Baltimore Ravens

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Baltimore Ravens
Football americano American football pictogram.svg
Baltimore Ravens logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Casa
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Trasferta
Helmet
Left arm Body Right arm
Trousers
Socks
Terza divisa
Colori sociali                    
Viola, Nero, Oro metallico, Bianco
Mascotte Poe e Rise and Conquer
Inno The Baltimore Fight Song
Jo Lombardi e Benjamin Klasmer
Dati societari
Città Flag of Baltimore, Maryland.svg Baltimora (MD)
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Lega Stati Uniti National Football League
Conference AFC
Division AFC North
Fondazione 1996
Denominazione Baltimore Ravens (1996-presente)
Presidente Stati Uniti Dick Cass
Proprietario Stati Uniti Stephen J. Bisciotti
General manager Stati Uniti Ozzie Newsome
Capo-allenatore Stati Uniti John Harbaugh
Stadio M&T Bank Stadium
(71008 posti)
Sito web www.baltimoreravens.com
Palmarès
Vince Lombardi Trophy.pngVince Lombardi Trophy.pngAmerican Football Conference logo.svgAmerican Football Conference logo.svg
Super Bowl 2
Titoli AFC 2
Titoli divisionali 4
Apparizioni ai playoff 8

I Baltimore Ravens sono una squadra professionistica di football americano della National Football League con sede a Baltimora, nel Maryland. Competono nella North Division della American Football Conference. Il loro titolo più recente è il Super Bowl XLVII nel 2013, avendo battuto in finale i San Francisco 49ers.

Uniformi: Per le partite in casa la maglia è viola con ornamenti in oro metallico, il numero è bianco ed i pantaloni bianchi con strip nere e viola. Per le partite fuori casa la maglia è bianca con ornamenti in oro metallico il numero è viola ed i pantaloni sono bianchi con strip nere e viola. C'è anche una 3a uniforme per occasioni speciali, ha la maglia nera con ornamenti sempre in oro metallico, il numero è bianco ed i pantaloni neri con strip bianche e viola; la prima volta che è stata indossata è stato nel novembre del 2004 contro i Cleveland Browns per una partita trasmessa su ESPN. In tutte le uniformi è presente sulle spalle un altro logo dei Ravens, uno scudo con le iniziali della squadra alternate ai motivi oro-nero e fioronato bianco-rosso presenti nella bandiera del Maryland.
Casco e sua grafica: È nero con a lato una testa di corvo (Raven in inglese) in viola con il bordo in oro metallico, con la lettera "B" sovraimpressa in oro con il bordino bianco. Strisce viola salgono dalla maschera fino al centro del casco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

1995–1998: primi anni e epoca di Ted Marchibroda (1996-1998)[modifica | modifica sorgente]

I Baltimore Ravens nacquero nel 1995 quando Art Modell, allora proprietario dei Cleveland Browns, annunciò la sua intenzione di spostare la franchigia da Cleveland a Baltimore. La controversa questione si concluse quando i rappresentanti di Cleveland e la NFL raggiunsero un accordo l'8 febbraio 1996. Il Commissioner Tagliabue promise alla città di Cleveland che una squadra della NFL sarebbe stata stabilita a Cleveland, tramite trasferimento o come squadra di espansione, "non oltre il 1999"[1]. Inoltre, l'accordo stabilì che il nome dei Brown, i colori, le uniformi della squadra e la storia della franchigia sarebbero rimasti a Cleveland. La storia della franchgia dei Browns include i record ed i collegamenti con i giocatori indotti nella Pro Football Hall of Fame. La squadra di Modell a Baltimore, pur mantenendo tutti i contratti dei giocatori, rimase, dal punto di vista della storia della squadra, un team di espansione, in pratica "una nuova franchigia"[2]. Non tutti i giocatori, lo staff e i dirigenti comunque si trasferirono a Baltimore.

Il logo alternativo dei Ravens.

Dopo la ricollocazione, Modell assunse Ted Marchibroda come capo-allenatore per la nuova franchigia a Baltimore. Marchibroda era già conosciuto per la sua esperienza come capo-allenatore dei Baltimore Colts durante gli anni settanta e degli Indianapolis Colts all'inizio degli anni novanta. Ozzie Newsome, tight end dei Browns per diverse stagioni, si unì a Modell a Baltimore come direttore delle operazioni. In seguito fu promosso a Vice Presidente/General Manager.

Lo stadio casalingo dei Ravens per le prime due stagioni fu il Baltimore Memorial Stadium, casa dei Baltimore Colts anni prima. I Ravens si trasferirono nel loro nuovo stadio di proprietà a Camden Yards nel 1998. Il Raven Stadium in seguito prese i nomi di PSI Net Stadium e di M&T Bank Stadium.

1996[modifica | modifica sorgente]

Jonathan Ogden fu la prima scelta della storia della franchigia nel Draft NFL 1996.

Nel Draft 1996, i Ravens, con due scelte al primo giro, scelsero l'offensive tackle Jonathan Ogden come quarto assoluto ed il linebacker Ray Lewis come 26°. I Ravens del 1996 vinsero la prima partita casalinga contro gli Oakland Raiders ma terminarono la stagione 4-12 malgrado il ricevitore Michael Jackson avesse guidato le lega con 14 touchdown su ricezione.

1997[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 i Ravens iniziarono 3–1. Peter Boulware, un rookie difensore da Florida State, registrò 11,5 sack fu nominato rookie difensivo della stagione. La squadra terminò 6–9–1. IL 26 ottobre, fecero il loro primo viaggio a Landover, Maryland per giocare contro i loro nuovi rivali regionali, i Washington Redskins, per la prima volta durante la stagione regolare, al nuovo Jack Kent Cooke Stadium (rimpiazzando il vecchio RFK Stadium a Washington, DC). I Ravens vinsero la gara 20-17.

1998[modifica | modifica sorgente]

Il quarterback Vinny Testaverde lasciò la squadra per i New York Jets prima della stagione 1998 venendo sostituito dall'ex QB degli Indianapolis Colts Jim Harbaugh e poi da Eric Zeier. Il cornerback Rod Woodson si unì alla squadra dopo delle annate di successo coi Pittsburgh Steelers e Priest Holmes superò per la prima volta le 1.000 yard corse in carriera durante la stagione.

I Ravens terminarono il 1998 con un record di 6-10. Il 29 novembre, i Ravens ospitarono i Colts di ritorno a Baltimore per la prima volta in 15 anni. Nel mezzo di una cattiva accoglienza per i Colts, i Ravens vinsero 38-31.

2000-2007: Vittoria del Super Bowl e epoca di Brian Billick[modifica | modifica sorgente]

1999[modifica | modifica sorgente]

Dopo tre stagioni perdenti consecutive sotto Marchibroda, i Ravens cambiarono capo-allenatore. Brian Billick prese il controllo della squadra nel 1999. Billick veniva da una stagione da record come coordinatore offensivo dei Minnesota Vikings la stagione precedente. Il quarterback Tony Banks arrivò a Baltimore dai St. Louis Rams ed ebbe la miglior stagione della carriera con 17 touchdown ed 81,2 di passer rating. Egli fu coadiuvato dal ricevitore Qadry Ismail, che ebbe una stagione da 1.000 yard. I Ravens inizialmente faticarono con un record di 4-7 ma si ripresero finendo 8–8.

A causa del persistente dissesto finanziario, la NFL ordinò a Modell di iniziare a vendere la sua franchigia. Il 27 marzo 2000, i proprietari della NFL approvarono la vendita del 49% dei Ravens a Steve Bisciotti. Nell'accordo, Bisciotti strappò un'opzione per acquistare il restante 51% 325 milioni di dollari nel 2004 da Art Modell. Il 9 aprile 2004, la NFL approvò l'acquisto di Steve Bisciotti del pacchetto di maggioranza del club.

