Regno di Bulgaria

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Regno di Bulgaria

1908 - 1946

Regno di Bulgaria 1908 - 1946 – Bandiera Regno di Bulgaria 1908 - 1946 - Stemma
Regno di Bulgaria 1908 - 1946 - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno di Bulgaria o Terzo Impero Bulgaro
Nome ufficiale Царство България
Lingue ufficiali bulgaro
Lingue parlate
Inno Šumi Marica
Capitale Sofia
Politica
Forma di Stato Monarchia Costituzionale
Forma di governo
Zar di Bulgaria Zar di Bulgaria
Nascita 15 ottobre 1908 con Ferdinando I
Causa indipendenza dall' Impero Ottomano e dall' Impero Russo
Fine settembre 1946 con Simeone II
Causa abolizione della monarchia
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa
Economia
Valuta Lev bulgaro
Religione e società
Religione di Stato Ortodossa
Regno di Bulgaria 1908 - 1946 - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Bulgaria.svgPrincipato di Bulgaria(Impero Russo)
Succeduto da Flag of Bulgaria (1971-1990).svgRepubblica Popolare di Bulgaria

Il Regno di Bulgaria (in bulgaro: Царство България, Tsarstvo Bălgarija) venne fondato il 5 ottobre 1908 (22 settembre secondo il calendario giuliano) quando il Principato di Bulgaria si proclamò indipendente dall'impero ottomano, elevandosi al rango di regno. Tale proclamazione formalizzò anche l'annessione della provincia ottomana della Rumelia orientale, che era stata sotto il controllo bulgaro sin da 1885. Nel 1946 la monarchia venne abolita e l'ultimo zar venne inviato in esilio, mentre la Bulgaria divenne una repubblica popolare. Sebbene raramente, è talvolta indicato con il nome di Terzo impero bulgaro (Трета българска държава, Treta bălgarska dăržava), riconosciuto con tale nome però solo dal Regno Unito.

Le guerre balcaniche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra balcanica, Seconda guerra balcanica e Sassonia-Coburgo-Gotha (Bulgaria).

Nonostante la creazione di uno stato bulgaro nel 1878 (Principato di Bulgaria), ed il successivo controllo della Rumelia orientale nel 1885, vi era ancora una sostanziale fetta della popolazione bulgara che viveva sotto il dominio ottomano, in particolare in Macedonia. A complicare la questione, inoltre, vi erano la Grecia e la Serbia, la prima che rivendicava alcune zone della Macedonia "storicamente greche", e la seconda perché considerava la Macedonia come una regione slava, appoggiata dagli slavi macedoni che volevano l'annessione al Regno di Serbia; dalla quale iniziò un periodo di lotta fra questi paesi per il controllo di quella zona che durò fino alla prima guerra mondiale. Nel 1903 si verificò un'insurrezione bulgara in Macedonia, che fece sembrare tangibile lo scoppio di una guerra tra la Bulgaria e gli ottomani. Nel 1908, Ferdinando I, già principe-sovrano, approfittando della lotta fra le grandi potenze, dichiarò la Bulgaria un regno indipendente, con se stesso come sovrano. Ferdinando venne incoronato zar il 5 ottobre (22 settembre per il calendario giuliano, usato in Bulgaria sino al 1916) nella Chiesa dei Quaranta Martiri a Veliko Tărnovo.

Nel 1911 il primo ministro nazionalista Ivan Gešov, firmò un patto di alleanza con il Regno di Grecia ed il Regno di Serbia, decidendo di mettere da parte le loro rivalità per combattere il nemico comune: l'impero ottomano. Nel febbraio 1912 venne firmato un trattato segreto fra la Bulgaria e la Serbia, e nel maggio dello stesso anno, un altro trattato segreto venne firmato con la Grecia, che inserì nel patto anche il Regno di Montenegro. I trattati prevedevano la spartizione della Macedonia e della Tracia tra gli alleati. Dopo un secco rifiuto dell'impero ottomano di attuare delle riforme nei settori contestati, scoppiò la prima guerra balcanica nell'ottobre del 1912.

