Nazionale di calcio della Spagna

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Spagna Spagna
Campione del mondo in carica Campione del mondo in carica
Campione d'Europa in carica Campione d'Europa in carica
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione RFEF
Real Federación Española de Fútbol
Codice FIFA ESP
Soprannome La Selección, Furia Roja, La Roja
Selezionatore Spagna Vicente del Bosque
Record presenze Iker Casillas (153)
Capocannoniere David Villa (56)
Ranking FIFA
Esordio internazionale
Spagna Spagna 1 - 0 Danimarca Danimarca
Bruxelles, Belgio; 28 agosto 1920
Migliore vittoria
Spagna Spagna 13 - 0 Bulgaria Bulgaria
Madrid, Spagna; 21 maggio 1933
Peggiore sconfitta
Italia Italia 7 - 1 Spagna Spagna
Amsterdam, Paesi Bassi; 4 giugno 1928
Inghilterra Inghilterra 7 - 1 Spagna Spagna
Londra, Regno Unito; 9 dicembre 1931
Campionato del mondo
Partecipazioni 14 (esordio: 1934)
Miglior risultato Campione nel 2010
Campionato d'Europa
Partecipazioni 9 (esordio: 1964)
Miglior risultato Campione nel 1964, 2008, 2012
Confederations Cup
Partecipazioni 2 (esordio: 2009)
Miglior risultato Secondo posto nel 2013

La Nazionale di calcio della Spagna (spagnolo: Selección de fútbol de España) è la rappresentativa calcistica della Spagna, controllata dalla Real Federación Española de Fútbol.

Nel suo palmarès figurano una vittoria nel campionato del mondo, conseguita nel 2010 nella sua prima finale disputata nel torneo, tre vittorie nel campionato d'Europa, (1964, 2008 e 2012). Agli Europei disputò la finale del 1984, perdendo contro la Francia. Ai Giochi Olimpici ha vinto anche una medaglia d'argento ottenuta nel 1920. Conta 13 partecipazioni alla fase finale dei Mondiali su 19 edizioni.

Ha giocato più di 500 incontri ufficiali, di cui oltre 30 contro la Nazionale portoghese, rivale storica.

La Furia Rossa (come viene soprannominata la squadra) è campione d'Europa e del mondo in carica. Occupa attualmente il 1º posto nel Ranking FIFA, posizione raggiunta per la prima volta a luglio 2008. Il peggior posizionamento è stato il 25º posto di marzo 1998.

Il 1º luglio 2012 la Spagna è diventata Campione d'Europa per la terza volta, vincendo contro l'Italia in finale per 4-0, essa fu la seconda partita in cui si sono scontrati gli azzurri e le furie rosse: la prima fu durante la fase a gironi, partita che terminò sul risultato di 1-1. Detiene con la Germania il record di campionati europei di calcio vinti, con tre titoli conquistati (1964, 2008, 2012). È una nazionale di calcio affiliata all'UEFA che ha vinto due titoli continentali e un campionato mondiale (2010) di seguito, diventando così l'unica squadra ad aver raggiunto questo risultato. Questa nazionale detiene inoltre la striscia più lunga sia di vittorie (15) che di risultati utili consecutivi (35 a pari merito)[1] ottenuti in partite ufficiali ed amichevoli, oltre che la striscia più lunga di risultati utili consecutivi in partite non amichevoli (29).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

La Selezione spagnola nel 1920 ad Anversa

Sorse nel 1920, in occasione della partecipazione ai giochi olimpici di Anversa: esordì il 28 agosto dello stesso anno al La Butte di Bruxelles contro la Danimarca vincendo per 1-0 con gol di Patricio, che divenne primo marcatore della storia della sua Nazionale, la cui prima formazione era la seguente: Zamora, Samitier, Sesúmaga, Otero, Arrate, Belauste, Pichichi, Acedo, Eguiazábal, Patricio e Pagaza. La selezione spagnola conquistò la medaglia d'argento vincendo il minitorneo per assegnare le medaglie di argento e bronzo che si disputò dopo la squalifica della Cecoslovacchia, che abbandonò la finale con il Belgio.

Nel 1921 la Spagna disputò la prima partita internazionale in casa, battendo il Belgio 2-0 a Bilbao. Nel 1929 si fregiò anche del prestigio di essere stata la prima squadra non britannica ad aver battuto l'Inghilterra, con una vittoria a Madrid per 4-3.

La Spagna comunque non partecipò ai Mondiali del 1930, ma fece il suo esordio nella competizione soltanto ai Mondiale del 1934, dove raggiunse i quarti di finale, venendo sconfitta 1-0 dall'Italia nella gara di ripetizione, dopo che il primo incontro si era concluso 1-1[2].

Nel Mondiale del 1950 ottiene il quarto posto. Dopo un periodo di crisi la Spagna si qualificò all'Europeo del '60. Dopo aver superato il primo turno e aver battuto per 7-2 la Polonia agli ottavi di finale, la Spagna si rifiutò per motivi politici, su pressione del dittatore Francisco Franco, di competere contro l'URSS, che fu la vincitrice di quell'edizione.

L'era Villalonga e il trionfo europeo del 1964[modifica | modifica sorgente]

Passata sotto la gestione di José Villalonga, la Spagna prese parte al campionato del mondo 1962 in Cile, ma fu eliminata nella prima fase contro Brasile, Cecoslovacchia e Messico.

