Alessandro I di Jugoslavia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alessandro I
Alessandro I
Alessandro I
Re di Jugoslavia
Stemma
In carica 16 agosto 1921 - 9 ottobre 1934
Predecessore Pietro I di Serbia
Successore Pietro II
Nome completo Aleksandar Karađorđević
Nascita Cettigne, Montenegro, 16 dicembre 1888
Morte Marsiglia, Francia, 9 ottobre 1934
Luogo di sepoltura Chiesa di San Giorgio (Oplenac)
Casa reale Karageorgevich
Padre Pietro I di Serbia
Madre Zorka del Montenegro
Consorte Maria di Romania
Figli Pietro, Tomislavo, Andrea

Alessandro Karađorđević (in serbo Александар I Карађорђевић[?]; Cettigne, 16 dicembre 1888Marsiglia, 9 ottobre 1934) fu re dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (19211929) e primo re di Jugoslavia (19291934).

Famiglia d'origine[modifica | modifica sorgente]

Re Pietro I
La principessa Zorka
Il principe Giorgio

Dopo l'assassinio del principe di Serbia Mihailo III Obrenović, il suo successore Milan IV, nel maggio del 1868, fece inserire nella costituzione una norma che prevedeva l'esilio per la famiglia rivale Karađorđević e la confisca di tutti i suoi beni, poiché sospettata di aver progettato l'attentato.

Il principe Pietro Karađorđević, dopo essersi arruolato nella Legione straniera ed aver vissuto a Parigi, nel 1863 si trasferì in Montenegro dove sposò la primogenita del sovrano Nicola I Petrović-Njegoš e della moglie Milena, la principessa Zorka, sorella di Elena, futura regina d'Italia.

Fu durante il soggiorno di Pietro a Cettigne che, il 16 dicembre 1888, nacque il suo quarto figlio, Alessandro. Nel 1894 la famiglia si trasferì a Ginevra dove Alessandro proseguì gli studi fino al 1897, quando seguì il padre a San Pietroburgo alla corte di Nicola II e vi rimase per frequentare l'accademia militare[1].

L'11 giugno 1903 venne messo in atto il colpo di Stato che vedeva impegnati gli alti gradi dell'esercito serbo per deporre il re Alessandro Obrenović a causa dell'instabilità dinastica seguita al matrimonio con Draga Mašin: i sovrani furono uccisi e il Parlamento serbo designò il principe Pietro Karađorđević nuovo Re di Serbia. Alessandro, secondo in linea di successione al trono, non seguì il padre e il fratello maggiore Giorgio a Belgrado, ma rimase in Russia dove si arruolò nella fanteria imperiale[2].

Il principe Giorgio, erede al trono, nel 1909 fu al centro di una spiacevole vicenda che riportò Alessandro in Serbia. Durante un alterco con un servitore, Giorgio lo colpì con un violento calcio all'addome, e questi, passati alcuni giorni, morì. Il fatto fu preso a pretesto dai militari che aiutarono Pietro I nel colpo di stato del 1903, con cui l'erede aveva forti dissapori, per giudicarlo incapace di regnare; la stampa austro-ungarica diede grande spazio alla notizia, e, pressato dal padre e dal primo ministro Nikola Pašić[3], Giorgio rinunciò ai diritti dinastici a favore del fratello minore.

Principe guerriero[modifica | modifica sorgente]

Tornato a Belgrado, Alessandro iniziò a riorganizzare l'esercito serbo per continuare la lotta contro l'Impero ottomano che ancora occupava parte dei Balcani[1]. Trascorse un breve soggiorno in Francia dove fece notizia per essere il primo membro di una famiglia reale a pilotare un aeroplano[4], abilità che mise a frutto per la creazione di una flotta aerea militare in Serbia.

L'8 ottobre 1912, il Regno del Montenegro dichiarò guerra alla Turchia dando origine alla prima guerra balcanica. La Serbia vi partecipò e Alessandro guidò l'esercito vittorioso a Kumanovo e a Bitola. Nel 1913 combatté a Bregalnica nella seconda guerra balcanica contro il Regno di Bulgaria[1]. Dopo il conflitto, alla Serbia fu attribuito quasi l'intero territorio della Macedonia, e Alessandro partecipò attivamente all'organizzazione della nuova amministrazione serba della regione. Nel giugno del 1914, Re Pietro I, a causa del cattivo stato di salute, passò il potere ad Alessandro che divenne reggente.

