Società delle Nazioni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Società delle Nazioni
(EN) League of Nations
(FR) Société des Nations
(ES) Sociedad de Naciones
Gli stati membri della Società delle Nazioni
Gli stati membri della Società delle Nazioni
Lingue ufficiali inglese, francese, spagnolo
Fondazione 28 giugno 1919
Dissoluzione 19 aprile 1946
Sedi Ginevra, Svizzera

La Società delle Nazioni fu un'organizzazione internazionale fondata a seguito del trattato di Versailles, il 18 gennaio del 1919. Gli scopi fondamentali dell'organizzazione erano il controllo degli armamenti internazionali, l'incentivo del benessere e della qualità della vita nel pianeta, la prevenzione delle guerre e la gestione diplomatica dei conflitti fra stati.

Le conquiste diplomatiche che si raggiunsero in quegli anni rappresentarono un decisivo passo avanti rispetto al secolo precedente: ciononostante la Società delle Nazioni mancava di proprie forze armate per intervenire globalmente e perciò spettava alle grandi potenze economiche e militari il compito di imporre le risoluzioni politiche e le sanzioni economiche dell'organizzazione, nonché di fornire un esercito quando fosse necessario.

Indice

[modifica] Storia

Dopo una serie di notevoli successi e alcuni primi fallimenti negli anni venti la Società delle Nazioni fu incapace a prevenire le aggressioni delle potenze dell'Asse nel 1930. Lo scoppio della seconda guerra mondiale dimostrò poi che non era stato più possibile sostenere con successo i propositi di pace della Società delle Nazioni e quindi, alla fine della guerra, al suo posto furono istituite le Nazioni Unite che ereditò molte delle agenzie e organizzazioni fondate dalla Società delle Nazioni.

Una precendente organizzazione diplomatica simile alla Società delle Nazioni sorse attorno alla Convenzione dell'Aia nel 1907. La confederazione degli Stati dell'Aia, come il pacifista neokantiano Walther Schücking chiamò gli stati aderenti a tale convenzione, costituì un'alleanza globale che ambiva al disarmo parziale e alla guida diplomatica delle contese fra nazioni. Il riferimento filosofico alla base di questa concezione pacifistica delle comunità sovranazionali fu già descritta da Kant nel documento Per la pace perpetua del 1795. A seguito del fallimento della Convenzione dell'Aia (un'ennesima conferenza fu proposta nel 1915) l'idea della Società delle Nazioni sembra esser sorta con Edward Grey segretario di Stato per gli Affari esteri britannico, e fu accolta con favore dal presidente democratico degli Stati Uniti d'America Woodrow Wilson e dal suo consigliere il colonnello Edward M. House, per scongiurare eventi sanguinari come la prima guerra mondiale. La creazione della Società delle Nazioni fu l'obiettivo fondamentale dei quattordici punti per la pace di Wilson.

La Conferenza di pace di Parigi (1919) accettò la proposta di creare la Società delle Nazioni (francese: Société des Nations, tedesco: Völkerbund) il 25 gennaio, 1919. L'alleanza della Società delle Nazioni fu abbozzata da una commissione speciale e l'organizzazione fu fondata attorno alla prima parte del Trattato di Versailles che fu firmato il 28 giugno 1919. All'inizio il trattato fu varato da 44 stati, comprese le 31 nazioni che avevano preso parte alla guerra al fianco della triplice intesa, o che vi si erano alleate durante il conflitto. Nonostante fossero stati proprio gli sforzi di Wilson, per i quali il presidente americano fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 1919, a favorire e infine imporre la Società delle Nazioni, gli Stati Uniti non aderirono mai agli accordi a causa dell'opposizione del senato statunitense e del partito repubblicano (in particolare a causa dell'influenza dei politici Henry Cabot Lodge del Massachusetts e William E. Borah dell'Idaho).

La nuova organizzazione internazionale tenne la sua prima conferenza il 10 gennaio 1920 a Londra. Il primo obiettivo fu quello di ratificare il trattato di Versailles, termine ufficiale dei conflitti della prima guerra mondiale. La sede della Società fu spostata a Ginevra il 1° novembre 1920, dove il 15 novembre dello stesso anno fu tenuta la prima assemblea generale con le rappresentanze di 41 nazioni.

