Campionato mondiale di calcio 2022

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Campionato mondiale di calcio 2022
بطولة كأس العالم لكرة القدم 2022
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 22ª
Organizzatore FIFA
Luogo Qatar Qatar
(7 città)
Partecipanti 32
Impianto/i 12 stadi
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 2018 2026 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 2022 o Coppa del mondo FIFA del 2022 (in lingua inglese 2022 FIFA World Cup, in arabo طولة كأس العالم لكرة القدم 2022btwlh kas al'ealm lkrh alqdm 2022), noto anche come Qatar 2022, sarà la 22ª edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA e la cui fase finale si svolgerà in Qatar.

Fase finale[modifica | modifica sorgente]

Scelta della sede[modifica | modifica sorgente]

Criteri di selezione del continente[modifica | modifica sorgente]

Le nuove regole FIFA valide a partire dall'assegnazione per l'edizione del 2018 impongono che una confederazione non possa ospitare un campionato mondiale fino alla terza edizione successiva all'ultima disputata in un Paese ad essa iscritto. Dopo Sudafrica 2010 e Brasile 2014 quindi, non era possibile ospitare i Mondiali 2018 né in Sud America, né in Africa, mentre l'organizzazione del Mondiale 2022 era interdetta alle nazioni europee, dopo l'assegnazione di Russia 2018.

Candidature[modifica | modifica sorgente]

La procedura per candidarsi ad ospitare i mondiali di calcio per le edizioni del 2018 e del 2022, iniziò nel gennaio 2009, e le federazioni nazionali ebbero tempo fino al 2 febbraio 2009 per candidarsi ufficialmente[1]. Inizialmente 11 nazioni presentarono la loro candidatura per ospitare l'edizione del 2018, ma in seguito il Messico si è ritirato dalla procedura[2], e la candidatura dell'Indonesia è stata respinta dalla FIFA nel gennaio 2010 dopo che il governo indonesiano non è stato in grado di supportare la candidatura[3].

Australia[modifica | modifica sorgente]
Città proposte nella candidatura australiana

Alla fine del 2005 vi furono molte voci che davano come probabile una candidatura di Australia e Nuova Zelanda per ospitare la manifestazione. L'Australia aveva organizzato i Giochi olimpici del 1956 a Melbourne e quelli di Sydney nel 2000, il Mondiale di Rugby nel 2003 (più quello congiunto con la Nuova Zelanda nel 1987) e i Commonwealth Games nel 2006. Inoltre aveva organizzato 2 volte la Coppa delle nazioni oceaniane, nel 1998 e nel 2004. Joseph Blatter però dichiarò:

« Se non sbaglio, l'Australia è nell'emisfero meridionale. Mi sembra logico che i Mondiali tornino a nord nel 2018[4] »

spegnendo di fatto le possibilità di un campionato del mondo da disputarsi in Australia in quell'edizione.

Il 14 giugno 2009 Frank Lowy, il presidente della Federazione australiana di calcio, annunciò la candidatura ufficiale sia per i mondiali del 2018 che per quelli del 2022[5].

Le città proposte per la candidatura erano: Adelaide, Brisbane, Canberra, Darwin, Hobart, Melbourne. Perth e Sydney.

Il 10 giugno 2010 l'Australia ritirò la propria candidatura ad ospitare l'edizione del 2018, per concentrasi in quella del 2022.

Corea del Sud[modifica | modifica sorgente]

La Corea del Sud sarebbe stato il primo paese asiatico ad ospitare la Coppa del mondo due volte, ma la candidatura fu respinta soprattutto perché aveva da poco ospitato l'edizione del 2002. Han Seung-Joo, un ex ministro sud-coreano degli Affari Esteri fu nominato Presidente del Comitato offerte nel mese di agosto 2009. Il presidente Lee Myung-bak visitò la sede della FIFA a Zurigo, in Svizzera, per incontrare Blatter a sostegno della candidatura della Corea del Sud.

La candidatura della Corea del Sud non comprendeva uno stadio da 80.000 persone. Vi erano tre stadi che potevano ospitare oltre 60.000 persone: Seoul Olympic Stadium, Seoul World Cup Stadium e Daegu Stadium. La costruzione di un altro stadio da 70.000 posti era prevista a Incheon. La candidatura comprendeva anche altre sedi già costruite per i Mondiali del 2002. Le 12 città selezionate nel marzo 2010 per ospitare i mondiali erano Busan, Cheonan, Daegu, Daejeon, Goyang, Gwangju, Incheon (2 sedi), Jeonju, Jeju, Seoul (2 sedi), Suwon e Ulsan.

Giappone[modifica | modifica sorgente]

Il Giappone aveva ottime possibilità per ospitare la Coppa del mondo FIFA. Gli stadi erano già tutti moderni e adatti per un Mondiale ma l'obiettivo era quello di migliorarli ancora di più. La cosa che giocava a suo sfavore è il fatto che ha organizzato un campionato mondiale di calcio molto di recente (quello del 2002 insieme alla Corea del Sud, il primo in assoluto svolto in Asia e in due Paesi congiuntamente). Il 4 maggio 2010 la federazione giapponese rinunciò ufficialmente all'organizzazione dell'edizione 2022 per concentrarsi esclusivamente su quella successiva del 2026.[6]

Qatar[modifica | modifica sorgente]

Il Qatar, che poi diventerà la nazione ospitante della fase finale della Coppa del mondo 2022, aveva un programma composto da 11 stadi.

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Il 15 ottobre 2010 gli Stati Uniti ritirarono ufficialmente la candidatura per i mondiali 2018 per candidarsi ad ospitare il mondiali del 2022.[7]

Candidature non finalizzate[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle quattro nazioni escluse automaticamente di cui si è detto sopra, le seguenti nazioni dichiararono inizialmente che avrebbero presentato una candidatura per l'organizzazione dei mondiali di calcio del 2022 ma poi non hanno concretizzato le proprie intenzioni (oppure l'hanno fatto ma si sono successivamente ritirate):

Indonesia[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2009 la Federcalcio Indonesia (PSSI) confermò la sua intenzione di presentare una candidatura per la Coppa del mondo 2022, con il sostegno del governo. Nel febbraio 2009, la PSSI lanciò il "Green World Cup Indonesia 2022", la campagna per ospitare i mondiali 2022. Questa campagna includeva 1 miliardo di dollari e prevedeva di aggiornare le infrastrutture di supporto accanto stadi per soddisfare le esigenze della FIFA. I fondi per la costruzione di stadi dovevano arrivare dai governi regionali. L'Indonesia aveva già fatto la storia della Coppa del mondo, quando divenne la prima nazione asiatica a giocare in una fase finale, al torneo 1938 in Francia sotto il suo nome coloniale di orientali Indie olandesi. L'Indonesia aveva avuto anche esperienza nei tornei di hosting come il co-conduttore del 2007 Coppa d'Asia.

Nella presentazione della campagna, il presidente della PSSI Nurdin Halid ha detto di ritenere che in Indonesia c'era una possibilità di ospitare la Coppa del mondo 2022, nonostante la povertà di infrastrutture, unita alla bassa qualità della squadra nazionale rispetto ad altri candidati.

L'offerta fu lanciata in un momento in cui ci furono forti pressioni da parte dei tifosi di calcio indonesiano e Halid si dimise dalla carica di presidente della PSSI. Non c'era alcun supporto ufficiale da parte del governo indonesiano fino al 9 febbraio 2010, il termine per il governo del paese per presentare una lettera di sostegno per l'offerta. Il 19 marzo 2010, la FIFA ha respinto l'offerta dell'Indonesia per ospitare i Mondiali 2022 perché il governo ha dichiarato che la loro preoccupazione è per la gente del paese, e quindi non potrebbe sostenere l'offerta come FIFA richiesto.

