Droga
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La corteccia di Salix alba costituisce la droga; il principio attivo in essa contenuto è l'acido salicilico (o salicina), le cui proprietà anti-infiammatorie erano note anche a Ippocrate.
In farmacologia, per droga (dall'olandese droog = anglosassone dryg, "[pianta] secca"[1]) si intende un prodotto di origine naturale (vegetale o animale) che contiene delle sostanze farmacologicamente attive (principi attivi), insieme ad altre inerti. Le droghe sono oggetto di studio proprio della farmacognosia.
Nel linguaggio comune sono altresì dette "droghe":
- le sostanze stupefacenti, sostanze che, in virtù dei loro effetti farmacologici sul sistema nervoso centrale, e in particolare sullo stato di coscienza, sono fatte oggetto di uso non terapeutico, principalmente voluttuario. L'uso della maggior parte di queste sostanze determina l'insorgenza di fenomeni di dipendenza fisica e/o psichica (cfr. tossicodipendenza), oltre che di svariati effetti collaterali, ed è in genere regolato dalla legge;
- le spezie, sostanze vegetali, secche e aromatiche, utilizzate nella preparazione dei cibi per conferire sapore o profumo.
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[modifica] Farmacognosia
In farmacognosia, le droghe si dicono:
- organizzate quando costituite da una struttura funzionale cellulare di un vegetale o di un animale – esempi: radici, cortecce, foglie, fiori, frutti, semi, sangue.
- non organizzate quando formate da un succo o un secreto emesso spontaneamente o ottenuto attraverso varie tecniche – esempi: i succhi, i secreti, le resine, i lattici, gli oli, le essenze.
[modifica] Note
- ^ Voce «droga», da Ottorino Pianigiani, Vocabolario etimologico della lingua italiana, Albrighi & Segati, 1907
[modifica] Voci correlate
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