Serie A

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Serie A
Logo della competizione
Altri nomi Serie A TIM
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Serie A
Titolo Campione d'Italia
Apertura Agosto
Chiusura Maggio
Partecipanti 20 squadre (dal 2004-2005)
Formula Girone all'italiana
Retrocessione in Serie B
Sito Internet legaseriea.it
Storia
Fondazione 1898 (dal 1929-1930 a girone unico)
Detentore Juventus Juventus
Maggiori titoli Juventus Juventus (30)
Edizione in corso Serie A 2014-2015
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A, chiamata ufficialmente Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione, è il massimo livello professionistico del campionato italiano di calcio.

Dal 1º luglio 2010 il torneo è organizzato dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A dopo che le società dei due maggiori campionati professionistici si sono separate in due leghe distinte.[1][2]

La Serie A è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo nonché il quarto più competitivo d'Europa secondo l'attuale classifica del coefficiente UEFA.[3]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 al campionato di Serie A partecipano 20 squadre che giocano un girone all'italiana con gare di andata (tra agosto e gennaio) e ritorno (tra gennaio e maggio): sono assegnati tre punti per la vittoria (fino al 1993-1994 due) e un punto per il pareggio.

In base al coefficiente UEFA, stilato annualmente, le posizioni in classifica alla fine del campionato determinano la qualificazione alle coppe europee per la stagione successiva. Il campionato di Serie A si trova al momento al quarto posto del ranking europeo. Le prime due squadre accedono direttamente ai gironi della Champions League, mentre la terza classificata si qualifica al turno di play-off della medesima competizione;[4] la quarta accede direttamente ai gironi dell'Europa League,[5] mentre la quinta si qualifica al 3º turno preliminare della medesima competizione. Ricordando che la squadra che vince la Coppa Italia è iscritta di diritto alla fase a gironi dell'Europa League, qualora quest'ultima abbia invece già ottenuto la qualificazione alle coppe europee,[6] la sesta classificata accede anch'essa alla competizione continentale, sottoponendosi però ai preliminari in luogo della società che la precede.

Retrocedono invece in Serie B le ultime tre squadre classificate.

In caso di arrivo in parità, per determinare il piazzamento nella classifica finale si tiene conto dei seguenti criteri:

  1. Classifica avulsa;
  2. Differenza reti dei confronti diretti;
  3. Differenza reti globale;
  4. Maggior numero di gol segnati;
  5. Sorteggio.

Il numero di squadre partecipanti è cambiato più volte nel corso della storia della Serie A:

  • 1929-1934: 18 squadre
  • 1934-1943: 16 squadre
  • 1946-1947: 20 squadre
  • 1947-1948: 21 squadre
  • 1948-1952: 20 squadre
  • 1952-1967: 18 squadre
  • 1967-1988: 16 squadre
  • 1988-2004: 18 squadre
  • 2004-: 20 squadre

Lo scudetto e la stella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scudetto e Stella (calcio).
Giacinto Facchetti sfoggia lo scudetto e la stella

Alla fine della stagione la squadra prima classificata vince il campionato. Come simbolo della vittoria conquistata, per tutta la stagione successiva la squadra campione in carica può sfoggiare sulle proprie maglie lo scudetto, un distintivo tricolore a forma di scudo introdotto per la prima volta nella stagione 1924-1925, quando la prima squadra a indossarlo fu il Genoa. Dalla stagione 1960-1961 il club vincitore viene inoltre premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un’idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero raggiunto il traguardo dei dieci successi nella massima serie italiana. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, cucita sulle divise dei club e solitamente accompagnata allo stemma societario. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra italiana ed europea[7] a fregiarsi sulla maglia di un distintivo commemorativo per una vittoria sul campo, seguita nei decenni seguenti dall'Inter e dal Milan; i bianconeri, fin qui unici nel calcio italiano, conquistarono poi il diritto a fregiarsi ulteriormente di una seconda e terza stella, rispettivamente, in occasione del conseguimento del ventesimo e trentesimo scudetto.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Serie A.
Una fase di gioco del primo campionato di calcio disputato in Italia, nel 1898.

Il primo campionato italiano di calcio si svolse nel 1898 e venne vinto dal Genoa, compagine che monopolizzò i primi decenni del torneo assieme alla Pro Vercelli (negli anni dieci e venti).

Fin dagli albori, l'organizzazione è sempre stata affidata all'odierna FIGC salvo per la stagione 1921-1922, quando un mancato accordo tra i club circa il progetto Pozzo portò a uno "scisma" nel calcio italiano, con la creazione di due differenti tornei, uno della FIGC vinto dalla Novese, e un altro della CCI conquistato dalla Pro Vercelli; il successivo compromesso Colombo sanò la frattura e riportò alla riunificazione dei campionati nell'annata 1922-1923.

Sino alla fine degli anni venti il titolo italiano veniva assegnato attraverso sfide eliminatorie e una finale; dalla stagione 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico, prendendo al contempo l'attuale denominazione di Serie A.

Questa data segnò di fatto uno spartiacque nella storia del campionato: da allora, la maggior parte delle affermazioni è infatti stata appannaggio delle cosiddette "grandi", ovvero la Juventus (il club attualmente più scudettato), l'Inter e il Milan – cui solo il Bologna e il Torino, negli anni trenta e quaranta, seppero porre un serio contrasto.

Nei decenni successivi, squadre come Roma, Fiorentina, Lazio e Napoli sono sì riuscite ciclicamente a conquistare il titolo, senza tuttavia mai dare continuità alle loro vittorie (a differenza del già citato trio lombardo-piemontese). Sono degni di nota alcuni sorprendenti exploit di club al di fuori del calcio di vertice, come quello del Casale agli inizi del secolo scorso; nella memoria del girone unico rimangono invece le uniche affermazioni del Cagliari a cavallo degli anni sessanta e settanta, dell'Hellas Verona a metà anni ottanta e della Sampdoria nei primi anni novanta.

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Sono 63 le squadre ad aver preso parte agli 83 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2014-2015 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Organico odierno[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Ecco i migliori piazzamenti delle squadre che hanno preso parte agli 82 campionati a girone unico dal torneo 1929-1930 al 2013-2014 raffrontate a tutti i piazzamenti nel campionato italiano. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Serie A dal 1898 Serie A dal 1929 (girone unico)
Squadra 1º posto 2º posto 3º posto 1º posto 2º posto 3º posto Podi (%) Presenze
Juventus Juventus 31[8] 21 11 29[9] 17 9 68% 81
Milan Milan 18 14 18 15 13 17 56% 80
Inter Inter 18 14 14 16 14 14 54% 82
Torino Torino 8[8] 6 7 6 4 7 23% 70
Genoa Genoa 8[8] 4 2 0 1 1 4% 47
Bologna Bologna 7 4 3 5 3 3 16% 68
Pro Vercelli Pro Vercelli 7 1 0 0 0 0 0% 6
Roma Roma 3 12 5 3 12 5 25% 81
Lazio Lazio 2 6 6 2 3 6 15% 71
Napoli Napoli 2 5 9 2 5 9 24% 68
Fiorentina Fiorentina 2 5 6 2 5 6 17% 76
Cagliari Cagliari 1 1 0 1 1 0 6% 35
Sampdoria Sampdoria 1 0 1 1 0 1 4% 57
Verona Verona 1 0 0 1 0 0 4% 25
Casale Casale 1 0 0 0 0 0 0% 4
Novese Novese 1 0 0 0 0 0 0% 0
US Milanese US Milanese 0 2 1 0 0 0 0% 0
Livorno Livorno 0 2 0 0 1 0 6% 18
Vicenza Vicenza 0 2 0 0 1 0 3% 30
Internazionale Torino Internaz. Torino 0 2 0 0 0 0 0% 0
Parma Parma 0 1 2 0 1 2 13% 23
Udinese Udinese 0 1 2 0 1 2 7% 41
Unione Venezia Venezia 0 1 1 0 0 1 8% 12
Perugia Perugia 0 1 0 0 1 0 8% 13
Triestina Triestina 0 1 0 0 1 0 4% 26
Pisa Pisa 0 1 0 0 0 0 0% 7
Sampierdarenese Sampierdarenese 0 1 0 0 0 0 0% 3
FC Torinese FC Torinese 0 1 0 0 0 0 0% 0
Andrea Doria Andrea Doria 0 0 2 0 0 0 0% 0
Modena Modena 0 0 1 0 0 1 8% 13
Padova Padova 0 0 1 0 0 1 6% 16
Alessandria Alessandria 0 0 1 0 0 0 0% 13
Totale 111 113[10] 94[11] 82 84[12] 85[13] - -

In tre occasioni una squadra (intesa come sezione calcistica di un club) ha vinto lo scudetto nell'anno del centenario della propria istituzione; la prima volta capitò alla Juventus nel 1996-1997, poi al Milan nel 1998-1999, e infine all'Inter nel 2007-2008. Se, tuttavia, prendiamo come riferimento il centesimo anniversario di fondazione delle società in quanto tali, all'elenco precedente va aggiunta la Lazio, vincitrice del campionato nel 1999-2000.[14]

Record del campionato italiano di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche della Serie A.

Spettatori[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un istogramma che indica le medie spettatori negli stadi dalla Serie A 1990-1991 a oggi.

Spettatori Serie A 91-13.svg

Diritti TV[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diritti televisivi del calcio in Italia.

Dal 1993-94, gli incontri di Serie A sono trasmessi dalla pay TV: fino al 1999 furono un'esclusiva di Telepiù, cui si aggiunsero poi Stream TV e Sky Italia (dal 2003). Per metà del campionato 2003-04, le partite erano trasmesse anche da Gioco Calcio (che cessò l'attività nell'estate 2004, per sopraggiunto fallimento).

A partire dal gennaio 2005, il massimo campionato è visibile anche con la televisione digitale terrestre su Mediaset Premium (affiancato per un periodo da Cartapiù e Dahlia TV, fallite rispettivamente nel 2009 e 2011).

Orari di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1929-30 alla stagione 1992-93 era in vigore la contemporaneità delle partite: il turno di campionato veniva giocato interamente nel pomeriggio della domenica (alle 14:30 oppure alle 16:30). La prima modifica risale al 1993-94 con l'introduzione, da parte della Lega Calcio, del posticipo in notturna: dal 2009-10 tale partita viene giocata alle 20:45 (in precedenza alle 20:30). Nel 1999-2000 l'influsso della pay TV portò ad un'ulteriore spalmatura degli orari, organizzata sull'intero fine settimana:

  • Sabato: due anticipi (ideati per le esigenze delle squadre impegnate nelle coppe europee), uno pomeridiano e l'altro serale. Si gioca inoltre il sabato nel turno precedente la domenica pasquale;
  • Domenica: introduzione dell'orario unico per le gare pomeridiane (ore 15), posticipo in notturna. È preservata la contemporaneità degli ultimi turni di campionato, in particolare per le squadre con medesimi obiettivi di classifica.[15]

Tale format orario rimase in vigore sino al 2004: con l'allargamento del torneo a 20 squadre, fu introdotto il turno infrasettimanale (nella serata del mercoledì). Sono, talvolta, previsti anticipi il martedì e posticipi il giovedì (nel medesimo orario). Nel 2010-11 è stato invece introdotto il "lunch match": un anticipo domenicale, previsto per le 12:30.[16] Infine, per un numero limitato di turni, sono possibili gli anticipi il venerdì e i posticipi il lunedì (sempre in orario serale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al via la nuova Lega A in La Gazzetta dello Sport online, 1° luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2010.
  2. ^ Al via la nuova Lega A in Ansa.it, 1° luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2010.
  3. ^ Ranking UEFA, uefa.com. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  4. ^ In base alle modifiche dei criteri d'accesso alle coppe europee volute da Michel Platini, dal 2015 potrà verificarsi il caso in cui la terza classificata della Serie A debba sottoporsi a due turni preliminari per accedere alla massima competizione continentale: ciò accadrà qualora i vincitori della Champions League non si siano già qualificati direttamente ai gironi della nuova edizione tramite il proprio campionato, e contemporaneamente i vincitori dell'Europa League non si siano qualificati in Champions sempre tramite il proprio torneo domestico.
  5. ^ Questo accadrà dal 2015 sempre in seguito ai ritocchi dei criteri d'accesso voluti dal presidente della UEFA. In precedenza si aveva diritto all'accesso all'ultimo turno preliminare.
  6. ^ Così come da regolamento modificato da Michel Platini a partire dal 2015, abrogando l'antica norma secondo la quale se la vincitrice della coppa nazionale si fosse qualificata alla UEFA Champions League, era la finalista perdente ad accedere all'Europa League, avendo quest'ultima precedenza sulla classifica del campionato. La logica di quella regola si comprendeva meglio ricordando l'origine storica della stessa, che non faceva parte della normativa originaria della precedente Coppa UEFA, ma fu ereditata dal regolamento della Coppa delle Coppe all'epoca della fusione delle due competizioni nel 1999. Nelle classiche coppe europee infatti, la qualificazione europea delle finaliste perdenti delle coppe nazionali scattava unicamente nel caso della contemporanea ammissione delle finaliste vincitrici alla Coppa dei Campioni, manifestazione superiore alla Coppa delle Coppe, che tuttavia a sua volta era superiore alla Coppa UEFA. Nei tre lustri successivi all'abolizione del torneo dei vincitori di coppa dunque, nel caso della qualificazione all'Europa League della vincitrice di una coppa nazionale, non scattava il ripescaggio della finalista perdente, come prima del 1999 non si qualificava alle coppe europee la squadra che avesse perso la finale di Coppa Italia contro una formazione piazzatasi in campionato in zona UEFA.
  7. ^ (EN) Notizia su FIFA.com
  8. ^ a b c Il titolo del 1914-1915 fu assegnato al Genoa senza la definizione del primo posto. Il titolo del 1926-1927 fu revocato al Torino senza che il primo posto dei granata venisse annullato. Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  9. ^ Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  10. ^ Nel 1914-1915 il secondo posto non fu definito. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  11. ^ La terza piazzata del 1898 è ignota. Dal 1899 al 1904, nel 1909, dal 1910-1911 al 1925-1926 e nel 1928-1929 non ci furono terze classificate. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1927-1928, 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  12. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  13. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  14. ^ L'anno di formazione della Polisportiva S.S. Lazio fu il 1900, mentre il settore football biancoceleste sorse presumibilmente nel 1910. Negli altri tre casi, la nascita della compagine e della relativa squadra di calcio sono sempre coincise. Cfr. Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013.
  15. ^ Dal 2003 l'UEFA ha, tuttavia, autorizzato le federazioni affiliate a variare l'orario delle gare in funzione del clima: in agosto (prime giornate di campionato) è possibile posticipare le partite (alle 18, alle 19 oppure alle 20:45 anziché alle 15) per evitare l'eccessivo caldo, mentre in inverno è possibile anticiparle (alle 17 oppure alle 18) per l'eccessivo freddo.
  16. ^ L'incontro dell'ora di pranzo era già stato effettuato, in via sperimentale, nei primi Anni 2000 con l'anticipo di una partita alle 12 oppure alle 13.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco del calcio, pubblicato dalla Panini
  • Carlo Chiesa, La grande storia del calcio italiano, pubblicato a puntate sul Guerin Sportivo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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