[modifica] Simboli

Una cartolina commemorativa raffigurante il presidente statunitense Wilson e l'"origine della Società delle Nazioni

La Società delle Nazioni non aveva né una bandiera ufficiale né un logo. Poco dopo la fondazione dell'associazione furono avanzate diverse proposte per adottare un simbolo unitario, già dal 1921, ma gli stati membri non raggiunsero mai un accordo. Una gara internazionale di disegno fu poi tenuta nel 1929 per proporre ancora una volta un simbolo, senza però raggiungere un risultato in grado di soddisfare tutte le nazioni. Solo nel 1939 si impose ufficiosamente un emblema, due stelle a cinque punte iscritte in un pentagono blu. Si suppone che le stelle a cinque punte rappresentino i cinque continenti e le cinque razze dell'umanità. Nella bandiera relativa, sulla sommità del simbolo era inciso il nome dell'associazione in inglese e francese: League of Nations e Société des Nations. La bandiera fu utilizzata sull'edificio dell'Esposizione universale di New York del 1939.

[modifica] Lingue

Le lingue ufficiali della Società delle Nazioni erano il francese, l'inglese e lo spagnolo. Nel 1921 Nitobe Inazo avanzò la proposta di accettare l'esperanto come lingua dell'associazione, trovando però il rifiuto del delegato francese Gabriel Hanotaux. La maggioranza dei Paesi membri era favorevole all'adozione della lingua internazionale come lingua di lavoro, tuttavia il veto della Francia (il francese era la lingua della diplomazia in quegli anni) impedì la realizzazione di tale progetto.

[modifica] Struttura

La Società delle Nazioni era strutturata in tre organi amministrativi principali: il segretariato (a cui capo stava il segretario generale, con sede a Ginevra), il consiglio e l'assemblea. La Società aveva anche numerose agenzie e commissioni. Qualsiasi disposizione o risoluzione aveva bisogno del voto unanime dei membri del Cosiglio e la maggioranza dei voti dell'Assemblea.

[modifica] Organi

I membri del segretariato della Lega delle nazioni erano responsabili della preparazione di un'agenda per il Consiglio e l'Assemblea e di pubblicare i verbali degli incontri e delle materie all'ordine del giorno, effettuando quindi un servizio civile per la Lega stessa.

[modifica] Segretari generali della Società delle Nazioni (1920 - 1946)

Ogni membro era rappresentato e aveva un seggio nell'Assemblea, che teneva le sue sessioni una volta all'anno a settembre.

[modifica] Presidenti dell'Assemblea Generale (1920-1946)

[modifica] Il Consiglio

Il Consiglio della Società delle Nazioni aveva l'autorità di intervenire in ogni questione riguardante la pace globale. Era composto inizialmente da quattro membri permanenti: Regno Unito, Francia, Italia e Giappone, più altri quattro a carica triennale eletti dall'Assemblea della Società delle Nazioni. I primi quattro membri a carica triennale furono il Belgio, il Brasile, la Grecia e la Spagna.

Gli Stati Uniti, benché sarebbero dovuti essere il quinto membro permanente, non entrarono nella Società perché, a seguito delle elezioni del 1918, il partito maggioritario del Senato degli Stati Uniti si schierò contro la ratifica del trattato di Versailles, di fatto escludendo gli USA, entrati da allora nel cosiddetto isolazionismo, anche dal Consiglio della Società delle Nazioni.

Il numero dei membri non permanenti nel Consiglio variò negli anni: in un primo momento, il 22 settembre 1922 fu elevato da tre a sei, e quindi l'8 settembre 1926 fino a nove membri non permanenti. Anche la Germania di Weimar poi entrò nel Consiglio come membro permanente, portando il numero di seggi a un totale di quindici membri, finché il Giappone (nel 1932), la stessa Germania (nel 1933) e l'Italia (nel 1937) non abbandonarono la Società delle Nazioni. Il Consiglio si riuniva cinque volte l'anno, o in sessioni straordinarie se necessario. Tra il 1920 e il 1939 si tennero in totale 107 sessioni pubbliche.

