Vlade Divac

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Vlade Divac
Vlade Divac cropped.jpg
Vlade Divac nel 2007
Dati biografici
Nome Vlade Divac
Владе Дивац
Nazionalità Jugoslavia Jugoslavia
bandiera Jugoslavia
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
Altezza 216 cm
Peso 118 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Ritirato 2005
Hall of Fame FIBA Hall of Fame (2010)
Carriera
Giovanili
1980-1982 KK Elan Prijepolje
Squadre di club
1982-1986 Sloga Kraljevo Sloga Kraljevo
1986-1989 Partizan Partizan
1989-1996 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 520 (6497)
1996-1998 Charlotte Hornets Charlotte Hornets 145 (1691)
1998-1999 Stella Rossa Stella Rossa
1999-2004 Sacramento Kings Sacramento Kings 454 (5176)
2004-2005 Los Angeles Lakers Los Angeles Lakers 15 (34)
Nazionale
1986-1991
1992-2002
Jugoslavia Jugoslavia
Jugoslavia Jugoslavia
Palmarès
Jugoslavia Jugoslavia
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Argento Seul 1988
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Spagna 1986
Oro Argentina 1990
Wikiproject Europe (small).svg  Europei
Bronzo Grecia 1987
Oro Jugoslavia 1989
Jugoslavia Jugoslavia
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Argento Atlanta 1996
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Oro Stati Uniti 2002
Wikiproject Europe (small).svg  Europei
Oro Italia 1991
Oro Grecia 1995
Bronzo Francia 1999
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Vlade Divac, in serbo Владе Дивац? (Prijepolje, 3 febbraio 1968), è un ex cestista jugoslavo, professionista NBA dal 1989 al 2005 e presidente del comitato olimpico serbo.

Alto 216 cm per circa 118 kg di peso, giocava nel ruolo di centro. Uno dei suoi soprannomi più noti è Marlboro man, per la sua smodata passione per il fumo.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Il draft e la finale 1991[modifica | modifica sorgente]

Divac viene scelto nei Draft NBA 1989, all'età di ventun anni, dai Los Angeles Lakers, con la 26ª scelta assoluta. A Divac tocca l'ingrato, nonché difficilissimo compito di essere il centro dei Lakers l'anno dopo il ritiro di Kareem Abdul-Jabbar. Nonostante qualche problema iniziale con la lingua, si ambienta bene nell'ambiente losangelino grazie anche all'amicizia che lo lega subito al leader della squadra Magic Johnson.

La squadra è vecchia e il primo anno di Divac segue i due titoli vinti consecutivamente: nei play-off del 1990 la squadra è eliminata al secondo turno dai Phoenix Suns. La stagione dopo è "il canto del cigno" dei grandi Lakers degli anni ottanta di Magic e James Worthy; sulla panchina non siede più Pat Riley, bensì Mike Dunleavy. I Lakers arrivano comunque in finale dopo aver eliminato gli Houston Rockets, i Golden State Warriors e i Portland Trail Blazers. In finale assistono al primo dei sei titoli della coppia Michael Jordan-Scottie Pippen (Chicago Bulls) che battono Los Angeles in cinque partite nonostante i Lakers si siano portati sull'1-0, espugnando in gara-1 Chicago.

Il lento declino dei Lakers[modifica | modifica sorgente]

L'anno dopo la squadra perde Magic, ritirato per la sua sieropositività, e lo stesso Divac gioca solo 36 partite a causa di un infortunio che non gli permette di contribuire come vorrebbe. Nei play-off arriva solo un'eliminazione al primo turno per mano dei Blazers. Stesso destino l'anno dopo quando l'eliminazione arriva per mano dei Suns in cinque partite. Divac però sale di livello come gioco personale, e occupa stabilmente il ruolo di centro titolare. La stagione 1993-94 è quella più buia per i Lakers: con il ritiro di Worthy arriva l'assenza dalla post season, evento che non capitava dagli anni settanta. Divac si assesta su ottimi livelli, diventando il primo marcatore della squadra, anche se con una media piuttosto bassa (14,2 punti a partita). Con l'innesto di Cedric Ceballos e Nick Van Exel la squadra ritrova la spinta persa l'anno prima, arrivando al secondo turno dei play-off, dopo aver eliminato al primo turno i favoriti della Western Conference, i Seattle Supersonics; l'eliminazione arriva per mano dei San Antonio Spurs.

Il ritorno di Magic (1996) e la cessione[modifica | modifica sorgente]

A metà della stagione 1995-96 arriva la notizia shock del ritorno in campo di Magic, il grande amico di Divac. L'atmosfera viene galvanizzata dal carisma di Johnson, e si pensa ad una cavalcata nei play-off. È pertanto percepita come una grande delusione l'eliminazione al primo turno da parte dei Rockets. A fine campionato i dissapori sorti all'interno dello spogliatoio portano Magic al secondo e definitivo ritiro. Jerry West, il general manager della squadra, programma un'importante campagna acquisti, il cui obiettivo dichiarato è Shaquille O'Neal. Divac diventa così un peso per la squadra, perché nessuno vorrebbe averlo in spogliatoio scontento del suo minutaggio, ed è chiaro che è incompatibile con O'Neal. Viene così ceduto ai Charlotte Hornets in cambio dei diritti su Kobe Bryant. Divac percepisce come un tradimento l'essere stato ceduto per un liceale.

Le due stagioni a Charlotte[modifica | modifica sorgente]

A Charlotte Divac trova un'ottima squadra, composta principalmente dalle ali Glen Rice e Anthony Mason. La prima stagione è un successo dato che si compila un record che vede 54 vittorie a fronte di solo 28 sconfitte. Nei play-off arriva però la batosta, con l'eliminazione al primo turno in tre partite per mano dei New York Knicks. L'anno dopo, nonostante il record peggiore, arrivando a 51 vittorie e 31 sconfitte, viene superato il primo turno battendo gli Atlanta Hawks in quattro partite. Al secondo turno però gli Hornets si devono inchinare di fronte alla forza dei Bulls di Jordan che li eliminano in cinque partite. Nell'estate del 1998 Divac diventa free agent e decide di andare sul mercato.

L'approdo a Sacramento[modifica | modifica sorgente]

Viene ingaggiato dai Sacramento Kings per giocare da centro titolare e anche per dare una mano a Peja Stojaković, connazionale di Divac appena arrivato a Sacramento. Sotto il coach Rick Adelman la squadra migliora in fretta, grazie anche al contributo di stelle come Chris Webber. Insieme a Webber Divac forma la migliore coppia di lunghi passatori, trovandosi alla perfezione nello schema Princeton offense. Nei play-off arrivano però due eliminazioni precoci al primo turno, una da parte degli Utah Jazz, l'altra da parte dell'ex squadra di Divac, i Lakers.

Proprio contro i Lakers inizia una rivalità causata da partite giocate spesso punto a punto e con vari contatti duri. Nella stagione 2000-01 arriva il passaggio del turno contro i Suns, ma al secondo turno i Lakers eliminano ancora i Kings. Divac combatte contro il migliore O'Neal della carriera, cercando di arrangiarsi come può contro un giocatore decisamente più forte fisicamente. L'anno dopo i Kings sono ormai maturi per la finale. Battono Jazz e Mavericks nei primi due turni per poi scontrarsi ancora con i Lakers nella finale di Conference. È una serie durissima combattuta in campo ma anche attraverso i giornali. Divac accusa O'Neal di fare sempre fallo in attacco e il centro dei Lakers afferma che Divac è un cascatore, un giocatore che non fa altro che buttarsi. Guidati da un maestoso Mike Bibby i Kings si portano sul 3-2, ma perdono gara-6 a Los Angeles. Gara-7 è in programma a Sacramento e per imporsi i Lakers hanno bisogno di un supplementare. Per Divac e i Kings è una beffa notevole.

Nei due anni successivi i Kings si fermano troppo presto per le loro aspettative: nei play-off del 2003 vengono eliminati al secondo turno dai Mavericks anche a causa di un infortunio occorso a Webber. L'anno dopo sempre al secondo turno sono i Minnesota Timberwolves ad eliminarli. La beffa è che sia nel 2003 che nel 2004 i Kings perdono giocando gara-7.

Il ritorno ai Lakers e il ritiro[modifica | modifica sorgente]

A Sacramento comprendono che è finito un ciclo e che Divac comincia a non essere più il giocatore decisivo dei primi anni ai Kings. Nell'estate del 2004 Vlade è di nuovo free agent ed esprime il desiderio di tornare ai Lakers se i Kings non faranno un'offerta adeguata. I Kings non sono interessati a lui e il serbo si accasa di nuovo ai Lakers, orfani di O'Neal che nell'estate era stato ceduto ai Miami Heat. Divac però è in condizioni fisiche precarie e un'ernia lo costringe ad un'operazione chirurgica che lo tiene fermo per ben 67 partite, permettendogli di dare un contributo davvero esiguo. Nell'estate del 2005 annuncia il suo ritiro.

Comitato olimpico[modifica | modifica sorgente]

Il 24 febbraio del 2009 diventa presidente, per 4 anni, del comitato olimpico serbo.

Tecnica e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Divac è stato un giocatore che negli anni migliori della sua carriera aveva un'eccellente mobilità in rapporto alla sua mole. Dotato di ottimi movimenti in post basso, il suo forte resta il passaggio. È considerato a detta di tutti uno dei migliori se non il migliore centro passatore della storia. In carriera è l'unico giocatore insieme a Shaquille O'Neal, Abdul-Jabbar e Hakeem Olajuwon ad avere collezionato almeno 13.000 punti, 9.000 rimbalzi, 3.000 assist e 1.500 stoppate. È stato convocato per l'All-Star Game nella stagione 2000-01. Ha ottenuto l'inclusione nel migliore quintetto di rookie nella stagione 1989-90. In carriera con la nazionale, jugoslava prima e serba poi, vanta due medaglie d'argento alle Olimpiadi (Seoul 1988 e Atlanta 1996), due medaglie d'oro ai mondiali nel 1990 e nel 2002 e tre medaglie d'oro agli europei nel 1989, 1991 e 1995.

Il 31 marzo 2009 i Sacramento Kings hanno ritirato la sua maglia numero 21.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Partizan Belgrado: 1986-1987
Partizan Belgrado: 1989
Partizan Belgrado: 1988-1989

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 169150553 LCCN: no2011048487