ^ Catholic World News : Suspended bishop cleared as presidential candidate in Paraguay
  11. ^ Paraguay, il vescovo Lugo ridotto allo stato laicale
  12. ^ Impugnation to Lugo will be treated at Colorado Party's executive comitee (in spagnolo)
  13. ^ Radio Vaticana del 31/07/2008 : Il Papa concede la "perdita dello stato clericale" al presidente eletto del Paraguay, Fernando Lugo, già vescovo emerito di San Pedro
  14. ^ ZENIT.org : Il Papa accetta la dimissione dallo stato clericale del Presidente eletto del Paraguay

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di San Pedro Apóstol Successore BishopCoA PioM.svg
Oscar Páez Garcete 5 marzo 1994 - 11 gennaio 2005 Adalberto Martínez Flores
Predecessore Presidente del Paraguay Successore Coat of arms of Paraguay.svg
Nicanor Duarte Frutos 20 aprile 2008 - 22 giugno 2012 Federico Franco

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