TELE+

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Telepiù
Tele+ logo 2003.svg
Stato Italia Italia
Tipologia Piattaforma terrestre
Trasmissione Pay TV
Editore Telepiù S.p.A.
Gruppo Vivendi
Data di lancio 20 ottobre 1990
Data di chiusura 30 luglio 2003
N° abbonati 1.400.000 (2001)
Dati tecnici
Lingua Italia Italiano
N° canali 3
Frequenza analogico terrestre
Standard PAL-G
Codifica Irdeto

TELE+ è stata una piattaforma televisiva commerciale a pagamento per la televisione analogica terrestre fornita da Telepiù S.p.A. e destinata al mercato televisivo italiano.

Primati[modifica | modifica sorgente]

TELE+ è stata la prima piattaforma televisiva commerciale a pagamento destinata al mercato televisivo italiano e, più in generale, la prima offerta di pay TV per il mercato televisivo italiano. Un secondo primato riguarda invece il calcio. TELE+ è stata infatti anche la prima piattaforma televisiva commerciale ad offrire partite in diretta del campionato di calcio italiano di Serie A e Serie B a pagamento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita: 1990-1993[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi TELE+1, TELE+2 e TELE+3.

Nell'agosto 1990 il Parlamento italiano approvò la "legge Mammì" sulla regolamentazione dei mezzi di comunicazione. La società Telepiù SpA controllata dalla cordata formata dal tedesco Leo Kirch (45%), Vittorio Cecchi Gori (35%), Silvio Berlusconi (10%) e altri soci di minoranza, ottenne tre concessioni televisive per una piattaforma a pagamento in progetto, Telepiù. Nello stesso mese di agosto nacque un canale in chiaro di nome Telepiù che trasmetteva sulle doppie frequenze di Canale 5 per diverse ore del giorno film che passavano nello stesso periodo sui tre canali Fininvest, con il vantaggio che erano senza pubblicità.

Il 20 ottobre 1990 Telepiù moltiplicò il proprio segnale: nacquero TELE+1, canale generalista, TELE+2, dedicato allo sport e TELE+3, dedicato a cultura e intrattenimento, questi canali trasmettevano in chiaro. Il lancio del servizio a pagamento venne preceduto da una massiccia campagna pubblicitaria sia sulle reti televisive nazionali sia sulle stesse reti di Telepiù.
Non esistendo in commercio televisori che implementassero al proprio interno lo standard utilizzato per decrittare il segnale televisivo, per poter fruire del servizio a pagamento era necessario un apposito dispositivo, chiamato comunemente decoder il quale, collegato all'apparecchio televisivo svolgeva la funzione di decrittografare il segnale tv. Telepiù lo forniva in comodato d'uso in seguito alla sottoscrizione dell'abbonamento.

Il servizio a pagamento stentava a decollare; dopo 7 mesi di programmazione crittografata le perdite per Telepiù S.p.A. toccavano i 150 miliardi di lire.
Nella primavera del 1993 TELE+ continuava ad essere in perdita. I soci cercarono di porvi rimedio con una novità assoluta per il mercato italiano: nel giugno 1993 TELE+ raggiunse un accordo con la Lega Calcio per trasmettere a pagamento e in diretta un posticipo della Serie A, la domenica alle 20:30, e un anticipo della Serie B, il sabato sempre alle 20:30. Il 29 agosto 1993 si giocò la prima giornata del campionato di calcio di Serie A e per la prima volta al mercato italiano venne offerta a pagamento una partita di tale campionato. La partita, che terminò 0-0, era Lazio-Foggia e venne trasmessa in diretta alle 20 e 30 da TELE+2. Non era comunque la prima volta che in Italia fu possibile seguire in diretta televisiva una partita di calcio della Serie A. Precedentemente, in particolari sporadiche occasioni (recuperi infrasettimanali di partite precedentemente rinviate, anticipi dettati da impegni delle squadre nelle competizioni internazionali, spareggi di fine campionato, ecc.), era avvenuto gratuitamente sulle reti televisive della RAI. Fu però la prima volta che con regolarità viene offerta una partita della giornata di campionato, partita che normalmente è tra le più interessanti della giornata di campionato. Nello stesso periodo la direzione della redazione sportiva di TELE+2 venne affidata ad Aldo Biscardi il quale vi traslocò il suo cavallo di battaglia Il processo di Biscardi da Rai 3. Anche se la novità calcistica fu accolta con entusiasmo dagli sportivi italiani, i risultati per la società TELE+ non erano quelli sperati. Inoltre nel 1993 Vittorio Cecchi Gori, in dissenso con Silvio Berlusconi, vendette la propria quota di TELE+ lasciandola priva dei film del magazzino cinematografico del proprio gruppo, che erano un'enorme fetta.

