Serbi

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Serbi
Срби
SerbiСрби
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Luogo d'origine Serbia Serbia
Popolazione 12.5-13 milioni [1][2]
Lingua Serbo
Religione Cristianesimo ortodosso,con minoranze di musulmani e cattolici
Distribuzione
Serbia Serbia 6 212 838(2002)
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina intorno a 1 750 000 (2008)
Germania Germania 625 000
Stati Uniti Stati Uniti circa 600 000
Croazia Croazia 201 631(2001)
Montenegro Montenegro circa 200 000(2002)
Italia Italia 106.498 [3]
Altri paesi esteri approssimativamente 1 165 000

I serbi (serbo: Срби o Srbi) sono una popolazione slava meridionale che vive prevalentemente in Serbia, Montenegro, parte della Bosnia ed Erzegovina, e, anche se meno rispetto al passato, in Croazia e nel Kosovo del Nord (Kosovo). Da non dimenticare comunque le comunità serbe sparse per il mondo a seguito della diaspora serba, che vivono prevalentemente nell'Europa occidentale (in Germania, Svizzera e Austria), negli Stati Uniti e in Canada.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza dei serbi, come detto, vive in Serbia e Montenegro, mentre altre importanti comunità si possono trovare in Bosnia ed Erzegovina (in particolare nella Republika Srpska), e in Croazia. Viceversa, piccole comunità si possono trovare in Macedonia, Slovenia, Romania, Albania e Ungheria; mentre, a seguito della diaspora serba, importanti concentrazioni di serbi si sono stanziati in Germania, Austria, Svizzera, USA, Brasile, Canada e Australia.

Nella vecchia Jugoslavia socialista la maggior parte dei serbi si concentravano nella capitale Belgrado (più di 1.000.000), e nelle principali città, quali Novi Sad (400.000), Niš (250.000), Banja Luka in Bosnia-Herzegovina (220.000), Kragujevac (175 000) e nella parte est di Sarajevo (130.000). Il censimento del 1991 stimava in 36% la percentuale di serbi presenti nella ex Jugoslavia, per un totale di circa 8,5 milioni. Il numero di serbi che lasciarono il paese in seguito alla diaspora serba è stimato 1 milioni, anche se il Ministero per la Diaspora della Repubblica di Serbia stima in 2 milioni il numero di serbi (compresa i discendenti) che attualmente vivono nel mondo. All'estero le principali comunità si trovano a Vienna, che da molti serbi viene considerata come una seconda patria, Chicago (e nella sua area metropolitana), Toronto e l'Ontario meridionale che raggruppate, ospitano 30.000 serbi, quasi il 66% della popolazione totale della Repubblica di Serbia. Un altro 1,5 milione vive invece in Bosnia ed Erzegovina, 600.000 in Croazia (prima della guerra civile terminata nel 1995), e 200.000 in Montenegro (prima della sua indipendenza nel 2006).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diaspora serba.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Serbi famosi[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Nikola Tesla

Sono diversi i serbi che hanno giocato un ruolo di primo piano nelle arti e nelle scienze. Tra le principali figure del mondo scientifico, spiccano scienziati come Nikola Tesla, Mihajlo Pupin, Jovan Cvijić, e Milutin Milanković; matematici quali Jovan Karamata, Mihailo Petrović, Mileva Maric e Đuro Kurepa; famosi compositori come Stevan Mokranjac e Stevan Hristić; celebri scrittori e autori come Ivo Andrić, Borislav Pekić, e Miloš Crnjanski; inventori come Ogneslav Kostović Stepanović; star dello sport come Vlade Divac, Pedja Stojaković, Predrag Danilović, Aleksandar Đorđević, Vujadin Boškov, Siniša Mihajlović, Novak Đoković, Ana Ivanović, Jelena Janković e Monica Seles; attrici come Mila Jovović (per metà serba) e registi come Emir Kusturica. Spulciando nella storia serba, importanti sovrani come Stefano Nemanja, e suo figlio, San Sava, fondarono il monastero di Hilandar per la Chiesa Ortodossa Serba, il più grande e il più antico tra i monumenti cristiano-ortodossi del mondo.

La madre dell'ultimo Imperatore bizantino, Constantino XI Paleologo Dragases, era una principessa di origine serbe, Elena Dragaš (Jelena Dragaš).

Secondo il National Enquirer, Ian Fleming, padre del celebre James Bond prese spunto dalla vita della spia Dusko Popov, noto con l'alias di "Triciclo".

Gavrilo Princip, un serbo-bosniaco, uccise l'Arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914, scatenando la crisi tra l'Impero Austro Ungarico e il Regno di Serbia che diede il via alla Prima guerra mondiale.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua serba.

La gran parte dei serbi parla il serbo, una delle lingue slave meridionali. L'identità serba è legata in gran parte proprio alla lingua, dato che viene indistintamente utilizzato sia l'alfabeto cirillico che l'alfabeto latino; Infine, altra variante del serbo, è la lingua slava ecclesiastica.

Come già ricordato, i discendenti della diaspora serba non sempre parlano fluentemente la lingua dei propri genitori e dei propri avi (specialmente negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna); mentre, viceversa, diversi scrittori di fama internazionale, come Johann Wolfgang von Goethe e J. R. R. Tolkien, studiarono tale lingua.

Cognomi[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei conogmi serbi presenta la particella -ić (AFI: /itj/, cirillico: -ић), che molto spesso viene tradotta come -ic. Sono utilizzate, anche se ormai sono in disuso, le particelle fonetiche -ich o -itch; ad esempio, Milutin Milankovitch è solitamente conosciuto, esclusivamente per ragioni storiche, come Milutin Milanković.

Il suffisso -ić è in realtà un diminutivo slavo, che originariamente aveva la funzione di creare un patronimico: ad esempio il cognome Petrić significa "piccolo Petar", sullo stesso tenore, quindi del prefisso scozzese Mac ("figlio di"), o dell'irlandese O'. Stime parlano di circa due terzi il numero di cognomi serbi che terminano con la particella -ić.

Altri suffissi comuni sono -ov o -in, che sono niente di meno che la forma possessiva dello slavo: ad esempio Nikolin significa "figlio di Nikola", oppure Petrov, "figlio di Petar", e Jovanov, "figlio di Jovan". Quest'ultimi, comunque, sono cognomi più comuni in Voivodina.

Da non dimenticare, infine, alcuni cognomi fra i più diffusi come Petrović, Jovanović, Popović, Ivanović, Janković e Nikolić

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Ortodossa Serba, ha giocato, e gioca tuttora, un ruolo di primo piano nella formazione dell'identità serba.

La conversione degli slavi meridionali dal paganesimo alla Cristianità, iniziò ben prima dello scisma d'Oriente, la separazione religiosa dell'Impero bizantino dalla Chiesa cattolica di Roma. Tuttavia restarono comunque forti con il cattolicesimo.
Successivamente, con l'espansione dell'Impero Ottomano, molti serbi, specialmente in Bosnia si convertirono all'Islam. Molti etnologisti considerano che la distinzione tra l'identià serba, croata e bosniaca sia proprio più religiosa che etnica.[senza fonte]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera serba.
Bandiera ufficiale della Serbia

La bandiera serba è un tricolore con i colori panslavi. Consiste in tre fasce orizzontali uguali, rosso in alto, blu nel centro e bianco in basso. Nella parte centrale-sinistra viene posto lo stemma della Serbia: un'aquila a due teste bianca, che rappresenta il doppio potere, e che fu lo stemma della Casata dei Nemanjić, avente posta sul petto una croce e le quattro lettere s in cirillico che simboleggiano l'unità dei serbi.

L'aquila e la croce sono state entrambe, lungo la storia serba, punti basilari per gli emblemi e i simboli delle varie organizzazioni o entità statali esistite.

Gli abiti tipici popolari serbi variano da una regione all'altra, forse anche per via della diversità di condizioni climatiche e geografiche tra le varie zone. Questi sono alcuni abiti tipici:

  • la tradizionale scarpa popolare opanak. Si riconosce dalla caratteristica punta che si erge nella parte anteriore della scarpa ed è rivolta all'indietro. Questo scarpa tipica cambia da una regione all'altra.
  • cappello tradizionale denominato šajkača. È facilmente riconoscibile dalla parte superiore a forme della lettera V. Questo indumento ha raggiunto grande popolarità dopo essere stato largamente usato come parte dell'uniforme dell'Esercito serbo nella Grande Guerra. Oggi lo si può trovare soprattutto nei villaggi della Serbia. È stato recentemente usato anche come parte dell'uniforme dell'esercito della Republika Srpska durante l'ultima guerra in Bosnia. Comunque, šajkača è caratteristica soprattutto della regione della Serbia centrale chiamata Šumadija, mentre le altre popolazioni di serbi che abitano in Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Croazia e nelle regioni autonome di Voivodina e del Kosovo hanno altri tipi di copricapo.

Mappe[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ rs.one.un.org
  2. ^ web.archive.org
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT, Demo.istat.it. URL consultato il 3 ottobre 2014.

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