Pay TV
La pay TV (abbreviazione inglese di "pay television") è la televisione privata a pagamento.
Per estensione di tale accezione una pay TV è un canale televisivo, o una piattaforma televisiva, a pagamento, o anche il provider che fornisce tale canale televisivo o piattaforma televisiva a pagamento.
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[modifica] Generalità
In genere si tratta di piattaforme satellitari o via cavo in cui l'offerta è venduta a "pacchetti" secondo le preferenze dell'acquirente e che spazia dai film appena usciti al cinema ai documentari, ai programmi per bambini, allo sport.
[modifica] Storia
Il sistema pay tv è nato in Inghilterra negli anni sessanta; all'inizio prevedeva la trasmissione di alcuni programmi o telegiornali, per la cui visione erano necessari un abbonamento ed una sorta di contatore. In Europa la prima pay tv ufficiale fu la svizzera Teleclub nata nel 1982, la seconda fu Canal+ nata nel 1984. Fuori dell'Italia la pay TV si è sviluppata inizialmente nella televisione via cavo. In Italia, per la televisione via cavo, vigeva una normativa che imponeva trasmissioni via cavo in modalità monocanali. Nel 1991, una nuova normativa, avrebbe consentito il cavo pluricanale ma subordinatamente ad un regolamento di attuazione che non fu mai emanato.
Fu anche per questo [1] che in Italia arrivò nel 1991 con la nascita di TELE+. TELE+ proponeva, sulle normali frequenze televisive terrestri, tre canali in forma criptata i quali richiedevano per la visione un apposito apparecchio, detto decoder, fornito con l'abbonamento. I canali trasmettevano in maniera esclusiva film (spesso in anteprima) ed eventi sportivi di pregio come partite del campionato di calcio di serie A. In seguito nacque Stream TV, che inizialmente era disponibile solo nella televisione via cavo, ma poi iniziò ad essere disponibile nella televisione satellitare. Con la nascita della televisione satellitare, la pay TV ha iniziato a diffondersi anche via satellite, trovando in essa una tecnologia meno costosa (un solo trasmettitore radio posto su un satellite è in grado di coprire interi continenti) e più efficiente (la frequenze disponibili via satellite sono in numero maggiore rispetto a quelle terrestri, già occupate da molti altri servizi, inoltre è possibile trasmettere sulle stesse frequenze da diverse posizioni orbitali). Il 26 agosto 2003 nacque Gioco Calcio, che trasmetteva le partite giocate nella stagione calcistica 2003-2004 che era disponibile sulla televisione satellitare. In Italia, dal 2003 Sky ha monopolizzato il mercato satellitare a pagamento italiano in seguito all'acquisizione di TELE+ e Stream TV. Anche in altri paesi europei esiste una situazione simile (ad esempio in Spagna, dove pure è rimasta una sola pay-tv satellitare, nata con la stessa tempistica avuta in Italia).
Da gennaio 2005 sul digitale terrestre è stata aperta una nuova frontiera della pay TV: Mediaset, con Mediaset Premium, e in misura infinitamente minore Telecom Italia Media, con Cartapiù (sostituita nel 2009 con Dahlia TV), hanno iniziato ad offrire un servizio di pay per view che non necessita di abbonamento ad emittenti televisive a pagamento. Tra i contenuti offerti c'è anche il campionato di calcio, le due società si sono così poste in diretta concorrenza con la piattaforma satellitare di Rupert Murdoch, Sky italia. In seguito nacquero Alice home tv, poi IPTV di Telecom Italia, Infostrada TV e Fastweb TV. Nel 2009 Cartapiù venne sostituito da Dahlia TV, che ne ereditò gli abbonati. Intanto la pay tv venne diffusa nella televisione mobile attraverso 3 TV, TIM TV e Sky Live TV. L'11 ottobre 2010 nacque Europa7 HD, che propone 9 canali in alta definizione. Il 25 febbraio 2011 Dahlia TV chiuse i battenti.
[modifica] Note
- ^ Enrico Menduni Televisione e Società italiana Studi Bompiani. pag. 132
[modifica] Bibliografia
- Tullio Camiglieri La grande avventura della pay tv Ed Mursia ISBN 9788842540120
[modifica] Voci correlate
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