Nel campionato europeo del 1964, giocato in casa, la Spagna poteva contare su una grande squadra, composta, tra gli altri, da Luis Suárez, Francisco Gento, Josep Fusté, Amancio Amaro e José Ángel Iribar. Quella compagine, che nelle qualificazioni aveva superato Romania, Irlanda e Irlanda del Nord, eliminò in semifinale la temibile Ungheria battendola per 2-1 e conquistò il primo trofeo della storia calcistica spagnola sconfiggendo l'URSS per 2-1 nella finale di Madrid davanti a 125.000 persone che gremivano il Santiago Bernabéu. Jesús María Pereda portò in vantaggio la formazione di casa dopo appena 6 minuti di gara, ma la Spagna necessitò di un gol di testa negli ultimi minuti di Marcelino Martínez per vincere, dato che Galimzjan Chusainov aveva pareggiato su punizione. La vigilia della partita fu carica di tensioni politiche, dovute ai fatti di quattro anni prima.

Il periodo buio (1966-1980)[modifica | modifica sorgente]

Dal 1966 al 1980 la nazionale spagnola attraversò un periodo buio. Con la partenza di Villalonga la Spagna entrò in un quindicennio che vide gli iberici assenti da tutte le competizioni internazionali, a eccezione del campionato d'Europa 1968, quando l'eliminazione arrivò ai quarti di finale contro l'Inghilterra.

Al campionato d'Europa 1976 la Spagna, dopo aver sconfitto Romania, Scozia e Danimarca, fu eliminata ai quarti di finale. Ad Argentina '78 tornò a disputare la fase finale di un Mondiale dopo dodici anni. La squadra iberica si era qualificata alla fase finale grazie al primo posto nel girone con Jugoslavia e Romania, ottenuto vincendo a Siviglia contro gli jugoslavi e battendo in trasferta ambo le avversarie, rendendo ininfluente la sconfitta patita a Bucarest. In Argentina fu sorteggiata nel girone C con Brasile, Austria e Svezia. Persa la partita con gli austriaci (1-2), pareggiò per 0-0 la partita con i verdeoro, ricordata per un incredibile errore a porta vuota di Julio Cardeñosa. Nell'ultimo match contro la Svezia vinse per 1-0, ma il successo non bastò per superare il turno.

Anche il campionato d'Europa 1980 in Italia fu avaro di soddisfazioni per gli iberici, che si erano qualificati alla fase finale superando Romania, Jugoslavia e Cipro. La Spagna si rivelò la formazione più debole del suo girone: furono fatali le sconfitte contro Inghilterra e Belgio e il pareggio contro l'Italia.

Mondiale di Spagna 1982[modifica | modifica sorgente]

Una formazione della Spagna al Mondiale del 1982 giocato in casa ritratta su un francobollo paraguaiano

Il Mondiale 1982 si giocò in Spagna e per la prima volta nella storia del torneo vide la partecipazione di 24 squadre. Malgrado le grandi aspettative riposte sulla nazionale di casa, le Furie Rosse guidate da José Santamaría non riuscirono a lasciare il segno. Superata a fatica la prima fase a gironi (un pari, una vittoria e una sconfitta: 1-1 con l'Honduras, 2-1 con la Jugoslavia e 0-1 con l'Irlanda del Nord, la Spagna fu inserita nel gruppo B della seconda fase insieme a Germania Ovest e Inghilterra. Fu eliminata dopo la sconfitta (1-2) contro i tedeschi occidentali e il pareggio a reti inviolate contro l'Inghilterra. Santamaría fu esonerato al termine del Mondiale.

L'era Muñoz (dal 1984 al 1988)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Coppa del mondo del 1982 disputata in casa, sulla panchina della Nazionale tornò dopo tredici anni Miguel Muñoz. La qualificazione alla fase finale del campionato d'Europa 1984 in Francia fu ottenuta in modo rocambolesco. Inserita in un girone di qualificazione con Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Malta, nell'ultima partita la Spagna aveva bisogno di vincere contro Malta con 11 gol di scarto, unica situazione che le avrebbe consentito di superare nel computo della differenza reti l'Olanda, che aveva già terminato i propri impegni. Il primo tempo si concluse sul punteggio di 3-1 e le speranze spagnole parvero svanire, ma nella ripresa gli iberici misero a segno i nove gol che servivano per qualificarsi. Santillana e Hipólito Rincón realizzarono quattro gol a testa, due marcature furono di Antonio Maceda, una di Sarabia e l'ultima, decisiva, di Señor all'83º minuto di gioco.

Nel gruppo B della fase conclusiva del torneo la Spagna sfidò Germania, Portogallo e Romania. Ai pareggi per 1-1 contro Romania e Portogallo seguì la sorprendente vittoria per 1-0 contro la favorita Germania, successo che riscattò la sconfitta patita due anni prima. In semifinale se la vide con la Danimarca e la sconfisse ai rigori per 5-4 dopo che i supplementari si erano conclusi sull'1-1. In finale ad attendere le Furie Rosse c'era la Francia di Platini padrona di casa. I francesi vinsero per 2-0, ma per gli spagnoli fu comunque il secondo miglior risultato di tutti i tempi.[3]

Muñoz guidò la Spagna anche alla qualificazione per il campionato del mondo 1986, superando facilmente Scozia, Galles e Islanda. La giovane formazione iberica fu sorteggiata nel girone con Brasile, Irlanda del Nord e Algeria. Sconfitta all'esordio contro i verdeoro (1-0) anche se aveva segnato con Michel un gol regolare non concesso dall'arbitro australiano Joseph Bambridge[4], batté per 3-1 l'Irlanda del Nord e per 3-0 l'Algeria. Agli ottavi travolse per 5-1 la Danimarca con quattro gol di Emilio Butragueño e ai quarti fu sconfitta ai rigori dal Belgio.

Rimasta sotto la guida di Muñoz, la Spagna si qualificò senza patemi per il campionato d'Europa 1988 avendo la meglio su Austria, Romania e Albania. Nella fase finale fu inserita nel girone A insieme con Germania Ovest, Italia e Danimarca. Vinse per 3-2 al debutto contro i danesi, ma poi uscì sconfitta dalle partite contro italiani (1-0) e tedeschi occidentali (2-0).

