Provincia di Cattaro

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Provincia di Cattaro
ex provincia
Dati amministrativi
Stato bandiera Regno d'Italia
Capoluogo Cattaro
Data di istituzione 1941
Data di soppressione 1943
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°25′40″N 18°46′07″E / 42.42778°N 18.76861°E / 42.42778; 18.76861 (Provincia di Cattaro)Coordinate: 42°25′40″N 18°46′07″E / 42.42778°N 18.76861°E / 42.42778; 18.76861 (Provincia di Cattaro)
Abitanti  ?
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Localizzazione

La provincia di Cattaro, esistita dal 1941 al 1943, era una suddivisione amministrativa del Governatorato di Dalmazia istituita durante la Seconda guerra mondiale, secondo il Regio Decreto Legge del 18 maggio 1941 n. 452[1] e quanto stabilito dal Regio Decreto Legge del 7 giugno 1941 n. 453[2].

Indice

Caratteristiche [modifica]

Se la struttura del Governatorato di Dalmazia aveva la funzione transitoria di introdurre progressivamente la legislazione nazionale nella regione, il governo di Roma decise di istituire fin dall'inizio degli enti che prefigurassero la piena creazione degli ordinari uffici provinciali dopo la fine della guerra.

La Provincia di Cattaro comprendeva i centri di Cattaro, Perasto, Castelnuovo, con un piccolo entroterra per una superficie totale di circa 547 km² e 39.800 abitanti.

Mappa del Governatorato di Dalmazia, con la "Provincia di Cattaro"

Aveva quindi un territorio che seguiva grosso modo i vecchi limiti veneziani ed austriaci, a cui si aggiungevano la Valle dei Canali con Gruda e l'isola di Saseno di fronte a Valona, sulle coste dell'Albania, che era stata scorporata dalla provincia di Zara, di cui aveva fatto parte dal 1920. Comprendeva anche un territorio appartenente all'estremo inferiore della Dalmazia croata, intorno alla cittadina di Gruda poco lontano da Ragusavecchia, l'attuale Cavtat.

La popolazione era maggioritariamente slava, ma vi erano circa tremila italiani residenti quasi tutti a Cattaro, Perasto e Budua: molti di loro si dichiaravano "autoctoni", ossia discendenti dai dalmati italiani che abitavano l'area fin dal medioevo. La quasi totalitá della popolazione era cattolica, ma vi era una piccola minoranza ortodossa.

Nell'estate 1943, di fronte alle notizie che giungevano dalla Sicilia invasa dagli angloamericani, la resistenza partigiana slava intensificò fortemente gli attacchi nella zona, tanto che il governo Badoglio fu costretto a decretare lo stato d'assedio e l'amministrazione militare diretta, sgomberando il personale civile. Dopo l'annuncio dell'armistizio di Cassibile la Wehrmacht attaccò il territorio, che resistette per diversi giorni sotto assedio, capitolando il 15 settembre. I tedeschi tennero quindi Cattaro sotto il loro diretto controllo per un anno, considerandolo punto militare strategico, fino all'arrivo delle truppe di Tito ai primi di ottobre del 1944.

Comuni della Provincia [modifica]

I 15 Comuni della Provincia di Cattaro erano i seguenti:[3].

Prefetti della Provincia [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • De Castro, Diego. Appunti sul problema della Dalmazia. Roma, 1945
  • Praga, Giuseppe. Storia di Dalmazia. Dall'Oglio editore. Varese, 1981
  • Rodogno, Davide. Il nuovo ordine mediterraneo. Ed. Bollati Boringhieri. Torino, 2003
  • Mario Missori, Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia, Roma, Bibliografia Nazionale, 1989. p. 641:ISBN 88-7125-004-4 Estratto Sussidi, 2

Note [modifica]

  1. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452
  2. ^ R.D. 7 giugno 1941, n. 453
  3. ^ Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 499. È indicata la denominazione ufficiale in lingua italiana e in lingua locale, così come riportata nel testo citato. Qualora il nome in lingua slava non sia conforme all'attuale, si riporta fra parentesi anche quest'ultima denominazione.

Voci correlate [modifica]