Serie A

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Serie A in altri sport, vedi Serie A (disambigua).
Serie A
Logo della competizione
Altri nomi Serie A TIM
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Serie A
Titolo Campione d'Italia
Apertura Agosto
Chiusura Maggio
Partecipanti 20 squadre (dal 2004-2005)
Formula Girone all'italiana
Retrocessione in Serie B
Sito Internet legaseriea.it
Storia
Fondazione 1898 (dal 1929-1930 a girone unico)
Detentore Juventus Juventus
Maggiori titoli Juventus Juventus (30)
Edizione in corso Serie A 2014-2015
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A, chiamata ufficialmente Serie A TIM per ragioni di sponsorizzazione, è il massimo livello professionistico del campionato italiano di calcio.

Dal 1º luglio 2010 il torneo è organizzato dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A dopo che le società dei due maggiori campionati professionistici si sono separate in due leghe distinte.[1][2]

La Serie A è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo nonché il quarto più competitivo d'Europa secondo l'attuale classifica del coefficiente UEFA.[3]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 al campionato di Serie A partecipano 20 squadre che giocano un girone all'italiana con gare di andata (tra agosto e gennaio) e ritorno (tra gennaio e maggio): sono assegnati tre punti per la vittoria (fino al 1993-1994 due) e un punto per il pareggio.

In base al coefficiente UEFA, stilato annualmente, le posizioni in classifica alla fine del campionato determinano la qualificazione alle coppe europee per la stagione successiva. Il campionato di Serie A si trova al momento al quarto posto del ranking europeo. Le prime due squadre accedono direttamente ai gironi della Champions League, mentre la terza classificata si qualifica al turno di play-off della medesima competizione;[4] la quarta accede direttamente ai gironi dell'Europa League,[5] mentre la quinta si qualifica al 3º turno preliminare della medesima competizione. Ricordando che la squadra che vince la Coppa Italia è iscritta di diritto alla fase a gironi dell'Europa League, qualora quest'ultima abbia invece già ottenuto la qualificazione alle coppe europee,[6] la sesta classificata accede anch'essa alla competizione continentale, sottoponendosi però ai preliminari in luogo della società che la precede.

Retrocedono invece in Serie B le ultime tre squadre classificate.

Nel caso in cui due o più squadre finiscano la stagione a parità di punti, dalla stagione 2005-2006 si stila la cosiddetta classifica avulsa. Nella maggior parte delle edizioni del passato, invece, nel caso di ex aequo si dava luogo alla disputa di spareggi o si utilizzavano altre discriminanti, come il quoziente reti o la differenza reti.

Il numero di squadre partecipanti è stato cambiato più volte nel corso della storia della Serie A:

  • 1929-1934: 18 squadre
  • 1934-1943: 16 squadre
  • 1946-1947: 20 squadre
  • 1947-1948: 21 squadre
  • 1948-1952: 20 squadre
  • 1952-1967: 18 squadre
  • 1967-1988: 16 squadre
  • 1988-2004: 18 squadre
  • 2004-: 20 squadre

Lo scudetto e la stella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scudetto e Stella (calcio).
Giacinto Facchetti sfoggia lo scudetto e la stella

Alla fine della stagione la squadra prima classificata vince il campionato. Come simbolo della vittoria conquistata, per tutta la stagione successiva la squadra campione in carica può sfoggiare sulle proprie maglie lo scudetto, un distintivo tricolore a forma di scudo introdotto per la prima volta nella stagione 1924-1925 (la prima squadra a indossare lo scudetto fu il Genoa). Dalla stagione 1960-1961 il club vincitore viene premiato con la Coppa Campioni d'Italia, il trofeo ufficiale della Serie A.

Nel 1958, da un’idea di Umberto Agnelli, fu deciso di assegnare una speciale stella ai club che avessero conquistato il campionato di Serie A per dieci volte. Tale simbolo è composto da una stella dorata a 5 punte, ed è cucita sulle maglie e divise dei club ai quali è stata assegnata. La Juventus, dopo la conquista del suo decimo scudetto nella stagione 1957-1958, fu la prima squadra italiana ed europea[7] a fregiarsi sulla maglia di uno stemma commemorativo di un titolo vinto sul campo, seguita poi dall'Inter e dal Milan; i bianconeri si cucirono poi una seconda stella dorata dopo la vittoria del ventesimo scudetto nel campionato 1981-1982, e conquistarono il diritto a fregiarsi della terza stella col trentesimo titolo nell'annata 2013-2014.

