Aleksandăr Stambolijski

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Aleksandăr Stambolijski
A Stamboliyski.jpg

Primo ministro della Bulgaria
Durata mandato 6 ottobre 1919 –
9 giugno 1923
Capo di Stato Boris III
Predecessore Teodor Teodorov
Successore Aleksandăr Cankov

Dati generali
Partito politico Unione agraria popolare

Aleksandăr Stoimenov Stambolijski (in bulgaro: Александър Стоименов Стамболийски; Slavovica, 12 marzo 1879Slavovica, 14 giugno 1923) è stato un politico bulgaro e primo ministro del regno di Bulgaria dal 14 ottobre 1919 alla morte.

Aleksandăr Stambolijski era un membro dell'Unione agraria popolare, un movimento che non era alleato alla monarchia, e pubblicava un proprio giornale. Stambolijski si oppose alla partecipazione del proprio paese alla prima guerra mondiale ed in seguito al supporto agli imperi centrali, e perciò fu processato da una corte marziale e condannato all'ergastolo nel 1915. Era un sostenitore dell'idea di una "Federazione balcanica" e non si identificava come "bulgaro", ma come "slavo meridionale".[1]

Nel 1918, dopo la sconfitta della Bulgaria nella guerra, lo zar Ferdinando abdicò in favore del figlio Boris III che rilasciò Stambolijski di prigione. Si unì al governo nel gennaio 1919 e venne nominato primo ministro il 14 ottobre dello stesso anno. Il 20 marzo 1920 l'Unione agraria popolare vinse le elezioni nazionali e Stambolijski fu confermato primo ministro.

Durante il suo mandato, Stambolijski dovette conformarsi ai termini della resa della Bulgaria alla fine della guerra. Fu molto popolare tra i contadini, ma ciò lo invise al ceto medio ed ai militari. Molti lo consideravano un dittatore virtuale. Venne spodestato in un colpo di stato militare il 9 giugno del 1923. Tentò quindi di sollevare una ribellione contro il nuovo governo, ma fu catturato dai militari, torturato ed ucciso.

Il paese di Stambolijski[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 l'allora governo comunista di Bulgaria rinominò il paese, fino ad allora noto come Novi Kričim in "Stambolijski", in onore di Aleksandăr Stambolijski.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

« Non sono né un serbo né un bulgaro, sono uno slavo meridionale![2] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stavrianos, L. (1942) "The Balkan Federation Movement: A Neglected Aspect" in American Historical Review. Vol. 48.
  2. ^ Stavrianos, L. (1942) "The Balkan Federation Movement: A Neglected Aspect" in American Historical Review. Vol. 48.

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