Messico[modifica | modifica sorgente]

L'ex presidente della Federcalcio messicana, Alberto de la Torre, annunciò l'intenzione di presentare un'offerta per i mondiali 2022 nel 2005. Il Messico aveva inizialmente sperato di un'offerta per la FIFA 2014 World Cup, ma non era ammissibile a causa della politica di rotazione in quel momento. Se scelto per 2018 o 2022, il Messico sarebbe diventato il primo Paese ad ospitare la Coppa del mondo per una terza volta. Tuttavia, Justino Compean e Decio de Maria, rispettivamente presidente e segretario della Federazione messicana di calcio, annunciarono il ritiro citando una mancanza di fondi sia all'interno della Federazione che attraverso terzi. L'età degli stadi del Messico avrebbe comportato un significativo investimento per soddisfare le norme FIFA. La candidatura comprendeva tredici nuovi stadi ubicati in Baja California, Monterrey, Guadalajara, Ciudad Juárez, la regione di Laguna, e Città del Messico, alcuni dei quali sono già stati costruiti, o erano in costruzione, al servizio della Lega Nazionale.

Assegnazione[modifica | modifica sorgente]

Il 2 dicembre 2010, nella sede principale della FIFA a Zurigo, è stato deciso che l'edizione del 2022 della Coppa del mondo FIFA si giocherà in Qatar.

La sequenza di scrutini ha avuto il seguente esito:

Risultati
Nazione Voto
1 2 3 4
Qatar Qatar 11 10 11 14
Stati Uniti Stati Uniti 3 5 6 8
Corea del Sud Corea del Sud 4 5 5 -
Giappone Giappone 3 2 - -
Australia Australia 1 - - -
Voti totali 22 22 22 22

Questa sarà la prima volta che un Paese del Medio Oriente ospiterà la Coppa del mondo FIFA.

Stadi[modifica | modifica sorgente]

Oltre al già pronto Khalifa International Stadium, altri 11 stadi sono inclusi nel progetto iniziale, di questi 9 completamente nuovi e 2 impianti già esistenti che saranno oggetto di ampliamento.

I nuovi stadi sono:

  • Il Lusail Iconic Stadium: lo stadio che ospiterà la prima partita e la finale del torneo sarà costruito a Lusail e ospiterà fino a 86.250 persone.
  • Al-Khor Stadium: uno stadio di 45.330 posti situato ad Al Khor, nel nord est del Qatar, progettato con la forma di una splendida conchiglia asimmetrica. Alcuni spettatori potranno vedere il Golfo dal loro posto mentre i giocatori potranno beneficiare di una copertura flessibile che assicurerà l’ombra sul terreno di gioco.
  • Al Wakrah Stadium: impianto di 45.120 posti, situato ad Al Wakrah nel sud del Qatar, immerso in un parco con una piscina a tema, una spa, attrezzature sportive e un centro commerciale. L'ingresso principale dello stadio si affaccerà su una bellissima piazza che creerà il senso di un unico grande parco.
  • Education City Stadium: altro stadio che sarà costruito nella capitale qatariota, ancora capace di ospitare 45.000 persone.

Gli stadi che saranno ampliati invece:

  • Al Rayyan Stadium: 20 chilometri a Al-Rayyan, a nordovest di Doha, la cui attuale capacità, grazie alla giustapposizione di una tribuna superiore, dovrebbe raddoppiare fino a ospitare 44.740 spettatori. Lo stadio sarà avvolto da una speciale membrana che servirà da schermo gigante per la proiezione di aggiornamenti flash e informazioni sulla partita.
  • Al Gharafa Stadium:anche questo stadio situato vicino Doha raddoppierà la sua attuale capacità fino a 44.740 spettatori. La facciata sarà costituita dall’intreccio dei colori di tutti i paesi che si qualificheranno per la 2022 Qatar FIFA World Cup, simboleggiando l'amicizia, la tolleranza e il rispetto reciproci fra la Coppa del Mondo FIFA e il Qatar.

