New York Knicks

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New York Knicks
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
New York Knicks logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Kit body knicks12h.png
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Kit shorts knicks12h.png
Kit shorts.svg
Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px Blu con triangolo Grigio e pallone.png Blu, arancio, nero e bianco
Dati societari
Città New York
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Eastern Conference
Division Atlantic Division
Fondazione 1946
Denominazione New York Knicks (1946-oggi)
Presidente Stati Uniti Phil Jackson
General manager Stati Uniti Steve Mills
Allenatore Stati Uniti Derek Fisher
Palazzetto Madison Square Garden
(19.763 posti)
Sito web www.nba.com/knicks
Palmarès
Larry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.png
Titoli NBA 2
Titoli di Conference 8
Titoli di Division 5
Basketball current event.svg Stagione in corso

I New York Knicks (o New York Knickerbockers, dall'antico appellativo degli abitanti di New York) sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Inizio e i due titoli[modifica | modifica sorgente]

I Knicks, insieme ai Boston Celtics, fanno parte della National Basketball Association fin dalla fondazione, e risiedono ancora nella città originaria.

Negli anni cinquanta i Knicks disputano tre finali NBA, una contro Rochester Royals e due contro i Minneapolis Lakers, perdendole tutte. A cavallo tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta i risultati sono pressoché nulli, poiché i Knicks non si qualificano ai play-off per dieci stagioni.

Il trend inizia a cambiare nel 1964, con la scelta del pivot Willis Reed, vincitore poi nel 1965 del premio matricola dell'anno, e con l'ingaggio, nel 1967, del playmaker Walt Frazier. I Knicks vincono il primo titolo NBA nel 1970, battendo in finale i Los Angeles Lakers dopo 7 durissime gare, grazie a due grandi prestazioni di Walt Frazier e di Willis Reed; quest'ultimo, sebbene infortunato, riuscì a fronteggiare con successo Wilt Chamberlain sotto canestro, e per questo fu premiato come MVP della finale. Questo titolo, unito ai riconoscimenti di MVP della regular season e dell'NBA All-Star Game, fa di Reed il primo giocatore della storia della NBA a vincere la prestigiosa Triple Crown.

Nel 1971 non riesce l'impresa di riconquistare il titolo NBA: i Knicks, infatti, escono sconfitti nella finale di Conference dai Baltimore Bullets. Nel 1972, rafforzati dagli acquisti dello stesso Monroe e di Jerry Lucas, ritornano in finale di nuovo contro i Lakers ma questa volta è Los Angeles a prevalere in 5 partite.

La squadra della Grande Mela vince il suo secondo titolo nel 1973, battendo ancora i Lakers in 5 gare. Anche in questa finale Willis Reed vince il titolo di MVP.

Patrick Ewing e le due finali[modifica | modifica sorgente]

La fine degli anni '70 è priva di risultati significativi, anche a causa della vendita di Frazier e Reed.

All'inizio degli anni '80 acquistano l'ala piccola Bernard King, un eccellente marcatore; poi, nel 1985, i Knicks scelgono come prima scelta Patrick Ewing, che li guiderà a due finali (1994, 1999) insieme a John Starks, Charles Oakley, e all'allenatore Pat Riley. Grazie a loro i Knicks tornano ad avere buoni risultati e a vincere l'Atlantic Division. Nel 1992 terminano la Regular season con un record di 51-31. Nei play-off vincono il primo turno con i Detroit Pistons (3-2), ma perdono la semifinale di Conference con i Chicago Bulls (4-3). La stagione seguente vincono di nuovo la Atlantic Division della Eastern Conference, con un record di 60-22, secondo record della lega. Nei play-off vincono il primo turno con gli Indiana Pacers (3-1), la semifinale con i Charlotte Hornets (4-1), perdendo poi la finale di conference con i Chicago Bulls (4-2), nonostante il vantaggio del campo.

I Knicks arrivano vicini al loro terzo titolo nella finale del 1994 contro gli Houston Rockets guidati da Hakeem Olajuwon. Nonostante il vantaggio di 3-2, alla fine prevale Houston per 4-3.

Nel 1995 l'allenatore dei Knicks Pat Riley lasciò New York per i Miami Heat. Già tempo prima che Riley diventasse il nuovo coach degli Heat, i Knicks accusarono i rivali di trattare con Riley nonostante avesse ancora un anno di contratto. In effetti tutto ciò fu implicitamente confermato in data 1º settembre 1995, quando gli Heat diedero ai Knicks 1 milione di dollari in contanti e la loro prima scelta al Draft NBA 1996 (che sarebbe poi stata Walter McCarty): il giorno dopo Riley firmò ufficialmente per gli Heat e al suo posto fu preso Jeff Van Gundy. A causa di questo imbroglio sul mercato da parte degli Heat nacque una accesa rivalità tra i Knicks e gli Heat che porterà queste squadre in molti incontri a finire in una rissa. I Knicks affrontarono i Miami Heat quattro volte nei playoffs del 1997, 1998, 1999 e 2000, tutti quanti finiti all'ultima partita; i Knicks prevalsero nel 1998, 1999 e nel 2000.

Nel 1996 acquistano l'ala Larry Johnson, e nel 1998 la guardia Latrell Sprewell e, insieme a Ewing, formano il nucleo dei big three. Nella stagione 1998-99 si qualificano ottavi nella propria Conference ma, inaspettatamente, arrivano in finale. I primi ad essere eliminati sono i Miami Heat, sconfitti dopo 5 gare grazie a un incredibile tiro di Allan Houston. In seguito gli Atlanta Hawks vengono sconfitti 4-1. In finale di Conference incontrano gli Indiana Pacers, eliminati per 4-2. A causa dell'infortunio di Ewing e con un Larry Johnson a mezzo servizio, si arrendono ai San Antonio Spurs di David Robinson e Tim Duncan in 5 gare. L'unica consolazione per i Knicks fu quella di essere diventata la prima squadra classificatasi ottava nella propria Conference ad arrivare in finale.

Gli anni 2000[modifica | modifica sorgente]

I Knicks contro gli Warriors nel 2008

L'anno dopo il baricentro dei Knicks si sposta definitivamente da Ewing alla coppia di esterni Houston-Sprewell. New York prova a ripetere l'impresa dell'anno prima, ma dopo aver eliminato i Toronto Raptors e ancora una volta i Miami Heat, si deve arrendere agli Indiana Pacers guidati da Reggie Miller. Nella stagione 2000-01 va ancora peggio: senza più Ewing e nonostante sia Houston che Sprewell siano ormai ascesi al ranking di stelle NBA, i Knicks non vanno oltre l'eliminazione al primo turno per mano dei Raptors. Le stagioni seguenti dei Knicks saranno molto deludenti e li porteranno ad un periodo di transizione; per rivedere i playoff dovranno aspettare il 2011. Nel Draft NBA 2005 i Knicks scelgono David Lee, Channing Frye e Nate Robinson, giocatori talentuosi e giovani. Dal 2006 al 2008 il ruolo di allenatore/general manager nei New York Knicks viene assegnato a Isiah Thomas.

Nel Draft NBA 2007 i Knicks scelgono al primo giro, come 23° assoluto, Wilson Chandler, e al secondo giro Demetris Nichols come 53° assoluto. Sono anche protagonisti di un'importante trade con i Portland Trail Blazers: Steve Francis e Channing Frye passano ai Blazers in cambio di Zach Randolph, Dan Dickau, Fred Jones più i diritti per Demetris Nichols.

