Rupert Murdoch

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Rupert Murdoch nel 2011

Keith Rupert Dylan Murdoch (Melbourne, 11 marzo 1931) è un editore, imprenditore e produttore televisivo australiano naturalizzato statunitense.

È fondatore e proprietario di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, tra le maggiori del campo a livello mondiale: la News Corporation. Forbes stima nel 2014 il suo patrimonio in 14,4 miliardi di USD: questo fa di lui il 78° uomo più ricco del mondo[1].

Dopo aver iniziato con giornali, magazine e stazioni televisive nella sua Australia, le produzioni di Murdoch si espansero prevalentemente nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per poi approdare in quasi tutti gli angoli del pianeta, il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i tre quarti della popolazione globale. Negli ultimi anni, Murdoch è diventato uno dei più importanti imprenditori del mondo nel digitale satellitare, nel campo cinematografico ed in molte altre forme di media.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rupert Murdoch nel 2007.

Keith Rupert Murdoch nasce a Melbourne nel 1931 da sir Keit Artur (1886-1952), giornalista, e da Elisabeth Green (1909-2012). Rupert Murdoch si è sposato tre volte: nel 1956 si sposò con Patricia Booker, hostess di Melbourne, con cui ha avuto la figlia Prudence Murdoch, nata nel 1958. Dopo il divorzio nel 1967, nello stesso anno si sposò con Anna Maria Torv Mann, giornalista del "The Daily Telegraph" di origini estoni, che gli diede tre figli: Elisabeth Murdoch (1968), Lachlan Murdoch (1971) e James Murdoch (1972). In seguito al divorzio nel 1999, Murdoch si è sposato con Wendi Deng, vicepresidente di STAR TV. Da quest'ultimo matrimonio sono nate due figlie, Grace (2001) e Chloe (2003). Nel giugno 2013 divorzia per la terza volta dalla moglie Wendi Deng, con cui stava dal 1999, dopo sei mesi di «divergenze irreparabili».

Attività imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea al Worcester College di Oxford, torna in Australia alla morte del padre ed eredita il Melbourne Herald e l'Adelaide News. Nel 1969 torna in Gran Bretagna e compra News of the World e The Sun, pilastri della stampa tabloid. Nel 1976 amplia la sua attività verso di Stati Uniti, acquistando il New York Post e il New York Magazine. Nel 1981 nuovamente in Gran Bretagna, compra di The Times e Sunday Times. Nel 1985, già miliardario, prende la cittadinanza americana e compra gli studi della 20th Century Fox a Hollywood, la catena di tv Metromedia, Tv Guide e la casa editrice Harper Collins. Nel 1989 inizia la sua attività nei media satellitari con Sky Television, che l'anno dopo si fonde con la concorrente British Satellite Braodcasting, dando vita a BSkyB.

Nel 20 luglio 2005, Murdoch è diventato proprietario della community online MySpace,[2], che ha rivenduto nel giugno 2011 a Specific Media. Altro grosso acquisto nel 2007, quando rileva dalla famiglia Bancroft il gruppo Dow Jones e del Wall Street Journal, il quotidiano finanziario più noto e autorevole al mondo. L'espansione planetaria dell'attività imprenditoriale di Murdoch, come spesso accade per chi si occupa di media, coincide con l'instaurarsi di rapporti con la politica.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni 1990 appoggia i governi di Margaret Thatcher e John Major, pronto però a sostenere il laburista Tony Blair durante la crisi irachena, contrastando l'ostilità della Bbc. Durante l'ultima campagna elettorale, appoggia David Cameron. A metà degli anni ottanta, dopo aver acquisito la cittadinanza statunitense, entra con forza nella scena mediatico-politica americana: fa nascere il network Fox, che ha spesso un ruolo antagonista verso il partito Democratico e suoi esponenti, tra cui Barack Obama. Nel frattempo amplia la sua influenza mediatica anche ad Oriente: nel 1993 si assicura la quota di maggioranza dell'emittente satellitare Star Tv.

Attività in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della forte espansione con cui lo 'Squalo dai denti lunghi', come lo definì una volta il suo rivale tedesco Leo Kirch, ha messo in piedi il suo colosso mediatico, numerose sono anche le attività in Italia. Rupert Murdoch inizia nel 1999 con la scelta di Letizia Moratti come presidente della News Corp Europe, seguita da una ridda di voci, sempre smentite, di una possibile cessione di una quota di Mediaset da parte di Berlusconi all'imprenditore australiano. Anche in Italia Murdoch ha obiettivi ambiziosi: punta ad acquistare i diritti pay di tutto il campionato di calcio, ma l'iniziativa non va in porto perché il governo fissa per legge un tetto del 60% del calcio per le TV a pagamento. Una norma antitrust facilita l'esistenza di due piattaforme digitali, Tele+ e Stream di cui Murdoch acquista a giugno del 1999 una quota del 35%, salita l'anno dopo al 50%.

