Spalato

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Spalato
Split
Spalato - Bandiera
Spalato - Stemma
Panorama di Spalato
Stato: bandiera Croazia
Regione: Regione spalatino-dalmata
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Coordinate: 43°30′″N 16°26′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inattesoCoordinate: 43°30′″N 16°26′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inatteso
Abitanti : 188.694  (2001)
CAP: 21000
Prefisso tel: 021
Nome abitanti: Spalatini
Sindaco: Ivan Kuret
Spalato (Croazia)
Spalato
Spalato
Sito istituzionale

Spalato (in croato Split), dal latino Salonae Palatium, è la più grande e, assieme a Zara, la più importante città della Dalmazia; con i suoi 188.694 abitanti (2001) è anche il secondo centro della Croazia. Spalato è capoluogo della Contea spalatino-dalmata, sede universitaria e arcivescovile.

Indice

[modifica] La popolazione

La città per secoli fece parte della Repubblica di Venezia. Entrata a far parte dell'Impero austriaco nel 1797, già dal 1848 crebbe la diffidenza austriaca verso la componente italiana della popolazione di Spalato, che costituiva un pericolo per l'integrità dell'Impero.
Fu per questo motivo che il governo austriaco favorì, soprattutto dopo l'incorporazione del Lombardo-Veneto all'Italia (1859-1866), il formarsi di una coscienza nazionale croata, allo scopo di contrastare l'irredentismo italiano. Vennere cosi' aperte di scuole in lingua croata e contemporaneamente si verificò una sistematica chiusura delle scuole italiane. In Dalmazia fu inoltre in tutti i modi favorito l'affermarsi dei partiti croati, e così in questa regione nel giro di pochi decenni la consistenza numerica degli italiani crollò. All'inizio del XIX secolo la popolazione italiana ammontava a circa il 60% degli abitanti, ma già nel censimento austriaco del 1910 era crollata al 10% (ed ora è quasi sparita).

Attualmente, dei 188.694 abitanti 95,15% sono croati mentre i restanti 4,85% appartengono ad altre nazionalità (bosniaci, montenegrini, sloveni, serbi ed italiani).

Inoltre l' 88,37% dei cittadini sono cattolici, il 5,26% agnostici, il 3,78 % non dichiarano la loro religione, il 2,12% ortodossi e lo 0,46% appartengono ad altre religioni.

[modifica] Storia

Colonia Siracusana, fu fondata durante il regno di Dionisio il vecchio (395 a.C.) con il nome di Aspálathos. La Spalato romana è rappresentata dallo sfarzoso palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatto costruire nel 293 d.C.

Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già colonia greca e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono fra le sue mura, fondando così la città di Spalatum: forse il nome della nuova città-palazzo deriva proprio dal latino palatium.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, del quale era formalmente la capitale. Successivamente fu nel Regno Magiaro-Croato, nel contesto del quale la città mantenne la sua autonomia comunale, ebbe pochi anni d'indipendenza, quindi fece parte per oltre quattro secoli dei domini della Repubblica di Venezia, lasciando in eredità numerose vestigia; dal crollo della Serenissima nel 1797 si susseguirono le dominazioni dell'Impero di Francia, e dell'Impero Asburgico. L'Impero Ottomano invece mai riuscì a conquistarla.

L'influenza italiana (latina, dalmatoromana, veneta) persiste nei secoli grazie agli scambi commerciali; forte è l'influsso del mondo veneziano, che comporterà il graduale passaggio dal dialetto romanzo, derivato direttamente dal latino, al veneto, divenuto una vera e propria lingua franca nel Mar Mediterraneo orientale, accanto ad un costante accrescimento della componente croata della popolazione. La comunità italiana conobbe anche apporti immigratori dalla penisola. Fino al periodo austriaco la situazione linguistica di Spalato, così come di molte altre città dalmate, fu assai complessa, dividendosi per nazionalità e per classi sociali. Lingua ufficiale e della cultura rimase l'italiano, utilizzato dall'aristocrazia e dalla più ricca ed influente borghesia, mentre la piccola borghesia e gli artigiani si esprimevano prevalentemente in dialetto veneto. La popolazione croata era invece sostanzialmente bilingue, utilizzando il croato - nella variante dialettale locale - nell'ambito familiare e del piccolo commercio, e il dialetto veneto (o l'italiano, a seconda del grado di istruzione) come lingua franca di comunicazione. Come testimoniò l'ultimo podestà italiano di Spalato - Antonio Bajamonti - l'italiano era capito da tutta la popolazione della città.

Nella seconda metà del 1800 il forte sentimento di appartenenza nazionale che invase tutta l'Europa giunse anche a Spalato; vennero fondati giornali, circoli e movimenti irredentisti italiani e, in misura minore, croati. A partire dal 1882, dopo la caduta della Giunta retta dal Partito Autonomista dell'italiano Antonio Bajamonti, Spalato venne governata da partiti filocroati - detti puntari - che avevano raggiunto ormai la maggioranza, relegando i partiti filoitaliani - detti tolomasi - a una minoranza, che vide diminuire progressivamente la propria influenza in città. La progressiva presa di coscienza dell'identità croata e il crescente afflusso di croati dalle zone circostanti fece regredire gradualmente anche l'uso dell'italiano, che pur conservò notevole prestigio per tutto il periodo austriaco ed ebbe un certo suo rilievo fino alla fine della Seconda guerra mondiale.

Cartolina di Spalato italiana (fatta nel 1942)

Con la dissoluzione dell'Impero asburgico in seguito alla Prima guerra mondiale, Spalato - nonostante la lotta di una parte della popolazione che ne voleva l'incorporazione nel Regno d'Italia - entrò a far parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, che nel 1919 divenne Regno di Jugoslavia. Ciò comportò l'esodo di una parte della popolazione italiana. Le istituzioni scolastiche italiane vennero ulteriormente ridotte, ma la comunità italiana residua riuscì a sopravvivere. Nel censimento austriaco del 1910 a Spalato vi erano 2.082 italiani (cioè il 10,1% della popolazione totale di 20.536 abitanti), ma nel 1941 (quando l'Italia annesse Spalato) ve ne restavano meno di un migliaio.

[modifica] Spalato nel Regno d`Italia (regime fascista)(1941-1943)

A seguito della vittoriosa campagna militare di Jugoslavia ed ai Patti di Roma del 18 maggio 1941 conclusi col neonato Stato Indipendente di Croazia sorto dal disfacimento della Jugoslavia, il Regno d'Italia comprese sotto la propria sovranità sia i territori del Patto di Londra del 1915, sia Spalato e Cattaro, erette a nuove province italiane che, con quella di Zara, costituirono il Governatorato della Dalmazia.

Spalato italiana in una mappa del Governatorato della Dalmazia (1941-1943). Il verde scuro indica le aree appartenenti al Regno d'Italia, l'area rossa indica il Regno di Croazia di Pavelic

La situazione etnica era la seguente: nel 1941 a Zara vi erano 20.000 italiani e 2.000 croati. Nel resto della Dalmazia vi erano circa 4 mila italiani, con i nuclei più consistenti a Spalato, Ragusa, Sebenico, Curzola e Cattaro. Cionondimeno, il regime applicò immediatamente una serie di misure per italianizzare il più velocemente possibile le regioni annesse.

La situazione a Spalato fu estremamente critica per la popolazione croata. L'italianizzazione venne perseguita spesso in modo talmente ottuso che perfino una buona parte della comunità italiana autoctona ne rimase sconcertata. I croati di Spalato furono quindi sostanzialmente favorevoli al movimento partigiano di Josip Broz Tito.

Con il 25 luglio 1943, sfollò il personale del "Governatorato della Dalmazia" e delle organizzazioni politiche giunto dalla Penisola nel 1941.

Il 10 settembre, mentre Zara veniva presidiata dai tedeschi, a Spalato entravano i partigiani. Vi rimasero sino al 26 settembre, sostenendo una battaglia difensiva per impedire la presa della città da parte dei tedeschi. La Divisione italiana Bergamo, di stanza proprio a Spalato e precedentemente impegnata per anni proprio nella lotta antipartigiana, in quel frangente appoggiò in massima parte i partigiani e combatté in condizioni psicologiche e materiali difficilissime contro le truppe germaniche, fra le quali la famigerata Divisione della Waffen SS Prinz Eugen. Mentre si svolgevano quei 16 giorni di lotta, fra Spalato e Traù i partigiani soppressero 134 italiani, compresi agenti di pubblica sicurezza, carabinieri, guardie carcerarie ed alcuni civili. Spezzata la resistenza dei partigiani e della Bergamo, i tedeschi sottoposero il corpo ufficiali della Divisione ad una decimazione sotto l'accusa di alto tradimento. Dopo un procedimento sommario, tre generali e quarantotto ufficiali italiani vennero trasportati nella vicina località di Trilj (in italiano Treglia) e fucilati. I loro corpi vennero recuperati in seguito, ed oggi riposano nella cripta del Tempio Votivo del Lido di Venezia.

Spalato passò quindi sotto il controllo degli Ustascia. Durante questo periodo vennero sistematicamente distrutti tutti i simboli che in qualche modo collegassero Spalato all'Italia, compresi parecchi "Leoni di San Marco" del periodo veneziano.

Al termine della guerra la comunità italiana si dissolse con un triste e drammatico esodo verso l'Italia. Solo qualche dozzina di Italiani rimasero a Spalato negli anni cinquanta.

[modifica] Spalato nella Croazia jugoslava (regime comunista)

Nel dopoguerra Spalato fu assegnata alla Jugoslavia ossia alla Repubblica Socialista di Croazia nel periodo 1944-1991. Dalla dissoluzione jugoslava del giugno 1991 fa parte della Croazia indipendente.

[modifica] Spalato nella Croazia indipendente (regime democratico)

Attualmente Spalato fa parte della Croazia indipendente, avendo subito danni nella guerra degli anni novanta. Negli ultimi anni la città sta godendo di un periodo di notevole espansione economica, legato anche al prossimo ingresso della Croazia nella Comunità Europea.

In città, nonostante tutte le vicende storiche, è sopravvissuta una piccolissima ma radicata minoranza autoctona italiana che dai primi anni novanta, subito dopo la dissoluzione della Jugoslavia e la guerra in Croazia 1991-1995, si è costituita ufficialmente in Comunità degli Italiani. Spalato è inoltre sede di un Consolato Italiano molto attivo nella tutela e valorizzazione della cultura e del patrimonio latini, veneti e italiani del territorio. È stata aperta pure una sede della Società Dante Alighieri, anch'essa molto attiva in ambito culturale.

[modifica] Attrazioni

Spalato è famosa soprattutto per il Palazzo di Diocleziano, la porta Aurea e la cattedrale con il suo celebre campanile. È inoltre sede arcivescovile. Nelle vicinanze sono notevoli le rovine romane di Salona e gli scavi archeologici andrebbero ampliati, ma il paesaggio circostante è stato occupato, nel secolo scorso, da una vasta zona industriale. Sono comunque in studio piani di recupero e tutela. Subito ad Ovest si trovano le storiche località turistiche dei Sette Castelli e lo specchio di mare che da essi prende nome: la Baia dei Castelli, che la Penisola di Spalato insieme all'Isola di Bua separano dal Mar Adriatico.

[modifica] Sport

Si dice che Spalato sia una delle città tra le più sportive del mondo.[senza fonte] Sono nati in questa città i tennisti Goran Ivanišević e Mario Ančić, nonché i cestisti Toni Kukoč e Dino Radja e la campionessa mondiale 2007 di salto in alto Blanka Vlašić. Vi sono tante società di calcio (Hajduk su tutte), pallacanestro, pallanuoto, pallamano, tennis, arti marziali, nuoto, bocce, rugby, baseball, softball.

Da Spalato vengono tanti vincitori delle varie coppe europee: nella pallacanestro maschile - KK Split (sotto il nome Jugoplastika e POP 84), nella pallanuoto - VK POŠK, VK Jadran, VK Mornar, nella pallamano femminile - RK Nada (sotto il nome Dalma), nel rugby - RK Nada.

[modifica] Economia

La città di Spalato è stata sede in passato di grandi industrie nel settore delle costruzioni navali, della chimica, della carta e dell'abbigliamento. Dopo il collegamento, avvenuto nel 2005, di Spalato con il resto della rete autostradale croata i collegamenti esterni della città sono stati ulteriormente facilitati e sono completati dalla presenza di un porto con collegamenti tramite traghetto sia con le isole dalmate che con le altre principali città costiere croate e con alcune città italiane come Ancona e Pescara. La compagnia di navigazione più importante su queste rotte è la Jadrolinija.

I collegamenti aerei sono garantiti dalla presenza in città del terzo aeroporto più importante della Croazia.

[modifica] Località

Il Comune di Spalato è costituito da 8 insediamenti (naselja): Villa Cornacchie (Donje Sitno), Villa Cornacchie Superiore (Gornje Sitno), Sasso di Spalato (Kamen), Pozzo (Slatine), Spalato, Santa Croce (Srinjine), Stobrezio (Stobreč) e Molini del Pantano [Santa Maria di Sarnovizza] (Žrnovnica).

[modifica] Circoscrizioni

La città di Spalato è suddivisa nelle seguenti circoscrizoni o quartieri (gradskih kotareva): Le Botticelle (Bačvice), Lo Stagno-La Scrappa (Blatine-Škrape), Vallo (Bol), I Colli (Brda), Città Vecchia-Città Nuova (Grad), I Grippi (Gripe), Caprario o Cabàn (Kman), Cazzana (Kocunar), Làcoli o San Pietro degli Stagni (Lokve), Laureto (Lovret), Borgo Arcuzio-Borgo Manusio (Lučac-Manuš), San Martino e Cosimo (Meje), Contrada Cavosoli (Mejaši), Mirculano (Mertojak), Vallisella (Neslanovac), Torricella (Pisano Kame), Muclalonga (Plokite), Contrada Cila (Pujanke), Campanana (Ravne njive), Seròbigla (Sirobuja), Spalato 3 (Split 3), Seldirini (Sućidar), Signa (Šine), Spinotta (Špinut), Canneto o Calameto (Trstenik) , Borgo Grande (Varoš), Monticello (Visoka) e Giugnano (Žnjan).


[modifica] Personalità legate a Spalato

  • La famiglia di Sylva Koscina proviene da Spalato e da Traù
  • Il celebre poeta Ugo Foscolo, nato a Zacinto, visse la sua giovinezza e compì i primi studi presso il seminario arcivescovile della città dalmata

[modifica] Gemellaggi

Spalato è gemellata con:

[modifica] Bibliografia

  • Dario Alberi, Dalmazia - Storia, arte e cultura, edizioni LINT Trieste, ISBN 9788881902446
  • Giulio Vignoli, Gli Italiani dimenticati. Minoranze italiane in Europa, Giuffrè editore, Milano, 2000, cap. V (sulla tuttora persistente minoranza italiana a Spalato
  • Luigi Tomaz, Il confine d'Italia in Istria e Dalmazia. Duemila anni di storia, Presentazione di Arnaldo Mauri, Think ADV, Conselve 2007.

[modifica] Vodi correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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