Megali Idea

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Conferenza di pace di Parigi (1919), proposta greca sull'ampliamento territoriale dello stato ellenico
Mappa della Megali Hellas («Grande Grecia») dopo il Trattato di Sèvres con la rappresentazione di Eleftherios Venizelos, un sostenitore della Megali Idea.

La Megali Idea (Greco: Μεγάλη Ιδέα, Italiano: Grande Idea) è un concetto del nazionalismo greco che esprimeva la volontà di annettere alla stato ellenico tutti i territori abitati da popolazione di etnia greca sotto un unico grande stato unitario, con Costantinopoli capitale al posto di Atene. Dopo l'unificazione greca avuta nel 1821 la Megali Idea giocò un ruolo maggiore nella politica estera greca, in primo luogo ad opera del primo ministro costituzionale di origine arumena, Ioannis Kolettis.

L'Idea si riferiva al tentativo di recuperare i territori perduti dell'Impero bizantino e di liberare Costantinopoli, per secoli capitale spirituale dell’ellenismo e tuttora sede del Patriarcato Ecumenico. Il progetto di Megali Idea, rimasto un obiettivo primario per quasi tutti i governi greci fino al 1922, arrivò quasi al compimento con il Trattato di Sèvres. L’Idea fu abbandonata al termine della Guerra greco-turca, dopo la disfatta militare e il grande esodo delle popolazioni greche dell’Anatolia nel 1922 (Catastrofe dell'Asia Minore). Infine il Trattato di Losanna del 1923 che ufficializzò lo Scambio di popolazioni e determinò i confini attuali tra le due nazioni, ne fu l’atto ufficiale dell’abbandono dell’Idea.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicolas Svoronos, Histoire de la Grèce moderne, Parigi, PUF (Que Sais-Je?), 1964.
  • Fr. Rosen, Ο Ελληνικός Εθνικισμός και ο Βρετανικός Φιλελευθερισμός, Κέντρο Νεοελληνικών Ερευνών Ε.Ι.Ε., Atene, 1998.

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