Nel 1999 tenta anche, invano, la scalata di Telemontecarlo. Il 30 ottobre 2001, in una conferenza stampa al seguito di un CdA della S.S.Lazio S.p.A, fu indicato come possibile acquirente del 10% del pacchetto azionario della stessa Lazio; data l'amicizia con l'allora Presidente Cragnotti e l'interesse economico di costruire uno Stadio di proprietà che avrebbe portato alla creazione di numerose possibilità in campo televisivo ed editoriale. A causa però dell'abbandono del "progetto Stadio", causato dal rifiuto del Comune di Roma della disponibilità della concessione edilizia - fatto in cui fu coinvolto anche Ligresti - la questione si concluse.

Nel 2003 Stream e Tele+ si fondono: nasce così Sky Italia. Con 4 milioni 870 000 abbonati e un fatturato da 2,7 miliardi di euro. Sky è oggi attore di primo piano nel mercato della TV italiana e protagonista di una competizione soprattutto con il gruppo Mediaset, cresciuta con forza nella pay tv sul digitale terrestre. Intanto sono frequenti i risvolti politici della competizione tra Murdoch e il gruppo di Silvio Berlusconi: dopo il raddoppio dell'Iva e i tagli ai tetti pubblicitari per la pay tv decisi dal quarto governo Berlusconi, SKY decide di non partecipare al beauty contest (poi annullato) per l'assegnazione di nuove frequenze sul digitale terrestre. Oltre che sul fronte pay-tv, l'azienda di Murdoch ha anche lanciato nel 2009 Cielo, canale gratuito sul DTT.

Scandalo delle intercettazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2011 il magnate e i suoi giornalisti vengono travolti dallo scandalo delle intercettazioni[3]. Il News of the World, il giornale domenicale da 3 milioni di copie, chiude perché con il consenso del vice-direttore, Andrew Coulson, i giornalisti praticavano intercettazioni telefoniche su attori, calciatori, reali, vip della politica e dello spettacolo, per offrire notizie fresche ai loro lettori.

I falsi diari di Hitler[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 Rupert Murdoch, allora editore del Sunday Times, fu coinvolto nel caso dei famosi falsi diari di Adolf Hitler: tutto iniziò in Germania dove un giornalista, che scriveva per il tabloid Stern, aveva la passione di collezionare cose e oggetti che erano appartenuti al Führer; un giorno costui conobbe un certo Konrad Kujau, falsario e imbroglione, che aveva l'abilità di imitare alla perfezione quadri di autore e di venderli a prezzi conferibili solo se fossero stati degli autentici capolavori. Kujau aveva anche un altro talento: quello di imitare alla perfezione la grafia altrui.

Egli fece intendere al giornalista dello Stern di essere in possesso di alcuni diari che appartennero ad Adolf Hitler. Si misero d'accordo per un prezzo di molte migliaia di marchi a diario. Kujau prendeva tempo per scrivere dicendo che questi erano separati in varie parti "segrete" della Germania. All'inizio questi diari erano solo cinque o sei, successivamente iniziarono a moltiplicarsi. Il giornalista da semplice passione aveva intenzione di trasformare in scoop questa "scoperta" facendo spendere al giornale il restante capitale.

Vennero convocati esperti che verificassero l'autenticità dei diari; ma, ormai, che fossero veri o falsi, non aveva più alcuna importanza: la macchina era già innescata. A questo punto entrò in gioco Rupert Murdoch che allora era solo l'editore del Sunday Times. Fiutando l'affare, anche lui si era lanciato nella pubblicazione dei diari, senza aspettare il responso di un noto decano di qualche nota università da lui nominato. Quando, successivamente, si accorsero che i diari erano falsi, sia lo Stern che il Sunday Times dovettero retrocedere.

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

La News Corporation, chiamata anche gruppo Murdoch, è uno dei primi quattro conglomerati mediatici degli Stati Uniti e del mondo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi News Corporation#Società controllate nel Mondo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze australiane[modifica | modifica wikitesto]

Compagno dell'Ordine dell'Australia - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine dell'Australia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) #78 Rupert Murdoch & family
  2. ^ Murdoch si è preso Myspace. Repubblica. Rubriche. 20 luglio 2005.
  3. ^ GB, lo scandalo delle intercettazioni, Murdoch chiude News of the World. Repubblica. Esteri. 7 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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