Freestyle (hip hop)

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Il freestyle è una disciplina dell'hip hop, consistente nel "rappare" su una base (solitamente tracce strumentali di dischi americani) improvvisando rime a tempo della stessa.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Sicuramente le origini del freestyle sono da ricercare in molteplici elementi che hanno influenzato la cultura afroamericana nel corso dei secoli, dunque non è possibile, dicono molti, addebitare a un solo fenomeno l'origine di questa particolare tecnica di canto.

Le origini del freestyle coincidono con quelle della cultura hip hop ma le versioni sono contrastanti. Si dice che sia nato dagli immigrati giamaicani che, vendendo ai mercati i 45 giri di reggae, li riproducevano dal lato strumentale (version) e decantavano (improvvisando) le qualità del disco in questione ai possibili acquirenti.[senza fonte]Questa tradizione era realmente molto diffusa in Giamaica e nei ghetti dove gli immigrati risiedevano ma molti storici del genere si dicono in disaccordo e preferiscono rimandare le origini del freestyle ai cosiddetti block party, nei quali i primi Mc's si esibivano in ritornelli improvvisati sul ritmo dei dischi mixati dal DJ.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il freestyle è ritenuta la tecnica di espressione utilizzata maggiormente dai Master of Ceremonies.[senza fonte]

La tecnica del freestyle viene normalmente sperimentata nei raduni, detti jam (dalle jam session del jazz), dove hanno luogo libere esibizioni collettive di artisti rap, e nei contest freestyle battles, competizioni in cui due rapper si sfidano in abilità. Ogni freestyler ha una sua tecnica sul palco una sua scelta dei movimenti perché anche quelli sono importanti.

Il vincitore viene scelto dal pubblico mediante acclamazione. Negli ultimi anni è molto aumentato tra i rapper l'uso delle cosiddette punchlines: rime di forte impatto da rivolgere all'avversario di turno (sia esso reale come nel caso delle battles 1 vs 1, o anche un 'tu' ipotetico). Le punchlines spesso non sono improvvisate, ma parte del repertorio personale del freestyler stesso, cosa che toglie ampiezza di argomenti e fantasia alle battles, spesso limitate solo al reciproco insulto.
Dalla avvenuta presa visione di questo limite da parte della scena hip hop, esistono oggi anche battles ad argomento, durante le quali la giuria stabilisce un argomento diverso ad ogni turno ed i freestyler vengono giudicati in merito alla capacità di sostenere il tema, al modo in cui lo sviluppano ed agli spunti che riescono a trarne. Ovviamente, facendolo in rima e cavalcando un tempo musicale.

La parola freestyle significa stile libero e fare freestyle consiste nello sviluppare concetti cantandoli con o senza una strumentale di accompagnamento. La differenza sostanziale fra parlare e fare freestyle è che chi fa freestyle sta seguendo una tecnica, uno schema, uno stile diverso dagli schemi liberi di chi parla semplicemente. Questi schemi, tecniche e stili non consistono semplicemente e solo nelle "rime". Possono essere utilizzate tutte le figure retoriche presenti in poesia ed in più possono essere utilizzati suoni creati al momento.

Rappers che ne hanno fatto utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Tra i rapper che hanno fatto del freestyle un'arte è doveroso ricordare Canibus, Immortal Technique, Chino XL, Big L, KRS One, Supernatural, Eminem, Eyedea e molti altri ancora.

Sul versante italiano i freestyler più importanti sono Ensi e Clementino, vincitori delle edizioni 2005 e 2006 del 2theBeat. Sono molto importanti anche freestyler come Danno (dei Colle Der Fomento), Moddi Mc e Turi. I freestyler Italiani più importanti sono, oltre quelli già citati, Jack the Smoker, Ensi, Noema, Mondomarcio, Kiave, Nitro, Dank, Rancore, Esa, Mouri, Clementino, Morbo e Blnkay.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]