Da Suárez a Miera (1990-1992)[modifica | modifica sorgente]

Gli anni novanta cominciarono con Luis Suárez come CT. L'ex bandiera dell'Inter chamò in squadra molti giovani, da Manuel Jiménez Jiménez a Genar Andrinua a Martín Vázquez. Qualificatasi con facilità al campionato del mondo 1990 vincendo il girone con Irlanda, Ungheria, Irlanda del Nord e Malta, in Italia fu messa di fronte a Belgio, Uruguay e Corea del Sud nel gruppo E. Pareggiò a reti bianche contro gli uruguaiani e poi vinse sia contro gli asiatici (3-1) sia contro i belgi (2-1), che l'avevano sconfitta quattro anni prima in Messico. Agli ottavi di finale, però, fu eliminata dalla Jugoslavia (2-1), non riuscendo quantomeno a ripetere il piazzamento del 1986.

Con il nuovo CT Vicente Miera la Spagna mancò la qualificazione al campionato d'Europa 1992, arrivando terza dietro Francia e Cecoslovacchia nelle qualificazioni. Miera in seguito guidò anche la Nazionale olimpica che, nello stesso anno, conquistò la Medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Barcellona.

L'era Clemente (1992-1998)[modifica | modifica sorgente]

La Spagna allenata da Clemente in una foto del maggio 1994

Con la nomina del nuovo commissario tecnico Javier Clemente furono subito chiari i propositi di successo della federazione spagnola. La qualificazione al campionato del mondo 1994 fu conseguita in modo autorevole: in 12 partite gli iberici guadagnarono ben 19 punti. Nella fase finale, organizzata dagli Stati Uniti, gli spagnoli se la videro con Germania, Bolivia e Corea del Sud nel gruppo C. Nonostante i favori del pronostico, non andarono oltre il pari contro i sudcoreani (2-2, dopo aver sprecato due gol di vantaggio) e nella sfida contro la Germania pareggiarono per 1-1. Si qualificarono grazie alla vittoria per 3-1 contro la Bolivia. Eliminata la Svizzera agli ottavi (3-0), ai quarti di finale furono sconfitti per 2-1 dall'Italia in una partita segnata da un controverso episodio in area di rigore spagnola, dove Mauro Tassotti ruppe il naso a Luis Enrique con una gomitata, ma non fu punito dal direttore di gara[5]. Poco prima Roberto Baggio aveva siglato il gol decisivo per gli azzurri.

Qualificatasi per il campionato d'Europa 1996 dopo aver affrontato Danimarca, Belgio, Cipro, Macedonia e Germania, in Inghilterra la squadra di Clemente fu messa di fronte a Francia, Romania e Bulgaria. Al pareggio per 1-1 contro i bulgari seguì un identico pari contro la Francia, ottenuto negli ultimi minuti. Vincendo per 2-1 contro la Romania, la Spagna si garantì l'accesso ai quarti, dove cadde contro l'Inghilterra padrona di casa ai rigori.

Guidata dal talento di Raúl e Fernando Morientes, la compagine iberica si qualificò per il campionato del mondo 1998 senza difficoltà. Nel girone di qualificazione prevalse su Jugoslavia e Rep. Ceca, le avversarie più agguerrite, e diventò una delle 14 squadre europee che parteciparono alla prima edizione del Mondiale a 32 squadre. Nel gruppo D la Spagna esordì male. Andò al riposo contro la Nigeria in vantaggio per 2-1, ma nella ripresa subì due gol, complice anche un errore del portiere Andoni Zubizarreta, e perse per 3-2. Con il Paraguay pareggiò per 0-0 e nell'ultima gara, malgrado il largo successo (6-1) contro la Bulgaria, non superò il turno, perché la Nigeria perse per 3-1 contro i paraguaiani. Per la Spagna fu il peggior Mondiale della sua storia.

L'era Camacho (1998-2002)[modifica | modifica sorgente]

Sorteggiata in un girone abbordabile con Israele, Cipro , Austria e San Marino nel gruppo 6 delle qualificazioni europee al campionato d'Europa 2000, la Spagna perse clamorosamente all'esordio contro Cipro (3-2) a Larnaca. Clemente lasciò l'incarico "per il bene dei giocatori e del calcio spagnolo" e fu sostituito da José Antonio Camacho, che debuttò con una vittoria in rimonta per 2-1 contro Israele. A Valencia, nella partita successiva, la Spagna travolse per 9-0 l'Austria e si ripeté contro i sammarinesi (6-0 e 9-0). Dopo un'altra vittoria (3-1) in casa degli austriaci, gli spagnoli vendicarono la sconfitta di Larnaca con un roboante 8-0 contro i ciprioti a Badajoz. La vittoria finale contro Israele (3-0) concluse un girone giocato alla grande dagli iberici.

Incentrata su calciatori del calibro di Raúl, Fernando Morientes e Juan Carlos Valerón, in Belgio e Olanda la Spagna fu inserita nel gruppo C. Perse per 1-0 contro la Norvegia anche per via di un errore del portiere Molina, che lasciò il posto di titolare a Cañizares. Poi vinse per 2-1 contro la Slovenia e per 4-3 contro la Jugoslavia (rimontando il 2-3 tra il quarto e il quinto minuto di recupero), vincendo il girone e accedendo ai quarti. Qui fu eliminata dalla Francia, che la batté per 2-1. Raúl fallì un rigore negli ultimi minuti del match.

Austria, Israele, Bosnia ed Erzegovina e Liechtenstein non rappresentarono ostacoli insormontabili per gli spagnoli, che si qualificarono molto facilmente per il campionato del mondo 2002 vincendo tutte le partite tranne due (pareggi esterni con austriaci e israeliani). Il gruppo B vide la Spagna fronteggiare Slovenia, Paraguay e Sudafrica. La squadra di Camacho cominciò per il verso giusto, battendo per 3-1 Slovenia e Paraguay e confermandosi nell'ultima partita contro il Sudafrica (3-2). Vinto il girone con nove punti, agli ottavi di finale affrontò l'Irlanda in una partita emozionante e combattuta[6]. Gli irlandesi riuscirono a pareggiare negli ultimi minuti il gol in avvio di Morientes e portarono la sfida ai supplementari, ma il risultato non si sbloccò prima dei rigori. Dal dischetto la sfida si confermò serrata: per decretare il vincitore si dovette attendere il decimo tiro, quello di Gaizka Mendieta, che siglò il decisivo 3-2. Anche il giovane portiere iberico Iker Casillas fu decisivo, parando due dei tre rigori falliti dagli avversari e proiettando la Spagna ai quarti. Contro i padroni di casa della Corea del Sud allenati dall'esperto Guus Hiddink, che agli ottavi avevano eliminato l'Italia con un golden goal, la Spagna fu eliminata ai rigori dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco. Tuttavia non mancarono gli episodi in cui la Corea del Sud parve favorita dall'arbitro, due gol regolari annullati agli spagnoli. Gli errori furono ammessi dalla FIFA[7].

L'era Sáez (2002-2004)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 toccò all'allenatore della Spagna Under-21, Iñaki Sáez, prendere il timone della Nazionale maggiore. Oltre a guidare la Spagna alla medaglia d'argento alle Olimpiadi di Sydney, Sáez aveva vinto un Europeo Under-21, un Mondiale Under-20 e un Europeo Under-19.

Arrivata seconda alle spalle della Grecia nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2004, la Spagna sconfisse la Norvegia ai play-off e volò in Portogallo, dove era tra le favorite per la vittoria finale. Finita nel Gruppo A con i padroni di casa del Portogallo, la Russia e la Grecia, era pronosticata come vincitrice del girone. Il 12 giugno le Furie Rosse esordirono contro la Russia e vinsero prevedibilmente per 1-0, ma quattro giorni dopo incapparono in un pareggio (1-1) a posteriori fatale contro la Grecia (che avrebbe vinto a sorpresa la competizione), contro la quale la Spagna sfiorò più volte il raddoppio e venne punita dall'unico tiro in porta degli ellenici. Nell'ultima giornata del girone gli spagnoli persero per 1-0 contro il Portogallo, che si portò in testa al girone, mentre una sconfitta per 2-1 con la Russia premiava comunque la Grecia, che passava per la migliore differenza reti. Il risultato fu un'amara eliminazione al primo turno.

L'era Aragonés e il successo all'Europeo (2004-2008)[modifica | modifica sorgente]

Giocatori della Spagna alzano il trofeo degli Europei 2008 davanti ai tifosi

Sáez fu esonerato e sostituito con Luis Aragonés, che esordì vincendo per 3-2 contro il Venezuela in un'amichevole giocata a Las Palmas, alle Isole Canarie, il 18 agosto 2004.

Qualificatasi ai Mondiali di Germania 2006 vincendo lo spareggio contro la Slovacchia e dopo essere arrivata seconda nel girone vinto dalla Serbia e Montenegro, la Spagna di Aragonés fu inserita nel gruppo H con Ucraina, Arabia Saudita e Tunisia. Dopo aver disputato un ottimo primo turno (9 punti su 9 disponibili), fu eliminata negli ottavi di finale dalla Francia (1-3 il risultato finale), confermatasi bestia nera degli iberici nelle manifestazioni ufficiali.

Al campionato d'Europa 2008, sospinta dai gol di David Villa, la formazione allenata da Aragonés vinse il proprio raggruppamento davanti a Russia, Svezia e Grecia con tre vittorie (rispettivamente 4-1, 2-1, 2-1), qualificandosi per i quarti di finale, dove batté l'Italia dopo i tiri di rigore (0-0 dopo i tempi supplementari). In semifinale ebbe la meglio ancora contro i russi, battuti nettamente per 3-0. Nella sua prima finale dopo 24 anni affrontò la Germania e vinse per 1-0 grazie al gol di Fernando Torres,tornò a vincere il torneo dopo 44 anni di attesa. Il centrocampista Xavi fu eletto miglior giocatore del torneo e l'attaccante David Villa fu capocannoniere con 4 gol.

La vittoria in campo europeo issò la Spagna al primo posto della Classifica mondiale della FIFA del luglio 2008. Si trattava della prima volta in vetta per le Furie Rosse dall'introduzione del sistema di classificazione per le Nazionali di calcio nel 1993. In un solo colpo La Roja superò l'Italia, l'Argentina e il Brasile[8].

L'era Del Bosque: la prima Coppa del Mondo e il terzo Europeo (2008-presente)[modifica | modifica sorgente]

Festeggiamenti per la vittoria del campionato del mondo 2010

Dopo il trionfo europeo, Aragonés lasciò il suo posto a Vicente Del Bosque per allenare il club turco del Fenerbahçe. Nel giugno 2009 la Spagna partecipa da campione d'Europa alla Confederations Cup: superato un girone con Nuova Zelanda, Iraq e Sudafrica senza reti al passivo, in semifinale subisce un'inaspettata sconfitta (2-0) per mano degli Stati Uniti che rappresenta il primo stop dopo 35 risultati utili di fila e 15 vittorie consecutive (13 delle quali sotto la nuova gestione)[9]. La vittoria ai supplementari contro il Sudafrica, nella finale di consolazione, valse la conquista del bronzo.

