Larry Bird

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Una volta mi dicesti che in futuro ci sarà un nuovo Larry Bird. Larry, non ci sarà mai, mai e poi mai un altro Larry Bird. »
(Magic Johnson[1])
Larry Bird
Larrybird.jpg
Larry Bird nel 2004
Dati biografici
Nome Larry Joe Bird
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 206 cm
Peso 100 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Ala piccola / ala grande
Allenatore
General manager
Ritirato 1992 - giocatore
2000 - allenatore
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (1998)
Carriera
Giovanili

1976-1979
Springs Valley High School
Ind. St. Sycamores Ind. St. Sycamores
Squadre di club
1979-1992 Boston Celtics Boston Celtics 897 (21791)
Nazionale
1977-1992 Stati Uniti Stati Uniti 10
Carriera da allenatore
1997-2000 Indiana Pacers Indiana Pacers 147-67
Palmarès
NBA 3 vittorie
Per maggiori dettagli vedi qui
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Barcellona 1992
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 1992
FISU International University Sport Federation.svg Universiadi
Oro Sofia 1977
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Larry Joe Bird (West Baden Springs, 7 dicembre 1956) è un ex cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo statunitense.

È stato, per tutta la sua carriera, un giocatore dei Boston Celtics, franchigia della NBA, vincendo tre titoli. Insieme al rivale ed amico Magic Johnson segnò indelebilmente il basket NBA nel corso degli anni ottanta, guadagnandosi il soprannome di "The Legend". Scelto come sesta scelta assoluta nel draft dai Boston Celtics, si alternò nei ruoli di ala grande ed ala piccola.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

High school e college (NCAA)[modifica | modifica wikitesto]

Larry Bird in un contrasto con Magic Johnson durante un incontro tra i Boston Celtics ed i Los Angeles Lakers nel 1985

Bird nasce a West Baden Springs, nell'Indiana, crescendo poi nella vicina cittadina di French Lick, dove diviene una vera e propria stella della squadra del liceo. Inizialmente si iscrive alla Indiana University a Bloomington, ma lascia ancora prima che la squadra dell'università giochi la prima gara.

Bird si era ritirato dalla grande università perché si sentiva sperduto nel grande campus, e non gli piaceva che ci fosse tutta quella gente. Larry, infatti, si sentiva solo "un contadinotto di French Lick" (the hick from French Lick, come si soprannominò lui stesso). Tornato a casa si cercò un lavoro, e fu così che cominciò a guidare il camion per la raccolta dei rifiuti.

La pressione di amici e parenti lo convinse a ritentare la carriera universitaria, perciò si iscrisse alla Indiana State University. Bird guidò la squadra dei Sycamores della sua università fino alla finale del campionato NCAA del 1979, perdendo contro gli Spartans della Michigan State University, guidati da Magic Johnson. Ancora oggi quella partita del 1979 tra le università di Michigan State e Indiana State rimane la partita di college più vista della storia del campionato. Bird vinse il "Naismith Award" ed il "Wooden Award", premi per il miglior giocatore di college dell'anno. Da allora la rivalità tra Bird e Magic Johnson diventò storica: un bianco dell'est contro un nero dell'ovest, una persona tranquilla e riservata contro una stella estroversa ed eccessiva. L'eterna sfida tra Larry e Magic venne anche rappresentata in una famosa pubblicità delle Converse All-Star, le scarpe che entrambi indossavano e loro sponsor.

NBA: Boston Celtics[modifica | modifica wikitesto]

Bird, ala di 206 centimetri (6'9"), riuscì ad affermarsi in tutti gli aspetti del gioco. Era, infatti, un ottimo tiratore, finendo spesso ai primi posti delle classifiche dei migliori tiratori da tre punti e di tiri liberi, e vincendo la gara del tiro da tre punti dell'NBA All-Star Game tre volte. In una edizione della manifestazione, addirittura, mentre tirava l'ultimo pallone, alzò le braccia al cielo subito dopo il rilascio della palla, quando ancora era lontana dal ferro, tanto era certo che sarebbe entrata. La sua media di punti a partita in carriera fu di 24,3 punti, con un massimo di 29,9 punti nella stagione 1987-88.

Bird fu anche un ottimo rimbalzista, con una media di 10,0 rimbalzi totali (difensivi e offensivi) a partita, ma era conosciuto anche come un ottimo passatore ed assistman, con una media di 6,4 assist a partita, molto alta per un'ala. Oltre a tutte queste qualità, Bird si dimostrò efficientissimo anche in difesa, risultando tre volte nell'"NBA All-Defensive Second team" e concludendo la sua carriera all'ottavo posto assoluto nella classifica delle palle rubate. Bird vinse l' "NBA MVP Award" per tre anni consecutivi, dal 1984 al 1986, partecipò all'"NBA All-Star Game" numerose volte e venne premiato "All-Star Game MVP" nel 1982. Vinse inoltre le prime tre edizioni della gara dei tre punti sempre all'All Star Game. Con i Celtics vinse tre titoli NBA, negli anni 1981, 1984 e 1986.

Una delle principali qualità di Bird era il suo notevole carisma personale: era un leader, e lo dimostrava sul campo con i fatti. Primo ad arrivare agli allenamenti e ultimo ad andare via, si comportava da esempio per i compagni. Molti sono gli aneddoti su questa sua qualità di combattente: per esempio si ricorda di quando, nettamente sconfitti dai Lakers in una gara di finale, comunicò ai media che i compagni avevano giocato come signorine (sissies). Ottenne l'effetto voluto: il fatto che un leader silenzioso come Bird facesse simili esternazioni colpì profondamente il team, che nella gara seguente sovrastò i rivali sul piano fisico in un confronto molto acceso. Altro aneddoto significativo circa la sua assoluta abnegazione sul parquet è relativo alla partita del 14 febbraio 1986 contro i Portland Trail Blazers quando, infortunatosi alla mano destra, usò quasi esclusivamente la sinistra, concludendo con uno score di 47 punti, 14 rimbalzi ed 11 assist.

Quando l'NBA impose un salary cap, che limitava il totale degli stipendi di tutti i giocatori di una franchigia sotto un tetto massimo, venne aggiunto un emendamento che permetteva ad una squadra di "sforare" per tenere un giocatore già presente nel roster. Questa correzione fu soprannominata "Larry Bird Rule".

Oro di Barcellona 1992 e ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Bird annunciò il suo ritiro il 9 agosto 1992, dopo aver vinto l'oro olimpico a Barcellona 1992, diventando una delle stelle del Dream Team originale insieme, ancora una volta, agli amici Michael Jordan e Magic Johnson. La sua schiena era a pezzi; molte immagini tv ce lo fanno vedere disteso a terra proprio per lenire il dolore. Tuttavia, quando veniva chiamato a dare il suo contributo, non si tirava mai indietro, e regalava momenti di spettacolo con tiri ed assist, testimoniando quello spirito di sacrificio e abnegazione che ne hanno contraddistinto tutta la carriera.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1979-1980 Stati Uniti Boston Celtics NBA 82 82 2955 693/1463 58/143 301/360 852 370 143 53 1745
1980-1981 Stati Uniti Boston Celtics NBA 82 82 3239 719/1503 20/74 283/328 895 451 161 63 1741
1981-1982 Stati Uniti Boston Celtics NBA 77 58 2923 711/1414 11/52 328/380 837 447 143 66 1761
1982-1983 Stati Uniti Boston Celtics NBA 79 79 2982 747/1481 22/77 351/418 870 458 148 71 1867
1983-1984 Stati Uniti Boston Celtics NBA 79 77 3028 758/1542 18/73 374/421 796 520 144 69 1908
1984-1985 Stati Uniti Boston Celtics NBA 80 77 3161 918/1760 56/131 403/457 842 531 129 98 2295
1985-1986 Stati Uniti Boston Celtics NBA 82 81 3113 796/1606 82/94 441/492 805 557 166 51 2115
1986-1987 Stati Uniti Boston Celtics NBA 74 73 3005 786/1497 90/225 414/455 682 566 135 70 2076
1987-1988 Stati Uniti Boston Celtics NBA 76 75 2965 881/1672 98/237 415/453 703 467 125 57 2275
1988-1989 Stati Uniti Boston Celtics NBA 6 6 189 49/104 0/0 18/19 37 29 6 5 116
1989-1990 Stati Uniti Boston Celtics NBA 75 75 2944 718/1517 65/195 319/343 712 562 106 61 1820
1990-1991 Stati Uniti Boston Celtics NBA 60 60 2277 462/1017 77/198 163/183 509 431 108 58 1164
1991-1992 Stati Uniti Boston Celtics NBA 45 45 1662 353/758 52/128 150/162 434 306 42 33 908
Totale carriera 897 870 34443 8591/17334 49,5% 649/1727 37,5% 3960/4471 88,5% 8974 5695 1556 755 21791

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1980 Stati Uniti Boston Celtics NBA 9 372 83/177 4/15 22/25 202 42 14 8 192
1981 Stati Uniti Boston Celtics NBA 17 750 147/313 3/8 76/85 238 103 39 17 373
1982 Stati Uniti Boston Celtics NBA 12 12 490 88/206 1/6 37/45 150 67 23 17 214
1983 Stati Uniti Boston Celtics NBA 6 6 240 49/116 1/4 24/29 75 41 13 3 123
1984 Stati Uniti Boston Celtics NBA 23 23 961 229/437 7/17 167/190 252 136 54 27 632
1985 Stati Uniti Boston Celtics NBA 20 20 815 196/425 7/25 121/136 182 115 34 19 520
1986 Stati Uniti Boston Celtics NBA 18 18 770 171/331 23/56 101/109 168 148 37 11 466
1987 Stati Uniti Boston Celtics NBA 23 23 1015 216/454 14/41 176/193 231 165 27 19 622
1988 Stati Uniti Boston Celtics NBA 17 17 763 152/338 12/32 101/113 150 115 36 14 417
1990 Stati Uniti Boston Celtics NBA 5 5 207 44/99 5/19 29/32 46 44 5 5 122
1991 Stati Uniti Boston Celtics NBA 10 10 396 62/152 3/21 44/51 72 65 13 3 171
1992 Stati Uniti Boston Celtics NBA 4 2 107 21/42 0/5 3/4 18 21 1 2 45
Totale carriera 164 162 6886 1458/3090 47,1% 80/249 32,1% 901/1012 89% 1683 1062 196 145 3897

Allenatore e direttore sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Indiana Pacers[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò una nuova carriera nel mondo del basket allenando gli Indiana Pacers all'inizio della stagione 1997-98, vincendo addirittura l'"NBA Coach of the Year Award". Portò il team a tre finali della "Eastern Conference" consecutive e alle finali assolute nel 2000, uscendo sconfitta dai Los Angeles Lakers.

Lasciò l'incarico di allenatore dei Pacers poco dopo il termine della stagione 1999-2000, nonostante le richieste dei fan della squadra entusiasti dei risultati raggiunti. Spinse per poter lasciare la squadra nelle mani del suo assistente e amico Rick Carlisle, ma nonostante tutto l'incarico venne dato ad Isiah Thomas.

Ritorno ai Pacers[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 al 2012 tornò nuovamente dagli Indiana Pacers, questa volta come direttore sportivo della squadra. Una delle sue prime decisioni riguardò il licenziamento di Isiah Thomas ed il suo rimpiazzo con Rick Carlisle come allenatore della squadra, costretto poi a licenziarlo alla fine della stagione 2006-07 a causa di scarsi risultati.

Secondo ritorno ai Pacers[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 giugno 2013, a un anno dal suo addio ai Pacers per problemi di salute, viene nuovamente nominato direttore generale della squadra.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Boston Celtics: 1981, 1984, 1986
Indiana Pacers: 1997-1998
Indiana Pacers: 2011-2012