Alessandro I e Pietro I a Skopje durante la Prima guerra balcanica
Alessandro I visita le truppe a Niš

Il 28 giugno 1914, Gavrilo Princip, appartenente all'associazione segreta irredentista Crna ruka che osteggiava la sovranità asburgica sulla Bosnia Erzegovina, uccise in un attentato l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este, erede al trono austriaco, mentre era in visita alla città di Sarajevo. Il 28 luglio l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, e Alessandro, come capo supremo dell'esercito, prese parte al conflitto, coadiuvato dai feldmarescialli Radomir Putnik, Živojin Mišić, Stepa Stepanović e Petar Bojović con i quali risultò vittorioso della battaglia del Cer e in quella di Kolubara nel 1914. Nel 1915, anche la Bulgaria entrò in guerra contro la Serbia, e la potenza dell'esercito bulgaro sommata a quello austro-ungarico determinarono la disfatta delle armate serbe che dovettero ripiegare verso l'Albania: nel dicembre del 1915 il grosso dell'esercito serbo, guidato da Alessandro, si trovava sulle coste albanesi tra Valona e Durazzo e con l'appoggio dell'Italia, dopo lunghe trattative, riparò a Corfù[5] e a Biserta. Fu in occasione di quella disastrosa ritirata che nacque il popolare canto serbo Tamo daleko, che nel tempo è quasi assurto al ruolo di inno nazionale.

Da Corfù, Alessandro ricostituì l'esercito e lo portò a Salonicco per combattere sul fronte macedone con l'aiuto degli alleati britannici, francesi, italiani e greci, dove vinse diverse battaglie tra cui quella di Kajmakchalan che rafforzò il morale della truppa e invertì le sorti del conflitto. Con la battaglia di Dobro Pole combattuta il 15 settembre 1918 fu concluso vittoriosamente il conflitto con la Bulgaria.

Politica interna ed internazionale[modifica | modifica sorgente]

Terminato il conflitto mondiale, il 1º dicembre 1918, Alessandro ricevette una delegazione del Consiglio nazionale del neonato Stato degli Sloveni, Croati e Serbi che gli chiedeva di annettere la loro nazione che non godeva di alcun riconoscimento internazionale al Regno di Serbia. Alessandro accettò, e quello stesso giorno nacque il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni di cui re Pietro I accettò la corona; primo ministro fu nominato Stojan Protić al posto di Nikola Pašić.

Il 6 gennaio 1919, Alessandro diede inizio alla riforma agraria, stabilendo l'abolizione della servitù della gleba e la suddivisione dei latifondi in poderi di proprietà dei singoli contadini, riconoscendo un giusto indennizzo ai grandi proprietari terrieri ai quali venivano sottratti. Per far sì che le terre fossero coltivate favorì l'insediamento di coloni agricoli serbi nelle zone sottratte al latifondo soprattutto nei nuovi territori annessi al regno, concedendo tre anni di esenzione fiscale a chi si fosse spostato[6][7]. Il 28 giugno del 1921, al regno fu data una nuova costituzione che diminuiva i poteri che in precedenza aveva avuto il Parlamento serbo e non dava grande spazio alle autonomie locali, nonostante al momento delle trattative col Consiglio nazionale degli Sloveni, Croati e Serbi, la promessa era stata che esse avrebbero avuto un forte peso.

L'ascesa al trono[modifica | modifica sorgente]

Alessandro I e la regina Maria.

Il 16 agosto 1921, Pietro I morì e Alessandro fu incoronato re. Alessandro godeva in una grande fama a livello internazionale, anche grazie alle sue imprese belliche. Nello stesso anno, si fece promotore della Piccola intesa, un'alleanza con la Cecoslovacchia e la Romania[1]. Nel gennaio del 1922 fu ospite del re di Romania Ferdinando I nel suo castello nei pressi di Sinaia: lì conobbe la figlia del sovrano, Maria e la chiese in sposa[8]. Il matrimonio fu celebrato nella Cattedrale di San Michele Arcangelo a Belgrado alla presenza di una folla numerosa e di molti rappresentanti delle case regnanti europee, tra cui Giorgio duca di York che fu testimone della sposa. Il matrimonio contribuì a rinvigorire i legami di collaborazione tra il regno di Alessandro, la Romania e la Gran Bretagna.