2000: Vittoria del Super Bowl[modifica | modifica sorgente]

Ray Lewis fu nominato MVP del primo Super Bowl vinto dai Ravens

La stagione 2000 vide la difesa dei Ravens, guidata dal coordinatore difensivo Marvin Lewis, diventare un'unità rocciosa che emerse come una delle più formidabili difese della storia della NFL. La difesa dei Ravens stabilì un nuovo record NFL fermando le squadre avversarie a soli 165 punti concessi in totale; l'impresa oscurò il precedente record dei Chicago Bears del 1986 fermatisi a 187 punti in una stagione da 16 gare. Il linebacker Ray Lewis fu nominato miglior difensore dell'anno della NFL e due dei suoi compagni in difesa, Sam Adams e Rod Woodson, furono selezionati per il Pro Bowl.

La stagione di Baltimore iniziò bene con un record di 3-1. Tony Banks iniziò la stagione come quarterback titolare ma fu sostituito da Trent Dilfer quando i Ravens scesero a 5-4. L'allenatore Brian Billick annunciò che il cambio di quarterback sarebbe stato definitivo per il resto della stagione. Le 1.364 yard corse dal running back alla stagione d'esordio Jamal Lewis combinate con l'arcigna difesa dei Ravens mantennero Baltimore competitiva anche nelle gare dove l'attacco faticava. Ad un certo punto della stagione la squadra giocò cinque partite senza segnare un touchdown offensivo ma vincendo due di queste partite. La squadra vinse tutte le ultime 7 partite terminando 12–4. I Ravens raggiunsero i playoff per la prima volta.

I Ravens nell'incontro col Presidente George W. Bush nel 2001. Bush è al centro. Alla sua sinistra Rod Woodson e a destra Brian Billick.

Dal momento che i Tennessee Titans avevano vinto la division con un record di 13–3, Baltimore dovette giocare il turno della wild cald. Nella loro prima partita di playoff di sempre, essi dominarono i Denver Broncos 21–3 davanti ad un pubblico record di 69.638 spettatori al PSINet Stadium. Nei divisional playoff, essi trovarono Tennessee sulla propria strada. Sul risultato di parità 10–10 nel quarto periodo, un tentativo di field goal di Al Del Greco fu bloccato da Anthony Mitchell che da lì andò in touchdown e, insieme ad un intercetto di Ray Lewis, portò Baltimore alla vittoria 24–10. I Ravens nella finale della AFC giocarono contro gli Oakland Raiders. La ricezione da 96 yard di Shannon Sharpe che valse il touchdown all'inizio del secondo quarto, seguita dall'infortunio del quarterback dei Raiders Rich Gannon, diede ai Ravens la vittoria 16–3.

Baltimore andò a Tampa per disputare il Super Bowl XXXV contro i favoriti New York Giants, conquistando con un punteggio di 34–7 la prima vittoria del titolo nella storia della franchigia. I Ravens registrarono 4 sack, forzarono 5 palle perse, una della quali fu un intercetto di Kerry Collins che portò ad un touchdown di Duane Starks. L'unica segnatura dei Giants fu un field goal di Ron Dixon. I Ravens furono la terza squadra della storia a vincere il Super Bowl partendo come wild card.

Il titolo fece dei Ravens la quarta franchigia professionistica con sede a Baltimore a vincere un campionato. Essi furono preceduti nella NFL dai Colts nel 1958, 1959 e 1970, dagli Stars della USFL nel 1985 e dagli Stallions della CFL nel 1995.