Il rilancio: 1995[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995 un nuovo socio sudafricano di Telepiù, Johann Rupert, già proprietario di pay TV in Europa e in Sudafrica, cerca di rilanciare la piattaforma. Vengono firmati nuovi accordi con le major hollywoodiane per far fronte alla perdita del magazzino cinematografico del gruppo Cecchi Gori. Nuove risorse economiche sono destinate alla copertura delle partite di calcio di Serie A e B con la finalità di rendere più attraenti tali eventi. A partire dal 1º aprile 1995 anche parte della programmazione di TELE+3 viene crittografata. Infine, in seguito ad un accordo commerciale con MTV Networks Europe, a partire dal 21 giugno 1995 TELE+3 inizia a trasmettere in chiaro per 13 ore al giorno l'edizione europea di MTV malgrado 88 intellettuali e artisti italiani abbiano firmato un appello per «far rinascere l'unica televisione culturale italiana». TELE+3 aveva infatti assunto un taglio fortemente culturale con una programmazione dedicata ad eventi quali concerti, balletti, opere liriche, documentari, film di "nicchia" e programmi pedagogici ed educativi. A causa di impedimenti legislativi, verso la fine del 1996, verranno poi crittografate 6 delle 13 ore di programmazione dell'edizione europea di MTV.

Nonostante dal novembre 1996 Telepiù inizi ad operare anche via satellite con la nuova piattaforma televisiva DStv, la società resta perennemente in perdita. Nell'agosto dello stesso anno Johann Rupert, deluso dai mancati risultati, esce da Telepiù lasciando la propria quota della società alla francese Canal Plus. Dopo un anno di cogestione di Telepiù assieme al tedesco Leo Kirch, nel luglio 1997, anche il magnate tedesco esce di scena vendendo il proprio 45% di azionariato a Canal Plus che accetta quindi la sfida di risollevare le sorti dell'azienda. Dal 45% la società francese sale infatti al 90% e con la larghissima maggioranza dell'azionariato di cui dispone (il rimanente 10% è della Fininvest che lo possiede fin dalla costituzione della società nell'ottobre 1990) ha carta bianca nel pianificare il rilancio della società.

Rinnovamento dei canali TELE+[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi TELE+NERO e TELE+BIANCO.

Il 1º settembre 1997 è il giorno previsto per il rilancio di TELE+. La maggior parte dei cambiamenti riguarda l'offerta satellitare, in tale data infatti Telepiù Satellite (la piattaforma televisiva che nel frattempo ha sostituito DStv ereditandone gli abbonati) cessa di esistere sostituita dalla nuova piattaforma D+, ma vari cambiamenti riguardano anche la piattaforma terrestre TELE+: i canali televisivi TELE+1, TELE+2 e TELE+3 sono sostituiti da TELE+NERO, TELE+BIANCO, e Vetrina D+. TELE+NERO e TELE+BIANCO hanno una programmazione generalista con la predominanza di cinema e fiction televisiva, oltre al grande sport con il football NFL, il basket NBA e NCAA, il grande automobilismo con la Formula 1, il Rally, i Kart e il Ferrari Challenge; mentre Vetrina D+ è un canale televisivo di presentazione/promozione della piattaforma televisiva D+. Risulta subito chiara la politica della nuova gestione di Canal+: puntare tutto sulla piattaforma satellitare D+ sprecando meno risorse possibili per quella terrestre.

Effettivamente la televisione satellitare, in particolare quella digitale, offre una disponibilità trasmissiva enormemente superiore a quella della televisione analogica terrestre. Pensare di offrire decine di canali televisivi, come quelli offerti dalla piattaforma D+, comprendendo tutta l'Italia in tecnologia analogica terrestre è pura utopia: a parte i costi altissimi, mancano le frequenze libere, per non parlare della legislazione italiana che concede soltanto ad una decina di canali televisivi la possibilità di trasmettere a livello nazionale.

