Washington Wizards

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Washington Wizards
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Washington Wizards logo (2011).png
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px Wizards Navy Wizards Red e Wizards Silver.png Navy, rosso e argento[1]
Dati societari
Città Washington
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Eastern Conference
Division Southeast Division
Fondazione 1961
Denominazione Chicago Packers
1961-1962
Chicago Zephyrs
1962-1963
Baltimore Bullets
1963-1972
Capital Bullets
1973-1974
Washington Bullets
1974-1997
Washington Wizards
1997-presente
Proprietario Stati Uniti Ted Leonsis
General manager Stati Uniti Ernie Grunfeld
Allenatore Stati Uniti Randy Wittman
Palazzetto Verizon Center
Sito web www.nba.com/wizards
Palmarès
Larry O'Brien Championship Trophy.png
Titoli NBA 1
Titoli di Conference 4
Titoli di Division 7

I Washington Wizards sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Storia della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La divisa di Kevin Grevey

La squadra oggi conosciuta come Wizards nacque come Chicago Packers nella stagione 1961-62. La stagione seguente cambiò il nome in Zephyrs e quella ancora successiva si spostò a Baltimora, diventando i Baltimore Bullets[2]; nel loro primo anno a Baltimora la squadra finì quarta su cinque squadre della Western Division. Prima della stagione 1964–65 la franchigia organizzò uno scambio con i Detroit Pistons mandandovi Terry Dischinger, Rod Thorn e Don Kojis in cambio di Bailey Howell, Don Ohl, Bob Ferry e Wali Jones. Lo scambio fu proficuo ed Howell aiutò i Bullets a raggiungere i playoffs per la prima volta nella storia della franchigia: dove batterono i St. Louis Hawks per 3–1, avanzando alle Western Conference Finals; nelle finali persero la serie contro i Los Angeles Lakers per 4–2 dopo che alla fine delle prime quattro partite le due squadre erano in parità nella serie[3]. Alla fine degli anni sessanta i Bullets scelsero al draft due futuri Hall of Famers: Earl Monroe e Wes Unseld: la squadra migliorò, passando a 57 vittorie nella stagione 1968–1969 dalle 36 della stagione precedente; Unseld ricevette i premi Rookie of the Year e Most Valuable Player. I Bullets raggiunsero i playoffs dove furono eliminati dai New York Knicks al primo round; la stagione seguente le due franchigie s'incontrarono di nuovo e questa serie si concluse dopo sette gare, con i Knicks vittoriosi di nuovo.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1970–71 i Bullets incontrarono di nuovo i Knicks, stavolta nell'Eastern Conference Finals. Con il capitano dei Knicks Willis Reed infortunato per le finali, i Bullets vinsero 93–91 in gara-7 al Madison Square Garden di New York, arrivando alle loro prime finali NBA, dove furono battuti in quattro gare dai Milwaukee Bucks dei futuri hall-of-famers Kareem Abdul-Jabbar (conosciuto all'epoca come Lew Alcindor) ed Oscar Robertson. Anche dopo le cessioni di Earl Monroe (ai Knicks) e Gus Johnson (ai Suns), i Bullets restarono candidati ai playoff; dopo una stagione 1971–72 meno positiva la squadra migliorò acquisendo Elvin Hayes dagli Houston Rockets e scegliendo al draft Kevin Porter. I Bullets a dicembre realizzarono 10 vittorie e 4 sconfitte, vincendo il titolo della Central Division per il terzo anno consecutivo: affrontarono così i Knicks ai play-off del 1973, perdendo per la quarta volta. Quello stesso anno la squadra si spostò a Landover (nel Maryland) e divenne i Capital Bullets; cambiarono quindi il nome in Washington Bullets la stagione successiva. Nel 1973 la squadra giocò al Capital Centre (in seguito noto come USAir/US Airways Arena), inaugurato il 2 dicembre 1973 con una vittoria sui SuperSonics ma in quel periodo disputò ancora qualche gara a Baltimore. Nel 1975, con un risultato di 60 vittorie e 22 sconfitte (in casa il risultato fu di 36 vittorie e 5 sconfitte), i Bullets disputarono i playoffs: superarono il primo turno contro i Buffalo Braves dopo una serie di 7 partite, con entrambe le squadre vittoriose in casa. Nelle finali della Eastern Conference batterono i campioni in carica dei Boston Celtics in 6 gare, avanzando così alle finali NBA, nelle quali, pur essendo i favoriti, furono battuti dai Golden State Warriors in 4 gare, l'ultima in casa. Nel 1978 vinsero il loro primo ed unico titolo NBA sconfiggendo in finale i Seattle SuperSonics per 4 a 3 dopo aver battuto nell'ordine gli Atlanta Hawks, i San Antonio Spurs e i Philadelphia 76ers. Arrivarono in finale anche la stagione successiva dove ritrovarono i Supersonics che stavolta però ebbero la meglio per 4 a 1.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 1997, i Bullets presentò al pubblico il nuovo nome e logo: il motivo della decisione fu che il nome "Bullets" (proiettili) era apparentemente troppo violento, oltre al fatto che Washington era una della prime città d'America per tasso di criminalità. Sempre nello stesso anno si spostò nel nuovo palazzetto, l'MCI Center di Washington, oggi rinominato Verizon Center.

Il logo dal 2007 al 2011

Dalla fine degli anni novanta fino al 2000 la squadra non ebbe molti successi e finì per non essere quasi più seguita fino al 2001, quando Michael Jordan, fino a quel momento comproprietario della franchigia, decise di dare una mano alla squadra tornando a giocare, rispolverando il suo n° 23. L'interesse mediatico per la squadra naturalmente andò alle stelle e per le due stagioni "jordaniane" l'MCI Center si registrò sempre il tutto esaurito.