Le attuali società assegnatarie delle stelle in Serie A sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Serie A.
Una fase di gioco del primo campionato di calcio disputato in Italia, nel 1898.

Il primo campionato italiano di calcio si svolse nel 1898 e venne vinto dal Genoa, compagine che monopolizzò i primi decenni del torneo assieme alla Pro Vercelli (negli anni dieci e venti).

Fin dagli albori, l'organizzazione è sempre stata affidata all'odierna FIGC salvo per la stagione 1921-1922, quando un mancato accordo tra i club circa il progetto Pozzo portò a uno "scisma" nel calcio italiano, con la creazione di due differenti tornei, uno della FIGC vinto dalla Novese, e un altro della CCI conquistato dalla Pro Vercelli; il successivo compromesso Colombo sanò la frattura e riportò alla riunificazione dei campionati nell'annata 1922-1923.

Sino alla fine degli anni venti il titolo italiano veniva assegnato attraverso sfide eliminatorie e una finale; dalla stagione 1929-1930 il torneo si svolge invece secondo la formula del girone unico, prendendo al contempo l'attuale denominazione di Serie A.

Questa data segnò di fatto uno spartiacque nella storia del campionato: da allora, la maggior parte delle affermazioni è infatti stata appannaggio delle cosiddette "grandi", ovvero la Juventus (il club attualmente più scudettato), l'Inter e il Milan – cui solo il Bologna e il Torino, negli anni trenta e quaranta, seppero porre un serio contrasto.

Nei decenni successivi, squadre come Roma, Fiorentina, Lazio e Napoli sono sì riuscite ciclicamente a conquistare il titolo, senza tuttavia mai dare continuità alle loro vittorie (a differenza del già citato trio lombardo-piemontese). Sono degni di nota alcuni sorprendenti exploit di club al di fuori del calcio di vertice, come quello del Casale agli inizi del secolo scorso; nella memoria del girone unico rimangono invece le uniche affermazioni del Cagliari a cavallo degli anni sessanta e settanta, dell'Hellas Verona a metà anni ottanta e della Sampdoria nei primi anni novanta.

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Sono 63 le squadre ad aver preso parte agli 83 campionati di Serie A a girone unico che sono stati disputati a partire dal 1929-1930 fino alla stagione 2014-2015 (della quale si riportano in grassetto le squadre militanti):

Organico odierno[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro del campionato italiano di calcio.

Ecco i migliori piazzamenti delle squadre che hanno preso parte agli 82 campionati a girone unico dal torneo 1929-1930 al 2013-2014 raffrontate a tutti i piazzamenti nel campionato italiano. Dal 1898 a oggi il campionato è stato vinto, almeno una volta, da sedici squadre diverse, ma solo dodici di queste sono diventate "campioni d'italia" dall'introduzione del girone unico nel 1929-1930.

Serie A dal 1898 Serie A dal 1929 (girone unico)
Squadra 1º posto 2º posto 3º posto 1º posto 2º posto 3º posto Podi (%) Presenze
Juventus Juventus 31[8] 21 11 29[9] 17 9 68% 81
Milan Milan 18 14 18 15 13 17 56% 80
Inter Inter 18 14 14 16 14 14 54% 82
Torino Torino 8[8] 6 7 6 4 7 23% 70
Genoa Genoa 8[8] 4 2 0 1 1 4% 47
Bologna Bologna 7 4 3 5 3 3 16% 68
Pro Vercelli Pro Vercelli 7 1 0 0 0 0 0% 6
Roma Roma 3 12 5 3 12 5 25% 81
Lazio Lazio 2 6 6 2 3 6 15% 71
Napoli Napoli 2 5 9 2 5 9 24% 68
Fiorentina Fiorentina 2 5 6 2 5 6 17% 76
Cagliari Cagliari 1 1 0 1 1 0 6% 35
Sampdoria Sampdoria 1 0 1 1 0 1 4% 57
Verona Verona 1 0 0 1 0 0 4% 25
Casale Casale 1 0 0 0 0 0 0% 4
Novese Novese 1 0 0 0 0 0 0% 0
US Milanese US Milanese 0 2 1 0 0 0 0% 0
Livorno Livorno 0 2 0 0 1 0 6% 18
Vicenza Vicenza 0 2 0 0 1 0 3% 30
Internazionale Torino Internaz. Torino 0 2 0 0 0 0 0% 0
Parma Parma 0 1 2 0 1 2 13% 23
Udinese Udinese 0 1 2 0 1 2 7% 41
Unione Venezia Venezia 0 1 1 0 0 1 8% 12
Perugia Perugia 0 1 0 0 1 0 8% 13
Triestina Triestina 0 1 0 0 1 0 4% 26
Pisa Pisa 0 1 0 0 0 0 0% 7
Sampierdarenese Sampierdarenese 0 1 0 0 0 0 0% 3
FC Torinese FC Torinese 0 1 0 0 0 0 0% 0
Andrea Doria Andrea Doria 0 0 2 0 0 0 0% 0
Modena Modena 0 0 1 0 0 1 8% 13
Padova Padova 0 0 1 0 0 1 6% 16
Alessandria Alessandria 0 0 1 0 0 0 0% 13
Totale 111 113[10] 94[11] 82 84[12] 85[13] - -

In tre occasioni una squadra (intesa come sezione calcistica di un club) ha vinto lo scudetto nell'anno del centenario della propria istituzione; la prima volta capitò alla Juventus nel 1996-1997, poi al Milan nel 1998-1999, e infine all'Inter nel 2007-2008. Se, tuttavia, prendiamo come riferimento il centesimo anniversario di fondazione delle società in quanto tali, all'elenco precedente va aggiunta la Lazio, vincitrice del campionato nel 1999-2000.[14]

Record del campionato italiano di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche della Serie A.

Spettatori[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un istogramma che indica le medie spettatori negli stadi dalla Serie A 1990-1991 a oggi.

Spettatori Serie A 91-13.svg

Diritti TV[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diritti calcistici televisivi in Italia.

A partire dalla stagione 1993-1994 le partite di Serie A vengono trasmesse sulla pay TV; fino al 1999 venivano trasmesse in esclusiva su Telepiù, tra il 1999 e il 2003 su Telepiù e su Stream TV, e dal 2003 su Sky Italia (per metà della stagione 2003-2004 alcune partite di Serie A venivano trasmesse sulla piattaforma satellitare Gioco Calcio, fallita nell'estate 2004).

Dal gennaio 2005 le partite di Serie A sono trasmesse a pagamento anche sul digitale terrestre da Mediaset Premium (inizialmente affiancata da Cartapiù, quest'ultima chiusa e sostituita nel 2009 da Dahlia TV, anch'essa poi fallita nel 2011).

Orari di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1929 al 1993, fu in vigore la contemporaneità dei turni di campionato: tutte le partite venivano giocate, allo stesso orario, nel pomeriggio della domenica. Il posticipo serale fu introdotto nella stagione 1993-94, per iniziativa della Lega Calcio: dalla stagione 2009-10 si gioca alle 20:45 (in precedenza, veniva giocato alle 20:30). Gli anticipi del sabato, pensati per venire incontro alle esigenze delle squadre con impegni europei, furono invece introdotti nel 1997-98: il primo anticipo viene giocato alle 18 e il secondo alle 20:45. Si gioca inoltre il sabato nel turno precedente la domenica di Pasqua.

Nel 2003 l'UEFA ha concesso alle federazioni europee la possibilità di spostare l'orario delle partite in funzione del clima: in Italia, le prime giornate di campionato (disputate nel mese di agosto) possono venire posticipate alle 18, alle 19 oppure alle 20:45 anziché alle 15 per evitare l'eccessivo caldo. Durante l'inverno è invece possibile anticipare le gare alle 17 o alle 18, anziché alle 20:45, per l'eccessivo freddo.