Il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson e la delegazione statunitense a Versailles.

[modifica] Altri organi

Alla Società delle Nazioni era affidata la supervisione della Corte permanente di giustizia internazionale e diverse altre agenzie e commissioni create per risolvere i conflitti internazionali. Molti di questi organismi furono assorbiti poi dalle Nazioni Unite dopo la seconda guerra mondiale. L'organizzazione internazionale del lavoro e la corte interazionale di giustizia divennero la Corte Internazionale di Giustizia e l'organizzazione per la salute fu trasformata nell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

[modifica] Commissione per il Disarmo

La commissione ottenne inizialmente da Francia, Italia, Giappone e Gran Bretagna l'impegno di limitare il loro esercito navale; il Regno Unito però poi rifiutò, nel 1923, di firmare il trattato per il disarmo. In seguito anche il Patto Briand-Kellogg fallì nel suo progetto di abolire la guerra come strumento di politica estera delle singole nazioni, nonostante fosse stato sostenuto dalla commissione per il disarmo nel 1928. La Società delle Nazioni fu poi del tutto impotente di fronte alle politiche di riarmo aggressivo di Germania, Italia e Giappone negli anni trenta.

[modifica] Comitato per la salute

Questo organismo era stato istituito per arginare e combattere malattie infettive quali lebbra, malaria e febbre gialla, grazie anche ad una campagna internazionale per debellare la diffusione epidemica delle zanzare culicidae. Il comitato intervenne con successo nel prevenire un'epidemia di tifo che dall'Unione Sovietica minacciava di espandersi per tutta l'Europa.

[modifica] Organizzazione internazionale del lavoro

Diretta dal francese Albert Thomas, l'organizzazione internazionale del lavoro proibì con successo l'aggiunta del piombo nelle vernici e indusse diverse nazioni ad adottare le otto ore di lavoro giornaliere per i propri operai e le quattordici ore settimanali. L'organismo lavorò anche per arginare il lavoro minorile e incrementare i diritti femminili sul posto di lavoro e per riconoscere ovunque responsabili gli armatori responsabili degli incidenti dei propri marinai.

[modifica] Comitato permanente centrale per l'oppio

Il comitato fu instaurato per monitorare il sistema di controllo statistico introdotto dalla convenzione internazionale per l'oppio con cui le nazioni aderenti si proponevano di controllarne la produzione, la raffinazione e il commercio dell'oppio e dei suoi sottoprodotti. Il comitato istituì inoltre dei certificati per l'autorizzazione dell'importazione o esportazione, nel commercio internazionale, di narcotici e stupefacenti.

[modifica] Commissione per i rifugiati

Diretta da Fridtjof Nansen, la commissione gestiva i rimpatri nonché, quando fu necessario, il reinsediamento di 400.000 rifugiati ed ex-prigionieri di guerra, la maggiorparte dei quali erano ospitati in Russia dalla fine della prima guerra mondiale. L'organismo per i rifugiati insediò inoltre campi in Turchia nel 1922 per intervenire in Asia minore nella crisi dei rifugiati e per aiutare aprevenire malattie e denutrimento: fu tra le altre cose istituito il passaporto Nansen, un documento valido per le persone senza patria.

[modifica] Commissione contro la schiavitù

La commissione fu creata per abolire la schiavitù e il commercio degli schiavi nel mondo, per debellare l'induzione e lo sfruttamento della prostituzione e il commercio illegale di droghe, specialmente dei derivati dell'oppio. Ebbe successo con la liberazione di 200.000 schiavi nella Sierra Leone e nell'organizzare assalti contro i commercianti di schiavi in Africa. Grazie agli sforzi dei suoi membri fu ridotta la percentuale di morti sul lavoro nella costruzione della ferrovia in Tanganyika dal 55 al 4%. In altre parti del mondo la commissione si impegnò nella raccolta di dati e nel monitoraggio del commercio degli schiavi, del traffico della droga e dello sfruttamento della prostituzione.

