Trattato di Neuilly

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Trattato di Neuilly
La firma del trattato
La firma del trattato

Data 27 novembre 1919
Luogo Neuilly-sur-Seine
Premessa Armistizio di Salonicco
Modifiche territoriali Cessione della Tracia occidentale alla Grecia e restituzione della Dobrugia meridionale alla Romania
Parti contraenti
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Il trattato di Neuilly (in bulgaro: Ньойски Договор, Njojski Dogovor) riguardante la Bulgaria e il suo ruolo nella I guerra mondiale come una delle Potenze Centrali, venne firmato il 27 novembre 1919 a Neuilly-sur-Seine, in Francia.

Il trattato stabilì i confini sui territori contestati tra la Bulgaria, la Turchia, la Grecia ed il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Come belligerante degli Imperi centrali, la Bulgaria ricevette la minore quantità di terra, e venne richiesto che riducesse il proprio esercito a 20.000 uomini, che pagasse le riparazioni di guerra di più di 400 milioni di dollari e riconoscesse l'esistenza del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, più tardi conosciuto come Jugoslavia. La Bulgaria fu costretta a cedere la Tracia occidentale alla Grecia e a restituire la Dobrugia meridionale alla Romania.

In Bulgaria i risultati del trattato erano noti al pubblico come la "seconda catastrofe nazionale" (Втора народна катастрофа). Durante la seconda guerra mondiale la Bulgaria, insieme alla Germania nazista rioccupò temporaneamente i territori che aveva ceduto con il trattato di Neuilly.

Territori ceduti al Regno di Jugoslavia[modifica | modifica sorgente]

Queste zone avevano fatto parte della Bulgaria dall'indipendenza del paese fino 1919 quando vennero cedute al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (in seguito rinominato Regno di Jugoslavia) sotto il trattato di Neuilly. La cessione della regione era in parte per compensare l'occupazione della parte meridionale ed orientale della Serbia da parte delle truppe bulgare nel periodo tra il 1915 ed il 1918 ed in parte come territorio strategico. Il vecchio confine politico tra la Bulgaria e la Serbia seguiva una catena di alte montagne, mentre quello nuovo dava un significante vantaggio militare ai serbi, esponendo pericolosamente la capitale bulgara Sofia e riducendo così in modo significante la minaccia militare per la Serbia orientale nel caso di una nuova invasione bulgara.

Il trattato di Neuilly era uno dei vari trattati firmati dopo la fine della prima guerra mondiale (come il trattato di Versailles, il trattato di Saint-Germain, il trattato di Trianon, il trattato di Sèvres) che erano stati concepiti per diminuire la forza politica e militare degli Imperi centrali. Come risultato, alcune aree con una maggioranza bulgara assoluta (come Bosilegrad e una parte della città di Dimitrovgrad) furono cedute alla Jugoslavia, mentre alcune aree con una significante presenza serba, come Trăn, rimasero in Bulgaria.

In Bulgaria si riteneva che il trattato dovesse durare solo 20 anni e che i territori sarebbero stati restituiti nel 1939, ma non si trova traccia di ciò nel trattato.

Regione e popolazione[modifica | modifica sorgente]

La Bulgaria dopo il trattato di Neuilly

I territori ceduti con il trattato coprivano un'area di 1,545 km² nell'odierna Serbia e 1,028 km² nell'odierna Repubblica di Macedonia.

In Serbia il territorio ceduto è diviso nel moderno distretto di Pirot (comune di Dimitrovgrad e piccole parti dei comuni di Pirot e Babušnica) ed il distretto di Pčinja (comune di Bosilegrad ed una piccola parte del comune di Surdulica). Includeva anche una piccola sezione lungo il fiume Timok nella municipalità e distretto di Zaječar, composto da 8 località (7 popolate da rumeni e 1 da bulgari)[1].

Nel 1919 l'area corrispondeva alle seguenti parti degli okrăg bulgari: Kjustendil, 661 km², Caribrod 418 km², Trăn 278 km², Kula 172 km² e Vidin 17 km².

Le fonti bulgare affermavano che la gente di etnia bulgara costituiva il 95% della popolazione di Bosilegrad ed il 75% della popolazione di Caribrod al tempo. Nel censimento jugoslavo del 1931, tutta la popolazione slava venne semplicemente conteggiata come jugoslavi (serbi, croati, sloveni e bulgari) ed in tal modo una comparazione non poté essere fatta. Secondo l'ultimo censimento serbo del 2002, i bulgari costituivano il 50% ed il 71% rispettivamente della popolazione di Dimitrovgrad e di Bosilegrad.

Interpretazioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Il principio della riorganizzazione, su base etnica, della carta dell'Europa, in aderenza ai Quattordici punti di Woodrow Wilson, paradossalmente - secondo lo storico britannico Eric Hobsbawm - fornì una giustificazione alle successive pulizie etniche e, addirittura, all'Olocausto degli Ebrei[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tribalia
  2. ^ Ad es. Adolf Hitler, applicando sino alle estreme conseguenze i principi nazionalisti, pianificò l'annessione alla Germania di tutti i territori fuori dai confini della madrepatria abitati da Tedeschi, e avviò a soluzione finale l’eliminazione degli Ebrei. Cfr. Eric Hobsbawm, Nazioni e nazionalismo dal 1780, Torino: Einaudi, 1991, p. 158)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ennio Di Nolfo, Storia delle Relazioni Internazionali, Bari, Laterza, 2000. ISBN 88-420-6001-1.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]