Nazionale di calcio della Spagna
|
|||
|---|---|---|---|
| Uniformi di gara
|
|||
| Sport | |||
| Federazione | RFEF Real Federación Española de Fútbol |
||
| Codice FIFA | ESP | ||
| Soprannome | La Selección, Furia Roja, La Roja | ||
| Selezionatore | |||
| Record presenze | Iker Casillas (142) | ||
| Capocannoniere | David Villa (53) | ||
| Ranking FIFA | 1º | ||
| Esordio internazionale | |||
Bruxelles, Belgio; 28 agosto 1920 |
|||
| Migliore vittoria | |||
Madrid, Spagna; 21 maggio 1933 |
|||
| Peggiore sconfitta | |||
Amsterdam, Paesi Bassi; 4 giugno 1928 Londra, Regno Unito; 9 dicembre 1931 |
|||
| Campionato del mondo | |||
| Partecipazioni | 13 (esordio: 1934) | ||
| Miglior risultato | Campione nel 2010 | ||
| Campionato d'Europa | |||
| Partecipazioni | 9 (esordio: 1964) | ||
| Miglior risultato | Campione nel 1964, 2008, 2012 | ||
| Confederations Cup | |||
| Partecipazioni | 1 (esordio: 2009) | ||
| Miglior risultato | Terzo posto nel 2009 | ||
La Nazionale di calcio della Spagna (spagnolo: Selección de fútbol de España) è la rappresentativa calcistica della Spagna, controllata dalla Real Federación Española de Fútbol.
Nel suo palmarès figurano una vittoria nel campionato del mondo, conseguita nel 2010 nella sua prima finale disputata nel torneo, tre vittorie nel campionato d'Europa, (1964, 2008 e 2012), una vittoria nel torneo olimpico (1992). Agli Europei disputò la finale del 1984, perdendo contro la Francia. Ai Giochi Olimpici ha vinto anche due medaglie d'argento, ottenute nel 1920 e nel 2000. Conta 13 partecipazioni alla fase finale dei Mondiali su 19 edizioni.
Ha giocato più di 500 incontri ufficiali, di cui oltre 30 contro la Nazionale portoghese, rivale storica.
La Furia Rossa (come viene soprannominata la squadra) è campione d'Europa e del mondo in carica. Occupa attualmente il 1º posto nel Ranking FIFA, posizione raggiunta per la prima volta a luglio 2008. Il peggior posizionamento è stato il 25º posto di marzo 1998.
Il 1º luglio 2012 la Spagna è diventata Campione d'Europa per la terza volta, vincendo contro l'Italia in finale per 4-0, essa fu la seconda partita in cui si sono scontrati gli azzurri e le furie rosse: la prima fu durante la fase a gironi, partita che terminò sul risultato di 1-1. Detiene con la Germania il record di campionati europei di calcio vinti, con tre titoli conquistati (1964, 2008, 2012). È l'unica nazionale di calcio affiliata all'UEFA che ha vinto due titoli continentali e un campionato mondiale (2010) di seguito.
Storia [modifica]
Gli esordi [modifica]
Sorse nel 1920, in occasione della partecipazione ai giochi olimpici di Anversa: esordì il 28 agosto dello stesso anno al La Butte di Bruxelles contro la Danimarca vincendo per 1-0 con gol di Patricio, che divenne primo marcatore della storia della sua Nazionale, la cui prima formazione era la seguente: Zamora, Samitier, Sesúmaga, Otero, Arrate, Belauste, Pichichi, Acedo, Eguiazábal, Patricio e Pagaza. La selezione spagnola conquistò la medaglia d'argento vincendo il minitorneo per assegnare le medaglie di argento e bronzo che si disputò dopo la squalifica della Cecoslovacchia, che abbandonò la finale con il Belgio.
Nel 1921 la Spagna disputò la prima partita internazionale in casa, battendo il Belgio 2-0 a Bilbao. Nel 1929 si fregiò anche del prestigio di essere stata la prima squadra non britannica ad aver battuto l'Inghilterra, con una vittoria a Madrid per 4-3.
La Spagna comunque non partecipò ai Mondiali del 1930, ma fece il suo esordio nella competizione soltanto ai Mondiale del 1934, dove raggiunse i quarti di finale, venendo sconfitta 1-0 dall'Italia nella gara di ripetizione, dopo che il primo incontro si era concluso 1-1[1].
Nel Mondiale del 1950 ottiene il quarto posto. Dopo un periodo di crisi la Spagna si qualificò all'Europeo del '60. Dopo aver superato il primo turno e aver battuto per 7-2 la Polonia agli ottavi di finale, la Spagna si rifiutò per motivi politici, su pressione del dittatore Francisco Franco, di competere contro l'URSS, che fu la vincitrice di quell'edizione.
L'era Villalonga e il trionfo europeo del 1964 [modifica]
Passata sotto la gestione di José Villalonga, la Spagna prese parte al campionato del mondo 1962 in Cile, ma fu eliminata nella prima fase contro Brasile, Cecoslovacchia e Messico.
Nel campionato europeo del 1964, giocato in casa, la Spagna poteva contare su una grande squadra, composta, tra gli altri, da Luis Suárez, Francisco Gento, Josep Fusté, Amancio Amaro e José Ángel Iribar. Quella compagine, che nelle qualificazioni aveva superato Romania, Irlanda e Irlanda del Nord, eliminò in semifinale la temibile Ungheria battendola per 2-1 e conquistò il primo trofeo della storia calcistica spagnola sconfiggendo l'URSS per 2-1 nella finale di Madrid davanti a 125.000 persone che gremivano il Santiago Bernabéu. Jesús María Pereda portò in vantaggio la formazione di casa dopo appena 6 minuti di gara, ma la Spagna necessitò di un gol di testa negli ultimi minuti di Marcelino Martínez per vincere, dato che Galimzjan Chusainov aveva pareggiato su punizione. La vigilia della partita fu carica di tensioni politiche, dovute ai fatti di quattro anni prima.
Il periodo buio (1966-1980) [modifica]
Dal 1966 al 1980 la nazionale spagnola attraversò un periodo buio. Con la partenza di Villalonga la Spagna entrò in un quindicennio che vide gli iberici assenti da tutte le competizioni internazionali, a eccezione del campionato d'Europa 1968, quando l'eliminazione arrivò ai quarti di finale contro l'Inghilterra.
Al campionato d'Europa 1976 la Spagna, dopo aver sconfitto Romania, Scozia e Danimarca, fu eliminata ai quarti di finale. Ad Argentina '78 tornò a disputare la fase finale di un Mondiale dopo dodici anni. La squadra iberica si era qualificata alla fase finale grazie al primo posto nel girone con Jugoslavia e Romania, ottenuto vincendo a Siviglia contro gli jugoslavi e battendo in trasferta ambo le avversarie, rendendo ininfluente la sconfitta patita a Bucarest. In Argentina fu sorteggiata nel girone C con Brasile, Austria e Svezia. Persa la partita con gli austriaci (1-2), pareggiò per 0-0 la partita con i verdeoro, ricordata per un incredibile errore a porta vuota di Julio Cardeñosa. Nell'ultimo match contro la Svezia vinse per 1-0, ma il successo non bastò per superare il turno.
Anche il campionato d'Europa 1980 in Italia fu avaro di soddisfazioni per gli iberici, che si erano qualificati alla fase finale superando Romania, Jugoslavia e Cipro. La Spagna si rivelò la formazione più debole del suo girone: furono fatali le sconfitte contro Inghilterra e Belgio e il pareggio contro l'Italia.
Mondiale di Spagna 1982 [modifica]
Il Mondiale 1982 si giocò in Spagna e per la prima volta nella storia del torneo vide la partecipazione di 24 squadre. Malgrado le grandi aspettative riposte sulla nazionale di casa, le Furie Rosse guidate da José Santamaría non riuscirono a lasciare il segno. Superata a fatica la prima fase a gironi (un pari, una vittoria e una sconfitta: 1-1 con l'Honduras, 2-1 con la Jugoslavia e 0-1 con l'Irlanda del Nord, la Spagna fu inserita nel gruppo B della seconda fase insieme a Germania Ovest e Inghilterra. Fu eliminata dopo la sconfitta (1-2) contro i tedeschi occidentali e il pareggio a reti inviolate contro l'Inghilterra. Santamaría fu esonerato al termine del Mondiale.
L'era Muñoz (dal 1984 al 1988) [modifica]
Dopo la Coppa del mondo del 1982 disputata in casa, sulla panchina della Nazionale tornò dopo tredici anni Miguel Muñoz. La qualificazione alla fase finale del campionato d'Europa 1984 in Francia fu ottenuta in modo rocambolesco. Inserita in un girone di qualificazione con Olanda, Irlanda, Islanda e Malta, nell'ultima partita la Spagna aveva bisogno di vincere contro Malta con 11 gol di scarto, unica situazione che le avrebbe consentito di superare nel computo della differenza reti l'Olanda, che aveva già terminato i propri impegni. Il primo tempo si concluse sul punteggio di 3-1 e le speranze spagnole parvero svanire, ma nella ripresa gli iberici misero a segno i nove gol che servivano per qualificarsi. Santillana e Hipólito Rincón realizzarono quattro gol a testa, due marcature furono di Antonio Maceda, una di Sarabia e l'ultima, decisiva, di Señor all'83º minuto di gioco.
Nel gruppo B della fase conclusiva del torneo la Spagna sfidò Germania, Portogallo e Romania. Ai pareggi per 1-1 contro Romania e Portogallo seguì la sorprendente vittoria per 1-0 contro la favorita Germania, successo che riscattò la sconfitta patita due anni prima. In semifinale se la vide con la Danimarca e la sconfisse ai rigori per 5-4 dopo che i supplementari si erano conclusi sull'1-1. In finale ad attendere le Furie Rosse c'era la Francia di Platini padrona di casa. I francesi vinsero per 2-0, ma per gli spagnoli fu comunque il secondo miglior risultato di tutti i tempi.[2]
Muñoz guidò la Spagna anche alla qualificazione per il campionato del mondo 1986, superando facilmente Scozia, Galles e Islanda. La giovane formazione iberica fu sorteggiata nel girone con Brasile, Irlanda del Nord e Algeria. Sconfitta all'esordio contro i verdeoro (1-0) anche se aveva segnato con Michel un gol regolare non concesso dall'arbitro australiano Joseph Bambridge[3], batté per 3-1 l'Irlanda del Nord e per 3-0 l'Algeria. Agli ottavi travolse per 5-1 la Danimarca con quattro gol di Emilio Butragueño e ai quarti fu sconfitta ai rigori dal Belgio.
Rimasta sotto la guida di Muñoz, la Spagna si qualificò senza patemi per il campionato d'Europa 1988 avendo la meglio su Austria, Romania e Albania. Nella fase finale fu inserita nel girone A insieme con Germania Ovest, Italia e Danimarca. Vinse per 3-2 al debutto contro i danesi, ma poi uscì sconfitta dalle partite contro italiani (1-0) e tedeschi occidentali (2-0).
Da Suárez a Miera (1990-1992) [modifica]
Gli anni novanta cominciarono con Luis Suárez come CT. L'ex bandiera dell'Inter chamò in squadra molti giovani, da Manuel Jiménez Jiménez a Genar Andrinua a Martín Vázquez. Qualificatasi con facilità al campionato del mondo 1990 vincendo il girone con Irlanda, Ungheria, Irlanda del Nord e Malta, in Italia fu messa di fronte a Belgio, Uruguay e Corea del Sud nel gruppo E. Pareggiò a reti bianche contro gli uruguaiani e poi vinse sia contro gli asiatici (3-1) sia contro i belgi (2-1), che la avevavno sconfitta quattro anni prima in Messico. Agli ottavi di finale, però, fu eliminata dalla Jugoslavia (2-1), non riuscendo quantomeno a ripetere il piazzamento del 1986.
Con il nuovo CT Vicente Miera la Spagna mancò la qualificazione al campionato d'Europa 1992, arrivando terza dietro Francia e Cecoslovacchia nelle qualificazioni. Miera rimase in carica anche in vista delle Olimpiadi di Barcellona del 1992, che si conclusero con la medaglia d'oro spagnola. Le Furie Rosse riuscirono a raggiungere la finale e a battere per 3-2 la Polonia al Camp Nou di fronte a 95.000 spettatori (nuovo record per una finale olimpica di calcio). La compagine laureatasi campione olimpico comprendeva Toni Jiménez, Santiago Cañizares, Albert Ferrer, David Villabona, Mikel Lasa, Rafael Berges, Paqui, Juan Manuel López, Roberto Solozábal (capitano), Luis Enrique, Josep Guardiola, Gabriel Vidal, José Emilio Amavisca, Alfonso Pérez, Javier Manjarín, Kiko, Abelardo, Miguel, Antonio Pinilla e Francisco Soler[4].
L'era Clemente (1992-1998) [modifica]
Con la nomina del nuovo commissario tecnico Javier Clemente furono subito chiari i propositi di successo della federazione spagnola. La qualificazione al campionato del mondo 1994 fu conseguita in modo autorevole: in 12 partite gli iberici guadagnarono ben 19 punti. Nella fase finale, organizzata dagli Stati Uniti, gli spagnoli se la videro con Germania, Bolivia e Corea del Sud nel gruppo C. Nonostante i favori del pronostico, non andarono oltre il pari contro i sudcoreani (2-2, dopo aver sprecato due gol di vantaggio) e nella sfida contro la Germania pareggiarono per 1-1. Si qualificarono grazie alla vittoria per 3-1 contro la Bolivia. Eliminata la Svizzera agli ottavi (3-0), ai quarti di finale furono sconfitti per 2-1 dall'Italia in una partita segnata da un controverso episodio in area di rigore spagnola, dove Mauro Tassotti ruppe il naso a Luis Enrique con una gomitata, ma non fu punito dal direttore di gara[5].Poco prima Roberto Baggio aveva siglato il gol decisivo per gli azzurri.
Qualificatasi per il campionato d'Europa 1996 dopo aver affrontato Danimarca, Belgio, Cipro, Macedonia e Germania, in Inghilterra la squadra di Clemente fu messa di fronte a Francia, Romania e Bulgaria. Al pareggio per 1-1 contro i bulgari seguì un identico pari contro la Francia, ottenuto negli ultimi minuti. Vincendo per 2-1 contro la Romania, la Spagna si garantì l'accesso ai quarti, dove cadde contro l'Inghilterra padrona di casa ai rigori.
Guidata dal talento di Raúl e Fernando Morientes, la compagine iberica si qualificò per il campionato del mondo 1998 senza difficoltà. Nel girone di qualificazione prevalse su Jugoslavia e Rep. Ceca, le avversarie più agguerrite, e diventò una delle 14 squadre europee che parteciparono alla prima edizione del Mondiale a 32 squadre. Nel gruppo D la Spagna esordì male. Andò al riposo contro la Nigeria in vantaggio per 2-1, ma nella ripresa subì due gol, complice anche un errore del portiere Andoni Zubizarreta, e perse per 3-2. Con il Paraguay pareggiò per 0-0 e nell'ultima gara, malgrado il largo successo (6-1) contro la Bulgaria, non superò il turno, perché la Nigeria perse per 3-1 contro i paraguaiani. Per la Spagna fu il peggior Mondiale della sua storia.
L'era Camacho (1998-2002) [modifica]
Sorteggiata in un girone abbordabile con Israele, Cipro , Austria e San Marino nel gruppo 6 delle qualificazioni europee al campionato d'Europa 2000, la Spagna perse clamorosamente all'esordio contro Cipro (3-2) a Larnaca. Clemente lasciò l'incarico "per il bene dei giocatori e del calcio spagnolo" e fu sostituito da José Antonio Camacho, che debuttò con una vittoria in rimonta per 2-1 contro Israele. A Valencia, nella partita successiva, la Spagna travolse per 9-0 l'Austria e si ripeté contro i sammarinesi (6-0 e 9-0). Dopo un'altra vittoria (3-1) in casa degli austriaci, gli spagnoli vendicarono la sconfitta di Larnaca con un roboante 8-0 contro i ciprioti a Badajoz. La vittoria finale contro Israele (3-0) concluse un girone giocato alla grande dagli iberici.
Incentrata su calciatori del calibro di Raúl, Fernando Morientes e Juan Carlos Valerón, in Belgio e Olanda la Spagna fu inserita nel gruppo C. Perse per 1-0 contro la Norvegia anche per via di un errore del portiere Molina, che lasciò il posto di titolare a Cañizares. Poi vinse per 2-1 contro la Slovenia e per 4-3 contro la Jugoslavia (rimontando il 2-3 tra il quarto e il quinto minuto di recupero), vincendo il girone e accedendo ai quarti. Qui fu eliminata dalla Francia, che la batté per 2-1. Raúl fallì un rigore negli ultimi minuti del match.
Nel torneo olimpico di Sydney del settembre 2000 la Spagna di Iñaki Sáez ottenne la medaglia d'argento, perdendo per 5-3 ai rigori la finale contro il Camerun dopo il 2-2 dei 120 minuti di gioco. In quella partita la squadra iberica fu ridotta a 9 giocatori per buona parte del match. Di quella squadra facevano parte Daniel Aranzubía, Lacruz, Amaya, Carlos Marchena, David Albelda, Miguel Ángel Angulo, Xavi, José Mari, Carles Puyol, Toni Velamazán, Tamudo, Capdevila, Unai, Gabri, Jordi Ferrón, Albert Luque, Ismael e Felip.
Austria, Israele, Bosnia ed Erzegovina e Liechtenstein non rappresentarono ostacoli insormontabili per gli spagnoli, che si qualificarono molto facilmente per il campionato del mondo 2002 vincendo tutte le partite tranne due (pareggi esterni con austriaci e israeliani). Il gruppo B vide la Spagna fronteggiare Slovenia, Paraguay e Sudafrica. La squadra di Camacho cominciò per il verso giusto, battendo per 3-1 Slovenia e Paraguay e confermandosi nell'ultima partita contro il Sudafrica (3-2). Vinto il girone con nove punti, agli ottavi di finale affrontò l'Irlanda in una partita emozionante e combattuta[6]. Gli irlandesi riuscirono a pareggiare negli ultimi minuti il gol in avvio di Morientes e portarono la sfida ai supplementari, ma il risultato non si sbloccò prima dei rigori. Dal dischetto la sfida si confermò serrata: per decretare il vincitore si dovette attendere il decimo tiro, quello di Gaizka Mendieta, che siglò il decisivo 3-2. Anche il giovane portiere iberico Iker Casillas fu decisivo, parando due dei tre rigori falliti dagli avversari e proiettando la Spagna ai quarti. Contro i padroni di casa della Corea del Sud allenati dall'esperto Guus Hiddink, che agli ottavi avevano eliminato l'Italia con un golden goal, la Spagna fu eliminata ai rigori dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco. Tuttavia non mancarono gli episodi in cui la Corea del Sud parve favorita dall'arbitro, due gol regolari annullati agli spagnoli. Gli errori furono ammessi dalla FIFA[7].
L'era Sáez (2002-2004) [modifica]
Nel 2002 toccò all'allenatore della Spagna Under-21, Iñaki Sáez, prendere il timone della Nazionale maggiore. Oltre a guidare la Spagna alla medaglia d'argento alle Olimpiadi di Sydney, Sáez aveva vinto un Europeo Under-21, un Mondiale Under-20 e un Europeo Under-19.
Arrivata seconda alle spalle della Grecia nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2004, la Spagna sconfisse la Norvegia ai play-off e volò in Portogallo, dove era tra le favorite per la vittoria finale. Finita nel Gruppo A con i padroni di casa del Portogallo, la Russia e la Grecia, era pronosticata come vincitrice del girone. Il 12 giugno le Furie Rosse esordirono contro la Russia e vinsero prevedibilmente per 1-0, ma quattro giorni dopo incapparono in un pareggio (1-1) a posteriori fatale contro la Grecia (che avrebbe vinto a sorpresa la competizione), contro la quale la Spagna sfiorò più volte il raddoppio e venne punita dall'unico tiro in porta degli ellenici. Nell'ultima giornata del girone gli spagnoli persero per 1-0 contro il Portogallo, che si portò in testa al girone, mentre una sconfitta per 2-1 con la Russia premiava comunque la Grecia, che passava per la migliore differenza reti. Il risultato fu un'amara eliminazione al primo turno.
L'era Aragonés e il successo all'Europeo (2004-2008) [modifica]
Sáez fu esonerato e sostituito con Luis Aragonés, che esordì vincendo per 3-2 contro il Venezuela in un'amichevole giocata a Las Palmas, alle Isole Canarie, il 18 agosto 2004.
Qualificatasi ai Mondiali di Germania 2006 vincendo lo spareggio contro la Slovacchia e dopo essere arrivata seconda nel girone vinto dalla Serbia e Montenegro, la Spagna di Aragonés fu inserita nel gruppo H con Ucraina, Arabia Saudita e Tunisia. Dopo aver disputato un ottimo primo turno (9 punti su 9 disponibili), fu eliminata negli ottavi di finale dalla Francia (1-3 il risultato finale), confermatasi bestia nera degli iberici nelle manifestazioni ufficiali.
Al campionato d'Europa 2008, sospinta dai gol di David Villa, la formazione allenata da Aragonés vinse il proprio raggruppamento davanti a Russia, Svezia e Grecia con tre vittorie (rispettivamente 4-1, 2-1, 2-1), qualificandosi per i quarti di finale, dove batté l'Italia dopo i tiri di rigore (0-0 dopo i tempi supplementari). In semifinale ebbe la meglio ancora contro i russi, battuti nettamente per 3-0. Nella sua prima finale dopo 24 anni affrontò la Germania e vinse per 1-0 grazie al gol di Fernando Torres,tornò a vincere il torneo dopo 44 anni di attesa. Il centrocampista Xavi fu eletto miglior giocatore del torneo e l'attaccante David Villa fu capocannoniere con 4 gol.
La vittoria in campo europeo issò la Spagna al primo posto della Classifica mondiale della FIFA del luglio 2008. Si trattava della prima volta in vetta per le Furie Rosse dall'introduzione del sistema di classificazione per le Nazionali di calcio nel 1993. In un solo colpo La Roja superò l'Italia, l'Argentina e il Brasile[8].
L'era Del Bosque: la prima Coppa del Mondo e il terzo Europeo (2008-presente) [modifica]
Dopo il trionfo agli europei, Aragonés ha lasciato la panchina a Vicente del Bosque.
Da campione d'Europa la Spagna partecipò alla Confederations Cup 2009 in Sudafrica. Dopo aver vinto agevolmente il proprio girone battendo Nuova Zelanda, Sudafrica e Iraq senza gol al passivo, in semifinale ebbe clamorosamente la peggio contro gli Stati Uniti, vincitori per 2-0. Per la Spagna fu la prima sconfitta dopo 35 gare utili consecutive e 15 vittorie di fila, di cui 13 sotto la gestione Del Bosque[9]. Nella finale per il terzo posto sconfisse per 3-2 il Sudafrica padrone di casa dopo i tempi supplementari.
Qualificatasi agevolmente per i Mondiali di Sudafrica 2010 vincendo tutti gli incontri del proprio raggruppamento. Alla vigilia del Mondiale, la Spagna si presenta come la grande favorita, forte di una lunga scia di successi, ma soprattutto di una rosa di altissimo livello, con campioni del calibro di Fabregas, Torres, Xavi, Xabi Alonso, Villa e Iniesta solo per citarne alcuni tra i più noti. Nella fase finale la selezione di Del Bosque, affronta nel gruppo H Honduras, Cile e Svizzera. All'esordio, il 16 giugno a Durban, i Campioni d'Europa escono sconfitti per 1-0 contro la Svizzera, ma riescono a rimediare nelle successive partite del girone, battendo l'Honduras per 2-0 a Johannesburg il 21 giugno e imponendosi per 2-1 contro il Cile a Pretoria quattro giorni più tardi. Si qualificano così agli ottavi, dove affrontano il Portogallo il 29 giugno e lo sconfiggono per 1-0 grazie ad un gol di David Villa. Sempre grazie ad un suo gol gli iberici superano il Paraguay dopo una gara sofferta con un rigore sbagliato da entrambe le squadre sullo 0-0, entrando così nel gruppo delle prime quattro del mondo a 60 anni dall'unica volta che accadde, ai Mondiali brasiliani del 1950. Il 7 luglio a Durban la Spagna ottiene per la prima volta nella sua storia l'accesso in finale, battendo ancora per 1-0 la Germania in semifinale con un gol di testa del vice-capitano Puyol. L'11 luglio la Spagna si laurea per la prima volta nella sua storia campione del mondo sconfiggendo a Johannesburg l'Olanda per 1-0, grazie a un gol di Andrés Iniesta giunto a pochi minuti dalla conclusione dei tempi supplementari.
Il 1º luglio 2012 si riconferma campione d'Europa battendo in finale l'Italia per 4-0 con reti di David Silva, Jordi Alba,nel primo tempo e Fernando Torres (vincitore anche della Scarpa d'Oro come miglior marcatore della competizione) e Juan Mata, nel secondo tempo con l'Italia in 10 uomini. La nazionale spagnola diventa così la prima nazionale in assoluto capace di centrare il triplete Coppa d'Europa-Coppa del mondo-Coppa d'Europa (nell'ordine) nel giro di quattro anni; in precedenza avevano centrato il double la stessa Spagna con la vittoria agli Europei 2008 e ai Mondiali 2010, la Germania Ovest nel 1972-1974 ed in ordine inverso, ossia prima i Mondiali e poi gli Europei, la Francia nel 1998-2000.
Palmarès [modifica]
Campionato d'Europa: 3 (record condiviso con la Germania)
Partecipazioni ai tornei internazionali [modifica]
| Campionato del mondo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1930 | Non partecipante |
| 1934 | Quarti di finale |
| 1938 | Non partecipante |
| 1950 | Quarto posto |
| 1954 | Non qualificata |
| 1958 | Non qualificata |
| 1962 | Primo turno |
| 1966 | Primo turno |
| 1970 | Non qualificata |
| 1974 | Non qualificata |
| 1978 | Primo turno |
| 1982 | Secondo turno |
| 1986 | Quarti di finale |
| 1990 | Ottavi di finale |
| 1994 | Quarti di finale |
| 1998 | Primo turno |
| 2002 | Quarti di finale |
| 2006 | Ottavi di finale |
| 2010 | Campione |
| Campionato europeo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1960 | Ritirata[10] |
| 1964 | Campione |
| 1968 | Non qualificata |
| 1972 | Non qualificata |
| 1976 | Non qualificata |
| 1980 | Primo turno |
| 1984 | Secondo posto |
| 1988 | Primo turno |
| 1992 | Non qualificata |
| 1996 | Quarti di finale |
| 2000 | Quarti di finale |
| 2004 | Primo turno |
| 2008 | Campione |
| 2012 | Campione |
| Giochi olimpici | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1920 | Argento |
| 1924 | Turno di qualificazione |
| 1928 | Quarti di finale |
| 1936 | Non partecipante |
| 1948 | Non partecipante |
| 1952 | Non partecipante |
| 1956 | Non partecipante |
| 1960 | Non partecipante |
| 1964 | Non qualificata |
| 1968 | Quarti di finale |
| 1972 | Non qualificata |
| 1976 | Primo turno |
| 1980 | Primo turno |
| 1984 | Non qualificata |
| 1988 | Non qualificata |
| 1992 | Oro |
| 1996 | Quarti di finale |
| 2000 | Argento |
| 2004 | Non qualificata |
| 2008 | Non qualificata |
| 2012 | Primo turno |
| Confederations Cup | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1992 | Non invitata |
| 1995 | Non invitata |
| 1997 | Non qualificata |
| 1999 | Non qualificata |
| 2001 | Non qualificata |
| 2003 | Non qualificata |
| 2005 | Non qualificata |
| 2009 | Terzo posto |
| 2013 | Qualificata[12] |
Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni
Statistiche dettagliate sui tornei internazionali [modifica]
Mondiali [modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1930 | Non partecipante | - | - | - | - | |
| 1934 | Quarti di finale | 1 | 1 | 1 | 4:3 | |
| 1938 | Non partecipante | - | - | - | - | |
| 1950 | Quarto posto | 3 | 1 | 2 | 10:12 | |
| 1954 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1958 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1962 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 2:3 | |
| 1966 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 4:5 | |
| 1970 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1974 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1978 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 2:2 | |
| 1982 | Secondo turno | 1 | 2 | 2 | 4:5 | |
| 1986 | Quarti di finale | 3 | 1 | 1 | 11:4 | |
| 1990 | Ottavi di finale | 2 | 1 | 1 | 6:4 | |
| 1994 | Quarti di finale | 2 | 2 | 1 | 10:6 | |
| 1998 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 8:4 | |
| 2002 | Quarti di finale | 3 | 2 | 0 | 10:5 | |
| 2006 | Ottavi di finale | 3 | 0 | 1 | 9:4 | |
| 2010 | Campione |
6 | 0 | 1 | 8:2 |
Europei [modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1960 | Ritirata[10] | - | - | - | - | |
| 1964 | Campione |
2 | 0 | 0 | 4:2 | |
| 1968 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1972 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1976 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1980 | Primo turno | 0 | 1 | 2 | 2:4 | |
| 1984 | Secondo posto | 1 | 3 | 1 | 4:5 | |
| 1988 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 3:5 | |
| 1992 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1996 | Quarti di finale | 1 | 3 | 0 | 4:3 | |
| 2000 | Quarti di finale | 2 | 0 | 2 | 7:7 | |
| 2004 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 2:2 | |
| 2008 | Campione |
5 | 1 | 0 | 12:3 | |
| 2012 | Campione |
4 | 2 | 0 | 12:1 |
Confederations Cup [modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1992 | Non invitata | - | - | - | - | |
| 1995 | Non invitata | - | - | - | - | |
| 1997 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1999 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2001 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2003 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2005 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2009 | Terzo posto | 4 | 0 | 1 | 11:4 | |
| 2013 | Qualificata | - | - | - | - |
Olimpiadi [modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1920 | Anversa | Argento |
1 | 0 | 1 | 2:3 |
| 1924 | Parigi | Turno di qualificazione | 0 | 0 | 1 | 0:1 |
| 1928 | Amsterdam | Quarti di finale | 1 | 1 | 1 | 9:9 |
| 1936 | Berlino | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1948 | Londra | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1952 | Helsinki | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1956 | Melbourne | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1960 | Roma | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1964 | Tokyo | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1968 | Città del Messico | Quarti di finale | 2 | 1 | 1 | 4:2 |
| 1972 | Monaco di Baviera | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1976 | Montréal | Primo turno | 0 | 0 | 2 | 1:3 |
| 1980 | Mosca | Primo turno | 0 | 3 | 0 | 2:2 |
| 1984 | Los Angeles | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1988 | Seul | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1992 | Barcellona | Oro |
6 | 0 | 0 | 14:2 |
| 1996 | Atlanta | Quarti di finale | 2 | 1 | 1 | 5:7 |
| 2000 | Sydney | Argento |
4 | 1 | 1 | 12:6 |
| 2004 | Atene | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2008 | Pechino | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2012 | Londra | Primo turno | 0 | 1 | 2 | 0:2 |
Tutte le rose [modifica]
Mondiali [modifica]
Europei [modifica]
Confederations Cup [modifica]
Giochi olimpici [modifica]
Colori e simboli [modifica]
Il colore fu stato scelto nel 1920, dall'allora presidente del Comitato Olimpico Spagnolo, Gonzalo de Figueroa y Torres, Marchese di Villamejor, per il motivo che i prossimi Giochi Olimpici sarebbero disputati ad Anversa, che confermerebbe assieme a un leone rampante in giallo, i colori della bandiera spagnola. Il motivo della scelta di una figura anziché una banda (tale quale la bandiera), fu molto meditato. I giochi si disputerebbero ad Anversa, antica provincia del Ducato di Brabante, che in passato era in possesso alla Spagna, del quale si prese la sua bandiera (un leon giallo su fondo nero). Questa araldica, presente anche nello stemma personale del monarca Alfonso XIII di Spagna per quello storico Ducato dei Paesi Bassi degli Asburgo, appartenenti alla corona spagnola, sarebbe l'immagine degli sportivi spagnoli in quell'Olimpiade. Completando la divisa porterebbero dei calzoncini bianchi e calzettoni neri. La divisa subì cambiamenti significativi dovuto alla Guerra Civile Spagnola. La situazione del paese, diviso tra il bando repubblicano ed il bando nazionale, fa un modo che si abbandoni il colore rosso per motivi politici. La Spagna vestì il colore bianco nella zona nazionale, unica zona che allora permetteva incontri calcistici nel paese. Con questo giocò contro la nazionale portoghese in vari incontri , e con lo stemma del giogo e delle frecce del bando nazionale. Alla fine della Guerra Civile, nella quale risultarono vittoriosi i nazionalisti, la maglia diventò di colore blu, già che il rosso era il colore che identificava lo sconfitto bando repubblicano. Così si mantenne, fino che nel 1947 il Generale Moscardó, l'allora Delegato Nazionale dello Sport, ripristinò alla nazionale la primigenia maglia rossa che lascerebbe il blu come la maglia di trasferta. Entrambi i colori, già si manterrebbero salvo piccole variazioni (come la maglia del 1994 ornata da losanghe gialloblu o quella del 1998 con lo scollo e la parte inferiore delle maniche blu notte, il numero delle maglie era tradizionalmente bianco, da Euro 2000 i numeri divennero gialli, ecc.) fino ad oggi. Lo scudetto, subì evoluzioni per lo stesso motivo, fino a che a partire dal 1981 fu usato lo stemma d'armi della corona borbonica come araldica.
Il fornitore ufficiale è dal 1992 Adidas, sostituendo la Le Coq Sportif che a sua volta aveva il posto della casa tedesca per un breve periodo.
Divise storiche [modifica]
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Nota1: Durante la guerra civile, la nazionale spagnola giocò solo alcune amichevoli. Dopo la divisione del territorio in zona repubblicana e zona nazionale, era solo in quest'ultima che veniva permessa la disputa di partite. Questi incontri amichevoli furono giocati in maglia bianca, rigettando il colore rosso per rifarsi al bando repubblicano.
Nota2: Dopo la vittoria del bando nazionale guidato da Francisco Franco, questi decretò che la nazionale giocasse in maglia blu, per le stesse precedenti ragioni.
Simbolo [modifica]
La nazionale spagnola porta sul petto soltanto lo stemma nazionale spagnolo e non quello della propria federazione calcistica. Questo perché la nazionale, sin dalla sua Costituzione, non è stata mai vista come una selezione della Federazione ma come squadra che rappresentasse l'intera nazione a tutti gli effetti, come fosse una cosa pubblica. Nelle ultime e nell'attuale divisa lo stemma è stato inserito in uno scudo più grande color blu notte corredato da altre decorazioni come un pallone e un'iscrizione.
La divise recano inoltre quasi sempre piccola bandiera civile nazionale, nelle ultime versione finita sui pantaloncini: la bandiera ha spesso decorato la divisa anche in altre parti come le maniche o lo scollo, mentre in alcune divise come quelle antiche erano presenti sui calzettoni tre strisce con i colori della bandiera.
Rosa attuale [modifica]
Lista dei 23 giocatori convocati per le partite contro Finlandia e Francia del 22 e 26 Marzo 2013.
Presenze e reti aggiornate al 25 Marzo 2013.
Record individuali [modifica]
Aggiornato al 16 ottobre 2012. Record di presenze [modifica]Dati aggiornati al 17 marzo 2013
Record di gol [modifica]
Commissari tecnici [modifica]
Confronti con altre Nazionali [modifica]Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Spagna presenta i seguenti saldi: Saldo positivo [modifica]Saldo neutro [modifica]
Saldo negativo [modifica]
NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori contro Danimarca (24 giugno 1984, vinta), Belgio (22 giugno 1986, persa), Inghilterra (22 giugno 1996, persa), Irlanda (16 giugno 2002, vinta), Corea del Sud (22 giugno 2002, persa), Italia (22 giugno 2008, vinta) e Portogallo (27 giugno 2012, vinta) sono considerate partite pareggiate. Onorificenze [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
|