[modifica] Comitato per lo studio dei diritti delle donne

Il comitato fu instaurato per aprire un'inchiesta sullo stato dei diritto femminili in tutto il mondo nell'aprile del 1938, e sciolto all'inizio del 1939. Fra i membri dell'organismo si ricordano la francese P. Bastid, il belga M. de Ruelle, la jugoslava Anka Godjevac, l'inglese H.C. Gutteridge, la svedese Kerstin Hesselgren, la statunitense Dorothy Kenyon, l'ungherese Paul Sebastyen e l'inglese McKinnon Wood a cui fu affidato il segretariato.

[modifica] Commissione per le rivendicazioni della Cecoslovacchia

Questa commissione fu creata per stabilire i confini della Cecoslovacchia a seguito della prima guerra mondiale.

[modifica] Mandati

La natura e le modalità con cui intervenire nei mandati furono stabiliti nell'articolo 22 dello Statuto della Società delle Nazioni. I territori che furono sottoposti a mandato erano le ex-colonie dell'Impero tedesco e, nel Medio oriente, dell'Impero ottomano, che passarono sotto la supervisione della Società dopo la prima guerra mondiale. I mandati erano divisi in tre tipologie.

Mandati della Società delle Nazioni in Africa e Medioriente 1 Siria, 2 Libano, 3 Palestina, 4 Transgiordania, 5 Iraq, 6-7 Togo, 8-9 Camerun, 10 Ruanda-Burundi, 11 Tanganica, 12 Africa del Sud-Ovest (Francia in rosa, Regno Unito in verde, Belgio in giallo, Sudafrica in indaco)

[modifica] Mandati di tipo «A»

Appartenevano a questo gruppo i territori a cui veniva riconosciuto di aver «raggiunto uno stato di sviluppo in cui la loro esistenza come nazione indipendente» poteva essere provvisoriamente riconosciuta, subordinata ad un altro stato mandatario finché non sussistano le condizioni per l'autonomia economica e politica definitiva. Era altresì stabilito dallo Statuto che le priorità degli stati mandatari fossero di eseguire le volontà delle popolazioni locali.

I più importanti mandati di questo gruppo furono affidati alla Francia (Siria e Libano) e al Regno Unito (Palestina, Transgiordania e Iraq).

[modifica] Mandati di tipo «B»

Rientravano al gruppo dei mandati di tipo «B» i territori in cui lo stato mandatario era responsabile della sicurezza locale, dovendo garantire la libertà di coscienza e di religione e la proibizione del commercio degli schiavi, delle armi da guerra, di alcolici. Era inoltre stabilito che in tali territori si garantissero i diritti commerciali di tutti i membri della Società delle Nazioni

I mandati più importanti erano gestiti da Francia e Regno Unito (Togo, Camerun, Tanganika) e Belgio (Ruanda e Burundi, già Ruanda-Urundi)

[modifica] Mandati di tipo «C»

I mandati della Società delle Nazioni nel Pacifico (1 Isole del Pacifico al Giappone, 2 Nuova Guinea all'Australia, 3 Nauru al Regno Unito, 4 Isole Samoa alla Nuova Zelanda)

I territori dei mandati di tipo «C» a causa della scarsa densità della loro popolazione o delle loro ridotte dimensioni, o della lontananza dalle grandi città, o per la vicinanza geografica ad altri mandati, dovevano essere amministrati secondo le leggi dei mandati vicini. All'Australia furono affidate la Nuova Guinea e alcune isole del Pacifico a sud dell'equatore; alla Nuova Zelanda le isole Samoa occidentali, al Regno Unito Nassau, al Giappone le isole del Pacifico a nord dell'equatore, mentre l'Africa sudoccidentale all'Unione Sudafricana.

[modifica] Stati mandatari

I territori erano governati dagli Stati mandatari finché non fossero stati capaci di autogovernarsi. Le nazioni mandatarie erano sei: il Regno Unito, la Francia, il Belgio, la Nuova Zelanda, l'Australia e il Giappone. In realtà però i territori soggetti a mandato erano amministrati come delle colonie e non raggiunsero mai l'indipendenza, ad eccezione dell'Iraq che si unì alla Società delle Nazioni il 3 ottobre 1932, fino alla seconda guerra mondiale, in un processo di decolonizzazione spesso violenta.

