National Football League

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National Football League
Logo della competizione
Sport American football pictogram.svg Football americano
Tipo franchise
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Cadenza annuale
Apertura settembre
Chiusura febbraio
Partecipanti 32
Formula stagione regolare + playoff
Sito Internet nfl.com
Storia
Fondazione 1920
Detentore Stemma Seattle Seahawks Seattle Seahawks
Edizione in corso National Football League 2014
Superbowl Trophy Crop.jpg

Trofeo Vince Lombardi

La National Football League, identificata anche dall'acronimo NFL, è la maggiore lega professionistica nordamericana di football americano, al 2014 composta da 32 franchise di altrettante città degli Stati Uniti.

Nel 2012 fu il torneo sportivo per club con la più alta affluenza media di pubblico per gara: 67 591 spettatori a partita[1] a fronte dei 45 116 della Fußball-Bundesliga, il campionato tedesco di calcio[1] e i 34 602 di quello inglese, la Premier League[1]. In quello stesso anno la NFL registrò anche il record mondiale di spettatori complessivo, 17 303 347[1].

La NFL fu istituita nel 1920 come American Professional Football Association e due anni più tardi adottò il nome con il quale è attualmente conosciuta. La sua attuale estensione geografica, così come lo stile di gioco, le regole, la copertura da parte dei media, la struttura dei play-off e della finale, risalgono alla fusione con la Lega rivale, l'American Football League, che ebbe luogo nel 1970. La composizione della NFL, con la suddivisione in otto division raggruppate in due conference (American Football Conference o AFC e National Football Conference o NFC), fu adottata nel 2002 a seguito di una riorganizzazione della precedente struttura.

Storicamente il campionato iniziava la stagione nel fine settimana del Labor Day e terminava in corrispondenza del Natale ma, in tempi più recenti, a causa della diminuzione degli ascolti televisivi nel Labor Day, fu deciso lo slittamento al fine settimana successivo dell'avvio della competizione.

Alla fine di ogni stagione i vincitori dei playoff dell'AFC e della NFC si incontrano nella finale del campionato, il Super Bowl, che si disputa in sede itinerante e neutra per entrambe le squadre. Nella settimana precedente al Super Bowl i migliori giocatori delle due conference disputano il Pro Bowl, che solitamente si tiene alle Hawaii. Eccezionalmente, nella stagione 2009 il Pro Bowl fu disputato nello stesso stadio del Super Bowl XLIV, il Sun Life Stadium di Miami.

La squadra campione dell'NFL si aggiudica il trofeo “Vince Lombardi”, intitolato alla memoria dell'omonimo allenatore che negli anni sessanta guidò i Green Bay Packers alla conquista di due Super Bowl consecutivi.

Detentori del titolo NFL sono i Seattle Seahawks che, il 2 febbraio 2014, hanno battuto nel 48º Super Bowl a East Rutherford i Denver Broncos per 43 a 8; a tale stagione le edizioni NFL disputate sono state 94.

Il campionato NFL, e la sua finale in particolare, rappresentano una delle icone culturali nordamericane e in particolare degli Stati Uniti, tanto è vero che esso è divenuto uno dei simboli dell'americanità [2]. In tal senso, a sottolineare l'importanza del football americano nella cultura di tale Paese, spicca una nota frase dell'ex presidente degli Stati Uniti “Ike” Eisenhower che disse «Un ateo è colui che guarda Nôtre Dame - SMU [due noti club universitari di football] e non gli importa chi vincerà»[3].

In ragione dell'altissima audience televisiva del Super Bowl (quella del 2013 ebbe un picco di 115 milioni di telespettatori[4]), l'evento è molto ambito dagli inserzionisti commerciali, che arrivano a pagare, nell'asta di assegnazione degli spazi destinati alla pubblicità prima, durante e dopo l'incontro, cifre anche dell'ordine di 4 milioni di dollari per 30 secondi di spot (equivalenti a circa 133 000 dollari al secondo)[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sua fondazione (nel 1920) fino alla stagione 1932, la NFL (data anche la relativa esiguità del numero di squadre) non prevedeva nessuna suddivisione al suo interno. Il calendario non era ben definito e il numero di partite giocate variava anche di molto da una squadra all'altra. Il titolo veniva assegnato alla squadra con la miglior percentuale di vittorie rispetto alla somma delle partite vinte e perse, quelle pareggiate non contavano.[5] A partire dalla stagione 1933 venne istituita una suddivisione in due division (Eastern Division e Western Division). Nel 1950, a seguito della fusione con la All-America Football Conference, le due division vennero denominate come National Conference e American Conference e nel 1953 mutarono di nuovo nome in Eastern Conference e Western Conference.

Dal 1933 al 1966 il titolo venne assegnato con una partita disputata tra le vincitrici delle rispettive Division o Conference. Nel 1966 venne istituito il Super Bowl disputato tra la vincitrice della NFL e la vincitrice della AFL e che da allora assegna il titolo assoluto.

Nel 1967 venne istituita l'ulteriore suddivisione delle Conference in Division e precisamente: la Eastern Conference venne suddivisa in Capitol Division e Century Division, mentre la Western Conference venne suddivisa in Coastal Division e Central Division.

Nel 1970, vi fu fusione della NFL con l'allora rivale American Football League (AFL), le cui dieci squadre diedero origine alla American Football Conference (AFC) insieme ad altre 3 provenienti dalla NFL. Le rimanenti squadre della NFL vennero inserite nella National Football Conference (NFC). Queste due neonate conference sostituirono le precedenti e vennero suddivise ognuna in tre division: East, Central e West.

Nel 2002 venne effettuata un'ulteriore riorganizzazione che portò a 32 il numero di squadre suddivise nelle due conference AFC e NFC.

All'interno di ogni conference le squadre partecipanti sono suddivise su base geografica in 4 division di 4 squadre ciascuna:

Albo d'oro del Super Bowl[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie Squadra Sconfitte Presenze
6 Stemma Pittsburgh Steelers Pittsburgh Steelers 2 8
5 Stemma Dallas Cowboys Dallas Cowboys 3 8
5 Stemma San Francisco 49ers S. Francisco 49ers 1 6
4 Stemma Green Bay Packers Green Bay Packers 1 5
4 Stemma New York Giants New York Giants 1 5
3 Stemma New England Patriots N.E. Patriots 4 7
3 Stemma Oakland Raiders Oakland Raiders 2 5[6]
3 Stemma Washington Redskins Wash. Redskins 2 5
2 Stemma Denver Broncos Denver Broncos 5 7
2 Stemma Miami Dolphins Miami Dolphins 3 5
2 Stemma Indianapolis Colts Indianapolis Colts 2 4[7]
2 Stemma Baltimore Ravens Baltimore Ravens 0 2
1 Stemma St. Louis Rams St. Louis Rams 2 3[8]
1 Stemma Chicago Bears Chicago Bears 1 2
1 Stemma Kansas City Chiefs Kansas City Chiefs 1 2
1 Stemma Seattle Seahawks Seattle Seahawks 1 2
1 Stemma New Orleans Saints New Orleans Saints 0 1
1 Stemma New York Jets New York Jets 0 1
1 Stemma Tampa Bay Buccaneers T.B. Buccaneers 0 1
0 Stemma Buffalo Bills Buffalo Bills 4 4
0 Stemma Minnesota Vikings Minnesota Vikings 4 4
0 Stemma Cincinnati Bengals Cincinnati Bengals 2 2
0 Stemma Philadelphia Eagles Philadelphia Eagles 2 2
0 Stemma Arizona Cardinals Arizona Cardinals 1 1
0 Stemma Atlanta Falcons Atlanta Falcons 1 1
0 Stemma Carolina Panthers Carolina Panthers 1 1
0 Stemma San Diego Chargers San Diego Chargers 1 1
0 Stemma Tennessee Titans Tennessee Titans 1 1

Quattro squadre non sono riuscite ad arrivare al Super Bowl: per l'AFC i Cleveland Browns, i Jacksonville Jaguars e gli Houston Texans (le ultime due squadre sono nate in tempi recenti); per la NFC i Detroit Lions.

Vittorie per conference[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie Conference Sconfitte Presenze
26 National Football Conference 22 48
22 American Football Conference 26 48



Squadre per numero di campionati[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente mostra le attuali squadre della NFL ordinate per numero di campionati disputati nella lega.

Squadra Partecipazioni alla NFL
93 Stemma Arizona Cardinals Arizona Cardinals dal 1920 ad oggi[9]
93 Stemma Chicago Bears Chicago Bears dal 1920 ad oggi[9]
92 Stemma Green Bay Packers Green Bay Packers dal 1921 ad oggi
88 Stemma New York Giants New York Giants dal 1925 ad oggi
83 Stemma Detroit Lions Detroit Lions dal 1930 ad oggi[9]
81 Stemma Washington Redskins Wash. Redskins dal 1932 ad oggi[9]
80 Stemma Philadelphia Eagles Philadelphia Eagles dal 1933 ad oggi
80 Stemma Pittsburgh Steelers Pittsburgh Steelers dal 1933 ad oggi
76 Stemma St. Louis Rams St. Louis Rams dal 1937 ad oggi[9]
63 Stemma San Francisco 49ers S. Francisco 49ers dal 1950 ad oggi
60 Stemma Cleveland Browns Cleveland Browns dal 1950 al 1995, dal 1999 ad oggi
60 Stemma Indianapolis Colts Indianapolis Colts dal 1953 ad oggi[9]
53 Stemma Dallas Cowboys Dallas Cowboys dal 1960 ad oggi
52 Stemma Minnesota Vikings Minnesota Vikings dal 1961 ad oggi
47 Stemma Atlanta Falcons Atlanta Falcons dal 1966 ad oggi
46 Stemma New Orleans Saints New Orleans Saints dal 1967 ad oggi
43 Stemma Buffalo Bills Buffalo Bills dal 1970 ad oggi
43 Stemma Cincinnati Bengals Cincinnati Bengals dal 1970 ad oggi
43 Stemma Denver Broncos Denver Broncos dal 1970 ad oggi
43 Stemma Kansas City Chiefs Kansas City Chiefs dal 1970 ad oggi
43 Stemma Miami Dolphins Miami Dolphins dal 1970 ad oggi
43 Stemma New England Patriots N.E. Patriots dal 1970 ad oggi
43 Stemma New York Jets New York Jets dal 1970 ad oggi
43 Stemma Oakland Raiders Oakland Raiders dal 1970 ad oggi[9]
43 Stemma San Diego Chargers San Diego Chargers dal 1970 ad oggi[9]
43 Stemma Tennessee Titans Tennessee Titans dal 1970 ad oggi[9]
37 Stemma Seattle Seahawks Seattle Seahawks dal 1976 ad oggi
37 Stemma Tampa Bay Buccaneers T.B. Buccaneers dal 1976 ad oggi
18 Stemma Carolina Panthers Carolina Panthers dal 1995 ad oggi
18 Stemma Jacksonville Jaguars Jacks. Jaguars dal 1995 ad oggi
18 Stemma Baltimore Ravens Baltimore Ravens dal 1996 ad oggi
11 Stemma Houston Texans Houston Texans dal 2002 ad oggi

Squadre per numero di campionati vinti[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente mostra le attuali squadre della NFL ordinate per numero di campionati vinti nella lega[10].

Squadra Anni
13 Stemma Green Bay Packers Green Bay Packers 1929, 1930, 1931, 1936, 1939, 1944, 1961, 1962, 1965, 1966, 1967, 1996, 2010
9 Stemma Chicago Bears Chicago Bears 1921, 1932, 1933, 1940, 1941, 1943, 1946, 1963, 1985
8 Stemma New York Giants New York Giants 1927, 1934, 1938, 1956, 1986, 1990, 2007, 2011
6 Stemma Pittsburgh Steelers Pittsburgh Steelers 1974, 1975, 1978, 1979, 2005, 2008
5 Stemma Dallas Cowboys Dallas Cowboys 1971, 1977, 1992, 1993 1995
5 Stemma Indianapolis Colts Indianapolis Colts 1958, 1959, 1968, 1970, 2006
5 Stemma San Francisco 49ers S. Francisco 49ers 1981, 1984, 1988, 1989, 1994
5 Stemma Washington Redskins Wash. Redskins 1937, 1942, 1982, 1987, 1991
4 Stemma Cleveland Browns Cleveland Browns 1950, 1954, 1955, 1964
4 Stemma Detroit Lions Detroit Lions 1935, 1952, 1953, 1957
3 Stemma New England Patriots N.E. Patriots 2001, 2003, 2004
3 Stemma Oakland Raiders Oakland Raiders 1976, 1980, 1983[11]
3 Stemma Philadelphia Eagles Philadelphia Eagles 1948, 1949, 1960
3 Stemma St. Louis Rams St. Louis Rams 1945[12], 1951[13], 1999
2 Stemma Arizona Cardinals Arizona Cardinals 1925, 1947
2 Stemma Denver Broncos Denver Broncos 1997, 1998
2 Stemma Miami Dolphins Miami Dolphins 1972, 1973
2 Stemma Baltimore Ravens Baltimore Ravens 2000, 2012
1 Stemma Minnesota Vikings Minnesota Vikings 1969
1 Stemma New Orleans Saints New Orleans Saints 2009
1 Stemma Seattle Seahawks Seattle Seahawks 2013
1 Stemma Tampa Bay Buccaneers T.B. Buccaneers 2002

La tabella seguente mostra le attuali squadre della NFL provenienti dalla AFL ordinate per numero di campionati vinti in quella lega prima della fusione con la NFL[10].

Squadra Anni
3 Stemma Kansas City Chiefs Kansas City Chiefs 1962[14], 1966, 1969
2 Stemma Buffalo Bills Buffalo Bills 1964, 1965
2 Stemma Tennessee Titans Tennessee Titans 1960, 1961[15]
1 Stemma San Diego Chargers San Diego Chargers 1963
1 Stemma Oakland Raiders Oakland Raiders 1967
1 Stemma New York Jets New York Jets 1968

Albo d'oro della NFL[modifica | modifica wikitesto]

Stagione regolare[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario ha avuto modalità diverse nel tempo. Fino al 1934 le squadre non disputavano tutte lo stesso numero di partite e il titolo veniva assegnato alla squadra che aveva il miglior rapporto tra vittorie e sconfitte, i pareggi non venivano tenuti in considerazione. Nel 1932 il titolo venne assegnato tramite uno spareggio tra due squadre giunte ex aequo al termine della stagione. Nel 1935 la stagione regolare venne stabilita in 12 partite per ciascuna squadra, poi dal 1937 al 1942 11 partite, dal 1943 al 1945 10 partite, nel 1946 11 partite, dal 1947 al 1960 12 partite, dal 1961 al 1977 14 partite. La AFL prevedeva 14 partite sin dalla sua fondazione nel 1960.

A partire dal 1978, la stagione regolare della NFL consta di 17 giornate che si giocano ogni settimana tra il week-end e il lunedì (il monday night) e ogni squadra gioca 16 partite (più un turno di riposo). Dopo la riorganizzazione del 2002 in cui la NFL si è data l'attuale struttura, gli incontri sono così ripartiti:

  • 6 (3 di andata e 3 di ritorno) contro tutte le altre squadre della propria Division
  • 4 (2 in casa e 2 fuori) contro ognuna delle quattro squadre di un'altra Division della stessa Conference, scelta a rotazione ogni anno (la rotazione è quindi di tre anni). Questi incontri sono detti di Intraconference.
  • 4 (2 in casa e 2 fuori) contro ognuna delle quattro squadre di una Division dell'altra Conference scelta a rotazione ogni anno (in questo caso la rotazione è di 4 anni). Questi incontri sono detti di Interconference.
  • 2 (1 in casa e 1 fuori) contro le squadre, della stessa Conference (escluse quelle della Division in rotazione), che condividono lo stesso piazzamento di Division della stagione precedente.

Ad esempio: gli Steelers, vincitori della stagione 2008, hanno affrontato:

  • Bengals, Ravens e Browns, in quanto facenti parti della stessa Division (AFC North) e quindi in formato andata-ritorno;
  • Colts, Titans, Jaguars e Texans, facenti parte di un'altra Division della stessa Conference (AFC South);
  • Cowboys, Giants, Eagles e Redskins, facenti parte di una divisione dell'altra Conference (NFC East);
  • Chargers e Patriots perché con essi condividevano lo stesso piazzamento del 2007 (prime nelle loro Division).

Questo calendario garantisce che ogni squadra incontri tutte le altre almeno una volta ogni 4 anni e giochi in tutti gli stadi della NFL almeno una volta ogni otto anni. Il calendario garantisce inoltre che, indipendentemente dal piazzamento ottenuto nella Division nell'anno precedente, ogni squadra incontri 4 squadre che l'anno precedente hanno vinto le rispettive Division, 4 che si sono piazzate al secondo posto, 4 al terzo e 4 all'ultimo, garantendo così l'uniformità degli incontri.

Secondo le rotazioni attualmente in atto, iniziate appunto dal 2002, gli incroci di Intraconference sono i seguenti:

2002, 2005, 2008, 2011, 2014... 2003, 2006, 2009, 2012... 2004, 2007, 2010, 2013...

mentre gli incroci di Interconference sono i seguenti:

2002, 2006, 2010, 2014... 2003, 2007, 2011... 2004, 2008, 2012... 2005, 2009, 2013...

Eliminatorie[modifica | modifica wikitesto]

Alla conclusione delle giornate della stagione regolare, sei squadre per ogni conference si qualificano alle eliminatorie chiamate playoff, che culminano nella finale per il campionato, il Super Bowl:

  • Le quattro squadre vincitrici della rispettiva division, che vengono classificate da 1 a 4 in base ai risultati ottenuti nella stagione regolare (vittorie-pareggi-sconfitte), accedono di diritto ai playoff
  • Due "wild card", le squadre con i risultati migliori tra quelle non vincitrici di division, che vengono classificate quinta e sesta di conference.

La terza e la quarta squadra affrontano rispettivamente la sesta e la quinta giocando nel primo turno dei playoff, soprannominato "Wild Card Round". La prima e la seconda di ogni conference non partecipano a questo turno, guadagnandosi l'accesso automatico a quello successivo, detto "Divisional Playoff", dove affrontano le vincenti del "Wild Card Round" con la prima assoluta ad affrontare la qualificata del Wild Card Round col record peggiore. Le due squadre che vincono i "Divisional Playoff" si incontrano nella finale di conference; i vincitori delle due finali di conference disputano il Super Bowl. In ogni incontro la squadra con la migliore classifica in regular season gioca in casa a eccezione del super bowl che si svolge in uno stadio stabilito dalla lega.

Selezione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei giocatori di football americano a livello universitario (college football) vogliono giocare in NFL. Esiste un processo di selezione formale e altamente organizzato chiamato draft NFL (attualmente composto di sette fasi) che si svolge in aprile, nell'arco di due giorni, cui partecipano tutte le squadre dell'NFL. La squadra con i risultati peggiori dell'ultima stagione ha la prima scelta, ovvero sceglie uno tra tutti i giocatori statunitensi a livello universitario che sono candidabili per il "draft". L'idea è che le squadre più deboli possano rafforzarsi con il tempo, nei ruoli in cui hanno più bisogno; la scelta prosegue, dalla squadra più debole alla più forte, e una volta che tutte hanno scelto un giocatore, si ricomincia dalla prima (ovvero l'ultima del campionato).

Comunque, le scelte vengono spesso trattate in anticipo, in cambio di giocatori o di altre scelte. Ad esempio, prima del "draft", la squadra A potrebbe scambiare la sua prima scelta e un certo giocatore (che già gioca per la squadra A) con la squadra B, in cambio di un altro particolare giocatore che già gioca per la squadra B.

Non sempre un giocatore appena preso dal college diventa titolare in un dato ruolo. Comunque, tipicamente questi giocatori iniziano come primi o secondi rincalzi, giocando solo se il titolare è infortunato o se l'allenatore decide di fargli fare un po' di esperienza in momenti in cui il risultato della partita è ormai segnato, o per evitare rischi di infortunio del titolare in partite che non hanno influenza sul risultato della squadra.

Sistema di numerazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella NFL i numeri di maglia sono legati alla posizione in campo dei giocatori. Il sistema in vigore attualmente venne varato nel 1973 e da quella stagione i giocatori furono obbligati a seguirlo con l'eccezione di coloro i quali avevano militato già l'anno precedente nella lega. Il sistema subì varie modifiche nel corso degli anni ed attualmente prevede le seguenti regole:

Fino al 2004 i wide receiver potevano usare solo i numeri da 80 a 89, la regola venne modificata visto il crescente numero di ricevitori e tight end nelle squadre moderne. Queste regole possono essere derogate eccezionalmente in casi particolari su richiesta specifica alla lega di un singolo giocatore.

Per aiutare gli arbitri nella rilevazione dei falli quali "formazione illegale" o "ricevitore ineleggibile", i giocatori dell'attacco che possono schierarsi dietro la linea e trattare la palla sono (nelle situazioni normali) quelli che indossano i numeri da 1 a 49 e da 80 a 89. In ogni caso un giocatore che indossi un altro numero di maglia, può diventare eleggibile qualora informi preventivamente gli arbitri prima dell'inizio dell'azione.

Il sistema di numerazione si basa comunque sulla posizione iniziale di un giocatore, non è vietato assumere una posizione in campo diversa da quella indicata dal proprio numero, fermo restando la regola precedente sui ricevitori eleggibili. Tipicamente si possono vedere running back schierati come ricevitori o uomini di linea schierati come fullback o tight end in situazioni particolari.

Nelle partite di precampionato il sistema di numerazione può essere derogato in quanto i roster delle squadre sono talmente ampi che potrebbero far sì che siano esauriti i numeri relativi a una certa posizione, comunque con la riduzione dei roster al massimo di 53 giocatori previsti per la stagione regolare, i numeri devono essere riassegnati secondo le regole indicate.

Distribuzione dei numeri per ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Stipendi e tetti salariali[modifica | modifica wikitesto]

2006 Pro Bowl, Hawaii, 2006

Lo stipendio minimo per un giocatore dell'NFL è di 225.000 dollari al primo anno, e sale in base al numero di anni di carriera:

  • 1º anno: 225.000$
  • 2º anno: 300.000$
  • 3º anno: 375.000$
  • 4º anno: 450.000$
  • dal 5º al 7º anno: 525.000$
  • dall'8º al 10º anno: 650.000$
  • oltre il 10º anno: 750.000$

Queste cifre sono stabilite da un contratto tra l'NFL e il sindacato dei giocatori, la National Football League Players' Association. Ovviamente tali cifre vengono superate abbondantemente per i giocatori migliori.

L'impennata negli stipendi dei giocatori che si ebbe durante gli anni ottanta portò all'adozione del tetto salariale (salary cap), che viene determinato con una formula complicata che si basa sulle entrate ottenute da tutte le squadre dell'NFL nella stagione precedente. Per la stagione 2004, il tetto fu di circa 80 milioni di dollari, 5,5 milioni in più rispetto alla stagione 2003.

I sostenitori del tetto fanno notare che questo sistema impedisce a squadre ben finanziate, di grosse città, di spendere gigantesche quantità di denaro per assicurarsi i migliori giocatori in ogni ruolo e dominare quindi lo sport. Questo è o è stato un problema in alcuni altri sport. Un altro punto a sostegno è che con salari fuori controllo, sono alla fine gli spettatori che, pagando prezzi più alti per i biglietti, finiscono con il pagare gli aumenti.

I critici del "salary cap" sostengono invece che il motivo principale per la sua introduzione è quello di massimizzare la profittabilità delle squadre e limitare il potere dei giocatori nel richiedere aumenti che sono meritati dal fatto che portano un maggior numero di spettatori allo stadio. Essi inoltre fanno notare che il "salary cap" in prospettiva potrebbe spingere i futuri atleti verso altri sport o altri paesi dove non esiste questa limitazione sugli ingaggi.

A quest'ultima critica viene ribattuto dall'analisi delle possibili concorrenze tra federazioni straniere. In genere solo negli Stati Uniti e in Canada il basket, il baseball, l'hockey su ghiaccio e soprattutto il football americano, sono così popolari da portare grandi introiti alle squadre e garantire così gli stipendi che ricevono i giocatori. Nonostante il "salary cap", gli stipendi sono comunque molto più elevati di quanto sarebbero in una qualunque altra squadra al mondo.

Politiche razziali[modifica | modifica wikitesto]

La lega ebbe pochi giocatori neri fino al 1933, l'anno seguente all'arrivo di George Preston Marshall. La politica di Marshall, non solo escluse i neri dalla sua squadra, i Washington Redskins, ma in qualche modo influenzò l'intera lega che escluse i neri fino al 1946, quando la pressione della rivale All-America Football Conference indusse l'NFL ad essere più aperta nei confronti degli atleti di colore. Un'altra teoria sostiene che nell'NFL, come in gran parte degli Stati Uniti durante la grande depressione, i neri venivano licenziati prima dei bianchi. Comunque, Marshall si rifiutò di mettere sotto contratto giocatori di colore fin quando venne minacciato di azioni legali in difesa dei diritti civili dall'amministrazione Kennedy nel 1962. Questa azione, e la pressione delle leghe rivali, come la più aperta American Football League, riuscirono lentamente a ribaltare la composizione razziale all'interno dell'NFL.

Anche allora, nelle squadre di vecchio stampo, la porta rimase chiusa per i quarterback di colore durante gli anni settanta. Warren Moon, MVP al Rose Bowl del 1978, giocò per sei stagioni nella CFL, prima che le sue capacità venissero riconosciute e lo portassero agli Houston Oilers. Si dovette attendere fino al 1988 prima che un quarterback nero giocasse il Super Bowl, quando Doug Williams lo vinse per i Redskins (lo imiteranno, perdendo, Steve McNair dei Tennessee Titans nel 2001, e Donovan McNabb dei Philadelphia Eagles nel 2005). Oggigiorno sono le politiche di scelta dei capi-allenatore ad essere in discussione, e si vorrebbero introdurre misure per far sì che i candidati neri al più importante ruolo in attacco del football vengano trattati in maniera più equa.

In televisione[modifica | modifica wikitesto]

In USA[modifica | modifica wikitesto]

2006 Pro Bowl, Hawaii, 2006, cheerleaders

I diritti televisivi per il football americano professionistico sono i più remunerativi e i più costosi tra tutti gli sport. In effetti, fu la televisione che portò in primo piano il football professionistico nella moderna era tecnologica.

Sin dall'inizio dell'era televisiva, la NBC fu la principale innovatrice nella copertura del football americano. Fu il primo grande network televisivo a trasmettere una gara dell'NFL, nel 1939, mandò in onda una partita tra Eagles e Brooklyn Dodgers. Nel 1950 i Los Angeles Rams e i Washington Redskins fecero vedere per televisione tutte le loro gare interne. La DuMont Network trasmise il campionato NFL del 1951 in tutti gli Stati Uniti. Nel 1955 la NBC divenne la "casa" televisiva delle partite di campionato. Una partita del 1958, giocata allo Yankee Stadium, andò ai tempi supplementari. Questo incontro venne visto in tutti gli USA ed è accreditato per aver fatto aumentare la popolarità del football professionistico alla fine degli anni cinquanta e all'inizio degli anni sessanta. La CBS si aggiudicò la copertura della NFL a metà degli anni '60, mentre l'AFL venne coperta per la prima volta dalla ABC e successivamente dalla NBC. Sia la CBS che la NBC trasmisero il primo Super Bowl nel gennaio 1967.

Nel 1970, la NFL iniziò a giocare delle partite il lunedì sera, nacque così una partnership tra NFL ed ABC, che produsse il Monday Night Football. Questo evento spinse oltre i limiti della copertura televisiva del football americano, con il suo segmento sui momenti salienti delle partite durante l'intervallo, gli occasionali siparietti tra Howard Cosell e Don Meredith, e gli ospiti celebri come John Lennon e Bill Clinton.

Ognuno dei tre maggiori network televisivi americani ha i suoi talenti. Telecronisti come Cosell, Frank Gifford, e Al Michaels (della ABC); Pat Summerall e John Madden (della CBS); e Curt Gowdy, Dick Enberg, Marv Albert, Jim Simpson, e Jim Lampley (della NBC), hanno tutti un loro caratteristico stile di analisi degli incontri.

Il Super Bowl era un successo sicuro per il network che lo trasmetteva, assicurava la vittoria nella battaglia degli ascolti e faceva affluire nelle casse milioni e milioni di dollari in pubblicità.

La metà degli anni ottanta portò l'era della TV via cavo, e la ESPN divenne la prima a trasmettere incontri della NFL. Chris Berman contribuì a ridefinire lo stile dei programmi pre e post partita quando lanciò NFL Countdown e NFL Primetime, che da allora sono le trasmissioni che nel loro genere godono dei maggiori ascolti.

Per qualche anno, nel corso degli anni novanta, la Turner Network Television trasmise le partite della domenica sera per la prima metà della stagione, prima che la ESPN se li accaparrasse nel 1997.

Nel 1993, la CBS (che trasmetteva le partite della National Conference) perse i diritti in favore della Fox, che si prese anche i suoi principali telecronisti, Summerall e Madden, facendo suo lo stile della CBS.

Nel 1998, dopo quasi sei decenni, la NBC perse i suoi diritti sulla NFL in favore della CBS. Oggi, nonostante le annuali perdite, la CBS continua a mantenere la sua posizione di network principale per il football della NFL (con le partite dell'American Conference), la Fox continua a trasmettere gli incontri della National Conference, la ESPN trasmette le gare della domenica sera, e la ABC ha il suo Monday Night Football. L'attuale contratto televisivo della NFL di circa $18.000.000.000 scade con la stagione 2005 e i negoziati per i nuovi contratti si apriranno a breve mentre i costi dei diritti continueranno a salire.

Nel 2003 la NFL ha lanciato il suo canale tematico, NFL Network. La NFL Films, che fornisce filmati delle partite è di proprietà della NFL.

Dal 2006 la NBC trasmette la partita della domenica sera (Sunday Night Football) mentre la partita del lunedì sera, il Monday Night Football è passata dalla ABC (che ha trasmesso per l'ultima volta il Superbowl nel 2006) alla sua consociata ESPN.

Il Superbowl è trasmesso secondo questa rotazione triennale: CBS, Fox, NBC.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la prima apparizione del football avvenne in occasione del Super Bowl XV del gennaio 1981 tra Oakland Raiders e Philadelphia Eagles, trasmesso da Canale 5 in diretta e il giorno successivo in replica integrale di prima serata. Il commento fu affidato a Marco Lucchini, ma il programma di presentazione fu condotto dal celeberrimo Mike Bongiorno.

Durante l'estate 1981 si susseguirono alcuni "speciali" propedeutici alla spiegazione del gioco ai telespettatori italiani, introducendo squadre sconosciute ai più come Dallas Cowboys, Pittsburgh Steelers, San Diego Chargers, Cleveland Browns.

In concomitanza della stagione 1981, Canale 5 trasmise alcuni segmenti tratti da "Nfl Week In Review" mostrando anche le classifiche aggiornate, il tutto commentato da un giovanissimo Guido Bagatta.

Lo stesso Bagatta, insieme a Rino Tommasi (che della redazione sportiva era capo-struttura e che avrebbe, in seguito, commentato solo Super Bowls), si recò a Detroit per commentare, sempre in diretta su Canale 5, il Super Bowl XVI del 1982 tra San Francisco 49ers e Cincinnati Bengals.

L'estate successiva trascorse con repliche delle principali partite dei playoffs 1981, commentate da un Bagatta sempre più a suo agio nel ruolo.

Durante la stagione regolare 1982 Canale 5 aveva previsto la trasmissione domenicale (in mattinata) di una sintesi di un'ora del Monday Night Football (a distanza di una settimana dal reale svolgimento). Lo sciopero sconvolse il progetto e la maggior parte dei Monday Nights non furono trasmessi che a stagione abbondantemente terminata, sostituiti da Bowls dei college.

Nel gennaio 1983 la coppia Bagatta-Tommasi si recò a Pasadena, per commentare, ancora in diretta, il Super Bowl XVII vinto dai Washington Redskins sui Miami Dolphins.

Le sintesi domenicali proseguirono, con le partite principali dei playoff, commentate (in assenza di Bagatta) dall'eclettico Dan Peterson, cui furono anche affidati i "Week in Review", trasmessi in estate ma riguardanti la stagione precedente.

La stagione 1983 si aprì all'insegna di un palinsesto arricchito, oltre che dalle consuete sintesi domenicali di un'ora del MNF, da un nuovo programma sportivo del sabato pomeriggio, Record, che, commentato da Cesare Cadeo, dava ampio spazio all'Nfl con segmenti speciali volti ad insegnare le regole, commenti e classifiche.

Sfortunatamente, ad un maggior sforzo esercitato durante la stagione, non corrispose un eguale successo alla sua conclusione: le dirette del Super Bowl di Canale 5 si interruppero infatti in quel gennaio 1984, quando ragioni tecniche (o legali) impedirono al network privato la trasmissione contemporanea all'evento (si scelse di spostare la differita di Los Angeles Raiders-Washington Redskins -Super Bowl XVIII- in prima serata il lunedì successivo).

Per gli anni successivi il palinsento Nfl sulle reti Fininvest restò simile, con Bagatta ai microfoni per la sintesi infrasettimanale di una partita e trasmissioni degli aggiornamenti il fine settimana sui vari "contenitori sportivi".

Dalla stagione 1988 una nuova voce ai microfoni fu quella di Flavio Tranquillo, che, successivamente coadiuvato da Lino Benezzoli, avrebbe dato modo ai telespettatori di apprezzare il commento a due (cronista+tecnico) cui ormai ci siamo ampiamente abituati.