2001[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001, i Ravens tentarono di difendere il loro titolo con Elvis Grbac come nuovo quarterback titolare ma un infortunio subito il primo giorno del training camp condizionò Jamal Lewis per tutta la stagione e le sue scarse prestazioni zavorrarono la squadra. Dopo una partenza per 3–3, i Ravens sconfissero i Minnesota Vikings nella settimana finale centrando la wild card e finendo con un record stagionale 10–6. Nel primo turno i Ravens mostrarono lampi della stagione precedente superando 20–3 i Miami Dolphins, forzando tre palle perse a superando nettamente gli avversari per 347 yard a 151. Nei divisional playoff i Ravens affrontarono i Pittsburgh Steelers. Tre intercetti subiti da Grbac fecero finire anzitempo la stagione dei Ravens, sconfitti per 27–10.

2002[modifica | modifica sorgente]

Ed Reed fu scelto come 24° assoluto nel Draft NFL 2002

A causa del salary cap, all'inizio della stagione 2002 Baltimore fu costretta a vendere diversi giocatori d'impatto. I Ravens restarono competitivi, ma una striscia di sconfitte nel mese di dicembre mise fine alle loro speranze di centrare un posto nei playoff. Nel Draft NFL 2002 scelsero Ed Reed, che sarebbe diventato una delle colonne difensive della squadra nel corso di tutto il decennio successivo.

2003[modifica | modifica sorgente]

I Ravens arrivarono al draft bisognosi di un quarterback. Inizialmente scelsero da Arizona State il defensive end Terrell Suggs, poi scambiarono la loro scelta del secondo giro del 2003 con la prima del 2004 coi New England Patriots ottenendo così la 19ª scelta assoluta con cui presero il quarterback Kyle Boller. I Patriots usarono la scelta dei Ravens nel 2004 per prendere il defensive tackle Vince Wilfork.

I Ravens nominarono Boller loro QB titolare poco prima dell'inizio della stagione ma questi si infortunò a metà della stessa venendo sostituito con Anthony Wright. Jamal Lewis corse per 2.066 yard (comprese 295 yard in un'unica gara contro i Cleveland Browns il 14 settembre). I Ravens furono bloccati a un record di 5–5 finché, in una gara casalinga contro i Seattle Seahawks, rimontarono uno svantaggio di 41–24 negli ultimi 7 minuti dei tempi regolamentari, vincendo poi 44-41 grazie ad un field goal di Matt Stover. Da lì in poi i Ravens vinsero 5 delle ultime 6 partite. Con un record di 10–6, Baltimore vinse il suo primo titolo della AFC North. Nella prima gara di playoff, in casa contro i Tennessee Titans, essi persero 20-17 chiudendo presto la stagione. Ray Lewis fu nominato miglior difensore della NFL per la seconda volta in carriera.

2004[modifica | modifica sorgente]

I Ravens non raggiunsero i playoffs nel 2004 terminando la stagione con record di 9-7 con Kyle Boller che trascorse la maggior parte della stagione come quarterback titolare. Nella linea secondaria le note positive furono le prestazioni del cornerback Deion Sanders e della safety al terzo anno Ed Reed. Essi furono inoltre l'unica squadra nella stagione regolare a battere i Pittsburgh Steelers che quell'anno terminarono 15-1.

2005[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 i Ravens cercarono di migliorare il loro reparto di ricevitori (il secondo peggiore della NFL nel 2005) firmando Derrick Mason dai Titans e scegliendo la stella degli Oklahoma Sooners Mark Clayton nel primo giro del Draft NFL 2005[3]. Ad ogni modo la squadra terminò l'annata con un record di 6-10. Momenti da ricordare della stagione furono la vittoria sui Green Bay Packers 48-3 nel Monday Night Football e quella sugli Steelers, futuri vincitori del Super Bowl.

2006[modifica | modifica sorgente]

Jamal Lewis (31), Haloti Ngata, Kyle Boller (7), Steve McNair (9) e Todd Heap coi Ravens nel 2006.

Nel 2006 i Baltimore Ravens iniziarono la stagione tentando di migliorare il record di 6–10 del 2005. I Ravens, per la prima volta nella storia della franchigia, partirono con un record di 4–0, sotto la leadership dell'ex quarterback dei Titans Steve McNair.

I Ravens persero due gare consecutive a metà stagione per problemi offensivi, spingendo l'allenatore Billick a scaricare il coordinatore offensivo Jim Fassel nella loro settimana di pausa. Dopo questa decisione, Baltimore vinse cinque gare consecutive prima di perdere coi Cincinnati Bengals nella settimana 13.

I Ravens conclusero la stagione con record di 13–3, il migliore della storia della franchigia. Baltimore vinse la AFC Nort e si assicurò il secondo posto nella griglia dei playoff, potendo così saltare il primo turno. I Ravens dovettere affrontare gli Indianapolis Colts, il primo incontro della storia tra le due squadre nei playoff. Molti tifosi di Baltimore e Indianapolis videro questo storico incontro come una sorta di "Giorno del giuduzio" tra la nuova squadra di Baltimore che affrontarsi. Nei primi due quarti entrambe le squadre avevano segnato solo dei field. McNair lanciò un paio di intercetti costosi, incluso una sulla linea di 1 yard e i Colts vinsero la gara e alla fine il Super Bowl.

2007[modifica | modifica sorgente]

Dopo la stellare stagione 2006, i Ravens speravano di migliorare il loro record di 13-3 ma gli infortuni tormentarono la squadra. La stagione terminò con un misero record di 5-11. Una umiliante sconfitta 22-16 nei tempi supplementari contro gli allora a secco di vittorie Miami Dolphins il 16 dicembre portò alla dipartita di Billick il giorno dopo la fine della stagione regolare.

2008-presente: l'era di John Harbaugh, Joe Flacco e Ray Rice[modifica | modifica sorgente]

2008[modifica | modifica sorgente]

Con un capo-allenatore (John Harbaugh) e un quarterback (Joe Flacco) debuttanti, i Ravens iniziarono la stagione 2008 con molte incertezze. Dopo una partenza con un record di 2-3, Baltimore vinse otto partite nelle ultime 10 terminando con un record di 11-5, utile per qualificarsi con l'ultimo posto disponibile nei playoff. I Ravens iniziarono la post-season battendo in trasferta Miami 27–9 il 4 gennaio 2009. Sei giorni dopo batterono i Titans 13–10 grazie a field goal di Matt Stover a 53 secondi dal termine, qualificandosi per la finale della AFC. I Ravens giunsero a un passo dal Super Bowl XLIII perdendo contro gli Steelers 23–14 all'Heinz Field il 18 gennaio 2009.

2009[modifica | modifica sorgente]

Il capo-allenatore dei Ravens John Harbaugh.

Con Jonathan Ogden ritiratosi dopo la stagione 2007 e Matt Stover divenuto un free agent, l'ultimo giocatore rimanente della prima stagione di Baltimore fu Ray Lewis. Nel draft la squadra scelse Michael Oher nel primo giro.

La loro stagione regolare si concluse con un record di 9-7 e la qualificazione al wild card round dei playoff. Lì affrontarono i Patriots battendoli 33-14 grazie anche a un touchdown da 83 yard di Ray Rice nella prima giocata dalla linea di scrimmage, concludendo il primo quarto in vantaggio per 24-0. Nel turno successivo giocarono contro Indianapolis. Due touchdown alla fine del primo tempo diedero ai Colts un vantaggio di 17-3. La squadra non riuscì più a rimontare e fu sconfitta 20-3.

2010[modifica | modifica sorgente]

Prima della stagione 2010, i Ravens aggiunsero di giocatori chiave all'attacco, il wide receiver Anquan Boldin dagli Arizona Cardinals e il free agent T.J. Houshmandzadeh, svincolato nella pre-stagione dai Seattle Seahawks. Nel draft scelsero i tight end Dennis Pitta ed Ed Dickson, i defensive tackle Terrence Cody e Arthur Jones, il linebacker Sergio Kindle, il wide receiver David Reed e l'offensive tackle Ramon Harewood nel Draft NFL 2010. I nuovi arrivati totalizzarono complessivamente 37 presenze come titolari.