[modifica] Successi diplomatici

Generalmente si considera fallimentare il progetto della Società delle Nazioni di realizzare l'effettivo disarmo, di prevenire le guerre, di orientare i conflitti mediante la diplomazia e di migliorare lo stato sociale delle nazioni del mondo. Furono però raggiunti anche diversi successi diplomatici in vari territori.

[modifica] Isole Åland

Localizzazione delle isole Åland

Le Åland sono un arcipelago di circa 6.500 isole a metà strada tra la Svezia e la Finlandia, all'ingresso del Golfo di Botnia. La maggioranza assoluta della popolazione parla come lingua madre lo svedese, ma nel 1809 la Svezia fu costretta a cedere sia le isole che la Finlandia all'Impero Russo. Quando però la Finlandia nel dicembre del 1917, a seguito delle sommosse scoppiate in Russia durante la rivoluzione di ottobre, dichiarò la propria indipendenza, gli abitanti delle Åland manifestarono la volontà di tornare ad esser parte della nazione svedese; la Finlandia però non riconobbe le loro ambizioni, ritenendo che le isole spettassero alla nazione finlandese perché già parte del Granducato di Finlandia, formato nel 1809 e là incluse dall'impero russo. Il governo svedese espose il problema alla Società delle Nazioni nel 1921 e dopo attente considerazioni la Società stabilì che le isole sarebbero rimaste alla Finlandia, ma avrebbero avuto un governo locale autonomo, per scongiurare una possibile guerra tra le due nazioni.

[modifica] Albania

Il confine tra Albania e Jugoslavia rimase conteso già dal 1919, a seguito della Conferenza di pace di Parigi, e la Jugoslavia occupò militarmente alcuni territori albanesi. Dopo degli scontri con le locali comunità shqipetare, l'esercito jugoslavo continuò l'avanzata. La società delle Nazioni inviò così una commissione speciale che risolse il conflitto in favore dell'Albania e ristabilì i confini originari.

Manifesto di propaganda politica durante il plebiscito in Slesia

[modifica] Alta Slesia

Il trattato di Versailles stabilì che nella Slesia venisse indetto un plebiscito per determinare se i territori dovessero esser parte della Germania o della Polonia.

La discriminazione contro i polacchi portò ad alcune rivolte e infine alle prime due Insurrezioni della Slesia. I risultati del plebiscito raccolsero una maggioranza di voti per il ritorno della Slesia alla Germania (59.6%, circa 500.000 persone), portando alla terza insurrezione della Slesia nel 1921. Fu richiesto l'intervento della Società delle Nazioni; nel 1922 un'indagine durata una settimana stabilì che la terra doveva essere divisa e la decisione fu accettata sia dalla Germania sia dalla Polonia, sia dalla maggiorparte della popolazione locale.

[modifica] Memel

La città portuale di Memel (oggi Klaipėda), e la regione circostante, furono affidate al controllo della Società delle Nazioni dopo la fine della prima guerra mondiale e fu governata da un generale francese per tre anni. Nonostante la maggior parte della popolazione fosse principalmente composta da tedeschi, la confinante Lituania rivendicò il territorio interessato, e lo invase nel 1923. La Società delle Nazioni concesse il territorio attorno alla città al governo lituano, ma impose che i principali sobborghi e il porto divenissero una zona internazionale evitando guerre o interventi armati diretti.

[modifica] Grecia e Bulgaria

Dopo un incidente militare ai confini fra Grecia e Bulgaria, avvenuto nel 1925, le truppe greche invasero i territori bulgari. Sperando nell'intervento della Società delle Nazioni la Bulgaria oppose una semplice resistenza entro i propri confini nazionali: così la Società delle Nazioni condannò l'aggressione della Grecia e impose il ritiro di tutte le armate entro i confini originari.

