Rapper

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Il termine rapper – derivato da Rap, che definisce un genere musicale – è nato per definire il cantante metropolitano che attraverso il rapping ovvero giochi di parole ritmati e rime, spesso anche improvvisate (freestyle), esprime i propri sentimenti, racconta storie, si autocelebra, sui break di un DJ o su una base di beatbox.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi rapper sono stati i ragazzi che, negli anni settanta, durante i block party del Bronx, lanciavano i loro messaggi mentre i DJ suonavano. Da ciò deriva il sinonimo Master of Ceremonies (abbreviato MC), ovvero "maestri della cerimonia". Successivamente, i brevi interventi dei rapper diventarono sempre più lunghi e complessi, sia dal punto di vista della costruzione delle rime, sia da quello del contenuto delle stesse.

Nelle prime fasi dello sviluppo di questa figura, i rapper erano principalmente americani e svilupparono un modo vistoso di vestire, in linea con la cultura Hip Hop. Negli anni ottanta, grazie a gruppi come i Run DMC, per esempio, erano molto usate le tute e scarpe Adidas, i cappelli Kangol, grosse collane d'oro e vistosi anelli (i cosiddetti "bling bling").

Successivamente l'Hip Hop si espande a livello mondiale grazie a gruppi (crew) come N.W.A. o Da Lench Mob, ma anche grazie ad artisti come Eminem, Tupac Shakur, Eazy-E, The Notorious B.I.G., Dr. Dre, Snoop Dogg, Ice Cube, 50 Cent e molti altri.

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