Fitoterapia

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Numero complessivo di studi scientifici dal 1990 al 2007 in PubMed contenente "phytotherapy".

La fitoterapia (dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura), volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico.

Data l’antichità di questa pratica, che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana, e data la sua generalizzata distribuzione geografica, è impossibile dare una descrizione di essa in termini di un sistema terapeutico specifico (come ad esempio è possibile fare per l’omeopatia). Piuttosto è sensato dire che l’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empirismo, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, fino alla moderna biomedicina. La medicina popolare si serve di rimedi fitoterapici da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.

Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Erboristeria.

Principi attivi[modifica | modifica sorgente]

Le piante sono fra le principali fornitrici di sostanze medicamentose. Vanno considerate veri e propri produttori e contenitori dinamici di sostanze chimiche (Firenzuoli, 2009). Nella loro evoluzione esse hanno sviluppato innumerevoli metaboliti secondari che svolgono per la pianta varie funzioni ecologiche (repellenza, difesa dagli erbivori, lotta contro altre specie vegetali per il controllo delle risorse, difesa dai parassiti, attrazione degli impollinatori, ecc.). Questi stessi metaboliti secondari hanno mostrato importanti attività farmacologiche nell'uomo. Ecco una lista esemplificativa dei vari principi attivi:

Le attività che questi metaboliti possono esercitare sulla fisiologia umana sono molteplici e sarebbe impossibile riassumerle brevemente, tuttavia una lista sommaria comprenderebbe:

  • sostanze lassative
  • sostanze antinfiammatorie
  • sostanze attive sul sistema nervoso centrale e periferico
  • sostanze antiossidanti

Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse: se il solvente è l'etanolo in percentuali diverse si parla di estratti idroalcolici, solitamente chiamati tinture (o estratti fluidi); se il solvente è l'acqua si parla di infusi, decotti o macerati a freddo; se il solvente è un olio grasso si parla di oleoliti; l'estrazione con solventi diversi e non alimentari (esano, cloroformio, ecc.), che vengono poi eliminati, permette la preparazione di estratti molli e secchi. Alcune preparazioni sono costituite da estratti di singole piante, altri da combinazione di estratti da diverse piante. In particolare i medici hanno la possibilità non di preparare ma di prescrivere preparazioni vegetali che poi prepara il farmacista (medicinali galenici magistrali) Le preparazioni in libera vendita devono sottostare a vari standard di tipo qualitativo, mentre gli standard di efficacia e tossicologici vengono applicati (nella UE) solo a quei preparati ai quali venga riconosciuto lo status di farmaci vegetali (herbal medicines). Per i preparati che non rientrano in questa categoria valgono le regolamentazioni dei singoli stati membri.

Pericoli[modifica | modifica sorgente]

L'uso di piante e dei loro derivati può essere utile nella terapia, ma spesso si verifica uno sfruttamento promozionale di piante ed erbe delle quali si vantano proprietà terapeutiche non documentate e delle quali talvolta si ignorano i possibili pericoli. Fortunatamente esiste oggi in Italia una specifica regolamentazione dei prodotti naturali (Firenzuoli, 2009; Silano, 2006). L'equazione "naturale = benefico" è infatti spesso un semplice tranello atto ad abusare della credulità di alcune persone: anche i virus, difatti, sono naturali, come pure i funghi velenosi o la cicuta con cui Socrate si suicidò.

Anche le interazioni con i farmaci tradizionali devono essere valutate con attenzione così come gli effetti collaterali, ampiamente descritte fin dal 1996 (Firenzuoli, Le insidie del Naturale) e poi successivamente approfondite (Firenzuoli, 2001, 2008). Particolare attenzione va infatti posta al sistema enzimatico epatico ed intestinale P450 e alle sue varie isoforme, oltre che alla proteina di trasporto denominata P-gp (P.Campagna, 2008). In particolare oggi sappiamo che esistono molte piante che interagiscono con i farmaci, riducendone l'attività o al contrario aumentandone la tossicità, tutte situazioni che devono essere ben conosciute onde prevenire interazioni pericolose (Firenzuoli, 2008).

Premesse fitoterapiche[modifica | modifica sorgente]

La fitoterapia non esclude l'autoprescrizione, tanto che esistono fitoterapici da banco senza obbligo di ricetta medica (Silano, 2006). Per la prescrizione occorrono:

  • la laurea in medicina e chirurgia o farmacia e C.T.F.,
  • meglio se accompagnata da una specifica formazione/specializzazione in fitoterapia;
  • conoscenze su indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali di fitorimedi;
  • conoscenze sulla ricettazione di fitoterapici (norme, convenzioni, abbreviazioni, combinazioni, dosaggi) e conoscenza di prodotti reperibili;
  • conoscenze di galenica (preparazioni di piante e loro parti in rimedi galenici);
  • almeno minime conoscenze di Farmacognosia (piante e loro crescita, coltivazione, raccolta, elaborazione e conservazione).

Fitoterapia popolare[modifica | modifica sorgente]

La fitoterapia è una disciplina di medicina popolare, che ben si differenzia dalle pratiche tipiche della medicina tradizionale e non consente di curare e prevenire le malattie con metodi diretti e mirati, tipici della medicina convenzionale. Per questi motivi essa viene annoverata tra le discipline non convenzionali.

Galenica popolare[modifica | modifica sorgente]

L'arte di preparare preparati a base di erbe nasce dall'antica professione dei farmacisti o speziali; si chiama Galenica (dal nome del medico dell'antichità Galenus). Non è necessario avere delle attrezzature speciali per svolgere questo mestiere: basta una cucina ben attrezzata. Per contro bisogna possedere delle solide conoscenze culinarie ed erboristiche. Da questa si distingue la galenica vera e propria, che spetta solo ai farmacisti e per la quale occorre una specifica attrezzatura.

Erboristeria[modifica | modifica sorgente]

L'erboristeria è la capacità di identificare, raccogliere e conservare le piante medicinali. Nei tempi passati questo era il mestiere dell'erborista. Oggi le poche piante ancora usate come medicamenti grezzi vengono coltivati da contadini specializzati. Raccogliere piante selvatiche per scopi farmaceutici richiede buone conoscenze botaniche ed ecologiche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simon Singh; Edzard Ernst, Aghi, pozioni e massaggi. La verità sulla medicina alternativa, Rizzoli, settembre 2008. ISBN 978-88-17-02601-7.
  • M. Silano e V. Silano, Prodotti di origine vegetale in medicina, alimentazione, erboristeria e cosmetica, Tecniche Nuove, Milano, 2006.
  • F. Firenzuoli. Fitoterapia. Guida all'uso clinico delle piante medicinali, IV Ed., ELSEVIER, Milano, 2008.
  • P.Campagna. Farmaci vegetali, Minerva Medica ed., Torino, 2008
  • R.Della Loggia - (cur.): Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici, OEMF spa, Milano, 1993, ISBN 88-7076-132-0
  • Enrica Campanini: Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, 2004
  • Jean Valnet, Guarire con le piante, Giunti
  • G. Dobrilla, G. Coruzzi, Fitoterapia. Dalle evidenze cliniche agli effetti indesiderati, Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2005
  • F. Firenzuoli, Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci, Tecniche Nuove, Milano, 2001. II^ ed. 2009
  • F. Firenzuoli, Erbe: Istruzioni per l'uso, Tecniche Nuove, Milano 2005

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