L'avvento di John Wall[modifica | modifica wikitesto]

Leonsis completa l'acquisizione dei Wizards e del Verizon Center in giugno (attraverso la Monumental Sports and Entertainment). Aveva già acquistato dalla famiglia Pollin i Washington Capitals e i Washington Mystics. Leonsis sceglie un approccio atto a privilegiare i tifosi per gestire la franchigia, ascoltando e rispondendo a tutte le preoccupazioni dei tifosi dei Wizards attraverso la sua e-mail e il suo sito web personali. Scrive poi un manifesto di 101 cambiamenti che spera di realizzare durante la sua proprietà, compreso il cambio di colorazione tornando al rosso, bianco e blu dell'era Bullets e, possibilmente, di rinominare anche la squadra "Bullets". Il presidente Ernie Grunfeld ha poi confermato che i colori della squadra torneranno ad essere rosso, bianco e blu dalla stagione 2011-12.

Pur avendo solo la 5° migliore possibilità di ottenere la prima scelta al draft (10,3% di probabilità), i Wizards riescono a vincere la draft lottery 2010 e con la prima scelta assoluta scelgono il playmaker John Wall da Kentucky. I Wizards ingaggiano poi il miglior tiratore da tre di sempre dei Chicago Bulls, Kirk Hinrich e i diritti del draft di Kevin Séraphin in cambio dei diritti del draft di Uladzimir Verameenka. In una trade il 18 dicembre i Wizards cedono lo storico leader Arenas agli Orlando Magic in cambio di Rashard Lewis (2 volte All-Star). Hinrich viene poi ceduto agli Atlanta Hawks in cambio di Mike Bibby, Jordan Crawford, Maurice Evans e una prima scelta draft 2011 (che poi sarà Chris Singleton); tuttavia Bibby dopo due partite rescinde il suo contratto e viene ingaggiato dai Miami Heat. I Wizards concludono con un bilancio di 23-59, concludendo ancora una volta ai margini della Southeast Division.

Beal e Wall, il futuro di Washington

Il 10 maggio i Wizards presentano la nuova colorazione, le nuove maglie e il nuovo logo. David Safren, Pat Sullivan e Michael Glazer sono stati i progettisti delle nuove maglie, che comprendono il Monumento a Washington in tre dei loro loghi. La squadra torna così ai suoi tradizionali colori: rosso, bianco e blu. Le uniformi sono molto simili a quelle degli anni di gloria usate tra gli anni '70 e i primi anni '80. Leonsis dichiarò che la stretta somiglianza con le uniformi dei Bullets era intenzionale; le nuove maglie non hanno alcun riferimento al tema dei Wizards se non il nome scritto davanti.

La prima stagione dei Wizards con i nuovi colori è ricca di eventi. Dopo una brutta partenza l'allenatore Flip Saunders viene licenziato e al suo posto viene scelto l'assistente allenatore Randy Wittman. Il 15 marzo prendono parte ad una trade a tre squadre nella quale cedono JaVale McGee e Ronny Turiaf ai Denver Nuggets e Nick Young ai Los Angeles Clippers in cambio di Brian Cook, ma soprattutto del centro Nenê. Dopo aver chiuso la stagione con 6 vittorie consecutive i Wizards chiudono con un bilancio di 20-46 (stagione accorciata a causa del Lockout NBA), secondo peggior record ampiamente sopra il 7-59 degli Charlotte Bobcats, che chiudono con la più bassa percentuale di vittorie nella storia della NBA (0,106).

In vista della stagione 2012-13 i Wizards cedono Lewis e una scelta ai New Orleans Hornets in cambio di Trevor Ariza (già vincitore di un titolo NBA da titolare con i Los Angeles Lakers) ed Emeka Okafor (Rookie of the Year nel 2005). Nel draft 2012 i Wizards selezionano Bradley Beal e Tomáš Satoranský. Il 17 luglio 2012 i Wizards tagliano Andray Blatche. A causa anche di un infortunio che ha fatto perdere a Wall tutta la prima parte della stagione, i Wizards chiudono con un bilancio di 29-53, ancora una volta fuori dai play-off.

Arene di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione divisa[modifica | modifica wikitesto]

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1997-2012 c
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2012-oggi c
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2012-oggi t

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Roster[modifica | modifica wikitesto]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Wizards Navy Wizards Red e Wizards Silver.png
2 Stati Uniti   P John Wall 1990 193 89
3 Stati Uniti   G Bradley Beal 1993 191 94
4 Polonia   C Marcin Gortat 1984 211 109
9 Stati Uniti   AP Martell Webster 1986 201 104
13 Francia   AG Kevin Séraphin 1989 206 125
14 Stati Uniti   G Glen Rice 1991 198 98
17 Stati Uniti   G Garrett Temple 1986 198 86
22 Stati Uniti   AP Otto Porter 1993 203 90
24 Stati Uniti   P Andre Miller 1976 188 93
34 Stati Uniti   AP Paul Pierce 1977 201 107
35 Stati Uniti   AG Trevor Booker 1987 201 110
42 Brasile   C Nenê 1982 211 122
43 Stati Uniti   C Kris Humphries 1982 206 107
45 Stati Uniti   C DeJuan Blair 1982 201 122
90 Stati Uniti   AG Drew Gooden 1981 208 113

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni passate[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei Washington Wizards.
Gilbert Arenas

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei Washington Wizards.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1978
1971, 1975, 1978, 1979
1969, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975
1979

Premi e riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ WIZARDS: Page #1, nba.com/wizards, 10/05/2011.
  2. ^ nessuna relazione con la squadra degli anni quaranta
  3. ^ NBA.com 1965 Playoff Results (Consultado febrero de 2007)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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