Evento memorabile degli anni recenti è il successo al campionato del mondo 2010, il primo nella storia della Nazionale. La finale contro l'Olanda fu decisa da una rete di Andrés Iniesta, a pochi minuti dalla fine dei supplementari. In precedenza, la Roja (qualificatasi con largo anticipo alla rassegna sudafricana) aveva perso all'esordio contro la Svizzera battendo poi tutte le altre avversarie (nell'ordine: Honduras, Cile, Portogallo, Paraguay e Germania).

Nel 2012 le Furie Rosse hanno bissato il titolo europeo, divenendo in tal modo la prima Nazionale a vincere due edizioni consecutive del torneo: la finale contro l'Italia ha visto prevalere gli iberici col punteggio di 4-0. La squadra di Del Bosque aveva affrontato gli Azzurri già all'esordio, pareggiando per 1-1: la rete di Antonio Di Natale fu l'unica subita da Casillas in 570 minuti. Andando a segno nella finale di Kiev, Fernando Torres è il primo calciatore a segnare in due finali consecutive dell'Europeo.

La formazione spagnola scesa in campo contro l'Italia nella finale dell'Europeo 2012.

Il 30 giugno 2013, la sconfitta per 3-0 contro il Brasile nella finale della Confederations Cup è la prima dopo ventinove partite.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Sudafrica 2010
Spagna 1964, Austria-Svizzera 2008, Polonia-Ucraina 2012

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica sorgente]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Quarti di finale
1938 Non partecipante
1950 Quarto posto
1954 Non qualificata
1958 Non qualificata
1962 Primo turno
1966 Primo turno
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Primo turno
1982 Secondo turno
1986 Quarti di finale
1990 Ottavi di finale
1994 Quarti di finale
1998 Primo turno
2002 Quarti di finale
2006 Ottavi di finale
2010 Campione W.Cup.svg
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Ritirata[10]
1964 Campione UEFA European Cup.svg
1968 Non qualificata
1972 Non qualificata
1976 Non qualificata
1980 Primo turno
1984 Secondo posto Silver medal europe.svg
1988 Primo turno
1992 Non qualificata
1996 Quarti di finale
2000 Quarti di finale
2004 Primo turno
2008 Campione UEFA European Cup.svg
2012 Campione UEFA European Cup.svg
Giochi olimpici[11]
Edizione Risultato
1920 Argento Silver medal.svg
1924 Turno di qualificazione
1928 Quarti di finale
1936 Non partecipante
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Terzo posto Bronzen medaille.svg[12]
2013 Secondo posto Zilveren medaille.svg[13]


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 bandiera Italia Quarti di finale 1 1 1 4:3
1938 Francia Francia Non partecipante - - - -
1950 Brasile Brasile Quarto posto 3 1 2 10:12
1954 Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
1958 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1962 Cile Cile Primo turno 1 0 2 2:3
1966 Inghilterra Inghilterra Primo turno 1 0 2 4:5
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Primo turno 1 1 1 2:2
1982 Spagna Spagna Secondo turno 1 2 2 4:5
1986 Messico Messico Quarti di finale 3 1 1 11:4
1990 Italia Italia Ottavi di finale 2 1 1 6:4
1994 Stati Uniti Stati Uniti Quarti di finale 2 2 1 10:6
1998 Francia Francia Primo turno 1 1 1 8:4
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Quarti di finale 3 2 0 10:5
2006 Germania Germania Ottavi di finale 3 0 1 9:4
2010 Sudafrica Sudafrica Campione W.Cup.svg 6 0 1 8:2

Europei[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Ritirata[10] - - - -
1964 Spagna Spagna Campione UEFA European Cup.svg 2 0 0 4:2
1968 Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Belgio Belgio Non qualificata - - - -
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Primo turno 0 1 2 2:4
1984 Francia Francia Secondo posto 1 3 1 4:5
1988 bandiera Germania Ovest Primo turno 1 0 2 3:5
1992 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1996 Inghilterra Inghilterra Quarti di finale 1 3 0 4:3
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Quarti di finale 2 0 2 7:7
2004 Portogallo Portogallo Primo turno 1 1 1 2:2
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Campione UEFA European Cup.svg 5 1 0 12:3
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Campione UEFA European Cup.svg 4 2 0 12:1

Confederations Cup[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Non qualificata - - - -
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Terzo posto 4 0 1 11:4
2013 Brasile Brasile Secondo posto 3 1 1 15:4

Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1920 Anversa Argento Silver medal.svg 1 0 1 2:3
1924 Parigi Turno di qualificazione 0 0 1 0:1
1928 Amsterdam Quarti di finale 1 1 1 9:9
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Non partecipante - - - -

Tutte le rose[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]


Europei[modifica | modifica sorgente]


Confederations Cup[modifica | modifica sorgente]


Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]


NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

I colori e lo stemma vennero scelti nel 1920 dall'allora presidente del Comitato Olimpico Spagnolo Gonzalo de Figueroa y Torres Marchese di Villamejor per i futuri Giochi Olimpici invernali che si sarebbero disputati ad Anversa; per stemma un leone rampante giallo e per il colore della maglia quello predominante sulla bandiera spagnola, il rosso. Il leone venne scelto in luogo dello stemma nazionale (tale a quello presente sulla bandiera) perché i giochi si sarebbero disputati appunto ad Anversa, nell'antico Ducato di Brabante, che in passato era stato un possedimento della Spagna, dal cui vessillo si riprese questo emblema. Tale araldica, presente anche nello stemma personale del re Alfonso XIII, avrebbe accompagnato gli sportivi spagnoli in quell'Olimpiade. Avrebbero completato la divisa calzoncini bianchi e calzettoni neri.

La divisa subì cambiamenti significativi dovuti alla Guerra Civile Spagnola. La situazione del paese, diviso tra il bando repubblicano ed il bando nazionale, fece in modo che si abbandonasse il colore rosso per motivi politici. La Spagna vestì il colore bianco nella zona nazionale, unica zona in cui erano permessi incontri calcistici. Con questi colori giocò contro la nazionale portoghese in vari incontri e con lo stemma del giogo e delle frecce del bando nazionale. Alla fine della Guerra Civile, nella quale risultarono vittoriosi i nazionalisti, la maglia diventò di colore blu, perché il rosso era il colore che identificava lo sconfitto campo repubblicano.

Nel 1947 il Generale Moscardó, l'allora Delegato Nazionale dello Sport, ripristinò la primigenia maglia rossa che avrebbe relegato il blu alla maglia da trasferta. Entrambi i colori, si sarebbero mantenuti, salvo piccole variazioni (come la maglia del 1994 ornata da losanghe gialloblu o quella del 1998 con lo scollo e la parte inferiore delle maniche blu notte, il numero delle maglie era tradizionalmente bianco, da Euro 2000 i numeri divennero gialli, ecc.), fino ad oggi. Lo scudetto, subì evoluzioni per lo stesso motivo, fino a che, a partire dal 1981, fu usato lo stemma d'armi della corona borbonica come araldica. Il fornitore ufficiale è dal 1992 Adidas, sostituendo Le Coq Sportif che a sua volta aveva preso il posto della casa tedesca per un breve periodo negli anni '80.

Divise storiche[modifica | modifica sorgente]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1920-21
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1921-22
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1922-24
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1924-31
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1931-36
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1936-381
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1938-452
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1945-47
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1947-59
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1959-81
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1981-83
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1984-86
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1986-89
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1990-91
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1994-95
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1996-97
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1998-99
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2000-02
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
2002-04
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2004-06
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2006-08
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008-09
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-10
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-11
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2011-12
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-13
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013-14
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2014-

Nota1: Durante la guerra civile, la nazionale spagnola giocò solo alcune amichevoli. Dopo la divisione del territorio in zona repubblicana e zona nazionale, era solo in quest'ultima che veniva permessa la disputa di partite. Questi incontri amichevoli furono giocati in maglia bianca, rigettando il colore rosso per rifarsi al bando repubblicano.
Nota2: Dopo la vittoria del bando nazionale guidato da Francisco Franco, questi decretò che la nazionale giocasse in maglia blu, per le stesse precedenti ragioni.

Simbolo[modifica | modifica sorgente]

La nazionale spagnola porta sul petto soltanto lo stemma nazionale spagnolo e non quello della propria federazione calcistica. Questo perché la nazionale, sin dalla sua Costituzione, non è stata mai vista come una selezione della Federazione ma come squadra che rappresentasse l'intera nazione a tutti gli effetti, come fosse una cosa pubblica. Nelle ultime e nell'attuale divisa lo stemma è stato inserito in uno scudo più grande color blu notte corredato da altre decorazioni come un pallone e un'iscrizione.

La divise recano inoltre quasi sempre piccola bandiera civile nazionale, nelle ultime versione finita sui pantaloncini: la bandiera ha spesso decorato la divisa anche in altre parti come le maniche o lo scollo, mentre in alcune divise come quelle antiche erano presenti sui calzettoni tre strisce con i colori della bandiera.

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti aggiornate al 16 novembre 2013.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
1 P Iker Casillas (capitano) 20 maggio 1981 (1981-05-20) (32 anni) 151 -84 Spagna Real Madrid
12 P Víctor Valdés 14 gennaio 1982 (1982-01-14) (32 anni) 18 -8 Spagna Barcellona
23 P Pepe Reina 31 agosto 1982 (1982-08-31) (31 anni) 30 -20 Italia Napoli
2 D Raúl Albiol 4 settembre 1985 (1985-09-04) (28 anni) 43 0 Italia Napoli
3 D Gerard Piqué 2 febbraio 1987 (1987-02-02) (27 anni) 59 4 Spagna Barcellona
5 D César Azpilicueta 28 agosto 1989 (1989-08-28) (24 anni) 4 0 Inghilterra Chelsea
15 D Sergio Ramos 30 marzo 1986 (1986-03-30) (28 anni) 114 9 Spagna Real Madrid
17 D Álvaro Arbeloa 17 gennaio 1983 (1983-01-17) (31 anni) 55 0 Spagna Real Madrid
18 D Jordi Alba 21 marzo 1989 (1989-03-21) (25 anni) 24 5 Spagna Barcellona
23 D Nacho Monreal 26 febbraio 1986 (1986-02-26) (28 anni) 13 0 Inghilterra Arsenal
D Alberto Moreno Pérez 5 luglio 1992 (1992-07-05) (21 anni) 2 0 Spagna Siviglia
D Juanfran 9 gennaio 1985 (1985-01-09) (29 anni) 7 1 Spagna Atlético Madrid
4 C Javi Martínez 2 settembre 1988 (1988-09-02) (25 anni) 14 0 Germania Bayern Monaco
6 C Andrés Iniesta 11 maggio 1984 (1984-05-11) (29 anni) 93 11 Spagna Barcellona
8 C Xavi Hernández 25 gennaio 1980 (1980-01-25) (34 anni) 130 13 Spagna Barcellona
10 C Cesc Fàbregas 4 maggio 1987 (1987-05-04) (26 anni) 86 13 Spagna Barcellona
16 C Sergio Busquets 16 luglio 1988 (1988-07-16) (25 anni) 62 0 Spagna Barcellona
20 C Santiago Cazorla 13 dicembre 1984 (1984-12-13) (29 anni) 60 11 Inghilterra Arsenal
21 C David Silva 8 gennaio 1986 (1986-01-08) (28 anni) 77 20 Inghilterra Manchester City
22 C Jesús Navas 21 novembre 1985 (1985-11-21) (28 anni) 33 3 Inghilterra Manchester City
C Koke 8 gennaio 1992 (1992-01-08) (22 anni) 6 0 Spagna Atlético Madrid
9 A Fernando Torres 20 marzo 1984 (1984-03-20) (30 anni) 106 36 Inghilterra Chelsea
11 A Pedro Rodríguez 28 luglio 1987 (1987-07-28) (26 anni) 36 13 Spagna Barcellona
13 A Juan Mata 28 aprile 1988 (1988-04-28) (25 anni) 31 9 Inghilterra Manchester United
14 A Roberto Soldado 27 maggio 1985 (1985-05-27) (28 anni) 12 7 Inghilterra Tottenham
16 A Álvaro Negredo 20 agosto 1985 (1985-08-20) (28 anni) 20 10 Inghilterra Manchester City
19 A Diego Costa 7 ottobre 1988 (1988-10-07) (25 anni) 0 0 Spagna Atlético Madrid

Record individuali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giocatori della Nazionale di calcio della Spagna.

Aggiornato al 5 marzo 2014.

Record di presenze[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al 5 marzo 2014

# Nome Carriera Presenze Goal
1 Iker Casillas 2000- 153 84 (subiti)
2 Xavi 2000- 130 13
3 Andoni Zubizarreta 1985-1998 126 99 (subiti)
4 Sergio Ramos 2005- 115 9
5 Xabi Alonso 2003- 109 15
6 Fernando Torres 2003- 106 36
7 Raúl 1996-2006 102 44
8 Carles Puyol 2000- 100 3
9 David Villa 2005- 94 56
= Andrés Iniesta 2006- 94 11

Record di gol[modifica | modifica sorgente]

# Giocatore Carriera Gol (Presenze)
1 David Villa 2005- 56 (94)
2 Raúl 1996-2006 44 (102)
3 Fernando Torres 2003- 36 (106)
4 Fernando Hierro 1989-2002 29 (89)
5 Fernando Morientes 1998-2007 27 (47)
6 Emilio Butragueño 1984-1992 26 (69)
7 Alfredo Di Stéfano 1957-1961 23 (31)
8 Julio Salinas 1986-1996 22 (56)
9 Míchel 1985-1992 21 (66)
10 Zarra 1945-1951 20 (20)
10 David Silva 2006- 20 (78)

Commissari tecnici[modifica | modifica sorgente]

Commissario tecnico Periodo G. V. P. S. GF GS % V.
Francisco Bru 1920 5 4 0 1 9 5 80%
Julián Ruete 1921-1922 4 4 0 0 11 2 100%
José Angel Berraondo 1921-1928 6 2 3 1 14 12 33.33%
Manuel Castro González 1921-1927 10 9 0 1 21 7 90%
José María Mateos 1922-1933 23 16 3 4 64 24 69.56%
Salvador Díaz Iraola 1922 1 1 0 0 4 0 100%
Luis Argüello Brage 1923 2 1 0 1 3 1 50%
Pedro Parages 1923-1924 3 1 1 1 3 1 33.33%
José García Cernuda 1923-1924 2 1 1 0 3 0 50%
Luis Colina Alvarez 1924 1 1 0 0 2 1 50%
José Rosich Rubiera 1924 1 1 0 0 2 1 50%
Julián Olave Videa 1924 1 1 0 0 2 1 50%
Fernando Gutiérrez Alzaga 1925 3 3 0 0 6 0 100%
Ricardo Cabot Montalt 1925 2 2 0 0 2 0 100%
Ezequiel Montero Román 1926-1927 4 3 0 1 9 5 75%
Amadeo García Salazar 1934-1936 12 6 2 4 30 15 50%
Eduardo Teus López 1941-1942 6 3 2 1 15 10 50%
Jacinto Quincoces 1945 2 1 1 0 6 4 50%
Luis Casas Pasarín 1946 1 0 0 1 0 1 0%
Pablo Hernández Coronado 1947-1962 6 2 0 4 9 10 33.33%
Guillermo Eizaguirre 1948-1956 19 8 6 5 40 33 42.10%
Félix Quesada 1951 3 1 2 0 9 6 33.33%
Luis Iceta 1951 3 1 2 0 9 6 33.33%
Paulino Alcántara 1951 3 1 2 0 9 6 50%
Ricardo Zamora 1952 2 1 1 0 6 0 50%
Pedro Escartín Morán 1952-1961 12 7 3 2 18 10 58.33%
Luis Iribarren Cavanilles 1953-1954 4 1 2 1 8 6 25%
Ramón Melcón Bartolomé 1955 2 0 1 1 2 3 0%
José Luis del Valle 1955 1 1 0 0 3 0 100%
Emilio Jiménez Millas 1955 1 1 0 0 3 0 75%
Juan Touzón Jurjo 1955 1 1 0 0 3 0 100%
Manuel Meana 1957-1959 12 7 3 2 35 16 58.33%
José Luis Costa 1959-1960 12 8 0 4 35 21 66.66%
José Luis Lasplazas 1959-1960 12 8 0 4 35 21 66.66%
Ramón Gabilondo 1959-1960 12 8 0 4 35 21 66.66%
José Villalonga 1962-1966 22 9 5 8 35 28 40.90%
Domènec Balmanya 1966-1968 11 4 3 4 11 9 36.36%
Eduardo Toba 1968-1969 4 1 2 1 5 4 25%
Luis Molowny 1969 4 2 1 1 3 3 50%
Salvador Artigas 1969 4 2 1 1 3 3 50%
Miguel Muñoz 1969, 1982-1988 63 32 16 15 104 60 50.79%
László Kubala 1969-1980 68 30 22 16 - - 44.11%
José Santamaría 1980-1982 24 10 8 6 - - 41.66%
Luis Suárez 1988-1991 27 15 4 8 - - 55.55%
Vicente Miera 1991-1992 8 4 2 2 - - 50%
Javier Clemente 1992-1998 62 36 20 6 - - 58.06%
José Antonio Camacho 1998-2002 44 28 9 7 - - 63.63%
Iñaki Sáez 2002-2004 23 15 6 2 - - 65.21%
Luis Aragonés 2004-2008 54 38 12 4 101 31 70.37%
Vicente del Bosque 2008- 48 42 1 5 119 35 87.23%

Confronti con altre Nazionali[modifica | modifica sorgente]

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Spagna presenta i seguenti saldi:

Saldo positivo[modifica | modifica sorgente]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Portogallo Portogallo 38 17 13 8 75 44 +31 29 giugno 2010 27 giugno 2012 17 novembre 2010
Francia Francia 33 15 7 11 61 36 +25 26 marzo 2013 16 ottobre 2012 27 giugno 2006
Irlanda Irlanda 25 14 7 4 52 18 +34 14 giugno 2012 16 giugno 2002 26 aprile 1989
Belgio Belgio 22 11 6 5 44 22 +22 5 settembre 2009 29 marzo 1995 15 giugno 1980
Svizzera Svizzera 19 15 3 1 45 16 +29 2 luglio 1994 5 giugno 1988 16 giugno 2010
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 18 11 5 2 38 11 +27 21 novembre 2007 11 giugno 2003 6 settembre 2006
Danimarca Danimarca 17 12 3 2 34 15 +19 20 agosto 2008 11 ottobre 1995 31 marzo 1993
Austria Austria 16 9 3 4 42 21 +21 18 novembre 2009 11 ottobre 2000 28 marzo 1990
Jugoslavia Jugoslavia 16 7 4 5 16 14 +2 26 maggio 1990 21 ottobre 1973 26 giugno 1990
Svezia Svezia 13 6 4 3 21 15 +6 10 giugno 2008 3 giugno 2000 7 ottobre 2006
Ungheria Ungheria 13 5 5 3 21 18 +3 15 novembre 1989 21 agosto 2002 27 marzo 1991
Scozia Scozia 12 5 4 3 20 19 +1 12 ottobre 2010 3 settembre 2004 14 novembre 1984
Turchia Turchia 11 6 4 1 15 5 +10 18 giugno 2012 17 ottobre 1973 14 marzo 1954
Paesi Bassi Paesi Bassi 10 5 1 4 16 11 +5 11 luglio 2010 21 gennaio 1987 27 marzo 2002
Polonia Polonia 10 8 1 1 27 8 +19 8 giugno 2010 9 febbraio 1994 12 novembre 1980

Saldo neutro[modifica | modifica sorgente]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Italia Italia 33 10 13 10 35 39 –4 5 marzo 2014 27 giugno 2013 12 agosto 2011
Romania Romania 15 5 5 5 21 18 +3 18 giugno 1996 19 novembre 1997 15 novembre 2006

Saldo negativo[modifica | modifica sorgente]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti Fatte Reti Subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Inghilterra Inghilterra 23 8 3 12 24 39 –15 11 febbraio 2009 22 giugno 1996 12 novembre 2011
Germania Germania 21 7 6 8 23 27 –6 7 luglio 2010 22 febbraio 1995 16 agosto 2000
Argentina Argentina 13 5 2 6 13 17 –6 14 novembre 2009 12 ottobre 1988 7 settembre 2010
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 12 4 1 7 11 15 –4 13 novembre 1991 16 aprile 1980 14 novembre 1990

NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori contro Danimarca (24 giugno 1984, vinta), Belgio (22 giugno 1986, persa), Inghilterra (22 giugno 1996, persa), Irlanda (16 giugno 2002, vinta), Corea del Sud (22 giugno 2002, persa), Italia (22 giugno 2008, vinta; 27 giugno 2013, vinta) e Portogallo (27 giugno 2012, vinta) sono considerate partite pareggiate.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per lo sport - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per lo sport
— 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anche il Brasile rimase imbattuto per 35 partite fra il 16 dicembre 1993 e il 21 gennaio 1996: la striscia fu interrotta dalla sconfitta nella Gold Cup 1996 a cui fu invitata la squadra, che però schierò la formazione Under-23. Considerando la nazionale maggiore, la striscia durò per ben 45 partite fino alla sconfitta in amichevole per 4-2 contro la Norvegia il 30 maggio 1997.
  2. ^ Italia 1934: una rapina a mano disarmata - il sito contiene informazioni da controllare, molte delle quali palesemente false
  3. ^ (ES) La Vanguardia, Francia se corona ante el llanto español.
  4. ^ (ES) Noticias de Álava, Bambridge, un árbitro que se alinea con Brasil ante España.
  5. ^ .Retroscena mondiali 1994. Quando l'Italia comprò tutti i fantini meno uno: il suo
  6. ^ Mondiali 2002. Spagna-Irlanda ai rigori: decide Mendieta, furie rosse avanti. Con l'Italia nei quarti?, RaiNews24.rai.it, 16 giugno 2002. URL consultato il 13 luglio 2010.
  7. ^ (ES) BBC, FIFA admite errores de arbitraje.
  8. ^ Fifa/Coca Cola Wolrd Ranking, fifa.com, 2 luglio 2008. URL consultato il 9 luglio 2008.
  9. ^ Stati Uniti, impresa e finale Spagna k.o. dopo 35 partite, La Gazzetta dello Sport, 24 giugno 2009.
  10. ^ a b Ritirata durante le qualificazioni.
  11. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  12. ^ Qualificata come vincitrice del Campionato europeo di calcio 2008
  13. ^ Qualificata come vincitrice del Campionato mondiale di calcio 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]