Tutti gli stadi avranno impianti di raffreddamento a emissioni zero grazie all’utilizzo di tecnologie solari per garantire che la temperatura non superi mai i 27 °C e assicurando sempre ottimali condizioni di gioco e un ambiente confortevole per i tifosi. Una nuova rete metropolitana, con una lunghezza totale di 320 km, sarà realizzata nel 2021. Tutti gli stadi saranno collegati al sistema autostradale del Qatar e, per offrire un comodo accesso agli spettatori, alcuni potrebbero essere raggiunti anche dai taxi d'acqua[8].

Qualificazioni[modifica | modifica sorgente]

Le qualificazioni ai campionati del mondo 2022 cominceranno nel corso del 2020 e si concluderanno nel novembre 2021. Non si sa ancora se la formula nelle varie confederazioni verrà cambiata. L'unico paese oggi certo della presenza è la nazionale qatariota, in quanto paese organizzatore della manifestazione.

Squadre partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Pr. Squadra Data di qualificazione certa Confed. Partecipante in quanto Ultima presenza
1 Qatar Qatar 002 dicembre 2010 1AFC 00Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale Nessuna, o, in caso di qualificazione, Russia 2018
2 00 00 00
3 00 00 00
4 00 00 00
5 00 00 00
6 00 00 00
7 00 00 00
8 00 00 00
9 00 00 00
10 00 00 00
11 00 00 00
12 00 00 00
13 00 00 00
14 00 00 00
15 00 00 00
16 00 00 00
17 00 00 00
18 00 00 00
19 00 00 00
20 00 00 00
21 00 00 00
22 00 00 00
23 00 00 00
24 00 00 00
25 00 00 00
26 00 00 00
27 00 00 00
28 00 00 00
29 00 00 00
30 00 00 00
31 00 00 00
32 00 00 00

Calendario[modifica | modifica sorgente]

Il calendario dei mondiali di calcio viene solitamente pubblicato tre anni prima l'inizio della manifestazione, quindi in questo caso nel 2019. Come da tradizione i mondiali dovrebbero cominciare un venerdì, terminare una domenica e durare un mese a cavallo fra giugno e luglio, ma il presidente della FIFA Joseph Blatter ha dichiarato che, a causa del clima estivo in Qatar, uno spostamento della fase finale in inverno "è più che probabile".[9]

Qatargate[modifica | modifica sorgente]

“La cospirazione per comprare la Coppa del Mondo” è il titolo della prima pagina del The Sunday Times, il primo giugno 2014[10], e per la prima volta, il quotidiano britannico dà delle prove (lettere, email, file bancari) accreditando la tesi dell'acquisto del Mondiale dal Qatar. Secondo il giornale, lo sceicco qatariota Mohamed bin Hammam, ex presidente dell' AFC, avrebbe intrapreso una campagna di corruzione dal 2008 fino al 2011 (anno della votazione), erogando oltre 5 milioni di dollari a vari presidenti del calcio continentale, alcuni dei quali componenti della "giuria" che avrebbe poi assegnato il mondiale 2022 al Qatar. La FIFA sta indagando sulla vicenda, e a fine 2014 si dovrebbero avere degli esiti. Al momento il governo del Qatar ha già investito circa 25 dei 140-200 miliardi di dollari previsti nell’affare Coppa del Mondo 2022. Per l’esattezza, secondo le inchieste attive da molte parti, 25 miliardi più 5 milioni, cifra, quest’ultima, che non rappresenterebbe che una briciola non significativa sul totale, non fosse altro che per la sua destinazione: un patrimonio in bustarelle, distribuito a pioggia ai rappresentanti delle federazioni di calcio di tutto il mondo, quelli più sensibili a quest’argomento, per garantirsi il loro voto al momento dell’assegnazione di dicembre 2010.

Il Guardian ha raccolto nel suo dossier, “FIFA Files”, un corposo e particolareggiato archivio, contenente milioni di documenti sui movimenti di denaro quanto meno sospetti, e testimonianze che ruotano attorno alla vicenda dell’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar, coinvolgendo funzionari di governo e rappresentanti di varie federazioni. La redazione del Sunday Times, che avvalora le sue tesi di corruzione con migliaia di e-mail, che confermerebbero incontri tra funzionari della federazione qatariota e presidenti di federazioni soprattutto africane e pagamenti di somme destinate a comperarne la malleabilità in sede di votazione. Cifre grandi e relativamente piccole, accordi economici internazionali, tutto sembra sia stato utile per ammorbidire l’atteggiamento di tante federazioni nei confronti della causa qatariota; per ogni notizia è naturalmente al momento d’obbligo il condizionale, costituendo il materiale di inchieste in corso, e un nome spicca tra i tanti per le iniziative attuate: Mohamed bin Hammam, Presidente dell’Asian Football Confederation fino al momento di essere radiato dalla FIFA per corruzione, nel luglio 2012. Si legge di una tangente, quasi un dividendo distribuito ai soci, di 200.000 dollari accreditati sul conto di ciascuno dei presidenti di varie federazioni africane; di una bustarella più pesante, 1.600.000 dollari a Jack Warner, all’epoca vice presidente della FIFA, anch’egli a sua volta radiato per corruzione; Mohamed bin Hammam, nel corso delle sue relazioni pericolose, eticamente incompatibili con la sua carica, avrebbe mediato personalmente un contratto di fornitura agevolata di gas fra la Qatargas e la PTT (compagnia tailandese per l’energia), con contatti diretti con Worawi Makudi, presidente della federazione tailandese e, scorrendo il materiale, si potrebbe continuare a lungo… Parallelamente alle inchieste, portate avanti con professionalità dai giornalisti, anche il Comitato Etico della FIFA, e in particolare il suo capo ispettore Michael J. Garcia, avvocato newyorkese, non ha potuto esimersi dall’istruire una pratica circa le denunce di corruzione, ma inspiegabilmente non ha ammesso tutti i documenti già raccolti in questi anni: la fase istruttoria dell’inchiesta della FIFA sarebbe dovuta essere completata entro lo scorso 9 giugno e la decisione in merito è attesa entro la fine di luglio: da questa dovrebbe in teoria dipendere la conferma dell’assegnazione al Qatar, o una nuova votazione per scegliere un’altra sede.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Steve Goff, Future World Cups in The Washington Post, 16 gennaio 2009. URL consultato il 16 gennaio 2009.
  2. ^ http://football.uk.reuters.com/world/news/LT291439.php. URL consultato il 29 settembre 2009. [collegamento interrotto]
  3. ^ Indonesia's bid to host the 2022 World Cup bid ends in BBC Sport, 19 marzo 2010. URL consultato il 19 marzo 2010.
  4. ^ Calcio: Blatter gela l'Australia, i Mondiali 2018 tornano a nord, tio.ch, 30 maggio 2008. URL consultato il 5 luglio 2014.
  5. ^ Calcio, Australia si candida per mondiali 2018 o 2022
  6. ^ Il Giappone rinuncia ai mondiali 2018 -
  7. ^ USA bid committee to focus on 2022 FIFA World Cup. URL consultato il 22 giugno 2014.
  8. ^ Qatar 2022, il Mondiale del futuro, ansa.it, 6 dicembre 2010. URL consultato il 5 luglio 2014.
  9. ^ Mondiali 2022, Blatter: "Un errore assegnarli al Qatar". URL consultato il 22 giugno 2014.
  10. ^ (EN) Plot to buy the World Cup, The Sunday Times. URL consultato il 1°-06-2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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