Mediaset

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Mediaset S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: MS
Fondazione 15 dicembre 1993 a Milano
Fondata da Silvio Berlusconi
Sede principale Italia Italia, Cologno Monzese - Milano
Gruppo Fininvest
Filiali
Persone chiave
Settore Media
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg 3,683 miliardi di [1] (2013)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg 235,4 milioni di [2] (2012)
Utile netto Red Arrow Down.svg 287,1 milioni di [2] (2012)
Dipendenti 6.158[3] (2012)
Slogan «Gente che lavora
Tutto senza chiederti nulla La grande bellezza della TV»
Sito web www.mediaset.it

Mediaset S.p.A. è un'azienda privata italiana attiva nell'ambito dei media e della comunicazione. È specializzata primariamente in produzione e distribuzione televisiva in libera visione (free to air, FTA) e a pagamento (pay-tv e pay per view) su più piattaforme, oltre che in produzione e distribuzione cinematografica, multimediale ed in raccolta pubblicitaria.

Quotata alla Borsa italiana dal 1996 (Milano, codice isin: IT0001063210, codice alfanumerico: MS, segmento Blue Chip) con una capitalizzazione di mercato a luglio 2012 di circa 1,33 miliardi di euro ed un fatturato annuale attorno ai 4 miliardi, è controllata dalla holding Fininvest, proprietà della famiglia Berlusconi. È un'impresa multinazionale, le cui filiali principali si trovano in Spagna con il gruppo Mediaset España Comunicación quotato alla Borsa di Madrid (Madrid, codice isin: ES0152503035, codice alfanumerico: TL5, listino IBEX-35).

È un conglomerato mediatico; conta circa 6.400 dipendenti, ha partecipazioni in più di 40 società con sedi in vari Stati ed è il secondo gruppo televisivo privato d'Europa[4] dopo la società lussemburghese RTL Group ed il primo in Italia; in termini di fatturato, è tra i più rilevanti a livello mondiale nel mercato globale dei media[5]. Nel 2010 è risultato miglior gruppo media italiano e quinto europeo nella classifica stilata da Thomson Reuters Extel[6]. Nel 2013, è stato classificato il 34º gruppo media al mondo, dopo la Sudafricana Naspers[7].

La sede sociale è nel centro di Milano, in via Paleocapa 3, mentre la sede principale è a Cologno Monzese (Milano), in viale Europa 44/46/48.

Dal 1994 il presidente del Gruppo Mediaset è Fedele Confalonieri.

Indice

Storia, profilo societario e settori di attività[modifica | modifica sorgente]

Periodo Fininvest[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fininvest.

Il gruppo televisivo di Fininvest venne fondato a Milano il 7 settembre 1978 da Silvio Berlusconi, allora in veste di presidente (attualmente azionista di maggioranza), con l'inaugurazione ufficiale del canale televisivo locale via etere Telemilano (poi Telemilano 58)[8]; due anni più tardi, assunto il riconoscimento giuridico di rete su scala nazionale, venne rinominato Canale 5.

Il primo logo di Canale 5, in onda dal 1980 al 1982

Telemilano, precedentemente denominata Telemilanocavo (ai tempi si trattava di una emittente a trasmissione via cavo), venne ceduta a Fininvest da Giacomo Properzj ad un prezzo simbolico come emittente locale esclusiva del centro residenziale di Milano Due, realizzato negli stessi anni dallo stesso Berlusconi e situato nel comune di Segrate, confinante con Milano. Nello stesso anno la sentenza n. 202 della Corte costituzionale decretò la libertà di esercizio per le reti televisive locali private via etere, favorendo lo sviluppo del modello televisivo commerciale. Pochi anni dopo Fininvest, acquisì e sviluppò anche altri due network nazionali nati in quel periodo: Italia 1 nel 1982 e Rete 4 (Retequattro) nel 1984. La costituzione e il mantenimento da parte dell'azienda di un tale assetto a tre reti, nonché la relativa diffusione analogica su scala nazionale e la quota di raccolta pubblicitaria detenuta, utile al finanziamento dell'impresa, diedero luogo nel corso degli anni a una lunga serie di complesse vicende politico-giudiziarie.

Nel 1987 acquisì Italia 7 e la trasformò in una rete dedicata a un pubblico maschile. L'abbandonò nel 1994 poiché la legge Mammì prevedeva a tre il numero massimo delle reti televisive che un'azienda privata poteva possedere.

Nascita di Mediaset[modifica | modifica sorgente]

Alle origini del Gruppo Mediaset ci fu il 15 dicembre 1993 la ridenominazione della Immobiliare Orione s.r.l (posseduta al 100% da Reteitalia) in Mediaset s.r.l., e il progressivo trasferimento a quest'ultima di ogni attività di produzione e commercializzazione dei programmi cinematografici e televisivi del gruppo Fininvest[9].

Nel gennaio 1994 Silvio Berlusconi si dimise da tutte le cariche sociali ricoperte nel gruppo Fininvest per fondare il movimento politico di centrodestra Forza Italia, lasciando la guida del Gruppo a Fedele Confalonieri, tuttora presidente in carica; la società televisiva in quello stesso anno venne ridefinita Società per Azioni. Nel 1995 fu quindi definitivamente scorporata da Fininvest nella neonata subholding Mediaset S.p.A. e aperta a soci esterni: i principali istituti di credito italiani e alcuni investitori stranieri, tra cui l'imprenditore tedesco Leo Kirch, il principe saudita Al-Walid bin Talal e Johann Rupert.

Il 15 luglio 1996 approdò quindi in borsa, direttamente nel MIB30 grazie a una capitalizzazione di circa 8.200 miliardi di Lire, con un collocamento di 7.000 Lire ad azione (3,62 €)[10], raccogliendo rapidamente circa 300.000 azionisti: Fininvest, da allora, detiene la maggioranza delle azioni (attualmente 38,98%). Nel 1998 la holding della famiglia Berlusconi rifiutò ufficialmente l'offerta di acquisto da parte del magnate australiano Rupert Murdoch, intenzionato a rilevare Mediaset per un cifra di 7.000 miliardi di Lire[11]; nel 2000, a meno di quattro anni di distanza dalla quotazione, il titolo superò la soglia di 52.000 Lire ad azione (circa 27 €), il suo massimo storico[12]. Nel 2005 entrò poi a far parte anche del mercato finanziario statunitense con il programma ADR (American Depositary Receipt) Level 1; JPMorgan Chase è la banca depositaria.

Sin dalla sua nascita rappresenta il primo network di emittenti private in Italia all'interno di un polo cine-televisivo denominato R.T.I. - Reti Televisive Italiane, attualmente guidato dal figlio del fondatore, Pier Silvio Berlusconi, creato nel 1984 dall'unione delle tre reti nazionali analogiche free to air in grado di generare oggi circa il 40% degli ascolti televisivi (share): Canale 5, Italia 1 e Rete 4, finanziate totalmente dalla pubblicità, da sempre gestita in esclusiva dalla propria concessionaria Publitalia '80, fondata appositamente per la nascita di Canale 5 e divenuta rapidamente leader in Italia nel mercato della raccolta pubblicitaria. Detiene inoltre l'intera rete di trasporto per la diffusione del segnale televisivo analogico e digitale terrestre attraverso Elettronica Industriale, maggiore operatore di rete televisiva nazionale, nonché propri studi per la produzione di programmi televisivi attraverso Videotime. Produce autonomamente programmi di informazione attraverso sette diverse testate giornalistiche. Ha come concorrenti dirette la televisione di Stato RAI e Telecom Italia Media, con le quali tuttavia spartisce quote societarie della controllata Tivù, oltre il Gruppo Editoriale L'Espresso e le rispettive concessionarie Sipra, Cairo Communication, Mtv Pubblicità e A. Manzoni & C.

Dal 1999 è presente nel settore multimediale con Internet, attraverso una serie di servizi disponibili sul portale www.mediaset.it (precedentemente denominato MOL - Mediaset On Line): video gratuiti in esclusiva ad alta qualità (Video Mediaset), informazione (TGcom) e rubriche sportive (Sport Mediaset), e-commerce (Mediashopping), community, servizi per telefonia cellulare, informazione aziendale (Qui Mediaset). Il portale è tra i siti più visitati dagli italiani[13].

Attraverso la società Media Shopping, costituita nel 2004 ed editrice del canale televisivo omonimo, detiene il primato nel mercato delle vendite a distanza ed è presente in oltre 900 punti vendita nel settore della grande distribuzione italiana, tra cui Carrefour, Auchan, Billa, Iper e Autogrill.

Mediaset Premium[modifica | modifica sorgente]

Il logo della pay-tv Mediaset Premium lanciata a gennaio 2005

È attiva nel settore della pay-tv, in cui iniziò a muovere i primi passi già nel 1990 ancora come Fininvest, con la creazione della prima piattaforma analogica terrestre a pagamento italiana: Tele+, in società con Vittorio Cecchi Gori e Leo Kirch, fino al 1998, anno in cui cedette le proprie quote. Dal 2005 è tornata sul mercato con un servizio nazionale di totale ed esclusiva proprietà, denominato Mediaset Premium, disponibile via digitale terrestre e via cavo (IPTV) con Alice Home TV e TV di Fastweb, in cui oggi figurano più di venti canali, di cui alcuni in alta definizione (HD) e in 3D; dieci di proprietà esclusiva denominati Mya, Joi,Action, Premium Calcio, Premium Cinema, Premium Cinema HD, Premium Cinema Emotion, Premium Cinema Energy, Premium Cinema Comedy e Premium Crime, dieci canali di servizio dedicati al calcio nazionale e internazionale (Premium Calcio 1-2-3-4-5-6), (Premium Calcio HD 1 e HD 2), al Motomondiale (Premium MotoGP) e ai reality show autoprodotti (Premium Extra), oltre alla distribuzione di Disney Channel, Disney Channel +1, Disney Junior, Cartoon Network e Studio Universal (quest'ultimo in distribuzione esclusiva). Sulla stessa piattaforma gestisce il proprio servizio video on demand in alta definizione, denominato Premium-on-Demand HD, fruibile esclusivamente attraverso appositi set top box.

Nel ramo pay-tv e pay per view ha come concorrente diretta la piattaforma digitale satellitare di SKY Italia (con cui detiene accordi commerciali), attraverso un'offerta televisiva alternativa per numero di canali, tipologia di programmi, modalità di acquisto e pagamento. Alla fine di aprile 2010, ha superato la quota di 4,3 milioni di attivazioni al servizio[14], consolidando il proprio primato europeo nel business della pay-tv su digitale terrestre[15].

Canali tematici gratuiti[modifica | modifica sorgente]

Possiede inoltre altri otto canali nazionali non a pagamento (FTA), a carattere tematico e semigeneralista, in digitale terrestre: Boing, Iris, La 5, Italia 2, Mediaset Extra, Tgcom 24, Cartoonito e Top Crime. Questi vanno ad aggiungersi ai tre canali generalisti principali, trasmessi anch'essi in digitale terrestre nazionale già dal 2003. Dal 2009 al 2011 ha proposto le versione timeshift dei tre canali principali. Propone inoltre le tre emittenti generaliste in alta definizione (1080i) sul multiplex La3.

Rapporti con gli operatori di telefonia mobile[modifica | modifica sorgente]

Dal 2006 detiene costanti rapporti commerciali nel settore delle telecomunicazioni con tutti i principali operatori italiani di telefonia fissa e mobile, in particolar modo con Telecom Italia, per la distribuzione digitale di tutti i propri canali nazionali free to air, dei contenuti televisivi e dell'offerta in pay-tv, via rete mobile (DVB-H) oltre che via cavo (IPTV).

Televisione Satellitare[modifica | modifica sorgente]

Il 1º dicembre 2008 l'azienda ha attivato un canale satellitare denominato Mediaset Plus, in esclusiva sulla piattaforma SKY al canale 136, questo canale è stato chiuso il 2 luglio 2011, e da luglio 2009 replicava tutta la propria offerta televisiva non a pagamento in digitale terrestre, sulla piattaforma satellitare gratuita Tivù Sat della società Tivù, controllata al 48%.

Telecinco e partecipazioni estere[modifica | modifica sorgente]

L'azienda si sviluppa anche in ambito internazionale. Sin dal 1989 opera in Spagna e dal 2003 è azionista di riferimento, attraverso la controllata Mediaset Investimenti, del Grupo Gestevisión Telecinco (50,13%) editrice dell'omonimo canale anch'esso free to air; a dicembre 2009 ha ufficializzato l'acquisto dell'emittente Cuatro, portando a otto il numero complessivo dei propri canali nazionali (Telecinco, La Siete, FDF Telecinco, Cincoshop, Cuatro, CNN+, 40 latino e Canal Club) e rilevando altresì il 22% della piattafoma satellitare a pagamento Digital+.

Dal 2007 all'aprile del 2012 ha detenuto una quota del 33% dell'olandese Endemol attraverso Mediaset Investment Sarl.[16][17][18] È attiva inoltre dal 2008 nel mercato televisivo nordafricano, con una partecipazione del 25% nel canale televisivo satellitare in lingua francese Nessma (visibile anche in Italia e in tutta Europa), e cinese, con la partecipazione del 49% in Sportnet Media e accordi commerciali con il canale sportivo China Sport Programs Network (CSPN). Attraverso Telecinco possiede una quota rilevante del canale nordamericano CV Network (CaribeVisión). Per mezzo della concessionaria internazionale Publieurope, nata nel 1996, gestisce la vendita di spazi pubblicitari su più di venti canali televisivi europei, tra cui le reti del gruppo televisivo multinazionale ProSiebenSat.1.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Dal 2007 è attiva nel mercato cinematografico attraverso Medusa, già controllata da Fininvest dal 1995, società leader assoluta in Italia nella produzione e distribuzione cinematografica di film italiani e internazionali, specializzata anche nell'home entertainment, nella realizzazione e gestione di sale e multisale cinematografiche presenti sul territorio nazionale; si contano attualmente 27 centri cinematografici appartenenti dal 2009 alla società Capitolosette, partecipata al 49%, proprietaria del circuito The Space Cinema, nato dalla fusione di Medusa Multicinema e Warner Village Cinemas. Dalla joint venture tra Medusa Film e la casa di produzione capitolina di fiction d'autore Taodue, acquisita nel corso del 2007, è stata creata una major, Med Due, per la produzione di contenuti italiani per la TV e il cinema. Nella distribuzione cinematografica in Italia ha come concorrenza diretta le major americane Universal, Warner e Fox.

Attraverso accordi commerciali con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee e alle proprie risorse produttive, tra cui le partecipate Fascino PGT, Mediavivere e Ares Film, detiene un'immensa library di diritti televisivi e cinematografici. È presente sia in campo accademico con una serie di master universitari, che nell'ambito socio-culturale attraverso l'organizzazione di eventi e le iniziative della propria Onlus denominata Mediafriends.

Centri di produzione televisiva[modifica | modifica sorgente]

La torre Mediaset, inaugurata nel 1994, situata all'interno del Centro di Produzione di Cologno Monzese (Milano).

Mediaset trasmette sulle proprie reti circa 26.000 ore di programmazione all'anno; un terzo sono frutto di produzioni realizzate autonomamente.

La produzione di programmi televisivi italiani è garantita da R.T.I., attraverso la controllata Videotime, società presieduta da Franco Ricci, che dal 1982 gestisce lo sviluppo e il mantenimento tecnologico di studi, sale di postproduzione, grafiche e regie mobili.

A Milano - Cologno Monzese, adiacente alla sede centrale del Gruppo, è situato il centro di produzione TV principale, nato sulle ceneri degli ICET Studios - Cinelandia, teatri di posa e studi di incisione utilizzati negli anni sessanta e settanta per fare concorrenza a Cinecittà con la creazione di una sede cinematografica milanese. Gli studi, acquistati nel 1983 da Fininvest, furono debitamente ampliati e ristrutturati per ospitare le maggiori produzioni della nascente televisione privata. Attualmente il Centro di Produzione di Cologno Monzese ospita 9 studi televisivi tra i quali uno dei più grandi d'Europa[19] (Studio 20), uffici, bar e ristoranti, zone commerciali e fitness, con all'interno una serie di servizi dedicati esclusivamente ai dipendenti e agli artisti (Mediacenter), oltre a quelle specifiche per la produzione televisiva e per la trasmissione terrestre e via satellite e del segnale nazionale e internazionale.

Un altro centro di produzione ha sede nel Centro Direzionale di Milano Due (Palazzo dei Cigni), rilevato nel 1976, in cui principalmente risiedono le redazioni di Studio Aperto, del TG4, di TGcom24, Striscia la Notizia e la redazione milanese del TG5, così come gli studi da cui questi programmi vanno in onda. Questo palazzo rappresenta la sede storica ove nacque la prima rete, Canale 5, e in cui vennero registrati già nel 1978 i primi programmi di Telemilano.

A Milano - Segrate, in Via Marconi n.27, nella sede denominata TOC (Tecnology Operation Center), si trova un moderno centro di emissione completamente digitale, in cui vengono prodotti e irradiati i canali digitali terrestri, satellitari e i contenuti veicolati tramite IPTV. Nel centro TOC si trovano inoltre gli studi in cui vengono realizzate televendite, annunci e telepromozioni in onda sia sulle reti generaliste, sia sul canale tematico For You.

A Roma, in Via Tiburtina 1361 nella frazione di Settecamini si trova il Centro Titanus Elios di proprietà della Titanus Elios S.p.A., società controllata per il 30% da Videotime e per il 70% da Titanus S.p.A. e che ospita 8 studi televisivi.

In piazza SS Giovanni e Paolo 8 si trova il Centro Safa Palatino, rilevato dalla S.A.F.A. Palatino (stabilimento cinematografico utilizzato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini) nel 1984, in cui oggi vengono realizzati i programmi di approfondimento giornalistico come Matrix, Quinta Colonna e il TG5 e dove hanno sede le redazioni romane del TG4 e Studio Aperto e che in passato ha ospitato la produzione di alcuni dei più importanti programmi Mediaset come La Corrida, Il pranzo è servito, Buona domenica, Il principe azzurro, Forum e Non è la RAI .

Più recentemente dal Centro Palatino è stata trasmessa la prima edizione di Domenica Live e, fino alla stagione 2012/2013, la trasmissione Quarto grado.

Il centro comprendeva inizialmente 3 studi: l'immenso studio 1, lo studio 2 e lo studio 3.

Il Palatino intorno al 2002-2003 è stato oggetto di un importante intervento di ristrutturazione, diventando il Centro News del Biscione per l'area romana completamente digitalizzato. Attualmente vi sono la redazione del Tg5 e le redazioni romane di Tg4 e Studio Aperto.

Lo studio 1, decisamente ridimensionato per lasciare spazio alle redazioni, ospita Matrix e Quinta Colonna, lo studio 2 è del TG5, mentre lo studio 3 è stato smantellato ed ospita attualmente archivio e videoteca.

Per alcune produzioni vengono utilizzati eccezionalmente altri teatri e studi, come Cinecittà a Roma per il reality show Grande Fratello e Telecittà Studios a San Giusto Canavese (Torino) per la fiction CentoVetrine. Anche su Milano, Mediaset applica una politica volta a garantire una percentuale di produzione esterna annuale, allo scopo di incrementare l'indotto che si è sviluppato negli anni intorno all'area di Cologno Monzese. Vengono quindi utilizzati, tra gli altri centri di produzione, gli studi Le Robinie e Michelangelo Studio (quest'ultimo di proprietà di Gerry Scotti) che si trovano entrambi in via Michelangelo Buonarroti 31 sempre a Cologno Monzese e gli Icet Studios di Via Ingegnoli 40 a Cologno Monzese (società che fino al 2010 vantava anche un immenso centro di produzione a Brugherio, comune confinante con Cologno Monzese, ora diventato sede dell'emittente QVC, dove sono stati realizzate importanti produzioni sia per Mediaset, che per la RAI come l'edizione 2009 de Lo show dei record e Rockpolitik).

Sedi di corrispondenza[modifica | modifica sorgente]

In ogni regione (ad eccezione di Basilicata, Calabria e Sardegna) si trovano le sedi di corrispondenza. Si trovano inoltre le sedi di corrispondenza dall'estero nelle seguenti città:

Publitalia '80 e le concessionarie di pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Per via della propria tipologia di business, Mediaset controlla uno dei più grandi gruppi di raccolta pubblicitaria del mondo[20] attivo soprattutto, ma non solo, nel settore televisivo. La società di punta è Publitalia '80, fondata nel 1979 dallo stesso Berlusconi e oggi guidata da Giuliano Adreani, concessionaria multinazionale di pubblicità per le reti nazionali generaliste e tematiche da anni leader nel mercato italiano ed europeo[21] con sede principale nel Centro Direzionale di Milano Due (Palazzo Cellini), a Segrate (Milano).

Publitalia '80, con circa 3 miliardi di Euro di fatturato annuo complessivo, è il principale canale finanziario in entrata del Gruppo e controlla totalmente altre due concessionarie minori: Publieurope, filiale multinazionale attiva dal 1996 sui mercati e i media esteri con sede centrale a Londra, e Digitalia '08, nata nel 2008 (precedentemente denominata Promoservice Italia), delegata alla vendita di pubblicità sui canali realizzati per il digitale terrestre e satellitare, per le attività legate al pagamento della pubblicità in cambio merce. Detiene inoltre il 50% di Mediamond per la vendita di spazi pubblicitari presenti sui siti Internet del gruppo e di Mondadori.

La raccolta pubblicitaria in Spagna è affidata dal 1990 a Publiespaña, concessionaria di Mediaset España, che con circa 1 miliardo di Euro di fatturato annuo detiene il primato in ambito nazionale; la sede principale è situata nel centro di Madrid[22]. Publiespaña, controlla inoltre la concessionaria Publimedia Gestiòn per la commercializzazione di contenuti audiovisivi per la televisione via cavo e digitale terrestre, la vendita di format tv e di pubblicità sui diversi siti Internet spagnoli del gruppo (divisione Advanced Media).

Nel 2009 è stata creata la concessionaria Nessma Advertising per la raccolta pubblicitaria del canale satellitare Nessma presente nel Maghreb.

La fusione Mediaset e Telecom[modifica | modifica sorgente]

Secondo quanto riportato dal sito affari italiani, in data 5 luglio 2014 si sono aperte le trattative fra Mediaset e Telecom Italia per una possibile fusione. Questa fusione, servirebbe per creare un nuovo canale il Netfilix, già presente in america e che offre al pubblico contenuti On demand. Questa fusione, servirebbe anche per superare un periodo difficile quello della perdita dei guadagni Mediaset Premium che dopo la vendita al 11 % a Telefonica non ha dato i risultati sperati. L'ultimo obbiettivo, sarebbe quello di combattere le offerte Sky che fin ora battono il ricavato di Mediaset facendo perdere guadagno all'azienda. Sarà comunque un accordo difficile, in quanto bisognerà vedere se la Telecom Italia uscirà ufficialmente dal gruppo Telefonica che ha sempre impedito la crescita dell'azienda telefonica. Secondo però alcune voci, la società spagnola dovrebbe uscire presto dal gruppo italiano per acquistare il Global Village Telecom gruppo brasiliano della casa telefonica. La Telecom Italia, sarebbe cosi ceduta per essere acquistata nuovamente dal gruppo Vivendi per 8,3 % delle azioni. Resta comunque il fatto che l'amministratore delegato del gruppo Telecom Italia, Marco Patuano non è entrato ancora nell'ottica delle intenzioni di tutti gli azionisti.

I canali televisivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di canali televisivi Mediaset.

Le tre reti generaliste: Canale 5, Italia 1 e Rete 4[modifica | modifica sorgente]

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Il logo di Canale 5,che lanciata nel 1980, è la rete ammiraglia.

Mediaset è nata dal conferimento da parte di Fininvest di un polo televisivo (R.T.I.) costituito da tre reti analogiche terrestri nazionali (network), finanziate esclusivamente dalla pubblicità e in libera visione (free to air): Canale 5, lanciata nel 1980, Italia 1, acquistata dall'editore Edilio Rusconi nel 1982, e Rete 4 (Retequattro), rilevata dalla casa editrice Mondadori e da Giulio Perrone e Carlo Caracciolo nel 1984. Esattamente trent'anni dopo la nascita della tv in Italia con Rai (1954), venne costituito un gruppo di reti generaliste private totalmente gratuite e a parità numerica delle reti televisive di Stato (che invece non sono gratuite, essendo finanziate in gran parte dall'imposta sul canone televisivo in quanto di servizio pubblico).

L'assetto a tre reti raggiunto nel 1984, così come avvenne già per RAI nel 1979, permise al gruppo privato di entrare in concorrenza a pieno titolo con la tv pubblica, muovendosi subito per l'acquisizione delle frequenze televisive necessarie per la diffusione nazionale del segnale, nonché di contenuti e programmi in esclusiva. Già nel 1980, per il lancio di Canale 5, vennero acquisiti dai network americani ABC, CBS e NBC circa 6.000 ore di cinema e serie tv di grande successo, tra le quali Dallas, ed eventi sportivi. Inoltre in quegli stessi anni approdarono alle reti commerciali, lasciando la RAI, alcuni dei più noti volti e autori televisivi di allora, primi fra tutti Mike Bongiorno, Corrado Mantoni, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Maurizio Costanzo, Gigi Sabani e successivamente molti altri.

Nel corso degli anni ottanta le autoproduzioni aumentarono esponenzialmente, così come l'ideazione di format televisivi di successo (quiz, talk show e varietà) destinati a varie tipologie di pubblico, soprattutto giovane, trasmessi per anni: Attenti a noi due, Ok il prezzo è giusto, Superflash e Telemike, Drive In, Premiatissima, Risatissima, Il pranzo è servito, Deejay Television, Bim Bum Bam, Maurizio Costanzo Show, Buona Domenica, Il gioco delle coppie e molti altri. Il gruppo entrò in competizione con la Rai anche nel settore dell'informazione. Alcuni giornalisti di grido furono chiamati a condurre e nuovi programmi d'informazione delle reti del gruppo: Giorgio Bocca, Emilio Fede, Gianni Letta (già direttore de Il Tempo), Ambrogio Fogar (esploratore), Roberto Gervaso e Guglielmo Zucconi. In pochi anni le tre reti conquistarono un volume di ascolti solo di poco inferioriore alle emittenti statali, divenendo così un punto di riferimento alternativo dell'offerta televisiva nazionale e richiamando altre celebrità della televisione nazionale come Pippo Baudo e Raffaella Carrà, poi tornati in RAI.

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991, grazie alla legge Mammì che consentì alle reti commerciali di trasmettere in diretta nazionale per favorire il pluralismo informativo, iniziò a produrre anche informazione giornalistica e telegiornali su ogni rete (prima con Studio Aperto, poi si aggiunsero Tg4 e Tg5 nell'anno successivo) e a trasmettere in tempo reale programmi d'intrattenimento (il primo fu Buona Domenica), eventi di cronaca, di costume e sportivi (calcio, Formula 1, ciclismo e Motomondiale); fino ad allora difatti tale servizio era concesso esclusivamente alla televisione di Stato.

Con gli anni novanta le tre reti si affermarono definitivamente, raggiungendo un indice totale di ascolto pari alle tre reti statali, grazie alla grandissima varietà di programmi, all'informazione prodotta dal Tg5 diretto da Enrico Mentana e dalle altre due testate giornalistiche, infine alla consacrazione di una nuova generazione di conduttori di successo come Gerry Scotti, Fiorello, Ezio Greggio, Marco Columbro, Lorella Cuccarini, Alberto Castagna, Amadeus, Teo Teocoli, Enrico Papi, Simona Ventura e Maria De Filippi.

Anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 2000, con l'arrivo in Italia della prima edizione del programma Grande Fratello trasmesso su Canale 5 e di altri nuovi format televisivi di successo distribuiti su scala nazionale (reality show e talent show), si aggiunsero ai precedenti personaggi dello spettacolo altri nuovi volti per lo più femminili, divenuti famosissimi, quali Daria Bignardi, Barbara D'Urso, Alessia Marcuzzi, Federica Panicucci, Paola Perego e Michelle Hunziker, dando corso a una fase di mantenimento della quota di ascolti raggiunta nel corso degli anni precedenti.

Caratteristiche delle tre reti[modifica | modifica sorgente]

Le tre reti, convertite in digitale terrestre nel 2003 e disponibili in libera visione anche in digitale satellitare dal 1997, hanno caratteristiche differenti: Canale 5 (diretta da Giancarlo Scheri) è la rete ammiraglia destinata al vasto pubblico delle famiglie con un indice di ascolto medio pari al 15%, Italia 1 (diretta da Luca Tiraboschi) offre una programmazione destinata maggiormente ai giovani realizzando circa il 6% degli ascolti, mentre Rete 4 (diretta da Giuseppe Feyles) trasmette programmi per un pubblico anziano tra cui anche sport, divulgazione scientifica e approfondimento giornalistico, attestandosi intorno a un valore del 5% di share.

Il logo di Italia 1. La rete, rilevata nel 1982, è la rete giovane.

Problemi legali[modifica | modifica sorgente]

Le prime due reti ricevettero regolare e definitiva concessione a livello nazionale nel 1999, a distanza di nove anni dalla prima legge italiana organica di sistema per la disciplina del settore radiotelevisivo pubblico e privato, denominata Legge Mammì. Tale legge seguì ad un periodo, dal 1984 al 1989, nel quale l'assenza di precise regolamentazioni e di leggi (vacatio legis) per un settore in fase di radicale cambiamento, portarono a una serie di provvedimenti transitori nel corso delle varie legislature. Già nel 1984, venne varato dal governo a guida socialista di Bettino Craxi il cosiddetto Decreto Berlusconi, convertito poi in legge nel 1985, finalizzato ad impedire interventi della magistratura atti a sospendere la diffusione simultanea in differenti aree regionali di programmi trasmessi da Canale 5, Italia 1, Rete 4 e altre emittenti private, già presenti a centinaia sul territorio, in attesa di una nuova legge per la regolamentazione radiotelevisiva. La legge fino allora vigente non prevedeva, ma nemmeno escludeva, la possibilità per i privati di interconnettere i propri ripetitori situati in regioni diverse in modo da poter trasmettere lo stesso programma in tutto il territorio nazionale. La sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del 1976 cancellò il monopolio televisivo pubblico, ma solo in ambito locale, senza che nulla fosse poi stabilito dal Parlamento in ambito nazionale. La creazione di un gruppo di canali televisivi nazionali si rivelò di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte che, già dal 1960 (n. 59/1960), mostrò il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più seguente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati delle frequenze via etere a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione. Difatti, dopo le denunce della RAI e dell'associazione delle emittenti locali (ANTI) avvenute nel 1982, le reti Fininvest vennero oscurate contemporaneamente a ottobre del 1984 per alcuni giorni in tre regioni d'Italia, a seguito della disposizione dei pretori di Torino, Roma e Pescara, secondo i quali il sistema di interconnessione simultanea regionale a mezzo di videocassette violava ugualmente l'articolo 195 del Codice Postale datato 1973, ovvero il monopolio sulla trasmissione nazionale da parte della tv pubblica. La diffusione dei programmi, tuttavia, avveniva con una minima differita tra ogni regione comprovando che ciascuna emittente locale trasmetteva autonomamente secondo le norme allora vigenti. A seguito di questo oscuramento avvennero in queste città manifestazioni popolari per richiedere l'immediato ripristino delle reti Fininvest[23]. Questi episodi contribuirono a spingere il governo alla conversione in legge del Decreto Berlusconi che aprì la strada alla creazione di network televisivi privati anche in Italia, così come accadde in altri Paesi dell'Europa Occidentale negli stessi anni, seguendo il già avviato modello statunitense tra cui spiccavano ABC, CBS e NBC.

La posizione di Rete 4 è stata differente per molti anni per via di una serie di altre vicende politico-giudiziarie (Lodo Retequattro). Una volta effettuata l'acquisizione da parte di Fininvest nel 1984, l'anno seguente venne avviata una trattiva per la cessione dell'emittente all'industriale Callisto Tanzi, già operante nel settore televisivo. Ciò avvenne per presunti motivi politici collegati alla Democrazia Cristiana, allora partito di governo[24]. Sfumata l'operazione, la Corte Costituzionale a distanza di tre anni, nel 1988, giudicò anticostituzionale la concessione di tre reti analogiche nazionali ad un unico soggetto privato, nuovamente in violazione dell'articolo 21 della Costituzione Italiana. Al contrario di quanto espresso dalla Corte, nel 1990 la rete ottenne ugualmente la concessione a trasmettere sul territorio nazionale ai sensi della Legge Mammì appena varata dal governo guidato da Giulio Andreotti. Nel 1994, con una nuova sentenza, la Corte sancì l'incostituzionalità della legge e così, nel 1995, pochi mesi dopo l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi, venne promosso un referendum popolare per l'abrogazione delle norme che consentivano la concentrazione di tre reti televisive a un unico soggetto privato (legge Mammì); l'esito negativo della votazione legittimò il mantenimento dell'assetto esistente ponendo apparentemente fine alle controversie. Nel 1997 la situazione mutò nuovamente: con l'approvazione della Legge Maccanico, durante il governo di centro-sinistra guidato da Romano Prodi, venne vietato ad uno stesso soggetto di essere titolare di concessioni o autorizzazioni che consentissero di irradiare più del 20% delle reti televisive analogiche in ambito nazionale, quindi esclusivamente a Mediaset, unico caso esistente in Italia. La legge stabilì inoltre che le "reti eccedenti", quindi Rete 4, avrebbero potuto continuare a trasmettere anche dopo il nuovo limite fissato per il 1998, a patto che fossero affiancate alle trasmissioni analogiche quelle con segnale digitale (intese allora come cavo e satellite, ancora poco diffuse), per poi permettere un passaggio più graduale e definitivo verso queste ultime. Ciò sarebbe avvenuto solo quando l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avesse accertato che in Italia la diffusione di antenne paraboliche per la ricezione del segnale satellitare fosse congrua; termine, quest'ultimo, che non esprimendo una quantità, fu lasciato alla discrezione della stessa Autorità e mai più definita.

Caso Europa 7[modifica | modifica sorgente]
Il logo di Rete 4; la rete, acquisita nel 1984, è la rete dell'informazione e dell'approfondimento.

Nel luglio 1999, sulla base della legge e della graduatoria approvata dalla Commissione e differenza delle reti Fininvest Canale 5 e Italia 1, a Rete 4 non fu rilasciata la concessione nazionale analogica, seppure già attiva da oltre sedici anni; la licenza invece venne accordata a Europa 7, una nuova emittente non ancora attiva e in fase di avviamento. Per via di un'autorizzazione ministeriale, approvata dal governo di centro-sinistra in carica guidato da Massimo D'Alema, la situazione restò tuttavia ancora immutata e Rete 4 poté continuare regolarmente le proprie trasmissioni in analogico. Nel 2002 una nuova sentenza della Consulta confermò la violazione della legge in atto fissando il termine ultimo della diffusione del segnale al termine del 2003, ma a dicembre di quell'anno il nuovo governo di centro-destra con a capo Silvio Berlusconi approvò un nuovo decreto legge per permettere di progarne la diffusione analogica; contemporaneamente le tre reti iniziarono ad essere trasmesse anche in digitale terrestre, una nuova tecnologia di trasmissione che nel corso di alcuni anni avrebbe sostituito progressivamente il sistema analogico, secondo le indicazioni dell'Unione Europea. Con la definizione della successiva Legge Gasparri nel 2004 per il riordino del sistema radiotelevisivo, fu definitivamente svincolata la diffusione di Rete 4 in via analogica terrestre, in trasmissione simultanea digitale terrestre (simulcast), sino al passaggio definitivo in sola tecnica digitale (switch off), fissato dal precedente governo di centro-sinistra entro la fine del 2006 (poi prorogato al 31 dicembre 2012, seguendo la direttiva dell'UE), seppure in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.

La Legge Gasparri venne tuttavia contestata nel luglio 2007 dall'Unione europea avviando una procedura d'infrazione e sollecitando il governo italiano a modificarla in più punti; difatti secondo la Corte di giustizia dell'Unione Europea, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva venne decretato contrario al diritto comunitario. Allo stesso tempo, rispettando il programma ministeriale di switch-over su base regionale, iniziò il passaggio a diffusione esclusivamente in digitale di Rete 4 (così come per Rai 2), ad oggi ancora in atto. Il Consiglio di Stato, nel 2008, confermò come lecita la momentanea attività di diffusione televisiva dell'emittente in ambito analogico (la diffusione in digitale non è mai stata in discussione) ma, allo stesso tempo, richiamò esplicitamente il ministero a rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Europa 7 intesa all'attribuzione delle frequenze, sulla base della sentenza europea. Alle fine del 2008 il ministero attribuì definitivamente le frequenze a Europa 7 e agli inizi dell'anno successivo il Consiglio di Stato accordò un risarcimento economico all'emittente superiore al milione di euro. A seguito della delibera dell'Agcom sulle nuove frequenze digitali disponibili, la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea contro la legge Gasparri è stata quindi sospesa nel 2009.

Distribuzione del segnale e servizi interattivi[modifica | modifica sorgente]

Le tre reti dispongono dal 1997 di un servizio teletext, chiamato Mediavideo, in cui sono disponibili contenuti testuali di informazione, sport, economia, televisione e servizi per non udenti (sottotitoli).

L'intera rete di trasporto per la diffusione del segnale dei canali analogici e digitali terrestri, nonché dei "semi-lavorati", è pertinenza esclusiva di R.T.I. attraverso la controllata Elettronica Industriale, società di proprietà di Adriano Galliani dal 1975 e poi ceduta interamente al Gruppo Mediaset nel 1996 con sede centrale a Lissone (Monza e Brianza) e presieduta da Franco Ricci. Con essa, grazie ad un'infrastruttura di circa 1.700 torri tecnologiche e circa 15 sedi operative, viene garantita la copertura di tutta la popolazione italiana. In ambito televisivo digitale terrestre, Elettronica Industriale è pertanto il maggior operatore di rete nazionale.

Dal 4 luglio 2012, con la fine degli switch-off tutte le reti Mediaset come così anche le altre reti italiane sono visibili tramite digitale terrestre.

Il digitale terrestre: i canali tematici, la pay-tv Premium, l'alta definizione 3D[modifica | modifica sorgente]

Switch-off[modifica | modifica sorgente]

In vista del progressivo switch-off televisivo nazionale stabilito dalla legge italiana e dalla direttiva dell'Unione Europea entro il termine dell'anno 2012, Mediaset, attraverso R.T.I., è di fatto l'azienda televisiva che più ha investito in Italia sulla tecnologia digitale terrestre (DTT o DVB-T) e fa parte dal 2004, insieme ai principali gruppi televisivi, dell'associazione nazionale DGTVi. Dal 2008 detiene il 48% di Tivù, società creata insieme a RAI (48%) e Telecom Italia Media (4%) per sviluppare la diffusione della tv digitale terrestre in Italia. Per ricevere i canali digitali terrestri è sufficiente disporre di televisori con sintonizzatore DTT incorporato o collegare al televisore che già si possiede un ricevitore DTT (set-top box o decoder).

Trasmissione in Digitale Terrestre[modifica | modifica sorgente]

Il primo logo creato per il lancio di Mediashopping (2004), la rete dedicata alle televendite.

Dal 1º dicembre 2003 trasmette su piattaforma Tivù tutti i propri canali, a partire dalle reti generaliste Canale 5 (LCN 5), Italia 1 (LCN 6) e Rete 4 (LCN 4), su tutto territorio italiano mediante tale tecnologia attraverso i MUX di proprietà Mediaset 1, Mediaset 2, Mediaset 4, Mediaset 5, Mediaset 6, oltre all'ausilio di MUX terzi, quali Dfree, L'Espresso 1 e TIMB 1. I possessori di set-top box o televisore con tecnologia MHP (Multimedia Home Platform) possono inoltre fruire gratuitamente di tutte le funzionalità interattive incluse nel segnale dell'emittente (TV interattiva): portali di rete, EPG, approfondimenti sui programmi, servizi di pubblica utilità, pubblicità interattiva. I MUX Mediaset 1 e 2, che ad oggi offrono in assoluto la maggiore copertura della popolazione italiana tra quelli esistenti, ospitano alcuni canali appartenenti ad altri editori nazionali: Coming Soon Television e Class News msnbc.

Con l'avvio del digitale terrestre in Italia, Mediaset acquisì nel 2005 Home Shopping Europe rilanciandolo l'anno successivo, sotto la direzione di Rodrigo Cipriani, come Mediashopping (LCN 121, anche se avrebbe dovuto "giocarsi" un numero tra i primi 9 canali nazionali essendo, di fatto, erede delle attività di Retemia, dalla quale il gruppo Hot/Sbs/Kirch l'acquisì nel 2000), un canale dedicato alle televendite e visibile anche via satellite e su web-tv, edito dalla società di vendite a distanza Media Shopping, controllata al 100% e presieduta da Niccolò Querci. In seguito creò nel 2004, insieme a Time Warner, la società Boing, controllata al 51% ed editrice di un canale omonimo (LCN 40) dedicato a bambini e ragazzi, diretto da Silvio Carini.

Boing, la rete gratuita per i più giovani.

Nel corso 2007 si aggiunse Iris (LCN 22), un terzo canale gratuito di cinema, musica, teatro e documentari, diretto da Miriam Pisani. Nel 2010, a completare l'offerta di canali gratuiti esistente, sono nati La 5 (LCN 30), dedicato al pubblico femminile, e Mediaset Extra (LCN 34), dedicato alla riproposizione dei programmi di successo. Entrambi i canali sono diretti da Massimo Donelli. Sempre nello stesso anno è iniziata la diffusione del canale dedicato alla riproposizione di tutti i telegiornali Mediaset, TG Mediaset[25] (LCN 51). Nel 2011 inizia a trasmettere For you (LCN 39). Da luglio 2011 inizia a trasmettere Italia 2 (LCN 35) diretto da Luca Tiraboschi.

Mediaset Premium[modifica | modifica sorgente]

Mediante questa nuova tecnologia di trasmissione, Mediaset decise nel 2005 di diversificare la propria offerta televisiva, fino ad allora esclusivamente gratuita, lanciando un innovativo servizio pay per view fruibile con tessera (smart card Nagravision) ricaricabile, ai tempi l'unico in Europa su digitale terrestre. Dopo aver mosso i primi passi nel settore della pay-tv già nel 1990, ancora come Fininvest e in società con altri editori, con la creazione della prima piattaforma analogica terrestre a pagamento italiana denominata Tele+, diede quindi vita quindici anni più tardi ad una piattaforma di proprietà esclusiva denominata Mediaset Premium, con un'offerta di servizi televisivi dedicata inizialmente al calcio in diretta, ai film in prima tv, ai reality show e alle opere teatrali, disponibile sia per utenti privati che per locali pubblici.

Nel 2008 modificò sensibilmente il modello di business della piattaforma a pagamento, realizzando un vero e proprio sistema pay-tv con abbonamento mensile prepagato, per poi attivare da luglio dello stesso anno l'opzione bimestrale, semestrale e annuale in addebito diretto su conto corrente bancario o carta di credito (Easy Pay). L'offerta di Mediaset Premium venne difatti ampliata con il pacchetto Premium Gallery, ovvero tre canali a pagamento, in esclusiva sul DTT, dai nomi Joi (LCN 321, 324), Mya (LCN 322, 325) e Steel (quest'ultimo in collaborazione con NBC Universal, LCN 323, 326), dedicati al cinema, alle serie tv e ad altri programmi d'intrattenimento di qualità e alle prime visioni. Questi canali offrono la cosiddetta versione +1, dove la programmazione è ritardata di un'ora rispetto ai primi tre canali.

Sempre nello stesso anno si aggiunse all'offerta di Premium Gallery la distribuzione del principale canale della Disney, Disney Channel (LCN 350, 351), anch'esso dotato di versione +1. Un canale sportivo dedicato al calcio 24 ore su 24, Premium Calcio 24 (l'anno successivo rinominato Premium Calcio) (LCN 370), diede vita a un secondo pacchetto, Premium Calcio, costituito da sei canali di dedicati agli incontri calcistici in diretta e in differita (LCN da 371 a 376) già attivi e acquistabili anche in modalità pay per view. L'offerta dei canali calcio si concentra sulle partite del campionato italiano di Serie A, della UEFA Champions League e Europa League (quest'ultima in esclusiva).

Il logo di Hiro, il canale a pagamento per ragazzi, lanciato nel 2008, nel pacchetto Premium Fantasy.

Alla fine del 2008 entrarono a far parte di Premium altri tre canali: Disney Junior del gruppo Disney (LCN 352), Cartoon Network del gruppo Time Warner (LCN 353) e Hiro (LCN 354), che insieme a Disney Channel costituirono un terzo pacchetto: Premium Fantasy.

Ad aprile 2009 venne lanciato il servizio pay per view dedicato al Motomondiale in esclusiva (attivo per tutta la durata del campionato del mondo), Premium MotoGP (LCN 341), e da maggio il pacchetto Gallery fu arricchito con due nuovi canali destinati al cinema: uno di proprietà, Premium Cinema (LCN 311), e la distribuzione in esclusiva del canale della NBC Universal, Studio Universal (LCN 314). A novembre iniziarono le trasmissioni altri due canali di proprietà a programmazione cinematografica: Premium Cinema Emotion (LCN 312) e Premium Cinema Energy (LCN 313).

Per le edizioni del reality Grande Fratello, furono attivati in passato uno o più canali Extra dedicati all'evento 24 ore su 24. In aggiunta, nel corso del 2009, venne attivato temporaneamente anche un canale dedicato al reality La fattoria, denominato Premium La Fattoria per tutta la durata del programma. Nell'autunno dello stesso anno è stato riavviato il canale Extra 2 (LCN 332) per la nona edizione del talent show Amici sino al termine della produzione, così come per il canale Extra 1 (LCN 331) dedicato alla decima edizione di Grande Fratello. Entrambi i programmi, dalla stagione 2009-2010, sono divenuti un'esclusiva di Mediaset Premium, all'interno di un nuovo pacchetto denominato Premium Reality.

Alla fine del 2009 è stato lanciato il primo servizio video on demand su digitale terrestre, denominato Premium-on-Demand HD, fruibile esclusivamente mediante il set-top box omonimo in commercio. Attraverso questo servizio, già incluso nell'abbonamento a Premium Gallery, è possibile accedere a una library in costante aggiornamento di circa 50 film a settimana di cui alcuni in HD e 3D, visionabili in qualsiasi momento. Nel corso del 2010 doveva essere lanciato un nuovo canale all news 24 ore su 24[26], ma il suo avvio è stato rimandato al 2011.

Iris, la rete dedicata al cinema d'autore, alla musica e ai documentari.

Trasmissioni in Alta Definizione[modifica | modifica sorgente]

Con l'ausilio della tecnologia digitale terrestre è attiva nella diffusione di programmi in alta definizione (HD). Dal 2007 è in corso, nelle sole aree switch-off, la diffusione del segnale di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 HD, ovvero in alta definizione (LCN 504, 505 e 506) e, a livello nazionale, è disponibile da agosto 2009 su Mediaset Premium il canale Premium Calcio HD 1 e HD 2 (LCN 381 e 382, sintonizzabili solo con appositi decoder HD). Da maggio 2010 è visibile in alta definizione anche il canale Premium Cinema (Premium Cinema HD, LCN 320). Dal 2009, solo nelle aree interessate dallo switch-over, trasmette anche nella versione +1 le tre reti generaliste (LCN 104, 105 e 106). Tutti i canali su digitale terrestre sono in formato 16:9, trasmessi con audio Dolby Digital e con opzione in lingua originale. Da ottobre 2010 trasmette alcuni contenuti in alta definizione 3D, visibili solo con decoder Premium-on-Demand HD.

Mediaset era anche partner del progetto TED - Tv Educational Channel, un servizio televisivo digitale terrestre a carattere nazionale lanciato nel 2008 e conclusosi nel 2010, dedicato alla formazione a distanza di medici e professionisti della sanità (e-learning). È partner inoltre di Class Editori per il canale Class News (LCN 27) e detiene quote rilevanti di Nessma, di Karoui & Karoui World, canale maghrebino che sarà visibile in Italia anche in digitale terrestre nel corso del 2011.

Ad eccezione dell'offerta a pagamento di Mediaset Premium, tutti canali Mediaset in libera visione (FTA) sono disponibili gratuitamente solo in digitale terrestre (piattaforma Tivù) e la maggior parte di essi attraverso la piattaforma satellitare Tivù Sat; contrariamente a ciò che avviene per la loro stessa riproposizione su tutte le altre piattaforme televisive digitali mediante abbonamento: satellitare (SKY), via cavo (IPTV di TV di Fastweb), via cavo con lo sfruttamento del digitale terrestre (Alice Home TV e Infostrada TV). Dal 2009 l'offerta di Mediaset Premium è disponibile anche via IPTV su Alice Home TV e TV di Fastweb.

Attraverso Elettronica Industriale, è attiva nella fornitura di capacità trasmissiva digitale terrestre a società televisive terze, in adempimento delle disposizioni di legge.

Il 28 agosto 2012 è stato lanciato Italia 1 HD sul mux Mediaset 2, rinominato il 17 settembre 2012 in Mediaset HD per poi rinominarlo definitivamente in Italia 1 HD. Il 5 dicembre 2012 sono stati attivati Rete 4 HD e Canale 5 HD sul mux La3 visibile in tutta Italia.

I canali satellitari e la piattaforma Tivù Sat[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1998 e il 2003 lanciò cinque canali tematici visibili esclusivamente sulle piattaforme satellitari e via cavo a pagamento allora esistenti: Happy Channel nel 1998 per TELE+, Duel TV e Comedy Life nel 2000 per Stream TV. Nel 2001 creò MT Channel ancora per Stream TV e infine, nel 2003, Italia Teen TV per l'allora neonata SKY. Tutti i canali confluirono in quello stesso anno nell'offerta della nuova piattaforma satellitare a pagamento ad eccezione di Comedy Life che terminò invece i suoi programmi con la conseguente chiusura di Stream TV. Nel 2006 MT Channel, Happy Channel, Duel TV e Italia Teen TV cessarono le trasmissioni per via di una ridefinizione contrattuale con SKY. Dal 2000 è partner di Class Editori per il canale di news economiche Class CNBC sulla piattaforma satellitare (canale SKY 505).

Le tre reti generaliste, Canale 5, Italia 1 e Rete 4, sono presenti via satellite in libera visione (ad eccezione di alcuni programmi criptati) attraverso Hot Bird 9 di Eutelsat; inoltre sono da sempre presenti su SKY (canali 104, 105 e 106), così come il canale di televendite Mediashopping (canale 808). A dicembre 2008 ha lanciato, in esclusiva su SKY, Mediaset Plus (canale 123), diretto da Miriam Pisani, che ripropone una serie di programmi trasmessi sulle tre reti generaliste ma a orari differenti, nonché il TG5 della sera e le 2 edizioni di Studio Aperto posticipati di un'ora.

Attraverso la piattaforma Tivù Sat, realizzata dalla società partecipata Tivù, da luglio 2009, viene replicata integralmente via satellite l'offerta di canali gratuiti già disponibile in digitale terrestre, ad eccezione di Cartoonito e For You. Il servizio è accessibile mediante smart card Nagravision. A dicembre 2009 è stato ufficializzato il dato di 570 000 tessere distribuite[27].

Internet e la TV su PC: Mediaset.it e Video Mediaset[modifica | modifica sorgente]

Dal 1999 è attiva nel settore multimediale. Attraverso il sito mediaset.it[28], è possibile conoscere tutta l'offerta di contenuti e i palinsesti di Mediaset via Internet. Dal portale, gestito da R.T.I. Interactive Media (ex Mediadigit), si accede ai siti di tutte le reti, ai siti dedicati ai programmi tv, alle community (6 come 6), alle news della testata giornalistica multimediale Tgcom (fornitore di news per radio R101 di Mondadori), oltre che alle "pillole informative" Tv in onda sulle reti Mediaset, dei telegiornali e dello sport (sportmediaset.it[29]), ai siti dedicati all'e-commerce e al merchandising (Mediashopping e Five Store), ai contenuti dedicati alla telefonia mobile.

Rivideo, video on demand a pagamento via Internet attivo dal 2007 al 2009.

Attraverso Video Mediaset è possibile vedere gratuitamente e in alta qualità, con tecnologia Smoothstreaming (HQ) parti di programmi già andati in onda e intere puntate in esclusiva, oltre ad alcuni programmi in diretta (tra cui Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque) e i telegiornali delle tre reti generaliste. Sul sito mediasetpremium.it tutti i possessori di smart card Mediaset Premium abilitata alla visione del reality show Grande Fratello, possono seguire in diretta il programma 24 ore su 24 gratuitamente. All'interno delle sezione Qui Mediaset è possibile trovare notizie e video relative ad attività ed eventi legati all'azienda.

Dal 2007 alla fine del 2009, il servizio Mediaset Rivideo, permetteva inoltre di vedere su PC tutte le puntate delle fiction e delle serie tv trasmesse sulle reti Mediaset, i film, i cartoni animati, le partite di calcio di Serie A in diretta e in differita in modalità video on demand a pagamento. Attualmente il servizio risulta sostituito da videomediaset che ne permette la visualizzazione in streaming gratuitamente (con brevi spot pubblicitari all'interno).

Media Shopping possiede uno spazio per televendite sul canale on-demand di YouTube e dal 2008 è presente su eBay con un negozio virtuale (e-commerce). Dal 2010 diversi programmi di successo sono presenti su Facebook con pagine ufficiali.

Per via della grande quantità di contenuti, di servizi e di informazioni, mediaset.it è tra i siti più visitati dagli italiani[13].

Il DVB-H, la TV digitale in mobilità[modifica | modifica sorgente]

Con l'alleanza dei principali operatori italiani di telefonia mobile, è attiva nello sviluppo della tecnologia DVB-H, il nuovo standard per la visione di contenuti multimediali digitali su cellulari evoluti. Agli inizi del 2006 lanciò il primo servizio di "Mobile TV" in tecnologia DVB-H al mondo.

Dopo aver raggiunto un accordo con TIM e Vodafone, acquisì e successivamente convertì in digitale le frequenze analogiche della rete Sportitalia, realizzando così un terzo MUX (Mediaset 3), che nel rispetto dei limiti posti dall'Antitrust venne dedicato esclusivamente all'offerta in DVB-H. Gli accordi stipulati previdero inoltre l'affitto del 40% della totale capacità trasmissiva a ciascuno dei due operatori telefonici. 3 invece decise di realizzare, allo stesso modo, un proprio MUX attraverso l'acquisizione delle frequenze di un largo numero di emittenti locali distribuite sul territorio.

Le programmazioni integrali di Canale 5, Italia 1 e i contenuti legati al calcio di Serie A di Mediaset Premium fanno parte dell'offerta gratuita in DVB-H di TIM TV. 3 TV invece, oltre all'opzione a pagamento di Mediaset Premium, dispone nel proprio pacchetto gratuito una selezione dei programmi dei tre canali generalisti e l'intero palinsesto del canale Boing.

Mediaset è presente anche come fornitore di contenuti sulla tradizionale rete cellulare. Nello specifico, a TIM, Vodafone, Wind e 3 offre contenuti video on demand basati su streaming, in particolare news, pillole di intrattenimento, immagini, suonerie, musica e giochi. Dal 2009 ha lanciato alcune applicazioni gratuite e a pagamento per iPhone, iPad e iPod touch: TGcom, Sport Mediaset, Video Mediaset, Grande Fratello e la guida tv di Mediaset Premium, scaricabili attraverso App Store o iTunes di Apple.

Produzione e distribuzione cinematografica con Medusa[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 rilevò dalla holding Fininvest il Gruppo Medusa, incorporandola nel gruppo all'interno della controllata R.T. I., entrando così a pieno titolo anche nel mercato cinematografico.

L'attuale Medusa Film, già dal 1987 al 1994 Silvio Berlusconi Communications, nacque alla fine del 1994 ed è la società leader assoluta in Italia nella produzione e distribuzione cinematografica di film italiani e internazionali, con sede centrale a Roma. Le origini della società risalgono tuttavia al 1962, anno in cui venne fondata da Lorenzo Ventavoli; venne acquistata poi da Fininvest nel 1988.

È specializzata anche nell'home entertainment; attraverso Medusa Video, difatti, è tra i primi operatori nazionali per la produzione e distribuzione di film, documentari, cartoni animati, trasmissioni televisive in formato VHS, DVD e Blu-ray Disc della Mediaset. È attiva inoltre nella realizzazione e nella gestione di sale e multisale cinematografiche ubicati nelle principali città italiane. Medusa Film detiene una quota di minoranza di Cinecittà Digital Factory, specializzata in postproduzione cinematografica, e insieme alla casa produttrice di fiction Taodue fa parte della società Med Due. Il presidente di Medusa Film è Carlo Rossella.

A luglio 2009 il Gruppo ha ufficializzato la costituzione della società Capitolosette, detenuta al 49%, dedicata alla gestione di sale e multisale, grazie all'accordo con il gruppo di private equity 21 Partners, di proprietà della holding di partecipazioni Schemaquattordici (ex 21 Investimenti). La società è proprietaria del circuito The Space Cinema, presieduto da Giuseppe Corrado, in cui sono confluiti i multiplex di Medusa Multicinema e di Warner Village Cinemas, costituito da 27 multiplex, quindi leader di mercato[30]. Gli immobili sono di proprietà di Capitolosette ad eccezione dei multisala situati a Torri di Quartesolo (Vicenza), Livorno, Torino, Bologna e Salerno, posseduti dalla Fimit.

I diritti televisivi e cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Attraverso R.T.I., Medusa, Mediavivere, Fascino PGT, Taodue e Mediaset España Comunicacion in Spagna, è proprietaria ldi una vasta library di diritti televisivi e cinematografici e tra le maggiori su scala europea[31]. Dopo aver estinto nel corso del 2002 Mediatrade, la società delegata all'acquisizione dei diritti televisivi e alla produzione di fiction, è attiva con Mediavivere, fondata nel 1999 insieme ad Endemol, nella produzione di soap e mini-serie tv italiane; Fascino PGT, in comproprietà con Maria De Filippi, produce invece format televisivi e talent show; Taodue, fondata da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt nel 1991, produce film e fiction per la tv. Detiene inoltre il 30% della società Ares Film, casa di produzione di fiction diretta da Alberto Tarallo.

Per via di accordi pluriennali in esclusiva con le principali società di produzione e distribuzione americane ed europee, tra cui: Paramount Pictures, Universal Pictures, Walt Disney Company, Lionsgate Entertainment, Pixar, Marvel Studios, 20th Century Fox, Dreamworks, Columbia Pictures, Warner Bros. International (ceduta in piccola parte a SKY Italia), Metro-Goldwyn-Mayer, Touchstone Pictures, New Line Cinema, Miramax Films, TriStar Pictures, Buena Vista Distribution, Marvel Studios, Moviemax, Eagle Pictures, Medusa Film, 01 Distribution, Taodue, dispone dei prodotti televisivi di maggiore popolarità mondiale: film, serie tv, soap opera, fiction, cartoni, telenovele, miniserie, film tv, oltre ad eventi musicali, d'intrattenimento e a manifestazioni sportive di livello internazionale e mondiale tra cui spiccano Motomondiale e Campionato italiano di calcio Serie A, UEFA Champions League, Europa League, UEFA Super Cup (questi ultimi solo su piattaforma digitale terrestre).

Attraverso la controllata Endemol detiene i diritti sui format per programmi televisivi di maggior successo e di livello internazionale, per una library complessiva di oltre 2.400 format diffusi in tutto il mondo e destinati a differenti piattaforme televisive.

Dopo aver definitavemente abbandonato nel 1999 il settore discografico con l'etichetta RTI Music (in precedenza Five Record), è tuttora attiva nel licensing e nel merchandising dei propri marchi, nonché personaggi televisivi. Con Mediaset Distribution distribuisce all'estero i prodotti televisivi del Gruppo a favore delle principali emittenti di tutto il mondo.

L'azienda nel 2008 ha avviato una causa legale contro Google e YouTube per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo, per la violazione dei diritti televisivi e di copyright, richiedendo un risarcimento di circa 500 milioni di Euro e la rimozione dei filmati in cui sono presenti contenuti televisivi trasmessi sulle proprie reti FTA e a pagamento. Il 15 dicembre 2009 è stato accolto integralmente dal Tribunale di Roma il ricorso di Mediaset contro YouTube, disponendo la rimozione immediata dai server YouTube di tutti i contenuti illecitamente caricati. Nello specifico, l'ordinanza si riferisce a Grande Fratello[32][33]. A febbraio 2010 il Tribunale di Roma ha respinto il reclamo di YouTube e confermato il provvedimento emesso.

Rilevazioni Auditel[modifica | modifica sorgente]

È presente in Auditel fin dalla sua creazione nel 1984.

Secondo le rilevazioni Auditel (Rilevazioni Auditel), sul totale individui in Italia Mediaset ha una quota di ascolti giornalieri media pari a circa il 39%, leggermente inferiore alla quota RAI - Radiotelevisione Italiana pari al 41%. Canale 5 è la seconda e la rete nazionale più seguita alle spalle di Rai1, mentre Rete 4 si colloca al quinto/sesto posto, sempre dietro Rai3 ma battendo La7.

Poiché Mediaset ha una tipologia di business prettamente commerciale, a differenza delle reti di servizio pubblico, dalla primavera 2006 presenta le share Auditel rilevate esclusivamente nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni, denominata target commerciale, la più redditizia dal punto di vista pubblicitario; secondo questi parametri Mediaset totalizza oltre il 40% di ascolti giornalieri, distaccando la Rai che si attesta al 34%. Canale 5 è, difatti, prima rete nazionale, Italia 1 terza, e Rete 4 quinta.

Da febbraio 2009 anche il canale Iris, presente esclusivamente in digitale terrestre (Tivù) e su piattaforma satellitare Tivù Sat, viene rilevato quotidianamente da Auditel, con una media di ascolto oltre l'1% nel totale giornata. Iris diventa così ottava rete in prime time tra le reti nazionali rilevate, alle spalle di La7, e si afferma il canale di cinema più visto tra quelli trasmessi su tutte le piattaforme, gratuite e a pagamento.

Boing è rilevato in auditel da Novembre 2009. La5, Mediaset Extra e i servizi pay-tv di Mediaset Premium sono anch'essi rilevati da Auditel dal 2010.

Il canale TgCom24 è il terzo canale all-news in Italia nel totale giornata, ma nella fascia 7-9 è prima battendo Rai News 24 e Sky Tg 24.

Telecinco, le attività internazionali e le partecipate estere[modifica | modifica sorgente]

Dal 2003 è l'azienda azionista di riferimento di Telecinco, canale tv del Grupo Gestevisión Telecinco diretto da Paolo Vasile è primo in Spagna sia in ascolti (15,5% di share)[34], sia in raccolta pubblicitaria (30% con la controllata Publiespaña, guidata da Giuseppe Tringali) e dal 2004 quotato alla Borsa di Madrid nel listino IBEX-35 (Madrid, codice isin: ES0152503035, codice alfanumerico: TL5[35]). L'emittente spagnola Telecinco venne fondata da Silvio Berlusconi nel 1989, così come avvenne nel 1986 in Francia con il canale La Cinq e nel 1988 in Germania con il canale Tele 5. Al contrario di ciò che accadde in Francia e in Germania, il canale spagnolo ebbe decisamente maggior fortuna, finché nel 1997 Mediaset acquisì la partecipazione di Fininvest pari al 25% per poi passare all'attuale 50,13%. Le attività di La Cinq e Tele 5 cessarono nel 1992, ma sulla prima fu fatto abortire un tentativo di salvataggio di Berlusconi da parte di più soggetti.

Il Grupo Telecinco, che ha sede principale a Madrid nel quartiere Fuencarral, è attivo sul digitale terrestre spagnolo con altri tre canali tematici gratuiti: LaSiete (ex Telecinco 2), FDF e Boing, il massimo previsto dalla legge spagnola. Il canale Telecinco, che dal 30 marzo 2010 è visibile solo in digitale su DTT, è distribuito anche via satellite sulla piattaforma a pagamento Digital+, di cui possiede il 22% delle quote azionarie. Telecinco controlla in tutto circa una quindicina di società tra cui l'agenzia stampa Atlas, i servizi Internet Conecta 5 Telecinco, produzione cinematografica con Estudios Picasso Fábrica de Ficción, Mi Cartera Media e la società di vendita a distanza Publieci Televisión. A dicembre 2009, sfruttando la seconda riforma tv del governo Zapatero ha ufficializzato la creazione di una nuova società insieme all'altro canale digitale Cuatro, rafforzando così la propria leadership privata nel mercato televisivo iberico e gettando le basi per una ridefinizione del Gruppo spagnolo come Mediaset España, come poi avverrà nel 2011. Nascono poi altri due canali: Divinity, dedicato al pubblico femminile, ed Energy, riservato a quello maschile. Il presidente del gruppo televisivo spagnolo è Alejandro Echevarrìa.

Dal 1996 la concessionaria Publieurope, società totalmente controllata da Publitalia '80, segue le attività di raccolta pubblicitaria per i clienti internazionali. Oltre alle reti del Gruppo e alle principali testate editoriali di Mondadori, è concessionaria delle maggiori emittenti televisive commerciali europee di Spagna, Germania, Regno Unito, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Ungheria, Bulgaria, Romania, per le reti del gruppo ProSiebenSat.1, per il canale sportivo cinese CSPN, per il canale d'intrattenimento arabo Nessma e per il network nordamericano Caribevisiòn. Publieurope inoltre si avvale della fattiva collaborazione di Publitalia '80, per i clienti italiani, e di Publiespaña, per i clienti spagnoli.

Endemol, acquisita nel 2007, è presente in più di 20 Paesi nel mondo.

Dopo aver tentato l'acquisto del gruppo televisivo tedesco ProSiebenSat.1, ma non andato a buon fine, nel 2007 ebbe invece successo la gara per l'acquisizione (attraverso Telecinco in consorzio paritetico con il fondatore John de Mol e Goldman Sachs), per una cifra di circa 2,6 miliardi di Euro, della società internazionale leader nella produzione di format televisivi Endemol, di origine olandese (sede centrale ad Amsterdam) e presente in 25 Paesi e in tutti i continenti, quotata alla borsa olandese dal 1996 al 2007. Il presidente del gruppo olandese, fondato nel 1994 da Joop van den Ende e John de Mol, è l'israeliano Ynon Kreiz.

Nel 2008 Telecinco è entrata nel mercato tv nordamericano con l'acquisto del 28,3% di CV Network (CaribeVisiòn), canale televisivo in lingua spagnola diffuso a New York, Miami, Chicago e Porto Rico e rivolto alle comunità ispaniche. Sempre nello stesso anno Mediaset ha acquisito il 25% della tunisina Nessma, che con il 19% di share si attesta a primo canale satellitare di intrattenimento rivolto al mondo arabo mediterraneo (Maghreb) in lingua francese e visibile anche in Italia e in Europa, creando poi la concessionaria di pubblicità Nessma Advertising; ha stretto accordi commerciali in Cina con il canale sportivo China Sport Programs Network (CSPN) e ha rilevato quote pari al 49% di Sportnet Media, società attiva nella raccolta pubblicitaria, nell'acquisto diritti e nella produzione di programmi televisivi per il network cinese.

Attraverso Mediaset Distribution ha presentato nel 2008 il canale Mediaset International[36], rivolto esclusivamente ai Paesi esteri, ove vengono trasmessi i principali programmi delle tre reti generaliste in differita di ore o giorni. Nel corso dello stesso anno l'azienda ha ufficializzato il proprio interessamento all'ingresso, tramite Endemol, in ITV, la principale tv commerciale britannica.

Testate giornalistiche[modifica | modifica sorgente]

Il Tg5, dal 1992 è la principale testata giornalistica delle reti Mediaset e il secondo telegiornale italiano più seguito.

Con l'annuncio dell'inizio dell'azione militare alleata nella Guerra del Golfo in diretta ed in anteprima nazionale da parte di Emilio Fede su Italia 1 con il notiziario Studio Aperto, dal 16 gennaio 1991 Mediaset produce notiziari d'informazione in tempo reale su tutte le reti attraverso differenti testate e circa 400 giornalisti. Solo sulle tre reti generaliste sono trasmesse undici edizioni di telegiornali e tre notiziari sportivi ogni giorno, attraverso quattro differenti testate: Tg5, Studio Aperto, Tg4 e Sport Mediaset, la testata dedicata all'informazione e agli eventi sportivi nata nel 2003.

Nel 2004 è nata Videonews, la testata trasversale e indipendente dai telegiornali che idea e realizza programmi di approfondimento e di infotainment sulle tre reti generaliste, tra i quali Verissimo condotto da Silvia Toffanin, Mattino Cinque da Federica Panicucci, Quinta colonna da Paolo Del Debbio, Pomeriggio cinque e Domenica Live condotto da Barbara D'Urso. Sul sito Internet mediaset.it è possibile vedere le dirette dei programmi di Videonews e le edizioni dei tg attraverso il servizio Video Mediaset, oltre a quelle più recenti.

Nel corso del 2008, le produzioni news hanno rappresentato più del 18% dei programmi emessi dalle reti italiane Mediaset[37].

Nel 2010 è stata creata NewsMediaset, che lavora come service giornalistico per il Gruppo e produce anche contenuti d'informazione con proprio marchio. La struttura è il laboratorio incaricato di studiare e realizzare il nuovo canale digitale all news[38]. A dicembre dello stesso anno è iniziata la diffusione del canale dedicato alla riproposizione dei telegiornali Mediaset, TG Mediaset (LCN 51).

Dal 2011 è attiva TGcom24, testata giornalistica che gestisce l'omonimo canale all news, un sito internet e finestre informative televisive sulle reti digitali tematiche e via radio (R101), che ha sostituito TGcom, nata nel 2001 e che operava via internet e gestiva le finestre informative sui canali televisivi senza gestire nessun canale all news.

Le reti spagnole di Mediaset España dispongono di due testate giornalistiche.[senza fonte]

Il direttore generale delle testate giornalistiche italiane di Mediaset è Mauro Crippa.

Italia[modifica | modifica sorgente]

Odierne[modifica | modifica sorgente]

Passate[modifica | modifica sorgente]

Spagna[modifica | modifica sorgente]

Canali[modifica | modifica sorgente]

Canali editi tramite R.T.I. S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Logo Canale LCN Data Inizio Trasmissioni Direttore
Canale 5.svg Canale 5 5 30 settembre 1980 Giancarlo Scheri, in carica dal 1º gennaio 2013
Logo Italia 1.svg Italia 1 6 3 gennaio 1982 Luca Tiraboschi, in carica dal 17 maggio 2002
Rete 4.svg Rete 4 4 4 gennaio 1982 Giuseppe Feyles, in carica dal 12 giugno 2007
LogoIris.png Iris 22 30 novembre 2007 Giuseppe Feyles, in carica dal 30 novembre 2007
La5 Italy.svg La5 30 12 maggio 2010 Giancarlo Scheri, in carica dal 1º gennaio 2013
Mediaset Extra logo.PNG Mediaset Extra 34 26 novembre 2010 Giancarlo Scheri, in carica dal 1º gennaio 2013
Logo Italia2.svg Italia 2 35 4 luglio 2011 Luca Tiraboschi, in carica dal 4 luglio 2011
Mediaset TGCom24.png TGcom24 51, 111 28 novembre 2011 Alessandro Banfi, in carica dal 6 giugno 2013
Logo Top Crime.png Top Crime 39 1º giugno 2013 Giuseppe Feyles, in carica dal 1º giugno 2013

Canali editi tramite Boing S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Logo Canale LCN Data Inizio Trasmissioni Direttore
Boing logo-1-.svg Boing 40 20 novembre 2004 Jaime Ondarza, in carica dal luglio 2004
Cartoonito logo.svg Cartoonito 46 22 agosto 2011 Jaime Ondarza

Azionariato[modifica | modifica sorgente]

Capitalizzazione di mercato: circa 4.800.000.000 €[39]

In uno spot istituzionale, Mediaset dichiara di aver dato ai quasi 130.000 piccoli azionisti circa 4,9 miliardi di euro di dividendi, senza però specificare né il relativo arco temporale, né la proporzione di tali dividendi rispetto a quelli di altri azionisti, né la metodologia di calcolo.[40]

Dato aggiornato al 13 aprile 2014 secondo i dati Consob sulle partecipazioni rilevanti.

Società del Gruppo Mediaset[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo Mediaset.

Dati societari[modifica | modifica sorgente]

Valore delle azioni[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio 2007 le azioni Mediaset valevano 9,367 euro per azione. Il 14 giugno 2012 le azioni hanno toccato il minimo storico di 1,144 euro per azione.

Capitale sociale[modifica | modifica sorgente]

Il capitale sociale di Mediaset è costituito da 1.181.227.564 azioni ordinarie con diritto di voto.

Organi sociali[modifica | modifica sorgente]

Consiglio di Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Collegio Sindacale[modifica | modifica sorgente]

  • Presidente: Mauro Lonardo.
  • Sindaci effettivi: Francesco Vittadini e Silvio Bianchi Martini.
  • Sindaci supplenti: Flavia Daunia Minutillo e Massimo Gatto.

[modifica | modifica sorgente]

L'emblema originario dei Visconti raffigurante il "Biscione"

Il logo di Mediaset è la testa stilizzata del Basilisco, detto anche Biscione, adottato come simbolo araldico e stemma dai Visconti, signori di Milano, a partire dal XI secolo in seguito alle gesta di Oddone Visconti in Terra Santa nel 1187. Il Basilisco venne poi acquisito dagli Sforza nel corso del XIV secolo, sino a divenire uno dei simboli della città.

Il Biscione di Mediaset porta tra le fauci un fiore di otto petali, a differenza dello stemma dei Visconti in cui vi si trova un moro. Il logo è stato creato negli anni settanta come simbolo di Milano 2: un progetto urbanistico ad opera di Silvio Berlusconi situato nella natura (il fiore), adiacente a Milano (il Biscione). Da allora ha sempre rappresentato il gruppo Fininvest, quindi il canale Telemilano, la cui sede era per l'appunto a Milano 2, in seguito rinominato Canale 5. Di qui l'adozione del simbolo da parte di Mediaset nel 1993 esteso a tutte le società del gruppo televisivo; nel 2004 ha poi assunto la linea attuale in concomitanza con il lancio dell'offerta televisiva in digitale.

È simbolo anche di Milano 3, Medusa, della società di aerotrasporti privata Alba, del Teatro Manzoni e, in altre differenti declinazioni, del canale Mediashopping, della Onlus Mediafriends, del gruppo assicurativo-bancario Mediolanum, facente sempre parte di Fininvest.

Il colore del fiore oggi è il principale carattere distintivo del simbolo: blu per Mediaset, arancione per Canale 5 (in precedenza rosso), verde per Fininvest e Mediafriends, giallo per Mediashopping, azzurro per Mediolanum, giallo oro per Alba e Medusa, rosso per Milano 2, Milano 3 ed il Teatro Manzoni.

Per identificare il gruppo televisivo facente capo a Fininvest, viene spesso utilizzato per l'appunto il termine Biscione.

Cronologia dei loghi[modifica | modifica sorgente]

I Master universitari[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004, in collaborazione con la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, fondò il consorzio Campus Multimedia In.Formazione, con l'obiettivo di creare un'offerta di alta formazione nell'ambito dei media, dell'economia digitale e della comunicazione. Due i master universitari attivi: Master in Management Multimediale (MIMM) e Master in Giornalismo (riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti).

La concessionaria di pubblicità Publitalia '80 organizza a Milano dal 1988 un corso post-laurea accreditato ASFOR: il Master in Marketing, Comunicazione e Sales Management.

Dal 2003 al 2007, in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma, realizzò il Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti con due corsi: Scuola della Tv, per la creazione di figure professionali specializzate, e il Laboratorio Linguaggio Tv.

Mediafriends, Link e le attività socio-culturali[modifica | modifica sorgente]

Attraverso Mediafriends, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), presieduta da Pier Silvio Berlusconi e costituita da Mediaset e Mondadori, vengono svolte attività di ideazione, progettazione, realizzazione e promozione di eventi, in special modo televisivi (La Fabbrica del Sorriso dal 2003), finalizzati alla raccolta di risorse da destinare alla beneficenza ed al finanziamento di progetti mirati quali: istruzione, assistenza socio-sanitaria, valorizzazione della cultura e dell'ambiente, cooperazione internazionale. La Onlus è attiva per la raccolta fondi a seguito di emergenze scaturite da eventi drammatici e catastrofi sia nazionali che internazionali.

La controllata Medusa sostiene da anni la Società italiana per l'Amiloidosi Onlus. Attraverso Publitalia '80, ogni anno dedica oltre 6.000 passaggi pubblicitari a campagne di carattere sociale. Telecinco, in Spagna, mette a disposizione l'emissione di spot dedicati a temi di interesse sociale.

Mediaset è attiva anche nel settore dell'editoria con Link. Idee per la televisione, collana di comunicazione curata da R.T. I. dedicata alla divulgazione dei meccanismi che governano l'industria televisiva mediante il contributo di esperti e professionisti del settore, italiani e stranieri.

Nel 1995, attraverso Medusa, ha intrapreso un progetto di restauri cinematografici denominato Cinema Forever-Dedicato a Carlo Bernasconi, per la tutela di capolavori del cinema italiano diretti da grandi registi come De Sica, Fellini, Pasolini, Rossellini, Antonioni e Bertolucci. Tra il 1999 e il 2002, ha donato al Museum of Modern Art di New York una serie di lungometraggi restaurati per arricchire con pellicole prestigiose del cinema italiano il patrimonio dell'archivio storico del museo, uno dei più illustri del mondo.

Da più di vent'anni organizza al Teatro Manzoni di Milano la rassegna musicale Aperitivo in Concerto; la controllata Publitalia '80 è sponsor principale della Mostra del Libro Antico, organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, presso il Palazzo della Permanente di Milano.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Mediaset (e prima della sua costituzione Fininvest) è da diversi anni al centro di diverse critiche, nonché iter politico-giudiziari per lo più strettamente intrecciati tra la storia politica italiana, la magistratura e il fondatore Silvio Berlusconi; in altri casi invece totalmente separati dallo stesso fondatore in quanto dal 1994 non rientrante più nei quadri societari. Principalmente tali critiche riguardano le presunte violazioni di alcune leggi, le quote di ricavi da concessioni pubblicitarie, l'informazione giornalistica, la qualità dei programmi trasmessi, i diritti televisivi, la gestione dei rapporti con la concorrenza (televisiva e mediatica in generale) e le censure degli anime.

Lodo Retequattro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lodo Retequattro.

Una critica rivolta all'azienda è relativa all'emittente Rete 4 e al cosiddetto lodo Retequattro, secondo cui l'emittente non avrebbe diritto a trasmettere in analogico (in altre forme invece sì). La situazione è ancora pendente, mentre la giurisprudenza ha prodotto molte sentenze al riguardo.

Anime[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adattamento e censura degli anime.

Un'altra critica mossa nei confronti di Mediaset riguarda la politica relativa ai prodotti di animazione, soprattutto l'animazione giapponese. Molto spesso Mediaset è stata accusata di aver censurato i contenuti, i dialoghi e le immagini di alcune serie stravolgendone il significato, perché ritenute inadatte.[41] Serie come Temi d'amore fra i banchi di scuola, È quasi magia Johnny, Dragon Ball e Sailor Moon sono spesso portate ad esempio. Va segnalato che in alcuni casi Mediaset ha dichiarato di aver ceduto alle pressioni del MOIGE. Gli accusatori sostengono invece che la mancanza di motivazione di alcuni tagli porta a pensare che Mediaset abbia collaborato volontariamente con il MOIGE o cercato di adattare le opere ad un target diverso dall'originale, per poter migliorare l'audience.

In altre occasioni Mediaset è stata accusata di aver stravolto il significato di una serie per scopi commerciali. Un esempio in questo caso è la serie Mila & Shiro, in cui la protagonista è stata fatta diventare cugina della protagonista di Mimì e la nazionale di pallavolo, creando una connessione in realtà inesistente tra le due opere (poi portata nelle versioni francese e spagnola) e giustificata dal tentativo di trasferire il successo della serie di Mimì su quella di Mila, che comunque divenne popolare in Italia. Lo stesso discorso è valido per le due serie Holly e Benji, due fuoriclasse e Palla al centro per Rudy.

Pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Da diverse parti Mediaset è stata accusata di inserire nel palinsesto quantità eccessive e sempre crescenti di pubblicità, a volte ricorrendo ad artifizi. Un esempio è il fatto che TGcom, un servizio a pagamento di informazioni, è considerato da Mediaset un programma autonomo simile ad un telegiornale piuttosto che una pubblicità inserita all'interno di altri programmi. Forte di questa interpretazione, Mediaset ha più volte aggirato la normativa vigente e interrotto una trasmissione per trasmettere pubblicità seguita dal TGcom e poi da un ulteriore stacco pubblicitario anziché con la ripresa del programma. L'autorità garante delle comunicazioni ha già condannato più volte questo atteggiamento.[42]

Nel 2003 un telespettatore ha fatto causa a Mediaset a causa del numero di spot giudicato intollerabile trasmessi durante le semifinali di Champions League, il caso è arrivato in Cassazione e la suprema corte si è espressa a favore del telespettatore riconoscendogli il risarcimento simbolico chiesto di 100 euro (più il pagamento delle spese legali).[43]

Nel novembre 2006 Mediaset è stata multata di 650.000 euro per le ripetute violazioni delle norme riguardanti le interruzioni pubblicitarie durante la trasmissione dei film e per la violazione delle norme in materia di tutela dei minori.[44]

All'inizio degli anni duemila, con il passaggio di responsabile da Alessandra Valeri Manera a Fabrizio Margaria sono stati soppressi tutti i contenitori di cartoni animati, ideati da Alessandra Valeri Manera con grande disappunto degli affezionati, per far posto a: Il giardino dei girasoli un programma di circa 90 secondi (secondo alcuni uno spot mascherato) che reclamizza prodotti per bambini e ragazzi.[45]

Negli ultimi 10 anni è stata ridotta la durata delle videosigle di apertura dei cartoni animati, e di conseguenza, la canzone in essa associata, da circa due minuti ad un minuto, per consentire spazio maggiore alla pubblicità, artifizio che però sta cadendo in disuso anche grazie alla nascita di canali tematici gratuiti come Boing. Diverse volte sono anche andate in onda videosigle dalla durata di soli 10 secondi, giusto il tempo di mostrare il titolo del cartone. Da notare che Luca Tiraboschi, il direttore di Italia 1, inizialmente voleva sopprimere le sigle lasciando un cartello con il titolo del cartone e dell'episodio, ma siccome l'idea non era condivisa da tutti (anche perché l'etichetta discografica del gruppo, la RTI Music, non potrebbe più commercializzare i dischi con le versioni complete), si è giunti al compromesso delle sigle più brevi. Più vecchia ancora risale la sfumatura delle sigle di chiusura dopo pochi secondi, attuata già nel 1996 all'interno del contenitore serale di Rete 4 Game Boat, impedendo totalmente o parzialmente la lettura completa dei titoli di coda (in alcune serie i titoli di coda non iniziavano a scorrere immediatamente, ma dopo alcuni secondi dall'inizio della videosigla).

YouTube[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 Mediaset ha fatto causa a YouTube per violazione dei diritti d'autore richiedendo 500 milioni di euro di risarcimento. Secondo Mediaset, alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori, con relative perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete. Alcuni hanno visto in questo atteggiamento una volontà di censura, ma Mediaset si è difesa affermando di aver cercato più volte un dialogo con YouTube e con il suo proprietario Google senza mai ottenere risposta, vedendosi costretta a ricorrere alle vie legali.[46]

In Spagna è successa quasi la stessa cosa: Telecinco ha vinto una causa contro il portale ottenendo la rimozione dei video non autorizzati ma non il risarcimento economico.

Faziosità[modifica | modifica sorgente]

Alcuni esponenti del centro-sinistra hanno accusato alcune delle trasmissioni di informazione di Mediaset, su tutte il TG4, ma solo nei riguardi di Emilio Fede e non degli altri giornalisti che non mostrano il suo grado di faziosità, e in parte anche Matrix.[47]

In più occasioni le emittenti del gruppo (in particolare Rete 4 e Italia 1) sono state multate per violazione della legge sulla par condicio.

Auditel[modifica | modifica sorgente]

Altre critiche riguardano la sospensione improvvisa per motivi di auditel di alcune serie televisive a causa dei bassi ascolti. Telefilm come Nati ieri e Crimini bianchi sono stati cancellati o sospesi dopo poche puntate per gli ascolti buoni ma insufficienti a battere la concorrenza RAI. Gli spettatori non negano all'emittente il diritto di cancellare un programma non proficuo, ma obbiettano che comunque non è corretto nei confronti degli appassionati sospendere una serie a metà lasciando irrisolta la conclusione della trama.[48] Soluzioni come lo spostamento in un'altra fascia oppure la realizzazione di uno o due episodi conclusivi sono considerati soluzioni molto più oneste nei confronti del pubblico.

Il "Caso Englaro"[modifica | modifica sorgente]

Il 9 febbraio 2009, in occasione della morte di Eluana Englaro, la rete ammiraglia Canale 5 ha mantenuto la programmazione invariata con la messa in onda del Grande Fratello 9 (a differenza della RAI in cui fu solo Rai 2 a mantenere invariata la programmazione trasmettendo X Factor), nonostante le richieste di Enrico Mentana per Matrix e del TG5 di trasmettere uno speciale sul caso. La rete del Gruppo preposta a tale approfondimento giornalistico, in prima serata, è stata Rete 4 (terza rete del gruppo) con uno "speciale" condotto dal direttore della testata Emilio Fede. La sera stessa Mentana, attraverso un comunicato stampa, annuncerà per protesta le sue dimissioni dalla carica di direttore editoriale di Mediaset, accusando il suo editore di pensare solo e unicamente all'auditel e di ignorare l'aspetto fondamentale della televisione come mezzo di informazione.[49][50] Mediaset accettò immediatamente le dimissioni del giornalista affermando, attraverso un comunicato stampa, il proprio ruolo di televisione commerciale con un sistema a tre reti. Due giorni dopo, Mentana, tramite una lettera pubblicata dal quotidiano Libero, illustrò a pieno la vicenda, ribadendo le accuse.[51]

Rapporti con i dipendenti[modifica | modifica sorgente]

Mediaset è criticata dagli addetti ai lavori poiché si sono verificati casi in cui è mancata la comunicazione diretta agli attori e ai membri della troupe della decisione (o anche solo della possibilità) di sospendere la serie. Nel caso del già citato Crimini bianchi molti membri dei cast si sono lamentati di aver saputo della perdita del lavoro solo all'annuncio stampa.[52]

Ad inizio del 2009 ha molto risalto sui media il caso di Mike Bongiorno, volto storico del network fin dalla sua nascita. Infatti il contratto di Bongiorno scadeva alla fine del 2008 e lo stesso conduttore aspettava un rinnovo che in 30 anni era sempre arrivato puntuale e in automatico. Alla fine del 2008 tuttavia Mike non ricevette il rinnovo e le sue telefonate ai più alti dirigenti per avere chiarimenti furono ignorate fino a quando un impiegato dell'azienda gli comunicò per telefono che Mediaset già da tempo aveva deciso di non rinnovare il contratto. Durante la trasmissione di Rai 3 Che tempo che fa di Fabio Fazio Bongiorno si è detto duramente amareggiato per il modo in cui è stato trattato e del fatto che nessuno per mesi (neanche il suo grande amico Silvio Berlusconi) avesse risposto alle sue telefonate.

Sempre nel 2009 dopo il Caso Mentana, che è stato allontanato da Matrix dopo le sue dimissioni, l'azienda, dopo la sentenza di reintegro di Enrico Mentana, si è rifiutata di applicare la sentenza fino a un accordo di separazione consensuale tra Enrico Mentana e Mediaset.

TV Trash in Italia e Spagna[modifica | modifica sorgente]

La principale critica alla tv spagnola Telecinco, rivolta fin dalla nascita e mai sopita, è stata quella di proporre Telebasura, cioè programmi di qualità scadente e di carattere popolare atti a conseguire grandi ascolti.

Anche in Italia trasmissioni come Pomeriggio 5, Beautiful, Centovetrine, ma soprattutto il Grande Fratello, più alcuni talk show proposti dalle emittenti del gruppo, sono state più volte indicate dagli opinionisti come televisione spazzatura ed attaccate anche dalle associazioni di psicologi perché propongono ai giovani esempi distorti e disapprovabili della vita. Criticata è anche la costante presenza nei programmi di ballerine poco vestite e di personaggi privi di qualifica (Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Alessandra Pierelli, ecc.) scelti solo a causa del loro gradevole aspetto fisico. Mediaset si è più volte difesa affermando che il fatto stesso che i programmi facciano grandi ascolti significa che il pubblico apprezza, ma altri obiettano che questo successo è dovuto principalmente al grande battage autopubblicitario che le emittenti fanno ai loro programmi.

Controprogrammazione[modifica | modifica sorgente]

Da più parti Mediaset è stata accusata di decidere i propri palinsesti unicamente in base al desiderio di contrapporsi alle scelte della RAI. Mediaset ha infatti in più occasioni spostato i propri programmi più visti per rivaleggiare con programmi più forti della RAI. Nel marzo 2009 la celebre conduttrice Maria De Filippi criticò il proprio editore a causa dello spostamento del talent show Amici di Maria De Filippi al martedì, con il solo scopo di rivaleggiare con X factor di Rai 2.[53] Altro esempio, almeno dal 2006, è Striscia la notizia, che quando è in diretta quasi sempre adegua la sua durata a quella dell'arcirivale Affari tuoi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mediobanca, Mediaset prima per fatturato, Sky Italia supera Rai - Digital-Sat Magazine
  2. ^ a b Mediaset: risultato netto di Gruppo negativo nel 2012 per 287,1 milioni di euro - LaStampa.it
  3. ^ l'ala tua scelta libera nMediaset: cede un pezzo di Videotime (MF) - News - Italiaoggi
  4. ^ Classifica Broadcaster Europei, 2007
  5. ^ Classifica del mercato mondiale dei media, 2007
  6. ^ Classifica Thomson Reuters Extel
  7. ^ Top 50 - International media groups IfM 2013; IfM - mediadb.eu
  8. ^ Inaugurazione Telemilano
  9. ^ Provvedimento Agcm n. 1742
  10. ^ Collocamento azioni Mediaset
  11. ^ Mediaset, Murdoch vuole comprare tutto
  12. ^ Massimo storico titolo MS
  13. ^ a b Classifica siti italiani più visti
  14. ^ [1]
  15. ^ Fatturato Mediaset Premium 2008
  16. ^ Mediaset, addio a Endemol Via il debito e corre in Borsa Giuliana Ferraino, Mediaset, addio a Endemol. Via il debito e corre in Borsa, «Corriere della Sera», 4 aprile 2012
  17. ^ Mediaset esce da Endemol Il debito a Apollo Investment - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it Giuliano Balestreri, Mediaset esce da Endemol. Il debito a Apollo Investment, «La Repubblica», 3 aprile 2012
  18. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-04-03/mediaset-esce-endemol-incasso-082636.shtml Daniele Lepido, Mediaset esce da Endemol. Incasso da 72 milioni di euro, «Il Sole 24 Ore», 3 aprile 2012
  19. ^ Studio 20
  20. ^ Publitalia '80
  21. ^ Publitalia '80
  22. ^ Publiespaña
  23. ^ Manifestazione popolare per il ripristino delle reti Fininvest nel 1984
  24. ^ Trattativa per la cessione di Rete 4
  25. ^ Articolo sul sito Tv-Zone
  26. ^ Borsa Italiana
  27. ^ Distribuzione tessere Tivù Sat
  28. ^ Mediaset.it
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  30. ^ 21 Partners e Medusa Cinema
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]