Il 31 dicembre 1997 anche Vetrina D+ cessa le trasmissioni terrestri (mentre continua ad essere presente sulla piattaforma D+).

Nonostante la politica di Canal Plus sia volta a promuovere maggiormente l'offerta satellitare, alla fine del decennio gli abbonati a TELE+ sono ancora la maggioranza, 1.100.000 contro i 400 000 di D+.

Sperimentazione del Digitale terrestre[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000, a Palermo, Tele+ fece delle trasmissioni sperimentali in digitale terrestre, trasmettendo otto canali. Gli 8500 abbonati alla versione analogica di TELE+ a Palermo furono gratuitamente forniti di un decoder digitale terrestre. Il canale analogico occupato da TELE+BIANCO ospitava quattro canali digitali: TELE+BIANCO, TELE+NERO, TELE+GRIGIO e Vetrina Premium; il canale analogico occupato da TELE+NERO ospitava: Eurosport, Happy Channel, Planet, e RaiSat Ragazzi.

La chiusura: 2003[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi Telepiù continua ad essere in passivo, ma la piattaforma TELE+, con due soli canali televisivi, TELE+NERO e TELE+BIANCO, continua comunque ad essere disponibile fino alla mezzanotte del 30 luglio 2003.[1] Il giorno dopo Sky Italia, dopo aver assorbito Telepiù in conseguenza al tracollo della Vivendi (il gruppo che controlla Canal Plus), lancia la nuova piattaforma satellitare Sky ereditando tutti gli abbonati delle uniche due piattaforme satellitari a pagamento esistenti per il mercato italiano, Stream TV e TELE+ DIGITALE, che contemporaneamente cessano di esistere. Anche la piattaforma terrestre TELE+ cessa di esistere in quanto a Sky Italia viene impedito (per il momento) di operare anche nella televisione terrestre per evitare che assuma una posizione troppo dominante nel settore televisivo, per quanto riguarda le piattaforme satellitari a pagamento infatti, con la scomparsa di Telepiù e Stream, Sky Italia rimane l'unica azienda ad operare nel mercato televisivo a pagamento italiano.

Alcune frequenze terrestri della piattaforma TELE+ vengono vendute a Tarak Ben Ammar e a Eurosport (per Sportitalia e D-Free). Le frequenze che erano state di TELE+1 (TELE+NERO) vengono usate da Prima TV (la società che ne possedeva le licenze) per un multiplex del digitale terrestre, mentre nelle frequenze che erano state di TELE+2 (TELE+BIANCO) si insedierà Europa TV.

Canali televisivi offerti dalla piattaforma[modifica | modifica sorgente]

Servizio televisivo Paese Lingua Contenuti Pacchetto/Option
1 TELE+1 poi TELE+NERO Italia italiano cinema qualsiasi
2 TELE+2 poi TELE+BIANCO Italia italiano sport qualsiasi
3 TELE+3 poi Vetrina D+ Italia italiano cultura, intrattenimento e musica (TELE+ 3), spot promozionali (Vetrina D+) in chiaro

TELE+1[modifica | modifica sorgente]

TELE+1 fu il primo canale televisivo tematico italiano a pagamento dedicato al cinema, prodotto da TELE+. Inizialmente TELE+1 trasmetteva a partire dalle 18:30 quattro film senza interruzioni pubblicitarie; il 1º giugno 1991, allo scoccare della mezzanotte, le trasmissioni di TELE+1 iniziarono ad essere crittografate in Irdeto e per poterne fruire fu necessario abbonarsi. Il lancio del servizio a pagamento fu preceduto da una massiccia campagna pubblicitaria sia sulle reti televisive nazionali sia sulle stesse reti di TELE+. Il programma messo in onda da TELE+1 allo scoccare della mezzanotte del 1º giugno 1991 fu il film Blade Runner, che diventò così il primo programma televisivo a pagamento nella storia della televisione italiana. Il 29 agosto 1997 TELE+1 cessò di esistere, venendo sostituito da TELE+NERO. Dal 1º dicembre 1994 la rete ampliò la sua programmazione aprendo anche uno spazio quotidiano dedicato ai bambini "Telepiù Bambini" con sedici ore settimanali di cartoni animati, film e telefilm pensati e scelti per un pubblico di età compresa fra i tre e i dodici anni. Trasmetteva ogni giorno, dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:00, il sabato dalle 8:00 alle 10:00, la domenica dalle ore 8:00 alle 12:00.

TELE+2[modifica | modifica sorgente]

TELE+2 fu il primo canale televisivo tematico italiano sportivo a pagamento, prodotto da TELE+. Nato nel 1990, fino al 29 marzo 1992 trasmetteva i propri programmi in chiaro (cioè non criptati, quindi fruibili gratuitamente), per poi diventare visibile ai soli abbonati. In varie zone d'Italia TELE+2 trasmise sulle frequenze che precedentemente erano state di TV Koper-Capodistria, canale sloveno acquisito nel 1987 dalla Fininvest di Silvio Berlusconi per poter trasmettere eventi sportivi in diretta sul territorio nazionale. Dopo il passaggio al criptato alcune trasmissioni andarono in onda in chiaro, per poi venire crittografate dopo alcuni minuti per strategie promozionali. A partire dal 1992 TELE+2 cominciò a trasmettere i principali campionati esteri europei, come la FA Premier League e la Bundesliga, oltre alle qualificazioni per il Campionato mondiale di calcio 1994, e nel 1997 fu trasmessa in esclusiva la finale di FA Cup. Sempre nel 1992 fu trasmesso l'incontro dell'Italia contro la Scozia, valido per le qualificazioni al Mondiale americano: inizialmente TELE+2 ottenne la diretta in esclusiva, ma poi fu trovato un accordo per trasmettere l'incontro in contemporanea con la RAI. Oltre al calcio furono trasmessi anche incontri di tennis, golf, atletica leggera e gran premi di Formula 1. Fu anche il primo canale italiano a trasmettere sistematicamente il wrestling: oltre ad una trasmissione quotidiana, dedicata agli incontri della WWE (che al tempo si chiamava WWF), vennero trasmessi anche i grandi eventi stagionali: le Survivor Series, SummerSlam, WrestleMania e la Royal Rumble. A partire dalla stagione 1993-94 furono trasmessi i primi anticipi di Serie B e i primi posticipi di Serie A, e tra il 1993 e il 1996 fu trasmesso Il processo di Biscardi ogni lunedì in prima serata. Tra le competizioni internazionali, furono trasmesse in esclusiva le finali della Coppa Intercontinentale dal 1992 al 1996, alcune gare di Coppa delle Coppe e di Coppa UEFA tra il 1991 e il 1995, e alcune gare di Coppa dei Campioni 1996-97, a causa della presenza di due squadre italiane. Il 29 agosto 1997 TELE+2 cessò di esistere, venendo sostituito da TELE+BIANCO.

TELE+3[modifica | modifica sorgente]

TELE+3 fu il primo canale televisivo tematico italiano a pagamento dedicato alla cultura e all'intrattenimento, prevalentemente musica classica e in misura minore eventi teatrali, e prodotto da TELE+. Fu l'ultimo canale di TELE+ a trasmettere in chiaro, poiché a partire dal 1º aprile 1995 parte della sua programmazione viene crittografata. In seguito ad un accordo commerciale con MTV Networks Europe, a partire dal 21 giugno 1995 TELE+3 inizia a trasmettere in chiaro per 13 ore al giorno l'edizione europea di MTV malgrado 88 intellettuali e artisti italiani abbiano firmato un appello per «far rinascere l'unica televisione culturale italiana». Inizialmente, dal 1990 al 1993, TELE+3 adottava come linea di programmazione quella di proporre per tutto l'arco della giornata un solo film, intervallandolo, tra una messa in onda e la successiva ripetizione, con un cartello che illustrava il contenuto del film della giornata. Il canale assunse un taglio fortemente culturale a partire dal marzo 1993, quando il palinsesto iniziò ad arricchirsi con una programmazione dedicata ad eventi quali concerti, balletti, opere liriche, documentari, film di "nicchia" e programmi pedagogici ed educativi. A causa di impedimenti legislativi, verso la fine del 1996, verranno poi crittografate 6 delle 13 ore di programmazione dell'edizione europea di MTV. Il 1º aprile 1996 TELE+3 divenne la terza rete criptata del gruppo Telepiù e lo spazio dedicato alla musica, sia leggera che classica, si ampliò, fino a diventare il tema dominante del palinsesto, pur mantenendo la presenza di MTV nelle trasmissioni. In seguito al piano di rilancio dell'azienda, il 29 agosto 1997 TELE+3 cessò di esistere, insieme a TELE+1 e TELE+2.

TELE+NERO[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1997 a seguito del rilancio dell'azienda, la sua programmazione era costituita principalmente da film. Chiuse nel 2003 in seguito alla chiusura dell'azienda e alla nascita di SKY.

TELE+BIANCO[modifica | modifica sorgente]

Logo alternativo di TELE+BIANCO

Nato il 30 agosto 1997 sulle ex frequenze di TELE+2, fu un canale di tipo generalista, in quanto trasmetteva film ed eventi sportivi in diretta, come gli anticipi e il posticipo del campionato di Serie A. Nell'estate 1999 TELE+BIANCO ottenne la concessione a trasmettere su copertura nazionale, vincendo la gara pubblica sulla base della graduatoria approvata dalla AGCOM, e il 30 luglio 2003, a seguito della fusione con Stream TV e alla conseguente nascita di Sky Italia, il canale cessò di esistere.

Vetrina D+[modifica | modifica sorgente]

Vetrina D+ era un canale in chiaro che trasmetteva spot e messaggi pubblicitari che descrivevano le offerte di D+, l'edizione via satellite di Tele+.

Diritti televisivi del calcio[modifica | modifica sorgente]

1993-1996 - I posticipi criptati su TELE+[modifica | modifica sorgente]

Il contratto tra la Lega Nazionale Professionisti ed il gruppo internazionale TELE+ (prima pay tv italiana) stabilisce che per tre stagioni, dal 1993-94 al 1995-96, il canale Tele+2 trasmetta una gara del massimo campionato, generalmente posticipata alle 20:30 della domenica, per ciascuna delle prime 28 giornate (negli ultimi sei turni non vi era tale posticipo per garantire la regolarità della fase finale del torneo). Le gare erano visibili tramite un decoder solo ai sottoscrittori dell'abbonamento (semestrale o annuale). Il contratto consentiva alla pay tv di scegliere, all'inizio della stagione, quale gara trasmettere in ciascuna delle prime 28 giornate, rispettando alcuni vincoli fra i quali un numero minimo di 2 e massimo di 5 passaggi televisivi per ognuna delle 18 squadre e l'impossibilità di trasmettere, nel girone di ritorno, le stesse gare del girone di andata (questo vincolo fu poi abolito da una successiva rinegoziazione e fu anche aumentato a 6 il numero massimo di passaggi televisivi per i grandi club). Tutte le altre gare del campionato potevano essere teletrasmesse, come nel passato, solo in casi eccezionali e solo in chiaro dalla Rai (recuperi infrasettimanali di partite precedentemente rinviate ed anticipi dettati da impegni delle squadre nelle competizioni internazionali, purché non coincidenti con le gare prescelte da Tele+ a inizio stagione, nonché gli spareggi di fine campionato).

1996-1999 - Il monopolio di TELE+[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 Tele+ inaugurò la sua piattaforma satellitare DStv (rinominata prima Telepiù Satellite e poi D+) e si accordò con la Lega Calcio per la copertura pressoché totale della Serie A. Per altre tre stagioni, dal 1996-97 al 1998-99, la nuova piattaforma offriva tutte le partite di Serie A (e non più solo i posticipi). Era possibile abbonarsi all'intero campionato oppure alle partite di una singola squadra o anche, col sistema pay per view, acquistare singole partite. Solo gli spareggi di fine campionato, se giocati in gara unica in campo neutro, restavano fuori dall'offerta di Telepiù. I diritti per la trasmissione in diretta di questi spareggi venivano venduti di volta in volta dalla Lega. La Rai trasmise lo spareggio salvezza della Serie A 1996-97 tra Piacenza e Cagliari (giocato a Napoli), mentre lo spareggio della Serie A 1998-99 tra Udinese e Juventus, valido per la qualificazione alla Coppa UEFA 1999-2000, vide la gara di andata (ad Udine) trasmessa in diretta dalla Rai (gratuitamente) e quella di ritorno (a Torino) trasmessa in diretta da Tele+ (a pagamento) e poi replicata gratuitamente da Mediaset.

1999-2003 - Il duopolio di TELE+ e Stream[modifica | modifica sorgente]

Dal 1999-2000 furono introdotti i diritti soggettivi: non era più la Lega Calcio a trattare con le televisioni, bensì ciascuna società di calcio che poteva gestire in autonomia i diritti televisivi delle gare casalinghe. Il campionato di calcio diventava così teatro della concorrenza fra due piattaforme satellitari: a TELE+ si opponeva la nuova Stream TV del magnate australiano Rupert Murdoch. Per quattro stagioni, dal 1999-2000 al 2002-03, il torneo fu visibile in parte su Telepiù ed in parte su Stream. Per seguire anche solo la propria squadra del cuore, il tifoso doveva abbonarsi ad entrambe le piattaforme, che oltretutto utilizzavano due decoder differenti (tranne negli ultimissimi mesi di concorrenza in cui furono costrette a mettere a disposizione ricevitori satellitari compatibili con entrambe le tv). Nelle prime due stagioni Telepiù conservò un lieve vantaggio: 11 squadre ("capitanate" dalle tre grandi storiche Juventus, Milan ed Inter) contro le 7 di Stream (capeggiate dalle quattro rivali Roma, Lazio, Fiorentina e Parma che, insieme alle altre tre, formavano le cosiddette "sette sorelle" del campionato). Nel 2001-02 il vantaggio si assottigliò: 10 squadre per Telepiù ed 8 per Stream. Nel 2002-03 si registrò invece un pareggio (9 squadre per ciascuna piattaforma). In quest'ultima stagione il sistema cominciò ad entrare in crisi, con molte società minori che tardarono a vendere i diritti (all'una o all'altra emittente), dichiarandosi insoddisfatte delle offerte economiche, provocando addirittura lo slittamento dell'inizio dei campionati. Riguardo agli spareggi, essi erano ora compresi nei diritti televisivi dell'intero campionato (in relazione alle squadre interessate) in quanto ormai si giocavano ad andata e ritorno. Unica eccezione fu lo spareggio del 1999-2000 tra Inter e Parma, valido per la qualificazione alla Champions League, in quanto giocatosi in gara unica sul campo neutro di Verona a causa dell'incombenza della fase finale del Campionato Europeo. Fu questa l'ultima gara del massimo campionato ad essere trasmessa in chiaro dalla Rai, in quanto dal 2005-06 gli spareggi furono poi definitivamente aboliti (sostituiti dal ricorso alla classifica avulsa).

Abbonamento[modifica | modifica sorgente]

Lo standard utilizzato da Telepiù per crittografare le trasmissioni analogiche era Irdeto, che permetteva a chi non disponeva dell'apposito decoder di farsi comunque un'idea del programma televisivo in onda. Contrariamente infatti a quanto avviene per la televisione digitale, sia terrestre che satellitare, in cui le immagini e il sonoro sono completamente assenti se non si è abbonati, con TELE+ il sonoro era assente mentre le immagini, seppur distorte nella geometria ed alterate nei colori (pseudo-negativo) in modo variabile nel tempo, rimanevano spesso intelligibili. Per acquistare il decodificatore e per sottoscrivere l’abbonamento l’utente poteva rivolgersi a uno dei 2.900 punti di vendita specializzati e selezionati sul territorio nazionale: i negozi di hi-fi e TV molti dei quali all'interno della grande distribuzione. Inoltre, Telepiù attivò un servizio telefonico di vendita diretta. Le modalità di pagamento dell’abbonamento annuale erano molto semplici: la quota di 37.000 Lire al mese per una rete, o 44.500 Lire al mese per due reti, con pagamento in un’unica soluzione poteva essere versata bimestralmente con bollettino postale o trattenuta direttamente sul conto corrente. Il costo del decoder, fornito di presa "scart" ammontava a 199.000 Lire. Con riferimento infine alla ricezione del segnale da parte degli utenti, si riscontrarono gli stessi problemi di ricezione imperfetta tipici della trasmissione via etere in chiaro.

Loghi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Matteo Durante, Televisione. I nuovi programmi via satellite di Murdoch in Panorama.it, 29 luglio 2003. URL consultato il 24-12-2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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