Gli alleati ebbero un successo travolgente. L'esercito bulgaro inflisse diverse sconfitte alle forze ottomane, avanzando minaccioso verso Costantinopoli, mentre serbi e greci avevano il pieno controllo della Macedonia, costringendo gli ottomani a chiedere la pace nel mese di dicembre. I negoziati durarono fino al febbraio del 1913, e costarono gravi perdite territoriali dell'impero ottomano nei confronti della Lega Balcanica.

Assetto confinario dopo le due guerre balcaniche (1912-1913)

La Bulgaria ebbe il numero più alto di vittime fra gli alleati, e su questa base il diritto di spartirsi la maggior parte del bottino. I serbi, in particolare, non vedevano di buon occhio le cose in questo modo, e rifiutarono di lasciare qualsiasi territorio conquistato nel nord della Macedonia (che era, il territorio corrispondente grosso modo alla moderna Repubblica di Macedonia), affermando che l'esercito bulgaro aveva omesso di intervenire ad Adrianopoli e che la l’accordo pre-bellico per la divisione della Macedonia sarebbe stato rivisto. Alcuni movimenti in Bulgaria erano favorevoli verso lo scoppio di una guerra contro la Serbia e la Grecia sulla questione della Macedonia. Nel giugno 1913 la Serbia e la Grecia formarono una nuova alleanza, contro la Bulgaria. Le tensioni furono viste dalla Bulgaria come una violazione degli accordi precedenti la guerra, e incoraggiato dalla Germania e dall'impero austro-ungarico, lo zar Ferdinando dichiarò guerra alla Serbia e alla Grecia, facendo attaccare l'esercito bulgaro il 29 giugno. Gli eserciti serbi e greci si ritirarono sul confine occidentale, ma ben presto presero il sopravvento e costrinsero la Bulgaria alla ritirata. Il conflitto fu molto duro, con molte vittime, soprattutto durante la battaglia chiave di Bregalnica. Presto la Romania entrò in guerra e attaccò la Bulgaria dal nord. Anche l'impero ottomano attaccò da sud-est. La guerra era ormai definitivamente persa per la Bulgaria, che dovette abbandonare la maggior parte delle sue posizioni in Macedonia, Serbia e Grecia, e restituire Adrianopoli all'impero ottomano. La Romania prese possesso del sud della Dobrugia.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna dei Balcani (prima guerra mondiale), Campagna di Macedonia e Campagna di Bulgaria .

In seguito alle guerre balcaniche, i bulgari se la presero contro la Russia e le potenze occidentali, che non avevano fatto nulla per aiutare il paese durante il conflitto. Il governo della Bulgaria, guidato da Vasil Radoslavov, si allineò con la Germania e l'Austria-Ungheria, anche se questo significava diventare un alleato degli ottomani, nemico bulgaro per tradizione storica. La Serbia, la Grecia e la Romania (alleati del Regno Unito e della Francia) erano in possesso di territori che la Bulgaria riconosceva come propri. La Bulgaria, che aveva il più grande esercito nei Balcani, per recuperare i territori persi durante le guerre balcaniche, allo scoppio della Grande Guerra, quando la Germania promise di ripristinare i confini del Trattato di San Stefano, dichiarò guerra alla Serbia nell'ottobre del 1915. Il Regno Unito, la Francia e l’Italia, quindi, dichiararono guerra alla Bulgaria.

L'esercito bulgaro ebbe delle notevoli vittorie militari contro la Romania e soprattutto contro la Serbia, che occupava gran parte della Macedonia. Il leader del partito agrario, Aleksandăr Stambolijski, fu imprigionato per la sua opposizione alla guerra, dato che in seguito al conflitto il paese stava vivendo una grave crisi economica. La rivoluzione russa del febbraio 1917 ebbe un grande effetto in Bulgaria, e la diffusione dei sentimenti di pace e anti-monarchici tra le truppe e nelle città crebbe. Nel mese di giugno il governo Radoslavov cadde. Si rischiò il crollo della monarchia e l’istituzione della repubblica.

Il periodo tra le due guerre[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 1918, i serbi, gli inglesi, i francesi e i greci varcarono il fronte macedone e lo zar Ferdinando fu costretto a chiedere la pace. Stambolijski favorì le riforme democratiche, ed evitò una rivoluzione. Al fine di scongiurare i rivoluzionari, convinse Ferdinando ad abdicare in favore del figlio Boris III.

Boris III, zar di Bulgaria

La rivoluzione fu soppressa e l'esercito sciolto. In base al trattato di Neuilly (novembre 1919), la Bulgaria perse la sua costa egea cedendola alla Grecia e la quasi totalità del suo territorio macedone al nuovo stato del Regno di Jugoslavia, e dovette dare la Dobrugia al Regno di Romania. Le elezioni nel marzo 1920 videro il partito agrario vincere con una larga maggioranza, e con Stambolijski la Bulgaria ebbe il primo governo realmente democratico.

Stambolijski dovette affrontare enormi problemi sociali in quella che era ancora una nazione povera abitata soprattutto da piccoli contadini. Il governo bulgaro fu costretto ad enormi riparazioni di guerra alla Jugoslavia e alla Romania, ed ebbe a che fare con il problema dei rifugiati, quando i pro-bulgari macedoni dovettero lasciare la Macedonia jugoslava. Tuttavia Stambolijski fu in grado di portare a termine molte riforme sociali, malgrado l'opposizione dello zar. Un altro nemico fu l’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone (VMRO), che spingeva ad una guerra per riconquistare la Macedonia. Di fronte a questa serie di nemici, Stambolijski si alleò con il partito comunista bulgaro e aprì le relazioni con l'Unione Sovietica.

Nel marzo 1923, Stambolijski firmò un accordo con il Regno di Jugoslavia riconoscendo la nuova frontiera ed un accordo per sopprimere il VMRO. Questo fatto dette il via ad una reazione nazionalista, e il 9 giugno culminò in un colpo di stato dopo che venne assassinato Stambolijkski (fu decapitato). Aleksandăr Cankov prese il potere con l'appoggio dello zar, dell'esercito e del VMRO, che sparsero terrore contro il comunismo. Il leader comunista Georgi Dimitrov fuggì in Unione Sovietica. Una feroce repressione nacque nel 1925 dopo il secondo attentato fallito alla vita dello zar presso la Cattedrale di Sveta Nedelja (il primo tentativo,ebbe luogo nel passo di montagna di Arabakonak). Nel 1926 lo zar convinse Cankov a rassegnare le dimissioni e un governo più moderato, guidato da Andrej Ljapčev, prese il potere. Venne proclamata l'amnistia, anche se il comunismo rimase proibito. Il partito agrario venne riorganizzato e vinse le elezioni nel 1931 sotto la guida di Nikola Mušanov.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Proprio quando la stabilità politica fu ripristinata, gli effetti della grande depressione colpirono in pieno la Bulgaria, e le tensioni sociali aumentarono di nuovo. Nel maggio 1934 vi fu un altro colpo di stato, il partito agrario venne nuovamente soppresso, e un regime autoritario guidato da Kimon Georgiev fu istituito con il sostegno dello zar Boris III. Nel mese di aprile 1935, Boris III stesso prese il potere, dietro la nomina fantoccio dei primi ministri Georgi Kjoseivanov (1935-1940) e Bogdan Filov (1940-1943). Il regime dello zar vietava tutti i partiti di opposizione e strinse alleanza con la Germania nazista e l’Italia fascista. Anche se la firma del patto dei Balcani del 1938 restaurava buone relazioni con la Jugoslavia e la Grecia, la questione territoriale continuava a rodere.

