No Berlusconi Day

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1leftarrow.pngVoce principale: Il Popolo Viola.

Un momento della manifestazione

Il No Berlusconi Day, o semplicemente No B Day o NBD, è la prima manifestazione politica di massa autoconvocata in Italia tramite il social network Facebook[1][2][3][4] tenutasi il 5 dicembre 2009 a Roma in piazza San Giovanni in Laterano, e tesa a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi[5][6]. Altre manifestazioni analoghe si sono tenute, simultaneamente a quella di Roma, in numerose altre città italiane[7] e anche in città estere, quali Sydney,[8] Amsterdam, Atene, Barcellona, Bruxelles, Charleroi, Berlino, Monaco, Copenaghen, Dublino, Edimburgo, Parigi, Grenoble, Helsinki, Lisbona, Londra, Montréal, Madrid, Siviglia, New York, Chicago, San Francisco, Vienna e Stoccolma.[9]

Organizzazione e adesioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 ottobre 2009, due giorni dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano che permetteva a Silvio Berlusconi di non essere processato finché fosse stato Presidente del Consiglio dei ministri, un blogger dal nickname San Precario ha aperto sul social network Facebook la pagina Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi. A gestirla hanno contribuito anche Franco Lai, Tony Troja, Franca Corradini, Giuseppe Grisorio, Franz Mannino e Freek, anch'essi blogger ed utenti iscritti a Facebook. Lo scopo è stato di raccogliere le adesioni ad un appello teso a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio tramite una grande manifestazione nazionale da tenersi a Roma il 5 dicembre successivo Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

« A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto Fair Play di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte. »

(Cit. da L'appello per il No B Day)
Uno spezzone organizzato dalla Federazione della Sinistra al No B Day

Il 27 ottobre 2009 Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero hanno annunciato l'adesione delle loro formazioni politiche, l'Italia dei Valori e la Federazione della Sinistra, e hanno invitato le altre forze d'opposizione, in primis il Partito Democratico, a fare altrettanto[10][11].

Il 12 novembre 2009 è arrivato il rifiuto definitivo del Partito Democratico per bocca del suo segretario Pier Luigi Bersani, per il quale «le manifestazioni comuni si decidono insieme. Faremo presto iniziative comuni. Ma intanto c'è un sacco di lavoro da smaltire in parlamento. Faremo lì la nostra battaglia, e non è detto che sia una sconfitta. Faccio appello ai parlamentari del centrodestra, e non dispero che qualcuno non cominci a cambiare idea»[12].

Il giorno della manifestazione le adesioni individuali al network hanno superato quota 370.000 tramite Facebook[13]. Numerose le adesioni di artisti[14], politici, giornalisti, ricercatori[15], associazioni, blogger e gruppi Facebook. L'organizzazione delle manifestazioni del No B Day è avvenuta tramite la costituzione di 103 comitati locali nelle principali città italiane e 38 comitati all'estero. Per dare supporto logistico alla manifestazione e per tutte le pratiche burocratiche venne creata l’Associazione cinque12[16].

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Fortemente discordanti le valutazioni circa il numero di partecipanti: 90.000 secondo la questura di Roma[17] e più di 1.000.000 secondo gli organizzatori[18][19]. Il giornalista Mark Franchetti, nel suo documentario The Berlusconi Show, andato in onda sulla BBC il 17 marzo 2010, afferma che i partecipanti erano circa 200.000, mentre secondo quanto riportato nel libro di Mello i partecipanti furono 300.000. Non è noto il computo complessivo dei partecipanti alle altre manifestazioni italiane ed estere.

Alla manifestazione di Roma hanno preso la parola cittadini di ogni parte d'Italia, nonché giornalisti, intellettuali, attivisti per i diritti civili, artisti, familiari di vittime della mafia[6][20]. Il No B day è stato trasmesso in diretta dalla televisione danese, in Italia dai canali satellitari Rainews24 e Sky Tg24, oltre che da Red Tv e You Dem su internet[4].

Conseguenze e nascita de Il Popolo Viola[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 dicembre 2009 gli organizzatori del No B Day hanno annunciato la trasformazione del comitato organizzativo della manifestazione in comitato promotore del movimento Il Popolo Viola, avente lo stesso obiettivo principale della manifestazione[21]. Pochi giorni dopo, alcuni esponenti del partito politico Il Popolo della Libertà hanno proposto l'idea di un Sì B Day, in aperta contrapposizione al No B Day del Il Popolo Viola[22].

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Critiche preventive alla manifestazione sono venute da Giovanni Bachelet e Franca Chiaromonte. Bachelet dichiarò di non voler partecipare in quanto «la volta scorsa, a piazza Navona, mi sono senti­to preso in giro e me ne sono dovuto andare via. Non vorrei spuntassero ancora Grillo e Sabina Guzzanti», mentre la Chiaromonte ha motivato la propria astensione considerando «un errore persistere nella convinzione che tut­to il male sia riconducibile a una sola persona»[23].

Forte la polemica innescata dal rifiuto della RAI alla proposta avanzata da Bianca Berlinguer di trasmettere in diretta televisiva il No B Day. Antonio Di Pietro ha duramente attaccato i vertici del Partito Democratico per essersi defilati dall'evento e la Commissione di Vigilanza RAI, accusandola di voler censurare l'informazione per motivi politici.[24]

Secondo il quotidiano Il Giornale il No B Day non sarebbe stato un evento spontaneo ma un'iniziativa del partito politico Italia dei Valori[25].

Dalla rete stessa si sono levate numerose critiche[26][27] sull'organizzazione dell'evento, in quanto il comitato organizzativo ha di fatto escluso tutti dalle le fasi decisionali e propositive. Franco Lai, uno dei blogger che ha curato la pagina Facebook del No Berlusconi Day, ha più volte esternato dubbi riguardo presunti finanziamenti per mano di alcuni partiti politici[28], in particolare Italia dei Valori e Federazione della Sinistra. Lai ha inoltre denunciato di essere stato estromesso dalla gestione della pagina, probabilmente a causa dei dubbi sollevati sulla gestione dell'evento ed i legami con i partiti.

Il precedente del No Cav Day[modifica | modifica wikitesto]

Il No B Day è stato considerato da alcuni politici e giornalisti come la riedizione del precedente No Cav Day[29][30][31][32], la manifestazione nazionale di protesta politica contro il governo Berlusconi, organizzata dalla rivista MicroMega, con l'adesione del girotondismo, dell'Italia dei Valori e di alcuni parlamentari del Partito Democratico, svoltasi in Piazza Navona l'8 luglio 2008, cui parteciparono circa 15.000 persone, secondo i dati forniti dalla questura di Roma[33].

Sul palco si avvicendarono diversi oratori, tra i quali Antonio Di Pietro, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Laura Belli, Giuseppe Giulietti, Pancho Pardi, Lidia Ravera, Sabina Guzzanti, Moni Ovadia, Fiorella Mannoia, Marco Travaglio e, in video conferenza, Beppe Grillo.

La manifestazione era centrata sulla protesta contro le cosiddette "leggi canaglia" - ovvero sulle norme promulgate dal Governo Berlusconi che alcune forze politiche ritennero fortemente favorevoli al Presidente del Consiglio - e fu teatro di aspre dichiarazioni che sollevarono una grande polemica su giornali e televisioni, anche estere, oltre a comportare strascichi giudiziari.

In particolare, furono oggetto di forti controversie le accuse di Travaglio e Grillo all'indirizzo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per la scarsa vigilanza sugli atti del governo e le critiche della Guzzanti a Papa Benedetto XVI («Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni») ed al ministro Mara Carfagna, esplicitamente tacciata d'aver ottenuto la propria nomina al dicastero delle Pari Opportunità, attraverso la concessione di favori sessuali.[34][35] Per quest'ultima invettiva, il 9 ottobre 2012, la Guzzanti è stata condannata al risarcimento di 40.000 Euro alla ex ministra.[36]

Il corrispettivo francese[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa antiberlusconiana ha avuto successivamente un'emulazione francese il 27 marzo 2010 col No Sarkozy Day, anch'esso sostenuto da un popolo viola, e che tuttavia ha raccolto un'adesione inferiore[37][38].

No Berlusconi Day 2[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 ottobre 2010 si è tenuto a Roma il No Berlusconi Day 2 (abbreviato No B Day 2)[39], che si è tenuto anche in molte città estere, quali Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Dublino, Edimburgo, Londra, Losanna, Madrid, Parigi, Stoccolma, Valencia e Washington DC.[40]

L'adesione è stata minore dell'anno precedente (diecimila secondo la questura, cinquecentomila secondo gli organizzatori[41]). Tra i partecipanti Antonio di Pietro, Salvatore Borsellino, Nichi Vendola, Paul Ginsborg e alcuni partigiani.[42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sfida del popolo dei blogger già 250 mila sì al No-B day
  2. ^ No-B Day, la prima volta (politica) della rete italiana, Sky.it, 5 dicembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  3. ^ No B Day, oggi, per chiedere le dimissioni di Berlusconi, AdnKronos, 5 dicembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  4. ^ a b No B-Day, Bersani: "Una buona giornata", ANSA, 6 dicembre 2009. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  5. ^ Il «No B day» Manifestazione anti-Cavaliere Il simbolo sarà il colore viola, Corsera.it, 5 dicembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  6. ^ a b Sky Tg24, 05-12-2009.
  7. ^ Fra cui Milano, Genova, Reggio Emilia e Torino
  8. ^ No-B Day, manifestazione a Roma contro Berlusconi, Corriere della Sera. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  9. ^ Il No Berlusconi Day nel mondo, L'espresso. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  10. ^ Di Pietro e Ferrero il 5 dicembre al 'No Berlusconi Day' di Facebook, La Repubblica, 27 ottobre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  11. ^ Tutti al No berlusconi Day, Liberazione, 28 ottobre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  12. ^ Il Pd non segue Di Pietro. Bersani: no alla piazza, Il Manifesto, 13 novembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  13. ^ Girotondo anti Cav: mezzo Pd sfila con Di Pietro, Il Giornale, 5 dicembre 2009. URL consultato il 15 dicembre 2009.
  14. ^ L’appello della Conoscenza
  15. ^ No-B day, crescono le adesioni in piazza anche Sinistra e Libertà, la Repubblica, 21 novembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  16. ^ No-B-Day: la mia versione su quel che è accaduto, articolo di Gianfranco Mascia.
  17. ^ Questura di Roma, 05-12-2009 (cit. in Sky Tg24 e RaiNews24, RAI)
  18. ^ Sito ufficiale del No Berlusconi Day.
  19. ^ L'onda viola invade Roma, Repubblica.it, 5 dicembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  20. ^ No-B Day, "Siamo un milione", Rai.it, 5 dicembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
    «questa è la vera "prima volta" per la rete italiana».
  21. ^ Il popolo viola su Facebook
  22. ^ Ora nasce l’idea di un «Berlusconi day» in piazza, Il Giornale, 15 dicembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  23. ^ Il «No-Berlusconi Day» agita il Pd Franceschini: io ci sarò. Bersani no, Corriere della Sera, 3 dicembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  24. ^ No-B Day: la Rai nega la diretta al Tg3, Corriere della Sera, 3 dicembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  25. ^ Si scrive NoB-day, si legge Italia dei valori, Il Giornale, 6 dicembre 2009. URL consultato il 15 dicembre 2009.
  26. ^ Le dieci domande all'organizzazione del No Berlusconi Day, Democratica Rete, 7 dicembre 2009.
  27. ^ Le Verità di Gianfranco Mascia, Susanna Ambivero Blog, 6 gennaio 2010.
  28. ^ Intervista: Franco Lai e il No Berlusconi Day, la dissidenza a polisblog, PolisBlog.it, 30 novembre 2009.
  29. ^ Rosy Bindi ad Affaritaliani.it: "Il Pd non partecipa al 'No Cav Day 2'", Affaritaliani.it, 17 novembre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  30. ^ Bersani a Di Pietro: alleanze regione per regione, Corriere della Sera, 29 ottobre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  31. ^ No Cav Day 2: Di Pietro e Ferrero a Bersani, in piazza il 5/12, La Repubblica, 27 ottobre 2009. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  32. ^ Pd: Bindi; "No Cav Day"? Noi anti-berlusconiani quotidiani, Milano Finanza News.
  33. ^ In migliaia per il "No Cav day", La Repubblica, 8 luglio 2008. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  34. ^ Il 'No Cav Day' non risparmia nessuno. Attacchi a Quirinale, Carfagna, Papa, Corriere della Sera, 8 luglio 2008 [1]
  35. ^ Matteo Tonelli, In migliaia per il "No Cav day". E Grillo attacca Napolitano, La Repubblica, 8 luglio 2008 Articolo di La Repubblica
  36. ^ Sabina Guzzanti diffamò Mara Carfagna L'attrice costretta a pagare 40mila euro - Corriere del Mezzogiorno
  37. ^ no-sarkozy-day.fr
  38. ^ SarkoNo dopo il voto
  39. ^ Si scaldano i motori del No B Day 2, Il fatto quotidiano, 22 agosto 2010. URL consultato il 25 agosto 2010.
  40. ^ No-B Day 2, gruppi esteri. URL consultato il 13 febbraio.
  41. ^ No B. Day 2, piazza San Giovanni si colora di Viola, Il fatto quotidiano.
  42. ^ Torna il No B Day, la cronaca in diretta, Il fatto quotidiano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi, Indignati speciali contro la casta, Aliberti Editore, Reggio Emilia, 2008
  • Eckhard Römer, Italienische Mediensprache, Walter de Gruyter GmbH & Co., Berlino, 2009
  • Federico Mello, Viola. L'incredibile storia del No B.day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi, Aliberti Editore, Reggio Emilia, 2010
  • Gianfranco Mascia, Il libro viola. La storia del movimento No-B day, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]