I Super Bowls erano però rimasti in differita, dando origine anche ad una sorta di "curioso" interesse da parte di radio e telegiornali di marca RAI che, il lunedì mattina, non mancavano di informare sul risultato della partita giocata la notte precedente.

Fu solo con il Super Bowl XXIII trasmesso nel 1989 su Tele Capodistria (acquisita da Fininvest), che ripresero le dirette che da allora, su vari canali, si sono susseguite ininterrottamente.

Le principali partite di regular season, i play-off e il Super Bowl sono stati trasmessi dal 1991 da TELE+ con il commento di Flavio Tranquillo, quindi dal 2003 al 2008 su SKY Sport con il commento di Paolo Leopizzi e Bebo Nori.

Da settembre 2009 ESPN America ha trasmesso tutta la NFL in lingua inglese in 41 paesi europei (compresa l'Italia attraverso la piattaforma satellitare Sky)[17]. L'8 settembre 2011 l'attuale contratto, che scadeva nel 2013, venne prolungato fino al 2021.[18] La copertura in italiano della NFL è stata fornita da Rai Sport Più in esclusiva nella stagione 2008 e in quella 2009 assieme a Dahlia TV; quest'ultima nel 2010 ha offerto la copertura in italiano in diretta e in esclusiva sul digitale terrestre[19] fino alla sua chiusura nel febbraio 2011, mentre in tale stagione fu La7 a garantire la diretta del Super Bowl. Per la stagione 2011 e 2012 è Sportitalia a trasmettere le principali partite NFL con telecronaca in lingua italiana, affidata a Matteo Gandini.

Per la sola stagione 2013 il football NFL torna ad essere trasmesso sulle reti Mediaset dopo 23 anni, e questa volta la copertura è non più relativa al solo Super Bowl ma a tutta la stagione agonistica. Il campionato viene trasmesso in chiaro su Italia 2 (canale 35 del digitale terrestre) e a commentarlo sono i giornalisti sportivi Gabriele Cattaneo e Federico Mastria che si alterneranno tra di loro in compagnia di Guido Bagatta. Il programma sportivo della NFL sulle reti Mediaset prevede la differita al sabato alle ore 16:34 della partita del Thursday Night (solamente per Baltimore Ravens @ Denver Broncos, match inaugurale della stagione), la diretta del miglior incontro della domenica alle h.19:00 o alle h.22:25 (ora italiana) e, a partire dalla seconda settimana del campionato, la differita del Monday Night il martedì alle ore 13:40. Infine il venerdì attorno alle ore 15:00 un magazine settimanale riassuntivo di tutte le partite, con interviste e statistiche della giornata da poco conclusas.i[20]. Inoltre, grazie ad una partnership con Fox Sports Europe, il football NFL viene trasmessa con audio e commento in lingua originale sui canali di Sky Sport.[21].

Presidenti e Commissari[modifica | modifica wikitesto]

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A sinistra il logo in uso dal 1960 al 1969 e a destra quello in uso dal 1970 al 2007

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) NFL remains by far the best attended domestic sports league in the world in Sporting Intelligence, 4 gennaio 2013. URL consultato il 28 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2014).
  2. ^ (EN) Jeff McGregor, The Day After Yesterday in ESPN, 4 febbraio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  3. ^ (EN) Dwight Eisenhower - US Presidents: 30 great one-liners in The Daily Telegraph, 31 dicembre 2013. URL consultato il 28 giugno 2014.
    «An atheist is a guy who watches a Nôtre Dame - SMU football game and doesn't care who wins».
  4. ^ a b (EN) Paul Fahri, The rules of the Super Bowl advertising game in The Washington Post, 31 gennaio 2014. URL consultato il 28 giugno 2014.
  5. ^ Classifiche di tutti i campionati NFL e AFL, sito della NFL
  6. ^ una vittoria come Los Angeles Raiders
  7. ^ una vittoria e una sconfitta come Baltimore Colts
  8. ^ una sconfitta come Los Angeles Rams
  9. ^ a b c d e f g h i Viene considerata la franchigia con la sua attuale denominazione indipendentemente da eventuali cambi di denominazione o trasferimenti della sede. Per i dettagli si vedano le voci sulle singole squadre.
  10. ^ a b L'anno si riferisce alla stagione, non alla data del Super Bowl che generalmente si disputa all'inizio dell'anno solare successivo
  11. ^ col nome di Los Angeles Raiders
  12. ^ col nome di Cleveland Rams
  13. ^ col nome di Los Angeles Rams
  14. ^ col nome di Dallas Texans
  15. ^ col nome di Houston Titans
  16. ^ Dalla stagione 1970 il campione della lega è il vincitore del Super Bowl.
  17. ^ ESPN America placca la NFL: insieme per quattro anni
  18. ^ ESPN, NFL Reach Eight-Year Extension for Monday Night Football
  19. ^ Accordo triennale Dahlia-NFL in esclusiva DTT
  20. ^ National Footbal League
  21. ^ Nfl, arriva su Sky Sport la nuova stagione del football - Sky Sport - Sky

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]