Con Maria diede alla luce tre figli: l'erede al trono Pietro, Tomislavo, e Andrea. Pietro prese il nome da suo nonno paterno a significare anche il forte legame con la gente serba, al secondogenito, diede un nome tipicamente croato e al terzo sloveno per dare un segnale di unità tra le etnie del regno[9]. Per marcare la distanza dalla famiglia Obrenović che, regnando sulla Serbia, aveva dimorato nel Palazzo vecchio al centro di Belgrado, Alessandro fece costruire un nuovo complesso di corte in cui inserì un palazzo reale: prima che la sua edificazione fosse completata, la famiglia reale visse nella tenuta di Oplenac, nei pressi della città di Topola. La tenuta era un podere agricolo abitato da contadini che costituivano anche la servitù reale. Lì la regina Maria che trascorreva molto tempo con la gente del posto intraprese molte iniziative a tutela dei più poveri e per l'istruzione dei contadini, tutte opere che Alessandro decise di finanziare.

La coppia reale, per le sue attività caritatevoli divenne presto molto popolare nel regno; nonostante ciò in tutto il Paese non mancavano rivolte popolari, soprattutto a carattere etnico, poiché la convivenza tra le diverse nazionalità, spesso, non risultava pacifica.

La dittatura[modifica | modifica sorgente]

Membri del movimento nazionalista "ORJUNA" che appoggiarono la dittatura di Alessandro I
Nave della règia marina jugoslava

Nell'agosto del 1928 il deputato nazionalista serbo Puniša Račić, ferì a morte il collega del Partito Contadino Croato Stjepan Radić: l'episodio creò una forte instabilità politica e diede il via a numerosi conflitti interetnici. Il 6 gennaio 1929, quando la situazione gli parve insostenibile, Alessandro sciolse il parlamento, revocò la Costituzione ed instaurò una dittatura personale (denominata "dittatura del sei gennaio" - Šestojanuarska diktatura). Furono vietate tutte le organizzazioni politiche, sindacali e religiose, fu imposta la censura alla stampa. Venne creato un tribunale speciale per la difesa dello Stato che perseguiva tutti i reati politici, la lesa maestà e i comportamenti anti-nazionali; particolarmente sorvegliati furono gli aderenti al Partito comunista.

Venne dato il via alla politica dell'"integralismo jugoslavo" (integralni jugoslovenstvo) in cui tutte le divisioni etniche dovevano terminare per creare una nazione unita e centralizzata. Vennero aboliti tutti i toponimi tradizionali che richiamassero le origini storiche delle località e venne vietata l'esposizione di vessilli ed emblemi che le ricordassero: il territorio del regno fu suddiviso in nove regioni (banovine) senza tener conto delle province storiche e della composizione etnica. Furono inviati numerosi reparti dell'esercito in Croazia e in Macedonia. Il 3 ottobre 1929, fu cambiato il nome ufficiale dello Stato in Regno di Jugoslavia[2][10].

Il 3 settembre 1931, quando ritenne che la situazione fosse tornata alla normalità, Alessandro diede al regno una nuova costituzione che lasciava, comunque, al re, enormi poteri. Il Parlamento fu diviso in Camera alta di nomina regia e Assemblea nazionale eletta a suffragio universale maschile con voto palese; al sovrano spettava la nomina del capo del Governo e dei Ministri che dovevano rispondere solo al re e non al Parlamento. Le libertà civili furono ripristinate, anche se con alcune limitazioni rispetto al passato.

La difesa dei confini[modifica | modifica sorgente]

Alessandro I incontra Atatürk nel 1933

La politica estera di Alessandro I fu sempre intesa non tanto alla conquista, quanto al mantenimento dei territori del suo regno. Il re temeva che potessero essere messi in discussione i confini stabiliti dal Trattato di Versailles, per questo manteneva relazioni con la Francia e il Regno Unito e intesseva rapporti diplomatici con i vicini Romeni, Cecoslovacchi e Greci. La Piccola intesa creata nel 1920 fu ulteriormente rafforzata dalla diplomazia jugoslava sotto il regno di Alessandro; nel 1927, il sovrano strinse una nuova alleanza con la Francia e nel 1934 creò un patto di amicizia e collaborazione con Romania, Grecia e Turchia[1]. Una delle sue preoccupazioni era la Germania nazista che in politica estera voleva rivedere ciò che a Versailles era stato stabilito. Per questo motivo, fu invitato dal primo ministro francese Gaston Doumergue per una visita di stato nell'ottobre del 1934.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Vlado Černozemski assale la vettura reale
Il filmato dell'attentato di Marsiglia

