Storia del campionato mondiale di calcio

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1leftarrow.pngVoce principale: Campionato mondiale di calcio.

L'idea del Campionato mondiale di calcio nacque nel 1928, quando il presidente della FIFA, Jules Rimet, decise di istituire un torneo per squadre nazionali.

La prima competizione di questo tipo ebbe luogo nel 1930 e consistette in un torneo avente solo la fase finale alla quale presero parte le 13 nazioni che accettarono l'invito.

La competizione si è successivamente evoluta fino a comprendere circa 200 squadre nazionali affiliate alla FIFA che si sfidano in un lungo torneo di qualificazione che si tiene nei tre anni precedenti alla fase finale.

Competizioni internazionali precedenti[modifica | modifica sorgente]

La nazionale amatoriale del Regno Unito, che vinse il primo torneo calcistico internazionale nella IV Olimpiade del 1908

La prima partita di calcio che vedeva affrontarsi due squadre nazionali avvenne nel 1872; in quell'occasione si sfidarono le compagini rappresentanti l'Inghilterra e la Scozia, infatti all'epoca questo sport era ancora poco praticato fuori dai confini della Gran Bretagna. La prima significativa espansione del calcio mondiale avvenne nel maggio 1904 quando venne fondata la FIFA, che però alla data della sua istituzione comprendeva solo sette nazioni dell'Europa. In quegli anni il calcio iniziò a diventare sempre più popolare e fu incluso come sport dimostrativo (e cioè senza medaglie in palio) ai giochi olimpici del 1900, 1904 e nel 1906 (edizione però mai ufficialmente riconosciuta) e venne parificato agli altri sport nel 1908. Organizzata dall'Inghilterra e dalla Football Association, la competizione venne limitata ai soli giocatori non professionisti (come di regola per l'epoca) però fu trattata più come un'esibizione piuttosto che come una competizione a tutti gli effetti. La nazionale amatoriale di calcio inglese vinse sia nel 1908 che nell'edizione successiva del 1912.

Nel contempo la FIFA tentò di organizzare un torneo internazionale per nazionali al di fuori del contesto olimpico, questo tentativo venne effettuato nel 1906 in Svizzera. Però erano ancora i primi anni di sviluppo per questo sport e la FIFA stessa definisce quest'esperimento come un fallimento.

Quindi solamente durante le olimpiadi le squadre nazionali avevano modo di affrontarsi ma si trattava di formazioni amatoriali e quindi non rappresentanti dell'effettiva forza del movimento calcistico degli stati. Un ulteriore tentativo di far uscire dai cinque cerchi il mondo del calcio fu effettuato da Sir Thomas Lipton che organizzò il Sir Thomas Lipton Trophy a Torino nel 1909. Il trofeo Lipton era una competizione per squadre di club (quindi non nazionali) provenienti da stati diversi, quindi un solo club rappresentava una nazione intera. Per questa ragione questo trofeo non è considerato un vero antesignano della coppa del mondo (lo fu piuttosto della Coppa dei Campioni). Nonostante ciò, la competizione viene talvolta chiamata, erroneamente, la prima coppa del mondo,[1] e vide affrontarsi i più prestigiosi club di Italia, Germania e Svizzera. La prima edizione fu vinta dal West Auckland, una formazione dilettantistica inglese che fu invitata solo perché la Football Association si rifiutò di essere associata alla competizione. Il West Auckland si impose nuovamente nel 1911 mantenendo il titolo, e divenne la definitiva detentrice del trofeo, come stabilito dalle regole della competizione.

Nel 1914, la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un "campionato del mondo per dilettanti"[2], e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle olimpiadi riconosciute dalla FIFA, nel 1920, e ad imporsi fu il Belgio.[3], invece nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise all'Uruguay. Nel 1928 la FIFA prese la decisione di mettere in scena un proprio torneo internazionale. Poiché l'Uruguay aveva conquistato per due volte il titolo del mondo (anche se per dilettanti), nel 1930 la FIFA lo scelse come paese ospitante della prima edizione per professionisti, in concomitanza con il centenario dell'indipendenza dello stato sudamericano.

Il primo campionato del mondo di calcio ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Lo Stadio del Centenario di Montevideo, in Uruguay, costruito appositamente per ospitare la prima edizione del Campionato mondiale di calcio nel 1930

Nell'edizione del 1932 delle olimpiadi il calcio non faceva parte del programma in quanto questo sport era poco popolare negli Stati Uniti. La FIFA e il CIO, inoltre, erano ancora in disaccordo sul fatto che erano ammessi ai giochi solo giocatori dilettanti.[4] Il presidente della FIFA, Jules Rimet, organizzò allora la coppa del mondo del 1930 da tenersi in Uruguay. Le nazioni associate furono invitate ad inviare una selezione, ma la scelta dell'Uruguay quale paese ospitante della competizione significava, per le squadre europee, dover affrontare un lungo e costoso viaggio attraverso l'Oceano Atlantico. Perciò nessuna nazione del vecchio continente aderì alla manifestazione fino a due mesi dall'inizio della stessa. Rimet, però, riuscì a convincere a partecipare le nazionali di Belgio, Francia, Romania, e Jugoslavia. In totale 13 squadre accettarono l'invito di Rimet; sette dal Sudamerica, quattro dall'Europa e due dal Nord America.

Le prime due partite della storia della coppa del mondo presero il via contemporaneamente, e furono vinte dalla Francia e dagli Stati Uniti, che batterono rispettivamente il Messico per 4-1 e il Belgio per 3-0. La prima marcatura della coppa del mondo fu segnata da Lucien Laurent della Francia. Quattro giorni dopo, Bert Patenaude degli Stati Uniti mise a segno la prima tripletta nella partita vinta con il risultato di 3-0 contro il Paraguay. Nella finalissima, l'Uruguay sconfisse l'Argentina per 4-2 di fronte ad una platea di 93.000 persone a Montevideo, e divenne la prima squadra a vincere una coppa del mondo.[5]

1934–1950[modifica | modifica sorgente]

1934[modifica | modifica sorgente]

La nazionale italiana campione del mondo

La Coppa del mondo del 1934 fu ospitata dall'Italia, questa fu la prima edizione che includeva una fase di qualificazione. Sedici squadre si qualificarono per la fase finale, un numero che fu mantenuto fino all'espansione del torneo nel 1982. L'Uruguay, detentrice del titolo, boicottò questa edizione in quanto delusa dall'assenza di molte squadre europee nell'edizione che aveva organizzato. La Bolivia e il Paraguay erano assenti, permettendo così alle rappresentative di Argentina e Brasile di partecipare alla competizione in Italia senza dover giocare alcuna partita di qualificazione. L'Egitto divenne la prima nazionale africana a partecipare, ma fu sconfitta già dall'Ungheria nella prima fase. L'Italia vinse il trofeo (battendo in finale la Cecoslovacchia per 2-1 ai tempi supplementari), ma tra accuse e contestazioni di arbitraggi compiacenti, in quanto si pensa che Benito Mussolini avesse influenzato la scelta degli arbitri delegati per le partite della nazionale italiana.[6]

1938[modifica | modifica sorgente]

Nel 1938 la competizione fu ancora tenuta in Europa, tra la costernazione di molte nazionali sudamericane, con l'Uruguay e l'Argentina che decisero di boicottare la manifestazione (seconda volta consecutiva per l'Uruguay). Per la prima volta la squadra detentrice e la nazionale ospitante furono ammesse di diritto. Dopo uno spareggio contro la Lettonia, l'Austria si qualificò alle finali ma a causa dell'annessione alla Germania (Anschluss) nell'aprile del 1938 non vi poté partecipare. Il suo posto fu offerto all'Inghilterra, ma essa declinò l'invito. A causa di questi avvenimenti la fase finale vide affrontarsi solo 15 squadre. La Francia ospitò il torneo, ma per la prima volta non fu la nazione locale a vincere il trofeo, fu invece l'Italia a mantenere il titolo, battendo per 4-2 l'Ungheria in finale, diventando così la prima nazionale ad imporsi in due edizioni consecutive e la prima a vincere il titolo mondiale in terra straniera. In precedenza aveva battuto la Francia padrona di casa ai quarti di finale per 3-1 ed il forte Brasile in semifinale per 2-1, che alla vigilia si dava già per vittorioso.

La Seconda guerra mondiale e le sue conseguenze impedirono la disputa delle edizioni del 1942 e 1946.

1950[modifica | modifica sorgente]

Francobollo commemorativo della finale

La competizione riprese con il Mondiale del 1950 che si tenne in Brasile, che per la prima volta vide la partecipazione dell'Inghilterra che non partecipò alle precedenti edizioni in quanto non associata alla FIFA dalla quale si era ritirata nel 1920 per evitare di affrontare le nazionali dei paesi contro i quali combatté le due guerre mondiali. Un'altra causa fu una sorta di protesta contro le influenze degli altri paesi nel gioco del calcio (sport nato appunto in Inghilterra).[7] Nel 1946 la Football Association decise di riunirsi all'associazione mondiale dopo un formale invito della stessa FIFA. Il torneo rivide la partecipazione dell'Uruguay assente per protesta nelle due edizioni precedenti. Per ragioni politiche, invece, le nazionali dei paesi dell'Europa orientale (Ungheria, Unione Sovietica e Cecoslovacchia) non vi presero parte. L'Italia, detentore del titolo, vi partecipò nonostante la tragedia di Superga del 1949 nella quale persero la vita i giocatori del Grande Torino (molti dei quali nel giro della nazionale). Per la prima volta il programma non prevede una fase ad eliminazione diretta. Il torneo fu organizzato con due fasi a gironi all'italiana. Comunque, l'ultima partita della seconda fase a gironi fu una vera e propria finale in quanto si affrontarono le prime due del gruppo e la vincitrice si sarebbe laureata campione, anche se ai brasiliani sarebbe bastato il pareggio. L'Uruguay vinse a sorpresa sul Brasile ospitante rimontando l'iniziale svantaggio e divenne per la seconda volta campione (su due edizioni alle quali aveva partecipato). L'ultimo atto di questo mondiale fu una vera e propria tragedia (e non solo sportiva) per i padroni di casa, che assunse il nome di Maracanazo.

1954–1970[modifica | modifica sorgente]

1954[modifica | modifica sorgente]

Nel 1954 la manifestazione si svolse in Svizzera e fu la prima ad essere trasmessa in televisione. La nazionale dell'Unione Sovietica non partecipò a causa della loro prestazione non positiva ai Giochi olimpici del 1952.[senza fonte] La nazionale della Scozia fece la sua prima apparizione nel torneo, senza però far registrare neanche una vittoria e uscì al primo turno. Il quarto di finale tra l'Austria e la Svizzera vide il record di gol segnati in un match di coppa del mondo, gli elvetici persero infatti per 5-7, dopo essere andati in vantaggio per 3-0. La Germania Ovest fu la vincitrice della competizione, sconfiggendo in finale i campioni olimpici dell'Ungheria col risultato di 3-2, rimontando dal 2-0, con Helmut Rahn che segnò il gol partita. Il match è conosciuto in Germania come il miracolo di Berna.

1958[modifica | modifica sorgente]

Il Brasile vinse nel 1958, svoltosi in Svezia, e fu la prima volta che una nazionale proveniente da un altro continente riuscì ad imporsi (impresa che ripeterono nel 2002). La nazionale dell'Unione Sovietica partecipò questa volta sull'onda lunga della vittoria delle olimpiadi del 1956. Per la prima volta (e per adesso l'unica), tutte e quattro le nazionali britanniche si qualificarono alla fase finale (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord che estromise l'Italia). Il Galles approfittò della situazione nella zona Africa/Asia, in quest'area l'ammontare di nazionali ritirate permise a Israele di qualificarsi senza neanche dover giocare una partita. Però le regole FIFA non permettono di qualificarsi senza giocare e così agli israeliani fu imposto di affrontare una delle seconde degli altri gruppi. Fu organizzato uno spareggio contro il Galles. I britannici vinsero con un doppio 2-0 nel 1958. Fu l'unica volta che una nazionale si qualificò ai mondiali dopo essere stata eliminata nelle fasi a gironi. Il torneo vide l'emergente Pelé, che segnò due gol nella finalissima contro i padroni di casa svedesi vinta per 5-2.

1962[modifica | modifica sorgente]

Il Cile fu scelto per ospitare l'edizione '62, fu un torneo in cui prevalse il gioco difensivo e che vide la riconferma del Brasile, pur senza Pelè nelle ultime fasi causa infortunio, come detentore della Coppa Rimet, divenendo dopo l'Italia la seconda squadra ad imporsi per due volte di seguito. Per la seconda volta arrivò in finale la Cecoslovacchia, dopo il 1934. I padroni di casa cileni arrivarono fino alle semifinali, conquistando il terzo posto, ma con polemiche riguardo all'arbitraggio favorevole alla squadra ospitante.

1966[modifica | modifica sorgente]

Una fase di gioco di Germania Ovest-Argentina del gruppo 2

Nel 1966, il torneo fu organizzato dall'Inghilterra, in questa edizione fece la sua comparsa il marketing. Furono disegnate una mascotte e un logo ufficiale. Il trofeo fu rubato nelle imminenze della manifestazione ma fu ritrovato una settimana dopo da un cane di nome "Pickles".[8] La nazionale del Sud Africa fu esclusa per la violazione dei regolamenti anti-discriminazione (a causa dell'apartheid). L'esclusione rimase in vigore fino al 1992 quando l'associazione calcistica del Sud Africa fu riammessa dalla FIFA. I gironi di qualificazione videro la protesta delle nazionali africane contro la decisione della FIFA di riservare un solo posto per il continente Africano, Asiatico e Oceanico e decisero di ritirarsi. La nazionale della Corea del Nord divenne la prima squadra asiatica a raggiungere i quarti di finale battendo clamorosamente la nazionale italiana nell'ultima gara del girone (grazie alla rete di un giocatore dilettante che come professione non era dentista come si è detto per anni, ma professore di educazione fisica). L'Inghilterra vinse il torneo battendo la Germania Ovest per 4-2 dopo i supplementari. In questa partita l'attaccante inglese Geoff Hurst divenne il primo giocatore a mettere a segno una tripletta in una finalissima di coppa. Uno dei tre gol destò polemiche tra i tedeschi, in quanto non ci fu la certezza che il pallone avesse varcato completamente la linea di porta. Eusébio del Portogallo (squadra che partecipava per la prima volta ad un mondiale) vinse la classifica cannonieri violando le porte avversarie per 9 volte.