Di fronte al rischio di un'invasione, la Bulgaria scivolò nella seconda guerra mondiale sotto il governo di Filov. Il 7 settembre 1940, la Bulgaria fu spinta dal ritorno della Dobrugia meridionale dal Regno di Romania sotto i propri confini. Ciò avvenne per ordine del dittatore tedesco Adolf Hitler e attuata dal Trattato di Cracovia. Il 1º marzo 1941, la Bulgaria firmò formalmente il Patto tripartito, diventando un alleato del Terzo Reich, dell'Impero del Giappone, e del Regno d'Italia. Truppe tedesche entrarono nel paese per preparare l'invasione del Regno di Grecia e del Regno di Jugoslavia. Quando la Jugoslavia e la Grecia vennero sconfitti, la Bulgaria fu autorizzata ad occupare tutta la Tracia greca e la maggior parte di Macedonia. La Bulgaria dichiarò guerra alla Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma resistette alla pressione tedesca di dichiarare guerra all'Unione Sovietica, timorosa del sentimento filo-russo nel paese. Nel mese di agosto del 1943 lo zar Boris III morì improvvisamente dopo il ritorno dalla Germania (forse assassinato, anche se non è mai stato dimostrato) facendo salire al trono su figlio sei anni, Simeone II. Il potere era detenuto da un consiglio di reggenti diretto dallo zio del giovane zar, il principe Kirill, e la madre, la regina Giovanna di Savoia. Il nuovo primo ministro, Dobri Božilov, fu solo un fantoccio nelle mani del governo tedesco.

La resistenza contro i tedeschi ed il regime bulgaro si diffuse dal 1943, coordinato principalmente dai comunisti. Insieme con il partito agrario, ora guidato da Nikola Petkov, i socialdemocratici e anche con molti ufficiali dell'esercito fondarono il "Fronte patriottico". I partigiani operavano sulle montagne ad ovest e sud. A seguito i fatti del 1944 fu evidente che la Germania stava perdendo la guerra e il regime cominciò a cercare una via d'uscita dal conflitto. Božilov si dimise dalla carica nel mese di maggio, e il suo successore Ivan Bagrjanov cercò di organizzare i negoziati con gli alleati occidentali.

Nel frattempo, la capitale Sofia veniva bombardata da aerei alleati alla fine del 1943 e all'inizio del 1944, con incursioni in altre grandi città in seguito e l'esercito sovietico stava rapidamente avanzando verso la Bulgaria. Nel mese di agosto la Bulgaria annunciò unilateralmente il suo ritiro dalla guerra e richiese alle truppe tedesche di abbandonare il territorio: le truppe bulgare furono frettolosamente ritirate dalla Grecia e dalla Jugoslavia. Nel mese di settembre i sovietici attraversarono il confine settentrionale. Il governo, per evitare un’invasione sovietica, dichiarò guerra alla Germania, e così si ritrovò per un paio di giorni in guerra contro la Germania e l’Unione Sovietica contemporaneamente. Il 16 settembre, l'esercito sovietico entrò a Sofia.

Il colpo di Stato comunista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colpo di stato bulgaro del 1944.

Il Fronte patriottico prese il potere, in seguito ad un colpo di stato. Secondo i termini dell'accordo di pace, alla Bulgaria fu consentito di mantenere la Dobrugia meridionale, dovendo rinunciare formalmente a tutti i territori in Grecia ed al territorio jugoslavo. Per evitare ulteriori controversie 150.000 bulgari furono espulsi dalla Tracia greca. I comunisti, grazie ai sovietici, acquisirono molto rilievo, fondando anche una milizia che si dava a molestie e intimidazioni contro i partiti non comunisti.

Nel febbraio 1945 il nuovo regime dimostrò la nuova realtà politica del paese quando il principe Kirill e centinaia di altri funzionari del vecchio regime furono arrestati con l'accusa di crimini di guerra. Entro il mese di giugno i reggenti, 22 ex ministri e molti altri seguirono lo stesso destino. Nel settembre del 1946 la monarchia fu abolita da un plebiscito, il giovane zar Simeone II con la famiglia reale vennero mandati in esilio. I comunisti presero apertamente il potere, Vasil Kolarov venne proclamato presidente e Georgi Dimitrov divenne primo ministro. Furono promesse libere elezioni per il 1946, ma vennero palesemente truccate e boicottate dall'opposizione. Il partito agrario rifiutò di cooperare con il nuovo regime, e nel giugno 1947 il suo leader Nikola Petkov venne arrestato. Questo segnò il punto finale nella creazione di un regime comunista in Bulgaria.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]