[modifica] Saar

La Saar era una provincia formata da parte dell'antica Prussia e del Palatinato del Reno che fu costituita e posta sotto il controllo della Società delle Nazioni dopo il trattato di Versailles. Si stabilì che i giacimenti minerari passassero di proprietà alla Francia per un periodo di quindici anni, durante i quali la regione sarebbe stata amministrata da un governo della Società delle Nazioni. La Saar fu così amministrata economicamente dalla Francia, e politicamente dall'organizzazione ginevrina. Scaduti i quindici anni sarebbe stato indetto un plebiscito per determinare se il territorio e le popolazioni ivi residenti dovessero appartenere alla Germania, alla Francia, o sarebbero rimaste sotto l'amministrazione della Società delle Nazioni. Il 90.3% dei votanti si espresse in favore dell'annessione alla Germania, nel 1935, tornando ad essere territorio tedesco.


[modifica] Mosul

La Società delle Nazioni risolse inoltre nel 1926 un conflitto fra Iraq e Turchia per il controllo della provincia ottomana di Mosul. Secondo il Regno Unito, che fu uno stato mandatario in Iraq dal 1920, Mosul spettava al nuovo stato mesopotamico anziché alla Turchia, che invece reclamava il territorio come parte essenziale dei suoi confini nazionali. Una commissione di tre persone fu inviata nella regione nel 1924 per studiare la situazione e consigliò quindi di annettere la regione all'Iraq affinché fossero garantiti i diritti del popolo curdo, imponendo ancora un mandato britannico in medioriente per altri 25 anni. Il Consiglio della Società delle Nazioni fece propria l'opinione della commission e decise il 16 dicembre 1925 di assegnare Mosul all'Iraq. Seppur la Turchia avesse accettato il ruolo della Società delle Nazioni come mediatore internazionale nel 1923 col trattato di Losanna, rifiutò il provvedimento e quindi Gran Bretagna, Iraq e Turchia fecero un trattato autonomo il 5 giugno 1926 che comunque adottò i provvedimenti della Società delle Nazioni.

[modifica] Colombia e Peru

Dopo una serie di conflitti all'inizio del XX secolo fra Colombia e Peru per stabilire i rispettivi confini, i peruviani riuscirono ad impossessarsi della città di Leticia il 1° settembre del 1932. Dopo mesi di scontri diplomatici le due nazioni accettarono la mediazione della Società delle Nazioni e un provvisorio accordo fu firmato da entrambe le parti nel maggio del 1933, stabilendo che la Società delle Nazioni assumesse il controllo dei territori conflittati, per risolvere diplomaticamente la disputa. Nel maggio dell'anno seguente fu firmato un definitivo trattato di pace che prevedeva il ritorno di Leticia alla Colombia.

[modifica] Motivi che fecero percepire la Società delle Nazioni come un fallimento

  • Non disponeva di forze armate.
  • Era richiesto il voto unanime, il che corrisponde ad un vero e proprio veto generalizzato.
  • L'esclusione della proposta giapponese sulla clausola di eguaglianza razziale dal patto della Società paralizzò, secondo molti storici, l'autorità morale della Società.
  • Alcune importanti nazioni non vi erano incluse. Gli Stati Uniti d'America non ne fecero mai parte, anche se il presidente Woodrow Wilson era stato uno dei motori dietro alla sua nascita: dopo il rifiuto di ratificare il trattato di Versailles, il Senato statunitense bocciò il 19 gennaio 1919 la proposta di adesione alla Società. Il Giappone e l'Italia furono tra i paesi fondatori, disponendo anche di un membro permanente nel Consiglio, ma ne uscirono, il primo nel 1932 e la seconda l'11 dicembre 1937 . La Germania fu membro dal 1926 al 1933. L'Unione Sovietica entrò nel 1934 e venne espulsa per aggressione nel 1939 quando invase la Finlandia.
  • I precedenti fallimenti mostrarono che era inefficace: il sanzionamento dell'invasione italiana dell'Etiopia nel 1935 fu uno dei casi più significativi.
  • Un consiglio e un'assemblea non permanenti rendevano lente le decisioni.
  • Gli interessi egoisti dei membri più importanti, soprattutto Regno Unito e Francia.

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali