Bill Walton

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Bill Walton
Bill Walton 1974.JPG
Walton al tiro con la maglia di UCLA
Dati biografici
Nome William Theodore Walton III
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 113 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Ritirato 1987
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (1993)
Carriera
Giovanili

1970-1974
Helix High School
UCLA Bruins UCLA Bruins
Squadre di club
1975-1978 Portland T. Blazers Portland T. Blazers 209
1980-1984 San Diego Clippers San Diego Clippers 102
1984-1985 L. Angeles Clippers L.A. Clippers 67
1985-1987 Boston Celtics Boston Celtics 90
Nazionale
1970 Stati Uniti Stati Uniti 5
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

William Theodore Walton III, meglio noto come Bill Walton (La Mesa, 5 novembre 1952), è un ex cestista statunitense, professionista nella NBA.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

College[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Bill Walton giunse all'Università di Los Angeles, ateneo con una grandissima tradizione cestistica, nel 1971, due estati prima dell'addio di Lewis Alcindor. Nonostante le prime incertezze, nutrite soprattutto dal coach John Wooden, Walton impiegò pochissimo tempo a divenire il giocatore più dominante del campionato, vincendo in tutti e tre le stagioni al college (1972, 1973 e 1974) il premio di miglior giocatore e le convocazioni per l'All-American e l'All-Conference.

Il dominio di UCLA[modifica | modifica wikitesto]

La squadra, per quanto possibile, andò ancor più in là di quanto non avesse fatto "Bill il rosso" (così era ormai soprannominato nell'ambiente, per via del colore dei suoi capelli): nei primi due anni i Bruins dominarono la stagione NCAA vincendo, in entrambe le stagioni, tutte le trenta partite disputate. Nelle due finali Walton giocò in maniera incredibile: 20 punti e 24 rimbalzi nel 1972, 44 punti (frutto di 21/22 al tiro) nel 1973.

Nel 1974, dopo una folle striscia di 88 vittorie consecutive (record assoluto), i Bruins vennero sconfitti. In quell'anno, l'ultimo di Walton, UCLA perse la semifinale NCAA dopo due tempi supplementari contro North Carolina State, guidata dal fortissimo David Thompson.

Al termine della sua carriera universitaria, le sue medie furono di 20,3 punti, 15,7 rimbalzi e 5,5 assist. Per la sua inimitabile dote di vincente è quasi unanimemente riconosciuto come il miglior giocatore collegiale della storia.

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Il draft e l'esordio a Portland[modifica | modifica wikitesto]

Il draft NBA 1974 vide i Portland Trail Blazers spendere, come previsto da tutti, la prima scelta assoluta per l'ingaggio di Bill Walton. Già dalle primissime gare disputate nella NBA, Walton assunse il ruolo di nuovo assoluto protagonista dei parquet americani, ma dopo le prime sette partite di stagione regolare fu sorpreso dal primo infortunio importante della sua carriera: gli acciacchi fisici caratterizzeranno sostanzialmente la sua attività professionistica, impedendo (secondo molti) di concretizzare al massimo quanto espresso al college. L'anno successivo la raffinatissima tecnica e l'intelligenza cestistica di Bill furono al servizio dei Blazers per non più di 51 partite, non permettendogli di assicurarsi un record di valore.

La Blazermania[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976-77 Portland dispose del suo pupillo per buona parte della stagione e conquistò il terzo posto della Western Conference con 49 vittorie; le medie di Bill Walton di quella stagione parlano di 18,6 punti, 14,4 rimbalzi, 3,8 assist e 3,2 stoppate nelle 65 gare disputate. La prova più che positiva dei Blazers (e di Walton in particolare) non lasciava tuttavia presagire a quello che sarebbe stato il loro cammino nei playoff: Bill giocò partite stratosferiche e riuscì a dirigere i Blazers tanto bene da renderli una forza inarrestabile, seppur privi (al di fuori del loro leader) di giocatori di particolare rilievo.

Dopo aver passato i primi due turni senza particolari difficoltà, Portland diede sfoggio della sua potenza devastante contro i Lakers, la squadra più vincente del 1977: la sola opposizione di Kareem Abdul-Jabbar non fu sufficiente per evitare il tragico 4-0. La finale oppose i Blazers ai Philadelphia 76ers, squadra più titolata sulla carta. Dopo le prime due sconfitte in trasferta contro un avversario visibilmente superiore, Portland cominciò a far girare la perfetta macchina da gioco guidata da Bill Walton; i Blazers vinsero allora quattro scontri consecutivi, con Walton che vinse la decisiva gara-6 con 20 punti, 23 rimbalzi, 7 assist e 8 stoppate, aggiudicandosi il titolo (l'unico nella storia per la franchigia dell'Oregon) e il premio di MVP delle Finals. La vittoriosa ascesa dei Portland Trail Blazers, e soprattutto di Bill Walton, del 1977, è ricordata per la sua natura devastante e la sua irripetibilità con l'espressione "Blazermania".

Nel 1978 Walton giocò addirittura meglio della stagione passata, tanto che, dopo 60 partite, il record di Portland era di 50-10. Poi si infortunò nuovamente e delle restanti 22 partite i Blazers ne persero 14. Bill vinse ugualmente un meritatissimo titolo di MVP della stagione. Un ulteriore infortunio, che lo colse al rientro nei playoff, chiuse definitivamente le speranze di Portland nella post-season. L'infortunio fu tanto grave da lasciare Walton fuori dal campo per tutta la stagione seguente.

Il ritorno con Boston[modifica | modifica wikitesto]

Bill tornò a calcare le scene della NBA solamente nel 1979-80, indossando questa volta la maglia dei San Diego Clippers. Anche qui però non riuscì a disputare che 14 incontri. Rimase fermo per addirittura due anni. Ritornò nel 1983, duramente segnato dalla lunga assenza dal parquet; nelle due stagioni successive, sempre con i Clippers, Walton ritornò a prendere confidenza con il gioco, aiutando molto la squadra con la sua tecnica e la sua visione di gioco.

Nel 1986, deciso a tornare sul gradino più alto della lega, entrò a far parte dei Boston Celtics. Il gioco di Bill, se non per il fisico, tornò ad essere quello dei tempi migliori: partendo dalla panchina coprì egregiamente tutti i buchi che nel corso delle partite venivano lasciati dal terzetto Bird-Parish-McHale e a fine stagione vinse il premio di Miglior sesto uomo dell'anno. Quell'anno Boston, con 67 vittorie in stagione regolare, fu inarrestabile e il suo cammino versa la conquista dell'anello non trovò oppositori.

Bill Walton si ritirò nel 1987 dopo aver perso le finali contro i Lakers.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Portland Trail Blazers: 1977
Boston Celtics: 1986
First Team: 1978
Second Team: 1977
1977, 1978
1977, 1978

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

UCLA: 1972, 1973
1972, 1973
  • NCAA AP Player of the Year: 2
1972, 1973
  • NCAA AP All-America First Team: 3
1972, 1973, 1974
  • NCAA Naismith Men's College Player of the Year Award: 3
1972, 1973, 1974
  • La sua maglia n. 32 è stata ritirata dalla UCLA

Aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante una partita del 1980 contro i Los Angeles Lakers, Walton rimase senza una scarpa nel corso di un'azione difensiva e, mentre era intento a recuperarla, il giocatore che stava marcando ricevette palla e tirò. Non trovando altro modo migliore per fermarlo, Walton raccolse la scarpa e la lanciò contro il pallone in movimento, nel tentativo di deviarlo [1]. L'arbitro fischiò fallo tecnico.
  • Danny Crum, assistente del coach John Wooden, venne spedito a visionare Walton alla Helix High School di San Diego. Al suo ritorno Crum affermò che Walton era il più grande giocatore liceale che avesse mai visto. Wooden, ignaro del genere di giocatore in questione, chiamò Crum nel suo ufficio e gli disse:
« Denny, non far mai più un commento così stupido. Ti fa sembrare un idiota ed un incompetente. Addirittura dire che qualcuno coi capelli rossi e con quella faccia lentigginosa da ragazzino, che per giunta viene da San Diego, è il miglior high schooler che tu abbia mai visto. Innanzitutto non c'è mai - e dico mai - stato un giocatore decente proveniente da San Diego »
  • Durante il periodo a UCLA, Walton venne arrestato nel corso di una manifestazione pacifista contro la guerra in Vietnam. Al momento dell'arresto lesse una dichiarazione, rivolta al presidente Nixon e scritta da lui stesso, che recitava così:[2]
« Your generation has screwed up the world. My generation is trying to straighten it out. Money doesn't mean anything to me. It can't buy happiness, and I just want to be happy. »
« La sua generazione ha rovinato il mondo. La mia sta provando a risollevarlo. Il denaro non significa niente per me: non può comprare la felicità e io voglio solo essere felice. »

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 55390012 LCCN: n/50/026460