A partire dal 2004, la Serie A ha introdotto i turni infrasettimanali nella serata del mercoledì: sono, talvolta, previsti un anticipo nella serata del martedì e un posticipo nella serata del giovedì (sempre alle 20:45). Dall'annata 2010-11, è stato introdotto l'anticipo alle 12:30 della domenica: l'idea era già stata sperimentata nei primi anni duemila, anticipando all'ora di pranzo una partita nel giorno dell'Epifania.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al via la nuova Lega A in La Gazzetta dello Sport online, 1° luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2010.
  2. ^ Al via la nuova Lega A in Ansa.it, 1° luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2010.
  3. ^ Ranking UEFA, uefa.com. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  4. ^ In base alle modifiche dei criteri d'accesso alle coppe europee volute da Michel Platini, dal 2015 potrà verificarsi il caso in cui la terza classificata della Serie A debba sottoporsi a due turni preliminari per accedere alla massima competizione continentale: ciò accadrà qualora i vincitori della Champions League non si siano già qualificati direttamente ai gironi della nuova edizione tramite il proprio campionato, e contemporaneamente i vincitori dell'Europa League non si siano qualificati in Champions sempre tramite il proprio torneo domestico.
  5. ^ Questo accadrà dal 2015 sempre in seguito ai ritocchi dei criteri d'accesso voluti dal presidente della UEFA. In precedenza si aveva diritto all'accesso all'ultimo turno preliminare.
  6. ^ Così come da regolamento modificato da Michel Platini a partire dal 2015, abrogando l'antica norma secondo la quale se la vincitrice della coppa nazionale si fosse qualificata alla UEFA Champions League, era la finalista perdente ad accedere all'Europa League, avendo quest'ultima precedenza sulla classifica del campionato. La logica di quella regola si comprendeva meglio ricordando l'origine storica della stessa, che non faceva parte della normativa originaria della precedente Coppa UEFA, ma fu ereditata dal regolamento della Coppa delle Coppe all'epoca della fusione delle due competizioni nel 1999. Nelle classiche coppe europee infatti, la qualificazione europea delle finaliste perdenti delle coppe nazionali scattava unicamente nel caso della contemporanea ammissione delle finaliste vincitrici alla Coppa dei Campioni, manifestazione superiore alla Coppa delle Coppe, che tuttavia a sua volta era superiore alla Coppa UEFA. Nei tre lustri successivi all'abolizione del torneo dei vincitori di coppa dunque, nel caso della qualificazione all'Europa League della vincitrice di una coppa nazionale, non scattava il ripescaggio della finalista perdente, come prima del 1999 non si qualificava alle coppe europee la squadra che avesse perso la finale di Coppa Italia contro una formazione piazzatasi in campionato in zona UEFA.
  7. ^ (EN) Notizia su FIFA.com
  8. ^ a b c Il titolo del 1914-1915 fu assegnato al Genoa senza la definizione del primo posto. Il titolo del 1926-1927 fu revocato al Torino senza che il primo posto dei granata venisse annullato. Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  9. ^ Il titolo del 2004-2005 fu revocato alla Juventus senza che il primo posto dei bianconeri venisse annullato.
  10. ^ Nel 1914-1915 il secondo posto non fu definito. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  11. ^ La terza piazzata del 1898 è ignota. Dal 1899 al 1904, nel 1909, dal 1910-1911 al 1925-1926 e nel 1928-1929 non ci furono terze classificate. Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1927-1928, 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  12. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina furono seconde a pari merito.
  13. ^ Nel 1947-1948 Milan, Juventus e Triestina si piazzarono seconde a pari merito. Negli anni 1932-1933, 1937-1938, 1953-1954, 1955-1956 due squadre si posizionarono terze ex aequo.
  14. ^ L'anno di formazione della Polisportiva S.S. Lazio fu il 1900, mentre il settore football biancoceleste sorse presumibilmente nel 1910. Negli altri tre casi, la nascita della compagine e della relativa squadra di calcio sono sempre coincise. Cfr. Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco del calcio, pubblicato dalla Panini
  • Carlo Chiesa, La grande storia del calcio italiano, pubblicato a puntate sul Guerin Sportivo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio