Nazionale di calcio dell'Ecuador
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| Federazione | Federación Ecuatoriana de Fútbol |
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| Codice FIFA: | ECU | |||||
| Soprannome: | La Tri[color] | |||||
| Selezionatore | ||||||
| Record presenze | Iván Hurtado (167) | |||||
| Capocannoniere | Agustín Delgado (31) | |||||
| Esordio internazionale Santiago, Bolivia; 8 agosto 1938 |
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| Migliore vittoria Quito, Ecuador; 22 giugno 1975 |
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| Peggiore sconfitta Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942 |
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| Campionato del mondo | ||||||
| Partecipazioni | 2 (Prima nel 2002) | |||||
| Miglior risultato | Ottavi di finale, 2006 | |||||
| Copa América | ||||||
| Partecipazioni | 24 (Prima nel 1939) | |||||
| Miglior risultato | Quarto posto, 1959 e 1993 | |||||
La Nazionale di calcio ecuadoriana è la rappresentativa nazionale di calcio dell'Ecuador ed è posta sotto l'egida della Federación Ecuatoriana de Fútbol.
Attualmente occupa la 64ª posizione nel Ranking mondiale FIFA.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dal 1930 al nuovo millennio
Nel 1930 la selezione ecuadoriana fu invitata a partecipare alla prima edizione della Coppa del Mondo, ma rinunciò per motivi economici[1].
Partecipò per la prima volta alle qualificazioni al Mondiale nel 1962, ma fu eliminata dall'Argentina. Nel 1966 l'Ecuador disputò lo spareggio contro il Cile per l'accesso al Mondiale inglese, ma la sfida, giocata in Perù, fu vinta per 2-1 dai cileni[2]. Quell'organico poteva fare affidamento su Washington Muñoz, Alberto Spencer, Carlos Raffo, Enrique Raymondi e Jorge Bolaños.
Tra i giocatori più rappresentativi degli anni settanta e ottanta si ricorda Jose Villafuerte.
Nella Copa América 1993 l'Ecuador si piazzò quarto, stabilendo il proprio miglior piazzamento nella competizione.
Nel 1996, durante le qualificazioni per il campionato del mondo 1998, la squadra ecuadoriana poteva contare su molti giocatori di talento come Luis Capurro, Álex Aguinaga, Eduardo Hurtado, Ángel Fernández, Iván Kaviedes, Agustín Delgado e Ariel Graziani. La qualificazione fu mancata per quattro punti, ma a Quito l'Ecuador batté per la prima volta nelle qualificazioni l'Argentina. La squadra riuscì a battere anche il Venezuela per la prima volta nelle qualificazioni.
[modifica] L'ascesa recente
Dal nuovo millennio è stata protagonista di una rapida ascesa, fino a conquistare la prima qualificazione al Mondiale in occasione di Giappone-Corea del Sud 2002 la seconda per l'edizione di Germania 2006, dove raggiunse gli ottavi di finale, subendo la sconfitta contro l'Inghilterra, ma ha fallito la qualificazione all'edizione del Sudafrica 2010. Figura tra le Nazionali sudamericane che hanno compiuto più progressi a partire dai primi anni del XXI secolo.
L'Ecuador fu indicato come la rivelazione delle qualificazioni a Mondiale di Giappone-Corea del Sud 2002 della zona sudamericana. Il secondo posto finale nel gruppo di qualificazione a spese del blasonato Brasile fu motivo di grande gioia e orgoglio. Gli ecuadoriani, infatti, finirono secondi con un punto di vantaggio sui futuri Campioni del mondo, superati solo dall'Argentina. Allo straordinario risultato contribuirono giocatori di prima qualità come Agustín Delgado, Alex Aguinaga, Iván Kaviedes, Iván Hurtado, Ulises de la Cruz, José Francisco Cevallos ed Edison Méndez, con Delgado classificatosi al primo posto nella classifica dei marcatori insieme all'argentino Hernán Crespo a quota 9 gol. La selezione ecuadoriana, allenata dal commissario tecnico colombiano Hernán Darío Gómez, diede una svolta determinante al cammino verso i Mondiali a partire dal 28 marzo 2001, quando sconfisse a Quito il Brasile. Il 2 giugno batté anche il Perù allo Stadio Munumental "U" di Lima e il 6 ottobre la Bolivia a La Paz. La qualificazione fu sicura alla penultima giornata, dopo l'1-1 interno contro l'Uruguay.
Nella fase finale del Mondiale, disputata in Corea del Sud e Giappone, una vittoria contro la Croazia nel girone eliminatorio non fu sufficiente ad assicurare alla squadra ecuadoriana l'accesso agli ottavi di finale della Coppa del mondo. La Croazia, tuttavia, si era classificata al terzo posto al Mondiale 1998 e fu battuta dagli ecuadoriani nell'ultima partita di un girone difficile, che comprendeva anche Italia e Messico. La vittoria contro i croati porta la firma di Edison Mendez, che segnò con un tiro rasoterra preciso.
L'eliminazione alla prima fase della Copa América 2004 in Perù causò le dimissioni di Gómez, il quale fu sostituito da un altro colombiano, Luis Fernando Suárez.
All'inizio delle qualificazioni sudamericane per il campionato del mondo 2006 l'Ecuador si trovava al 71º posto del Ranking mondiale FIFA. Da allora la squadra ha scalato posizioni fino a giungere nella top 30 (il record è il 24º posto del marzo 2007), un risultato che dimostra come sia migliorata la consistenza internazionale degli ecuadoriani. Dopo un esordio negativo nel girone di qualificazione (quattro delle cinque sconfitte totali si sono registrate nelle prime otto partite del lungo girone, comprendente diciotto turni), la squadra è riuscita a conquistare un posto per Mondiale tedesco inanellando cinque vittorie consecutive, tra cui quella storica contro il Brasile e piazzandosi alla fine terza.
Nella rassegna tedesca, inserito Gruppo A con la Germania padrona di casa, la Polonia e la Costa Rica, l'Ecuador ha centrato una storica qualificazione agli ottavi di finale. Il 9 giugno 2006 ha battuto 2-0 la Polonia, conquistando così la sua seconda vittoria in un Campionato mondiale, mentre il 15 giugno ha sconfitto per 3-0 la Costa Rica, balzando in testa al girone grazie alla differenza reti favorevole nei confronti della Germania. Nell'ultima partita, però, è stato sconfitto per 3-0 dai tedeschi, arrivando secondo. Negli ottavi è stato eliminato dall'Inghilterra, vittoriosa per 1-0.
Dopo l'eliminazione alla prima fase della Copa América 2007 e tre sconfitte nelle prime partite di qualificazione al campionato del mondo 2010, Suárez è stato rimpiazzato dall'ecuadoriano Sixto Vizuete. Nel 2010 Sixto Vizuete è stato esonerato per la mancata qualificazioni ai mondiali del 2010, e al suo posto è arrivato il colombiano Reinaldo Rueda.
[modifica] Stadio
L'Ecuador, già da alcuni anni, gioca le partite casalinghe ufficiali allo stadio Olímpico Atahualpa a Quito, a 2850 m.s.l.m., altitudine spesso ostica per i giocatori di squadre avversarie non abituati a giocare a queste altezze.
[modifica] Piazzamenti al Mondiale
- dal 1930 al 1938 - Non partecipa
- 1950 - Ritirata
- 1954 - Non partecipa
- 1958 - Non partecipa
- dal 1962 al 1998 - Non qualificata
- 2002 - 1º turno
- 2006 - Ottavi di finale
- 2010 - Non qualificata
[modifica] Partecipazioni alla Copa América
[modifica] Rose
[modifica] Mondiali
[modifica] Copa América
[modifica] CONCACAF Gold Cup
[modifica] Record individuali
Aggiornate alla partita Ecuador-Giamaica del 12 agosto 2009.
[modifica] Record di presenze
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[modifica] Record di reti
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[modifica] Note
- ^ (ES) Ecuador en la Copa del Mundo. Embassy of Ecuador in Japan, 2002
- ^ (ES) ¿Mejor que Pelé?. Revista Estadio, 2007
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Nazionale di calcio dell'Ecuador
Articolo su Wikinotizie: Speciale Campionato del mondo di calcio 2006
[modifica] Collegamenti esterni
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