1970[modifica | modifica sorgente]

Juanito, la mascotte di México '70.

Le qualificazioni per il mondiale del 1970 accentuarono le rivalità tra Honduras e El Salvador scatenando quella che viene definita la guerra del calcio. La fase finale si svolse in Messico e fu l'evento che lanciò la televisione a colori a livello internazionale. Israele fu aggregata calcisticamente all'Europa, per motivi politici, e divenne difficile inserirla nei gironi che servivano per accedere alla coppa. Perciò fu inserita nella zona Asia/Oceania. La Corea del Nord si rifiutò di incontrare gli israeliani e venne automaticamente squalificata. Questo mondiale è ricordato per la storica parata del portiere inglese Gordon Banks che salvò la sua porta da un ravvicinato colpo di testa di Pelé, questo gesto atletico viene considerato uno dei più difficili salvataggi della storia del calcio. Un altro motivo per cui questa edizione è passata alla storia è la grandiosa semifinale che vide affrontarsi l'Italia e la Germania Ovest (denominata la partita del secolo); in questo match furono segnati addirittura 5 gol durante i tempi supplementari e il capitano della compagine teutonica, Franz Beckenbauer, giocò parte della partita con una vistosissima fasciatura dovuta alla frattura di un braccio, in quanto l'allenatore tedesco aveva già effettuato le sostituzioni a sua disposizione. L'Italia vinse per 4-3 e approdò in finale dove però venne battuta da un formidabile Brasile col risultato di 4-1. Con questa affermazione la nazionale carioca arrivava alla conquista della terza coppa del mondo e ciò le dava il diritto in entrare in possesso del trofeo, la coppa Rimet.

1974–1990[modifica | modifica sorgente]

1974[modifica | modifica sorgente]

Johan Cruijff (al centro) in azione nella finale del torneo tra l'Olanda e la Germania Ovest. Cruijff è ritratto prima di entrare in area ed essere atterrato al primo minuto di gioco. Si notano Müller (sullo sfondo), Vogts (a sinistra) e Hoeneß che commetterà il fallo da rigore (a destra)

Per l'edizione del 1974 fu creato un nuovo trofeo, quello usato ancora attualmente. La competizione si svolse nella Germania Ovest. Dopo essere stata sorteggiata nella zona UEFA/CONMEBOL per giocare lo spareggio qualificazione contro il Cile, l'Unione Sovietica si rifiutò di viaggiare a Santiago del Cile per la partita di ritorno a causa di controversie politiche e, come stabilito dal regolamento, il Cile fu dichiarato vincitore e quindi qualificato. In questa edizione le nazionali di Germania Est (che in un accesissimo derby batté i cugini occidentali), Haiti, Australia e Zaire (che subì un pesantissimo 9-0 dalla Jugoslavia nella fase a gironi, la vittoria con maggior gol di scarto ad un mondiale fino ad allora, eguagliata poi 8 anni dopo) fecero il loro esordio ad una fase finale di un mondiale. Il torneo cambiò nuovamente formato, le due prime squadre di ognuno dei quattro gironi venivano divise in due ulteriori gruppi dai quali sarebbero uscite le finaliste. La Germania Ovest vinse la competizione avendo la meglio in finale di una rivoluzionaria Olanda col risultato di 2-1. In quell'edizione l'Olanda aveva catturato l'attenzione approntando un inedito modo di giocare che venne definito calcio totale che veniva magistralmente interpretato da giocatori del calibro di Johan Cruijff. Un'altra nazionale che si contraddistinse per il modo di giocare fu la Polonia che chiuse il torneo al terzo posto, dopo aver battuto i campioni in carica del Brasile per 1-0; in precedenza si erano imposti su squadre più blasonate come Argentina (3-2) e Italia (2-1) nel girone iniziale, ed avevano perso la gara decisiva per accedere alla finale con un onorevolissimo 0-1 inflitto dalla Germania Ovest sotto una pioggia battente.

1978[modifica | modifica sorgente]

La Coppa del Mondo del 1978 fu ospitata dall'Argentina, causando polemiche a causa di un colpo di stato militare avvenuto nel paese due anni prima. Il grande campione olandese Johan Cruijff si rifiutò di partecipare per questo motivo, comunque nessuna nazione ritirò la propria squadra. Per la prima volta al nastro di partenza si presentarono le formazioni di Iran e Tunisia. Ci fu qualche contestazione quando l'Argentina, necessitando di quattro gol di scarto nell'ultima partita per qualificarsi a discapito del Brasile, inflisse un pesantissimo 6-0 al Perù, cioè lo stesso numero di gol che gli albi-celeste avevano totalizzato nella precedente parte del torneo. Alla fine ad imporsi fu proprio la nazionale di casa che sconfisse per 3-1 l'Olanda in finale grazie anche ad una doppietta di Mario Kempes. L'Olanda per la seconda volta consecutiva si piazzava così al secondo posto.

1982[modifica | modifica sorgente]

Il Presidente Sandro Pertini gioca a scopone con Zoff, Causio e il CT Bearzot sull'aereo del ritorno dalla Spagna, con la Coppa del Mondo appena vinta.

La Spagna fu scelta per ospitare l'edizione del 1982 che prevedeva la partecipazione di 24 squadre; prima modifica del numero di partecipanti dalla coppa dal 1934. Le squadre vennero suddivise in 6 gruppi da quattro squadre ciascuno; le prime due di ogni girone passavano alla fase successiva dove venivano nuovamente suddivise in 4 gruppi da 3. Le vincitrici di questi triangolari approdavano alle semifinali. Le debuttanti erano: Camerun, Algeria, Honduras, Nuova Zelanda e Kuwait. Nella fase a gironi l'Ungheria rifilò un 10-1 all'El Salvador, diventando la vittoria più larga ad un mondiale. La partita del girone preliminare tra Francia e Kuwait fu il teatro di un curioso aneddoto. Quando i galletti erano già in vantaggio per 3-1, i giocatori arabi si fermarono perché avevano scambiato un fischio proveniente dagli spalti con una sanzione decretata dall'arbitro, il giocatore transalpino Alain Giresse ne approfittò per segnare. I giocatori del golfo protestarono vivacemente, Sheikh Fahid Al-Ahmad Al-Sabah, presidente della federazione del Kuwait, corse dentro il campo per riferire al direttore di gara il suo disappunto, il quale, clamorosamente, procedette nell'annullare la marcatura. Bossis segnò nuovamente qualche minuto dopo e la gara finì col risultato di 4-1. La semifinale tra Germania Ovest e Francia vide il verificarsi di un altro episodio contestato. Il portiere tedesco Harald Schumacher commise un evidente fallo su Patrick Battiston, quando il risultato era di 1-1. Schumacher scampò all'espulsione e la formazione tedesca si impose ai calci di rigore (prima volta nel campionato del mondo di un match deciso ai tiri dal dischetto) rimontando dopo essere stata in svantaggio per 1-3. La finalissima fu vinta dall'Italia sotto gli occhi di un raggiante presidente della repubblica Sandro Pertini. Il capitano degli azzurri, Dino Zoff, divenne il giocatore meno giovane a fregiarsi del titolo di campione del mondo e la classifica cannonieri fu ad appannaggio di un altro calciatore azzurro: l'attaccante Paolo Rossi soprannominato Pablito.

1986[modifica | modifica sorgente]

Nell'edizione del 1986 il Messico divenne la prima nazione ad ospitare per due volte una fase finale dei mondiali. Il formato cambiò nuovamente: la seconda fase a gironi fu rimpiazzata dagli ottavi di finale, una fase ad eliminazione, in cui si affrontavano le 16 squadre qualificate (passavano oltre alle prime 2 dei gironi anche le migliori terze), per poi preseguire per i quarti di finale, che mancavano dall'edizione del '70. Fu inoltre stabilito che le ultime due partite di ogni girone dovevano prendere il via simultaneamente per garantire che le squadre giocassero senza sapere il risultato degli avversari. Le nazionali di Canada, Danimarca e Iraq parteciparono alla loro prima fase finale. Il Marocco divenne la prima formazione africana a superare il girone iniziale. Il quarto di finale tra Argentina ed Inghilterra è entrata nella storia del calcio per i due gol segnati da Diego Maradona, che più tardi verrà premiato come giocatore migliore del torneo, il primo gol che il pibe de oro mise a segno fu il famosissimo gol di mano che lo stesso numero 10 commentò dicendo che a segnare fu la mano di Dio, il secondo viene considerato come Gol del Secolo, nel quale Maradona partì da centrocampo e dribblò cinque giocatori inglesi ed il portiere prima di depositare la palla in rete. Nella finalissima gli albi-celeste ebbero la meglio sulla Germania Ovest col risultato finale di 3-2, gol decisivo segnato da Jorge Burruchaga nato da un'azione di Maradona.

1990[modifica | modifica sorgente]

La Germania Ovest, già finalista nelle ultime due precedenti edizioni del mondiale (1982 e '86), conquistò nel 1990 il suo terzo titolo iridato; si trattò dell'ultimo successo tedesco-occidentale prima della riunificazione con l'Est avvenuta a fine anno.

Nel 1990 la rassegna fu ospitata dall'Italia. La nazionale del Camerun raggiunse i quarti di finale diventando la prima squadra del continente nero a riuscire nell'impresa. Come conseguenza per aver falsificato l'età di un giocatore durante un torneo giovanile il Messico fu sospeso per due anni e dovette quindi saltare questa edizione. Uno spiacevole episodio accadde durante un match di qualificazione tra Brasile e Cile, un petardo atterrò in campo colpendo il portiere cileno Rojas che si infortunò gravemente. La sua squadra si rifiutò di continuare la partita (il risultato li vedeva in svantaggio di una rete). Il complotto fu scoperto, e come conseguenza alla nazionale andina fu imposta una lunga sospensione che la escluse anche dall'edizione 1994 della coppa. Nella finalissima si affrontarono le stesse squadre che si videro contro anche nel torneo precedente ma stavolta il risultato si invertì e dopo essersi piazzati secondi per due edizioni consecutive i tedeschi occidentali riuscirono a portare a casa la terza coppa del mondo grazie ad un rigore generoso trasformato da Brehme. Il capocannoniere del torneo fu l'italiano Salvatore Schillaci che portò la nazionale di casa ad un onorevole terzo posto.

1994-2014[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 la FIFA organizzò il primo mondiale di calcio femminile. Questo è un torneo simile a quello maschile che però, data la sua recente creazione e che il calcio è da sempre considerato uno sport prettamente maschile, non ha ancora raggiunto buoni livelli di interesse. Fino al 2011, anno dell'ultima edizione, le nazionali che contano il maggior numero di successi sono quelle tedesca e statunitense, paese quest'ultimo nel quale il calcio femminile è molto popolare. Delle sei edizioni disputate, infatti, due sono andate ad appannaggio delle americane e due delle tedesche.

1994[modifica | modifica sorgente]

Matthäus realizza il rigore del momentaneo vantaggio della Germania sulla Bulgaria. Il quarto di finale sarà poi vinto dalla nazionale bulgara in rimonta per 2-1.

Nel 1994, la nazione scelta per ospitare l'evento furono gli Stati Uniti, e per la prima volta la coppa fu assegnata ai calci di rigore. Fu il Brasile ad imporsi battendo durante la lotteria dei calci dal dischetto la nazionale italiana con errore decisivo di Roberto Baggio. La nazionale jugoslava fu esclusa in quanto sanzionata dalle Nazioni Unite per la guerra in Bosnia. La Russia rimpiazzò la nazionale dell'URSS (disgregatasi tra il 1990 e il 1991) ed esordirono le nazionali di Grecia, Nigeria e Arabia Saudita. Durante il torneo Diego Maradona fu allontanato per essere stato trovato positivo per efedrina a seguito di un controllo anti-doping. In seguito il difensore colombiano Andrés Escobar fu assassinato dieci giorni dopo aver segnato un autogol contro gli Stati Uniti che causò l'eliminazione dei Cafeteros. In totale circa 3,6 milioni di persone si recarono allo stadio per assistere alle partite: il più grande pubblico per un'edizione della coppa del mondo. Oleg Salenko della Russia fu il primo giocatore a segnare addirittura cinque gol in una sola partita di una fase finale, quella di girone contro il Camerun e fu poi nominato capocannoniere.

1998[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998, la coppa del mondo si tenne in Francia, e cambiò nuovamente il suo formato arrivando alla formula attuale che comprende 32 squadre. In televisione, dagli anni novanta, i mondiali non vengono più trasmessi in Eurovisione. Nella fase di qualificazione, l'Iran inflisse alle Maldive un pesante 17-0, che divenne il più ampio scarto reti nella storia del mondiale fino ad allora. Quattro le squadre al loro debutto nel campionato mondiale: la Croazia, il Giappone, il Sudafrica (dopo aver scontato la squalifica della FIFA per l'Apartheid) e la Giamaica. Nella fase finale, precisamente nell'ottavo di finale tra la nazionale di casa e il Paraguay, si assistette al primo Golden gol nella storia della coppa, quando, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, Laurent Blanc regalò ai bleus la possibilità di giocare i quarti di finale. I transalpini vinsero il torneo superando in finale il Brasile per 3-0, con doppietta di Zinedine Zidane e rete di Petit. La debuttante Croazia conquistò il terzo posto.

2002[modifica | modifica sorgente]

Il Fevernova, pallone dei Mondiali 2002.

L'edizione 2002 fu la prima tenutasi in Asia e la prima ospitata da due nazioni: Giappone e Corea del Sud. Il togolese Souleymane Mamam divenne il più giovane giocatore di sempre a giocare un match di qualificazione ad un mondiale, scendendo in campo all'età di 13 anni e 310 giorni a Lomé nel maggio 2001. Sempre durante la fase preliminare l'Australia batté le Samoa Americane per 31-0, battendo il record per il più grande margine di reti in un incontro ufficiale. Il torneo si caratterizzò per gli exploit di paesi considerati non competitivi ai massimi livelli. Mentre la Francia campione del mondo veniva eliminata al primo turno come ultima in classifica con 1 solo punto e zero reti segnate (mai era successo che i campioni del mondo arrivassero ultimi nel girone l'edizione successiva), nazionali come il Senegal e gli Stati Uniti raggiunsero i quarti di finale, mentre la Corea del Sud padrona di casa si classificò addirittura quarta, dopo aver eliminato, con polemiche per via degli arbitraggi, squadre del calibro di Italia e Spagna nelle gare ad eliminazione diretta. Nella finalissima il Brasile ebbe la meglio sulla Germania per 2-0 grazie ad una doppietta di Ronaldo nel primo match di coppa del mondo tra le due squadre da sempre protagoniste nella competizione. I brasiliani divennero pentacampeòn.

2006[modifica | modifica sorgente]

Festa italiana al Circo Massimo il 10 luglio 2006, al ritorno della squadra azzurra fresca campione del mondo.

Nel 2006 la manifestazione si tenne in Germania. Questa è stata la prima edizione nella quale i campioni in carica hanno dovuto affrontare le qualificazioni, mentre la nazione ospitante gode ancora della qualificazione automatica. Prima dell'inizio del torneo i bookmaker quotavano, come possibili vincitori, il Brasile e l'Inghilterra, eliminati entrambi ai quarti di finale. Da segnalare un'ottima prestazione dei padroni di casa che li portò fino alla semifinale, battuti dall'Italia, come da tradizione nei grandi tornei. In quella partita, dopo 90 minuti combattuti chiusi sullo 0-0, i supplementari divennero spettacolari, con dapprima due legni colpiti dagli azzurri, che a un soffio dai calci di rigore segnarono due reti nei 2 minuti finali con Grosso e Del Piero. La finalissima vide affrontarsi l'Italia e la Francia, alla sua seconda finale mondiale dopo il 1998. Al 7' minuto Zinedine Zidane portò in vantaggio i francesi su calcio di rigore, trasformato con un 'cucchiaio' che dopo aver colpito la traversa varcò appena la linea di porta; al 19' pareggiò Marco Materazzi. I due saranno ancora protagonisti in seguito: dieci minuti prima del fischio finale dei tempi supplementari (col risultato ancora fermo sull'1-1), il capitano dei galletti si fece espellere per una testata ai danni del difensore azzurro. L'Italia si laureò Campione del mondo per la quarta volta vincendo per 5-3 ai calci di rigore (errore decisivo di David Trezeguet).

2010[modifica | modifica sorgente]

Zakumi, la mascotte della FIFA World Cup 2010.

L'edizione del 2010 si tenne in Sudafrica, per la prima volta nella storia fu giocato un campionato del mondo nel continente africano. Trionfò la Spagna, al suo primo titolo mondiale, battendo in finale l'Olanda (per la terza volta sconfitta all'ultimo atto) per 1-0 dopo i tempi supplementari, grazie ad un gol di Andrés Iniesta al 116°. Per la prima volta una squadra europea vinse fuori dal proprio continente. La finale fu la seconda di seguito tra nazionali europee.

Come già successo nel 2002, la squadra campione del mondo in carica, ovvero l'Italia, fu eliminata a sorpresa al primo turno, come ultima nel proprio girone, addirittura dietro alla Nuova Zelanda. La nazionale neozelandese chiuse il girone eliminatorio con tre pareggi, divenendo, al termine della competizione, l'unica squadra a non avere subito sconfitte.

Questa edizione segnò il debutto, nella fase finale, della nazionale della Slovacchia, a seguito della divisione incruenta della Cecoslovacchia, ufficializzata il 1º Gennaio 1993. Mentre la Corea del Nord fu la nazionale presente alla fase finale con l'assenza più lunga, essendo la sua ultima apparizione risalente ai Mondiali del 1966.

2014[modifica | modifica sorgente]

Il logo di Brasile 2014

L'edizione del 2014 si è tenuta per la seconda volta in Brasile. Il mondiale brasiliano ha dato alla luce alcune novità, come la tecnologia sulla linea di porta (in inglese Goal-line technology) per scongiurare i gol fantasma, il time-out come necessità all'eccessivo caldo (usato per la prima e finora unica volta nell'ottavo di finale tra Olanda e Messico) e gli spray in dotazione agli arbitri, per far rispettare la posizione del pallone e la distanza delle barriere nelle punizioni. Per la prima volta nella storia due squadre africane sono riuscite a superare il primo turno, la Nigeria e l'Algeria, entrambe eliminate agli ottavi di finale. Per la seconda volta consecutiva la squadra campione del mondo (in questo caso la Spagna) è stata eliminata nella fase a gironi; stessa sorte che era toccata negli ultimi anni ad altre squadre europee, alla Francia nel 2002 e quindi all'Italia nel 2010.
Sono state eliminate al primo turno anche altre squadre blasonate o favorite alla vigilia per la vittoria finale, come nuovamente l'Italia, l'Inghilterra ed il Portogallo di Cristiano Ronaldo; mentre squadre con una minore storia calcistica come Colombia e Costa Rica sono riuscite sorprendentemente ad approdare fino ai quarti di finale.

La finale ha visto contrapposte per la terza volta (risultando la finale più giocata nella storia dei campionati del mondo) l'Argentina, che ha sconfitto in semifinale l'Olanda ai calci di rigore (poi terza), e la Germania, che ha sconfitto i padroni di casa del Brasile con un clamoroso 7-1: risultato storico, mai il Brasile aveva subito una sconfitta di tale dimensioni in una coppa del mondo e mai aveva subito sette gol in una partita in tutta la sua storia; risulta inoltre la vittoria più larga che ci sia mai stata in una semifinale mondiale. La disfatta casalinga dei verdeoro è stata chiamata Mineirazo, termine accostato al celebre Maracanazo del 1950.
Il titolo viene vinto dai tedeschi sugli argentini guidati da Leo Messi per 1-0 ai supplementari dopo una partita giocata alla pari, che conquistano così il loro quarto titolo mondiale, eguagliando l'Italia; la Germania diventa così la prima nazionale europea a vincere il torneo in Sudamerica. Per la terza volta consecutiva è una squadra del vecchio continente ad aggiudicarsi il titolo.

Formato della fase finale del torneo dalle origini ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Il numero delle squadre ammesse alla fase finale dei mondiali è sensibilmente cambiato col passare degli anni. Molti dei formati utilizzati prevedevano una prima fase a gironi più alcune fasi ad eliminazione diretta, che dipendeva dal numero di nazionali partecipanti. In dettaglio:

Anno Paese ospitante Squadre Prima fase Fase successiva
1930 Uruguay 13 gruppi da 4, 3, 3, 3 semifinali
1934 Italia 16 ottavi di finale
1938 Francia 15 ottavi di finale
1950 Brasile 13 gruppi da 4, 4, 3 e 2 gruppo finale da 4
1954 Svizzera 16 4 gruppi da 4[9] quarti di finale
1958 Svezia 16 4 gruppi da 4 quarti di finale
1962 Cile 16 4 gruppi da 4 quarti di finale
1966 Inghilterra 16 4 gruppi da 4 quarti di finale
1970 Messico 16 4 gruppi da 4 quarti di finale
1974 Germania Ovest 16 4 gruppi da 4 2 gruppi da 4, finalissima e finale 3º posto
1978 Argentina 16 4 gruppi da 4 2 gruppi da 4, finalissima e finale 3º posto
1982 Spagna 24 6 gruppi da 4 4 gruppi da 3 e semifinali
1986 Messico 24 6 gruppi da 4 ottavi di finale (le prime due di ogni girone e le migliori quattro terze)
1990 Italia 24 6 gruppi da 4 ottavi di finale (le prime due di ogni girone e le migliori quattro terze)
1994 Stati Uniti 24 6 gruppi da 4 ottavi di finale (le prime due di ogni girone e le migliori quattro terze)
1998 Francia 32 8 gruppi da 4 ottavi di finale
2002 Giappone/Corea del Sud 32 8 gruppi da 4 ottavi di finale
2006 Germania 32 8 gruppi da 4 ottavi di finale
2010 Sudafrica 32 8 gruppi da 4 ottavi di finale
2014 Brasile 32 8 gruppi da 4 ottavi di finale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 'The First World Cup'. The Sir Thomas Lipton Trophy. Shrewsbury and Atcham Borough Council
  2. ^ Where it all began FIFA official website.
  3. ^ VII. Olympiad Antwerp 1920 Football Tournament rec.sport.soccer Statistics Foundation.
  4. ^ The Football World Cup — An Introduction, h2g2.
  5. ^ FIFA World Cup Origin FIFA Media Release.
  6. ^ Football, fascism and England's Nazi salute, BBC.
  7. ^ Scotland and the 1950 World Cup, BBC.
  8. ^ Pickles is top dog, by David Barber, TheFA.com.
  9. ^ per ogni girone erano previste due teste di serie, che non si scontravano tra di loro, cosiccome le altre due squadre; ogni formazione disputava quindi due partite (salvo spareggi), per un totale di 4 match per ciascun girone
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