Pulizia etnica
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Sotto l'espressione pulizia etnica rientrano diverse azioni atte a rimuovere da un territorio la popolazione di un dato gruppo o sottogruppo etnico-culturale.
Nelle sue manifestazioni meno "cruente" è praticamente indistinguibile dall'assimilazione forzata e dalla deportazione di massa, mentre nei suoi estremi peggiori è equivalente ad un genocidio.
Le azioni di "pulizia etnica" sono il risultato di precise scelte politiche di governi e autorità, sulla base di discriminazioni etnico-linguistiche, religiose e ideologiche e su considerazioni di ordine politico e strategico.
Paradossalmente molte delle azioni di pulizia etnica meglio riuscite (pensiamo alla demagiarizzazione della Slovacchia e della Transilvania dopo il passaggio alla Romania[1]) nascono dall'applicazione di quel principio di "autodeterminazione dei popoli" tanto caro al presidente degli USA Woodrow Wilson[2] e alle potenze vincitrici della Prima guerra mondiale.
Di fatto quindi, gli stati nazionali, se da un lato si professano interessati alla tutela dei diritti dell'uomo e delle così dette "minoranze", dall'altro spesso hanno favorito in maniera incisiva l'assimilazione di popoli e culture.
Indice |
[modifica] Origine dell'espressione
L'espressione "pulizia etnica" entra nell'uso popolare negli anni '90[senza fonte] attraverso i mass-media, che riprendono e internazionalizzano l'espressione serbocroata etničko čišćenje ('etnitʃko tʃi'ʃtʃʲeɲe) usata dai mass-media locali per documentare la guerra civile che in quel periodo stava dividendo la Jugoslavia.
È probabile che l'espressione derivi da un'analoga espressione in uso nell'ambito militare ex-jugoslavo, čišćenje terena (tʃi'ʃtʃʲeɲe te'rena), ovvero "pulizia del territorio" che è stata tristemente applicata nei confronti delle popolazioni italiane dell'Istria.
Vi sono nella storia precedenti analoghi. Uno dei più tristemente famosi è quello è l'aggettivo tedesco judenrein ("esente da giudei"), applicato dal regime nazista tedesco a quei territori o centri abitati da cui la popolazione ebraica veniva eliminata attraverso la deportazione in campi di concentramento o lo sterminio di massa.
Di fatto potrebbero essere catalogati come atti di pulizia etnica molti episodi isolati o sistematici avvenuti in varie epoche (soprattutto a partire dall'800) e volti ad assorbire, assimilare, annullare culturalmente, etnicamente e linguisticamente comunità diverse da quella al potere in un determinato stato nazionale. Ad esempio di ciò si possono notare i massicci spostamenti di popolazione avvenuta nei territori della popolazione da sostituire come è successo nel XIX secolo negli Stati Uniti d America nei confronti dei nativi, in Cina nel XX secolo nei confronti dei Tibetani, per la Palestina come sostiene Ilan Pappé.
[modifica] Casi di pulizia etnica (periodo)
- Indiani d'America negli Stati Uniti d'America (soprattutto XIX secolo)
- Herero nell'attuale Namibia (1904)
- Slavi e Austriaci in Trieste (1919 circa)
- Armeni in Turchia (dal 1915 al 1916)
- Ungheresi, Slavi e Austriaci in Fiume (1919 circa)
- Italiani a Trieste, in Istria e Dalmazia (1945 circa)
- Arabi in Palestina (dal 1947 ad oggi)
- Ebrei, Russi, Polacchi, Rom, in Polonia e Germania (dal 1941 al 1945)
- Balcari, Ceceni, Tatari della Crimea, Ingusci, Carachi, Calmucchi, Mesketiani in Unione Sovietica (1929 - anni trenta)
- Cinesi, Vietnamiti e musulmani Cham in Cambogia (dal 1975 al 1979)
- Arabi in Zanzibar (1963)
- Hutu in Burundi (1972)
- Tutsi in Ruanda (1962 e 1994)
- Albanesi in Serbia (1910 e 1999)
- Fur in Darfur (Sudan) (dal 2003 al 2008)
[modifica] Voci correlate
- Nazismo
- Olocausto
- Lager
- Genocidio armeno
- Guerra del Kosovo
- Conquista delle Americhe
- Esodo istriano
- Giorno del ricordo
- Genocidio
- Nakba
- Gulag
- Laogai
- Shoah
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Claudio Cerreti e Nadia Fusco, Geografia e minoranze, Carocci, Roma, 2007, 136-141
- ^ Adolf Hitler, applicando sino alle estreme conseguenze i principi del nazionalismo wilsoniano, pianificò il trasferimento in Germania dei Tedeschi che non vivevano all’interno dei confini della madrepatria, come per esempio il Sudtirolo italiano e, com’è noto, avviò a soluzione finale l’eliminazione degli Ebrei. (Eric Hobsbawm, Nazioni e nazionalismo dal 1780, Torino: Einaudi, 1991, p. 158).