Il 6 ottobre, Alessandro si imbarcò sul cacciatorpediniere Dubrovnik dal piccolo porto di Zelenica alla volta di Marsiglia dove sbarcò alle quattro del pomeriggio, accolto dal Ministro degli esteri francese Louis Barthou. I due salirono a bordo di una vettura Delage scoperta, e il corteo composto da auto della polizia, soldati a cavallo e agenti in bicicletta che precedevano e seguivano l'automobile delle autorità si mosse, tra due ali di folla, verso il palazzo della Prefettura. Alle quattro e un quarto del pomeriggio, Vlado Černozemski, appartenente all'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone che mirava all'indipendenza della Macedonia dalla Jugoslavia e che aveva collegamenti con la formazione degli Ustascia croati di Ante Pavelić[11], si avvicinò alla vettura reale, si aggrappò alla fiancata e svuotò il caricatore della sua Mauser C96 sul re e sul ministro Barthou. Immediatamente gli agenti di scorta aprirono il fuoco all'impazzata, e Černozemski fu ucciso all'istante dai colpi di pistola e dalle sciabolate della guardia a cavallo. L'auto col re e il ministro fu condotta presso la stazione di polizia dove si cercò di prestare i primi soccorsi ai feriti, ma Alessandro, alle cinque, perse conoscenza e morì. Il ministro Barthou fu trasportato all'ospedale Hôtel-Dieu dove si spense il giorno successivo: l'autopsia mostrò che le pallottole che lo uccisero erano quelle sparate dalla polizia francese.

Questo fu il primo omicidio filmato della storia, e rimane una delle più importanti riprese per cinegiornali ancora esistenti, accanto alla pellicola dell'incoronazione dello zar Nicola II, dei funerali della regina Vittoria, dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria e dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

La mattina del 10 ottobre giunse a Marsiglia il treno speciale su cui aveva viaggiato la regina Maria che fu accolta dal prefetto e condotta alla camera ardente del marito, dove fu raggiunta dal Presidente della Repubblica francese Albert Lebrun che auspicò un prosieguo delle buone relazioni tra i due Paesi[12]. Il feretro fu imbarcato sul cacciatorpediniere Dubrovnik e fece ritorno a Belgrado dove il 17 ottobre furono celebrati i solenni funerali del re; il corpo fu inumato nel mausoleo reale di Oplenac.

Successione[modifica | modifica sorgente]

Poiché l'erede al trono Pietro non aveva ancora l'età per divenire re, fu proclamato reggente il principe Paolo, figlio di Arsen, fratello del re Pietro I.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Alessandro I di Jugoslavia Padre:
Pietro I di Serbia
Nonno paterno:
Aleksandar Karađorđević, principe di Serbia
Bisnonno paterno:
Karađorđe Petrović
Trisnonno paterno:
Petar Jovanović
Trisnonna paterna:
Marica Živković
Bisnonna paterna:
Jelena Jovanović
Trisnonno paterno:
Nikola Jovanović
Trisnonna paterna:
 ?
Nonna paterna:
Persida Nenadović
Bisnonno paterno:
Jevrem Nenadovič
Trisnonno paterno:
Jakov Nenadović
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Jovanka Milovanović
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Zorka del Montenegro
Nonno materno:
Nicola I del Montenegro
Bisnonno materno:
Granduca Mirko Petrović-Njegoš
Trisnonno materno:
Stanko Petrović-Njegoš
Trisnonna materna:
Christine Vrbitsa
Bisnonna materna:
Anastasija Martinović
Trisnonno materno:
Drago Martinović
Trisnonna materna:
Stana Martinović
Nonna materna:
Milena Vukotić
Bisnonno materno:
Petar Vukotić
Trisnonno materno:
Peter Perkov Vukotić
Trisnonna materna:
Stana Milić
Bisnonna materna:
Elena Vervodić
Trisnonno materno:
Tadija Vervodić
Trisnonna materna:
Milica Pavičević

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e His Majesty King Alexander I sul sito della famiglia reale serba
  2. ^ a b Alexander I of Yugoslavia su www.biography.com - URL consultato il 16/10/2011
  3. ^ U senci Nikole Pašića i Josipa Broza sul sito di Vreme - URL consultato il 16/11/2011
  4. ^ Prvi Srbin koji je leteo avionom sul sito della Jat Airways - URL consultato il 15/11/2011
  5. ^ Vladan Dinić Mesec dana umiranja - URL consultato il 16/10/2011
  6. ^ Kralj Aleksandar I Karageorgevich sul sito del Klub monarhista - URL consultato il 16/10/2011
  7. ^ Između tajkuna i seljaka sul sito di Vesti - URL consultato il 16/10/2011
  8. ^ Oličenje skromnosti i dobrote sul sito della famiglia reale serba - URL consultato il 28/09/2011
  9. ^ Kraljica majka - Kraljica Marija Karadjordjevic URL consultato il 25/09/2011
  10. ^ The Rise and Fall of Yugoslavia: from King Aleksandar to Marshall Tito, 1918-1980 - URL consultato il 6/11/2011
  11. ^ Alexander I sul sito dell'Enciclopedia britannica - URL consultato il 17/10/2011
  12. ^ Pagina de L'Ouest-Eclair dell'11 ottobre 1934

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Re di Serbia
Karađorđević
Royal Coat of arms of Serbia (1882–1918).svg

Karađorđe (1768 - 1817)
Alessandro (1842 - 1858)
Pietro I (1903 - 1921)
Alessandro I (1921 - 1934)
Paolo (Reggente) (1934 - 1941)
Pietro II (1934 - 1970)
Alessandro II (1970 - ...)
Modifica

Onorificenze serbe[modifica | modifica sorgente]

Collare dell'Ordine del Santo Principe Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Santo Principe Lazzaro
— 16 agosto 1921
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karageorgevich (classe civile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karageorgevich (classe civile)
— 16 agosto 1921
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karageorgevich (classe militare) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karageorgevich (classe militare)
— 16 agosto 1921
Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca (classe civile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca (classe civile)
— 16 agosto 1921
Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca (classe militare) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila Bianca (classe militare)
— 16 agosto 1921
Gran Maestro dell'Ordine di San Sava - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Sava
— 16 agosto 1921
Gran Maestro (e fondatore) dell'Ordine della Corona di Jugoslavia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro (e fondatore) dell'Ordine della Corona di Jugoslavia
— 5 aprile 1930

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro)
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Alessandro (Regno di Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Alessandro (Regno di Bulgaria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1911
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1911
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1911
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della militare di Savoia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della militare di Savoia (Regno d'Italia)
— 1911
Collare dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Regno di Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Regno di Polonia)
Gran croce dell'Ordine della Polonia restituta - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine della Polonia restituta
Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
Membro di I Classe dell'Ordine di Michele il Coraggioso - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine di Michele il Coraggioso
Gran Croce dell'Ordine della Corona (Re di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Corona (Re di Romania)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero Russo)
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero di Russia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Impero Russo)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero Russo)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero Russo)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero Russo)
Cavaliere di Gran Cordone dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Siam) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Cordone dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Siam)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone bianco (Cecoslovacchia)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
Croix de guerre 1914-1918 (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914-1918 (Belgio)
Croce di guerra 1914-1918 (Cecoslovacca) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra 1914-1918 (Cecoslovacca)
Croix de Guerre 1914-1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre 1914-1918 (Francia)
Croce di Guerra 1914-1918 (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra 1914-1918 (Grecia)
Medaglia dell'incoronazione di Giorgio V (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'incoronazione di Giorgio V (Regno Unito)
— 1911

Ordini tornarono[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di San Pietro di Cettigne (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Pietro di Cettigne (Regno del Montenegro)
«Ordine restaurato nel 1918»
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
«Ordine restaurato nel 1912»
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano)
«Ordine restaurato nel 1912»
Medaglia di Imtiaz d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Imtiaz d'oro
«Ordine restaurato nel 1912»

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni Successore Flag of the Kingdom of Yugoslavia.svg
Pietro I 1921-1929 Proclamato Re di Jugoslavia
Predecessore Re di Jugoslavia Successore Flag of the Kingdom of Yugoslavia.svg
nuovo titolo 1929-1934 Pietro II

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 264549869 LCCN: n84078775