La rinascita[modifica | modifica sorgente]

Dopo diverse stagioni deludenti, il consiglio di amministrazione dei Knicks decide di cominciare un nuovo e ambizioso progetto per riportare la squadra ai vecchi fasti; la prima mossa è il licenziamento dell'allenatore e general manager Isiah Thomas a beneficio di Mike D'Antoni, già coach dei Phoenix Suns e, per il pubblico italiano, indimenticabile playmaker dell'Olimpia Milano; il vero obbiettivo della dirigenza è però il mercato dei free agent del 2010, anno in cui diventeranno free agent LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Nel frattempo lo stesso neo-coach decide di scegliere, nel corso del Draft NBA 2008, un giocatore versatile come Danilo Gallinari.

Dopo due anni di transizione, durante il mercato del 2010 i Knicks non riescono a ingaggiare né James, né Wade, né Bosh, ma si rifanno acquistando l'ala grande Amar'e Stoudemire con un contratto da 100 milioni (oltre al giovane e promettente playmaker Raymond Felton). Poco prima della scadenza del mercato 2011 i Knicks concludono una buona trattativa con i Denver Nuggets: arrivano il veterano Chauncey Billups (già campione NBA con i Detroit Pistons), ma soprattutto la star Carmelo Anthony, il centro Shelden Williams, Anthony Carter e Renaldo Balkman. In cambio i Knicks cedono Danilo Gallinari, l'ala Wilson Chandler, Raymond Felton, il centro Timofej Mozgov più scelte future. Inoltre viene preso dai Minnesota Timberwolves Corey Brewer in cambio di Anthony Randolph e Eddy Curry. La stagione 2010-2011 dei Knicks inizia con molte delusioni ma a metà campionato la squadra incomincia a riprendersi tanto che riuscirà nell'impresa di vincere 12 partite consecutivamente grazie soprattutto ad un incredibile Stoudemire, che in queste 12 partite mantiene una media di 30 punti. Con un record di 42 vinte e 40 sconfitte i Knicks riescono finalmente, dopo 6 anni, a giocare una serie di playoff, ma incontrano i Boston Celtics che eliminano i Knicks 4-0, complici anche gli infortuni di Billups e Stoudemire.

Durante la stagione 2011-12 (iniziata solo a dicembre a causa del Lockout NBA) i Knicks continuano il loro ambiziosissimo progetto: viene infatti tagliato grazie alla nuova Amnesty Clause Billups per far posto al centro Tyson Chandler al quale si aggiungono gli ingaggi dei playmaker veterani Baron Davis e Mike Bibby (oltre a una serie di acquisti minori). La squadra può quindi vantare stelle del calibro di Anthony, Stoudemire, Tyson Chandler, Baron Davis e Mike Bibby. I Knicks si impongono come miglior squadra della Eastern Conference insieme a Chicago Bulls, Miami Heat, Boston Celtics e Orlando Magic e come potenziale candidata al titolo NBA. La stagione 2011-12 inizia con una promettente vittoria sui Boston Celtics, a cui seguono però numerose sconfitte che fanno sprofondare i Knicks nettamente fuori dalla zona play off. È il 4 febbraio quando, assenti Stoudemire per lutto ed Anthony per infortunio, coach D'Antoni è costretto ad affidarsi all'ex Harvard Jeremy Lin. La sua scelta viene ripagata al meglio e da quel giorno non si parla che di Lin-sanity. Viene soprannominato, per analogia a Kobe Bryant, The Yellow Mamba quando infligge 38 punti ed una dolorosa sconfitta proprio ai Lakers. Nel gennaio 2012 viene ingaggiato J.R. Smith, che si sarebbe rivelato fondamentale nella stagione successiva. New York riesce, con 8 vittorie consecutive, a tornare settima, in zona play-off. Le convocazioni per l'All-Star Game di Orlando sono già state diramate così Lin deve accontentarsi di una chiamata in extremis nel Rising Stars Challenge, la sfida tra i migliori del primo e del secondo anno NBA, anche grazie al forfait per infortunio del compagno di squadra Iman Shumpert. Ottenuti i playoff grazie al settimo posto nella Eastern Conference, verranno sconfitti dai Miami Heat di Lebron James con il risultato di 4-1, serie nella quale si infortuna gravemente al ginocchio il playmaker Davis.

I Knicks nella stagione 2012-2013.

La stagione 2012-2013 si apre per i Knicks con l'esigenza di un nuovo playmaker a causa del nuovo infortunio di Davis e dei dubbi sulla permanenza di Lin; per sostituire Davis i Knicks tentano inizialmente l'ingaggio di Steve Nash (poi finito ai Los Angeles Lakers) per poi mettere sotto contratto il veterano Jason Kidd (8 volte All-star) dai Dallas Mavericks; inoltre, nonostante un'offerta da parte degli Houston Rockets a Lin, i Knicks avevano più volte manifestato la volontà di trattenerlo; tuttavia l'ingaggio di Raymond Felton inizia ad alimentare dubbi sulla permanenza della guardia, dubbi che vengono confermati quando i Knicks non presentano un'offerta per trattenerlo, scatenando le ire dei tifosi. Viene poi rinforzato il reparto dei centri con l'ingaggio di un altro veterano: Marcus Camby (Defensive Player of the Year nel 2007). Nel settembre 2012 i Knicks, alla ricerca di un giocatore veterano per completare il roster, aggregano alla squadra Tracy McGrady (2 volte miglior marcatore NBA, 7 volte All-Star, Most Improved Player nel 2001 e già ai Knicks per qualche mese nel 2010), scartandolo però dopo qualche giorno; lo stesso mese Woodson convince Rasheed Wallace (4 volte All-Star e campione NBA nel 2004 con i Detroit Pistons), ritiratosi nel 2010, ad aggregarsi ai Knicks per valutare un eventuale ritorno da giocatore. Il 5 ottobre 2012 arriva infine l'ingaggio ufficiale di Wallace che firma un contratto annuale al minimo salariale. Nonostante gli infortuni di Stoudemire e Iman Shumpert i Knicks partono con uno straordinario bilancio di 18-5. Il 21 febbraio 2013 viene inoltre firmato il veterano Kenyon Martin. In questo periodo i Knicks realizzano una striscia di 13 vittorie consecutive, la terza migliore nella loro storia. La squadra chiude la stagione con un bilancio di 54-28, classificandosi secondi in Eastern Conference. A testimoniare l'ottima annata Smith vince il Sixth Man of the Year Award. Ai playoff i Kincks incontrano al primo turno i Boston Celtics, classificatisi settimi, che sconfiggono per 4-2. Al secondo turno i Knicks incontrano gli Indiana Pacers, con i quali riescono però a vincere solo 2 partite, venendo clamorosamente sconfitti per 4-2.

In vista della stagione successiva i Knicks effettuano due colpi di mercato: il primo è l'ala grande Andrea Bargnani (prima scelta al draft 2006), acquisito dai Toronto Raptors in cambio di Camby, Quentin Richardson e Steve Novak, mentre il secondo è l'ala piccola veterana Metta World Peace (All-Star e miglior difensore nel 2004), appena tagliato dai Los Angeles Lakers. In seguito viene anche rinnovato il contratto con Martin. La stagione si rivela però un fallimento: dopo una partenza disastrosa i Knicks si ritrovano agli ultimi posti della Eastern Conference. Nel marzo 2014 viene nominato presidente l'Hall of Fame Phil Jackson, ex giocatore dei Knicks, con i quali aveva anche vinto un titolo NBA nel 1973, ma soprattutto vincitore di 11 titoli NBA da allenatore alla guida di Chicago Bulls e Los Angeles Lakers. Nonostante un relativo miglioramento, i Knicks chiudono con un record di 37-45, 9° in Eastern Conference e quindi fuori dai play-off. Pochi giorni dopo la fine della stagione regolare l'allenatore Mike Woodson viene licenziato.

