Bologna Football Club 1909

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Bologna FC 1909
Calcio Football pictogram.svg
Bolognafcstemma.png
Felsinei, Rossoblu, Veltri, Petroniani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.png Rosso · blu
Inno Le tue ali Bologna
Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla
Dati societari
Città Bologna
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1909
Rifondazione 1993
Proprietario Canada Joey Saputo
Presidente Stati Uniti Joe Tacopina
Allenatore Uruguay Diego Luis López
Stadio Renato Dall'Ara
(38.279 posti)
Sito web www.bolognafc.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg UEFA - Intertoto.svg
Scudetti 7
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 2 Coppe Italia
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Bologna Football Club 1909, comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana, fondata nel 1909 nell'omonimo capoluogo. La squadra milita in Serie B. Ha partecipato a 68 campionati di Serie A su 83, piazzandosi al nono posto nella classifica del maggior numero di presenze delle squadre nella Serie A. Occupa il 53º posto del ranking delle migliori squadre del XX secolo, ottava squadra italiana dell'IFFHS.[1]

Tra i club più blasonati d'Italia, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia, tre Coppa dell'Europa Centrale (competizione chiamata anche Mitropa Cup), una Coppa Intertoto, una Coppa Alta Italia, una Coppa di Lega Italo-Inglese e un Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Presente in 15 campionati della massima serie pre girone unico, suddivisi tra Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale, e in 68 campionati di Serie A (compreso quello 2013/2014), detiene il singolare record di due scudetti vinti allo spareggio, uno dei quali prima dell'introduzione del girone unico, nel 1929 contro il Torino, e uno nell'era del girone unico, nel 1963-1964 contro l'Inter.

Nato come Bologna Football Club, fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale dopo aver riacquisito i diritti ed il titolo sportivo del vecchio sodalizio. La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare interne nello Stadio Renato Dall'Ara (nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio Comunale), il quale può ospitare 38.279 spettatori.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del Bologna Football Club[modifica | modifica wikitesto]

Louis Rauch, odontoiatra svizzero, fu il primo presidente del Bologna F.C.

Il Bologna Football Club fu fondato domenica 3 ottobre 1909 presso la birreria Ronzani in Via Spaderie, come "sezione per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese. Così riportava il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909.[2][3] Venne eletto presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, mentre vicepresidente fu Guido Della Valle e capitano Arrigo Gradi. L'iniziativa determinante era però stata quella di un giovane di origine boema, Emilio Arnstein, che aveva già fondato a Trieste il Black Star Football Club. Arnstein, appena arrivato in città, aveva subito cercato giovani che avessero la sua stessa grande passione per il calcio, e, saputo che nella Piazza d’Armi ai Prati di Caprara giocavano dei giovanotti, per lo più studenti, conosciuti dagli abitanti della zona come "quei matti che corrono dietro a una palla", si era recato sul posto per incontrarli e convincerli a fondare anche a Bologna un football club. Tra i ragazzi che giocavano ai Prati di Caprara, fuori Porta Saffi, c'erano i fratelli Gradi, lo stesso Rauch e gli studenti del Collegio di Spagna, tra cui Antonio Bernabeu, fratello di Santiago, leggendario giocatore e presidente del Real Madrid. Arrigo Gradi andava agli allenamenti con la maglia a quarti rosso e blu del collegio svizzero Schönberg di Rossbach nel quale aveva studiato, e presto questi colori divennero quelli della divisa sociale.[2] Nell'inverno del 1910 il Bologna Football Club si rese autonomo separandosi dal Circolo Turistico. Il disegno delle maglie venne modificato – dai quarti si passò alle strisce verticali – mentre rimasero i colori originari, il rosso ed il blu.

Prima formazione del Bologna F.C. con Arrigo Gradi e Guido Della Valle, due tra i fondatori del club.

Dopo la vittoria nel Campionato Emiliano, ottenuta in due diverse partite giocate nello stesso pomeriggio contro la Sempre Avanti e la Virtus, e vinte rispettivamente 10-0 e 9-1, nel maggio del 1910 fu organizzata un'amichevole con l'Internazionale Campione d'Italia in carica, gara che i milanesi vinsero per 1-0 davanti ad un pubblico numeroso; la buona prestazione diede comunque il permesso alla squadra bolognese di iscriversi alla Prima Categoria 1910-1911, il campionato di massima serie.[2] Nei primi due anni il Bologna giocò nel Girone Veneto-Emiliano non riuscendo mai ad accedere alla finalissima per lo scudetto contro la vincente del Girone Ligure-Lombardo-Piemontese; contemporaneamente la società trasferì il campo di gioco prima alla Cesoia il 26 febbraio 1911, poi allo Sterlino: il campo fu inaugurato il 30 novembre 1913 con l'incontro Bologna-Brescia terminato 1-1.[2] Anche nei campionati 1912-1913, 1913-1914 e 1914-1915 la squadra emiliana non riuscì a qualificarsi alla Fase Nazionale del Nord Italia. La prima guerra mondiale interruppe l'attività ufficiale del calcio in Italia, si giocarono praticamente soltanto amichevoli e piccoli tornei. Alla ripresa, iniziò per il Bologna un periodo ricco di successi.

L'arrivo di Felsner e il primo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Il 1920 fu una svolta storica per il Bologna: il consiglio rossoblu decise che era il caso di provvedere all'ingaggio di un allenatore professionista. Non v'era stato il minimo dubbio che il campo di ricerca dovesse circoscriversi ai paesi danubiani, in particolar modo a Praga e Vienna. Si optò per quest'ultima, la capitale del calcio tecnicamente più raffinato, quello del Wunderteam che deliziava le folle di tutta Europa. Il presidente del Bologna, Cesare Medica, mise una inserzione su un popolare quotidiano viennese, tra gli annunci economici. Risposero in diversi e allora Arrigo Gradi, primo capitano e socio fondatore del Bologna, venne mandato in missione a Vienna. La scelta dello storico fondatore del Bologna cadde proprio su Hermann Felsner: ex calciatore del Wiener Sportklub, laureato in giurisprudenza, istruttore di ginnastica, aveva frequentato due corsi in Inghilterra per specializzarsi nello sport che amava e nel quale voleva affermarsi come allenatore. Uomo di spiccata personalità, molto sicuro di sé, pretese un adeguato e lauto ingaggio. L'allenatore austriaco si rivelò un autentico maestro e la squadra, ricca di nuovi giovani talenti, fece il salto di qualità che la portò ad essere una protagonista assoluta del campionato italiano. Dopo la sconfitta nella finale del Prima Categoria 1920-1921 con la Pro Vercelli, nel 1922 ci fu l'esordio in squadra di Angelo Schiavio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima Divisione 1924-1925#Leandro Arpinati - la vicenda Genoa Bologna.

Dopo un'altra finale di Lega Nord persa nel 1924 con il Genoa, nella stagione 1924-1925 arrivò il primo scudetto della storia del Bologna, quello che fu definito lo Scudetto delle pistole[4][5]. L'avversario in finale di Lega Nord, ancora il Genoa, venne sconfitto solo al quinto incontro (2-0), disputato a Milano a porte chiuse per evitare nuovi incidenti tra le tifoserie. In quel match la squadra giocò per la prima volta in tenute dalla maglia verde con colletto nero: a segnare furono Pozzi e Perin. Come quasi sempre accadeva la finalissima con l'Alba Roma, vincitrice della Lega Sud, fu solo una formalità, causa il divario tecnico tra squadre settentrionali e meridionali: due vittorie, 4-0 a Bologna e 2-0 a Roma, portarono per la prima volta il titolo italiano nella città felsinea.

La formazione del Bologna Campione d'Italia nel 1924-1925.

Nello stesso periodo iniziò la costruzione del nuovo Stadio del Littoriale, atto ad ospitare un maggior numero di spettatori. Il 29 maggio 1927 l'impianto venne inaugurato con l'incontro tra le Nazionali di Italia e Spagna (2-0), mentre il 6 giugno venne disputata la prima partita in campionato, una vittoria del Bologna sul Genoa per 1-0 con rete di Martelli.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Allemandi.

A metà degli anni venti il Bologna era una delle più forti in Italia; arrivò ancora in finale di Lega Nord, nel 1925-1926, sconfitto in tre partite dalla Juventus, e si classificò al secondo posto nel 1926-1927 nel 1927. Lo scudetto, vinto dal Torino, venne revocato per illecito (in seguito al Caso Allemandi) ma non assegnato al secondo classificato, appunto il Bologna. Tuttavia, nel 1929, lo scudetto tornò in Emilia dopo soli quattro anni: la finale a Roma contro il Torino si chiuse sull'1-0 con gol di Muzzioli su passaggio di Schiavio, giocatore simbolo del Bologna e miglior marcatore nella storia del club. Altri giocatori di quella grande squadra erano il portiere Mario Gianni, il terzino sinistro Felice Gasperi, la mezz'ala Bernardo Perin e l'attaccante Giuseppe Della Valle.

Le vittorie in campo europeo e la serie di scudetti[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Schiavio, terzo realizzatore di tutti i tempi nella storia del campionato italiano (pre e post girone unico).

Nel 1929-1930 il Bologna poté inaugurare l'era dei campionati a girone unico con lo scudetto sulla maglia. Arrivarono nuovi giocatori dal Sud America, tre grandi campioni provenienti dall'Uruguay: Francesco Fedullo, Raffaele Sansone, e Michele Andreolo; assieme a loro gli italiani Carlo Reguzzoni, grande ala sinistra, Eraldo Monzeglio e Mario Montesanto. Guidata in panchina dall'ungherese Lelovich, subentrato a Felsner nel gennaio 1931, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale 1932, ripetendo l'impresa nel 1934 con la vittoria in finale sull'Admira Vienna. Erano tempi di cambiamento a livello societario: nel 1934 arrivò la nomina prima a commissario straordinario e poi a presidente di Renato Dall'Ara, industriale reggiano che otterrà grandi risultati nella sua trentennale presidenza del club. Nel 1934 intanto la Nazionale italiana si laureò campione del mondo grazie ad un gol di Angelo Schiavio in finale; con il campionato 1935-1936 iniziò un periodo d'oro per i bolognesi: ben tre scudetti 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, ed un Trofeo dell'Esposizione vinto a Parigi nel 1937 con un 4-1 sul Chelsea in finale, il Bologna divenne così la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra inglese in un torneo internazionale. Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come "lo squadrone che tremare il mondo fa".[6] Nel 1938, gli azzurri di Vittorio Pozzo vinsero il secondo titolo mondiale della storia. In quella nazionale anche tre rossoblu: Amedeo Biavati, Michele Andreolo, e Carlo Ceresoli. Il club rossoblu continuò ad essere protagonista a livello europeo: dopo due eliminazioni consecutive agli ottavi di finale nella Coppa dell'Europa Centrale del 1936 e 1937, per mano dell'Austria Vienna di Matthias Sindelar, nel 1939 venne eliminato solo in semifinale dal Ferencváros di György Sárosi, in seguito allenatore del Bologna a metà degli anni cinquanta. A nulla servirono le prodezze del centravanti uruguagio Héctor Puricelli, dal 1938-1939 nuovo centravanti e cannoniere della squadra, degno erede di Angelo Schiavio. I gloriosi anni trenta si chiusero con uno scudetto sfumato all'ultima giornata contro l'Ambrosiana-Inter di Annibale Frossi, nel campionato 1939-1940.

Gli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Gino Cappello, stella del Bologna anni quaranta e cinquanta.

Dopo le grandi vittorie degli anni trenta, la nuova decade iniziò nei migliore dei modi: il campionato 1940-1941 si svolse ancora nel segno del duello tra Bologna e Ambrosiana-Inter, ma questa volta la spuntarono i rossoblu guidati ancora dal "mago" Felsner. Fu il sesto scudetto del Bologna. Terminata la seconda guerra mondiale, un centinaio di appassionati promosse un'assemblea dei soci al cinema "Modernissimo", in pieno centro storico, si ricostituì la società tornando alla vecchia denominazione sociale di Bologna Football Club, e l'elezione del presidente fu un plebiscito per l'uomo che aveva vinto quattro scudetti in sei stagioni: Renato Dall'Ara. Seguirono campionati meno positivi: il Bologna si piazzò quasi sempre dietro le squadre dell'asse Milano-Torino e in una occasione andò anche vicino alla Serie B. In squadra, comunque, trovarono posto grandi giocatori come Gino Cappello, autentico artista del calcio - per lui Dall'Ara arrivò a sacrificare "testina d'oro" Puricelli, ceduto al Milan -, István Mike Mayer, poderoso attaccante della nazionale ungherese dal tiro al fulmicotone, e il giovane Cesarino Cervellati, ala destra tutto dribbling e fantasia, futura bandiera del club. Nel 1945-1946, il Bologna allenato da József Viola vinse la Coppa Alta Italia, battendo in finale il Novara nelle cui fila militava Riccardo Carapellese. Fu il secondo trofeo vinto negli anni quaranta, che si chiusero con l'acquisto di un giocatore che avrebbe fatto la storia del club negli anni successivi: il nazionale danese Ivan Jensen.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Gino Pivatelli, 105 reti in maglia rossoblu dal 1953 al 1960.

Gli acquisti dei danesi Ivan Jensen e Axel Pilmark furono uno dei pilastri della ricostruzione di un Bologna competitivo, nel difficile passaggio dal metodo al sistema (il Bologna fu una delle ultime squadre ad abbandonare il metodo). La decade cominciò con un buon settimo posto nel 1950-1951, ma l'annata successiva, 1951-1952, fu tragica, il campionato della "grande paura": il Bologna arrivò sedicesimo, un solo punto in più della retrocessa Lucchese, peggiore piazzamento nella storia del Bologna Football Club. Dall'Ara cambiò tutto: ingaggiò l'allenatore Giuseppe Viani, il portiere Anselmo Giorcelli, la mezzala Giancarlo Bacci. Fu subito riscatto, con un quinto posto in classifica al termine della stagione. Della squadra che aveva sfiorato la retrocessione rimasero solo l'uruguagio José García, il roccioso difensore Dino Ballacci, i due danesi Jensen e Pilmark, Cesarino Cervellati e Cappello. Nel 1953, il Bologna acquistò due giocatori dal Verona: Gino Pivatelli, centravanti, e Ugo Pozzan, giovane centrocampista dai "piedi buoni". Il "Piva" si rivelò un autentico asso: grande tecnica, tiro potentissimo, fiuto del gol di prim'ordine. Con lui in squadra e con l'immarcescibile Cappello, il Bologna tornò in posizioni di classifica più consone al suo rango: un quarto posto nel 1954-1955, un quinto nel 1955-1956 (Pivatelli capocannoniere con 29 reti in 30 partite, unico calciatore italiano ad aggiudicarsi il titolo negli anni cinquanta). È di quell'anno l'arrivo in rossoblu di un giovanissimo attaccante friulano che scriverà pagine indelebili nella storia del club: Ezio Pascutti, che al suo esordio segnò subito un gol a Vicenza. Dopo un sesto posto nel campionato 1956-1957, il presidente Dall'Ara provò a fare il salto di qualità definitivo per riportare lo scudetto a Bologna: ingaggiò per il campionato 1957-1958 autentici campioni: il croato dell'Hajduk Spalato Bernard Vukas, la stella del Racing Club de Avellaneda, l'argentino Humberto Maschio - uno dei tre "Los Angeles Carasucias" (angeli dalla faccia sporca) della nazionale argentina: Maschio, Omar Sivori, e Antonio Valentin Angelillo -, Giovanni Mialich dal Palermo e Luigi Bodi dal Torino. Il risultato fu ancora sesto posto. Fu una grande delusione per Dall'Ara[7] che subito, però, pensò al rilancio. Il decennio si chiuse con il quinto posto nel 1959-1960, ma soprattutto si affacciò in prima squadra colui destinato a diventare il simbolo e la bandiera del Bologna: Giacomo Bulgarelli.

Gli anni sessanta e il settimo scudetto (1963-1964)[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni sessanta, con l'arrivo di Fulvio Bernardini, già allenatore della Fiorentina campione d'Italia 1955-1956, agli affermati Ezio Pascutti, Francesco Janich e Mirko Pavinato si aggiunsero i giovani Giacomo Bulgarelli e Romano Fogli, più il ventitreenne Paride Tumburus. Il regista tedesco occidentale Helmut Haller e il giovane centravanti danese Harald Nielsen completavano la rosa della squadra. La stagione Serie A 1962-1963 cominciò all'insegna del bel gioco, al punto da far esclamare all'allenatore rossoblu, al termine della partita vinta 7-1 sul Modena (quinta giornata): «Così si gioca solo in Paradiso!». Nello stesso torneo Ezio Pascutti stabilì un record segnando consecutivamente per le prime 10 giornate (12 gol). Le trasferte con le squadre rivali (Juventus, Milan, Roma e Internazionale), il Bologna però le perse tutte: la squadra non andò dunque oltre il quarto posto finale, subendo ben 39 reti, venti più dell'Inter campione.[8]

La formazione del Bologna campione d'Italia 1963-1964

Il problema della difesa non impeccabile venne risolto l'anno dopo con l'acquisto del giovane William Negri, già in Nazionale. Nel campionato 1963-1964 il Bologna, dopo un inizio stentato con due pareggi, risalì e il 1º marzo raggiunse il comando in classifica grazie al 2-1 di San Siro sul Milan alla ventitreesima giornata. Solo tre giorni dopo scoppiò il caso doping: cinque giocatori (Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e Pascutti) vennero trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese prima in occasione del match con il Torino. I giocatori, l'allenatore e il medico Poggiali vennero squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato di tre punti.[9] Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei giocatori: i tre punti vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio in vetta dei rossoblu all'Inter.[9] Il campionato finì così con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964. Il 4 giugno, intanto, era morto improvvisamente per infarto il presidente Renato Dall'Ara, mentre erano in corso le discussioni con Moratti, presidente dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[9] Il Bologna vinse la sfida per 2-0 con reti di Fogli e Harald Nielsen, conquistando il settimo scudetto. L'annata successiva la squadra partecipò alla Coppa dei Campioni 1964-1965 ma fu subito eliminata al turno preliminare contro l'Anderlecht, risolto a favore dei belgi nello spareggio di Barcellona per lancio della monetina. Sempre nel 1965 il Bologna chiuse sesto in campionato. Venne esonerato Fulvio Bernardini e, dopo una breve parentesi con Manlio Scopigno in panchina, venne chiamato Luis Carniglia. I risultati arrivarono, con il secondo posto nel 1965-1966 e il terzo nel 1966-1967. Col passare del tempo, comunque, furono ceduti diversi pezzi del Bologna scudettato, prima Harald Nielsen, poi Helmut Haller, mentre Ezio Pascutti si ritirò e William Negri trascorse un anno inattivo per infortunio, prima di essere ceduto pure lui. [10] Si alternarono gli allenatori (tra i quali Gipo Viani e l'ex rossoblu Cesarino Cervellati) e i presidenti, finché nel 1969 venne chiamato ad allenare la squadra Edmondo Fabbri. Al primo anno l'ex CT della Nazionale italiana conquistò la Coppa Italia: nella partita decisiva la squadra sconfisse il Torino per 2-0 con doppietta di Giuseppe Savoldi chiudendo al primo posto nel girone finale con un punto sui granata (9 a 8).

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Savoldi, 140 reti in maglia rossoblu.

Nelle stagioni successive la squadra continuò a non raggiungere le posizioni di vetta, chiudendo tra il 1971 e il 1974 rispettivamente al quinto, undicesimo, settimo e nono posto. Proprio nel 1973-1974 i rossoblù, capitanati ancora da Giacomo Bulgarelli, conquistarono la Coppa Italia battendo ai rigori il Palermo nella finale di Roma. L'allenatore di quella squadra era Bruno Pesaola, subentrato nel 1972 a Fabbri. Nel 1975 chiuse la sua carriera Bulgarelli, bandiera della squadra per ben 16 stagioni. La sua eredità fu raccolta da Eraldo Pecci, centrocampista di regia cresciuto nel vivaio. Il centravanti Giuseppe Savoldi, sempre nell'estate 1975, venne ceduto al Napoli per la cifra record di due miliardi,[2] mentre lo stesso Pecci fu ceduto al Torino. Le stagioni successive furono tutte caratterizzate da piazzamenti mai oltre il settimo posto. Le annate 1976-1977, 1977-1978 e 1978-1979 furono ancora più negative, nonostante il ritorno di Pesaola, con la salvezza raggiunta in extremis e piazzamenti appena sopra la zona retrocessione, dodicesimo e tredicesimo posto. In particolare, nel 1977-1978 la salvezza fu raggiunta solo all'ultima giornata grazie alla vittoria per 1-0 sul campo della Lazio, mentre l'anno seguente la squadra si salvò solo grazie ad una miglior differenza reti rispetto a Vicenza e Atalanta, avendo pareggiato all'ultima giornata in casa con il Perugia per 2-2 dopo aver rimontato lo 0-2 iniziale. Al termine della stagione 1978-1979 se ne andò il presidente Conti: a lui subentrò Tommaso Fabbretti, che subito scelse come allenatore Marino Perani, ala con 15 stagioni da giocatore nel Bologna. Si ebbe anche il ritorno di Savoldi in maglia rossoblu. Il campionato 1979-1980 vide la squadra chiudere all'ottavo posto in classifica. Rimasta però coinvolta nella vicenda di calcioscommesse, venne punita con una penalizzazione di 5 punti da scontare nel campionato successivo.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Mancini fece il suo esordio in Serie A con la maglia rossoblu

Nella stagione 1980-1981 i felsinei, con in panca l'allenatore Luigi Radice, terminarono in settima posizione nonostante la penalizzazione. Nel campionato 1981-1982, la squadra rossoblu retrocesse per la prima volta nella sua storia in Serie B dopo aver totalizzato solo 23 punti. Da ricordare l'esordio in serie A, il 13 settembre 1981, del sedicenne Roberto Mancini, il quale giocò tutte e 30 le partite stagionali segnando 9 reti, miglior marcatore della squadra. Nel 1982, dopo solo un anno da professionista, Mancini venne ceduto alla Sampdoria per 4 miliardi di lire. La prima storica annata in Serie B del Bologna fu anch'essa molto negativa: terminato il torneo al diciottesimo posto, retrocesse in Serie C1, scendendo così di due categorie in due anni. Il criticatissimo Fabbretti lasciò la presidenza del Bologna al veronese Giuseppe Brizzi, assecondato da Ferruccio Recchia. Brizzi, imprenditore di dubbia fama, smantellò la formazione del doppio tonfo riallestendola per un campionato di serie C1 di vertice. La risalita in B arrivò dopo la vittoria contro il Trento, ottenuta con un gol di Luciano Facchini. Allenatore era Giancarlo Cadè, che però non fu riconfermato per la stagione successiva. Al suo posto Pietro Santin, che fu esonerato dopo un duro contrasto con Domenico Marocchino, migliore acquisto per la stagione 1984-1985 di Serie B. Fu un campionato molto travagliato, il Bologna riuscì a salvarsi solo nelle ultime giornate con una vittoria sul campo del Varese per 0-1, rete di Francesco Gazzaneo, prodotto del vivaio rossoblu ed ex campione d'Italia allievi ai tempi di Roberto Mancini. La società fu rilevata dall'industriale bresciano Luigi Corioni. Dopo un sesto e un decimo posto la promozione arrivò nell'annata 1987-1988, quando Corioni portò a Bologna l'allenatore Luigi Maifredi, che l'anno precedente aveva condotto l'Ospitaletto, altra squadra di proprietà del presidente bresciano, alla promozione in C1. Sotto la guida di Maifredi i bolognesi ottennero il primo posto e Lorenzo Marronaro si affermò capocannoniere realizzando 21 reti. Nella Serie A 1988-1989, dopo un inizio difficile, il Bologna raggiunse la salvezza classificandosi quattordicesimo nel torneo appena ampliato a 18 squadre. Per il campionato 1989-1990, Corioni acquistò dal Vasco da Gama il nazionale brasiliano Geovani Silva per 9 miliardi di lire.[11] La stagione fu buona: Maifredi condusse la squadra alla qualificazione alle coppe europee grazie all'ottavo posto.

Gli anni novanta e l'era Gazzoni[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato 1990-1991 iniziò con soli due punti nelle prime sei giornate e con il conseguente esonero di Franco Scoglio, arrivato a sostituire Maifredi, passato alla Juventus. Il ritorno in panchina di Luigi Radice non fu sufficiente e la squadra, peraltro martoriata dagli infortuni - il campione ungherese Lajos Detari, giocatore simbolo di quel Bologna, si infortunò al ginocchio, rimanendo fuori squadra per mesi -, con soli 18 punti all'attivo e ben 63 reti al passivo, retrocesse in Serie B. Gli unici risultati positivi della stagione arrivarono dalla Coppa UEFA, in cui i rossoblu sfiorarono le semifinali dopo avere eliminato Hearts of Midlothian e Admira Wacker rimontando in entrambi i casi sconfitte subite all'andata. Nei quarti la squadra dovette arrendersi allo Sporting Clube de Portugal, poi eliminato in semifinale dall'Inter. La successiva stagione in Serie B venne chiusa solo al tredicesimo posto, mentre quella seguente, la 1992-1993, si rivelò drammatica. Dopo il disimpegno dei soci Vanderlingh e Gruppioni, rimase al timone del Bologna Piero Gnudi, con la "consulenza" del presidente del Foggia Pasquale Casillo. L'organico del 1992-1993, orfano di Lajos Detari ceduto all'Ancona, malgrado l'apporto dei veterani Incocciati, Baroni, Bonini, Stringara, Gerolin e del portiere Andrea Pazzagli, affrontò una stagione in cui Eugenio Bersellini fu esonerato dopo la sconfitta contro l'Ascoli venendo sostituito prima da Aldo Cerantola e poi da Romano Fogli; durante le ultime giornate la squadra riuscì a guadagnare punti, poi alla penultima giornata venne sconfitta in casa per 3-2 dal Lecce (in corsa per la Serie A); il Bologna terminò la stagione in diciottesima posizione, che comportò la seconda retrocessione in Serie C1 in undici campionati. Il 19 giugno 1993 lo storico Bologna Football Club andò incontro al fallimento, già rischiato più volte a stagione in corso a causa della messa in mora della società per vecchie pendenze e mensilità non pagate. Il passivo ammontò a due miliardi di lire, l'esposizione bancaria arrivò a 34 miliardi di lire. Dalla sentenza del tribunale la società fu rifondata alla fine di giugno sotto la denominazione Bologna Football Club 1909: all'asta fallimentare per l'acquisto della frazione in bonis della società rossoblù, comprendente diritti e titolo sportivo e scorporata dalla Finsport coinvolta nel fallimento, Giuseppe Gazzoni Frascara alla testa di un gruppo di imprenditori locali ottenne la proprietà del club, riuscendo a garantire l'iscrizione al successivo campionato di Serie C1 con un ambizioso progetto di rilancio. Il nuovo presidente Gazzoni Frascara scelse come allenatore Alberto Zaccheroni e come direttore sportivo Eraldo Pecci. Il campionato di Serie C1 1993-1994 vide la squadra mancare la promozione in Serie B dopo aver terminato il girone al quarto posto ed aver perso ai play-off contro la SPAL. Al secondo tentativo, guidato dalla coppia Renzo Ulivieri e Gabriele Oriali come direttore sportivo, il club compì il suo primo passo verso la resurrezione col ritorno in B terminando l'anno al primo posto con 81 punti ed una sola sconfitta. Nella stagione 1995-1996, sempre allenato da Ulivieri, il Bologna riuscì subito a centrare la promozione in Serie A grazie a un altro primo posto. La prima annata dopo il ritorno in massima serie li vide chiudere il campionato al settimo posto, appena fuori dalla zona valida per la partecipazione alle coppe europee. In Coppa Italia, inoltre, la formazione di Ulivieri fu eliminata solo in semifinale dal Vicenza di Guidolin, che poi andò ad aggiudicarsi il trofeo. La stagione 1997-1998, la quarta con Ulivieri in panchina, si concluse con l'ottavo posto, piazzamento che diede diritto ai felsinei di partecipare alla Coppa Intertoto, valida per l'ingresso in Coppa UEFA; fu l'unica stagione in maglia rossoblu di Roberto Baggio, autore di ben 22 reti e terzo nella classifica marcatori di Serie A. Nell'estate 1998, ceduto Baggio all'Inter, venne acquistato un altro attaccante di prestigio: Giuseppe Signori, tre volte capocannoniere della serie A. Anche Ulivieri lasciò, per accasarsi al Napoli; in panchina sedette Carlo Mazzone, coadiuvato da Oreste Cinquini come DS. La squadra vinse la Coppa Intertoto, qualificandosi dunque per la Coppa UEFA 1998-1999. Nel torneo di Serie A 1998-1999, terminato al nono posto, si aggiunse la vittoria nello spareggio con l'Inter valido per l'ingresso in Europa. Il contemporaneo percorso in Coppa UEFA fu anch'esso positivo: la squadra eliminò in successione Sporting, Real Betis, Slavia Praga e Olympique Lione, prima di arrendersi in semifinale contro l'Olympique Marsiglia, in una doppia sfida molto combattuta e controversa.[12][13] Anche in Coppa Italia i rossoblu uscirono in semifinale, ancora in maniera contestata (rigore non concesso[14]) per mano della Fiorentina. Per la stagione 1999-2000 la dirigenza affida la squadra a Sergio Buso, già allenatore della squadra primavera ed ex portiere rossoblu negli anni settanta. Dopo la settima giornata, e con solo 7 punti in classifica, Buso viene esonerato. Viene allora ingaggiato Francesco Guidolin, anch'egli ex calciatore del Bologna. La squadra chiude il campionato all'undicesimo posto, mentre in Coppa UEFA viene eliminata al terzo turno dai turchi del Galatasaray, poi vincitori del trofeo.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

La seconda stagione di Guidolin, la 2000-2001, si conclude con un nono posto a pari punti con la Fiorentina. A guidare i bolognesi in attacco è ancora Giuseppe Signori, autore di 16 reti. L'incerto inizio della stagione 2001-2002 vede alcune contestazioni da parte della tifoseria nei confronti della dirigenza, relative alla campagna acquisti. Questo fatto induce Gazzoni Frascara a dare le dimissioni da presidente ed a nominare al suo posto Renato Cipollini, suo uomo di fiducia. L'annata è comunque positiva e la squadra lotta fino all'ultimo per un posto importante in Europa: all'ultima giornata, però, la sconfitta in casa del Brescia esclude la squadra sia dalla Champions League che dalla Coppa UEFA. Il settimo posto con 52 punti basta però per la qualificazione in Coppa Intertoto. La stagione 2002-2003 vede la squadra impegnata in estate nell'Intertoto. Al terzo turno e nelle semifinali i felsinei eliminano rispettivamente i bielorussi del BATE Borisov (2-0 e 0-0) e i cechi del Teplice (5-1 e 3-1); nella doppia finale arriva però la sconfitta contro gli inglesi del Fulham (2-2 e 1-3). Nel girone d'andata di serie A il club fa registrare il proprio record di sette vittorie nelle prime sette gare casalinghe, arrivando a 27 punti. Il girone di ritorno è però più negativo, appena 14 punti, e non permette al gruppo di Guidolin di andare oltre l'undicesimo posto. Alla vigilia del campionato 2003-2004 Guidolin si dimette e lascia il Bologna. Cipollini richiama in panchina Carlo Mazzone, già allenatore nella stagione 1998-1999. Dopo il girone di andata, la squadra, che fa registrare tra l'altro due sequenze di tre vittorie consecutive, raggiunge in anticipo il traguardo della salvezza ed il dodicesimo posto in classifica. A fine stagione Giuseppe Signori annuncia l'addio al calcio italiano, dopo 344 partite in A e ben 188 gol, inclusi tre titoli di capocannoniere del campionato. Mazzone invece rinnova il contratto. L'annata 2004-2005 è inizialmente positiva, anche in virtù di quattordici incontri con una sola sconfitta, e la squadra riesce addirittura a raggiungere un momentaneo settimo posto. Le ultime 15 giornate però vedono i bolognesi totalizzare soltanto 11 punti, con una sola vittoria. Al termine della stagione la squadra si ritrova, in coabitazione con Fiorentina e Parma, a quota 42 punti. Per la classifica avulsa sono le due emiliane a doversi giocare la salvezza, con un doppio spareggio: nella gara di andata al Tardini di Parma è il Bologna a imporsi, per 1-0, mentre in quella di ritorno il Parma espugna il Dall'Ara per 0-2, determinando la retrocessione dei rossoblu in Serie B.

Festa in Piazza Maggiore dopo la promozione del 2008

Con la discesa in B Carlo Mazzone lascia il calcio ed il Bologna si affida nuovamente al tecnico Renzo Ulivieri, già allenatore tra il 1994 ed il 1998. Dopo le prime giornate del campionato 2005-2006 l'ex presidente e principale azionista, Giuseppe Gazzoni Frascara, esce di scena cedendo la sua quota all'imprenditore bolognese Alfredo Cazzola, che diventa socio di maggioranza e nuovo presidente. Soci di minoranza restano Renzo Menarini e Mario Bandiera. La squadra procede in maniera altalenante ed in gennaio 2006 Ulivieri viene sostituito da Andrea Mandorlini, che però dopo poche giornate viene esonerato e rilevato da Ulivieri stesso. Terminato il girone d'andata a metà classifica, la squadra manca l'accesso ai playoff promozione. Nella stagione 2006-2007 allenatore è ancora Renzo Ulivieri. La serie B vive un'importante annata, per la presenza al via di squadre come Genoa, Napoli e Juventus. La stagione del Bologna è abbastanza incolore ed Ulivieri, a poche giornate dal termine del torneo, viene esonerato a favore di Luca Cecconi, suo vice; la mossa però non ottiene gli effetti desiderati e ad andare in A sono, come da pronostico, Juventus, Napoli e Genoa, mentre i rossoblu terminano solo settimi. Per guidare la squadra nel campionato 2007-2008 viene ingaggiato il tecnico cesenate Daniele Arrigoni. L'organico comprende giocatori come Adaílton, Massimo Marazzina, Davide Bombardini e Cristian Bucchi. Dopo un campionato di testa arriva l'agognata promozione, ottenuta all'ultima giornata e grazie al secondo posto dietro al ChievoVerona. Riportato il Bologna in serie A, Cazzola trova l'accordo per venderlo al socio di minoranza Renzo Menarini, che il 2 agosto 2008 ufficializza l'acquisto. Cazzola rimane presidente fino al 12 settembre, quando gli subentra Francesca Menarini, figlia di Renzo. Nel campionato 2008-2009 è confermato come allenatore Daniele Arrigoni, che però il 3 novembre, dopo la sconfitta sul campo del Cagliari per 5 a 1, viene esonerato e sostituito dal debuttante Siniša Mihajlović.[15] Il 14 aprile 2009, a 7 giornate dal termine del campionato, Mihajlović viene a sua volta sollevato dall'incarico ed il suo posto è affidato a Giuseppe Papadopulo, tecnico che nel campionato precedente aveva riportato il Lecce in serie A.[16] Il 31 maggio 2009, grazie al successo 3-1 sul Catania di Walter Zenga, il Bologna si assicura la quart'ultima piazza del campionato, e di conseguenza la permanenza nella massima serie. La stagione è caratterizzata dalla straordinaria prolificità del centravanti Marco Di Vaio, autore di 24 reti.

Il centenario del club rossoblu[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione calcistica 2009-2010 il Bologna FC 1909 festeggia il centesimo anniversario della propria fondazione. Vengono organizzate varie manifestazioni e mostre, numerose sono le iniziative editoriali. I festeggiamenti culminano nel Gran Galà del centenario nella notte del 2 ottobre 2009. Nella successiva partita contro il Genoa del 4 ottobre il Bologna, per deroga della federazione, indossa una riproduzione fedele della sua prima divisa ufficiale. Nell'estate precedente, esattamente l'11 giugno 2009, era stato ritrovato, nella casa di una delle figlie di Angelo Schiavio, il trofeo del Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Durante i lavori di preparazione del centenario era stata rinvenuta un'intervista nella quale il presidente Renato Dall'Ara lodava tutti i suoi ragazzi e in particolare Angelo Schiavio, che aveva già annunciato il ritiro dal calcio giocato ma si era lasciato convincere a partecipare alla spedizione francese. Sempre nell'intervista il presidente affermava che la coppa "apparteneva" al campione bolognese. La coppa viene ritrovata però priva del basamento. Ad onta dei festeggiamenti la stagione calcistica non parte affatto bene, e di conseguenza dopo 9 giornate l'allenatore Papadopulo viene esonerato e la guida tecnica affidata a Franco Colomba, bolognese di adozione. La squadra ha un grande recupero, a cui fa seguito una nuova crisi di risultati, ma la salvezza viene comunque raggiunta alla penultima giornata e la squadra si piazza di nuovo 17ª. A fine campionato la famiglia Menarini, contestata dalla piazza e dalla tifoseria, intavola varie trattative finalizzate alla vendita della società e trova un accordo con l'imprenditore sardo Sergio Porcedda, il quale il 7 luglio 2010, rilevate le quote di maggioranza, assume la carica di presidente. La nuova proprietà rinnova completamente lo staff dirigenziale insediando uomini di sua fiducia. Viene invece inizialmente confermato l'intero staff tecnico, ma il 29 agosto, alla vigilia della prima di campionato, l'allenatore Franco Colomba viene sorprendentemente esonerato[17] e sostituito con Alberto Malesani. La gestione Porcedda, pur avendo dato corso ad un profondo rinnovamento e ringiovanimento del parco giocatori, dopo pochi mesi si rivela totalmente insolvente sul piano finanziario, al punto da causare una penalizzazione di tre punti, da scontare nel campionato in corso, per inadempienze finanziarie. A metà novembre la società dichiara default ed è sull'orlo del fallimento. Dopo difficili trattative una cordata di imprenditori bolognesi, organizzata dal banchiere Giovanni Consorte e capitanata da Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo Zanetti, riesce in dicembre a rilevare interamente le quote della società da Porcedda e Menarini. Massimo Zanetti è il nuovo presidente. Il 20 dicembre il cantante Gianni Morandi, che partecipa alla cordata, viene nominato presidente onorario. La presidenza di Zanetti è però di brevissima durata: il 21 gennaio 2011, in disaccordo con alcuni soci, rimette la carica, che viene assunta dal vicepresidente Marco Pavignani. La presidenza di Pavignani è dichiaratamente di transizione ed il 7 aprile 2011, eseguite le necessarie ricapitalizzazioni societarie, in accordo coi soci viene nominato presidente l'imprenditore bolognese Albano Guaraldi, che il 21 maggio 2011 assume anche la carica di amministratore delegato. In questa situazione societaria di straordinaria incertezza e difficoltà la squadra realizza un buon campionato, compattandosi intorno al proprio allenatore Malesani ed al cannoniere Marco Di Vaio, autore di 19 reti. Alla 30ª giornata la salvezza è praticamente conquistata, ma nelle restanti 8 partite la squadra realizza solo 2 punti, vanificando la possibilità di un buon piazzamento e classificandosi al 16º posto. Per la stagione successiva viene scelto come nuovo allenatore Pierpaolo Bisoli che viene sostituito dopo cinque giornate di campionato da Stefano Pioli.[18] Sotto la sua conduzione la squadra conquista matematicamente la salvezza con tre giornate di anticipo e termina il campionato in nona posizione, miglior piazzamento degli ultimi dieci anni. Per la stagione successiva viene confermato Pioli. La squadra, dopo un inizio difficile( ultimi dopo 14 giornate con 11 punti), sale in classifica e ottiene il tredicesimo posto finale. L'anno dopo i rossoblu hanno una stagione travagliata culminata con l'esonero di Stefano Pioli sostituito da Davide Ballardini. Dopo la sconfitta casalinga per 1-2 contro il Catania alla penultima giornata, i rossoblù retrocedono insieme ai catanesi, facendo ritorno in B dopo 6 stagioni in massima serie.

L'acquisizione americana[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla retrocessione, per il campionato di calcio Serie B 2014-2015 il Bologna affida la panchina al tecnico uruguaiano Diego López. Ancora prima dell'inizio ufficiale della stagione il club affronta numerose difficoltà economiche, faticando nel riuscire a pagare l'iscrizione stessa al campionato cadetto. Il 21 agosto 2014 il Club ritarda il pagamento federale dell'Irpef correndo il rischio di una penalizzazione in campionato.[19] Durante l'estate diverse cordate di imprenditori italiani e stranieri manifestano la volontà di aquisire il club felsineo. Nei primi giorni di settembre viene resa pubblica la trattativa di compravendita del club da parte di una cordata americana guidata dall'avvocato newyorkese Joe Tacopina, già intenzionato a comprare il club nell'estate 2008, e dal magnate canadese Joey Saputo, proprietario del Montreal Impact. La trattativa pare definitivamente sfumata il 25 settembre quando l'ex presidente rossoblù e azionista di minoranza Massimo Zanetti annuncia la sua volontà di ricapitalizzare le casse del club felsineo, per diventarne così azionista di maggioranza.[20] Il progetto prevedeva l'acquisizione del 49% delle quote societarie e il ritorno di Zanetti come presidente del club.[21] La proposta di Zanetti viene rifiutata il 9 ottobre, in seguito all'avvenuta accettazione del C.d.A. del Bologna Calcio di una nuova contro-proposta di acquisto del club da parte della cordata americana di Tacopina,[22] che il 15 ottobre diventa il terzo presidente straniero nella storia del Bologna.[23] Con la presidenza di Tacopina il Bologna è il secondo club calcistico italiano, dopo la A.S. Roma, ad essere guidato da imprenditori americani. Il 17 novembre, con l'insediamento del nuovo C.d.A., l'ex patron rossoblù Giuseppe Gazzoni Frascara viene nominato Presidente Onorario del club. A dicembre 2014 Joey Saputo, azionista di maggioranza della società, assume la carica di "Chairman".[24]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Bologna Football Club 1909[25]
  • 1909 - 3 ottobre, fondazione del Bologna Football Club.


  • 1920-1921 - Perde la finale di Prima Categoria contro la Pro Vercelli.
  • 1921-1922 - 3º nel girone A di Prima Divisione CCI.
  • 1922-1923 - 3º nel girone B di Prima Divisione.
  • 1923-1924 - Perde la Finale di Prima Divisione contro il Genoa.
  • 1924-1925 - Scudetto.svg Campione d'Italia (1º titolo).
  • 1925-1926 - Perde la finale di Prima Divisione nello spareggio contro la Juventus.
  • 1926-1927 - 2º nel girone finale di Divisione Nazionale.
  • 1927-1928 - 5º nel girone finale di Divisione Nazionale. Nasce la Bologna Sportiva, il Bologna F.C. cambia la denominazione sociale in Bologna Sezione Calcio.
  • 1928-1929 - Scudetto.svg Campione d'Italia (2º titolo).
  • 1929-1930 - 7º in Serie A.

Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa dell'Europa Centrale (1º titolo).
Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa dell'Europa centrale (2º titolo).
  • 1934-1935 - 6º in Serie A. Sciolta la Bologna Sportiva, il Bologna Sezione Calcio cambia la denominazione sociale in Bologna Associazione Gioco Calcio.
  • 1935-1936 - Scudetto.svg Campione d'Italia (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
  • 1936-1937 - Scudetto.svg Campione d'Italia (4º titolo).
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Bologna chelsea 1937, il trofeo dell'expo di parigi4.png Vince il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi.
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.

Vince la Coppa Alta Italia.

Quarti di finale di Coppa Mitropa
Partecipa alla Coppa Mitropa in rappresentanza dell'Italia.

Coppaeuropa.jpg Vince la Coppa Mitropa.
Finalista di Coppa Mitropa.
  • 1963-1964 - Scudetto.svg Campione d'Italia (7º titolo).
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Primo turno della Coppa dei Campioni.
Semifinalista di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere
Semifinalista di Coppa delle Fiere.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Finalista della Coppa delle Alpi.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).

Coppa di Lega Italo-Inglese.png Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Fase a gironi della Coppa Mitropa.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.

Finalista della Coppa Mitropa.

Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coppa Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA

Finalista di Coppa Intertoto.

Secondo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La seconda maglia dei felsinei nel 1932, bianca con fascia rossoblù.

La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, e riproduceva la divisa del collegio svizzero Schönberg di Rossbach[26]. Nel 1910 il Bologna FC si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con strisce verticali rosso-blu. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato nel tempo, tranne che per la variazione annuale nella larghezza delle bande. Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabattini, per imitazione di quella del Rapid Vienna, che, secondo le sue parole, «...alcuni anni prima scese allo Sterlino e lasciò in tutti una grande impressione di possanza e di invincibilità. Ebbene sia il verde, il colore della speranza, quello che possa dare al Bologna lo Scudetto»[27]. In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si faceva particolarmente sentire. La nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri. Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca (spesso con banda trasversale rosso-blu) come seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni ottanta. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in divisa bianca.

A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000, quando le strisce rosso-blu più laterali (non quindi le due centrali) si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle. Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi bianchi.

Una storica divisa da trasferta dei bolognesi, bianca con una sbarra rossoblù, qui sfoggiata nel 1976-1977.

Tra le divise da trasferta va ricordata quella adottata a partire dagli anni cinquanta, che presenta una maglia a sfondo bianco con due bande diagonali – una rossa e una blu – che partono dalla spalla sinistra, più eventuali altri profili rossoblù. Poche sono state le variazioni negli anni a seguire.

Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblù. Nella stagione 2011-2012 per questa maglia viene scelto il colore celeste, in omaggio alla nazionale dell'Uruguay, un modo per celebrare lo storico legame tra il Bologna F.C. e il paese sudamericano, che ha fornito alla società rossoblù il maggior numero di giocatori stranieri nel corso della sua storia.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla morte di Lucio Dalla, grande tifoso rossoblù, all'ingresso delle squadre in campo viene suonato Le tue ali Bologna, scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla,[28]. Prima era eseguita Cuore rossoblù, canzone scritta per il Bologna da Andrea Mingardi, cantante e tifoso bolognese, in occasione della promozione di Maifredi nel 1988.[28]

Esistono anche altre canzoni scritte per la squadra, come Il sogno continua, cantata da Paolo Mengoli,[28] Bologna Campione, cantata da Dino Sarti,[29] Fede Rossoblù, del 2001, prodotta dagli Skiantos, Il Samba del Tifoso del 1975 scritta e cantata da Mario Medici assieme Dino Sarti.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Sterlino e Stadio Renato Dall'Ara.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Area direttiva
Area organizzativa
  • Segretario generale: Luca Befani
  • Segretario Sportivo: Daniel Maurizi
  • Responsabile Attività Operative: Mirco Sandoni
  • Team Manager: Roberto Tassi
Area comunicazione
  • Responsabile: Carlo Caliceti
  • Ufficio stampa: Claudio Cioffi, Federico Frassinella
Area marketing
  • Responsabile area comunicazione: Daniele Montagnani
  • Area marketing: Andrea Battacchi, Federica Furlan, Simona Verdecchia Tovoli, Chiara Targa

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Bolognafcstemma.png
Sponsor tecnici
Bolognafcstemma.png
Sponsor ufficiali
  • Febal (1981-1982)
  • Bertagni (1982-1983)
  • Pasta Corticella (1983-1984)
  • Ebano (1984-1985)
  • Idrolitina (1985-1986)
  • Segafredo (1986-1989)
  • Mercatone Uno (1989-1992)
  • Sinudyne (1992-1993)
  • La buona Natura (1993-1994)
  • Carisbo (1994-1997)
  • Granarolo (1997-2001)
  • Area Banca (2001-2004)
  • Amica Chips (2004-2005)
  • Europonteggi (2005-2006)
  • Motor Show (2006)
  • Woolrich (2007)
  • Volvo (mar.-giu. 2007)
  • Joe Marmellata (2007-2008)
  • Carisbo (2008)
  • Unipol (2008-2009)
  • Cogei (2009)
  • Cerasarda (2009)
  • BIGPoker.it (2009-2010)
  • Cerasarda (2010-2013)
  • Ceramica Serenissima (2009-2013)
  • NGM (2011-)


Sedi sociali[modifica | modifica wikitesto]

Le sedi del Bologna Football Club 1909[30]

Bolognafcstemma.png
Sedi ufficiali del Bologna
  • 1909   Via Spaderie 6, presso la Birreria Ronzani, Bologna
  • 1910 - 17   Via Ugo Bassi 13, presso il Bar Libertas, Bologna
  • 1918   Via dei Giudei 1, Bologna
  • 1919   Via Rizzoli, presso il Bar Nazionale, Bologna
  • 1920 - 23   Via Santo Stefano 33, presso Caffè del Corso, Bologna
  • 1924 - 28   Via Drapperie 8, Bologna
  • 1929 - 44   Via Manzoni 4, presso la Casa del Fascio, Bologna
  • 1945   Via Orefici 15, presso il Bar Otello, Bologna
  • 1946 - 49    Via Altabella 19 Bologna
  • 1950 - 74   Via Testoni 5, Bologna
  • 1975 - 78   Via Santo Stefano 71, Bologna
  • 1979 - 85   Via del Borgo di San Pietro 92, Bologna
  • 1986 - 93   Via della Zecca 1, Bologna
  • 1994 - oggi     Via Casteldebole 10 Bologna

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti del Bologna Football Club 1909.
Bolognafcstemma.png
Allenatori del Bologna F.C.[25]
Bolognafcstemma.png
Presidenti del Bologna F.C.[25]


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Bologna F.C. 1909.

Lista dei capitani[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore Ruolo Stagioni al club Stagioni da capitano Presenze Reti
Italia Arrigo Gradi CA 1909-1913 1909-1912 (3) 14 4
Italia Enrico Guardigli P/TZ 1911-1915 1912-1914 (2) 21 -?; 0
Italia Antonio Fontana P 1913-1915 1914-1915 (1) 20 -?
Argentina Italia Angelo Badini I CC 1913-1921 1915-1921 (7) 52 11
Italia Giuseppe Della Valle III CA 1916-1931 1920-1931 (11) 208 104
Italia Gastone Baldi TZ/CC 1920-1933 1931-1933 (2) 269 18
Italia Angelo Schiavio CA 1922-1938 1934-1938 (4) 348 242
Italia Mario Montesanto TZ 1930-1942 1938-1940 (2) 280 10
Italia Carlo Reguzzoni CC 1930-1943 e 1945-1946 1940-1943 e 1945-1946 (5) 410 155
Italia Bruno Maini CA 1926-1928 e 1929-1941 1944 (1) 291 89
Italia Amedeo Biavati CC 1932-1934 e 1935-1948 1946-1948 (2) 219 64
Italia Gino Cappello IV CA 1945-1956 1948-1952 e 1953-1956 (7) 245 80
Italia Dino Ballacci TZ 1945-1957 1952-1953 (1) 306 8
Italia Cesarino Cervellati CA 1948-1962 1956-1957 (1) 320 88
Danimarca Axel Pilmark CC 1950-1959 1957-1959 (2) 274 4
Italia Mirko Pavinato TS 1956-1966 1959-1965 (6) 264 0
Italia Giacomo Bulgarelli DC/CC 1958-1975 1965-1975 (10) 391 43
Italia Mauro Bellugi TZ/DC 1974-1979 1975-1979 (4) 91 0
Italia Giuseppe Savoldi CA 1968-1975 e 1979-1980 1979-1980 (1) 230 96
Italia Franco Colomba CC 1973-1975 e 1977-1983 1980-1983 (3) 168 6
Italia Adelmo Paris CC 1973-1975 e 1976-1984 1983-1984 (1) 212 9
Italia Walter De Vecchi CC 1985-1986 1985-1986 (1) 33 5
Italia Eraldo Pecci CC 1973-1975 e 1986-1989 1986-1989 (3) 135 5
Italia Renato Villa DC 1986-1992 1989-1992 (3) 194 6
Italia Paolo Stringara CC 1986-1990 e 1992-1993 1992-1993 (1) 144 7
Italia Marco Antonio De Marchi DC 1987-1990 e 1993-1997 1993-1997 (4) 172 8
Italia Roberto Baggio I T 1997-1998 1997-1998 (1) 30 22
Italia Giuseppe Signori CA 1998-2004 1998-2004 (6) 143 67
Italia Gianluca Pagliuca P 1999-2006 2004-2006 (2) 248 -310
Italia Claudio Bellucci CA 2001-2007 2006-2007 (1) 184 65
Italia Marcello Castellini DC 2000-2003 e 2006-2009 2007-2009 (2) 190 0
Italia Marco Di Vaio CA 2008-2012 2009-2012 (3) 143 65
Italia Alessandro Diamanti T 2011-2014 2012-2014 (2) 83 19
Italia Daniele Portanova DC 2009-2013 2012-2013 (1) 107 7
Uruguay Diego Fernando Pérez CC 2010-presente 2013-2014 (1) 102 0
Italia Archimede Morleo TS 2010-presente 2014-presente (1) 114 1

Codici:
P: Portiere, L: Libero, DC: Difensore centrale (stopper), TD: Terzino destro, TS: Terzino sinistro, TZ: Terzino, M: Mediano, CC: Centrocampista centrale, R: Regista, T: Trequartista, CA: Centravanti.

Dati aggiornati al 1° dicembre 2014.

Campioni del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Giacomo Bulgarelli, recordman di presenze nel Bologna e campione d'Europa 1968.

Campioni continentali[modifica | modifica wikitesto]

Campioni Olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Campioni Coppa Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Medagliati ai Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Medagliati ai Campionati Mondiali, Continentali, Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

(Inghilterra 1966)

Campionato Europeo[modifica | modifica wikitesto]

(Polonia e Ucraina 2012)

Coppa Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

FIFA Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

(Brasile 2013)
(Brasile 2013)

Giocatori e Allenatori nella Hall of fame del calcio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dall'istituzione nell'anno 2011 della Hall of fame del calcio italiano sono stati inseriti i seguenti giocatori e allenatori che nel corso della loro carriera hanno militato nel Bologna F.C.

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

GALLI 1 .png
Niccolò
Galli

Difensore

2001

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
1946
1969-1970, 1973-1974
1987-1988, 1995-1996
1994-1995

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1932, 1934, 1961
1998
1970
1937

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1967
1973, 1982, 1993, 1994, 2004, 2005, 2009
1965
1972-1973
1988-1989
1981-1982, 2000-2001
1978

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 84
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 68 1929-1930 2013-2014
Serie B 12 1982-1983 2014-2015 12
Serie C1 3 1983-1984 1994-1995 3

In 99 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 1910-1911, compresi 16 campionati di Prima Categoria Nazionale, Prima Divisione e Divisione Nazionale (A).

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa UEFA 4 1971-1972 1999-2000
Coppa Intertoto 2 1998 2002
Coppa delle Coppe 2 1970-1971 1974-1975
Coppa dei Campioni 1 1964-1965 1964-1965
Coppa delle Fiere 3 1966-1967 1968-1969
Coppa di Lega Italo-Inglese 1 1970 1970
Coppa Anglo-Italiana 2 1971 1973
Coppa Mitropa 13 1932 1988-1989
Coppa delle Alpi 1 1969 1969
Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1 1937 1937
Coppa dell'Amicizia italo-francese 1 1960 1960
Coppa delle Nazioni 1 1930 1930

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Finali di coppa vinte[modifica | modifica wikitesto]

Data Competizione Stadio Partita Risultato
10 luglio 1932 Coppa Europa Centrale Coppaeuropa.jpg Bologna, Stadio Littoriale Bologna - First Vienna 2-0
17 luglio 1932 Vienna, Hohe Warte Stadion First Vienna - Bologna 1-0
5 settembre 1934 Coppa Europa Centrale Coppaeuropa.jpg Vienna, Stadio Prater Admira Vienna - Bologna 3-2
9 settembre 1934 Bologna, Stadio Littoriale Bologna - Admira Vienna 5-1
6 giugno 1937 Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi Bologna chelsea 1937, il trofeo dell'expo di parigi4.png Parigi, Stadio Colombes Bologna - Chelsea 4-1
28 luglio 1946 Coppa Alta Italia[33] Novara, Stadio Comunale Novara - Bologna 1-2
4 agosto 1946 Bologna, Comunale Bologna - Novara 4-1
14 marzo 1961 Mitropa Cup Coppaeuropa.jpg Nitra, Stadio Zoborom Slovan Nitra - Bologna 2-2
4 aprile 1961 Bologna, Comunale Bologna - Slovan Nitra 3-0
10 giugno 1970 Coppa Italia Coccarda Coppa Italia.svg Bologna, Comunale Bologna - Torino 2-0
2 settembre 1970 Coppa di Lega Italo-IngleseCoppa di Lega Italo-Inglese.png Bologna, Comunale Bologna - Manchester City 1-0
23 settembre 1970 Manchester, Maine Road Manchester City - Bologna 2-2
23 maggio 1974 Coppa Italia Coccarda Coppa Italia.svg Roma, Stadio Olimpico Bologna - Palermo 5-4 (calci di rigore)
11 agosto 1998 Coppa Intertoto UEFA - Intertoto.svg Bologna, Stadio Dall'Ara Bologna - Ruch Chorzow 1-0
25 agosto 1998 Chorzow, Stadio Ruchu Ruch Chorzow - Bologna 0-2

Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937[modifica | modifica wikitesto]


Finali di coppa perse

12 giugno 1971 Coppa Anglo-Italiana Bologna, Comunale Blackpool-Bologna 2-1 (d.t.s.)
13 agosto 2002 Coppa Intertoto UEFA - Intertoto.svg Bologna, Stadio Dall'Ara Bologna - Fulham 1-0
27 agosto 2002 Londra, Craven Cottage Fulham - Bologna 0-2

Partecipazioni alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bologna Football Club 1909 nelle competizioni internazionali.
Competizioni UEFA G V N P GF GS Miglior Risultato
Coppacampioni.png Coppa dei Campioni 3 1 1 1 2 2 Primo Turno (1964/65)
Coppacoppe.png Coppa delle Coppe 4 1 2 1 4 4 Sedicesimi di Finale (1970/71) / (1974/75)
Coppauefa.png Coppa UEFA 48 24 14 10 76 43 Semifinale (1998/99)
UEFA - Intertoto.svg Coppa Intertoto 12 7 2 3 22 12 Campione(1998)
Totale 67 33 19 15 104 61

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 6 ottobre 2012.[34][35]

Record di presenze[modifica | modifica wikitesto]

Bolognafcstemma.png
Presenze totali
Bolognafcstemma.png
Presenze in Europa


Record di reti[modifica | modifica wikitesto]

Bolognafcstemma.png
Reti totali
Bolognafcstemma.png
Reti in Europa


Capocannonieri[modifica | modifica wikitesto]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli. La curva era in precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via prospiciente quel lato dello stadio. Per festeggiare il centenario del club, compiutosi il 3 ottobre 2009, i tifosi rossoblu durante la partita di campionato col Genoa hanno organizzato una coreografia che consisteva di 20.000 bandiere distribuite in tutti i settori dello stadio. I gruppi principali sono i Forever Ultras 1974 e la Beata Gioventù, nata nel 2012 i cui appartenenti facevano parte degli storici Mods Bologna prima che si autosospendessero per creare questo nuovo gruppo. Altri gruppi sono i Bologna1982, Freak Boys 1986, Vecchia Guardia, Centro Bologna Club, ed altri.

Amicizie[modifica | modifica wikitesto]

L'unico gemellaggio riconosciuto da tutta la curva è con con gli ultras del Ravenna. [36] I gruppi Forever Ultras e Freak Boys hanno un'amicizia da tre anni con i ragazzi degli Ultras Figthers Viareggio, un rapporto di stima e rispetto reciproco con i crotonesi e un'amicizia con gli ultras tedeschi del Bochum nata nel gennaio 2009.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby dell'Appennino.

La rivalità più sentita è quella contro la Fiorentina (con cui il Bologna disputa il cosiddetto Derby dell'Appennino), partita che in passato è spesso sfociata in duri scontri tra le tifoserie. Altre rivalità altrettanto sentite sono quelle con i corregionali del Modena, del Cesena, del Parma, con la Sampdoria (dopo l'ultima partita di campionato della stagione 1998-1999, quando il Bologna pareggiò 2 a 2 con i doriani e li condannò alla retrocessione), l'Hellas Verona,[37] l'Inter, la Juventus, la Roma (per un vecchio gemellaggio interrotto bruscamente), il Napoli, la Lazio,[38] e l'Olympique Marsiglia, a seguito di duri scontri successivi al pareggio per 1 a 1 con i francesi al Dall'Ara (in cui rimasero coinvolti molti tra calciatori, dirigenti e tifosi di entrambe le squadre)[39], che costò l'eliminazione dei rossoblù dalla Coppa UEFA per via della regola del gol in trasferta e del pareggio all'andata per 0 a 0. Da segnalare anche la rivalità con il Milan e l'Empoli.[40]

Organico 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bologna Football Club 1909 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 2 settembre 2014.[41]

N. Ruolo Giocatore
1 Macedonia P Dejan Stojanović
2 Grecia D Marios Oikonomou
3 Italia D Archimede Morleo (capitano)
4 Serbia D Uroš Radaković
5 Brasile C Matuzalém
6 Spagna D Rafael Páez
7 Italia A Riccardo Pasi
8 Austria D György Garics (vice capitano)
9 Italia A Daniele Cacia
10 Italia A Luca Giannone
12 Italia P Matteo Malagoli
13 Uruguay D Mathías Abero
14 Argentina C Franco Zuculini
15 Uruguay C Diego Pérez
16 Italia C Federico Casarini
17 Uruguay A Rúben Bentancourt
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.png
18 Italia A Robert Acquafresca
19 Italia C Gennaro Troianiello
20 Italia D Domenico Maietta
21 Italia C Karim Laribi
22 Italia P Filippo Lombardi
23 Brasile C Daniel Bessa
24 Italia D Alex Ferrari
25 Italia D Adam Masina
26 Francia A Abdallah Yaisien
29 Austria C Marcel Büchel
30 Italia D Lorenzo Paramatti
31 Italia C Michele Pazienza
32 Italia D Luca Ceccarelli
33 Italia A Riccardo Improta
34 Uruguay A Federico Rodríguez
35 Italia P Ferdinando Coppola

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

  • Allenatore: Uruguay Diego Luis López
  • Allenatore in seconda: ItaliaMichele Fini
  • Preparatore dei portieri: ItaliaGraziano Vinti
  • Preparatore atletico: ItaliaFrancesco Bertini
  • Responsabile sanitario: Italia Gianni Nanni
  • Medico sociale: Italia Giovanbattista Sisca
  • Medico sociale: Italia Luca Bini
  • Fisioterapista: Italia Luca Ghelli
  • Fisioterapista: Italia Luca Govoni
  • Fisioterapista: Italia Carmelo Sposato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Graduatoria IFFHS 19.9.2009. URL consultato il 6 maggio 2009.
  2. ^ a b c d e La storia del Bologna stagione per stagione, www.bolognafc.it. URL consultato il 19 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2010).
  3. ^ La fondazione, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19ottobre 2008.
  4. ^ Lo scudetto delle pistole, ilgiornale.it, 9 maggio 2007. URL consultato il 21 novembre 2014.
  5. ^ Michele Smargiassi, Il Duce, il Genoa e la stella scippata, repubblica.it, 27 novembre 2008. URL consultato il 21 novembre 2014.
  6. ^ L'uomo che costruì il Bologna che faceva tremare il mondo, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 18 ottobre 2008.
  7. ^ Dopo le delusioni arriva Bernardini, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  8. ^ Così si gioca solo in paradiso, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  9. ^ a b c Il settimo ed ultimo scudetto ( di quella mitica stagione si ricordano anche le vittorie contro il Milan e la Juventus , entrambe per 2-1 , nel girone d'andata ), www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  10. ^ Tutte le partite: 1969-70, www.bolognafc.it. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  11. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 6 (1989-1990), Panini, 11 giugno 2012, p. 10.
  12. ^ Rigore fatale, poi la rissa sfuma il sogno di Mazzone, repubblica.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  13. ^ Bologna, prima la beffa e poi la rissa, corriere.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  14. ^ Fiorentina quanti affanni Ma Batistuta dà la scossa, repubblica.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  15. ^ Il Bologna caccia Arrigoni e chiama Sinisa Mihajlovic, www.repubblica.it. URL consultato il 3 novembre 2008.
  16. ^ Via Mihajlovic, arriva Papadopulo, www.repubblica.it. URL consultato il 14 aprile 2009.
  17. ^ Il Bologna esonera Colomba prima di partire, uefa.com. URL consultato il 26 luglio 2012.
  18. ^ Bisoli esonerato, Pioli ha detto sì, Il Resto del Carlino, 4 ottobre 2011. URL consultato il 21 luglio 2012.
  19. ^ http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-B/21-08-2014/serie-b-bologna-deferito-procura-figc-ora-rischia-punto-penalita-90205946254.shtml
  20. ^ Nota della Società.
  21. ^ Albano in sella fino a dicembre. Ecco come cambia la società.
  22. ^ http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-B/09-10-2014/bologna-cda-ha-scelto-tacopina-sconfitto-zanetti-90689571174.shtml
  23. ^ Joe Tacopina è il Presidente del Bologna.
  24. ^ http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/12/04/news/saputo_scavalca_tacopina_almeno_sulla_carta_-102095356/
  25. ^ a b c Società / Tutte le partite, www.bolognafc.it. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  26. ^ 1909: la prima maglia del Bologna Football Club, tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
  27. ^ 1925: per la prima volta in maglia verde, tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
  28. ^ a b c Bologna in coro per Antonioli in archiviostorico.gazzetta.it, 19 dicembre 2007. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  29. ^ Addio a Dino Sarti il cantore di Bologna in www.repubblica.it, 11 febbraio 2007. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  30. ^ Carlo Felice Chiesa, Gianfranco Civolani, Lamberto Bertozzi, L'enciclopedia dei cento anni, Minerva edizione 2009
  31. ^ Profilo di Bernardo Perrin, Bolognafc.it. URL consultato il 41 agosto 2013.
  32. ^ Profilo di Pietro Genovesi, Bolognafc.it. URL consultato il 1º agosto 2013.
  33. ^ Tutte le partite: 1945-46, www.bolognafc.it. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  34. ^ Lista di tutti i giocatori per numero di presenze, www.bolognafc.it. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  35. ^ Lista di tutti i giocatori per numero di reti, www.bolognafc.it. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  36. ^ La curva Andrea Costa
  37. ^ Bologna-Verona
  38. ^ Bologna-Lazio
  39. ^ Incidenti tra tifosi prima e dopo la partita., archiviolastampa.it. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  40. ^ La scheda dei tifosi avversari: BOLOGNA.
  41. ^ La squadra, Bologna Football Club 1909. URL consultato l'8 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV, Bologna Soccer, a tifare Bologna non ci si annoia mai, Minerva Edizioni, 2011, ISBN 978-88-7381-382-8
  • Giuliano Musi, Marco Tarozzi e Michael Lazzari, 100 Storie per 100 Anni, Bologna, Edizioni Minerva, 2010, ISBN 978-88-7381-293-7
  • AA.VV. L’enciclopedia dei cento anni: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • AA.VV. La storia dei cento anni: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • AA.VV. Bologna, Amore mio: memorabilia: 1909-2009 Bologna football club il secolo rossoblu, Bologna, Minerva Edizioni, 2009
  • Gianni Marchesini, Bologna un Secolo d'Amore, Gianni Marchesini Editore, 2009
  • Lamberto Bertozzi e Carlo F. Chiesa, Romanzo popolare, tra colpi di genio e di pistola l'epopea dello scudetto 1924-25, Bologna, Minerva Edizioni, 2009 ISBN 978-88-7381-270-8
  • AA.VV. Bologna serie A: ritorno in paradiso, Bologna, Minerva Edizioni, 2008
  • Beatrice Buscaroli e Carlo Caliceti, Così si gioca solo in paradiso. Bologna e lo scudetto del 1964, Bologna, Minerva, 2004
  • Renzo Renzi, Bologna carogna. Come vincere uno scudetto, Bologna, Pendragon, 2004
  • Simona Artanidi, Andrea Fontana e Paolo Villani, Il golateo: a Bologna le buone maniere si giocano in campo Bologna, Perdisa editore, 2003
  • Andrea Fontana Bologna in campo si ride, Bologna, Perdisa editore, 2002
  • Gianfranco Civolani, Civ il mio Bologna. Dizionario rossoblu, Edimedia, 2002, ISBN 88-88225-03-X
  • Nino Comaschi, Nino Comaschi fotografo: cinquant'anni di calcio a Bologna, Bologna, Pendragon, 2001
  • Gianni Marchesini Bologna 1909-1999: 90 anni di storia, San Lazzaro di Savena, Edimedia, 1999
  • Gianfranco Civolani, Carlo Caliceti e Lamberto Righi, 1909 millenovecentonove: novant'anni di emozioni: la rivista che racconta la storia del Bologna calcio, Calderara di Reno, Press Club, 1999
  • Gianfranco Civolani, 20 storie rossoblu: il giornalista bolognese che ha attraversato 40 anni di Bologna calcio racconta uomini, fatti, misfatti, misteri e segreti, Bologna, Fuorithema, 1997, ISBN 88-8062-049-5
  • Franco Cervellati, A come Bologna: le vittorie più belle della rinascita dall'inferno della serie C al paradiso del grande calcio, Bologna, Quasar, 1996
  • Franco Cervellati, Ho visto un gran Bologna: le vittorie più belle in trent'anni di storia rossoblu dall'ultimo scudetto ad oggi, Calderara di Reno, Press Club, 1996
  • Alfeo Biagi, Il calcio: dal paradiso all'inferno e ritorno in Storia illustrata di Bologna, V volume Bologna contemporanea: gli anni della democrazia pp 381-400, Repubblica di San Marino, AIEP, 1990
  • AA.VV. Azzurri 1990: storia bibliografica emerografica iconografica della Nazionale italiana di calcio e del calcio a Bologna Roma, La Meridiana, 1990
  • Gianni Marchesini, Bologna 80 anni di gloria, (Voll. 1 - 2), Bologna, Edi Media, 1989,
  • Edmondo Fabbri e Franco Vannini, È il Bologna Bologna, Renografica, 1988
  • Antonio Cozza e Vittorio Zerbini, Cavalcata rosso blu, Desenzano del Garda, Franco Orlandi, 1988
  • Nicola Bosio, Bologna 1988, Milano, Forte, 1988
  • AA.VV., Bologna 97/88: siano tornati in paradiso, Bologna, Spes, 1988
  • Alfeo Biagi, Che Tempi Alfeo Biagi racconta la favola vera dei 7 scudetti e di 7 presidenti del Bologna, Bologna, Spes, 1987
  • Gianfranco Civolani, Lamberto Righi, Bologna: storia e baldoria la storia del Bologna football club, Bologna, I. N.E. I., 1985
  • Gianni Marchesini a cura di, Bologna 1963-64/1983-84, San Lazzaro di Savena, SGM, 1984
  • Gianfranco Civolani, 70 anni di serie A: storia del Bologna calcio, Bologna, Calderini, 1979
  • Federico Zardi, Il caso Bologna, Livorno, Seit, 1964
  • Renzo Renzi, Bologna carogna: cronaca della lotta contro la Lega lombarda, Bologna, Alfa, 1964
  • AA. VV., Bologna Football Club: Il mezzo secolo del Bologna Bologna, Poligrafici Il Resto del Carlino, 1959

Calciatori, allenatori, presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Pelacani, Da sindaco della fascia alla fascia da sindaco. Il Bologna di Carlo Nervo (1994-2007), Maglio Editore, 2014, ISBN 978-88-97195-30-6
  • Italo Cucci Il Mondo di Giacomo Bulgarelli, Limina, 2011, ISBN 978-88-60411-1-74
  • Piero Stabellini, Il bimbo prodigio del Bologna. La storia di Cesare Alberti, asso rossoblu degli anni Venti, Maglio Editore, 2011, ISBN 978-88-97195-09-2
  • Giuliano Musi, Pagotto, un calcio anche alla morte, Bologna, Edizioni Minerva, 2011, ISBN 978-88-7381-371-2
  • Gianfranco Civolani, Onorevole Giacomino: Vita e successi di Giacomo Bulgarelli, Bologna, Edizioni Minerva, 2010, ISBN 978-88-7381-303-3
  • Matteo Marani, Dallo Scudetto ad Auschwitz Alberti Editore, 2007 ISBN 978-88-7424-200-9
  • Gianfranco Civolani, I miei trenta allenatori. Da Fuffo a Renzaccio. Il Civ racconta, Bologna, Alberto Perdisa, 2007
  • Giovan Battista Fabbri, Gibì una vita di bel calcio: lo sport e poesia e divertimento, armonia e amore, Imola, Bacchilega, 2006
  • Giorgio Montebugnoli, Sessant'anni di eroi: 30 grandi del Bologna del dopoguerra, Bologna, Libri di sport, 2005
  • Gianni Marchesini, a cura di, Facce da gol: Ezio Pascutti & Gino Pivatelli, 235 reti per il Bologna, sono i superbomber rossoblu nel dopoguerra, Bologna, Tipografia Moderna 2005
  • Gianfranco Civolani, Commendator Paradiso. Renato Dall'Ara e il giallo dello scudetto del Bologna, Bologna, Alberto Perdisa, 2004, ISBN 88-8372-260-4
  • Fabrizio Calzia e Francesco Caremani, Angeli e diavoli rossoblu. Il Bologna nei racconti dei suoi campioni, Torino, Bradipolibri, 2003, ISBN 88-88329-34-X
  • Giuseppe Quercioli, 130 Gol in RossoBlu, Vita e Reti di Ezio Pascutti Libri di Sport Edizioni, 2003
  • Gianfranco Civolani, Pagliuca, una vita da nº 1: il racconto di una splendida carriera, San Lazzaro di Savena, Erimedia 2, 2003
  • Claudio Beneforti e Valentina Desalvo, Una vita da Signori: autobiografia di Beppe-Gol, Edizioni An.Ma., 2000
  • Michele Orelli, Il guerriero Pietro Mariani: illustri pareri, Bologna, Bologna Town, 1991
  • Michele Orelli, Il Mitico Renato Villa (con il cuore si vince), Bologna, Bologna Town, 1990
  • Alberto Bortolotti, Emilio Marrese, Gigi MyFriend Spes Editrice Pierantoni, 1989
  • Italo Cucci, Haller com'è: un napoletano a Bologna, Bologna, Editoriale Aci, 1966
  • Italo Cucci, Il Borghese Bulgarelli"", Bologna, Editoriale Aci, 1966

I tifosi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

  • Quercioli Giuseppe, Bologna e il suo stadio : ottant'anni dal Littoriale al Dall'Ara, Pendragon, 2006, ISBN 88-8342-499-9
  • Onofri Sauro Nazario e Ottani Vera, Dal Littoriale allo stadio: storia per immagini dell'impianto sportivo bolognese, Bologna, Consorzio cooperative Costruzioni, 1990
  • Comune di Bologna, "1927-1997, settant'anni di stadio, mostra fotografica: Cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, Bologna dal 29 maggio al 16 giugno 1997, Bologna, 1997
  • Bonuzzi Guglielmo, Il Littoriale di Bologna: le grandi realizzazioni fasciste, Bologna, Edizioni di arte fascista, 1927

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]