ZDF

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Coordinate: 49°57′52″N 8°12′29″E / 49.964444°N 8.208056°E49.964444; 8.208056

Zweites Deutsches Fernsehen
ZDF.svg
Paese Germania
Nomi precedenti ARD 2
Data di lancio 1º aprile 1963
Editore Zweites Deutsches Fernsehen
Sito www.zdf.de
Diffusione
Terrestre
Analogico PAL, in Germania (fino al 25 novembre 2008)
Digitale DVB-T in Germania
DVB-T in provincia di Bolzano
DVB-T in provincia di Trento
Satellite
Digitale DVB-S, FTA su Astra 2C
Digitale DVB-S2, FTA su Astra 1KR (in HD)
Digitale DVB-S, FTA su Eutelsat Hot Bird 13D (11.054 MHz)

ZDF, Zweites Deutsches Fernsehen ("Seconda Televisione Tedesca"), è una televisione pubblica tedesca con sede a Magonza, nel Land della Renania-Palatinato. Essa opera come un'agenzia indipendente non a scopo di lucro stabilita da un contratto unitario tra i vari stati che compongono la Germania (Länder). ZDF è finanziata dal canone e dalla pubblicità [1].

L'emittente iniziò le trasmissioni il 1º aprile del 1963 da Eschborn. Il canale trasmise il suo primo programma a colori nel 1967. Nel 1974 ZDF spostò la sua sede a Mainz-Lerchenberg, dopo essersi brevemente collocata in Wiesbaden.

A differenza dell'altra TV pubblica ARD, ZDF non ha affiliati e trasmette un segnale lungo tutti i ripetitori della Germania, i quali, a differenza di ARD, sono gestite da T-Systems, (una sussidiaria di Deutsche Telekom), un tempo delle Poste tedesche, pur mantenendo il carattere di TV pubblica. Prima della riunificazione della Germania, ZDF, così come ARD, posizionarono buona parte dei loro ripetitori in località che permettessero la copertura della Germania dell'Est, dove i canali erano visti, sia pure illegalmente [senza fonte], dalla popolazione locale.

ZDF è ritrasmessa anche via cavo sin dai giorni della sperimentazione della TV via cavo. Le prime trasmissioni a livello europeo irradiate su Astra 1C iniziarono nell'Agosto del 1993 durante l'Internationale Funkausstellung (IFA - "International Broadcasting Exhibition") a Berlino. Nello stesso decennio, queste nuove tecnologie furono usate per iniziare le trasmissioni digitali di ZDF. Dal 2002 è possibile ricevere la ZDF, così come ARD e le altre maggiori televisioni attraverso la televisione digitale terrestre in ampie zone della Germania.

ZDF gestisce anche i canali KI.KA, arte, 3sat e Phoenix in cooperazione con altri network. In digitale, sia via satellite che via etere (nella sola Germania) offre anche i canali del gruppo ZDFvision, che sono ZDFneo (in passato ZDFdokukanal), ZDFinfo e ZDFtheaterkanal. Oggi la ZDF è il più grande network televisivo europeo e viene captata anche dalla Svizzera e dall'Austria.

La ZDF venne rappresentata da alcune mascotte animate, i Mainzelmännchen (letteralmente, gli elfi di Magonza), creati da Wolf Gerlach nel 1963, velocemente diventati così popolari da essere ancora visti in piccoli sketch prima, durante e alla fine delle interruzioni pubblicitarie.

Sede della ZDF a Magonza

Amministrazione dell'emittente[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista amministrativo, la ZDF è presieduta da un direttore generale (Intendant), eletto dal Consiglio d'Amministrazione dell'emittente, la cui composizione è determinata di volta in volta dalle "aziende rilevanti dal punto di vista societario" nominate nel contratto ZDF.

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

  • 1963 - 1977: Karl Holzamer
  • 1977 - 1982: Karl-Günter von Hase
  • 1982 - 2002: Dieter Stolte
  • dal 2002: Markus Schächter

Programmi[modifica | modifica sorgente]

Programmi non più in onda[modifica | modifica sorgente]

Loghi del canale[modifica | modifica sorgente]

Loghi precedenti

Ricezione in Italia[modifica | modifica sorgente]

Con l'introduzione della televisione digitale, tramite la Radiotelevisione Azienda Speciale, i programmi di ZDF sono ricevibili gratuitamente in Alto Adige[1] e, dal giugno 2013, in Trentino. I programmi ZDF sono inoltre ricevibili gratuitamente dal satellite Hotbird in posizione orbitale 13° Est (lo stesso usato da Sky Italia e Tivù Sat) e, anche in Alta Definizione (HD), dal satellite Astra in posizione 19,2° Est.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [www.ras.bz.it]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]