Walter Zenga

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Walter Zenga
Zenga 01-10-1989.jpg
Zenga premiato a San Siro come Portiere dell'anno IFFHS prima di Inter-Roma del 01-10-1989
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188[1] cm
Peso 84[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Squadra svincolato
Ritirato 1999 - giocatore
Carriera
Giovanili
1969-1971
1971-1978
600px Blu Giallo e Azzurro.png Macallesi 1927
Inter Inter
Squadre di club1
1978-1979 Salernitana Salernitana 3 (-6)
1979-1980 Savona Savona 23 (-19)
1980-1982 Sambenedettese Sambenedettese 67 (-45)
1982-1994 Inter Inter 328 (-294)
1994-1996 Sampdoria Sampdoria 41 (-43)
1996-1997 Padova Padova 21 (-20)
1997-1999 N.E. Revolution N.E. Revolution 47 (-73)
Nazionale
1984-1986
1986-1992
Italia Italia U-21
Italia Italia
15 (-15)
58 (-21)
Carriera da allenatore
1998-1999 N.E. Revolution N.E. Revolution
2000-2001 Brera Brera
2002-2003 National Bucarest Național Bucarest
2004-2005 Steaua Bucarest Steaua Bucarest
2005-2006 Stella Rossa Stella Rossa
2006-2007 Gaziantepspor Gaziantepspor
2007 Al-Ain Al-Ain
2007 Dinamo Bucarest Dinamo Bucarest
2008-2009 Catania Catania
2009 Palermo Palermo
2010-2011 Al-Nassr Al-Nassr
2011-2013 Al-Nasr Al-Nasr
2013-2014 Al-Jazira Al-Jazira
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Argento 1986
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 maggio 2014

Walter Zenga (Milano, 28 aprile 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere.

Eletto per tre volte consecutive, dal 1989 al 1991, come miglior portiere del mondo dall'IFFHS, legò il suo nome all'Inter con cui vinse uno scudetto, una Supercoppa italiana e due Coppe UEFA. Venne soprannominato Uomo Ragno nel 1992, quando Sacchi lo escluse a sorpresa dalla Nazionale e Zenga, in risposta alle domande dei giornalisti, canticchiò il brano degli 883 Hanno ucciso l'uomo ragno.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre Alfonso, che era stato il portiere dell'A.C. Muggiò nel 1945-1946, lo portò a giocare al calcio in età molto precoce. Inizia così a giocare a 9 anni[3] nell'A.C. Macallesi 1927[4] di Milano[5] con un cartellino riportante l'anno di nascita falsificato (1959) per poter giocare nei campionati agonistici[6] quali quelli della categoria Pulcini.

A undici anni, nel 1971, viene inserito da Italo Galbiati tra i pulcini dell'Inter[7] e a 18 anni viene ceduto in prestito alla Salernitana in Serie C1, squadra presso la quale ha poca fortuna anche a causa di un errore contro il Campobasso.[8] Durante un altro incontro, dopo aver subito due gol discutibili, abbandona il campo in lacrime e, nonostante l'incitamento dei tifosi, decise di lasciare la squadra.[9] Dopo aver militato nel Savona in Serie C2, difende nelle annate 1980-1981 e 1981-1982 i colori della Sambenedettese, contribuendo al raggiungimento della Serie B da parte della squadra marchigiana dopo il secondo posto nel campionato 1980-1981.

Inter[modifica | modifica wikitesto]
Zenga nel 1987 durante Brescia-Inter di Coppa Italia

Ritorna all'Inter per la stagione 1982-1983, nella quale il titolare era Ivano Bordon. Si fa apprezzare nelle cinque gare finali di Coppa Italia e nella stagione successiva diventa titolare, esordendo in Inter-Sampdoria (1-2). Sono anni di successi nell'Inter e nella Nazionale di Azeglio Vicini, con la quale stabilisce il record d'imbattibilità ancora ineguagliato in un mondiale (518 minuti, in una serie di complessivi 981 minuti dall'ottobre 1989 al 3 luglio 1990). Tra i suoi trofei di squadra, lo scudetto dei record 1988-1989 con allenatore Giovanni Trapattoni, la Supercoppa italiana nel 1989 e la Coppa UEFA nel 1990-1991 e 1993-1994.

Nella stagione 1988-1989 subisce 19 reti in campionato, di cui 6 nelle uniche due sconfitte subite. In Coppa UEFA l'Inter viene eliminata dal Bayern Monaco in virtù della sconfitta per 3-1 al Meazza, dopo che la squadra milanese aveva vinto per 2-0 l'andata a Monaco: in quella partita Zenga subisce tre gol in sette minuti, tra il 30' e il 37'.

La sua ultima partita con la maglia nerazzurra è la vittoriosa finale di UEFA del 1994 contro il Casino Salisburgo, offrendo una prestazione determinante per il risultato.[8]

Sampdoria, Padova e l'esperienza statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'Inter gioca senza continuità, a causa di infortuni, nella Sampdoria (arrivato nella trattativa che portò Gianluca Pagliuca in nerazzurro)[10] e, nella stagione 1996-1997, nel Padova (in Serie B), prima di trasferirsi ai New England Revolution negli Stati Uniti d'America, prima come giocatore e successivamente come allenatore.[8]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato titolare della selezione Under-21, viene convocato da Enzo Bearzot per il Mondiale 1986 come terzo portiere, dietro Giovanni Galli e Franco Tancredi. Esordisce in Nazionale l'8 ottobre 1986, a 26 anni, nella partita amichevole Italia-Grecia (2-0) disputata a Bologna.

Zenga nel 1990

Con il nuovo CT Azeglio Vicini diventa titolare e partecipa all'Europeo 1988 e al Mondiale 1990. Durante il torneo disputatosi in Italia, rimane imbattuto per 517 minuti, stabilendo il record d'imbattibilità nella storia dei Mondiali, record ineguagliato.[8][11][12] In semifinale con l'Argentina subisce una rete su colpo di testa al 68' di Claudio Caniggia (1-1 alla fine dei tempi regolamentari, con gol di Salvatore Schillaci).[8] La partita termina ai rigori e, a seguito degli errori di Donadoni e Serena, l'Italia viene eliminata, disputando quindi la finale per il 3º posto dalla quale esce vittoriosa. A fine Mondiale riceve il prestigioso pallone di gemme-gioiello del valore di 160 milioni di lire, per essere stato il miglior portiere della manifestazione. Successivamente metterà all'asta il prezioso pallone per devolvere il ricavato in beneficenza a Telefono Azzurro.

Dopo il Mondiale e l'arrivo del CT Arrigo Sacchi gioca ancora in Nazionale fino al 1992, quando viene sostituito definitivamente da Gianluca Pagliuca.

Con la maglia della Nazionale ha totalizzato 58 presenze, di cui 7 in un Mondiale.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e la lunga esperienza all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Inizia ad allenare negli Stati Uniti il New England Revolutions, per una stagione.

Tornato in Europa, è allenatore del Naţional Bucarest nella stagione 2002-2003 portando la squadra all'8º posto e alla finale della coppa nazionale. Lascia il ruolo di allenatore il 10 settembre 2003 per diventare il giorno seguente direttore sportivo; lascia definitivamente il club il 3 dicembre 2003.[senza fonte] Per la stagione successiva,2004-2005, è il tecnico della Steaua Bucarest, vincendo il titolo.

Nella stagione 2005-2006 è allenatore della Stella Rossa Belgrado, con la quale conquista lo scudetto serbo-montenegrino, vincendo per la prima volta nel calcio serbo tutte le partite casalinghe. Conquista anche la coppa nazionale.

A luglio 2006, si trasferisce in Turchia per allenare il Gaziantepspor. Ha dichiarato che ha lasciato la Stella Rossa perché la squadra turca gli offriva molti soldi e che però non lo rifarebbe.[13] Qui disputa tutto il girone d'andata raggiungendo il dodicesimo posto in classifica con 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. A inizio gennaio 2007 decide di rescindere il contratto con la società turca pagando una penale e trasferirsi in Medio oriente, precisamente negli Emirati Arabi Uniti, dove prende la panchina dell'Al-Ain, una delle più importanti squadre della penisola arabica. Con la squadra araba giunge alla finale della Coppa del Presidente.

Nel settembre 2007 firma un contratto come allenatore della Dinamo Bucarest, che prima del suo arrivo aveva totalizzato solo 7 punti in 5 partite, diventando così l'unico allenatore ad aver allenato le tre maggiori squadre di Bucarest: National, Steaua e Dinamo. All'esordio sulla panchina dei campioni di Romania vince 5-2 in trasferta contro il Poli Iasi, segnando un avvio promettente per le ambizioni scudetto del presidente Reuters Nicolae Badea. Tuttavia nel novembre 2007 rassegna le dimissioni.

Il ritorno in Italia: Catania[modifica | modifica wikitesto]

2008: subito la salvezza[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º aprile 2008 subentra a Silvio Baldini sulla panchina del Catania. Il debutto in Serie A come allenatore del Catania avviene il 6 aprile vincendo contro il Napoli per 3-0. La settimana successiva perde il derby con il Palermo fuori casa per 1-0. Il 7 maggio esce dalla semifinale di Coppa Italia con la Roma con il risultato di 1-1 dopo che all'andata gli etnei avevano perso per 1-0. Il 18 maggio, pareggiando ancora con la Roma a Catania per 1-1 e grazie ai risultati di Parma-Inter (0-2) ed Empoli-Livorno (2-1), ottiene la salvezza in Serie A. per i siciliani avendo collezionato 8 punti in 7 partite (2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte).

2008-2009: vittoria nel derby e salvezza con record di punti[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato 2008-2009 è ancora allenatore della squadra etnea centrando nelle prime cinque partite tre vittorie, un pareggio contro la Juventus e una sconfitta contro l'Inter arrivando anche a toccare il primo posto in classifica per qualche ora alla 7ª giornata con 14 punti. Il 19 ottobre vince il derby con il Palermo per 2-0. Terminato il girone d'andata all'undicesimo posto con 25 punti e a +10 dalla zona retrocessione, nel girone di ritorno, dopo aver inizialmente attraversato il momento peggiore del campionato (2 punti in 6 partite tra gennaio e febbraio ed eliminazione in Coppa Italia ad opera della Juventus), il Catania si allontana definitivamente dalla zona retrocessione con due vittorie consecutive contro Reggina e Palermo, con quest'ultima che, conseguita al Barbera di Palermo con il risultato storico di 0-4, permise al Catania di ritrovare la vittoria in trasferta dopo 33 turni e stabilire il record di gol di scarto realizzati in una partita fuori casa. La salvezza matematica arriva alla 35ª giornata con tre turni d'anticipo, nonostante la sconfitta casalinga contro la Fiorentina. La domenica successiva, battendo il Napoli in casa per 3-1, il Catania ottiene l'allora record di punti conquistati in Serie A (43). A termine di questa gara Zenga annuncia l'addio alla società etnea.

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 giugno 2009, subentrando all'esonerato Davide Ballardini, firma un contratto biennale con opzione per il terzo, ricco di incentivi in base ai risultati,[14] con il Palermo di Maurizio Zamparini, con una trattativa durata pochi giorni.[15][16][17][18] Esordisce sulla panchina rosanero il 15 agosto nel Terzo turno di Coppa Italia contro la SPAL (4-2). La sua avventura a Palermo dura cinque mesi: il 23 novembre 2009 viene sollevato dall'incarico in seguito a risultati poco positivi culminati il giorno precedente nella 13ª giornata di campionato, nel derby casalingo pareggiato per 1-1 contro il Catania,[19][20] venendo sostituito da Delio Rossi.[21]

Tra i risultati positivi della sua gestione ci sono le vittorie contro Napoli (2-1) alla prima giornata, Juventus (2-0) alla settima e l'unica esterna all'ottava contro il Livorno (2-1). Nella trasferta a San Siro contro l'Inter persa per 5-3, sotto di quattro reti dopo il primo tempo, la squadra segna tre reti in dodici minuti nel secondo. Dalla 5ª alla 9ª la squadra resta imbattuta (due pareggi seguiti da tre vittorie), mentre dalla 10ª al derby la squadra non vince alcuna partita e ottiene due soli punti. Durante la sua esperienza palermitana ottiene il nomignolo di Coach Z.[22][23][24] Zenga rescinde il contratto con la società rosanero il 12 gennaio 2010.[25]

Arabia Saudita ed Emirati Arabi[modifica | modifica wikitesto]

Zenga ad Abu Dhabi nel 2011

L'11 maggio 2010 firma un contratto biennale con gli arabi dell'Al-Nassr, tornando ad allenare nel Golfo dopo l'esperienza del 2007 alla guida dell'Al-Ain.[26] Alla fine di dicembre 2010 tuttavia denuncia che è da quando ha firmato il contratto che non riceve stipendio.[27][28]

Poco dopo lascia la squadra, accordandosi con l'Al-Nasr di Dubai. Porta la squadra al terzo posto finale in campionato, piazzandosi dietro al Baniyas SC e ai campioni dell'Al-Jazira e qualificandosi alla AFC Champions League.

Il 17 dicembre 2011 esce nel 2º girone della Coppa del Presidente degli Emirati Arabi Uniti e il 1º marzo 2012, nonostante la vittoria per 2-0 contro lo Sharjah, abbandona ai gironi anche l'Emirates Cup. Il 7 marzo debutta in Champions League (prima apparizione assoluta anche per il club) nella prima partita della fase a gironi perdendo per 1-0 in trasferta contro gli iraniani del Sepahan. Termina il girone all'ultimo posto con 6 punti non passando il turno. In campionato si piazza questa volta al secondo posto con 41 punti dietro all'Al Ain (55 punti).

Nella nuova stagione ritrova Giuseppe Mascara, suo giocatore ai tempi del Catania, e il 20 dicembre viene eliminato agli ottavi nella Coppa del Presidente. A fine stagione la squadra ottiene il sesto posto in campionato e il 1º giugno Zenga viene esonerato[29] nonostante un altro anno di contratto.[30]

Il 26 ottobre diventa il tecnico dell'Al-Jazira, altra società degli Emirati Arabi,[31] venendo esonerato dal club il 15 maggio 2014.[32]

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1978-1979 Italia Salernitana C1 3 -6 - - - - - - - - - 3 -6
1979-1980 Italia Savona C2 23 -19 - - - - - - - - - 23 -19
1980-1981 Italia Sambenedettese C1 33 -19 - - - - - - - - - 33 -19
1981-1982 B 34 -26 CI 4 -5 - - - - - - 38 -31
Totale Sambenedettese 67 -45 4 -5 - - - - 71 -50
1982-1983 Italia Inter A 0 0 CI 5 -5 CdC 0 0 - - - 5 -5
1983-1984 A 30 -23 CI 5 -6 CU 6 -7 - - - 41 -36
1984-1985 A 25 -23 CI 10 -8 CU 8 -8 - - - 43 -39
1985-1986 A 30 -33 CI 4 -4 CU 10 -11 - - - 44 -48
1986-1987 A 29 -16 CI 9 -7 CU 8 -4 - - - 46 -27
1987-1988 A 26 -31 CI 11 -8 CU 6 -4 - - - 43 -43
1988-1989 A 33 -19 CI 5 -7 CU 5 -5 - - - 43 -31
1989-1990 A 31 -26 CI 4 -3 CC 2 -2 SI 1 0 38 -31
1990-1991 A 32 -27 CI 4 -3 CU 12 -7 - - - 48 -37
1991-1992 A 31 -27 CI 6 -8 CU 2 -2 - - - 39 -37
1992-1993 A 29 -26 CI 5 -8 - - - - - - 34 -34
1993-1994 A 32 -43 CI 5 -5 CU 12 -10 - - - 49 -58
Totale Inter 328 -294 73 -72 71 -60 1 0 473 -426
1994-1995 Italia Sampdoria A 34 -37 CI 4 -6 CdC 8 -12 SI 1 -1 47 -56
1995-1996 A 7 -6 CI 0 0 - - - - - - 7 -6
Totale Sampdoria 41 -43 4 -6 8 -12 1 -1 54 -62
1996-1997 Italia Padova B 21 -20 CI 1 -1 - - - - - - 22 -21
1997 Stati Uniti New England Revolution MLS 22 -28 - - - - - - - - - 22 -28
1998 MLS 0 0 - - - - - - - - - 0 0
1999 MLS 25 -45 - - - - - - - - - 25 -45
Totale New England Revolution 47 -73 - - - - - - 47 -73
Totale carriera 530 -500 82 -84 79 -72 2 -1 693 -657

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
08/10/1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole -
15/11/1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -2
06/12/1986 La Valletta Malta Malta 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
24/01/1987 Bergamo Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Qual. Euro 1988 -
14/02/1987 Lisbona Portogallo Portogallo 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
18/04/1987 Colonia Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
28/05/1987 Oslo Norvegia Norvegia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
03/06/1987 Stoccolma Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -1
10/06/1987 Zurigo Italia Italia 3 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
23/09/1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
17/10/1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
14/11/1987 Napoli Italia Italia 2 – 1 Svezia Svezia Qual. Euro 1988 -1
05/12/1987 Milano Italia Italia 3 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Euro 1988 -
20/02/1988 Bari Italia Italia 4 – 1 URSS URSS Amichevole -1
31/03/1988 Spalato Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Amichevole -1
27/04/1988 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 3 Italia Italia Amichevole -
04/06/1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole -1
10/06/1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º Turno -1
14/06/1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º Turno -
17/06/1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º Turno -
22/06/1988 Stoccarda URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semif. -2
19/10/1988 Pescara Italia Italia 2 – 1 Norvegia Norvegia Amichevole -1
22/12/1988 Perugia Italia Italia 2 – 0 Scozia Scozia Amichevole -
22/02/1989 Pisa Italia Italia 1 – 0 Danimarca Danimarca Amichevole -
25/03/1989 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
29/03/1989 Sibiu Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
22/04/1989 Verona Italia Italia 1 – 1 Uruguay Uruguay Amichevole -
26/04/1989 Taranto Italia Italia 4 – 0 Ungheria Ungheria Amichevole -
20/09/1989 Cesena Italia Italia 4 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
14/10/1989 Bologna Italia Italia 0 – 1 Brasile Brasile Amichevole -1
11/11/1989 Vicenza Italia Italia 1 – 0 Algeria Algeria Amichevole -
15/11/1989 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
21/12/1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
21/02/1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
31/03/1990 Basilea Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
09/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1990 - 1º Turno -
14/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 1990 - 1º Turno -
19/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º Turno -
25/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi -
30/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti -
03/07/1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 dts
(4-3 dcr)
Italia Italia Mondiali 1990 - Semif. -1
07/07/1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - 3-4 Posto -1 3º Posto
26/09/1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
17/10/1990 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -1
03/11/1990 Roma Italia Italia 0 – 0 URSS URSS Qual. Euro 1992 -
22/12/1990 Limassol Cipro Cipro 0 – 4 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
13/02/1991 Terni Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Amichevole -
01/05/1991 Salerno Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Qual. Euro 1992 -1
05/06/1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -2
12/06/1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup -1
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -1
12/10/1991 Mosca URSS URSS 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
21/12/1991 Foggia Italia Italia 2 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1992 -
19/02/1992 Cesena Italia Italia 4 – 0 San Marino San Marino Amichevole -
25/03/1992 Torino Italia Italia 1 – 0 Germania Germania Amichevole -
31/05/1992 New Haven Italia Italia 0 – 0 Portogallo Portogallo USA Cup -
04/06/1992 Boston Italia Italia 2 – 0 Irlanda Irlanda USA Cup -
Totale Presenze (31º posto) 58 Reti -21

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Zenga festeggia assieme ad Aldo Serena la vittoria dello scudetto dei record

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1988-1989
Inter: 1989

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1990-1991, 1993-1994

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Steaua Bucarest: 2004-2005
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

1986-1987
1989, 1990, 1991
1990

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposato tre volte: la prima con Elvira Carfagna, con la quale ha avuto il figlio Jacopo (calciatore anche lui, di ruolo attaccante),[35] la seconda con la conduttrice tv Roberta Termali, con cui ha avuto i figli Nicolò e Andrea (altro calciatore della famiglia, portiere della Sambenedettese fra l'altro ex squadra del padre),[36] e la terza con la rumena Raluca Rebedea, da cui il 19 novembre 2009 ha avuto Samira[24] e nel 2012 Walter jr.[37]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 37.
  2. ^ Walter Zenga Ilfoglio.it
  3. ^ Da "Le testimonianze" (allegato pdf al sito macallesi.it) a pag. 8 e 9 che ha pubblicato il suo secondo cartellino.
  4. ^ Il nome della società è stato fin dal 1927 storpiato in "Maccalesi" tanto da essere stato adottato dai giocatori della società stessa il diminutivo "Macca".
  5. ^ Nella sede di viale Ungheria dove all'epoca c'erano i capannoni della Caproni.
  6. ^ Matteo Cruccu, «Per quella maglia falsificai la mia età», milano.corriere.it, 14 settembre 2010. URL consultato il 14 giugno 2012.
  7. ^ Walter Zenga: dai pali alla panchina!, Calciopro.com. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  8. ^ a b c d e Ritratti: Walter Zenga Ilfoglio.it
  9. ^ Lascia il campo in lacrime, club vuole cacciarlo. URL consultato il 27 agosto 2013.
  10. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 11 (1994-1995), Panini, 16 luglio 2012, p. 10.
  11. ^ Minuti di imbattibilità portieri Repubblica.it
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