Larry Bird

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« Una volta mi dicesti che in futuro ci sarà un nuovo Larry Bird. Larry, non ci sarà mai, mai e poi mai un altro Larry Bird. »
Larry Bird
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Dati biografici
Nome Larry Joe Bird
Nato 7 dicembre 1956
West Baden Springs
Paese bandiera Stati Uniti
Nazionalità {{{codicenazione}}}
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
Altezza 206 cm
Peso 100 kg
Dati agonistici
Disciplina Pallacanestro
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo General manager
(ex allenatore, ex ala piccola)
Squadra Indiana Pacers
Ritirato 1992 - giocatore
2000 - allenatore
Carriera
Giovanili

1976-1979
Springs Valley High School
Indiana St. Sycamores
Squadre di club
1979-1992 Boston Celtics 897
Nazionale
1992 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 10
Carriera da allenatore
1997-2000 Indiana Pacers 147-67
Incontri disputati

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Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Oro Barcellona 1992
 Campionati Americani
Oro Stati Uniti 1992

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Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 21 settembre 2008

Larry Joe Bird (West Baden Springs, 7 dicembre 1956) è un ex cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo statunitense, attualmente general manager degli Indiana Pacers, nella NBA.

È stato un leggendario giocatore dei Boston Celtics nella National Basketball Association (NBA), con i quali vinse tre titoli.

Bird, insieme ai due rivali ed amici Michael Jordan e Magic Johnson, rivoluzionò il gioco nel corso degli anni '80, guadagnandosi il soprannome di "The Legend". Scelto come sesta scelta assoluta nel draft dai Boston Celtics, si alternò nei ruoli di ala grande ed ala piccola, a seconda della presenza in campo del compagno di squadra Kevin McHale.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Giocatore

[modifica] La high school e il college (NCAA)

Bird nasce a West Baden Springs, Indiana, crescendo poi nella vicina città di French Lick, dove diviene una vera e propria stella della squadra di basket del liceo. Inizialmente si iscrive alla Indiana University a Bloomington, ma lascia ancora prima che la squadra dell'università giocasse la prima gara.

Si era ritirato dalla grande Università perché si sente sperduto nel grande campus, non gli piaceva che ci fosse tutta quella gente; lui si sentiva solo un contadinotto di French Lick (come si soprannominò lui stesso, the hick from French Lick). Larry tornato a casa, si cercò un lavoro: guidare il camion per la raccolta dei rifiuti.

Poi la pressione di amici e parenti lo convinse a ritentare la carriera, e si iscrisse alla Indiana State University. Bird guidò la squadra dei "Sycamores" della sua università fino alla finale del campionato NCAA del 1979, perdendo contro gli "Spartans" della "Michigan State University", guidati da Magic Johnson. Ancora oggi, quella partita del 1979 tra le università di "Michigan State" e "Indiana State" rimane la partita di college più vista della storia del campionato. Bird vinse il "Naismith Award ed il "Wooden Award", premi per il miglior giocatore di college dell'anno. Da allora la rivalità tra Magic Johnson e Bird diventò storica: un bianco dell'est contro un nero dell'ovest, una persona tranquilla e riservata contro una stella estroversa ed eccessiva, un giocatore in scarpe da tennis (le mitiche Converse All Star) contro il prototipo del cestista del futuro.

[modifica] La NBA: i Boston Celtics

Bird, un'ala di 206 centimetri (6'9"), riuscì ad affermarsi in tutti gli aspetti del gioco. Era, infatti, un ottimo tiratore, finendo spesso ai primi posti delle classifiche dei migliori tiratori da tre punti e di tiri liberi, e vincendo la gara del tiro da tre punti dell'"NBA All-Star Game" tre volte. In una, mentre tirava l'ultimo pallone, alzò le braccia al cielo subito dopo il rilascio della palla, quando ancora era lontana dal ferro, tanto era certo che sarebbe entrata. La sua media di punti a partita in carriera fu di 24,3 punti, con un massimo di 29,9 punti nella stagione 1987-88. Bird fu anche un ottimo rimbalzista, con una media di 10,0 rimbalzi totali (difensivi+offensivi) a partita, ma era conosciuto anche come un ottimo passatore ed assistman, media di 6,4 assist a partita, molto alta per un'ala. Oltre a tutte queste qualità, Bird si dimostrò efficientissimo anche in difesa, risultando tre volte nell'"NBA All-Defensive Second team" e concludendo la sua carriera all'ottavo posto assoluto nella classifica della palle rubate. Bird vinse il "NBA MVP Award" (il premio per il giocatore dell'anno della NBA) per tre anni consecutivi, dal 1984 al 1986, partecipò all'"NBA All-Star Game" numerose volte e venne premiato "All-Star Game MVP" nel 1982, vinse inoltre le prime tre edizioni della gara dei tre punti sempre all' All Star Game. Vinse tre titoli NBA: 1981, 1984 e 1986.

La miglior qualità di Bird è il suo carisma naturale: lui è un leader, e lo dimostra con i fatti. Primo ad arrivare agli allenamenti, ultimo ad andare via. Un esempio per i compagni. Molti sono gli aneddoti su questa sua qualità di guerriero, per esempio si ricorda di quando, schiacciati dai Lakers in una gara di finale, comunicò ai media che i compagni avevano giocato come signorine (sissies): ottenne l'effetto voluto. Il fatto che un leader silenzioso come Bird facesse simili esternazioni colpì a fondo il team, che nella gara seguente distrusse i losangelini sul piano fisico in una vera e propria battaglia.

Quando la NBA impose un "salary cap", che limitava il totale degli stipendi di tutti i giocatori di una franchigia sotto un livello massimo, venne aggiunto un emendamento che permetteva ad una squadra di "sforare" per tenere un giocatore già presente nel roster, soprannominato "Larry Bird Rule".

[modifica] L'oro di Barcellona 1992 e il ritiro

Bird annunciò il suo ritiro il 9 agosto 1992, dopo aver vinto un oro olimpico a Barcellona 1992, diventando una delle stelle del "Dream Team" originale, insieme, ancora una volta, agli amici Michael Jordan e Magic Johnson. La sua schiena era a pezzi; molte immagini tv ce lo fanno vedere disteso a terra proprio per lenire il dolore. Ma quando è chiamato a dare il suo contributo non si tira indietro, e regala momenti di spettacolo con tiri e assist.

[modifica] Allenatore e direttore sportivo

[modifica] Indiana Pacers

Iniziò una nuova carriera nel mondo del basket allenando gli Indiana Pacers all'inizio della stagione 1997-98, vincendo addirittura l'"NBA Coach of the Year Award". Portò il team a tre finali della "Eastern Conference" consecutive e alle finali assolute nel 2000, uscendo sconfitta dai Los Angeles Lakers.

Lasciò l'incarico di allenatore dei Pacers poco dopo il termine della stagione 1999-2000, nonostante le richieste dei fan della squadra entusiasti dei risultati raggiunti. Spinse per poter lasciare la squadra nelle mani del suo assistente e amico Rick Carlisle, ma nonostante tutto l'incarico venne dato ad Isiah Thomas.

[modifica] Il ritorno ai Pacers

Nel 2003 tornò nuovamente dagli Indiana Pacers, questa volta come direttore sportivo della squadra. Una delle sue prime decisioni riguardò il licenziamento di Thomas ed il suo rimpiazzo con Carlisle come allenatore della squadra, costretto poi a licenziarlo alla fine della stagione 2006-07 a causa di scarsi risultati.

[modifica] Riconoscimenti

Dopo il suo ritiro, Bird venne inserito nella prestigiosa Basketball Hall of Fame, "tempio" del basket. Il suo numero di maglia, il 33, venne ritirato dai Boston Celtics. È stato incluso dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi nel 1996. Il frontcourt (la linea d'attacco formata dal centro e dalle due ali) dei Celtics, formato da Robert Parish, Kevin McHale e Bird è stato probabilmente il più forte della storia della lega americana. Bird è anche considerato il più forte giocatore non di colore della storia, emergendo in un'epoca che, differentemente da oggi, vedeva pochi giocatori bianchi tra le file dei team NBA. È uno degli unici tre giocatori della storia NBA ad essere stato nominato MVP (most valuable player) della stagione regolare per tre anni consecutivi (1984,1985 e 1986). Gli altri due sono Bill Russell e Wilt Chamberlain.

[modifica] Curiosità

C'è un retroscena che va ricordato nei rapporti tra Bird e Isiah Thomas: negli anni del declino dei Celtics, a Est sta sorgendo la nuova potenza dei Detroit Pistons (bi-campioni nel 1989 e nel 1990), guidati proprio da Thomas e soprannominati Bad Boys per il gioco piuttosto ruvido (di cui è campione indiscusso Bill Laimbeer, il centro bianco di Detroit). Le lotte nelle Finali di Conference vedono spesso affrontarsi Celtics e Pistons.

Il fatto: alla fine di gara-5 della finale della Eastern Conference dei play-off della stagione 1986-87 Dennis Rodman, un giovane rookie che avrebbe avuto una lunga carriera NBA, disse "Bird sarebbe stato soltanto un buon giocatore come tanti, se fosse stato nero".

I Pistons avevano appena perso la partita con una giocata spettacolare proprio di Bird, erano frustrati ed essendo Rodman solo un rookie quasi nessuno prestò attenzione alle sue parole, sembrò solo una stupida sparata razzista del solito ragazzo di colore dal passato difficile. Tutto sarebbe finito lì se Isiah Thomas, la stella dei Detroit Pistons, non avesse detto che la pensava esattamente allo stesso modo. Al contrario di Rodman, Thomas in quel momento era l'icona di Detroit, il simbolo della franchigia, quasi alla pari dei due migliori giocatori dell'epoca, Bird stesso ed Magic Johnson.

Da quel momento scoppiò una furiosa polemica che culminò quando l'NBA obbligò Thomas a volare a Los Angeles, dove nel frattempo i Celtics stavano giocando la finale NBA, ed a scusarsi pubblicamente con Bird.

La natura competitiva di Bird emergeva spesso in un costante trash-talking, una sorta di linguaggio molto pesante che viene utilizzato durante le competizioni sportive, per mettere sotto pressione psicologica l'avversario. Alcuni esempi memorabili:

  • Prima di una gara durante il giorno di Natale contro gli Indiana Pacers, Bird disse a Chuck Person che gli voleva fare un regalo di Natale. Durante la partita, mentre Person era in panchina, Bird fece un tiro da tre punti dalla linea di bordo campo proprio di fronte a Person. Immediatamente dopo aver eseguito il tiro, Bird disse a Person, "Merry fuckin' Christmas!" (buon fottuto Natale), e subito dopo il tiro entrò nel canestro.
  • Durante la gara dei tiri da tre punti all'All-Star Weekend 1986, Bird entrò nello spogliatoio, si guardò intorno senza dire una parola, quindi alla fine esclamò, "I'm just looking around to see who's gonna finish up second" (sto solo dando un'occhiata in giro per vedere chi arriverà secondo). Bird vinse la gara di tiro.
  • Verso la fine di una gara molto tirata contro i Seattle SuperSonics, con i Sonics e i Celtics a pari punti, Bird disse a Xavier McDaniel, ala dei Supersonics che lo stava marcando, esattamente da dove avrebbe eseguito il tiro della vittoria. Dopo un timeout, Bird fece due tagli verso la linea di fondo, quindi si posiziono nel punto esatto che aveva indicato a McDaniel, si fermò, si girò, ed eseguì il tirò in faccia a Xavier.
  • Il 9 novembre 1984, Bird fu espulso assieme a Julius Erving durante il terzo quarto dopo una zuffa sul parquet. Al momento dell'espulsione, Bird aveva fatto 42 punti e Erving solo 6. Durante la partita Bird ricordava, ogni volta che segnava, il punteggio dei due a Erving. Ne venne fuori un confronto, seguito da uno scambio di colpi, ed infine il tutto degenerò in una rissa collettiva da parte delle panchine avversarie.
  • Nel corso della carriera, a Bird riuscì l'impossibile: in un contropiede nella ricezione del passaggio, sbagliò la presa sulla palla, arrivando nei pressi della linea di fondo, ma effettuò con successo un tiro da dietro, e quindi scavalcando, il tabellone.


[modifica] Caratteristiche Tecniche

Larry Bird è stato annoverato fra i giocatori più forti di sempre, probabilmente il migliore nel ruolo di ala piccola, accostabile solo a leggende del livello di Julius Erving e Elgin Baylor. Ala estremamente tecnica, dotata di un tiro micidiale quanto pericoloso da qualsiasi posizione, che si trattasse dell'arco dei tre punti o di voltarsi da spalle a canestro ed effettuare un fade-away o di un semplice tiro libero. E' considerato uno dei migliori giocatori in post basso offensivo della storia, si avvaleva di passi sul perno, finte, controfinte e rotazioni. Era un bravo giocatore anche in penetrazione, nonostante non avesse dalla sua parte magari quei centimetri in meno che lo aiutassero in velocità, o non disponesse di un fisico robusto e dotato dell'atletismo delle ali piccole che conosciamo oggi. Tuttavia il suo proverbiale controllo di palla e la spiccata originalità nei movimenti lo rendevano difficile da contrastare. E' considerato uno dei migliori passatori di sempre. Grande difensore, capace di sottrarre la palla a giocatori anche piu rapidi di lui e avviare fulminei contropiedi. Buon rimbalzista. Proverbiale era la leadership con la quale trascinava in campo la sua squadra ed inoltre ed è considerato uno dei giocatori piu "clutch" di ogni epoca, capace di ribaltare una sicura sconfitta in una vittoria nell'arco degli ultimi 5 secondi di gioco.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ http://www.nba.com/history/Classic_NBA_Quotes_Magic_and_Larry.html

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Premio NBA matricola dell'anno Successore: [[Immagine:|30x30px]]
Phil Ford 1980 Darrell Griffith I
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Phil Ford {{{data}}} Darrell Griffith
Predecessore: NBA MVP dell'anno Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Moses Malone 1984, 1985, 1986 Magic Johnson I
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Predecessore: MVP delle Finali NBA Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Moses Malone 1984 Kareem Abdul-Jabbar I
Kareem Abdul-Jabbar 1986 Magic Johnson II
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Moses Malone {{{data}}} Kareem Abdul-Jabbar
Predecessore: Premio NBA allenatore dell'anno Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Pat Riley 1998 Mike Dunleavy I
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Pat Riley {{{data}}} Mike Dunleavy
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