Terrell Suggs fu il difensore dell'anno della NFL nel 2011.

I Ravens terminarono la stagione con un record di 12-4 ma gli Steelers vinsero la AFC North grazie a un miglior record parziale nella division. Nei playoff sconfissero i Kansas City Chiefs 30-7 nei playoff, con Ray Rice che divenne il primo running back dei Ravens a segnare un TD su ricezione in una gara di playoff. Nel turno Baltimore fu sconfitta dagli Steelers 31-24, malgrado un vantaggio di 21-7 all'intervallo, soprattutto a causa di tre palloni persi nel terzo periodo di gioco.

2011[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2011, i Ravens i svincolarono i veterani Willis McGahee, Todd Heap, Kelly Gregg e Derrick Mason per liberare spazio salariale. Acquisirono invece il fullback Vonta Leach, il wide receiver Lee Evans, la safety Bernard Pollard e il running back Ricky Williams. Successivamente firmarono il tackle sinistro dei Minnesota Vikings Bryant McKinnie e il centro Pro Bowler Andre Gurode dai Dallas Cowboys.

Grazie a un vittoria nell'ultima giornata di campionato in trasferta sui Cincinnati Bengals, i Ravens, con un record di 12-4 si assicurarono la vittoria della division e la possibilità di saltare il primo turno di playoff. Baltimore nel 2011 terminò imbattuta sia in casa che contro gli avversari della division.

Gli Houston Texans batterono i Bengals nel turno delle wild card, affrontando così i Ravens nel secondo turno. Baltimore vinse la partita 20-13 grazie anche a un intercetto di Ed Reed sul quarterback rookie T.J. Yates nel quarto periodo Texans, togliendo agli avversari l'ultima realistica speranza di segnare. Malgrado la vittoria alcuni analisti sportivi criticarono le performance offensive della squadra e in particolare Joe Flacco.

I Ravens e New England Patriots si giocarono così un posto nel Super Bowl. Dopo tre quarti equilibrati con diverse palle perse da entrambe le parti, Tom Brady segnò un touchdown su corsa portando avanti i Patriots 23-20 nel quarto periodo. Con 38 secondi al termine, Joe Flacco lanciò un passaggio a Lee Evans che sembrò essere il touchdown della vittoria ma il pallone fu deviato dal defensive back dei Patriots Sterling Moore, risultando un passaggio incompleto. Dopo che Flacco lanciò un altro passaggio non ricevuto da Lee Evans, il kicker Billy Cundiff scese in campo con 15 secondi secondi rimanenti per calciare, da sole 32 yard, il field goal del pareggio. Il pallone uscì però alla sinistra del palo e New England si qualificò per il Super Bowl XLVI contro i New York Giants.

A fine stagione, Terrell Suggs fu premiato come miglior difensore dell'anno.

2012: fine di un'epoca. Il ritiro di Ray Lewis e la seconda vittoria del Super Bowl[modifica | modifica sorgente]

Joe Flacco condusse i Ravens alla seconda vittoria nel Super Bowl della loro storia.

Malgrado i gravi infortuni a inizio stagione che colpirono la difesa, in particolare quelli di Suggs[4] e Lewis[5], i Ravens partirono con un record di 9-2 in parte grazie alle ottime prestazioni dell'attacco guidato da Joe Flacco. Bisognosi di una singola vittoria per assicurarsi la vittoria della division, i Ravens persero tre gare consecutive, culminate col licenziamento del coordinatore offensivo Cam Cameron e la promozione in quel ruolo dell'allenatore dei quarterback Jim Caldwell. Il punto più basso della stagione fu una sconfitta 34-17 in casa contro Peyton Manning e i Denver Broncos il 16 dicembre[6]. Ad ogni modo, i Ravens si assicurarono la quinta partecipazione ai playoff consecutiva a causa della sconfitta degli Steelers contro i Dallas Cowboys. Malgrado questo risultato, questo periodo negativo portò alcuni media a mettere in discussione la competitività dei Ravens. La squadra si rifece battendo 33-14 i New York Giants campioni in carica e vincendo la division per il secondo anno consecutivo per la prima volta nella storia della franchigia[7]. La stagione regolare si concluse con un record di 10-6 e un raro primo turno in casa nel wild card round dei playoff.

La stagione 2012 vide anche lo storico linebacker Ray Lewis annunciare il suo ritiro alla fine di quella tornata di playoff[8]. Lewis si era infortunato al tricipite il 17 ottobre a metà della sua diciassettesima stagione coi Ravens. Baltimore vinse la gara contro gli Indianapolis Colts, in quella che fu l'ultima gara della carriera di Lewis nello stadio casalingo[9]. I Ravens nel turno successivo erano dati come pesantemente sfavoriti contro i Denver Broncos ma vinsero in una spettacolare gara per 38-35 dopo due tempi supplementari. Tale partita sembrava perduta quando, a un minuto dal termine, Joe Flacco passò un touchdown da 70 yard a Jacoby Jones che spedì la gara ai supplementari. Lì, un intercetto di Peyton Manning ad opera di Corey Graham, che nel corso della partita aveva già ritornato un altro intercetto in touchdown, mise in condizione i Ravens di calciare il field goal della vittoria da parte del rookie Justin Tucker[10]. Grazie alla vittoria, Baltimore si classificò per la finale della AFC contro i New England Patriots 20 gennaio 2013. Grazie a un'altra superba prestazione di Flacco, i Ravens vinsero 28-13, qualificandosi per il Super Bowl XLVII contro i San Francisco 49ers[11].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Super Bowl XLVII.

Il 3 febbraio 2013, i Ravens accumularono un notevole vantaggio nel corso del primo tempo del Super Bowl grazie a tre passaggi da touchdown di Flacco. Nel secondo tempo i 49ers tentarono una clamorosa rimonta ma Baltimore riuscì a portare a casa il secondo Lombardi Trophy della sua storia vincendo per 34-31, con Ray Lewis che chiuse nel migliore dei modi la sua grande carriera. All'inizio del secondo tempo Jacoby Jones stabilì il nuovo record per la giocata più lunga della storia del Super Bowl ritornando un kickoff per 108 yard in touchdown. MVP dell'incontro fu nominato Joe Flacco che completò 22 passaggi su 33 tentativi per 287 yard e 3 touchdown[12][13]. Flacco concluse così quei playoff con un totale di 11 touchdown (record NFL pareggiato) e nessun intercetto subito.

Risultati stagione per stagione[modifica | modifica sorgente]

Questa è la lista delle ultime 10 stagioni dei Ravens

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stagioni dei Baltimore Ravens.
Cronistoria dei Baltimore Ravens
Stagione di lega Stagione di squadra Lega Conf. Div. Stagione regolare Play-off Note
Pos. V S P
2004 2004 NFL AFC North 2 9 7 0 non disputati
2005 2005 NFL AFC North 3 6 10 0 non disputati
2006 2006 NFL AFC North 1 13 3 0 S Divisional play-off contro gli Indianapolis Colts (6-15)
2007 2007 NFL AFC North 4 5 11 0 non disputati
2008 2008 NFL AFC North 2 11 5 0 V Wild Card Game contro i Miami Dolphins (29-7)

V Divisional play-off contro i Tennessee Titans (13-10)
S AFC Championship contro i Pittsburgh Steelers (14-23)

2009 2009 NFL AFC North 2 9 7 0 V Wild Card Game contro i New England Patriots (33-14)

S Divisional play-off contro gli Indianapolis Colts (3-20)

2010 2010 NFL AFC North 2 12 4 0 V Wild Card Game contro i Kansas City Chiefs (30-7)

S Divisional play-off contro i Pittsburgh Steelers (24-31)

2011 2011 NFL AFC North 1 12 4 0 V Divisional play-off contro gli Houston Texans (20-13)

S AFC Championship contro i New England Patriots (20-23)

2012 2012 NFL AFC North 1 10 6 0 V Wild Card Game contro gli Indianapolis Colts (9-24)

V Divisional play-off contro i Denver Broncos (38-35)
V AFC Championship contro i New England Patriots (28-13)
V Super Bowl XLVII contro i San Francisco 49ers (34-31)

2013 2013 NFL AFC North 3 8 8 0 non disputati
Totale 154 129 1 Record di stagione regolare al 2013
13 7 Record dei play-off al 2013
167 136 1 Stagione regolare e play-off
Legenda
  •   Vittoria nel Super Bowl (dal 1966)
  •   Vittoria nella lega (1920-1969)
  •   Vittoria nella Conference
  •   Vittoria nella Division
  •   Qualificazione al Wild Card Game (dal 1978)
  • V = Vittorie
  • S = Sconfitte
  • P = Pareggi
  • T = Posizione a pari merito


Giocatori importanti[modifica | modifica sorgente]


Nota: Nelle seguenti liste sono inclusi solo i giocatori che hanno giocato con i Ravens. Per gli altri Hall of Famer, giocatori i cui numeri sono stati ritirati e i giocatori che hanno giocato peri Baltimore Colts, vedi Indianapolis Colts. Per i giocatori dei Cleveland Browns, inclusi quelli indotti nella Hall of Fame e quelli i cui numeri sono stati ritirati, vedi Cleveland Browns

Membri della Pro Football Hall of Fame[modifica | modifica sorgente]

Fino alla classe 2013 sono quattro i giocatori inseriti nella Pro Football Hall of Fame.

Hall of Famer dei Baltimore Ravens
Anno Ruolo Giocatore
2009 26 S Rod Woodson
2011 82 TE Shannon Sharpe
2011 37 CB Deion Sanders
2013 75 OT Jonathan Ogden

Numeri ritirati[modifica | modifica sorgente]

I Ravens ufficialmente non hanno ritirato alcun numero di maglia. Tuttavia, per una questione di rispetto nei confronti dell'ex quarterback dei Baltimore Colts Johnny Unitas solo un giocatore ha indossato il suo numero 19 (Scott Mitchell, 1999). Inoltre, a causa di OJ Brigance, pochi giocatori hanno indossato il numero 57. Ad ogni modo, nessuno di questi due numeri è ritirato.

La squadra[modifica | modifica sorgente]

Lo staff[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Nice Seeing You, Seahawks.
  2. ^ (EN) Deal clears NFL path to Baltimore.
  3. ^ (EN) 2005 National Football League Draft, Pro Football Hall of Fame, 1º maggio 2005. URL consultato il 30 settembre 2012.
  4. ^ (EN) Terrell Suggs likely out for season with torn Achilles.
  5. ^ (EN) Ray Lewis is done for the year with a torn triceps, Washington Post, 14 ottobre 2012. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  6. ^ (EN) Game Center: Denver 34 Baltimore 17, NFL.com, 16 dicembre 2012. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  7. ^ (EN) Game Center: New York 14 Baltimore 33, NFL.com, 23 dicembre 2012. URL consultato il 25 dicembre 2012.
  8. ^ (EN) Ray Lewis to retire after Baltimore Ravens' season, NFL.com, 2 gennaio. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  9. ^ (EN) Game Center: Indianapolis 9 Baltimore 24, NFL.com, 6 gennaio 2013. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  10. ^ (EN) Ravens top Broncos in double OT, NFL.com, 12 gennaio 2013. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  11. ^ (EN) Flacco outplays Brady as Ravens reach Super Bowl, NFL.com, 20 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  12. ^ (EN) Ravens defeat 49ers in Super Bowl XLVII, NFL.com, 3 febbraio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  13. ^ Super Bowl XLVII - Vincono i Ravens di Joe Flacco, NFL Italia Blog, 4 febbraio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]