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Negli anni del declino dei Celtics, a Est stava sorgendo la nuova potenza dei Detroit Pistons (bi-campioni nel 1989 e nel 1990) guidati da Isiah Thomas e soprannominati Bad Boys per il gioco piuttosto ruvido. Le lotte nelle finali di Conference vedono spesso affrontarsi Celtics e Pistons. Alla fine di gara-5 della finale della Eastern Conference della stagione 1986-87 Dennis Rodman, un giovane rookie che avrebbe avuto una lunga carriera NBA, disse: "Bird sarebbe stato soltanto un buon giocatore come tanti se fosse stato nero". I Pistons avevano appena perso la partita con una giocata spettacolare proprio di Bird, erano frustrati ed essendo Rodman solo un rookie quasi nessuno prestò attenzione alle sue parole: esse passarono solo per una stupida sparata razzista del solito ragazzo di colore dal passato difficile. Tutto sarebbe finito lì se Isiah Thomas, stella dei Pistons, non avesse detto che la pensava esattamente allo stesso modo. Al contrario di Rodman, Thomas in quel momento era l'icona di Detroit, il simbolo della franchigia, quasi alla pari dei due migliori giocatori dell'epoca, Bird stesso e Magic Johnson. Da quel momento scoppiò una furiosa polemica che culminò quando l'NBA obbligò Thomas a volare a Los Angeles, dove nel frattempo i Celtics stavano giocando la finale NBA, e a scusarsi pubblicamente con Bird.
  • La natura fortemente competitiva di Bird sfociava spesso in un costante trash-talking, vale a dire l'uso di un linguaggio molto pesante per mettere sotto pressione psicologica l'avversario. Alcuni esempi memorabili:
  1. Prima di una gara durante il giorno di Natale contro gli Indiana Pacers, Bird disse a Chuck Person che gli voleva fare un regalo di Natale. Durante la partita, mentre Person era in panchina, Bird fece un tiro da tre punti dalla linea di bordo campo proprio di fronte a Person: immediatamente dopo aver eseguito il tiro, Bird gli urlò "Merry fuckin' Christmas!" ("buon fottuto Natale!") e subito dopo il tiro entrò nel canestro.[2]
  2. Durante la gara dei tiri da tre punti all'All-Star Weekend 1986, Bird entrò nello spogliatoio, si guardò intorno senza dire una parola e alla fine esclamò: "I'm just looking around to see who's gonna finish up second" ("sto solo dando un'occhiata in giro per vedere chi arriverà secondo"). Bird vinse la gara di tiro.
  3. Verso la fine di una gara molto tirata contro i Seattle SuperSonics, con le squadre a pari punti, Bird disse a Xavier McDaniel, ala dei Supersonics che lo stava marcando, esattamente da dove avrebbe eseguito il tiro della vittoria. Dopo un timeout Bird fece due tagli verso la linea di fondo, si posizionò nel punto esatto che aveva indicato a McDaniel, si fermò, si girò ed eseguì il tiro in faccia a Xavier.[3]
  4. Il 9 novembre 1984 Bird fu espulso assieme a Julius Erving durante il terzo quarto dopo una zuffa sul parquet. Al momento dell'espulsione Bird aveva realizzato 42 punti ed Erving solo 6: durante la partita Bird ricordava a Erving, ogni volta che segnava, il punteggio di tutti e due. Ne venne fuori un confronto seguito da uno scambio di colpi ed infine il tutto degenerò in una rissa collettiva da parte delle panchine avversarie.[4]
  • Nel corso della carriera a Bird riuscì l'impossibile: durante una partita di pre-season contro gli Houston Rockets, in un contropiede sbagliò la ricezione di un passaggio e per non perdere la palla arrivò nei pressi della linea di fondo; nonostante fosse praticamente dietro il canestro tirò comunque, scavalcando il tabellone e segnando. La giocata, annullata per il regolamento NBA dell'epoca,[5] rimane uno dei canestri da dietro il tabellone più famosi della storia della lega.
  • Il giorno del suo ritiro, l'amico-rivale Magic Johnson fece un doppio regalo a Bird: sotto la casacca dei Lakers, infatti, Magic mostrò di indossare una maglietta dei Celtics, mentre, durante il suo discorso, Johnson affermò che, a dispetto di quanto gli disse una volta Bird stesso, non ci sarà mai più un giocatore come lui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NBA.com: Classic NBA Quotes: Magic and Larry
  2. ^ Larry Bird | Complex
  3. ^ Vintage Video: Larry Bird Shot Calling On The X-Man | The Hoop Doctors
  4. ^ Top Five Brawls in NBA History | Bleacher Report
  5. ^ (EN) Julian Benbow, Rondo, Rules, Bird and Backboards, boston.com, 5 novembre 2009. URL consultato il 20 giugno 2012. Allora la palla non poteva passare sopra il tabellone. Il canestro tuttavia sarebbe stato irregolare anche con il regolamento odierno, che considera illegale la sola area direttamente dietro al tabellone generata dal prolungamento nello spazio di questo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 70237666 LCCN: n80140057