Salvatore Schillaci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Salvatore Schillaci
Salvatore Schillaci (Italia 90).jpg
Schillaci in maglia azzurra durante Italia '90
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 1999[1]
Carriera
Giovanili
 ????-1982 AMAT Palermo AMAT Palermo
Squadre di club1
1982-1989 Messina Messina 219 (61)
1989-1992 Juventus Juventus 90 (26)
1992-1994 Inter Inter 30 (11)
1994-1997 Jubilo Iwata Júbilo Iwata 78 (56)
2008 Leonessa Altamura Leonessa Altamura 1 (0)
Nazionale
1989
1990-1991
Italia Italia U-21
Italia Italia
1 (0)
16 (7)
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Salvatore Schillaci (Palermo, 1º dicembre 1964) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Soprannominato Totò, lo si ricorda principalmente per le sue prodezze e per i suoi gol a Italia '90, competizione chiusa dalla nazionale azzurra al terzo posto, dove si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere e di miglior giocatore della competizione. Nello stesso anno arrivò secondo nella classifica del Pallone d'oro, dopo il tedesco Lothar Matthäus.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Il suo allenatore del Messina, Franco Scoglio, lo ricordò così: «Aveva una voglia di fare gol che non ho mai visto in nessuno».[2]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi e il Messina[modifica | modifica sorgente]

Schillaci nella seconda metà degli anni ottanta, con la maglia e la fascia di capitano del Messina.

Nato e cresciuto nel quartiere popolare San Giovanni Apostolo, iniziò a giocare nelle giovanili dell'AMAT Palermo[3]. Schillaci ricordò così i tentativi del Palermo di acquistare sia lui che il compagno Mancuso: «La società rosanero per entrambi offrì 28 milioni di lire; ma i dirigenti dell'AMAT sapevano che da noi due dovevano guadagnare il massimo per sopravvivere e giocarono al rialzo chiedendo 35 milioni. Così, per soli 7 milioni non andammo al Palermo».[1]

Nel 1982 fu ingaggiato dal Messina, in serie C2. Nel 1987 dovette sottoporsi a due interventi ai menischi che ne compromisero la stagione e segnò 3 gol. Franco Scoglio puntò su di lui e Schillaci segnò 13 reti nella stagione seguente. Il giocatore ricordò così il rapporto con il tecnico: «Mi diceva sempre un concetto base: fai quello che vuoi e gioca come ti senti. Questo mi caricava a mille proprio in virtù di questa libertà che mi concedeva sul campo di gioco. Ho imparato tantissimo dalla sua persona e non smetterò mai di ringraziarlo. Con lui e i compagni di allora abbiamo reso ai messinesi anni fantastici».[4]

Dopo i negativi risultati nella stagione 1987-1988, Zdeněk Zeman sostituì Scoglio. Zeman spesso manda Schillaci in panchina. Schillaci affermerà: «Per me è un grande tecnico, molto preparato. All'impatto sembra serio, però, se c'è da scherzare non si tira indietro, è vero è taciturno e di poche parole. A Messina ci faceva lavorare tanto, in Serie A, a volte, questi metodi duri trovano delle difficoltà. Con Zeman, grazie alla sua preparazione, io andavo a mille».[5] Sotto la guida dell'allenatore ceco Schillaci segnò 23 gol nella stagione 1988-1989 e fu capocannoniere del campionato.[1]

Dopo quest'ultima stagione Schillaci lasciò la Sicilia, dopo sette campionati tra Serie B e C: «Gli anni che ho passato a Messina mi hanno insegnato qualcosa, anche perché ho avuto allenatori bravi a disciplinarmi».[1] Complessivamente giocò 256 gare di campionato, delle quali 37 in Coppa Italia, secondo per quelle in campionato (219) ad Angelo Stucchi (235). Con i suoi 61 centri in campionato, sommati ai 16 gol in Coppa, è secondo assoluto dopo Renato Ferretti (89 reti).

Juventus[modifica | modifica sorgente]

Schillaci in allenamento con i compagni di squadra della Juventus

Nel 1989 venne ingaggiato dalla Juventus per 6 miliardi di lire.[6] Esordì in Serie A il 27 agosto nella partita in casa del Bologna (1-1). Nella sua prima stagione in bianconero conquista subito il posto da titolare, e realizza 15 gol in 30 partite di campionato, contribuendo in maniera decisiva al successo del club torinese nella Coppa Italia contro il Milan e nella Coppa UEFA vinta in una finale tutta italiana contro la Fiorentina.[1] La sua ottima annata convinse Azeglio Vicini a convocarlo ai successivi mondiali del 1990 da giocarsi proprio in Italia.[1]

Dopo la rassegna iridata giocò due stagioni coi bianconeri, andando poche volte a rete. L'11 novembre del 1990, al termine di Bologna-Juventus, Schillaci minacciò il giocatore rossoblù Fabio Poli (che durante la partita lo aveva provocato) al momento di uscire dal campo, dicendogli: «Ti faccio sparare».[7] Il gesto, che scaturì una serie di polemiche, fu ricordato così da Schillaci: «Avrei dovuto contare fino a dieci. Ma lui mi aveva provocato con uno sputo e io non ci ho visto più. Ho sbagliato ma mi hanno massacrato come fossi stato un killer».[8]

Ai cori razzisti contro di lui si aggiunse la lite con Roberto Baggio, suo compagno in nazionale. Schillaci ricordò così questo gesto: «Nella Juventus e in Nazionale siamo diventati amici. Dividevamo la stessa camera, lui parlava poco, io niente. Eppure, nonostante questo, una volta facemmo a cazzotti: anzi, fui io a rifilargli un pugno. Si è trattato veramente di una stupidaggine. Eravamo nello spogliatoio della Juve. Roberto stava scherzando con me, ma si lasciò prendere la mano e lo scherzo divenne pesante. Io reagii in quel modo e me ne pentii subito. Per fortuna, la cosa si chiuse lì».[9]

La Juventus della stagione 1989-1990, artefice del double composto da Coppa Italia e Coppa UEFA. Schillaci è accosciato, al centro.

Alla fine della stagione 1991-1992, con l'arrivo di Gianluca Vialli in rosa, Schillaci trovò sempre meno spazio e lasciò il club torinese per passare all'Inter. La decisione di lasciare la Juventus fu, a detta dello stesso Schillaci, facilitata dal fatto che la società non vide di buon occhio la contemporanea separazione dalla consorte: «La società non mi perdonò la decisione di separarmi da mia moglie. Non dovevo farlo, così, senza tanti riguardi, mi vendettero».[10]

Inter[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1992-1993 passò per 8,5 miliardi di lire[11] all'Inter, con cui firmò un contratto di tre anni da un miliardo e cinquecento milioni a stagione.[12] Schillaci ricordò con grande entusiasmo il suo trasferimento da Torino a Milano: «Ho ottenuto il massimo, sognavo la maglia nerazzurra e avrei accettato di restare fermo se non fossi riuscito a raggiungerla. I soldi non sono tutto. Tra l'altro vado a guadagnare meno. L'Inter mi piace, ha programmi importanti. Riparto da zero a 27 anni e cerco una rivincita».[1] L'esordio con il club nerazzurro è nella gara Inter-Reggiana (4-2) in Coppa Italia, in cui segnò il suo primo gol con la nuova maglia.

Schillaci in azione all'Inter nell'annata 1992-1993

Con l'Inter, con cui giocò due stagioni siglando in totale 11 gol in 30 partite, vinse un trofeo, la Coppa UEFA contro il Casino Salisburgo.[13] Riguardo quest'esperienza il centravanti siciliano affermò che i suoi inizi a Milano furono buoni (e i rapporti con il presidente Pellegrini ottimi) ma che la mancanza di continuità e i problemi fisici gli impedirono di "sfondare".[14]

Júbilo Iwata e ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994, prima del termine della stagione in Italia, si trasferì in Giappone per giocare con il Júbilo Iwata che gli aveva proposto un ottimo contratto economico.[15][16] Schillaci divenne il primo calciatore italiano a militare nel campionato giapponese. I nipponici gli fornirono un interprete, un autista personale 24 ore su 24 e una bella abitazione.[1] Al suo esordio con il club giapponese, Schillaci segnò il suo primo gol nella vittoria per 2-0 contro il Kawasaki Frontale.[17] Il 9 giugno 1994 venne squalificato per due giornate per aver insultato l'arbitro che aveva diretto l'incontro fra Júbilo Iwata e JEF United.[18] A fine stagione rinnovò il contratto per altri due anni[19] e nel 1997 vinse anche la J. League.[1] Nello stesso anno subì un serio infortunio che lo tenne lontano dai campi di gioco fino al 1999, anno in cui Schillaci decise di ritirarsi.[1]

Con la maglia del Júbilo Iwata segnò in totale 56 gol in 78 partite. Il giocatore italiano ricordò così la sua esperienza giapponese: «Quando arrivai lì trovai un entusiasmo contagioso. Per loro lo Schillaci del mondiale non era mai finito e dimostrai con i miei gol quanto era forte il connubio: entusiasmo uguale impegno in campo e palla in fondo al sacco».[4]

Qualche anno più tardi, nel 2008, grazie alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio venne tesserato dalla Leonessa Altamura, squadra dell'Eccellenza Puglia di Altamura, con la quale Schillaci fece un'ultima apparizione da calciatore disputando la partita conclusiva del torneo.[20]

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Schillaci, con la maglia dell'Italia, esulta dopo una delle sue 6 reti ai mondiali del 1990, che ne fecero il capocannoniere del torneo.

Le buone prestazioni offerte alla sua prima stagione nella Juventus[21][22][23] lo portarono nel 1990 a esser convocato per la prima volta nella nazionale maggiore, col commissario tecnico Azeglio Vicini che lo inserì nella rosa azzurra per i mondiali casalinghi di Italia '90. In precedenza, Cesare Maldini aveva fatto vestire per la prima volta all'attaccante siciliano la maglia azzurra, come "fuori quota", nell'Under-21.[24]

Schillaci partì dalla panchina come riserva di Andrea Carnevale, a cui subentrò nella seconda metà del secondo tempo dell'incontro di apertura contro l'Austria, quando il punteggio era fermo sullo 0-0. Dopo quattro minuti dal suo ingresso in campo, Schillaci segnò di testa il gol decisivo che permise agli azzurri di vincere la partita, sovrastando (lui, di statura non propriamente elevata) i due grandi difensori austriaci che lo pressavano da vicino al momento del cross di Vialli.[25] Ad eccezione della seguente gara contro gli Stati Uniti, Schillaci diventò titolare dell'attacco italiano (insieme a Roberto Baggio)[25] e segnò in tutte le gare giocate dagli azzurri (contro Cecoslovacchia, Uruguay, Irlanda, nella semifinale persa ai rigori contro l'Argentina e nella finalina contro l'Inghilterra che l'Italia vinse per 2-1).[1] Nella medesima partita, Baggio fece tirare il calcio di rigore decisivo a Schillaci, in modo da fargli vincere la classifica dei marcatori del torneo.[26]

Schillaci festeggia un gol assieme a Roberto Baggio; i due furono la coppia-gol azzurra durante Italia '90.

Nella semifinale contro l'Argentina, Schillaci suscitò polemiche per essersi rifiutato di entrare nella cinquina dei rigoristi, venendo quindi meno, agli occhi dei critici, al ruolo di "uomo-squadra" che aveva fino ad allora incarnato.[25] Schillaci raccontò successivamente che il motivo per cui non volle calciare il penalty fu a causa di un acciacco fisico: «Avevo un problema muscolare ed ero stanco, ho preferito lasciare il compito a qualcuno più fresco di me. Non sono un grande tiratore di rigori: a volte li segno, a volte li sbaglio. Quando prendi la rincorsa, pensi a un sacco di cose e in un momento simile non puoi rischiare. È una grande responsabilità. Avrei voluto calciare, ma non ero al meglio».[26] A fine torneo il giocatore italiano si laureò capocannoniere del torneo con 6 reti segnate, venne eletto migliore calciatore della manifestazione: nello stesso anno solare si classificò secondo nella graduatoria del Pallone d'oro, dopo il tedesco Lothar Matthäus, e vinse Pallone d'oro adidas e Scarpa d'oro adidas.[27] I gol del mondiale Italia '90, ricordato come "Notti magiche" dal testo della canzone ufficiale della manifestazione interpretata dalla coppia Bennato-Nannini, gli valsero l'appellativo di "Totò-gol", e rimasero negli anni a venire nella memoria di tifosi e sportivi italiani, associati al bel gioco di quella nazionale.[25]

Schillaci ricordò così la sua avventura in quel mondiale: «Nemmeno un folle avrebbe mai potuto immaginare cosa mi stava per accadere. Ci sono periodi nella vita di un calciatore nei quali ti riesce tutto. Basta che respiri e la metti dentro. Per me questo stato di grazia è coinciso con quel campionato del mondo. Vuol dire che qualcuno, da lassù, ha deciso che Totò Schillaci dovesse diventare l'eroe di Italia '90. Peccato che poi si sia distratto durante la semifinale con l'Argentina. Una disdetta: abbiamo preso solo un gol in quell'edizione dei mondiali, e quel gol ci ha condannati».[1]

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Dal 2000 gestisce a Palermo il centro sportivo per ragazzi Louis Ribolla, dove è cresciuto il figlio di sua sorella Francesco Di Mariano (calciatore anche lui),[28] ed è proprietario dell'US Palermo, squadra che negli anni ha militato nelle categorie calcistiche regionali.[3] Alle elezioni amministrative del 2001 si candidò come consigliere comunale della sua città, tra le fila di Forza Italia:[29] venne eletto ottenendo circa 2.000 voti ma, non abituato all'agone politico, si dimise dalla carica dopo due anni.[30]

Nel 2004 ha partecipato al reality show L'isola dei famosi, arrivando terzo con il 15% dei voti. Nel 2008 partecipa, assieme ad altri ex calciatori, al film Amore, bugie e calcetto. Interpreta il ruolo di un boss mafioso nella terza stagione della serie televisiva Squadra antimafia - Palermo oggi.[31][32] Nel 2012 partecipa in un cameo ad un episodio della serie TV Benvenuti a tavola - Nord vs Sud.

Il fratello minore Giuseppe giocò nella Fermana nel 1990-1991. Un terzo fratello più giovane, Giovanni, da ragazzo fece un provino per la Juventus.[senza fonte]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1982-1983 Italia Messina C2 26 3 CI-C  ?  ? - - - - - - 26+ 3+
1983-1984 C1 26 4 CI-C  ?  ? - - - - - - 26+ 4+
1984-1985 C1 31 4 CI-C  ?  ? - - - - - - 31+ 4+
1985-1986 C1 31 11 CI+CI-C  ?+?  ?+? - - - - - - 31+ 11+
1986-1987 B 33 3 CI  ?  ? - - - - - - 33+ 3+
1987-1988 B 37 13 CI  ?  ? - - - - - - 37+ 13+
1988-1989 B 35 23 CI  ?  ? - - - - - - 35+ 23+
Totale Messina 219 61  ?  ? - - - - 219+ 61+
1989-1990 Italia Juventus A 30 15 CI 8 2 CU 12 4 - - - 50 21
1990-1991 A 29 5 CI 5 0 CdC 7 3 SI 1 0 42 8
1991-1992 A 31 6 CI 9 1 - - - - - - 40 7
Totale Juventus 90 26 22 3 19 7 1 0 132 36
1992-1993 Italia Inter A 21 6 CI 2 1 - - - - - - 23 7
1993-1994 A 9 5 CI 1 0 CU 3 0 - - - 13 5
Totale Inter 30 11 3 1 3 0 - - 36 12
1994 Giappone Júbilo Iwata J 18 9 CJ 4 5 CI 1 0 23 14
1995 J 34 31 34 31
1996 J 23 15 CJ 8 3 31 18
1997 J 11 3 CJ 1 2 13 5
Totale Júbilo Iwata 78 56 13 10 1 0 92 66
2007-2008 Italia Leonessa Altamura Ecc. 1 0 - - - - - - - - - 1 0
Totale carriera 418+ 154+ 38+ 14+ 22+ 7+ 2+ 0+ 480+ 175+

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
31-3-1990 Basilea Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
9-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1990 - 1º turno 1
14-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 1990 - 1º turno -
19-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º turno 1
25-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi di finale 1
30-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti di finale 1
3-7-1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 dts
(4-3 dcr)
Italia Italia Mondiali 1990 - Semifinale 1
7-7-1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - Finale 3º posto 1
26-9-1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
17-10-1990 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
3-11-1990 Roma Italia Italia 0 – 0 URSS URSS Qual. Euro 1992 -
22-12-1990 Limassol Cipro Cipro 0 – 4 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
13-2-1991 Terni Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Amichevole -
5-6-1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 1
12-6-1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
25-9-1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
Totale Presenze 16 Reti (46º posto) 7

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1989-1990
Inter: 1993-1994

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Juventus: 1989-1990
Júbilo Iwata: 1997

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1990 (6 gol)
1990
1990 (6 gol)
Italia 1990
1988-1989 (23 gol)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[34]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Salvatore Schillaci in storiedicalcio.altervista.org.
  2. ^ Schillaci Salvatore - biografia in corriere.it, 5 ottobre 2008.
  3. ^ a b Tutti a scuola da Totò archiviostorico.gazzetta.it
  4. ^ a b "Mi ritorni in mente": Salvatore Schillaci in tuttolegapro.com, 24 novembre 2013.
  5. ^ Schillaci: "Zeman? Forse nelle big non ha dimostrato la sua bravura" in tuttomercatoweb.com, 1º luglio 2013.
  6. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 6 (1989-1990), Panini, 11 giugno 2012, p. 10.
  7. ^ Alessandro Pasini, E Schillaci gridò: «Ti faccio sparare» in Corriere della Sera, 14 marzo 2003, p. 45. URL consultato il 27 maggio 2012.
  8. ^ La vita di Totò Schillaci intervista in vip.it, 5 maggio 2011.
  9. ^ Alessandro Pasini, AMARCORD: Totò Schillaci 'Quando rifilai un pugno a Baggio' in calciomercato.com, 5 marzo 2011.
  10. ^ Schillaci: "Con Baggio ho fatto a pugni. L'avventura all'Inter fu una delusione e..." in affaritaliani.it, 11 febbraio 2011.
  11. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 9 (1992-1993), Panini, 2 luglio 2012, p. 10.
  12. ^ Benedetto Ferrara, Schillaci, sì all'Inter in repubblica.it, 25 giugno 1992.
  13. ^ L'Inter conquista l'Europa in Corriere della Sera, 12 maggio 1994.
  14. ^ Schillaci: "Vi racconto la mia avventura interista" in mediagol.it, 29 ottobre 2010.
  15. ^ Schillaci a Mediagol: Giappone? Vi spiego perché... Mediagol.it
  16. ^ Schillaci, accoglienza da star in Giappone in la Repubblica, 15 aprile 1994, p. 28.
  17. ^ Toto’ arriva, segna e vince: notte magica in Giappone in corriere.it, 1º maggio 1994.
  18. ^ Il Giappone squalifica Schillaci in corriere.it, 9 giugno 1994.
  19. ^ Schillaci, ancora due anni in Giappone in corriere.it, 14 settembre 1995.
  20. ^ (DE) Salvatore Schillaci - Die Eintagsfliege
  21. ^ Giorgio Gandolfi, Da Vicni speranze azzurre a Schillaci: "Se continua così..." in Stampa Sera, 12 marzo 1990, p. 29.
  22. ^ Franco Badolato, Totò si veste d'azzurro in Stampa Sera, 12 marzo 1990, p. 31.
  23. ^ Calciatori Panini 1989-1990, riediz. La Gazzetta dello Sport, 2004, op. cit., p. 7
  24. ^ Fabbri Filippo, Italia 1990: Totò Schillaci, l'eroe a sopresa delle Notti Magiche. Ma sarà un terzo posto deludente, 30 giugno 2010. URL consultato l'11 maggio 2013.
  25. ^ a b c d Sfide mondiali - Le notti magiche di Italia '90 in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 24 maggio 2014.
  26. ^ a b Schillaci ricorda a FFT: "Dopo Italia '90 ho pianto e fumato" in fourfourtwo.com, 21 gennaio 2014.
  27. ^ a b c (EN) 1990 FIFA World Cup Italy - Awards, Fédération Internationale de Football Association.
  28. ^ Roma, in arrivo Di Mariano dal Lecce: è il nipote di Schillaci Gazzetta.it
  29. ^ Se Totò Schillaci cambia isola, La Repubblica, 17 settembre 2004
  30. ^ Totò Schillaci: «Tirerei quel rigore (e non scenderei più in politica, Il Corriere della Sera, 10 aprile 2014
  31. ^ Schillaci diventa mafioso sportmediaset.mediaset.it
  32. ^ Totò Schillaci sarà un boss mafioso tgcom.mediaset.it
  33. ^ (EN) All-Star Team. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  34. ^ Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Salvatore Schillaci. URL consultato l'8 aprile 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]