Bologna Football Club 1909

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Bologna FC 1909
Calcio Football pictogram.svg
Bolognafcstemma.png
Felsinei; Rossoblù; Petroniani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.png Rosso · blu
Inno Cuore Rossoblu
Andrea Mingardi
Dati societari
Città Bologna-Stemma.png Bologna
Paese bandiera Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1909
Rifondazione 1993
Presidente Bandiera dell'Italia Albano Guaraldi (Presidente e A.D.)

Bandiera dell'Italia Gianni Morandi (Presidente onorario)

Allenatore Bandiera dell'Italia Stefano Pioli
Stadio Renato Dall'Ara
(39 444 posti)
Sito web www.bolognafc.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgUEFA - Intertoto.svg
Scudetti 7
Titoli nazionali 1 campionato di Serie B
1 campionato di Serie C
Trofei nazionali 2 Coppe Italia
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
2 Coppa dell'Europa Centrale
1 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
1 Coppa Alta Italia
1 Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

Il Bologna Football Club 1909, comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana, fondata nel 1909 nell'omonimo capoluogo. Dal 2008 milita nuovamente in Serie A, massima divisione del campionato italiano di calcio.

Occupa il 53º posto del ranking delle migliori squadre del XX secolo, ottava squadra italiana dell'IFFHS.[1]

Tra i club più titolati del Paese, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia, due Coppa dell'Europa Centrale, una Mitropa Cup, una Coppa Intertoto, una Coppa Alta Italia, una Coppa di Lega Italo-Inglese e un Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Presente in 15 campionati della massima serie pre girone unico, suddivisi tra Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale, e in 66 campionati di Serie A (compreso quello 2011/2012), detiene il singolare record di tre scudetti vinti allo spareggio, due dei quali prima dell'introduzione del girone unico, nel 1925 contro il Genoa e nel 1929 contro il Torino, e uno nell'era del girone unico, nel 1963-1964 contro l'Inter. Quello del 1964 è anche l'ultimo scudetto vinto dal Bologna.

Nato come Bologna Football Club, fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale, dopo aver riacquisito il titolo sportivo della defunta società.

La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare interne nello Stadio Renato Dall'Ara (nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio Comunale), il quale può ospitare 39.444 spettatori.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La nascita del Bologna Football Club

Prima formazione del Bologna F.C. con Arrigo Gradi e Guido Della Valle, due tra i fondatori del club.
Il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909

Il Bologna Football Club viene ufficialmente fondato domenica 3 ottobre 1909 presso la birreria Ronzani di via Spaderie, come sezione "per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese. Così riportava il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909.[2][3] Venne eletto presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, mentre vicepresidente fu Giuseppe Della Valle e capitano Arrigo Gradi. L'iniziativa determinante era però stata quella di un giovane di origine boema, Emilio Arnstein, che aveva già fondato a Trieste il Black Star Football Club. Arnstein, appena arrivato in città, aveva subito cercato giovani che avessero la sua stessa grande passione per il calcio, e, saputo che nella Piazza d’Armi ai Prati di Caprara giocavano dei giovanotti, per lo più studenti, che dagli abitanti della zona erano detti "quei matti che corrono dietro a una palla", si era recato sul posto per incontrarli e convincerli a fondare anche a Bologna un football club. Tra i ragazzi che giocavano ai Prati di Caprara, fuori Porta Saffi, c'erano i fratelli Gradi, lo stesso Rauch e gli studenti del Collegio di Spagna, tra cui Antonio Bernabeu, fratello di Santiago, il presidente del mitico Real Madrid. Arrigo Gradi andava agli allenamenti con la maglia a quarti rosso e blu del collegio svizzero Schönberg di Rossbach nel quale aveva studiato, e presto questi colori divennero quelli della divisa sociale[2].

Nell'inverno del 1910 il Bologna Football Club si rese autonomo separandosi dal Circolo Turistico. Il disegno delle maglie venne modificato – dai quarti si passò alle strisce verticali – mentre rimasero i colori originari, il rosso ed il blu. Dopo la vittoria nel Campionato Emiliano, ottenuta in due diverse partite giocate nello stesso pomeriggio contro la Sempre Avanti e la Virtus, e vinte rispettivamente 10-0 e 9-1, nel maggio del 1910 venne organizzata un'amichevole con l'Internazionale Campione d'Italia in carica, gara che i milanesi vinsero per 1-0 davanti ad un pubblico numeroso; la buona prestazione diede comunque il permesso alla squadra bolognese di iscriversi alla Prima Categoria 1910-1911, il campionato di massima serie.[2]

Louis Rauch, odontoiatra svizzero, fu il primo presidente del Bologna F.C.

Nei primi due anni il Bologna giocò nel Girone Veneto-Emiliano non riuscendo mai ad accedere alla finalissima per lo scudetto contro la vincente del Girone Ligure-Lombardo-Piemontese; contemporaneamente la società trasferì il suo campo di gioco prima alla Cesoia il 26 febbraio 1911, poi allo Sterlino: il campo venne inaugurato il 30 novembre 1913 con l'incontro Bologna-Brescia terminato 1-1.[2] Anche nei campionati 1912-1913, 1913-1914 e 1914-1915 la squadra emiliana non riuscì a qualificarsi alla Fase Nazionale del Nord Italia.

La prima guerra mondiale interruppe l'attività ufficiale del calcio in Italia, si giocarono praticamente soltanto amichevoli e piccoli tornei. Alla ripresa, iniziò per il Bologna un periodo ricco di successi.

[modifica] Il primo scudetto

Dopo la sconfitta nella finale del Prima Categoria 1920-1921 con la Pro Vercelli, nel 1922 ci fu l'esordio in squadra di Angelo Schiavio.

Dopo un'altra finale di Lega Nord persa nel 1924 con il Genoa, nella stagione 1924-1925 arrivò il primo scudetto della storia del Bologna FC. L'avversario in finale di Lega Nord, ancora il Genoa, venne sconfitto solo al quinto incontro (2-0), disputato a Milano a porte chiuse per evitare nuovi incidenti tra le tifoserie. In quel match la squadra giocò per la prima volta in tenute dalla maglia verde con colletto nero: a segnare furono Pozzi e Perin. Come sempre accadeva la finalissima con l'Alba Roma, vincitrice della Lega Sud, fu solo una formalità, causa il divario tecnico tra squadre settentrionali e meridionali: due vittorie, 4-0 a Bologna e 2-0 a Roma, portarono per la prima volta il titolo italiano nella città felsinea.

Nel stesso periodo iniziò la costruzione del nuovo Stadio del Littoriale, atto ad ospitare un maggior numero di spettatori. Il 29 maggio 1927 l'impianto venne inaugurato con l'incontro tra le Nazionali di Italia e Spagna (2-0), mentre il 6 giugno venne disputata la prima partita in campionato, una vittoria del Bologna sul Genoa per 1-0 con rete di Martelli.