Il 10 giugno 2014 viene nominato nuovo allenatore Derek Fisher, appena ritiratosi da giocatore e fortemente voluto da Jackson, che lo aveva allenato per diversi anni ai Los Angeles Lakers. Successivamente Anthony decide di esercitare un'opzione per uscire dal suo contratto, mentre Stoudemire e Bargnani esercitano l'opzione per rinnovare il loro contratto per un altro anno. Per porre le basi per un progetto di ricostruzione e tentare di rifirmare Anthony, i Knicks decidono di liberarsi del pesante contratto di Chandler, cedendolo insieme a Raymond Felton ai Dallas Mavericks in cambio di José Calderón, Samuel Dalembert, Shane Larkin, Wayne Ellington e due seconde scelte al draft 2014.

Arene di gioco[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione divisa[modifica | modifica sorgente]

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Kit body basketball.png
Kit shorts knicksh.png
Kit shorts.svg
1946-2012 c
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Kit body basketball.png
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1946-2012 t
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2012-presente c
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2012-presente t

Squadra attuale[modifica | modifica sorgente]

Roster[modifica | modifica sorgente]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Blu con triangolo Grigio e pallone.png
1 Stati Uniti   AG Amar'e Stoudemire 1982 211 118
2 Stati Uniti   P Raymond Felton 1984 185 93
3 Stati Uniti   AG Kenyon Martin 1977 206 106
4 Stati Uniti   C Jeremy Tyler 1991 208 118
5 Stati Uniti   G Tim Hardaway 1992 198 93
6 Stati Uniti   C Tyson Chandler 1982 216 109
7 Stati Uniti   AP Carmelo Anthony 1984 203 104
8 Stati Uniti   G J.R. Smith 1985 198 100
9 Argentina   P Pablo Prigioni 1977 193 88
21 Stati Uniti   G Iman Shumpert 1990 196 100
23 Stati Uniti   G Toure' Murry 1989 200 90
26 Stati Uniti   G Shannon Brown 1985 193 93
45 Stati Uniti   C Cole Aldrich 1988 211 111
77 Italia   AG Andrea Bargnani 1985 213 116
  Stati Uniti   AP Lamar Odom 1979 208 104

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei New York Knicks.

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei New York Knicks.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % Playoff Risultati
New York Knicks
1946–47 33 27 55,0 Vincono i quarti di finale,
Eliminati alle semifinali
New York 2, Cleveland 1
Philadelphia 2, New York 0
1947–48 26 22 54,2 Eliminati ai quarti di finale Baltimora 2, New York 1
1948–49 32 28 57,8 Vincono le semifinali di Conference,
Eliminati alle finali di Conference
New York 2, Baltimora 1
Washington 2, New York 1
1949–50 40 28 58,8 Vincono le semifinali di Division,
Eliminati alle finali di Division
New York 2, Washington 0
Syracuse 2, New York 1
1950–51 36 30 54,5 Vincono le semifinali di Division,
Vincono le finali di Division,
Perdono le Finali NBA
New York 2, Boston 0
New York 3, Syracuse 2
Rochester 4, New York 3
1951–52 37 29 56,1 Vincono le semifinali di Division,
Vincono le finali di Division,
Perdono le Finali NBA
New York 2, Boston 1
New York 3, Syracuse 1
Minneapolis 4, New York 3
1952–53 47 23 67,1 Vincono le semifinali di Division,
Vincono le finali di Division,
Perdono le Finali NBA
New York 2, Baltimora 0
New York 3, Boston 1
Minneapolis 4, New York 1
1953–54 44 28 61,1 Eliminati alle semifinali di Division Boston, Syracuse 2, New York 0
1954–55 38 34 52,8 Eliminati alle semifinali di Division Boston 2, New York 1
1955–56 35 37 48,6    
1956–57 36 36 50,0    
1957–58 35 37 48,6    
1958–59 40 32 55,6 Eliminati alle semifinali di Division Syracuse 2, New York 0
1959–60 27 48 36,0    
1960–61 21 58 26,6    
1961–62 29 51 36,3    
1962–63 21 59 26,3    
1963–64 22 58 27,5    
1964–65 31 49 38,8    
1965–66 30 50 37,5    
1966–67 36 45 44,4 Eliminati alle semifinali di Division Boston 3, New York 1
1967–68 43 39 52,4 Eliminati alle semifinali di Division Philadelphia 4, New York 2
1968–69 54 28 65,9 Vincono le semifinali di Division,
eliminati alle finali di Division
New York 4, Baltimora 0
Boston 4, New York 2
1969–70 60 22 73,2 Vincono le semifinali di Division,
vincono le finali di Division,
Vincono le Finali NBA
New York 4, Baltimora 3
New York 4, Milwaukee 1
New York 4, L.A. Lakers 3
1970–71 52 30 63,4 Vincono le semifinali di Conference,
eliminati alle finali di Conference
New York 4, Atlanta 1
Baltimora 4, New York 3
1971–72 48 34 58,5 Vincono le semifinali di Conference,
vincono le finali di Conference,
Perdono le Finali NBA
New York 4, Baltimora 2
New York 4, Boston 1
L.A. Lakers 4, New York 1
1972–73 57 25 69,5 Vincono le semifinali di Conference,
vincono le finali di Conference,
Vincono le Finali NBA
New York 4, Baltimora 1
New York 4, Boston 3
New York 4, L.A. Lakers 1
1973–74 49 33 59,8 Vincono le semifinali di Conference,
eliminati alle finali di Conference
New York 4, Capitol 3
Boston 4, New York 1
1974–75 40 42 48,8 Eliminati al Primo Round Houston 2, New York 1
1975–76 38 44 46,3    
1976–77 40 42 48,8    
1977–78 43 39 52,4 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 2, Cleveland 0
Philadelphia 4, New York 0
1978–79 31 51 37,8    
1979–80 39 43 47,6    
1980–81 50 32 61,0 Eliminati al Primo Round Chicago 2, New York 0
1981–82 33 49 40,2    
1982–83 44 38 53,7 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 2, New Jersey 0
Philadelphia 4, New York 0
1983–84 47 35 57,3 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Detroit 2
Boston 4, New York 3
1984–85 24 58 29,3    
1985–86 23 59 28,0    
1986–87 24 58 29,3    
1987–88 38 44 46,3 Eliminati al Primo Round Boston 3, New York 1
1988–89 52 30 63,4 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Philadelphia 0
Chicago 4, New York 2
1989–90 45 37 54,9 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Boston 1
Detroit 4, New York 1
1990–91 39 43 47,6 Eliminati al Primo Round Chicago 3, New York 0
1991–92 51 31 62,2 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Detroit 2
Chicago 4, New York 3
1992–93 60 22 73,2 Vincono il Primo Round,
vincono le semifinali di Conference,
perdono le Finali di Conference
New York 3, Indiana 1
New York 4, Charlotte 1
Chicago 4, New York 2
1993–94 57 25 69,5 Vincono il Primo Round,
vincono le semifinali di Conference,
vincono le Finali di Conference,
perdono le Finali NBA
New York 3, New Jersey 1
New York 4, Chicago 3
New York 4, Indiana 3
Houston 4, New York 3,
1994–95 55 27 67,1 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Cleveland 1
Indiana 4, New York 3
1995–96 47 35 57,3 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Cleveland 0
Chicago 4, New York 1
1996–97 57 25 69,5 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Charlotte 1
Miami 4, New York 3
1997–98 43 39 52,4 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 3, Miami 1
Indiana 4, New York 1
1998–99* 27 23 54,0 Vincono il Primo Round,
vincono le semifinali di Conference,
vincono le Finali di Conference,
perdono le Finali NBA
New York 3, Miami 2
New York 4, Atlanta 0
New York 3, Indiana 1
San Antonio 4, New York 1
1999–2000 50 32 61,0 Vincono il Primo Round,
vincono le semifinali di Conference,
perdono le Finali di Conference
New York 3, Toronto 0
New York 4, Miami 3
Indiana 4, New York 2
2000–01 48 34 58,5 Eliminati al Primo Round Toronto 3, New York 2
2001–02 30 52 36,6    
2002–03 39 43 47,6    
2003–04 33 49 40,2 Eliminati al Primo Round New Jersey 4, New York 0
2004–05 33 49 40,2    
2005–06 23 59 28,0    
2006–07 33 49 40,2    
2007–08 23 59 28,0    
2008–09 32 50 39,0    
2009–10 29 53 35,4    
2010–11 42 40 51,2 Eliminati al Primo Round New York 0, Boston 4
2011–12** 36 30 54,5 Eliminati al Primo Round New York 1, Miami 4
2012–13 54 28 65,9 Vincono il Primo Round,
eliminati alle semifinali di Conference
New York 4, Boston 2
Indiana 4, New York 2
2013–14 37 45 45,1    
Totali 2544 2521 50,2    
Playoff 184 177 50,9    
  • * Stagione più breve (50 incontri) a causa del lockout
  • ** Stagione più breve (66 incontri) a causa del lockout

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Titoli nazionali[modifica | modifica sorgente]

Titoli Anni
NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA 2 1970, 1973
Titoli di Conference 8 1951, 1952, 1953, 1970, 1972, 1973, 1994, 1999
Titoli di Division 5 1970-1971, 1988-1989, 1992-1993, 1993-1994, 2012-2013

Titoli individuali[modifica | modifica sorgente]

Willis Reed (1970)
Willis Reed (1970, 1973)
Willis Reed (1970), Walt Frazier (1975)
Willis Reed (1965), Patrick Ewing (1986), Mark Jackson (1988)
Anthony Mason (1995), John Starks (1997), J.R. Smith (2013)
Tyson Chandler (2012)
Red Holzman (1970), Pat Riley (1993)
Harry Gallatin (1954), Walt Frazier (1970, 1972, 1974, 1975), Willis Reed (1970), Bernard King (1984, 1985), Patrick Ewing (1990)
Carl Braun (1948, 1954), Dick McGuire (1951), Harry Gallatin (1955), Richie Guerin (1959, 1960, 1962), Willis Reed (1967, 1968, 1969, 1971), Dave DeBusschere (1969), Walt Frazier (1971, 1973), Patrick Ewing (1988, 1989, 1991, 1992, 1993, 1997), Amar'e Stoudemire (2011), Carmelo Anthony (2013)
Carmelo Anthony (2012), Tyson Chandler (2012)
Dave DeBusschere (1969, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974), Walt Frazier (1969, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975), Willis Reed (1970), Micheal Ray Richardson (1981), Charles Oakley (1994), Tyson Chandler (2013)
Patrick Ewing (1988, 1989, 1992), John Starks (1993), Charles Oakley (1998), Tyson Chandler (2011, 2012)
Art Heyman (1964), Willis Reed (1965), Jim Barnes (1965), Howard Komives (1965), Dick Van Arsdale (1966), Cazzie Russell (1967), Walt Frazier (1968), Phil Jackson (1968), Bill Cartwright (1980), Darrell Walker (1984), Patrick Ewing (1986), Mark Jackson (1988), Channing Frye (2006), Landry Fields (2012), Iman Shumpert (2012)
Rod Strickland (1989)
Kenny Walker (1989), Nate Robinson (2006, 2009, 2010)

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica sorgente]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Numeri ritirati[modifica | modifica sorgente]

*La maglia numero 15 è stata ritirata due volte.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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