Matthias Sindelar
| Matthias Sindelar | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 175 cm | |
| Peso | 74 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Centrocampista, attaccante | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1924-1939 | ? (?) | |
| Nazionale | ||
| 1926-1937 | 43 (27) | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Matthias Sindelar (Kozlov, 10 febbraio 1903 – Vienna, 23 gennaio 1939) è stato un calciatore austriaco, di ruolo centrocampista o attaccante.
Indice |
Biografia [modifica]
Nato nell'odierna Repubblica Ceca, in quello che ai tempi era ancora l'Impero austro-ungarico, era soprannominato "Cartavelina" per la sua esile figura [1] e il "Mozart del pallone", per l'armoniosità dei suoi movimenti sul campo di calcio.[senza fonte]
Centravanti della nazionale austriaca degli anni trenta guidata da Hugo Meisl, oltre che con la propria rappresentativa militò con Hertha Vienna e Austria Vienna rifiutando sempre, per amore della propria terra, di trasferirsi all'estero.
Negli anni trenta la sua fama era pari solo a quella di Giuseppe Meazza in Italia e di György Sárosi in Ungheria: i tre erano considerati i più grandi calciatori del mondo dell'epoca. Al pari di Meazza, Sindelar fu uno dei primi sportivi a ricevere compensi per reclamizzare orologi, vestiti e generi alimentari: fu quindi uno dei primi sportivi ad avere degli sponsor personali.
Il 29 gennaio 1939 fu trovato morto insieme alla sua fidanzata italiana, la milanese Camilla Castagnola di religione ebraica, conosciuta qualche anno prima in un ospedale di Milano, in seguito ad un infortunio occorso al giocatore austriaco durante i Campionati mondiali di calcio del 1934. L'autopsia attribuì la morte all'avvelenamento da monossido di carbonio. Per diversi anni circolò l'ipotesi che Sindelar fosse di lontane ascendenze ebraiche e che l'unione con una donna ebrea avesse portato a un assassinio di entrambi da parte dei nazisti, sia per la loro religione, sia per il suo rifiuto di vestire la maglia della nazionale tedesca e di iscriversi al Partito nazista.
Lo scrittore austriaco Friedrich Torberg avrebbe poi dedicato a Sindelar la poesia "Auf den Tod eines Fußballers" ("Sulla morte di un calciatore"), in cui Torberg affermava che Sindelar si era suicidato in seguito all'Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania nazista del 1938. Esiste una tesi che attribuisce la sua morte a ragioni accidentali, dovuta ad un caminetto difettoso[1]. Restano tuttavia molti dubbi sulla sua scomparsa e soprattutto sulla rapidità con la quale il calciatore e la sua compagna furono seppelliti, senza ulteriori indagini. Del resto Sindelar non nascose mai le sue antipatie per il regime nazista, nemmeno nella celeberrima "partita della riunificazione" (Anschlussspiel), disputata al Prater i Vienna il 3 aprile del 1938 e che doveva sancire la dissoluzione della squadra di calcio austriaca in quella del Terzo Reich. In quella partita, dopo il suo gol dell'1:0, alzò fra lo sbigottimento generale, il pugno chiuso (anziché fare il saluto nazista) proprio davanti alla tribuna centrale dove siedevano i gerarchi nazisti, un gesto che non gli fu mai perdonato e che lo rese inviso al regime fino alla fine dei suoi giorni.
Nel febbraio 2007 è stato pubblicato un romanzo biografico, La partita dell'addio. Matthias Sindelar, il campione che non si piegò a Hitler, dedicato al grande calciatore austriaco, ad opera dell'ex calciatore di Serie A, Nello Governato.
Bibliografia [modifica]
- Nello Governato, La partita dell'addio. Matthias Sindelar, il campione che non si piegò a Hitler, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, pp. 211. ISBN 978-88-04-56206-1
Note [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
Controllo di autorità VIAF: 10912077 LCCN: no2007027451