La formazione del Bologna Campione d'Italia nel 1924-1925.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Caso Allemandi.

A metà degli anni venti il Bologna era una delle più forti in Italia; arrivò ancora in finale di Lega Nord, nel 1925-1926, sconfitto in tre partite dalla Juventus, e si classificò al secondo posto nel 1926-1927nel 1927. Lo scudetto, vinto dal Torino, venne revocato per illecito (in seguito al Caso Allemandi) ma non assegnato al secondo classificato, appunto il Bologna. Tuttavia, nel 1929, lo scudetto tornò in Emilia dopo soli quattro anni: la finale a Roma contro il Torino si chiuse sull'1-0 con gol di Muzzioli su passaggio di Schiavio, giocatore simbolo del Bologna e miglior marcatore nella storia del club. Altri giocatori di quella grande squadra erano il portiere Mario Gianni, il terzino sinistro Felice Gasperi, la mezz'ala Bernardo Perin e l'attaccante Giuseppe Della Valle.

[modifica] Le vittorie in campo europeo e la serie di scudetti

Nel 1929-1930 il Bologna poté inaugurare l'era dei campionati a girone unico con lo scudetto sulla maglia. Arrivarono nuovi giocatori dal Sud America, tre grandi campioni provenienti dall'Uruguay: Francesco Fedullo, Raffaele Sansone, e Michele Andreolo; assieme a loro gli italiani Carlo Reguzzoni, grande ala sinistra, Eraldo Monzeglio e Mario Montesanto. Guidata in panchina dall'ungherese Lelovich, subentrato a Felsner nel gennaio 1931, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale 1932, ripetendo l'impresa nel 1934 con la vittoria in finale sull'Admira Vienna.

Raffaele Sansone, mezz'ala uruguagia del Bologna negli anni trenta e quaranta.

Erano tempi di cambiamento a livello societario: nel 1934 arrivò la nomina prima a commissario straordinario e poi a presidente di Renato Dall'Ara, industriale reggiano che otterrà grandi risultati nella sua trentennale presidenza del club. Nel 1934 intanto la Nazionale italiana si laureò campione del mondo grazie ad un gol di Angelo Schiavio in finale; con il campionato 1935-1936 iniziò un periodo d'oro per i bolognesi: ben quattro scudetti (1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941) ed un Trofeo dell'Esposizione vinto a Parigi nel 1937 con un 4-1 sul Chelsea in finale, il Bologna divenne così la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra Inglese in un torneo internazionale. Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come "lo squadrone che tremare il mondo fa".[4]

Dopo le vittorie tra anni trenta e quaranta, seguirono dei campionati meno positivi: in squadra, comunque, trovarono posto giocatori come Gino Cappello e Cesarino Cervellati. Il Bologna si piazzò sempre dietro le squadre dell'asse Milano-Torino e in un due occasioni andò anche vicino alla Serie B. Gli acquisti di Gino Pivatelli, che nella stagione 1955-1956 si laureò capocannoniere con 29 reti in 30 partite, e del giovane Ezio Pascutti, che al suo esordio segnò subito un gol a Vicenza, furono alcune delle poche note liete di un periodo in cui tra l'altro si ebbero più volte contestazioni al presidente Dall'Ara.[5]

[modifica] Il settimo scudetto (1963-1964)

La formazione del Bologna campione d'Italia 1963-1964.

Agli inizi degli anni sessanta, con l'arrivo di Fulvio Bernardini, già allenatore della Fiorentina campione d'Italia 1955-1956, agli affermati Ezio Pascutti, Francesco Janich e Mirko Pavinato si aggiunsero i giovani Giacomo Bulgarelli e Romano Fogli, più il ventitreenne Paride Tumburus. Il regista tedesco occidentale Helmut Haller e il giovane centravanti danese Harald Nielsen completavano la rosa della squadra.

La stagione Serie A 1962-1963 cominciò all'insegna del bel gioco, al punto da far esclamare all'allenatore rossoblu, al termine della partita vinta 7-1 sul Modena (quinta giornata): «Così si gioca solo in Paradiso!». Nello stesso torneo Ezio Pascutti segnò consecutivamente per le prime 10 giornate (12 gol), record. Le trasferte con le squadre rivali (Juventus, Milan, Roma e Internazionale), il Bologna però le perse tutte: la squadra non andò dunque oltre il quarto posto finale, subendo ben 39 reti, venti più dell'Inter campione.[6]

Nielsen, attaccante degli anni sessanta.

Il problema della difesa non impeccabile venne risolto l'anno dopo con l'acquisto del giovane William Negri, già in Nazionale. Nel campionato 1963-1964 il Bologna, dopo un inizio stentato con due pareggi, risalì e il 1º marzo raggiunse il comando in classifica grazie al 2-1 di San Siro sul Milan alla ventitreesima giornata. Solo tre giorni dopo scoppiò il caso doping: cinque giocatori (Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e Pascutti) vennero trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese prima in occasione del match con il Torino. I giocatori, l'allenatore e il medico Poggiali vennero squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato di tre punti.[7]

Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei giocatori: i tre punti vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio in vetta dei rossoblu all'Inter.[7] Il campionato finì così con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964. Il 4 giugno, intanto, era morto improvvisamente per infarto il presidente Renato Dall'Ara, mentre erano in corso le discussioni con Moratti, presidente dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[7] Il Bologna vinse la sfida per 2-0 con reti di Fogli e Harald Nielsen, conquistando il settimo (e finora ultimo) scudetto.

[modifica] Dal doposcudetto a fine anni settanta

L'annata successiva alla vittoria del settimo scudetto vede la squadra partecipare alla Coppa dei Campioni 1964-1965 ma venire subito eliminata al turno preliminare contro l'Anderlecht, risolto a favore dei belgi nello spareggio di Barcellona per lancio della monetina. Sempre nel 1965 il Bologna chiude sesto in campionato. Viene esonerato Fulvio Bernardini e, dopo una breve parentesi con Manlio Scopigno in panchina, viene chiamato ad allenare il Bologna Luis Carniglia. I risultati arrivano, con il secondo posto nel 1965-1966 e il terzo nel 1966-1967. Col passare del tempo comunque vengono ceduti diversi pezzi del Bologna scudettato, prima Harald Nielsen, poi Helmut Haller, mentre Ezio Pascutti si ritira e William Negri trascorre un anno inattivo per infortunio, prima di essere ceduto pure lui.

Il Bologna vincitore della Coppa Italia 1974

Si alternano gli allenatori (tra i quali Gipo Viani e l'ex rossoblu Cesarino Cervellati) e i presidenti, finché nel 1969 viene chiamato ad allenare Edmondo Fabbri. Al primo anno l'ex CT della Nazionale italiana conquista la Coppa Italia: nella partita decisiva la squadra sconfigge il Torino per 2-0 con doppietta di Giuseppe Savoldi chiudendo al primo posto nel girone finale con un punto sui granata (9 a 8).[8] Nelle stagione subito successiva la squadra continua a non raggiungere le posizioni di vetta, chiudendo tra il 1971 e il 1974 rispettivamente al quinto, undicesimo, settimo e nono posto. Proprio nel 1973-1974 i rossoblu, capitanati ancora da Bulgarelli, conquistano un'altra Coppa Italia battendo ai rigori il Palermo nella finale di Roma. L'allenatore di quella squadra era Bruno Pesaola, subentrato nel 1972 a Fabbri.

Giuseppe Savoldi, ceduto al Napoli per due miliardi.

Nel 1975 chiuse la sua carriera Giacomo Bulgarelli, bandiera della squadra per ben 16 stagioni. La fascia di capitano passò a Eraldo Pecci, un altro centrocampista di regia cresciuto nel vivaio. Il centravanti titolare e cannoniere Giuseppe Savoldi, sempre nell'estate 1975, venne ceduto al Napoli per la cifra record di due miliardi[2], mentre lo stesso Pecci fu ceduto al Torino. Le stagioni successive furono tutte caratterizzate da piazzamenti mai oltre il settimo posto. Le annate 1976-1977, 1977-1978 e 1978-1979 furono ancora più negative, nonostante il ritorno di Pesaola, con la salvezza raggiunta in extremis e piazzamenti appena sopra la zona retrocessione, dodicesimo e tredicesimo posto. In particolare, nel 1977-1978 la salvezza fu raggiunta solo all'ultima giornata grazie alla vittoria per 1-0 sul campo della Lazio, mentre l'anno seguente la squadra si salvò solo grazie ad una miglior differenza reti rispetto a Vicenza e Atalanta, avendo pareggiato all'ultima giornata in casa con il Perugia per 2-2 dopo aver rimontato lo 0-2 iniziale.

[modifica] Dalla Serie A alla discesa in C

Al termine della stagione 1978-1979 se ne andò il presidente Conti: a lui subentrò Tommaso Fabbretti, che subito scelse come allenatore Marino Perani, ala con 15 stagioni da giocatore nel Bologna. Si ebbe anche il ritorno di Giuseppe Savoldi in maglia rossoblu. Il campionato 1979-1980 vide la squadra chiudere all'ottavo posto in classifica. Rimasta però coinvolta nella vicenda di calcioscommesse, venne punita con una penalizzazione di 5 punti da scontare nel campionato successivo. Nella stagione 1980-1981 i felsinei, con in panca l'allenatore Luigi Radice, terminarono in settima posizione nonostante la penalizzazione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Scandalo del calcio italiano del 1980.

Nel campionato 1981-1982, però, la squadra retrocesse per la prima volta in Serie B dopo aver totalizzato solo 23 punti. Da ricordare la presenza in rosa di un diciassettenne Roberto Mancini, il quale giocò in tutte e 30 le partite stagionali segnando anche 9 reti, miglior marcatore della squadra. Nel 1982, dopo solo un anno da professionista, Mancini venne comprato dalla Sampdoria per 4 miliardi di lire. La prima storica annata in Serie B del Bologna fu anch'essa molto negativa: terminato il torneo al diciottesimo posto, retrocessero in Serie C1, scendendo dunque di due categorie in due anni.

Roberto Mancini fece il suo esordio in Serie A con la maglia rossoblù.

All'immediata risalita in B seguirono tre campionati caratterizzati dal vano tentativo di riconquistare la risalita in Serie A e terminati al nono, al sesto e al decimo posto. L'annata 1987-1988 fu invece decisiva: l'arrivo dell'allenatore Gigi Maifredi, voluto dal presidente Luigi Corioni, permise ai bolognesi di ottenere la promozione in massima serie. Nella Serie A 1988-1989, dopo un inizio difficile, il Bologna raggiunse la salvezza classificandosi quattordicesimo nel torneo appena ampliato a 18 squadre; l'anno seguente Maifredi condusse il team alla qualificazione alle coppe europee grazie all'ottavo posto, prima di lasciare la città per rispondere alla chiamata della Juventus.

Il campionato 1990-1991 iniziò con soli due punti nelle prime sei giornate e con il conseguente esonero di Franco Scoglio. Il ritorno in panchina di Luigi Radice non fu sufficiente e il club, con soli 18 punti all'attivo e ben 63 reti al passivo, retrocesse in Serie B. Gli unici risultati positivi della stagione arrivarono dalla Coppa UEFA, in cui i rossoblu sfiorarono le semifinali dopo avere eliminato Hearts of Midlothian e Admira Wacker rimontando in entrambi i casi sconfitte subite all'andata. Nei quarti la squadra dovette arrendersi allo Sporting Clube de Portugal, poi eliminato in semifinale dall'Inter.

[modifica] Il fallimento del Bologna Football Club, la rifondazione e il ritorno in A

La successiva stagione in Serie B venne chiusa solo al tredicesimo posto, mentre quella successiva, la 1992-1993, addirittura in diciottesima piazza, che significò retrocessione in Serie C1, la seconda in undici anni. Nel 1993, per la precisione il 19 giugno, lo storico Bologna Football Club andò incontro al fallimento.

Dalla sentenza del tribunale la società viene rifondata nel medesimo anno sotto la denominazione Bologna Football Club 1909. Giuseppe Gazzoni Frascara diventa il nuovo presidente, mentre come allenatore viene chiamato Alberto Zaccheroni e come direttore sportivo Eraldo Pecci. Il campionato di Serie C1 1993-1994 vede la squadra mancare la promozione in Serie B dopo aver terminato il girone al quarto posto ed aver perso ai play-off contro la SPAL. Al secondo tentativo, guidata prima dalla coppia Reja-Pecci e poi da Renzo Ulivieri e Gabriele Oriali come direttore sportivo, il club riesce a risalire in B terminando l'anno al primo posto. Nella stagione 1995-1996, sempre allenati da Ulivieri, riescono subito a centrare la promozione in Serie A grazie ad un altro primo posto.

La prima annata dopo il ritorno in massima serie li vede chiudere il campionato al settimo posto, appena fuori dalla zona valida per la partecipazione alle coppe europee. In Coppa Italia, inoltre, la formazione di Ulivieri viene eliminata solo in semifinale dal Vicenza di Guidolin, che poi andrà ad aggiudicarsi il trofeo.

La stagione 1997-1998, la quarta con Ulivieri in panchina, viene ancora conclusa in modo positivo, con l'ottavo posto, piazzamento che dà diritto ai felsinei di partecipare alla Coppa Intertoto, valida per l'ingresso in Coppa UEFA; è questa anche l'unica stagione in rossoblu di Roberto Baggio, ex di Fiorentina e Juventus, autore di ben 22 reti e terzo nella classifica marcatori di Serie A.

Nell'estate 1998 il "Divin Codino" viene dunque ceduto all'Inter; anche Ulivieri lascia, per accasarsi al Napoli. Sempre in quell'estate arrivano un nuovo allenatore, Carlo Mazzone, coadiuvato da Oreste Cinquini come DS, e una nuova punta, Giuseppe Signori, ex Lazio. La squadra vince la Coppa Intertoto, qualificandosi dunque per la Coppa UEFA 1998-1999. Il torneo di Serie A 1998-1999 viene terminato al nono posto, a cui si aggiunge la vittoria nello spareggio con l'Inter valido per l'ingresso in Europa.

Il contemporaneo percorso in Coppa UEFA è anch'esso positivo: la squadra elimina in successione Sporting, Real Betis, Slavia Praga e Olympique Lione, prima di arrendersi a sua volta in semifinale contro l'Olympique Marsiglia, poi finalista perdente con il Parma. Anche in Coppa Italia i bolognesi escono in semifinale, stavolta per mano della Fiorentina.

[modifica] L'era Guidolin (1999-2003)

Per la stagione 1999-2000 la dirigenza affida la squadra a Sergio Buso, già allenatore della Primavera ed ex portiere rossoblu negli anni settanta. Dopo la settima giornata, e con solo 7 punti in classifica, Buso viene esonerato. Viene allora ingaggiato Francesco Guidolin, anch'egli ex calciatore del Bologna. La squadra chiude il campionato all'undicesimo posto, mentre in Coppa UEFA viene eliminata al terzo turno dai turchi del Galatasaray, poi vincitori del trofeo.

La seconda stagione di Guidolin, la 2000-2001, si conclude con un nono posto a pari punti con la Fiorentina. A guidare i bolognesi in attacco è ancora Giuseppe Signori, autore di 16 reti. L'incerto inizio della stagione 2001-2002 vede alcune contestazioni da parte della tifoseria nei confronti della dirigenza, relative alla campagna acquisti. Questo fatto induce Gazzoni Frascara a dare le dimissioni da presidente ed a nominare al suo posto Renato Cipollini, suo uomo di fiducia. L'annata è comunque positiva e la squadra lotta fino all'ultimo per un posto importante in Europa: all'ultima giornata, però, la sconfitta in casa del Brescia esclude la squadra sia dalla Champions League che dalla Coppa UEFA. Il settimo posto con 52 punti basta però per la qualificazione in Coppa Intertoto.

La stagione 2002-2003 vede la squadra impegnata in estate nell'Intertoto. Al terzo turno e nelle semifinali i felsinei eliminano rispettivamente i bielorussi del BATE Borisov (2-0 e 0-0) e i cechi del Teplice (5-1 e 3-1); nella doppia finale arriva però la sconfitta contro gli inglesi del Fulham (2-2 e 1-3). Nel girone d'andata di serie A il club fa registrare il proprio record di sette vittorie nelle prime sette gare casalinghe, arrivando a 27 punti. Il girone di ritorno è però più negativo, appena 14 punti, e non permette al gruppo di Guidolin di andare oltre l'undicesimo posto.

[modifica] La terza retrocessione in B e il ritorno in A

Alla vigilia del campionato 2003-2004 Guidolin si dimette e lascia il Bologna. Cipollini richiama in panchina Carlo Mazzone, già allenatore nella stagione 1998-1999. Dopo un ottimo girone di andata, la squadra, che fa registrare tra l'altro due sequenze di tre vittorie consecutive, raggiunge in anticipo il traguardo della salvezza ed il dodicesimo posto in classifica. A fine stagione Giuseppe Signori annuncia l'addio al calcio italiano, dopo 344 partite in A e ben 188 gol, inclusi tre titoli di capocannoniere del campionato. Mazzone invece rinnova il contratto.

L'annata 2004-2005 è inizialmente positiva, anche in virtù di quattordici incontri con una sola sconfitta, e la squadra riesce addirittura a raggiungere un momentaneo settimo posto. Le ultime 15 giornate però vedono i bolognesi totalizzare soltanto 11 punti, con una sola vittoria. Al termine della stagione la squadra si ritrova, in coabitazione con Fiorentina e Parma, a quota 42 punti. Per la classifica avulsa sono le due emiliane a doversi giocare la salvezza, con un doppio spareggio: nella gara di andata al Tardini di Parma è il Bologna a imporsi, per 1-0, mentre in quella di ritorno il Parma espugna il Dall'Ara per 0-2, determinando la retrocessione dei rossoblu in serie B.

Festa in Piazza Maggiore dopo la promozione (01/06/2008)

Con la discesa in B Carlo Mazzone lascia il calcio ed il Bologna si affida nuovamente al tecnico Renzo Ulivieri, già allenatore tra il 1994 ed il 1998. Dopo le prime giornate del campionato 2005-2006 l'ex presidente e principale azionista, Giuseppe Gazzoni Frascara, esce di scena cedendo la sua quota all'imprenditore bolognese Alfredo Cazzola, che diventa socio di maggioranza e nuovo presidente. Soci di minoranza restano Renzo Menarini e Mario Bandiera. La squadra procede in maniera altalenante ed in gennaio 2006 Ulivieri viene sostituito da Andrea Mandorlini, che però dopo poche giornate viene esonerato e rilevato da Ulivieri stesso. Terminato il girone d'andata a metà classifica, la squadra manca l'accesso ai playoff promozione.

Nella stagione 2006-2007 allenatore è ancora Renzo Ulivieri. La serie B vive un'importante annata, per la presenza al via di squadre come Genoa, Napoli e Juventus. La stagione del Bologna è abbastanza incolore ed Ulivieri, a poche giornate dal termine del torneo, viene esonerato a favore di Luca Cecconi, suo vice; la mossa però non ottiene gli effetti desiderati e ad andare in A sono, come da pronostico, Juventus, Napoli e Genoa, mentre i rossoblu terminano solo settimi.

Per guidare la squadra nel campionato 2007-2008 viene ingaggiato il tecnico cesenate Daniele Arrigoni. L'organico comprende giocatori come Adaílton, Massimo Marazzina, Davide Bombardini e Cristian Bucchi. Dopo un campionato di testa arriva l'agognata promozione, ottenuta all'ultima giornata e grazie al secondo posto dietro al ChievoVerona.

Riportato il Bologna in serie A, Cazzola trova l'accordo per venderlo al socio di minoranza Renzo Menarini, che il 2 agosto 2008 ufficializza l'acquisto. Cazzola rimane presidente fino al 12 settembre, quando gli subentra Francesca Menarini, figlia di Renzo. Nel campionato 2008-2009 è confermato come allenatore Daniele Arrigoni, che però il 3 novembre, dopo la sconfitta sul campo del Cagliari per 5 a 1, viene esonerato e sostituito dal debuttante Siniša Mihajlović.[9] Il 14 aprile 2009, a 7 giornate dal termine del campionato, Mihajlović viene a sua volta sollevato dall'incarico ed il suo posto è affidato a Giuseppe Papadopulo, tecnico che nel campionato precedente aveva riportato il Lecce in serie A.[10] Il 31 maggio 2009, grazie al successo 3-1 sul Catania di Walter Zenga, il Bologna si assicura la quart'ultima piazza del campionato, e di conseguenza la permanenza nella massima serie. La stagione è caratterizzata dalla straordinaria prolificità del centravanti Marco Di Vaio, autore di 24 reti.

[modifica] Il centenario e l'instabilità societaria

Nella stagione calcistica 2009-2010 il Bologna FC 1909 festeggia il centesimo anniversario della propria fondazione. Vengono organizzate varie manifestazioni e mostre, numerose sono le iniziative editoriali. I festeggiamenti culminano nel Gran Galà del centenario nella notte del 2 ottobre 2009. Nella successiva partita contro il Genoa del 4 ottobre il Bologna, per deroga della federazione, indossa una riproduzione fedele della sua prima divisa ufficiale.

Nell'estate precedente, esattamente l'11 giugno 2009, era stato ritrovato, nella casa di una delle figlie di Angelo Schiavio, il trofeo del Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Durante i lavori di preparazione del centenario era stata rinvenuta un'intervista nella quale il presidente Renato Dall'Ara lodava tutti i suoi ragazzi e in particolare Angelo Schiavio, che aveva già annunciato il ritiro dal calcio giocato ma si era lasciato convincere a partecipare alla spedizione francese. Sempre nell'intervista il presidente affermava che la coppa "apparteneva" al campione bolognese. La coppa viene ritrovata però priva del basamento.

Ad onta dei festeggiamenti la stagione calcistica non parte affatto bene, e di conseguenza dopo 9 giornate l'allenatore Papadopulo viene esonerato e la guida tecnica affidata a Franco Colomba, bolognese di adozione. La squadra ha un grande recupero, a cui fa seguito una nuova crisi di risultati, ma la salvezza viene comunque raggiunta alla penultima giornata e la squadra si piazza di nuovo 17ª.

A fine campionato la famiglia Menarini, contestata dalla piazza e dalla tifoseria, intavola varie trattative finalizzate alla vendita della società e trova un accordo con l'imprenditore sardo Sergio Porcedda, il quale il 7 luglio 2010, rilevate le quote di maggioranza, assume la carica di presidente. La nuova proprietà rinnova completamente lo staff dirigenziale insediando uomini di sua fiducia. Viene invece inizialmente confermato l'intero staff tecnico, ma il 29 agosto, alla vigilia della prima di campionato, l'allenatore Franco Colomba viene sorprendentemente esonerato[11] e sostituito con Alberto Malesani.

La gestione Porcedda, pur avendo dato corso ad un profondo rinnovamento e ringiovanimento del parco giocatori, dopo pochi mesi si rivela totalmente insolvente sul piano finanziario, al punto da causare una penalizzazione di 3 punti, da scontare nel campionato in corso, per inadempienze finanziarie. A metà novembre la società dichiara default ed è sull'orlo del fallimento. Dopo difficili trattative una cordata di imprenditori bolognesi, organizzata dal banchiere Giovanni Consorte e capitanata da Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo Zanetti, riesce in dicembre a rilevare interamente le quote della società da Porcedda e Menarini. Massimo Zanetti è il nuovo presidente. Il 20 dicembre il cantante Gianni Morandi, che partecipa alla cordata, viene nominato presidente onorario. La presidenza di Zanetti è però di brevissima durata: il 21 gennaio 2011, in disaccordo con alcuni soci, rimette la carica, che viene assunta dal vicepresidente Marco Pavignani. La presidenza di Pavignani è dichiaratamente di transizione ed il 7 aprile 2011, eseguite le necessarie ricapitalizzazioni societarie, in accordo coi soci viene nominato presidente l'imprenditore bolognese Albano Guaraldi, che il 21 maggio 2011 assume anche la carica di amministratore delegato.

In questa situazione societaria di straordinaria incertezza e difficoltà la squadra realizza un buon campionato, compattandosi intorno al proprio allenatore Malesani ed al cannoniere Marco Di Vaio, autore di 19 reti. Alla 30ª giornata la salvezza è praticamente conquistata, ma nelle restanti 8 partite la squadra realizza solo 2 punti, vanificando la possibilità di un buon piazzamento e classificandosi al 16º posto.

Terminato il campionato viene scelto un nuovo allenatore nella persona del bolognese Pierpaolo Bisoli. Viene ingaggiato come consulente tecnico Salvatore Bagni[12]. A poco meno di due mesi dall'assunzione del nuovo incarico, il 25 luglio viene reso noto il licenziamento di quest'ultimo.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Bologna Football Club 1909[13]
  • 1909 - Fondazione del Bologna Football Club il 3 ottobre
  • 1910-11 - 3º nel Girone Eliminatorio Veneto-Emiliano
  • 1911-12 - 4º nel Girone Eliminatorio Veneto-Emiliano
  • 1912-13 - 5º nel Girone Eliminatorio Veneto-Emiliano
  • 1913-14 - 6º nel Girone Eliminatorio Veneto-Emiliano
  • 1914-15 - 3º nel Girone Eliminatorio Lombardo-Emiliano
  • 1915-16 - 2º nel Girone Eliminatorio Emiliano della Coppa Federale.
  • 1916-1919 - Attività sporadica a causa della guerra
  • 1919-20 - 3º nel Gruppo C del Girone Semifinale Nazionale
  • 1920-21 - Perde la Finale di Prima Categoria contro la Pro Vercelli
  • 1921-22 - 3º nel Girone A di Prima Divisione CCI
  • 1922-23 - 3º nel Girone B di Prima Divisione
  • 1923-24 - Perde la Finale di Prima Divisione contro il Genoa
  • 1924-25 - Scudetto.svg Campione d'Italia (1º titolo)
  • 1925-26 - Perde la Finale di Prima Divisione nello spareggio contro la Juventus
  • 1926-27 - 2º nel Girone Finale di Divisione Nazionale
  • 1927-28 - 5º nel Girone Finale di Divisione Nazionale
  • 1928-29 - Scudetto.svg Campione d'Italia (2º titolo)
  • 1929-30 - 7º in Serie A
  • 1930-31 - 3º in Serie A
  • 1931-32 - 2º in Serie A - Vince la Coppaeuropa.jpg Coppa dell'Europa Centrale
  • 1932-33 - 3º in Serie A
  • 1933-34 - 4º in Serie A - Vince la Coppaeuropa.jpg Coppa dell'Europa centrale
  • 1934-35 - 6º in Serie A
  • 1935-36 - Scudetto.svg Campione d'Italia (3º titolo)
  • 1936-37 - Scudetto.svg Campione d'Italia (4º titolo) - Vince il Bologna chelsea 1937, il trofeo dell'expo di parigi4.png Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937
  • 1937-38 - 5º in Serie A
  • 1938-39 - Scudetto.svg Campione d'Italia (5º titolo)
  • 1939-40 - 2º in Serie A
  • 1940-41 - Scudetto.svg Campione d'Italia (6º titolo)
  • 1941-42 - 7º in Serie A
  • 1942-43 - 6º in Serie A
  • 1943-44 - 2º nel Campionato Bellico Emiliano
   
  • 1978-79 - 13º in Serie A
  • 1979-80 - 8º in Serie A
  • 1980-81 - 7º in Serie A
  • 1981-82 - 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B
  • 1982-83 - 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C1
  • 1983-84 - 2º nel Girone A della Serie C1. Promosso in Serie B
  • 1984-85 - 9º in Serie B
  • 1985-86 - 6º in Serie B
  • 1986-87 - 10º in Serie B
  • 1987-88 - 1º in Serie B. Promosso in Serie A
  • 1988-89 - 14º in Serie A
  • 1989-90 - 8º in Serie A
  • 1990-91 - 18º in Serie A. Retrocesso in Serie B
  • 1991-92 - 13º in Serie B
  • 1992-93 - 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C1
  • 1993-94 - 4º nel Girone A della Serie C1
  • 1994-95 - 1º nel Girone A della Serie C1. Promosso in Serie B
  • 1995-96 - 1º in Serie B. Promosso in Serie A
  • 1996-97 - 7º in Serie A
  • 1997-98 - 8º in Serie A
  • 1998-99 - 9º in Serie A - Coppa Intertoto.svg Vince il Torneo Intertoto. Eliminato in semifinale in Coppa UEFA.
  • 1999-00 - 11º in Serie A
  • 2000-01 - 9º in Serie A
  • 2001-02 - 7º in Serie A
  • 2002-03 - 11º in Serie A
  • 2003-04 - 12º in Serie A
  • 2004-05 - 18º in Serie A dopo spareggio perdente contro il Parma. Retrocesso in Serie B
  • 2005-06 - 8º in Serie B
  • 2006-07 - 7º in Serie B
  • 2007-08 - 2º in Serie B. Promosso in Serie A
  • 2008-09 - 17º in Serie A
  • 2009-10 - 17º in Serie A
  • 2010-11 - 16° in Serie A.

[modifica] Stadi

[modifica] Colori e simbolo

[modifica] Divisa

La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, e riproduceva la divisa del collegio svizzero Schönberg di Rossbach[14]. Nel 1910 il Bologna FC si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con strisce verticali rosso-blu. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato nel tempo, tranne che per la variazione annuale nella larghezza delle bande.

Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabbatini, per imitazione di quella del Rapid Vienna, che, secondo le sue parole, «...alcuni anni prima scese allo Sterlino e lasciò in tutti una grande impressione di possanza e di invincibilità. Ebbene sia il verde, il colore della speranza, quello che possa dare al Bologna lo Scudetto»[15]. In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si faceva particolarmente sentire. La nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri.

Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca (spesso con banda trasversale rosso-blu) come seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni '80. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in divisa bianca.

A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000, quando le strisce rosso-blu più laterali (non quindi le due centrali) si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle. Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi bianchi.

Tra le divise da trasferta va ricordata quella adottata a partire dagli anni cinquanta, che presenta una maglia a sfondo bianco con due strisce oblique, una rossa e una blu, ed eventuali altri profili rossoblu. Poche sono state le variazioni negli anni a seguire.

Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblu. Nella stagione 2011-2012 per questa maglia viene scelto il colore celeste, in omaggio alla nazionale dell'Uruguay che nella precedente estate conquistò la Copa América 2011 grazie anche al centrocampista del Bologna Diego Perez.

[modifica] Organico

[modifica] Rosa 2011-2012

Aggiornato al 19 gennaio 2012.[16]

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera del Belgio P Jean François Gillet
3 Bandiera dell'Italia D Archimede Morleo
4 Bandiera della Slovenia C Rene Krhin
5 Bandiera della Svezia D Mikael Antonsson
6 Bandiera della Francia C Saphir Sliti Taïder
8 Bandiera dell'Austria D György Garics
9 Bandiera dell'Italia A Marco Di Vaio (Capitano)
10 Bandiera dell'Uruguay A Gastón Ramírez
13 Bandiera dell'Italia C Nico Pulzetti
15 Bandiera dell'Uruguay C Diego Pérez
16 Bandiera dell'Italia C Federico Casarini
17 Bandiera dell'Italia A Daniele Vantaggiato
19 Bandiera dell'Italia D Luigi Vitale
21 Bandiera dell'Italia D Nicolò Cherubin
22 Bandiera dell'Italia D Cesare Rickler
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.png
23 Bandiera dell'Italia A Alessandro Diamanti
25 Bandiera dell'Italia P Federico Agliardi
26 Bandiera del Belgio C Gaby Mudingayi
32 Bandiera della Macedonia P Dejan Stojanović
33 Bandiera della Grecia C Panagiotis Kone
35 Bandiera dell'Italia A Daniele Paponi
43 Bandiera della Danimarca D Frederik Sørensen
44 Bandiera dell'Italia P Filippo Lombardi
48 Bandiera dell'Italia D Matteo Rubin
51 Bandiera dell'Italia D Simone Loria
75 Bandiera della Spagna D José Ángel Crespo
77 Bandiera dell'Uruguay A Henry Giménez
84 Bandiera dell'Italia D Andrea Raggi
90 Bandiera dell'Italia D Daniele Portanova (vice Capitano)
99 Bandiera dell'Italia A Robert Acquafresca

[modifica] Staff tecnico

  • Allenatore: Bandiera dell'Italia Stefano Pioli
  • Collaboratore tecnico: Bandiera dell'Italia Giacomo Murelli
  • Preparatore dei portieri: Bandiera dell'Italia Graziano Vinti
  • Preparatore atletico: Bandiera dell'Italia Matteo Osti
  • Preparatore atletico: Bandiera dell'Italia Francesco Perondi
  • Responsabile sanitario: Bandiera dell'Italia Gianni Nanni
  • Medico sociale: Bandiera dell'Italia Giovanbattista Sisca
  • Medico sociale: Bandiera dell'Italia Luca Bini
  • Team manager: Bandiera dell'Italia Marcello Sanfelice
  • Massaggiatore: Bandiera dell'Italia Luca Ghelli
  • Massaggiatore: Bandiera dell'Italia Luca Govoni
  • Massaggiatore: Bandiera dell'Italia Carmelo Sposato

[modifica] Rose stagioni precedenti

[modifica] Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Bologna F.C. 1909.

[modifica] Campioni del mondo e continentali

Giacomo Bulgarelli, recordman di presenze nel Bologna e campione d'Europa 1968.

[modifica] Medagliati ai Giochi olimpici

[modifica] Maglie ritirate

GALLI 1 .png
Niccolò
Galli

Difensore

2011

[modifica] Allenatori e presidenti

Bolognafcstemma.png
Allenatori del Bologna F.C.[13]
Allenatori del Bologna F.C.[13]
[[|Leggi...]]
Bolognafcstemma.png
Presidenti del Bologna F.C.[13]
Presidenti del Bologna F.C.[13]
[[|Leggi...]]


[modifica] Palmarès

[modifica] Trofei nazionali

1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
1970, 1974

[modifica] Trofei internazionali

1932, 1934
1998

[modifica] Trofei minori

1961
1970
1937
  • Coppa Alta Italia: 1
1946
1987-1988, 1995-1996
1994-1995

[modifica] Trofei giovanili

1967
1973-1982-1993-1994-2004-2005-2009
1965
1972-1973
1988-1989
1981-1982
2000-2001

[modifica] Record

Aggiornato al 17 ottobre 2008.[19][20]

[modifica] Presenze

Bolognafcstemma.png
Presenze totali
Presenze totali
Bolognafcstemma.png
Presenze in Europa
Presenze in Europa


[modifica] Reti

Bolognafcstemma.png
Reti totali
Reti totali
Bolognafcstemma.png
Reti in Europa
Reti in Europa


[modifica] Coppe e campionati disputati

[modifica] Campionati nazionali

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
A 81 1910-1911 2011-2012
B 11 1982-1983 2007-2008
C 3 1983-1984 1994-1995

In 90 stagioni sportive disputate a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale, compresi 11 tornei di Prima Categoria e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Precedentemente al conflitto, il Bologna aveva partecipato come ospite a 5 tornei locali di Prima Categoria del Comitato Regionale Veneto.

[modifica] Finali di coppa vinte

Data Competizione Stadio Partita Risultato
10 luglio 1932 Coppa Europa Centrale Coppaeuropa.jpg Bologna, Stadio Littoriale Bologna - First Vienna 2-0
17 luglio 1932 Vienna, Hohe Warte Stadion First Vienna - Bologna 1-0
5 settembre 1934 Coppa Europa Centrale Coppaeuropa.jpg Vienna, Stadio Prater Admira Vienna - Bologna 3-2
9 settembre 1934 Bologna, Stadio Littoriale Bologna - Admira Vienna 5-1
28 luglio 1946 Coppa Alta Italia[21] Novara, Stadio Comunale Novara - Bologna 1-2
4 agosto 1946 Bologna, Comunale Bologna - Novara 4-1
14 marzo 1961 Mitropa Cup Coppaeuropa.jpg Nitra, Stadio Zoborom Slovan Nitra - Bologna 2-2
4 aprile 1961 Bologna, Comunale Bologna - Slovan Nitra 3-0
10 giugno 1970 Coppa Italia Coccarda Coppa Italia.svg Bologna, Comunale Bologna - Torino 2-0
2 settembre 1970 Coppa di Lega Italo-IngleseBologna manchester city 1970, la coppa di lega italo inglese e bulgarelli prima del match..png Bologna, Comunale Bologna - Manchester City 1-0
23 settembre 1970 Manchester, Maine Road Manchester City - Bologna 2-2
23 maggio 1974 Coppa Italia Coccarda Coppa Italia.svg Roma, Stadio Olimpico Bologna - Palermo 5-4 (calci di rigore)
11 agosto 1998 Coppa Intertoto UEFA - Intertoto.svg Bologna, Stadio Dall'Ara Bologna - Ruch Chorzow 1-0
25 agosto 1998 Chorzow, Stadio Ruchu Ruch Chorzow - Bologna 0-2

[modifica] Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937

Parigi
6 giugno 1937
600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Bologna 4 – 1
referto
600px Azzurro e Bianco con Leone, Staffa.svg Chelsea Colombes

[modifica] Partecipazioni alle Coppe europee

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bologna Football Club 1909 nelle competizioni internazionali.
Competizioni UEFA G V N P GF GS Miglior Risultato
Coppacampioni.png Coppa dei Campioni 3 1 1 1 2 2 Primo Turno (1964/65)
Coppacoppe.png Coppa delle Coppe 4 1 2 1 4 4 Sedicesimi di Finale (1970/71) / (1974/75)
Coppauefa.png Coppa UEFA 48 24 14 10 76 43 Semifinale (1967/68) / (1998/99)
UEFA - Intertoto.svg Coppa Intertoto 12 7 2 3 22 12 Campione(1998)
Totale 67 33 19 15 104 61

[modifica] Tifosi

Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli. La curva era in precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via prospiciente quel lato dello stadio. Per festeggiare il centenario del club, compiutosi il 3 ottobre 2009, i tifosi rossoblu durante la partita di campionato col Genoa hanno organizzato una coreografia che consisteva di 20.000 bandiere distribuite in tutti i settori dello stadio.

[modifica] Inno

All'ingresso delle squadre in campo viene suonato Cuore rossoblu, canzone scritta per il Bologna da Andrea Mingardi, cantante e tifoso bolognese, in occasione della promozione di Maifredi nel 1988.[22]

Esistono anche altre canzoni scritte per la squadra, come Il sogno continua cantata da Paolo Mengoli,[22] Le tue ali Bologna scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla,[22] e Bologna Campione cantata da Dino Sarti.[23]

[modifica]

Bolognafcstemma.png
Sponsor tecnici
Sponsor tecnici
[[|Leggi...]]
Bolognafcstemma.png
Sponsor ufficiali
Sponsor ufficiali
[[|Leggi...]]


[modifica] Note

  1. ^ Graduatoria IFFHS 19.9.2009. URL consultato il 6 maggio 2009.
  2. ^ a b c d e La storia del Bologna stagione per stagione. www.bolognafc.it. URL consultato il 19-10-2008.
  3. ^ La fondazione. www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19-10-2008.
  4. ^ L'uomo che costruì il Bologna che faceva tremare il mondo. www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 18-10-2008.
  5. ^ Dopo le delusioni arriva Bernardini. www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19-10-2008.
  6. ^ Così si gioca solo in paradiso. www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19-10-2008.
  7. ^ a b c Il settimo ed ultimo scudetto ( di quella mitica stagione si ricordano anche le vittorie contro il Milan e la Juventus , entrambe per 2-1 , nel girone d'andata ) . www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19-10-2008.
  8. ^ Tutte le partite: 1969-70. www.bolognafc.it. URL consultato il 19-10-2008.
  9. ^ Il Bologna a Mihajlovic. www.bolognafc.it. URL consultato il 03-11-2008.
  10. ^ Papadopulo è il nuovo allenatore del Bologna. www.bolognafc.it. URL consultato il 14-04-2009.
  11. ^ http://www.bolognafc.it/it/news/pagine/9256/Porcedda--Colomba,-addio-a-malincuore,-ma-non-sposava-il-nostro-progetto-.html
  12. ^ UFFICIALE: Bologna, Bagni nuovo consulente tecnico TMW.com, 21 maggio 2011
  13. ^ a b c Società / Tutte le partite. www.bolognafc.it. URL consultato il 19-10-2008.
  14. ^ 1909: la prima maglia del Bologna Football Club. tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
  15. ^ 1925: per la prima volta in maglia verde. tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
  16. ^ Bologna Football Club 1909 - La squadra. www.bolognafc.it. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  17. ^ Scheda su Bernardo Perrin. Bolognafc.it. URL consultato il 4-8-2010.
  18. ^ Scheda su Pietro Genovesi. Bolognafc.it. URL consultato il 4-8-2010.
  19. ^ Lista di tutti i giocatori per numero di presenze. www.bolognafc.it. URL consultato il 17-10-2008.
  20. ^ Lista di tutti i giocatori per numero di reti. www.bolognafc.it. URL consultato il 17-10-2008.
  21. ^ Tutte le partite: 1945-46 . www.bolognafc.it. URL consultato il 24-01-2009.
  22. ^ a b c «Bologna in coro per Antonioli». archiviostorico.gazzetta.it, 19 12 2007. URL consultato in data 19-10-2008.
  23. ^ «Addio a Dino Sarti il cantore di Bologna». www.repubblica.it, 11 02 2007. URL consultato in data 19-10-2008.

[modifica] Bibliografia

[modifica] La storia

  • Giuliano Musi, Marco Tarozzi e Michael Lazzari, 100 Storie per 100 Anni, Bologna, Edizioni Minerva, 2010, ISBN 978-88-7381-293-7
  • AA.VV. L’enciclopedia dei cento anni: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • AA.VV. La storia dei cento anni: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • AA.VV. Bologna, Amore mio: memorabilia: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • Gianni Marchesini, Bologna un Secolo d'Amore, Gianni Marchesini Editore, 2009
  • Lamberto Bertozzi e Carlo F.Chiesa, Romanzo popolare, tra colpi di genio e di pistola l'epopea dello scudetto 1924-25, Bologna, Minerva Edizioni, 2009 ISBN 978-88-7381-278-8
  • AA.VV. Bologna serie A: ritorno in paradiso, Bologna, Minerva Edizioni, 2008
  • Beatrice Buscaroli e Carlo Caliceti, Così si gioca solo in paradiso. Bologna e lo scudetto del 1964, Bologna, Minerva, 2004
  • Renzo Renzi, Bologna carogna. Come vincere uno scudetto, Bologna, Pendragon, 2004
  • Simona Artanidi, Andrea Fontana e Paolo Villani, Il golateo: a Bologna le buone maniere si giocano in campo Bologna, Perdisa editore, 2003
  • Andrea Fontana Bologna in campo si ride, Bologna, Perdisa editore, 2002
  • Gianfranco Civolani, Civ il mio Bologna. Dizionario rossoblu, Edimedia, 2002, ISBN 888822503X,
  • Nino Comaschi, Nino Comaschi fotografo: cinquant'anni di calcio a Bologna, Bologna, Pendragon, 2001
  • Gianni Marchesini Bologna 1909-1999: 90 anni di storia, San Lazzaro di Savena, Edimedia, 1999
  • Gianfranco Civolani, Carlo Calicetti e Lamberto Righi, 1909 millenovecentonove: novant'anni di emozioni: la rivista che racconta la storia del Bologna calcio, Calderara di Reno, Press Club, 1999
  • Gianfranco Civolani, 20 storie rossoblu: il giornalista bolognese che ha attraversato 40 anni di Bologna calcio racconta uomini, fatti, misfatti, misteri e segreti, Bologna, Fuorithema, 1997, ISBN 88-8062-049-5
  • Franco Cervellati, A come Bologna: le vittorie più belle della rinascita dall'inferno della serie C al paradiso del grande calcio, Bologna, Quasar, 1996,
  • Franco Cervellati, Ho visto un gran Bologna: le vittorie più belle in trent'anni di storia rossoblu dall'ultimo scudetto ad oggi, Calderara di Reno, Press Club, 1996,
  • Alfeo Biagi, Il calcio: dal paradiso all'inferno e ritorno in Storia illustrata di Bologna, V volume Bologna contemporanea: gli anni della democrazia pp 381-400, Repubblica di San Marino, AIEP, 1990
  • AA.VV. Azzurri 1990: storia bibliografica emerografica iconografica della Nazionale italiana di calcio e del calcio a Bologna Roma, La Meridiana, 1990
  • Gianni Marchesini, Bologna 80 anni di gloria, (Voll. 1 - 2), Bologna, Edi Media, 1989,
  • Edmondo Fabbri e Franco Vannini, È il Bologna Bologna, Renografica, 1988
  • Antonio Cozza e Vittorio Zerbini, Cavalcata rosso blu, Desenzano del Garda, Franco Orlandi, 1988
  • Nicola Bosio, Bologna 1988, Milano, Forte, 1988
  • AA.VV., Bologna 97/88: siano tornati in paradiso, Bolona, Spes, 1988
  • Alfeo Biagi, Che Tempi Alfeo Biagi racconta la favola vera dei 7 scudetti e di 7 presidenti del Bologna, Bolona, Spes, 1987
  • Gianfranco Civolani, Lamberto Righi, Bologna: storia e baldoria la storia del Bologna football club, Bologna, I.N.E.I., 1985
  • Gianni Marchesini a cura di, Bologna 1963-64/1983-84, San Lazzaro di Savena, SGM, 1984
  • Gianfranco Civolani, 70 anni di serie A: storia del Bologna calcio, Bologna, Calderini, 1979
  • Federico Zardi, Il caso Bologna, Livorno, Seit, 1964
  • Renzo Renzi, Bologna carogna: cronaca della lotta contro la Lega lombarda, Bologna, Alfa, 1964
  • AA. VV., Bologna Football Club: Il mezzo secolo del Bologna Bologna, Poligrafici Il Resto del Carlino, 1959

[modifica] Calciatori, Allenatori, Presidenti

[modifica] I tifosi

[modifica] Lo Stadio

  • Quercioli Giuseppe, Bologna e il suo stadio : ottant'anni dal Littoriale al Dall'Ara, Pendragon, 2006, ISBN 88-8342-499-9
  • Onofri Sauro Nazario e Ottani Vera, Dal Littoriale allo stadio: storia per immagini dell'impianto sportivo bolognese, Bologna, Consorzio cooperative Costruzioni, 1990
  • Comune di Bologna, "1927-1997, settant'anni di stadio, mostra fotografica: Cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, Bologna dal 29 maggio al 16 giugno 1997, Bologna, 1997
  • Bonuzzi Guglielmo, Il Littoriale di Bologna: le grandi realizzazioni fasciste, Bologna, Edizioni di arte fascista, 1927

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue