Rapper

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Il termine rapper – derivato da Rap, che definisce un genere musicale – è nato per definire il cantante metropolitano che attraverso il rapping ovvero giochi di parole ritmati e rime, spesso anche improvvisate (freestyle), esprime i propri sentimenti, racconta storie, si autocelebra, sui break di un DJ o su una base di beatbox.

I primi rapper sono stati i ragazzi che, negli anni '70, durante i block party del Bronx, lanciavano i loro messaggi mentre i DJ suonavano. Da ciò deriva il sinonimo Master of Ceremonies (abbreviato MC), ovvero "maestri della cerimonia".

Successivamente, i brevi interventi dei rapper diventarono sempre più lunghi e complessi, sia dal punto di vista della costruzione delle rime, sia da quello del contenuto delle rime.

Nel tempo, si è formata anche una moda di vestire che ha caratterizzato i rapper. Negli anni '80, grazie a gruppi come i Run DMC, per esempio, erano molto usate le tute e scarpe Adidas, i cappelli Kangol, grosse collane d'oro e vistosi anelli (i cosiddetti "bling bling").

I principali rapper americani sono (e sono stati) Tupac Shakur, The Notorious B.I.G., Snoop Dogg, Dr Dre, Eminem, Jay-Z, Ice Cube, 50 Cent, Puff Daddy, i Run DMC, i Beastie Boys, d-12,

I rapper non sono solo americani perché questa cultura si è diffusa anche in Italia dove i più famosi rapper italiani sono: J-Ax, Jovanotti, Marracash, Fabri Fibra, Frankie Hi-Nrg Mc, Mondo Marcio, Nesli, Vacca, Inoki, Noyz Narcos, Caparezza, Club Dogo (Jake la Furia, Guè Pequeno e Don Joe), i Gemelli DiVersi (Grido, Thema, Strano e THG), Dargen D'Amico, Entics.

Nell'ambiente underground italiano, da ricordare: Kaos One, Danno, Neffa, Bassi Maestro, Babaman, Tormento, Raige, Rayden, Maxi B, Kiave, Dj Gruff, Deda, Ensi, Mistaman, Clementino.

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